IL MINISTRO
DELL'ISTRUZIONE E DEL MERITO
Visto l'articolo 117, secondo comma, lettera n), della
Costituzione;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante «Disciplina
dell'attivita' di Governo e l'ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri» e, in particolare, l'articolo 17, commi 3 e
4;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante
«Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti
in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e
grado» e, in particolare, l'articolo 205;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, concernente «Regolamento recante norme in materia di autonomia
delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'articolo 21 della legge
15 marzo 1997, n. 59» e, in particolare, l'articolo 8, che stabilisce
che con decreto del Ministro dell'istruzione e del merito sono
definiti i curriculi per i diversi tipi e indirizzi di studio;
Vista la Raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22
maggio 2018, n. 189/01, relativa alle competenze chiave per
l'apprendimento permanente;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante «Disposizioni in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti» e, in
particolare, l'articolo 3;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante «Delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa» e, in particolare, l'articolo 21,
commi 1, 2 e 13;
Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante «Norme per la parita'
scolastica e disposizioni sul diritto allo studio ed all'istruzione»;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» e, in
particolare, l'articolo 1, comma 622;
Visto il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, recante «Norme
in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo
ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181,
lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107»;
Vista la legge 20 agosto 2019, n. 92, recante «Introduzione
dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n.
89, recante «Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione
ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133»;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca 16 novembre 2012, n. 254, concernente «Regolamento
recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione, a norma dell'articolo
1, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo
2009, n. 89»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2010,
recante «Approvazione dei traguardi per lo sviluppo delle competenze
e gli obiettivi di apprendimento dell'insegnamento della religione
cattolica per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo
d'istruzione», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7
maggio 2010;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 14
del 30 gennaio 2024, recante «Schema di decreto di adozione dei
modelli di certificazione delle competenze», pubblicato nel sito
internet istituzionale del Ministero dell'istruzione e del merito;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 47
del 18 marzo 2024, modificato dai successivi decreti del Ministro
dell'istruzione e del merito n. 14 del 29 gennaio 2025 e n. 34 del 27
febbraio 2025, che ha istituito una Commissione di studio per lo
svolgimento di attivita' consultiva e di supporto al Ministro per
l'elaborazione di proposte in merito alla definizione delle linee di
indirizzo dei nuovi curricoli nelle scuole del primo e del secondo
ciclo di istruzione, anche al fine della eventuale revisione delle
Indicazioni nazionali e delle Linee guida;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 173
del 9 agosto 2024, che ha istituito le Commissioni di studio composte
da esperti disciplinaristi per lo svolgimento di attivita' consultive
e di supporto al Ministro volte all'elaborazione di proposte in
merito alla definizione delle linee di indirizzo dei nuovi curricoli
nelle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione, anche al
fine della eventuale revisione delle Indicazioni nazionali e delle
Linee guida, in coerenza con le attivita' della Commissione
costituita con il citato decreto del Ministro dell'istruzione e del
merito n. 47 del 18 marzo 2024;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 183
del 7 settembre 2024, recante «Adozione delle linee guida per
l'insegnamento dell'educazione civica», pubblicato nel sito internet
istituzionale del Ministero dell'istruzione e del merito;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 20
del 4 febbraio 2025, con il quale e' stato adottato l'atto di
indirizzo politico istituzionale concernente l'individuazione delle
priorita' politiche del Ministero dell'istruzione e del merito per
l'anno 2025;
Preso atto della proposta delle Indicazioni nazionali per il
curriculo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione,
elaborate dalla Commissione di cui al citato decreto ministeriale n.
47 del 2024, trasmesse con nota prot. n. 1702 del 18 marzo 2025 del
Capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e
formazione;
Vista la nota prot. 11544 del 20 marzo 2025, con la quale e' stato
dato avvio a una consultazione pubblica rivolta alle scuole
dell'infanzia e alle istituzioni scolastiche del primo ciclo di
istruzione, mediante compilazione di un questionario, prorogata con
nota prot. 15297 del 10 aprile 2025 e conclusa il 17 aprile 2025;
Considerati gli esiti di tale consultazione pubblica, emersi dai
questionari compilati dalle istituzioni scolastiche;
Considerati gli esiti delle audizioni effettuate dalla Commissione
medesima con associazioni professionali e disciplinari, associazioni
dei genitori e degli studenti e organizzazioni sindacali a partire
dal 18 marzo 2025;
Vista la nuova proposta delle Indicazioni nazionali per il
curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione,
acquisita dalla Presidente della Commissione con prot. n. 22571 del
10 giugno 2025;
Acquisito il parere del Consiglio superiore della pubblica
istruzione, reso nella seduta plenaria n. 151 del 27 giugno 2025;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 9 settembre 2025
e del 4 novembre 2025;
Vista la nota del 25 novembre 2025 prot. GABMI n. 206084 con la
quale e' stata data comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei
ministri, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del
1988;
Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1
Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione
1. Con il presente regolamento sono adottate le allegate
Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e
del primo ciclo di istruzione, che ne costituiscono parte integrante
e che sostituiscono le Indicazioni nazionali allegate al decreto del
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 16
novembre 2012, n. 254.
2. A decorrere dall'anno scolastico 2026/2027, le scuole
dell'infanzia e le scuole del primo ciclo di istruzione del sistema
nazionale di istruzione adottano le Indicazioni nazionali di cui al
comma 1, a partire dalle classi prime della scuola primaria e della
scuola secondaria di primo grado, procedendo in prima attuazione e
con gradualita' alla rielaborazione del curricolo d'istituto.
Art. 2
Ordinamento e discipline di insegnamento
1. Le discipline di insegnamento nel primo ciclo di istruzione
sono: italiano, lingua inglese, seconda lingua comunitaria per la
scuola secondaria di primo grado, storia, geografia, matematica,
tecnologia, scienze, musica, arte e immagine, educazione motoria per
la scuola primaria ed educazione fisica per la scuola secondaria di
primo grado.
2. Resta fermo quanto previsto dal decreto del Presidente della
Repubblica 20 marzo 2009, n. 89, che disciplina l'orario di
funzionamento della scuola dell'infanzia, il tempo scuola e i modelli
orario della scuola primaria, l'orario annuale obbligatorio e il
quadro orario settimanale e annuale delle discipline della scuola
secondaria di primo grado.
3. L'insegnamento del latino per l'educazione linguistica (LEL)
puo' essere avviato, in via di prima applicazione, a partire dalle
classi seconde e terze funzionanti nell'anno scolastico 2026/2027,
utilizzando gli spazi di autonomia, flessibilita' e ampliamento
dell'offerta formativa, nelle more dell'integrazione del quadro
orario settimanale e annuale della scuola secondaria di primo grado,
di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo
2009, n. 89.
4. L'insegnamento trasversale dell'educazione civica e' assicurato
nei modi previsti della legge 20 agosto 2019, n. 92.
5. A decorrere dall'anno scolastico 2026/2027, per i percorsi ad
indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado, si applica
a partire dalle classi prime la sezione delle Indicazioni nazionali
relativa all'insegnamento dello strumento musicale.
6. L'insegnamento della religione cattolica e' assicurato in
conformita' al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio
2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2010.
Art. 3
Editoria scolastica
1. L'editoria scolastica adegua i contenuti dei libri di testo
destinati alle scuole del primo ciclo alle Indicazioni nazionali
adottate con il presente regolamento, a partire dalle classi prime di
scuola primaria e di scuola secondaria di primo grado per l'anno
scolastico 2026/2027 e, limitatamente alla disciplina «storia», dalla
classe terza di scuola primaria per l'anno scolastico 2027/2028.
Art. 4
Regioni a statuto speciale
e province autonome di Trento e di Bolzano
1. La regione autonoma della Valle d'Aosta e le province autonome
di Trento e di Bolzano provvedono alle finalita' di cui al presente
regolamento nell'ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi
dei rispettivi statuti speciali e delle relative norme di attuazione
e compatibilmente con quanto disposto dai rispettivi ordinamenti.
2. Le disposizioni del presente decreto si applicano anche alle
scuole con lingua di insegnamento slovena o bilingue
italiano-sloveno, fatte salve le modifiche e integrazioni per gli
opportuni adattamenti.
Art. 5
Disposizioni transitorie e finanziarie
1. Le Indicazioni nazionali per il curricolo allegate al decreto
del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 16
novembre 2012, n. 254 continuano ad applicarsi per le classi
intermedie di scuola primaria e secondaria di primo grado gia'
funzionanti nell'anno scolastico 2025/2026, fino alla conclusione dei
rispettivi corsi. Nell'anno scolastico 2027/2028, le classi terze di
scuola primaria anticipano l'adozione delle Indicazioni nazionali
limitatamente alla disciplina «storia».
2. Fino alla completa attuazione delle Indicazioni nazionali di cui
all'articolo 1, comma 1, i collegi dei docenti adattano e rimodulano
il curricolo per le classi della scuola primaria e della scuola
secondaria di primo grado per le discipline che presentano competenze
attese, obiettivi specifici di apprendimento e conoscenze con una
scansione temporale diversa rispetto a quella delle Indicazioni
nazionali allegate al decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 16 novembre 2012, n. 254.
3. Ai sensi del comma 1, il decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 16 novembre 2012, n. 254 e le
allegate Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione cessano di avere
efficacia a decorrere dall'anno scolastico 2026/2027 per la scuola
dell'infanzia, dall'anno scolastico 2028/2029 per la scuola
secondaria di primo grado e dall'anno scolastico 2030/2031 per la
scuola primaria. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento, gli articoli 3 e 4 del decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 16 novembre 2012,
n. 254 sono abrogati.
4. Dall'attuazione del presente regolamento non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti ivi previsti
con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a
legislazione vigente.
Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara'
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Roma, 9 dicembre 2025
Il Ministro: Valditara
Visto, il Guardasigilli: Nordio
Registrato alla Corte dei conti il 31 dicembre 2025
Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dell'istruzione e del
merito, del Ministero dell'universita' e della ricerca e del
Ministero della cultura, n. 2547
Indicazioni Nazionali per il curricolo
Scuola dell'infanzia
e Scuole del Primo ciclo di istruzione
Premessa culturale generale delle Indicazioni Nazionali per il
curricolo
Finalita' della scuola dell'infanzia e del primo ciclo
Profilo dello studente
Obiettivi generali del processo formativo
L'organizzazione del curricolo
Indicazioni Nazionali per la scuola dell'infanzia
Campo di esperienza 'Il se' e l'altro'
Campo di esperienza 'Il corpo e il movimento'
Campo di esperienza 'Immagini, suoni e colori'
Campo di esperienza 'I discorsi e le parole'
Campo di esperienza 'La conoscenza del mondo'
Dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria
Italiano
Latino per l'educazione linguistica (LEL)
Lingua inglese
Seconda lingua comunitaria
Storia
Geografia
Educazione integrata matematico-scientifico-tecnologica (STEM)
Matematica
Scienze
Tecnologia
Musica
Strumento musicale
Arte e immagine
Educazione motoria - educazione fisica
Commissione
Coordinatrice scientifica
Loredana Perla - P.O. di didattica e pedagogia speciale,
Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro
Vice Coordinatore e supporto tecnico
Francesco Emmanuele Magni - P.A. di pedagogia generale e sociale,
Universita' degli Studi di Bergamo
Componenti
Laura Sara Agrati - P.O. di pedagogia sperimentale, Universita'
Telematica Pegaso
Giuseppa Cappuccio - P.O. di pedagogia, Universita' Sperimentale
degli Studi di Palermo
Massimiliano Costa - P.O. di pedagogia generale e sociale,
Universita' degli Studi "Ca' Foscari" di Venezia
Evelina Scaglia - P.A. di storia della pedagogia e
dell'educazione, Universita' degli Studi di Bergamo
Alessia Scarinci - P.O. di pedagogia sperimentale, Universita'
degli Studi del Salento
Viviana Vinci - P.O. di pedagogia sperimentale, Universita' degli
Studi di Foggia
Esperti scuola dell'infanzia
Aurelia Speciale - Dirigente scolastico, Istituto comprensivo
"Cisternino", Cisternino (BR)
Vincenza Albano - Insegnante di scuola dell'infanzia, Istituto
comprensivo "Devitofrancesco-Giovanni XXIII-Binetto", Grumo Appula
(BA)
Raffaella Forliano - Insegnante di scuola dell'infanzia, Istituto
comprensivo "Vico de Carolis", Taranto
ITALIANO
Coordinatori
Claudio Giunta - P.O. di letteratura italiana, Universita' di
Torino
Claudio Marazzini - Prof. Emerito, gia' P.O. di linguistica
italiana, Universita' degli Studi del Piemonte Orientale 'Amedeo
Avogadro', Presidente onorario dell'Accademia della Crusca
Esperti
Clizia Carminati - P.A. di letteratura italiana, Universita'
degli Studi di Bergamo
Elisa Corino - P.O. di didattica delle lingue moderne,
Universita' di Torino
Simone Paiano - Dirigente scolastico, Istituto comprensivo
"Toscanini-Perotti", Torino
Davide Profumo - Docente, Liceo Scientifico "Cannizzaro",
Vittoria (Ragusa)
LATINO PER L'EDUCAZIONE LINGUISTICA (LEL)
Coordinatore
Andrea Balbo - P.O. di lingua e letteratura latina, Universita'
di Torino
Esperti
Nicoletta Berrino - Docente, Scuola secondaria di I grado
"Giovanni Pascoli", Bari
Loredana Boero - Docente, Liceo Scientifico Pareto, Losanna (CH)
Antonella Bruzzone - P.O. di lingua e letteratura latina,
Universita' degli Studi di Sassari
Mario De Nonno - P.O. di lingua e letteratura latina, Universita'
degli Studi Roma Tre
Paolo De Paolis - P.O. di lingua e letteratura latina,
Universita' degli Studi di Verona
Domenico Lassandro - gia' P.O. di lingua e letteratura latina,
Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro
Guido Milanese - P.O. di lingua e letteratura latina, Universita'
Cattolica del Sacro Cuore di Milano-Brescia
Lucia Pasetti - P.O. di lingua e letteratura latina Alma Mater
Universita' di Bologna
Leonardo Terrusi - P.A. di linguistica italiana, Universita'
degli Studi di Teramo
LINGUA INGLESE E SECONDA LINGUA COMUNITARIA
Coordinatore lingua inglese
Irene Ranzato - P.A. di lingua, traduzione e linguistica inglese,
Sapienza Universita' di Roma
Esperti
Enrico Grazzi - P.A. di lingua, traduzione e linguistica inglese,
Universita' degli Studi Roma Tre
Silvia Gulletta - Docente Scuola primaria, Istituto paritario
Margherita, Bari
Federica Perazzini - RTDA di letteratura inglese, Sapienza
Universita' di Roma
Margherita Rasulo - P.A. di lingua, traduzione e linguistica
inglese, Universita' degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli
Daniela Savino - Assegnista di ricerca, Universita' degli Studi
di Bari Aldo Moro
Simona Scanni - Docente Scuola secondaria di I grado, Istituto
comprensivo "Japigia 2", Torre a mare - Bari
Cinzia Schiavini - P.A. di letterature anglo-americane,
Universita' degli Studi di Milano La Statale
Luca Valleriani - Assegnista di ricerca di lingua, traduzione e
linguistica inglese, Universita' degli Studi della Tuscia e Sapienza
Universita' di Roma
Mary Wardle - P.A. di lingua, traduzione e linguistica inglese,
Sapienza Universita' di Roma
Coordinatore lingua francese
Marco Modenesi - P.O. di letteratura francese, Universita' degli
Studi di Milano La Statale
Esperti
Cristina Brancaglion - P.A. di lingua, traduzione e linguistica
francese, Universita' degli Studi di Milano La Statale
Claudio Grimaldi - P.A. di lingua, traduzione e linguistica
francese, Universita' degli Studi di Napoli Parthenope
Donatella Mascheroni - Docente Scuola secondaria di primo grado,
Istituto comprensivo "De Amicis", Busto Arsizio (VA)
Cristina Pini - Docente di lingua e cultura francese, IISS
"P.Verri", Milano
Mariateresa Zanola - P.O. di lingua, traduzione e linguistica
francese, Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Coordinatore lingua spagnola
Stefano Tedeschi - P.A. di lingua e letterature ispano-americane,
Sapienza Universita' di Roma
Esperti
Sara Barbini - Docente Liceo delle scienze umane, Istituto di
istruzione Superiore "Blase Pascal", Roma
Sarah Fogagnoli - Docente Liceo delle scienze umane, Istituto di
Istruzione Superiore "G.G. Trissino" - Valdagno (VI)
Mara Imbrogno - Docente Istituto tecnico industriale statale
"Giovanni XXII", Roma
Massimo Marini - Ricercatore di lingua e traduzione - lingua
spagnola, Sapienza Universita' di Roma
Elisa Mariottini - Docente Liceo scientifico, Istituto di
Istruzione Superiore "Campus dei Licei Massimiliano Ramadu'" Cisterna
di Latina (LT)
Valentina Ariza Moreno - Docente Scuola secondaria di primo
grado, Istituto Comprensivo "Albano", Albano Laziale (RM)
Elisabetta Sarmati - P.O. di letteratura spagnola, Sapienza
Universita' di Roma
Vanessa Paola Vasquez - Docente Liceo linguistico, Istituto di
Istruzione Superiore, "Via Roma 298", Guidonia Montecelio (RM)
Coordinatore lingua tedesca
Marco Castellari - P.O. di letteratura tedesca, Universita' degli
Studi di Milano La Statale
Esperti
Chiara M. Buglioni - Docente Liceo Scientifico Statale
"Alessandro Volta", Milano
Chiara Buratti - Docente Scuola secondaria di primo grado
"Quintino di Vona", Milano
Adriano Murelli - P.A. di lingua, traduzione e linguistica
tedesca, Universita' di Torino
Franca Quartapelle - gia' docente di I.I.S. in quiescenza
STORIA
Coordinatore
Ernesto Galli della Loggia - Prof. Emerito, gia' P.O. di storia
contemporanea, Scuola Normale di Pisa
Esperti
Cinzia Bearzot - P.O. di storia greca, Universita' Cattolica del
Sacro Cuore di Milano
Giovanni Belardelli - Gia' P.O. di storia delle dottrine
politiche, Universita' degli Studi di Perugia
Silvia Capuani - Docente Istituto di Istruzione Superiore, Roma
Elvira Migliario - P.O. di storia romana, Universita' degli Studi
di Trento
Marco Pellegrini - P.O. di storia moderna, Universita' degli
Studi di Bergamo
Federico Poggianti - Ricercatore di storia contemporanea,
Universita' Telematica Pegaso
Adolfo Scotto di Luzio - P.O. di storia contemporanea,
Universita' degli Studi di Bergamo
GEOGRAFIA
Coordinatore
Riccardo Morri - P.O. di geografia, Sapienza Universita' di Roma
Esperti
Angela Caruso - Docente Scuola secondaria di I grado, Istituto
comprensivo "Alda Merini", Castel di Sangro (AQ)
Cristiano Giorda - P.O. di geografia, Universita' di Torino
Paola Pepe - Docente Istituto Istruzione Superiore Statale "Pio
La Torre", Palermo
Stefano Piastra - P.O. di geografia, Universita' degli Studi di
Bologna
STEM (educazione integrata matematico-scientifico-tecnologica)
Coordinatore
Vincenzo Vespri - P.O. di analisi matematica, Universita' degli
Studi di Firenze
Esperti
Lucia Angiolini - P.O. di paleontologia e paleoecologia,
Universita' degli Studi di Milano La Statale
Emiliano Barbuto - Dirigente Scolastico, Istituto di Istruzione
Superiore "G. Galilei-R. Di Palo", Salerno
Paolo Branchini - Dirigente di ricerca c/o Istituto Nazionale di
Fisica Nucleare, sezione Universita' degli Studi Roma Tre
Franco Calcagno - Dirigente scolastico, Istituto tecnico
industriale "Alessandro Artom", Asti
Lorella Carimali - Docente Liceo scientifico "Vittorio Veneto",
Milano
Giovanni Battista De Giudici - P.O. di paleontologia e
paleoecologia, Universita' degli Studi di Cagliari
Antonietta Esposito - Dirigente scolastico, Istituto Comprensivo
"Castel Maggione" (BO)
Roberto Franco - Docente MAECI presso scuola italiana Aldo Moro
di Bucarest
Maria Teresa Furci - Rettrice del Convitto Nazionale Umberto I di
Torino
Mauro Iacono - P.A. di sistemi di elaborazione delle
informazioni, Universita' degli Studi della Campania "Luigi
Vanvitelli"
Bianca Maria Lombardo - gia' P.A. di biologia, Universita' di
Catania
Erika Luciano - P.A. di storia della matematica, Universita' di
Torino
Marina Marchisio Conte - P.O. di didattica della matematica,
Universita' di Torino
Francesca Monti - P.A. di fisica sperimentale, Universita' degli
Studi di Verona
Antonella Montone - P.A. di didattica della matematica,
Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro
Enrico Nardelli - P.O. di informatica, Universita' degli Studi
Tor Vergata di Roma
Davide Patti - Docente Scuola secondaria di I grado, IC "Udine
2", Udine
Daniela Prevedelli - P.O. di ecologia, Universita' degli Studi di
Modena e Reggio Emilia
Concetta Semplice - Docente Scuola primaria, Istituto comprensivo
"L. Da Vinci - Anna Frank", Torino
Giuseppe Tavanti - Docente di esecuzione e interpretazione,
"Liceo N. Forteguerri", Pistoia, distaccato presso USR Toscana
Luca Tortora - P.A. di chimica generale, Universita' degli Studi
di Roma Tre
Alice Simone Tramontano - Docente Scuola secondaria di primo
grado, I.C. "Rita Levi Montalcini", Novara
MUSICA
Coordinatore
Uto Ughi - Musicista e Presidente Fondazione Uto Ughi
Esperti
Giacomo Albert - Ricercatore, Universita' di Torino
Natascia Chiarlo - Musicista
Francesco Vito D'Aniello - Docente Liceo musicale "don Lorenzo
Milani" Acquaviva delle Fonti (BA)
Chiara Magazzar - Docente Scuola primaria, Istituto Comprensivo
"Viale Angeli", Cuneo
ARTE E IMMAGINE
Coordinatore
Antonio Cioffi - Docente AFAM di prima fascia - pedagogia e
didattica dell'arte - Accademia di Belle Arti "Brera" di Milano
Esperti
Marco Cingolani - D.P.F. AFAM - pittura - Accademia di Belle Arti
"Brera" di Milano
Damiano Colacito - D.P.F. AFAM - pedagogia e didattica dell'arte
- Accademia di Belle Arti dell'Aquila
Giorgio Frassi - D.P.F. AFAM - grafica - Accademia di Belle Arti
"Brera" di Milano
Gabriele Giromella - D.P.F. AFAM - anatomia artistica, Accademia
di Belle Arti "Brera" di Milano
Gabriele Perretta - D.P.F. AFAM - semiotica dell'arte - Accademia
di Belle Arti "Brera" di Milano
Massimiliano Studer - Docente di linguaggio del cinema e della
televisione - ITSOS Albe Steiner di Milano
Federico Tesio - D.P.F. AFAM - scenografia - Accademia di Belle
Arti "Brera" di Milano
EDUCAZIONE MOTORIA - EDUCAZIONE FISICA
Coordinatore
Antonio Borgogni - P.O. di didattica e pedagogia speciale,
Universita' degli Studi di Bergamo
Esperti
Valeria Agosti - P.A. di metodi e didattiche delle attivita'
sportive, Universita' degli Studi di Salerno
Antonio Ascione - P.A. di didattica e pedagogia speciale,
Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro
Simone Digennaro - P.A. di didattica e pedagogia speciale,
Universita' degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Lucia Innocente - Gia' docente Scuola secondaria di primo grado,
Istituto Comprensivo "Carbonera", Carbonera (TV)
Massimo Lanza - P.A. di metodi e didattiche delle attivita'
sportive, Universita' degli Studi di Verona
Angela Magnanini - P.O. di didattica e pedagogia speciale,
Universita' degli Studi Foro Italico di Roma
I testi finali sono il risultato dell'accoglimento di alcuni
suggerimenti emersi dal pubblico dibattito.
Contributi e ringraziamenti
Un particolare ringraziamento per i suggerimenti ricevuti e il
contributo in fase di revisione del documento va agli esperti
consultati: proff. Giuseppe Zanniello, Emerito di didattica e
pedagogia speciale dell'Universita' degli Studi di Palermo, Antonio
Calvani, gia' Ordinario di didattica e pedagogia speciale
dell'Universita' degli Studi di Firenze; Maria Teresa Santacroce,
Docente Liceo 'E. Amaldi', Bitetto (Bari); Rosa Sigillo', Docente
scuola primaria I.C. Teofilo Patini, L'Aquila.
Premesse culturali alle Indicazioni Nazionali
PERSONA, SCUOLA, FAMIGLIA
La Costituzione mette al centro la persona e concepisce lo Stato
per l'uomo e non l'uomo per lo Stato come opportunamente sottolineava
il costituente Giorgio La Pira. Cosi' la scuola pone le persone degli
allievi (1) al centro delle sue azioni e ne promuove i talenti
attraverso la formazione integrale di tutte le dimensioni: cognitive,
affettive, relazionali, corporee, estetiche, etiche, spirituali,
religiose.
Il termine 'persona' ha radici storico-culturali occidentali.
Esso si ritrova gia' nel lessico latino ed ha un particolare rilievo
nel campo del diritto romano. Persona e' un termine presente,
oltreche' nella nostra Carta costituzionale, anche nella
Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, che definisce la
persona come titolare di diritti universali, inviolabili,
inalienabili: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed
alla sicurezza della propria persona" (art. 3). A scuola l'allievo
scopre la propria identita' personale e la propria appartenenza ad
una comunita' in costante evoluzione. Tale identita' non puo' essere
naturalmente disgiunta dalla relazione. L'altro, infatti, non limita
la persona ma e' costitutivo del suo svilupparsi e completarsi. Le
comunita', le societa', i gruppi non sostituiscono mai la persona, ma
nella relazione hanno il compito di preparare il suo divenire e il
suo progressivo compimento. La persona e' identita', relazione e
partecipazione. Da qui la fondamentale azione della scuola nel
promuovere l'identita' personale, culturale, relazionale e
partecipativa di ogni essere umano.
La scuola accompagna gli studenti, sin dalla scuola
dell'infanzia, a capire chi sono, da dove vengono, per quale futuro
si preparano, quale contributo possono dare alla societa'. E tali
scoperte hanno luogo in quei mondi vitali che sono le aule, nelle
relazioni fra pari, grazie alla mediazione didattica degli
insegnanti. Tuttavia nessuna scuola puo' svolgere in solitudine il
compito formativo, tanto piu' dinnanzi al mutamento dei nuovi
preadolescenti e alla precocita' di molti loro comportamenti che un
tempo emergevano in fasi piu' tardive dello sviluppo. Tale compito
puo' esplicarsi con efficacia grazie all'indispensabile alleanza con
le famiglie che svolgono un ruolo complementare a quello della
scuola. Scuola e famiglia costituiscono le due colonne portanti del
percorso di crescita e di apprendimento di bambini e adolescenti.
Tanto piu' oggi, nel tempo in cui la formazione non e' piu'
circoscritta alla sola scuola e nuovi luoghi e stimoli culturali,
ampliati dalla realta' digitale, concorrono alla formazione e al
benessere della persona.
L'educazione si realizza in una rete dinamica di relazioni che
coinvolgono innanzitutto la scuola e la famiglia, senza dimenticare
il ruolo della comunita', intesa come ambiente esteso in cui cresce e
si completa la formazione della persona. La comunita', nella
pluralita' dei suoi molteplici attori (docenti, genitori, ma anche
realta' del cosiddetto terzo settore), vive il costante impegno di
integrare i suoi interventi, nel rispetto della diversita' dei ruoli,
per promuovere la crescita culturale e sociale dei bambini. Tale
collaborazione vede la scuola come istituzione insostituibile nel
promuovere nello spazio pubblico la costruzione di legami,
l'esercizio della partecipazione e l'apprendimento di saperi e
valori.
Scuole e famiglie in un nuovo patto di alleanza
La scuola e' la sede principale per la trasmissione di conoscenze
legittimate dalla critica e dalla scienza e luogo di crescita della
persona. Tuttavia, per raggiungere obiettivi educativi efficaci, e'
necessaria un'alleanza tra scuola e famiglia, una collaborazione
autentica e rispettosa dei ruoli, fatta di incontro sostanziale oltre
che di accordo documentale. Grazie a un dispositivo normativo gia'
esistente - il patto educativo di corresponsabilita' - e' possibile
progettare occasioni di conoscenza reciproca, di incontro e dialogo
fra studenti, insegnanti, genitori: ad intra, nella comunita'
scolastica, e ad extra, nella comunita' territoriale. Questo dialogo
favorisce la comprensione dei cambiamenti sociali in corso nei
rispettivi ruoli e pone le basi per cooperare alla costruzione di una
visione educativa comune. Il patto di corresponsabilita' aiuta a
riconoscere, infatti, da parte dei genitori, la funzione di 'alleati
primi' della scuola. Va spiegato a bambini e preadolescenti,
anzitutto da parte dei genitori, che la nostra Repubblica ha posto la
scuola al centro del suo progetto di Paese e che la scuola e' un bene
sociale comune di inestimabile rilevanza, da tutelare e valorizzare,
a cominciare dalle parole usate per parlarne. Danneggiare una scuola,
sporcarne le pareti, distruggerne gli arredi, offendere un
insegnante, non sono solo azioni eticamente riprovevoli, da
condannare e stigmatizzare anche con la richiesta di risponderne da
parte delle famiglie, ma sono i segni preoccupanti di un cedimento
valoriale del rispetto e della fiducia dovuti all'istituzione
culturale piu' importante del nostro Paese e alle persone - dirigenti
e insegnanti - che hanno scelto di spendere la propria vita in queste
istituzioni al servizio delle nuove generazioni. Cosi' come maxima
debetur puero reverentia e' anche: maxima debetur magistro
reverentia.
Insegnante professionista e Magister
Troppo spesso si dimentica che un insegnante e' magis (da cui
magister) 'di piu', e che puo' essere volano del desiderio di
apprendere di un allievo. Come tale, egli puo' diventare un punto di
riferimento essenziale del percorso di formazione dello studente.
L'allievo, infatti, e' animato dal desiderio di imparare e sceglie
una guida che sappia stimolarlo in tale direzione. E la funzione di
'guida' assunta dal "magister" e' fondamentale affinche' il desiderio
dell'allievo si orienti verso le esperienze e i contenuti del
curricolo. L'espressione Magister vuole sottolineare l'autorevolezza
ritrovata della figura del docente. E' questo il presupposto
essenziale per poter svolgere quella funzione di valorizzazione dei
talenti di ogni giovane che e' propria di una scuola che metta
realmente al centro la persona dello studente.
La dimensione educativa di una scuola e' peraltro immediatamente
riconoscibile dall'impegno che insegnanti, dirigenti e personale ATA
- con spirito di collegialita' - svolgono quotidianamente al servizio
degli studenti nel capire stili e orientamenti delle famiglie
valorizzando, attraverso il dialogo, esperienze di comprensione e di
accoglienza. Cambiamenti fra generazioni hanno peraltro modificato la
stessa idea di genitorialita'. Restano pero' sempre uguali i bisogni
che bambini e ragazzi rivolgono ai loro adulti di riferimento,
genitori e insegnanti: bisogni di sicurezza, di essere amati, di
formarsi un'immagine stabile e positiva di se', di delineare la
propria personalita', di vivere in un ambiente sereno, di imparare
con gioia. Di qui l'impegno, per insegnanti e genitori, in una
rinnovata alleanza educativa, di praticare l'esercizio quotidiano
della valorizzazione reciproca.
SCUOLA E NUOVO UMANESIMO
Nella sua articolazione verticale la formazione scolastica si
attua a partire dalla scuola dell'infanzia per proseguire nella
scuola del primo ciclo di istruzione. Finalita' principale della
scuola e' l'acquisizione delle conoscenze e delle abilita'
fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base (di
ambito umanistico, scientifico e tecnologico) nella prospettiva dello
sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti. Il concetto di
talento va inteso come l'espressione attiva e situata delle
potenzialita' del soggetto, non riducibile a una dote innata, ma
strettamente connesso alla sua capacita' di mettere in gioco risorse
cognitive, affettive e creative in risposta alle opportunita' offerte
dall'ambiente. In questa prospettiva, il talento emerge quando
l'alunno e' inserito in un contesto capacitante, ossia in un ambiente
educativo che riconosce le sue possibilita', ne sostiene l'autonomia
e ne stimola lo sviluppo. Anche in situazioni di fragilita' o
svantaggio, un tale ambiente puo' attivare dinamiche di
autorealizzazione impreviste, facendo del talento non un privilegio
di pochi, ma una possibilita' trasformativa per ciascuno. Una scuola
che stimola i talenti non si limita a rendere performative le
conoscenze, ma espande le opportunita' di emancipazione personale
affinche' gli studenti, grazie alla scuola, possano trovare la loro
realizzazione.
Tale finalita' rispecchia il dettato costituzionale che, all'art.
3, impegna la Repubblica a «rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale che, limitando di fatto la liberta' e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana». A tal fine la scuola promuove l'inclusione e la
pratica consapevole della cittadinanza; previene l'evasione
dell'obbligo di istruzione e contrasta la dispersione; valorizza le
inclinazioni di ciascuno; persegue con ogni mezzo il miglioramento
della qualita' del sistema di istruzione.
Liberta', cura di se' ed etica del rispetto
Il principio educativo che sottende la scuola, a partire
dall'infanzia, e' la centralita' dello studente che e' soggetto
attivo del proprio apprendimento e che, grazie alla scuola, impara
progressivamente a governare il bene della liberta'. La liberta' e'
il valore caratteristico piu' importante dell'Occidente e della sua
civilta' sin dalla sua nascita, avvenuta fra Atene, Roma e
Gerusalemme. Ed e' il cuore pulsante della nostra democrazia, come
ben rilevo' Luigi Sturzo evidenziando che la democrazia comincia con
la liberta' e che laddove non c'e' liberta' non c'e' democrazia.
Capire che cosa e' la liberta' e soprattutto che cosa significhi
essere liberi (anche attraverso il confronto con coloro che liberi
non sono, in moltissime parti del mondo), agevola la comprensione di
cosa sia una democrazia occidentale e le connessioni esistenti fra
quest'ultima e il sistema dei diritti e dei doveri di cittadinanza
conquistati in Europa, anche al prezzo di guerre terribili, nella
prima meta' del Novecento. Il contenuto originario della liberta' si
connota, dal punto di vista della formazione scolastica, come
possibilita' di autodeterminarsi nei diritti e nei doveri: principio
universale che si collega col principio pedagogico dell'autogoverno,
di matrice attivistica. Si va a scuola per conquistare l'autonomia di
essere e la competenza del fare e dell'agire. Cio' significa
sviluppare la capacita' di pensare in modo critico e autonomo, di
riconoscere i diritti e i doveri propri e altrui. La liberta' non e'
solo autodeterminazione individuale, ma e' una costruzione
collettiva, che si sviluppa nel dialogo e nel rispetto delle
diversita' culturali, linguistiche, cognitive ed emotive presenti
nella comunita' scolastica. Le scuole del primo ciclo di istruzione
permettono inoltre, grazie all'educazione alla liberta', lo sviluppo
del senso morale e la comprensione del principio di autorita',
conquiste interiori dell'uomo libero. L'educazione alla liberta',
infatti, non e' sviluppo dello studente nella liberta', ma e'
sviluppo della liberta' nello studente. Grazie al lungo allenamento
all'autogoverno garantito negli anni di frequenza scolastica, e in
virtu' delle 'regole' (regole di comportamento, ma anche regole
tratte dai contenuti e dai metodi delle stesse discipline, come,
p.e., le regole di grammatica o le regole dei giochi in palestra),
l'allievo interiorizza il senso del limite e un'etica del rispetto
verso il prossimo, gli anziani, i piu' deboli, che ha nella
solidarieta' e nella fraternita' due luminosi fari di orientamento.
In special modo oggi, in un tempo nel quale gli allievi si trovano ad
interagire con coetanei di culture diverse: solo un'etica del
rispetto consente di costruire le condizioni favorevoli per un
incontro che diventi, poi, autentico scambio di positive esperienze.
In questo modo, la scuola diventa il luogo in cui la liberta' si
trasforma in responsabilita', il pensiero in azione, l'identita' in
appartenenza a una comunita' piu' ampia e inclusiva in cui tutti
riconoscano in se stessi il senso del limite e imparino il valore
delle norme che regolano la convivenza civile. Il rispetto e',
dunque, un valore civile fondamentale che si apprende in famiglia e
si consolida a scuola, nell'esercizio quotidiano dell'incontro con
l'universo degli adulti e dei pari. Ma il rispetto e' anche il
traguardo di sviluppo di una mente flessibile, generosa, non
narcisistica, capace di filtrare e neutralizzare le tensioni della
comunicazione perche' in grado di pensare, insieme, identita' e
alterita', io e tu, entro il perimetro del 'noi'.
Scuola che educa alle relazioni, all'empatia e al rispetto della
persona
Rispetto e', oggi, l'obiettivo di un'educazione finalizzata al
riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze di ciascuno,
secondo quanto suggerito dalle vigenti Linee guida per l'insegnamento
dell'educazione civica che insistono in particolare sul rispetto
verso la donna e la costruzione di relazioni corrette. E' altresi'
importante promuovere la prevenzione e il contrasto di ogni forma di
violenza di genere. Questo tipo di educazione e' qualcosa di piu'
dell'alfabetizzazione emozionale: allena bambine e bambini a
'capirsi' nella complementarita' delle rispettive differenze. In tale
direzione e' necessario avviare a scuola un profondo lavoro educativo
e preventivo: un'educazione del cuore che crei occasioni didattiche
di esperienza di sentimenti basilari come la fiducia, l'empatia
relazionale ed affettiva, la tenerezza, l'incanto, la gentilezza.
Tutte le discipline e metodi, dall'educazione motoria alla
letteratura e alle Stem, dalla musica alle arti, dalla scrittura
autobiografica al cinema, al teatro e al gioco, sono grandi 'alleati'
degli insegnanti per questo lavoro didattico. E' inoltre fondamentale
che quest'azione preventiva avviata a scuola abbia carattere di
continuita' tra i diversi gradi di istruzione, sia trasversale alle
discipline scolastiche e venga progettata dalla scuola anche in
collaborazione con enti territoriali e associazioni. In un mondo
gravato da insicurezze e sospettosita' che lambiscono i rapporti
sociali e rendono complicata la comunicazione, oggi piu' che mai
occorre promuovere fra gli studenti il senso profondo della bona
fides, che anticamente costituiva il parametro per valutare la
lealta' e l'onesta' delle relazioni. E questo e' anche il tempo in
cui il diritto ad autodeterminarsi come donne, conquista del
Novecento, possa finalmente giovarsi di un nuovo patto fra i sessi da
far fiorire con matura consapevolezza nelle aule delle scuole e,
possibilmente, entro gli anni del primo ciclo di istruzione. La
scuola e' il contesto piu' adeguato per decostruire stereotipi e
affermare il rispetto per l'altro.
Scuola che sa creare culture educative
In uno scenario mondiale in profondo mutamento, la scuola si
trova a svolgere il ruolo di presidio dell'umanesimo e di luogo di
elaborazione di culture educative attente a dimensioni quali la cura
di se' e dell'ambiente, la creativita', l'immaginazione, il senso
critico necessari a fronteggiare e governare l'universo in espansione
delle tecnologie con istruzione qualitativamente elevata e 'sapienza
del cuore'. Le culture educative fioriscono in scuole che sanno
essere, nel contempo, comunita' educanti e professionali insieme. La
scuola richiede una regia pedagogica stabile e condivisa, capace di
orientare le pratiche verso una visione formativa unitaria e
coerente, nonche' spazi autentici di collegialita' e progettazione
comune, in cui i docenti possano esercitare pienamente il proprio
ruolo professionale, costruendo insieme percorsi didattici
significativi e risposte condivise ai bisogni complessi degli
studenti. Diventano cosi' fondamentali, per la scuola secondaria di
primo grado, sia il docente tutor sia il docente orientatore, nonche'
figure cosiddette di gestione intermedia, che sono a presidio
dell'attivita' didattica e organizzativa delle scuole.
Questo implica il superamento della frammentazione organizzativa,
spesso aggravata da iperburocratizzazione e adempimenti formali che
sottraggono tempo e risorse all'essenza del lavoro formativo. La
scuola sa sperimentare curricoli flessibili, aperti alla
partecipazione delle famiglie, degli enti territoriali, delle
universita' e sa diversificare attivita', spazi e tempi in funzione
dell'inclusione scolastica e dell'attiva partecipazione degli
studenti. Questi ultimi lavorano spesso in gruppo e gia' all'interno
delle classi e' facile osservare lo svolgimento di attivita'
didattiche parallele o il movimento di allievi che escono dalla loro
classe per raggiungere ambienti laboratoriali o atelier artistici. Le
aule sono spesso organizzate in aree di lavoro e vengono utilizzati
tutti gli spazi all'aperto che diventano aule esterne, orti, piccoli
giardini curati dagli stessi studenti. Operosita', collegialita' e
serenita' sono i tratti caratterizzanti le scuole 'comunita'
educanti': esempi contemporanei della grande tradizione
dell'attivismo pedagogico.
Cura del pianeta e governo della tecnica
La cura delle relazioni nei microcosmi delle aule non puo'
dissociarsi dalla cura del pianeta Terra. E ogni persona, nel suo
piccolo, tiene nelle sue mani una parte della responsabilita' nei
confronti del futuro del nostro pianeta. L'esaurimento delle risorse
naturali richiede di trovare un nuovo equilibrio tra sviluppo e
conservazione. Come gia' sottolineato dalle Linee guida per
l'insegnamento dell'educazione civica, e' fondamentale comunque
educare i giovani ai concetti di sviluppo e di crescita. Nel campo
economico, l'accelerazione dell'innovazione scientifica e
tecnologica, soprattutto in riferimento all'intelligenza artificiale,
sta trasformando ogni settore, offrendo nuove opportunita' per la
ricerca, ma sollevando questioni etiche profonde sulla natura umana e
il suo futuro. In questo momento storico urge una scuola che aiuti a
capire e ad abitare un pianeta complesso, promuovendo l'integrazione
fra saperi e, nel contempo, competenze sociali per instaurare nuovi
patti di solidarieta' fra le generazioni.
Scuola che integra le tecnologie digitali con prudenza e senso
critico
Il tema delle tecnologie digitali e' centrale. La scuola dovrebbe
formare un pensiero complesso, capace di valutare attentamente le
nuove tecnologie facendone cogliere presupposti ed orientandone l'uso
alla luce di chiari principi etici e pedagogici. Peraltro un uso non
appropriato favorisce sovraccarico cognitivo e deconcentrazione. Per
non parlare dei rischi connessi alla rete (cyberbullismo,
adescamento, phishing, fake news) e dei possibili danni neurologici e
psichici che l'abuso degli strumenti digitali potrebbe comportare
(dipendenze, caduta dell'attenzione, nuove forme di ansia e di
depressione). Per conseguire il loro pieno potenziale, dunque, le
tecnologie digitali vanno integrate in un contesto in cui le
dimensioni umane e sociali dell'apprendimento siano rafforzate e non
'sostituite' e in cui prevalga una mediazione chiaramente orchestrata
dalla persona dell'insegnante. La tecnologia e l'IA in particolare
possono ampliare la portata educativa della scuola solo se inserite
in un contesto relazionale solido, che salvaguardi la liberta', la
coscienza e lo sviluppo integrale della persona. E' in questa
prospettiva che le Indicazioni propongono una strategia abilitante
sull'IA: non una semplice assistenza tecnica alla didattica, ma
un'integrazione critica, consapevole e orientata alla trasformazione,
guidata dalla competenza esperta degli insegnanti. Sara' cosi'
possibile realizzare l'obiettivo, indicato anche a livello europeo,
di un ecosistema altamente efficiente e autenticamente umano di
istruzione digitale.
La scuola e', inoltre, il luogo ove e' possibile far maturare una
competenza chiave - quella digitale, appunto - che e' parte del
ventaglio di competenze compreso dalle Raccomandazioni europee per lo
sviluppo della cittadinanza e la cui maturazione permette di
orientarsi nell'universo digitale con autonomia, responsabilita',
consapevolezza. A questo proposito e' bene chiarire che esiste
differenza tra "competenze digitali" (intese come padronanza di uso
efficace, sicuro e consapevole di dispositivi, strumenti e tecnologie
digitali) e "competenze informatiche", riferite, queste ultime, alla
comprensione di come i dati (rappresentati digitalmente, cioe' in
forma numerico/simbolica) possano essere elaborati in maniera
automatica, ad opera di "agenti" che eseguono meccanicamente
procedimenti ideati da umani. La scuola promuove le une e le altre,
anche attraverso l'apprendimento dei modi in cui funzionano
dispositivi e piattaforme digitali, incluse eventualmente le piu'
recenti basate sull'intelligenza artificiale (IA). Infine, la scuola
insegna che tecniche e tecnologie hanno un ruolo primario nella
storia dell'uomo ma che hanno anche costi rilevanti mano a mano che
si fanno piu' potenti. E che potrebbero arrivare a governare l'uomo e
la sua coscienza. La scuola, le sue relazioni, i suoi saperi
costituiscono il miglior antidoto contro tale rischio, presidiando il
bene fondamentale della liberta'.
Scrivere e'...vivere. E si apprende a scuola
Nelle scuole la scrittura ha un significato profondamente
umanistico e di supporto alla promozione degli apprendimenti di tutte
le discipline. Carta e penna, lettura ad alta voce e piccole
biblioteche d'aula devono convivere armoniosamente con assistenti
virtuali e augmented learning. Nelle scuole del primo ciclo di
istruzione la scrittura e' fondamentale e va curata con particolare
attenzione, a partire dall'apprendimento della scrittura a mano con
riferimento al corsivo (2) e alla calligrafia, perche' agevola lo
sviluppo della coordinazione oculo-manuale, allontana i bambini dagli
schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell'esperienza
concreta, ingrediente necessario per affinare pensiero e
ragionamento. Inoltre, scrivere in corsivo permette di migliorare
l'attenzione al dettaglio e alla percezione della separazione fra le
parole (rispetto all'uso dello stampato maiuscolo) ed esercita il
pensiero nel rispettare l'ordine di composizione delle parole nello
spazio della pagina. E' nota la correlazione fra saper scrivere e
saper concettualizzare, studiare, capire un discorso. La scrittura e'
molto piu' che una tecnologia della parola: e' saper strutturare il
pensiero in un orizzonte di senso che e' anche introspezione, cura di
se'. Ed e' avviamento al pensiero riflessivo. Scrivere mette,
inoltre, in discussione il mito della velocita': richiede silenzio,
concentrazione, lentezza. Non si scrive solo per essere capiti; a
scuola si scrive per capire e per capirsi. Per questo la didattica
della scrittura assume un ruolo cruciale sin dalla scuola del primo
ciclo. Anzi, molto prima, quando ancora piccolissimi i bambini sono
stimolati dai messaggi intorno a loro, sentono gli adulti leggere
testi, ascoltano narrare storie, sfogliano colorati albi illustrati.
E rimangono incantati. Incanto e passione per la lettura e la
scrittura nascono li': dai primi incontri con la parola, col libro e
con persone che sanno narrare. I bambini si impegnano molto
precocemente nel processo di letto-scrittura e indagano da tenera
eta' i principi e le regole che governano quei segni. Da una prima
fase presillabica (detta anche 'logografica') passano, con la
scoperta della corrispondenza tra segno e aspetto sonoro del parlato,
a una fase sillabica e poi a quella alfabetica attraverso la
progressiva padronanza della corrispondenza fonema-grafema propria
dei sistemi di scrittura. Di particolare rilevanza, nell'apprendere a
scrivere, e' l'esercizio del riassunto. E' utile proporre tanti
'esempi di scrittura' sui quali far intervenire gli allievi con
consegne specifiche, alleggerendo l'ansia da foglio bianco e
spostando il carico cognitivo sulla riscrittura di un testo gia'
esistente: di qui l'invito a riscoprire l'esercizio del riassunto,
che e' un esercizio fondamentale per apprendere a scrivere e a
pensare. Scrivere e' un lavoro e costituisce il miglior viatico per
l'apprendimento a scuola e nella vita.
Scuola che sa essere inclusiva
A quasi cinquant'anni dall'entrata in vigore della L. 517/1977
che sanci' l'accoglienza degli allievi con disabilita' nelle scuole
comuni del nostro Paese, la scuola e' entrata in una nuova stagione
che e' anche l'esito di un processo di evoluzione culturale sul tema
dell'approccio educativo ai bisogni speciali che vede il nostro Paese
all'avanguardia nel mondo. Non e' un caso che proprio in Italia siano
state poste le premesse, grazie ad indirizzi normativi illuminati,
per l'avvio di esperienze didattiche focalizzate non piu' solo sulle
forme metodologiche di compensazione dei 'deficit', ma sullo studio
delle condizioni per rendere gli ambienti scolastici piu' inclusivi:
ambienti da costruire secondo un disegno funzionale all'apprendimento
di tutti gli studenti. L'idea di inclusione scolastica si basa,
infatti, sul riconoscimento della rilevanza della piena
partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti, non
solo delle persone con disabilita'. Peraltro il campo di intervento e
di responsabilita' delle comunita' scolastiche si e' spostato
sull'intera area dei bisogni educativi speciali (BES) - comprendente
"svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento
e/o disturbi evolutivi specifici, difficolta' derivanti dalla non
conoscenza della cultura e della lingua italiana perche' appartenenti
a culture diverse" (3) - fino ad abbracciare il diritto allo studio
degli alunni adottati (4) . Tale estensione coincide con la visione
di una progettualita' che coinvolge la scuola a piu' livelli, secondo
direzioni di senso volte a costruire le condizioni didattiche di
realizzazione dell'inclusione scolastica. L'Italia e' stata
storicamente crocevia di culture e porta avanti un modello di
educazione rispettoso di tutte (e consapevole della propria). La
scuola italiana adotta misure sistemiche e prassi specifiche per
l'accoglienza e l'integrazione di studenti provenienti da contesti
migratori, come specifici patti educativi tra scuole ed enti
competenti, la collaborazione con i mediatori linguistico-culturali,
piani di insegnamento/apprendimento dell'italiano L2. La promozione
dell'educazione interculturale, volta a valorizzare e potenziare le
competenze linguistiche culturali e civiche di ogni studente e'
assicurata anche con l'assegnazione alle scuole del primo ciclo di
docenti aggiuntivi della classe di concorso 23/A (insegnamento della
lingua italiana per i discenti di lingua straniera) per
l'insegnamento dell'italiano nelle sezioni con un numero di studenti
stranieri, che si iscrivono per la prima volta al sistema nazionale
di istruzione, superiore al 20 per cento degli alunni della classe
(5) , in precedenza assegnati solo ai CPIA.
In Italia, accanto alla lingua nazionale convivono lingue delle
minoranze "storiche", la lingua Italiana dei Segni, varieta'
dialettali regionali e territoriali. Per questo, la scuola e' tenuta
a valorizzare ogni lingua e diversità linguistica presente nelle
comunita'.
Quali le traiettorie del lavoro teorico-pratico - cosi' variegato
e complesso - sull'inclusione?
La prima e' quella della personalizzazione come strategia che
governa le scelte educative e didattiche. Postulato squisitamente
pedagogico, la personalizzazione presuppone l'assunzione di un
paradigma antropologico che interpreta l'agire scolastico nei termini
di un accompagnamento intenzionale dell'allievo a riconoscer-si
capace, al di la' della difficolta', di sviluppare i suoi talenti. La
didattica scolastica attinge dalle neuroscienze validi apporti per
comprendere le dinamiche degli apprendimenti e progettare strategie
efficaci sul piano dell'inclusione. La scuola trova, oltremodo,
nell'ICF (International Classification of Functioning) un valido
strumento per descrivere tanto le capacita' della persona dell'alunno
quanto gli ostacoli che questi incontra nel contesto di
apprendimento. Le attivita' personalizzate possono essere progettate
secondo il modello dell'Universal Design for Learning (UDL)
all'interno di ambienti di apprendimento flessibili in modo da
garantire le stesse opportunita' di accesso agli studenti. Questo
favorisce negli allievi, a prescindere dalla loro eta' e dalle loro
diversita', una compartecipazione attiva nei processi decisionali che
definiscono il loro progetto scolastico. Anche le tecnologie
didattiche costituiscono un fronte avanzato della sperimentabilita'
di strategie utili per la scuola inclusiva. Tali strategie, in linea
con il quadro di riferimento dell'UDL, favoriscono un apprendimento
piu' accessibile e diversificato offrendo esperienze di apprendimento
personalizzato, di adattamento dei materiali didattici alle esigenze
degli studenti, di traduzioni automatiche. Strumenti come la realta'
aumentata e la realta' virtuale consentono esperienze di
apprendimento immersive e interattive, cosi' come tecnologie
assistive basate sull'IA permettono agli studenti con disabilita' o
con DSA di meglio partecipare alle attivita' educative e didattiche,
garantendo pari opportunita' di apprendimento. Si tratta, insomma di
realizzare, attraverso l'inclusione scolastica, i diritti e i doveri
della persona: persona che diventa artefice, in ragione
dell'esperienza scolastica e al di la' della sua condizione di
partenza, dell'evoluzione della propria coscienza consapevole.
L'internazionalizzazione come misura di se' e conoscenza del mondo
L'internazionalizzazione rappresenta una dimensione trasversale e
fondativa del curricolo, anche nel primo ciclo di istruzione. In una
realta' segnata da connessioni sempre piu' ampie tra contesti e
culture, essa promuove l'esperienza incommensurabile dell'incontro
con l'altro da se', inteso nei termini di saperi, relazioni, luoghi,
identita' diverse. E tale incontro e' generativo di crescita
personale, consapevolezza e arricchimento formativo.
L'insegnamento delle lingue straniere - a partire dalla scuola
primaria - si configura come strumento pedagogico privilegiato per
favorire il confronto con l'alterita', accedere a saperi
diversificati e sviluppare competenze multilinguistiche, in linea con
la Raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22 maggio
2018. Le scuole sono incoraggiate a proporre esperienze che attivino
il confronto tra realta' scolastiche, attraverso programmi di
gemellaggio e partenariato, nonche' metodologie innovative come il
CLIL e l'uso consapevole delle tecnologie digitali per
l'apprendimento collaborativo. Tali esperienze, se integrate nella
pratica educativa ordinaria, contribuiscono ad arricchire il percorso
formativo degli alunni, favorendo lo sviluppo di capacita'
relazionali, autonomia, curiosita' e consapevolezza del proprio ruolo
all'interno di comunita' sempre piu' interconnesse. In tal modo, il
sistema scolastico italiano rafforza il proprio radicamento nei
valori costituzionali e consolida il proprio contributo all'interno
dello Spazio Europeo dell'Istruzione.
Scuola ed educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale
La crescente complessita' del sistema finanziario, l'affermarsi
degli strumenti della finanza digitale, la maggiore frammentarieta'
del mercato del lavoro richiedono conoscenze e competenze adeguate a
compiere scelte ponderate nella sfera economico finanziaria di
ciascuno. Nella scuola la cultura finanziaria contribuisce a colmare
il divario conoscitivo ed esperienziale che spesso segna la realta'
socio-economica dei giovani, in un'ottica di formazione integrata e
inclusiva. L'educazione finanziaria nelle scuole e' parte integrante
dell'insegnamento dell'educazione civica che ne valorizza gli ambiti
di cittadinanza economica e puo' costituire anche un veicolo di
realta' per le discipline STEM e la matematica in particolare,
arricchendo questa disciplina di collegamenti con l'attualita' e
spunti pratici.
Finalita' della scuola dell'infanzia e delle scuole del primo ciclo
di istruzione
La scuola italiana, statale e paritaria, svolge l'insostituibile
funzione pubblica assegnatale dalla Costituzione della Repubblica per
la formazione di ogni persona e la crescita civile e sociale del
Paese. Assicura a tutti l'istruzione obbligatoria di almeno otto anni
(art. 34), elevati ora a dieci. L'azione della scuola si esplica
attraverso la collaborazione con la famiglia (art. 30), nel reciproco
rispetto dei diversi ruoli e ambiti educativi, nonche' con le altre
agenzie educative, intese come formazioni sociali, che contribuiscono
alla formazione della persona (art. 2). La scuola dell'infanzia, la
scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado contribuiscono
in modo determinante all'elevazione culturale, sociale ed economica
del Paese e ne rappresentano un fattore decisivo di sviluppo e di
innovazione. L'ordinamento scolastico tutela la liberta' di
insegnamento (art. 33) ed e' centrato sull'autonomia funzionale delle
scuole (art. 117). La liberta' d'insegnamento si realizza pienamente
all'interno di una professionalita' docente responsabile, guidata da
vincoli deontologici chiari, tra cui la trasparenza valutativa, la
collegialita' e l'impegno per l'inclusione.
In questo quadro, la liberta' d'insegnamento si coniuga con
l'obbligo professionale di personalizzare e individualizzare i
percorsi formativi, affinche' ciascun alunno, nella sua unicita',
possa accedere effettivamente al sapere e allo sviluppo delle proprie
potenzialita'. Tale approccio e' condizione imprescindibile per
garantire equita' ed effettiva eguaglianza delle opportunita'
educative. Le scuole sono chiamate a elaborare il proprio curricolo
esercitando una parte decisiva dell'autonomia che la Repubblica
attribuisce loro. Per garantire a tutti pari condizioni di accesso
all'istruzione ed un servizio di qualita', lo Stato stabilisce le
norme generali cui devono attenersi tutte le scuole, siano esse
statali o paritarie. Con le Indicazioni Nazionali si fissano il
Profilo dello studente, gli obiettivi generali del processo
formativo, gli obiettivi specifici di apprendimento e le relative
competenze attese degli allievi per ciascun campo di esperienza e
disciplina unitamente a suggerimenti riferiti alle conoscenze. Per
l'insegnamento della religione cattolica si rimanda alla disciplina
degli accordi concordatari.
Il sistema scolastico italiano assume come orizzonte di
riferimento verso cui tendere il quadro delle competenze-chiave per
l'apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal
Consiglio dell'Unione europea (Raccomandazione del Consiglio del 22
maggio 2018) che sono: 1) competenza alfabetica funzionale; 2)
competenza multilinguistica; 3) competenza matematica e competenza in
scienze, tecnologie e ingegneria; 4) competenza digitale; 5)
competenza personale, sociale e capacita' di imparare a imparare; 6)
competenza in materia di cittadinanza; 7) competenza imprenditoriale;
8) competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.
A queste si aggiunge la Raccomandazione del Consiglio dell'Unione
europea del 23 novembre 2023 che raccomanda l'introduzione
dell'insegnamento dell'informatica fin dall'inizio dell'istruzione
obbligatoria. L'impegno a far conseguire tali competenze a tutti i
cittadini europei di qualsiasi eta', indipendentemente dalle
caratteristiche proprie di ogni sistema scolastico nazionale, non
implica da parte degli Stati aderenti all'Unione europea l'adozione
di ordinamenti e curricoli scolastici conformi ad uno stesso modello.
Al contrario, la diversita' di obiettivi specifici, di contenuti e di
metodi di insegnamento, cosi' come le differenze storiche e culturali
di ogni Paese, pur orientati verso le stesse competenze generali,
favoriscono l'espressione di una pluralita' di modi di sviluppare e
realizzare tali competenze. Tale processo non si esaurisce al termine
del primo ciclo di istruzione, ma prosegue con l'estensione
dell'obbligo di istruzione nel ciclo secondario e oltre, anche
attraverso il ruolo strategico dei CPIA, in una prospettiva di
educazione permanente, per tutto l'arco della vita.
PROFILO DELLO STUDENTE
Il profilo descrive, in forma essenziale, le competenze riferite
alle discipline di insegnamento e al pieno esercizio della
cittadinanza che uno studente/una studentessa dovrebbe dimostrare di
possedere al termine del primo ciclo di istruzione.
COMPETENZE AL TERMINE DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE (6) .
Competenza alfabetica funzionale
Creare, esprimere e interpretare concetti, sentimenti, fatti e
opinioni in forma sia orale che scritta (comprensione orale,
espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta).
Comprendere i punti chiave di un discorso complesso, riguardo sia
temi concreti sia astratti, integrando con argomentazioni sulla base
di quanto e' noto.
Interagire adeguatamente e in modo creativo utilizzando materiali
visivi, sonori e digitali e in vari contesti culturali e sociali
quali istruzione e formazione, lavoro, vita domestica e tempo libero.
Competenza multilinguistica
Utilizzare la lingua inglese a livello elementare in forma orale
e scritta (comprensione orale e scritta, produzione scritta e
produzione/interazione orale) in semplici situazioni di vita
quotidiana relative ad ambiti di immediata rilevanza e su argomenti
familiari e abituali, compresi contenuti di studio di altre
discipline.
Riconoscere le piu' evidenti somiglianze e differenze tra le
lingue e le culture oggetto di studio.
Utilizzare una seconda lingua comunitaria a livello elementare in
forma orale e scritta (comprensione orale e scritta, produzione
scritta e produzione/interazione orale) in semplici situazioni di
vita quotidiana in aree che riguardano bisogni immediati o argomenti
molto familiari.
Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e
ingegneria (7)
Utilizzare le conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche
per analizzare dati e fatti della realta' e per verificare
l'attendibilita' di analisi quantitative proposte da altri.
Utilizzare il pensiero logico-scientifico per affrontare problemi
e situazioni sulla base di elementi certi.
Avere consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano
situazioni complesse.
Competenza digitale
Utilizzare con consapevolezza e responsabilita' le tecnologie
digitali per ricercare, produrre ed elaborare dati e informazioni.
Interagire con gli altri sapendo scegliere i mezzi di
comunicazione digitali adeguati a un determinato contesto.
Competenza personale, sociale e capacita' di imparare a imparare
Avere cura e rispetto di se', degli altri, dei beni pubblici e
privati, dell'ambiente come presupposto di uno stile di vita sano e
corretto.
Organizzare nuove conoscenze pianificando il modo in cui
apprenderle con atteggiamento funzionale all'obiettivo di interesse.
Portare a compimento il lavoro iniziato, da soli o insieme ad
altri.
Competenza in materia di cittadinanza
Comprendere la necessita' di una convivenza civile, pacifica e
solidale per la costruzione del bene comune e agire in modo coerente.
Esprimere le proprie personali opinioni e sensibilita' nel
rispetto degli altri.
Rispettare le autorita' istituzionali riconosciute dalla
Costituzione.
Partecipare nelle forme possibili alla vita civica e sociale,
grazie alla comprensione delle strutture e dei concetti sociali,
economici, giuridici e politici di base.
Riconoscere e rispettare le diverse identita', le tradizioni
culturali e religiose in un'ottica di dialogo.
Assumere atteggiamenti rispettosi dell'ambiente e dei beni comuni
sulla base dei principi di sostenibilita' e salvaguardia.
Competenza imprenditoriale
Dimostrare spirito di iniziativa, produrre idee e progetti
creativi.
Assumersi le proprie responsabilita', dimostrare impegno e
laboriosita'.
Riflettere su se stessi e misurarsi con le novita' e gli
imprevisti.
Orientare le proprie scelte in modo consapevole.
Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali
Conoscere le espressioni (lingua, patrimonio, tradizioni)
progressivamente piu' ampie - locali, regionali, nazionali, europee e
mondiali - della propria cultura.
Comprendere l'influenza reciproca tra culture.
Apprezzare la diversita' dei modi di comunicazione delle idee -
testi scritti (stampati e digitali), teatro, cinema, danza, giochi,
arte e design, musica, riti, architettura e loro forme ibride.
Maturare la consapevolezza dell'identita' personale e del
patrimonio storico, culturale e paesaggistico.
OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO
Gli obiettivi del processo formativo rappresentano una
declinazione operativa delle competenze indicate nel Profilo dello
studente al termine del primo ciclo. Organizzati per aree di
competenza e articolati per ciascun grado scolastico, essi
costituiscono uno strumento fondamentale per guidare l'annuale
progettazione educativo-didattica collegiale del consiglio di classe,
la formulazione del sintetico giudizio intermedio e finale sul grado
di sviluppo della maturazione complessiva dell'alunno, la
certificazione delle competenze dell'alunno alla fine di ognuno dei
due gradi scolastici. All'inizio di ogni anno scolastico, per
ciascuna delle otto competenze, il team docente scegliera' e
adeguera' alla realta' della propria classe quegli obiettivi
educativi generali che siano ritenuti piu' pertinenti ad essa.
Parte di provvedimento in formato grafico
L'ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO DI SCUOLA
Un dispositivo per 'pensare' l'insegnamento
Nel rispetto e nella valorizzazione dell'autonomia delle
istituzioni scolastiche, le Indicazioni Nazionali per la scuola
dell'infanzia e per il primo ciclo propongono un cambio di paradigma
rimettendo al centro la valorizzazione delle conoscenze che sono la
base fondamentale per lo sviluppo delle competenze identificate nel
Profilo dello studente. Per questo le Indicazioni Nazionali
reintegrano pienamente la dimensione delle conoscenze offrendosi come
un chiaro quadro di riferimento per la progettazione del curricolo
verticale delle scuole.
Le scuole e, al loro interno, il lavoro collegiale dei docenti,
sono chiamate a progettare, attuare, monitorare e valutare il
curricolo come dispositivo per promuovere la maturazione delle
competenze attese attraverso i saperi fondamentali indicati di
seguito.
La promozione degli apprendimenti richiede una professionalita'
insegnante solida e strutturata, fondata sulla collegialita', intesa
come costruzione condivisa di senso e azione pedagogica, e sulla
formazione continua, elemento imprescindibile per rispondere alla
complessita' dei contesti scolastici e sostenere l'innovazione
didattica. La formazione docente e' un processo continuo e integrato,
che va oltre il solo approfondimento disciplinare per includere in
modo sostanziale le competenze relazionali, didattiche e valutative,
indispensabili per affrontare il lavoro di organizzazione del
curricolo in modi che alimentino autonomia, desiderio di apprendere e
creativita' degli studenti.
Ogni istituzione scolastica predispone il curricolo verticale di
istituto all'interno del Piano Triennale dell'Offerta Formativa
(PTOF) con riferimento al profilo dello studente al termine del primo
ciclo di istruzione, agli obiettivi generali del processo formativo,
agli obiettivi specifici di apprendimento e alle competenze attese,
specificati per ogni disciplina. La logica di progettazione suggerita
dalle Indicazioni e' rispettosa delle autonomie delle scuole e dei
raccordi possibili con i rispettivi territori.
Non multa, sed multum
Le Indicazioni Nazionali portano all'attenzione degli insegnanti
il tema del curricolo verticale costruito anche grazie alla
individuazione delle cosiddette 'conoscenze essenziali'. Il principio
da seguire nella costruzione del curricolo e', infatti, quello del
non multa, sed multum. Non occorre insegnare tante cose (di italiano,
di arte, di musica, di matematica, di tecnologia ecc.) non sempre
comprese dagli studenti, ma poche ed essenziali conoscenze,
approfondite in aula con grande accuratezza e dovizia di esperienze
di apprendimento. Dilatare a dismisura la quantita' di conoscenze da
insegnare diluisce, infatti, la sostanza di quanto i discenti possono
apprendere: occorre dunque scegliere conoscenze rilevanti (sul piano
culturale), significative (sul piano scientifico), essenziali (sul
piano formativo). Nelle Indicazioni le discipline - ad eccezione di
quelle scientifiche e tecnologiche, introdotte da una premessa che ne
mette in luce i punti di aggregazione, ferme restando l'identita' e
le specificita', anche dal punto di vista didattico, di ognuna di
esse - non sono aggregate in aree precostituite ma sono presentate
singolarmente seguendo una struttura precisa, ad alta leggibilita'
(cfr. schema n. 1) e rispecchiante l'originalita' delle didattiche
delle diverse discipline: perche' si studia la disciplina; obiettivi
specifici di apprendimento e competenze attese coerenti rispetto alle
competenze chiave - D.M. 14/2024; conoscenze. Ogni disciplina
presenta nuclei fondanti (concetti ritenuti fondamentali)
verticalizzati nei gradi per agevolare il lavoro di progettazione
curricolare.
Schema n. 1
Parte di provvedimento in formato grafico
Il dispositivo del curricolo risponde a quattro domande-guida:
quali obiettivi conseguire? Quali esperienze allestire per far si'
che gli obiettivi di apprendimento vengano conseguiti? Come possono
essere organizzate efficacemente quelle esperienze? Come accertare
che gli obiettivi siano stati raggiunti? Secondo questa prospettiva
insegnanti e dirigenti scolastici sono i 'costruttori' e i
'realizzatori' di un 'curricolo reale, vissuto', frutto del
necessario connubio - in virtu' delle proprie conoscenze pratiche
personali - fra quanto suggerito nelle Indicazioni nazionali in
termini di conoscenze e abilita' e quanto chiesto dalla comunita' e
dai contesti, e in vista del curricolo di istituto (frutto delle
scelte della scuola che calibra la sua offerta a seconda dei
contesti) allo scopo di soddisfare, in primis, i bisogni formativi e
apprenditivi dei discenti. Pur nella consapevolezza della
prescrittivita' delle Indicazioni Nazionali quanto alla definizione
delle competenze attese, degli obiettivi generali del processo
formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento - fondamentali
per la verifica periodica e finale e per lo svolgimento degli esami
di Stato (cfr. D.M. n. 741 del 3 ottobre 2017) - il curricolo delle
scuole, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, e'
un lavoro pratico, altamente decisionale, espressione del lavoro vivo
degli insegnanti e dell'impegno di scuole che sono comunita' educanti
e professionali insieme.
La scelta di suggerire conoscenze fondamentali discende dalla
logica dell'European Quality Framework (EQF), secondo cui le
competenze non possono di fatto sussistere senza le conoscenze ed
inoltre risponde alle seguenti istanze:
- di tipo puramente teorico-semantico, per onorare il senso
dato nelle Raccomandazioni europee ai termini "conoscenze" e
"competenze" e alla loro relazione;
- di tipo pratico-progettuale, con l'intenzione di suggerire
agli insegnanti contenuti di prima mano, non desumibili dai libri di
testo e dai sussidi didattici ma direttamente accessibili e
selezionabili all'interno di un documento ministeriale;
- di tipo internazionale, per un allineamento al modus operandi
della maggior parte dei Paesi europei (8) i cui documenti scolastici
omologhi esplicitano senza difficolta' conoscenze spesso accanto alle
competenze.
La valutazione. Un atto di valorizzazione
La valutazione nella scuola del primo ciclo si configura come un
processo educativo di grande rilevanza: complesso, dinamico,
collegiale e multidimensionale, che accompagna lo studente nella
costruzione della propria identita' e nel riconoscimento delle
proprie potenzialita'. Come richiamato dall'art. 1 del D.Lgs. n. 62
del 13 aprile 2017, la valutazione documenta lo sviluppo
dell'identita' personale degli studenti e promuove l'autovalutazione
in relazione alle acquisizioni di conoscenze e competenze. In quanto
atto pedagogico, culturale e regolativo che pone al centro la
valorizzazione e il riconoscimento della unicita' degli allievi, essa
non si esaurisce nel rilevare e misurare cio' che essi sanno o sanno
fare, ma diviene strumento che mira a far emergere progressi,
criticita' e potenzialita' inespresse. In questo contesto, e'
fondamentale comprendere la funzione essenziale della valutazione per
l'apprendimento, superando la percezione che sia un'attivita' inutile
o fonte di ansia. Le evidenze raccolte dalla ricerca hanno ormai
dimostrato come tra i fattori piu' importanti per migliorare gli
apprendimenti vi siano il feedback e la valutazione formativa:
quest'ultima costituisce un processo continuo e integrato
nell'insegnamento che monitora l'apprendimento in itinere per fornire
supporto e orientamento. Essa si distingue dalla valutazione
sommativa, che interviene al termine di periodi specifici per
tracciare un bilancio complessivo delle competenze acquisite. La
valutazione e', oltremodo, formativa anche per il docente in quanto
importante fonte di regolazione della propria didattica e di feedback
sul proprio operato.
La valutazione non e', dunque, un fine, ma rappresenta uno
strumento di orientamento, capace di promuovere il successo formativo
di ciascuno studente e una relazione educativa significativa con i
saperi. Nelle sue diverse articolazioni - diagnostica, iniziale,
formativa in itinere, autovalutativa, metacognitiva, finale - la
valutazione permette di cogliere il percorso di apprendimento nel suo
farsi, valorizzando la dimensione processuale e dinamica
dell'apprendimento, e di restituire agli alunni e alle famiglie una
visione chiara del cammino intrapreso: cammino che non si limita alla
padronanza di saperi disciplinari, ma che abbraccia anche competenze
trasversali e la consapevolezza metacognitiva dei propri punti di
forza e delle proprie aree di miglioramento.
Il rischio da scongiurare, sempre presente, e' infatti quello di
cadere in una logica sommativa e selettiva, in cui i saperi
disciplinari vengono valutati in modo frammentario, senza integrarsi
in un percorso unitario e trasformativo. Occorre invece adottare
modalita' valutative che sappiano cogliere la complessita' e la
profondita' del processo formativo di ogni studente. In questo senso,
e' importante soffermarsi su come i concetti di competenza, di
obiettivi generali del processo formativo e di obiettivi specifici di
apprendimento (OSA) possano concretamente diventare oggetto di
valutazione. Il termine competenza viene impiegato, in un'accezione
ormai diffusa, per indicare capacita' di ordine generale del soggetto
nel saper impiegare conoscenze, abilita', atteggiamenti per
affrontare problemi significativi sia nell'ambito disciplinare che
nella vita reale. Gli obiettivi specifici di apprendimento (OSA)
indicano risultati auspicati piu' circoscritti che debbono essere
oggetto di una valutazione attuata dalle scuole, sia a livello di
valutazione formativa che sommativa. Per rendere valutabili gli
obiettivi, e' necessario che siano resi operativi, tradotti in prove
concrete con criteri attesi chiari. E' cruciale considerare i diversi
tipi di conoscenza coinvolti, distinguendo tra conoscenze di
superficie (fattuali, dichiarative) e conoscenze profonde
(applicazioni, integrazioni, riflessioni critiche). In questo
contesto, le tecnologie possono rappresentare un valido supporto
nella creazione e gestione di prove di valutazione affidabili,
offrendo strumenti per la progettazione di item efficaci, la
somministrazione e l'analisi dei risultati, pur richiedendo sempre
una revisione da parte di docenti esperti. Il tutto senza appesantire
inutilmente il lavoro degli insegnanti con pratiche burocratiche
eccessive, ma attraverso la semplificazione dei processi (in primis
nella comunicazione con le famiglie) e il rispetto dell'autonomia
progettuale e creativa delle scuole, ovvero della capacita' di
adattarsi a contesti specifici e alle esigenze sempre piu' eterogenee
degli studenti.
La documentazione e l'osservazione costituiscono due prerequisiti
fondamentali per una valutazione efficace e per la comprensione e il
monitoraggio dei processi di apprendimento, in quanto consentono di
raccogliere, organizzare e interpretare dati, sulla base di specifici
indicatori. Gli indicatori della valutazione, opportunamente
selezionati, consentono di trasformare concetti teorici in elementi
operativi, osservabili, rendendo 'leggibile' il percorso di
apprendimento. L'osservazione, accompagnata da strumenti adeguati (ad
es. rubriche, griglie di osservazione, scale, ecc.), favorisce la
costruzione di criteri intersoggettivi per la formulazione di giudizi
valutativi e puo' supportare un processo trasparente e condiviso con
studenti e famiglie. In questa prospettiva, la valutazione non puo'
essere considerata un atto individuale, ma il risultato di un
processo collegiale, in cui il confronto tra docenti consente di
definire criteri comuni e condivisi, assicurando equita' e coerenza
nel processo di presa di decisione. La documentazione e il lavoro
collegiale dei docenti su indicatori, criteri e strumenti della
valutazione diventano, quindi, un supporto essenziale per una cultura
valutativa basata sulla corresponsabilita' (9) .
In questa logica la certificazione delle competenze, sia al
termine della scuola primaria che della secondaria di primo grado,
rappresenta il momento in cui il profilo dello studente trova
espressione e sintesi.
Il processo certificativo non si esaurisce in una mera
attestazione formale, ma mira a rappresentare il percorso dello
studente, in una visione piu' ampia e unitaria, capace di
accompagnare lo studente orientandolo verso il suo futuro. In questa
dinamica, gli insegnanti, veri curriculum makers, sono chiamati a
elaborare percorsi didattici e valutativi che non solo rispondano al
curricolo di Istituto e alle Indicazioni Nazionali e concorrano alla
definizione del profilo educativo in uscita, ma rispettino anche le
peculiarita' dei contesti locali e le peculiarita' delle studentesse
e degli studenti.
INDICAZIONI NAZIONALI PER LA SCUOLA DELL'INFANZIA
La scuola dell'infanzia riveste un ruolo strategico nel nostro
Paese (10) , poiche' fa parte del Sistema integrato "zerosei" (D.Lgs.
n. 65 del 13 aprile 2017) e rappresenta la prima articolazione del
sistema educativo di istruzione e formazione (D.P.R. n. 89 del 20
marzo 2009), in quanto grado di scuola con una propria identita'
pedagogica ed organizzativa rivolta a bambini (11) in eta' compresa
fra 3 e 6 anni, al compimento dei quali prende avvio l'obbligo di
istruzione.
La scuola dell'infanzia, per la sua natura di luogo di incontro,
partecipazione e cooperazione, e' la scuola di ogni bambino in quanto
persona umana. Nella promozione della liberta' di ciascuno e in
un'ottica di continuita' con i servizi educativi per l'infanzia e con
il primo ciclo di istruzione si pone come principali finalita' la
maturazione dell'identita' personale (nelle sue dimensioni affettive,
cognitive, psicomotorie, morali, religiose e sociali), la progressiva
conquista dell'autonomia (in termini di autodirezione e
autoregolazione, iniziativa personale, cura di se'), la promozione di
una crescita armonica ed equilibrata e del benessere psico-fisico, la
costruzione di relazioni sociali positive (secondo modalita' amicali,
partecipative e cooperative), la collaborazione con gli altri per il
raggiungimento di un obiettivo comune (anche nella prospettiva
dell'educazione civica), lo sviluppo di competenze comunicative,
linguistiche ed espressive, l'avvio al pensiero riflessivo.
Ai sensi della Raccomandazione del Consiglio Europeo del 22
maggio 2019, si sottolinea anche la funzione sociale rivestita dalla
scuola dell'infanzia nel quadro del Sistema integrato "zerosei", con
particolare riferimento agli ambiti della coesione sociale,
dell'inclusione, della convivenza in contesti sociali eterogenei e
del confronto con situazioni di fragilita' e vulnerabilita'
familiari, rispetto ai quali essa esercita con le altre agenzie
educative del territorio compiti di prevenzione della dispersione
scolastica e supporto al benessere individuale e comunitario.
L'attuale configurazione della scuola dell'infanzia e' il
prodotto di un processo di sedimentazione, lungo i decenni, di
pratiche educative e di formule organizzative fondate sul
riconoscimento della centralita' del diritto alla cura educativa,
all'educazione, alla formazione e all'istruzione di tutti i bambini.
Il rispetto di tale diritto, alla luce di quanto affermato
dall'articolo 3 co. 2 della Costituzione, rappresenta una sfida sul
piano della rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno
sviluppo della persona umana e della realizzazione dell'uguaglianza
di riuscita per tutti e per ciascuno, a partire da una lotta precoce
alle poverta' educative e alle diverse forme di svantaggio economico,
sociale, culturale, linguistico. Nel quadro del Sistema integrato
"zerosei", la generalizzazione del servizio educativo svolto della
scuola dell'infanzia rappresenta un importante traguardo che implica
l'esercizio dei principi di sussidiarieta' orizzontale e verticale e
di corresponsabilita' educativa fra scuola e famiglia.
La scuola dell'infanzia di fronte alle sfide del tempo
La scuola dell'infanzia offre un contesto educativo di esperienze
concrete e di modalita' di apprendimento rispettose della natura e
dei ritmi di sviluppo di ciascun bambino, in continuita' con quanto
promosso nei servizi educativi per l'infanzia e nella consapevolezza
che proprio l'esperienza mediata didatticamente offre occasioni di
maturazione di un pensiero critico-riflessivo e di avvio del processo
di germinazione di saperi che verranno formalizzati in chiave
disciplinare a partire dalla scuola primaria.
I bambini nella scuola dell'infanzia sono guidati a conoscere e a
manifestare le loro potenzialita', ad esplorare e a scoprire in
maniera intenzionale ed organizzata le diverse dimensioni delle loro
realta' di vita, a interagire in maniera costruttiva con i propri
pari e con gli adulti, ad apprendere e ad elaborare significati, a
riflettere e ad interpretare le proprie esperienze personali. La
scuola dell'infanzia e' una scuola del fare, del sentire, del
pensare, dell'agire relazionale, dell'esprimere, del comunicare, del
gustare il bello e dello scoprire un senso della propria vita,
secondo una progettualita' pedagogica condivisa con le famiglie, con
la scuola primaria, con i servizi educativi per l'infanzia e con le
agenzie educative del territorio.
La scuola dell'infanzia si trova oggi ad operare in una societa'
complessa e in forte cambiamento, e percio' e' chiamata a sostenere
le famiglie nel fronteggiare sfide come quella di essere genitori nel
nostro tempo. Per questo motivo, la scuola dell'infanzia non puo'
esimersi dal riconoscere la centralita' di ogni bambino nei suoi
peculiari bisogni formativi, cosi' come dei valori della
partecipazione, dell'accoglienza e del rispetto dell'unicita' di
tutti e di ciascuno.
Molti documenti europei, quali, ad esempio la Raccomandazione
europea del 22 maggio 2019, sottolineano come la partecipazione ad
una scuola dell'infanzia di qualita' sia un fattore importante per la
prevenzione dell'abbandono scolastico.
Il gioco
A partire da una prospettiva attenta all'ecologia delle relazioni
al centro del Sistema europeo di educazione e cura della prima
infanzia (ECEC, Early Childhood Education and Care), la scuola
italiana per la fascia d'eta' 3-6 anni promuove la crescita,
l'educazione e la formazione dei bambini assumendosi un compito di
grande responsabilita' e rilievo per tutta la societa', in stretta
alleanza con le famiglie e con i servizi educativi per l'infanzia.
Per questo motivo, offre un ambiente pedagogicamente qualificato, in
grado di garantire esperienze significative di cura educativa,
socializzazione, relazione interpersonale, sviluppo dell'empatia
relazionale ed affettiva, a prescindere dalla propria provenienza
familiare, culturale, linguistica, religiosa, grazie alla
progettazione pedagogica di spazi, tempi, attivita' e materiali su
misura. Riconosce fondamentale importanza al gioco, nella sua valenza
euristica di strumento di apprendimento e di sviluppo personale, con
l'adozione di metodologie educative e didattiche attente ad
incrementare le sue finalita' educative, emotive, relazionali,
espressive, estetiche, ecc.
La promozione del gioco nelle sue diverse forme (gioco simbolico,
di finzione, di immaginazione, di rappresentazione, di
identificazione; gioco strutturato, non strutturato, di gruppo, ecc.)
attiva nei bambini della scuola dell'infanzia processi di
manipolazione della realta' sul duplice piano materiale e simbolico,
di autocomprensione emotiva, di elaborazione di una propria teoria
della mente, di intuizione, di introspezione, di concentrazione e
riflessivita', di comprensione di se' e dell'altro, di
pro-socialita', di ascolto, di comunicazione intenzionale, di
cooperazione, di creativita', di espressione dei propri gusti e
interessi, di immaginazione, di narrazione con l'utilizzo di una
pluralita' di linguaggi, di drammatizzazione.
L'incontro ludico con l'universo digitale avverra' con la
mediazione didattica dell'insegnante, usufruendo per esempio di
periferiche che portino le immagini artificiali nell'ambiente fisico
della scuola, come nel caso di spazi "aumentati" che offrono ai
bambini esperienze per imparare ad ascoltare, a parlare, a scoprire
nuove possibilita' di immaginazione e pensiero, a proporre narrazioni
anche in chiave drammatizzata, allo scopo di ampliare il proprio
vissuto e incrementare le competenze personali.
I campi di esperienza
Il mantenimento del costrutto di "campi di esperienza",
introdotto per la prima volta dagli Orientamenti dell'attivita'
educativa nelle scuole materne statali (D.M. 3 giugno 1991) per
indicare gli "ambienti del fare e dell'agire del bambino" e i
"settori specifici ed individuabili di competenza", nasce da ragioni
pedagogiche legate al riconoscimento dell'esperienza infantile nei
diversi ambienti di vita come terreno di costruzione di saperi e di
maturazione delle competenze personali sul piano
sensoriale-percettivo, emotivo-affettivo, cognitivo,
linguistico-espressivo, psico-motorio, sociale, morale, religioso,
nel rispetto dell'unitarieta' dello sviluppo.
Le Indicazioni offrono, per ciascun campo di esperienza,
tracciati aperti di finalita', competenze attese, obiettivi specifici
e suggerimenti metodologici, mettendo a disposizione degli insegnanti
"quadri culturali per interpretare e amplificare le esperienze dei
bambini", secondo quanto definito dalle Linee pedagogiche per il
sistema integrato "zerosei". Si tratta di riferimenti
simbolico-culturali, ritenuti fondamentali per progettare attivita'
didattiche finalizzate a favorire l'espressione personale, la
scoperta e l'acquisizione di conoscenze, il gioco, la creativita' e
la curiosita', gli scambi sociali, la riflessione su di se' e sulle
esperienze vissute, lo svolgimento di attivita' manuali anche in
contatto diretto con la natura, in linea con quanto proposto nei
servizi educativi per la prima infanzia e nei piu' ampi ecosistemi
formativi dagli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per
l'infanzia (D.M. n. 43 del 24 febbraio 2022).
In tale direzione, i campi di esperienza concorrono alla
realizzazione di un curricolo del quotidiano, inteso come
concretizzazione nella scuola dell'infanzia di un curricolo unitario
in continuita' con quanto realizzato nei servizi per l'infanzia, e di
un curricolo verticale con la scuola del primo ciclo di istruzione,
con particolare riguardo all'organizzazione degli spazi, dei tempi e
dei gruppi di apprendimento. Secondo, inoltre, quanto affermato dalla
L. 92/2019 e ripreso dalle Linee guida per l'insegnamento
dell'educazione civica (D.M. n. 183 del 7 settembre 2024), i campi di
esperienza promuovono "iniziative di sensibilizzazione alla
cittadinanza", relative ai temi dell'identita' personale, del
rispetto di se' e degli altri (anche attraverso l'esercizio del
dialogo e del reciproco ascolto), del senso di appartenenza ad una
comunita' piu' ampia, della salute, dell'alimentazione e dell'igiene,
del benessere, della sicurezza, della prima conoscenza dei fenomeni
culturali, dei diritti e dei doveri, della cura del patrimonio
artistico e culturale, del decoro urbano.
Sulla scorta della cultura pedagogica e didattica sedimentata nel
corso del tempo nella scuola dell'infanzia, in ragione della sua
storia e dei rapporti di continuita' reciproca con i servizi
educativi per l'infanzia e con il primo ciclo di istruzione, i campi
di esperienza risultano cosi' declinati:
• Il se' e l'altro: per imparare a costruire la propria
identita' personale nelle sue molteplici dimensioni e a riconoscere
l'altro nelle sue differenze, che lo rendono unico;
• Il corpo e il movimento: per apprendere a stare bene con il
proprio corpo, inteso come unita' integrata alle altre dimensioni
della persona umana e canale per entrare in interazione e in
relazione con gli altri da se';
• Immagini, suoni, colori: per imparare a riconoscere le
qualita' tattili, sensoriali, formali di oggetti e materiali, anche
di uso comune, apprezzandone la fruizione artistica, espressiva,
creativa e il valore estetico;
• I discorsi e le parole: per apprendere ad ascoltare,
comunicare, farsi capire e saper dialogare, relazionarsi e
confrontarsi con gli altri (bambini e adulti), negoziare, collaborare
nell'esecuzione di un compito, riconoscere e ricomporre piccoli
conflitti;
• La conoscenza del mondo: per imparare ad esplorare e a
rappresentare il mondo, a riflettere e a socializzare le proprie
esperienze attraverso la narrazione e l'utilizzo di molteplici
linguaggi (corporei, espressivi, verbali,
matematico-tecnologico-scientifici, visuali, grafico-pittorici,
plastici, musicali, coreutici, tecnologici), a osservare il mondo
naturale e sociale ponendosi interrogativi, formulando ipotesi,
suggerendo risposte e risolvendo problemi.
La professionalita' dell'insegnante di scuola dell'infanzia
Il profilo professionale dell'insegnante di scuola dell'infanzia
richiede il possesso di una solida conoscenza psicopedagogica e
metodologico-didattica, senza trascurare una solida preparazione
disciplinare sia nel campo delle discipline umanistiche sia nel campo
delle discipline scientifiche e tecnologiche, insieme ad una forte
motivazione nell'assumere un ruolo di guida educativa nei confronti
dei bambini, costruendo relazioni positive con loro e con le
famiglie, nel rispetto della singolarita' di ciascuno e in stretta
collaborazione con gli altri insegnanti e, ove possibile, con il
personale dei servizi educativi per l'infanzia, grazie ad una forma
di coordinamento pedagogico territoriale. A questo risultato
concorrono la consapevolezza del continuo perfezionamento delle
proprie competenze professionali all'interno di contesti educativi
reali in cui praticare una riflessivita' ricorsiva sulle pratiche,
anche al fine di imparare a sostenere e a orientare meglio i bambini
alla scoperta delle attitudini, delle potenzialita' e dei talenti
personali.
Come affermato dalle Linee pedagogiche per il sistema integrato
"zerosei", le dimensioni della professionalita' dell'insegnante di
scuola dell'infanzia, al pari di quelle dell'educatore per i servizi
educativi per l'infanzia, sono riconducibili alle posture di un
adulto accogliente, in ascolto, incoraggiante, responsabile,
partecipe e "regista" di una didattica finalizzata all'educazione
indiretta. Tale profilo si caratterizza per il possesso di competenze
educative, disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche,
organizzativo-relazionali, di osservazione, di valutazione formativa
e di contesto, di documentazione, ma anche di innovazione e di
ricerca di nuove strategie educative e didattiche, nel rispetto dei
ritmi di sviluppo di ciascun bambino.
Animati da una visione della scuola dell'infanzia come
laboratorio in cui ogni bambino sperimenta, attraverso la mente, il
cuore e le mani, il proprio "darsi forma" e la genesi di un pensiero
personale, gli insegnanti agiscono sul piano educativo e della
mediazione didattica in continuita' con quanto delineato dagli
Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia. Sanno
gestire attivita' educative e didattiche a piccolo o a grande gruppo
(in sezioni omogenee o eterogenee per eta', ma anche in attivita' di
intersezione), predisponendo ambienti su misura dei bisogni formativi
dei piu' piccoli, in termini di spazi, tempi, strutture, arredi,
materiali e tecnologie, secondo quanto suggerito dalle Linee
pedagogiche per il sistema integrato "zerosei" in termini di cura
educativa, accessibilita', varieta' di esperienze possibili e
qualita' culturali delle stesse.
Nel perseguire tali obiettivi, gli insegnanti sono consapevoli
dello stretto legame esistente, in ogni loro azione, fra cura,
educazione, formazione e istruzione, con l'obiettivo di garantire il
benessere dei bambini e di creare un legame di fiducia e di
partnership educativa con le famiglie, con le formazioni sociali
presenti a livello locale, con i servizi educativi per l'infanzia
nell'ambito del Coordinamento pedagogico territoriale e il primo
ciclo di istruzione.
CAMPO DI ESPERIENZA
Il se' e l'altro
FINALITA'
I bambini iniziano a porsi, fin dalla prima infanzia, "grandi
domande" rispetto agli eventi della vita, a problemi concreti, a
cambiamenti personali e sociali, al territorio locale, a fenomeni
fisici e culturali, al proprio tempo e al proprio spazio, a partire
dalla quotidianita' vissuta in famiglia, nei servizi per l'infanzia,
a scuola e nelle altre agenzie educative che concorrono alla loro
formazione. Altre domande sono rivolte al senso della propria
esistenza e a quella del mondo, al valore morale (in termini di bene
e di male, di giusto e di ingiusto) delle proprie azioni, alla
ricerca di un significato piu' profondo e comprensivo.
La scuola dell'infanzia e' tenuta ad offrire costanti occasioni
educative per accompagnare i bambini a trovare le prime risposte a
questi interrogativi, contribuendo alla formazione della loro
identita' personale, all'acquisizione di una sempre maggiore
autonomia, allo sviluppo della propria liberta' e responsabilita',
nella consapevolezza che l'unicita' di ciascuno e' caratterizzata
dalla presenza di tratti fisici, culturali, sociali, religiosi
differenti.
Imparare a conoscere il proprio ambiente di vita e a cogliere la
rete di relazioni fra le persone, a partire dalla propria famiglia,
nella consapevolezza dell'esistenza di diritti e doveri e delle
regole di base del buon funzionamento sociale, consente ai bambini
nella fascia d'eta' 3-6 anni di vivere esperienze di superamento del
proprio egocentrismo infantile, attraverso la costruzione di
interazioni positive con i pari e con gli adulti. Risulta altrettanto
importante, anche in vista dello sviluppo di stili di vita rispettosi
del principio di sostenibilita', imparare ad osservare la natura e i
viventi nel loro ciclo di vita (nascita, crescita, riproduzione,
morte), al fine di acquisirne una prima conoscenza quantomeno
intuitiva.
L'isolamento e un uso dei dispositivi digitali possono impedire
ai bambini di vivere l'esperienza di una buona ed autentica relazione
con se' e con gli altri, fondata sulla capacita' di esprimere in
maniera corretta e completa i propri stati d'animo e di percepire la
diversita' come una ricchezza, e non come un ostacolo. Per questo
motivo, risultano particolarmente formative tutte quelle occasioni
offerte dalla scuola dell'infanzia per apprendere ad ascoltare i
discorsi degli adulti e iniziare a comprendere l'espressione delle
loro opinioni in vari ambiti, a partire dall'osservazione e dal
riconoscimento di segni, simboli, prassi, consuetudini, rituali, ecc.
Nel far questo, risulta altrettanto fondamentale imparare a narrare
la propria esperienza diretta di eventi di rilievo pubblico e
confrontarla con la rappresentazione divulgata attraverso i mass
media, ponendosi domande riguardo le cause e gli effetti. Inoltre, la
partecipazione alle tradizioni della propria famiglia e della
comunita' di appartenenza consente di aprirsi ad un confronto
rispettoso e costruttivo con altre culture, usi e costumi, a partire
da quelle delle persone (bambini e adulti) con cui si entra in
relazione, per maturare una consapevolezza autentica circa la
diversita' propria e altrui, cogliendo attraverso la riflessione su
esperienze concrete la differenza fra accoglienza ed esclusione.
COMPETENZE ATTESE
• Sviluppare il processo di costruzione dell'identita' personale,
dell'autostima e del senso morale.
• Riconoscere e valorizzare la propria storia personale e
familiare, nel rispetto dei propri vissuti personali e altrui e
confrontandola con altre esperienze culturali per sviluppare una
comprensione piu' ampia della societa' e delle sue tradizioni.
• Riflettere, confrontarsi e discutere di vari temi con i pari e
con gli adulti, in reciprocita'.
• Avere cura e rispetto di se', degli altri e dell'ambiente,
affrontando positivamente i conflitti e imparando a collaborare per
la riuscita di un compito comune.
OBIETTIVI SPECIFICI
• Imparare a dare un nome alle proprie emozioni e ai propri stati
d'animo e riconoscere quelli altrui.
• Ricercare le prime risposte, anche fantasiose e immaginarie, ai
grandi interrogativi sulla vita e la morte, la gioia e il dolore a
partire dalla narrazione e dalla condivisione delle proprie
esperienze personali.
• Giocare in modo costruttivo e creativo con gli altri.
• Gestire i piccoli conflitti fra pari e con gli adulti.
• Orientarsi nelle prime generalizzazioni delle categorie di
passato, presente e futuro.
• Riconoscere i principali segni della propria cultura e di
quella espressa dalle varie formazioni sociali nel territorio di
appartenenza.
CAMPO DI ESPERIENZA
Il corpo e il movimento
FINALITA'
Il corpo rappresenta, fin dall'eta' neonatale, il principale
canale di comunicazione con il mondo e di conoscenza di se',
attraverso le percezioni ricavate dai cinque sensi, la propriocezione
chinestesica e l'equilibrio, e un uso sempre piu' raffinato della
mano in vista dello sviluppo della motricita' fine, dell'equilibrio,
della motricita' grosso-motoria e della percezione visuo-spaziale,
grazie alla possibilita' di molteplici forme di esplorazione e
sperimentazione. Il movimento rappresenta il primo fattore di
apprendimento e di costruzione del proprio benessere psico-fisico,
attraverso il ricercare, lo scoprire, il giocare, il saltare e il
correre, in situazioni di vita quotidiana e in attivita' proposte
durante la giornata scolastica.
Il corpo costituisce anche il primo terreno di educazione e di
formazione ad un corretto riconoscimento ed alla conseguente
espressione delle proprie emozioni e sensazioni, sentimenti,
tensioni, ma anche all'esercizio della capacita' di autoregolazione
ed autodirezione attraverso il controllo dei propri gesti e il
coordinamento fra i propri movimenti e quelli altrui. Si
sperimentano, in questo modo, le potenzialita' e i limiti della
propria corporeita', il senso di stima personale, la consapevolezza
dei rischi legati all'impiego di movimenti incontrollati e dannosi
per la sicurezza propria e altrui (12) ,
Con il proprio corpo, i bambini imparano a giocare, a
sperimentare linguaggi non verbali come la mimica, e linguaggi
artistici come la musica e la coreutica. Si mettono alla prova,
apprendono a imitare, si mascherano, simulano ruoli familiari o
lavorativi, imparando a percepire la completezza e l'unitarieta' del
proprio se', allo scopo di accrescere la propria autonomia e
sicurezza emotiva.
L'odierna societa' non sempre e' in grado di mettere a
disposizione dei bambini spazi e tempi a loro misura, per
sperimentare l'uso del proprio corpo e maturare una visione
equilibrata della propria corporeita', nel rispetto dei personali
ritmi di sviluppo e di apprendimento. Per queste ragioni, risulta
sempre piu' importante offrire nella scuola dell'infanzia un ambiente
di apprendimento in grado di facilitare forme spontanee di
esplorazione, ricerca, scoperta ed esercizio, per promuovere le
principali potenzialita' espressive e comunicative del corpo
infantile, attraverso un linguaggio caratterizzato da proprie
strutture e regole, da apprendere in contesti di esperienza concreta,
libera o guidata. Si tratta di impiegare, nello svolgimento di
attivita' educative e ricreative, una pluralita' di linguaggi
(corporeo, psico-motorio, coreutico, sensoriale, ecc.), alternando
parole e gesti, producendo musica con l'impiego di componenti del
proprio corpo, accompagnando narrazioni e filastrocche con movimenti
ritmici.
Una vita sempre piu' sedentaria e l'uso spesso incontrollato, fin
dalla tenera eta', di dispositivi digitali rappresentano un ostacolo
a imparare a conoscere e ad esplorare il proprio ambiente di vita
attraverso una molteplicita' di esperienze, in grado di contribuire
allo sviluppo di una maggiore consapevolezza dei fattori volti a
garantire il benessere psico-fisico e la costruzione di una reale
immagine di se' e del proprio corpo.
Apprendere l'utilizzo di strumenti e di piccoli attrezzi nello
svolgimento di attivita' di vita pratica in forma ludica, anche in
contesti educativi outdoor riconosciuti per la loro alta valenza sul
piano dell'apprendimento esperienziale, consente l'acquisizione di
una maggiore padronanza dei propri movimenti e una loro adeguata
finalizzazione al compito affidato. Inoltre, favorisce l'adozione di
corretti stili di vita in termini di sensibilizzazione ad una
corretta alimentazione, all'igiene personale e all'esperienza delle
pause attive per la necessaria distensione.
COMPETENZE ATTESE
• Maturare una prima consapevolezza della propria corporeita',
nelle sue potenzialita' espressive, comunicative ed artistiche.
• Produrre gesti, condotte, sequenze motorie, psico-motorie e
coreutiche, sotto forma di movimenti controllati e finalizzati svolti
individualmente o in piccolo gruppo, in grado di rafforzare la
propria identita' personale e la propria autonomia, nel rispetto
delle regole della buona convivenza civile.
• Orientarsi nello spazio, in relazione agli altri e
all'ambiente.
• Sviluppare un corretto e completo schema corporeo
• Assumere comportamenti e atteggiamenti rispettosi della propria
salute e di quella altrui, avendo cura di se' e degli altri.
OBIETTIVI SPECIFICI
• Sapersi esprimere e comunicare attraverso il corpo, per
migliorare le capacita' percettive, la propriocezione chinestesica,
l'equilibrio e la conoscenza di se', degli altri e dell'ambiente.
• Sapersi orientare, muovere e coordinare con gli altri, provando
gusto e piacere per il movimento fisico e coreutico.
• Saper eseguire gesti e movimenti corporei (fino-motori e
grosso-motori), attraverso esperienze ludiche, psicomotorie e
coreutiche, valutandone il rischio e imparando a interagire con
rispetto con gli altri.
• Conoscere il proprio corpo e le sue diverse componenti e
attuare corrette pratiche quotidiane di cura di se', di igiene, di
alimentazione in vista di uno stile di vita sano e attivo, grazie a
forme di apprendimento ludico e laboratoriale.
• Saper riconoscere le principali emozioni e sensazioni di
benessere o malessere, per iniziare a gestirle in modo positivo in
vista di una migliore crescita personale e delle relazioni con gli
altri (famiglia, scuola, societa').
CAMPO DI ESPERIENZA
Immagini, suoni, colori
FINALITA'
L'espressione, tramite l'immaginazione e la creativita', dei
propri vissuti in termini di emozioni, sentimenti, pensieri
rappresenta un importante canale di comunicazione e di relazione con
gli altri, oltre che di apprendimento esperienziale. Educare alla
discriminazione sensoriale, al piacere del bello e al gusto,
attraverso l'esplorazione di una pluralita' di materiali (strutturati
o destrutturati, naturali o artificiali, di sviluppo, di uso comune,
di riciclo, ecc.), permette ai piu' piccoli di realizzare le prime
esperienze artistiche, sperimentando molteplici linguaggi e tecniche,
in grado di mobilitare la voce, i gesti, i movimenti, all'interno di
attivita' di produzione musicale, grafico-pittorica, audiovisiva e
plastica.
L'incontro con l'arte nelle sue diverse espressioni, in termini
di osservazione, ascolto, fruizione, produzione e esecuzione,
costituisce un'occasione fondamentale di sviluppo delle proprie
capacita' cognitive, relazionali, percettive, di astrazione e di
ricerca, al fine di costruire apprendimenti significativi e di
migliorare la conoscenza di se' stessi e degli altri. Promuovere
negli anni della scuola dell'infanzia lo svolgimento di attivita' in
cui poter esplorare, anche in forma laboratoriale, le proprie
potenzialita' sonoro-espressive, corporeo-cinestetiche e
simbolico-rappresentative consente di acquisire una maggiore fiducia
in se' stessi e offre l'occasione per imparare ad esprimere i propri
gusti estetici e a compararli con quelli altrui. Inoltre, avere
occasioni per osservare luoghi (strade, piazze, parchi, paesaggi,
ecc.) e opere d'arte (quadri, sculture, architetture, ecc.) favorisce
la graduale acquisizione di padronanza e dimestichezza con una forma
di linguaggio universale e inclusivo.
Scarse esperienze di fruizione artistica, musicale ed estetica,
unitamente all'iperstimolazione provocata da un uso smodato ed
eccessivo dei dispositivi digitali, possono comportare nei bambini
serie difficolta' nello sviluppo di adeguate competenze di percezione
e di discriminazione sensoriale, di osservazione e di ascolto, oltre
che indebolire la capacita' di concentrazione, di finalizzazione dei
propri gesti e di riflessione sulle proprie e altrui azioni nella
realta' in cui ci si muove, si gioca, si apprende. Per questo motivo,
risulta fondamentale imparare fin dalla scuola dell'infanzia a
confrontarsi con i nuovi linguaggi della comunicazione, nel duplice
ruolo di spettatore e di attore, per familiarizzare con la
possibilita' di espressioni multimediali rese possibili dagli
strumenti informatici attraverso un contatto attivo e didatticamente
mediato dall'insegnante, alla ricerca di nuove possibilita'
espressive e creative nel costante confronto con la realta' concreta.
COMPETENZE ATTESE
• Sapersi avvalere dei principali linguaggi espressivi (musicale,
artistico, grafico-pittorico, plastico, audiovisivo, drammatico,
ecc.) in diversi ambiti e modalita', a seconda dei propri talenti e
potenzialita', anche attraverso l'utilizzo, mediato dall'insegnante,
delle nuove tecnologie.
• Dimostrare originalita', curiosita' e spirito di iniziativa
nella produzione artistica, sperimentando materiali, strumenti e
tecniche creative, anche impiegando ‒ con la supervisione
dell'insegnante ‒ quelli messi a disposizione dalla tecnologia.
• Sviluppare ed esprimere interesse nei confronti della fruizione
di opere artistiche di vario genere, maturando un proprio gusto
estetico personale e un primo atteggiamento critico-riflessivo
rispetto ai messaggi veicolati.
• Familiarizzare con i primi alfabeti musicali e i simboli di
notazione informale per codificare e riprodurre suoni, sviluppando
sensibilita' e interesse per il paesaggio sonoro e le opere musicali,
a partire dalla scoperta che tutti i suoni originano dalla vibrazione
di oggetti.
OBIETTIVI SPECIFICI
• Imparare a discriminare e a riconoscere i diversi stimoli
sensoriali.
• Narrare le proprie esperienze o storie inventate, avvalendosi
di diverse modalita' comunicative non verbali (musica,
drammatizzazione, disegno, pittura, fotografia, manipolazione, ecc.).
• Realizzare piccole produzioni artistiche (manufatti, canti,
musiche, danze, scenette teatrali, filmati, ecc.), sperimentando le
varie possibilita' di apprendimento offerte dal proprio corpo, dalla
propria voce e da materiali di varia natura.
• Partecipare ad esperienze di ascolto della musica, fruizione di
opere d'arte e pratica coreutica, al fine di sviluppare primi
interessi e gusti personali, anche sperimentando elementi musicali di
base.
• Esplorare i primi alfabeti artistici, grafico-pittorici,
plastici, musicali e audiovisivi.
CAMPO DI ESPERIENZA
I discorsi e le parole
FINALITA'
La lingua rappresenta, nelle sue diverse forme e funzioni, un
canale fondamentale per comunicare, conoscere, imparare a
confrontarsi con gli altri, secondo modalita' via via piu' complesse,
in grado di condurre ad esprimere in maniera chiara il proprio
pensiero e a condividerlo con gli altri, a partire dalle proprie
esperienze, dall'osservazione e dall'esplorazione dell'ambiente. Se
la lingua materna e' parte integrante dell'identita' personale di
ogni bambino, imparare fin da piccoli altre lingue significa poter
entrare in contatto con mondi diversi di rappresentazione e di
significato.
La promozione di una buona padronanza della lingua italiana, a
partire dai meccanismi linguistici e comunicativi di base gia'
acquisiti nei primi anni di vita e nel rispetto dell'eventuale
conoscenza di una diversa lingua di origine (comprese le lingue
minoritarie), passera' innanzitutto attraverso la sperimentazione di
varie modalita' di utilizzo in situazioni comunicative reali, che
prevedono diverse forme di interazione verbale (come ascoltare,
chiedere la parola, dialogare, spiegare, ecc.) durante i momenti
della giornata scolastica. Narrare episodi personali o storie
immaginarie, descrivere fenomeni osservati, dialogare con i pari e
con gli adulti sono tutte attivita' educative volte all'acquisizione
di una maggiore fiducia di se' e al consolidamento delle proprie
competenze linguistiche, cognitive, di regolazione emotiva,
espressive e sociali.
I bambini nella fascia d'eta' 3-6 anni posseggono un patrimonio
linguistico variegato, frutto degli apprendimenti spontanei in
famiglia, nel proprio ambiente di vita e nei servizi educativi per
l'infanzia grazie anche allo svolgimento di routine quotidiane e di
pratiche dialogiche, ma che necessita di un'adeguata osservazione in
ragione della presenza di competenze differenziate, dovute anche a
condizioni di disabilita' o ad altri Bisogni Educativi Speciali.
Poter parlare con i propri pari e con gli insegnanti mentre si
svolgono attivita' stimolanti, come la manipolazione di materiali,
l'esplorazione dell'ambiente, il gioco simbolico, il disegno, ecc.,
rappresenta un terreno fondamentale di sviluppo del pensiero
riflessivo, attraverso la formulazione di piani e previsioni, ipotesi
e congetture, soluzioni a problemi concreti. Inoltre, consente di
arricchire il patrimonio lessicale posseduto e di migliorare le
competenze personali di pronuncia di suoni, parole e frasi.
A queste attivita' si affianca la familiarizzazione con una
seconda lingua rispetto all'italiano, il cui apprendimento puo'
essere propiziato con approcci ludiformi, con particolare attenzione
ai suoni, ai toni, ai diversi significati delle parole impiegate in
contesti comunicativi concreti. I bambini sono in grado di esperire
un universo sonoro complesso costituito da una prima e seconda
lingua, dalle lingue degli insegnanti, dei genitori, dei media,
maturando una prima consapevolezza dell'esistenza di lingue e culture
diverse e incrementando la sensibilita' a suoni differenti rispetto a
quelli della propria lingua madre.
Altrettanto rilevante risulta l'incontro con la lingua italiana
scritta, a partire dall'esplorazione del segno grafico come
significante, seguendo l'interesse spontaneo dei bambini per la
rappresentazione grafica delle parole notate nell'ambiente, a cui
affiancare la lettura animata di libri per l'infanzia da parte degli
adulti.
COMPETENZE ATTESE
• Avvalersi della lingua italiana per produrre e comprendere
semplici enunciati a partire dalle occasioni offerte dalla vita
quotidiana.
• Ascoltare e narrare racconti, rielaborare contenuti e inventare
storie.
• Giocare con la lingua attraverso rime, filastrocche,
drammatizzazioni e invenzione di parole, riconoscendo analogie tra
suoni e significati.
• Avere una prima consapevolezza dell'esistenza di lingue e
culture differenti, a partire anche da prime esperienze di
apprendimento di una seconda lingua.
• Esplorare e sperimentare il linguaggio scritto anche in forma
creativa e fantasiosa.
• Sviluppare la coordinazione motoria e la manualita' attraverso
il disegno, la riproduzione di segni e simboli, esplorando forme di
rappresentazione grafica.
OBIETTIVI SPECIFICI
• Saper utilizzare la lingua italiana in maniera appropriata, per
comprendere parole e discorsi.
• Acquisire un patrimonio lessicale progressivamente piu' ricco
ed esteso.
• Esprimere attraverso il linguaggio verbale i propri stati
d'animo ed emozioni.
• Elaborare ipotesi circa i significati di parole sconosciute o
inventate, cogliendo somiglianze e analogie tra suoni e significati.
• Familiarizzare con elementi di una lingua diversa
dall'italiano.
• Incontrare e sperimentare prime forme di linguaggio scritto.
CAMPO DI ESPERIENZA
La conoscenza del mondo
FINALITA'
Ogni bambino, fin dalla nascita, costruisce le proprie conoscenze
e la propria identita' personale attraverso l'esplorazione
dell'ambiente di vita e le prime interazioni con i pari e con gli
adulti (in famiglia, nella comunita' di appartenenza e nei servizi
educativi per l'infanzia). Nell'eta' compresa fra 3 e 6 anni, inizia
l'elaborazione di un pensiero riflessivo, a partire dalla narrazione
delle proprie esperienze e dalla loro rappresentazione, avvalendosi
di diversi strumenti, categorie e modalita' espressive. In questo
modo, vengono poste anche le basi indispensabili dei saperi
(linguistici, matematico-informatico-scientifici, storici,
geografici, artistici, musicali, motori, coreutici, tecnologici,
ecc.) successivamente ripresi e approfonditi nella scuola primaria,
attraverso l'incontro con le discipline.
Un uso smodato dei dispositivi digitali, unitamente alle scarse
occasioni di esplorazione dell'ambiente naturale e sociale offerte
dalla vita quotidiana, possono privare i bambini dell'acquisizione di
una conoscenza unitaria, completa ed autentica del mondo reale. Per
questo motivo, la scuola dell'infanzia e' chiamata a promuovere un
apprendimento per ricerca, attraverso la scoperta dell'ambiente in
cui i bambini sono quotidianamente immersi, allo scopo di soddisfare
la loro curiosita' innata e di guidarli a trovare le prime risposte
alle "grandi domande" attorno alla propria vita e a quella altrui, ai
fenomeni naturali, agli esseri animali e vegetali, alle cose,
ricorrendo alla narrazione, ad esperienze artistico-espressive, al
gioco.
La scuola dell'infanzia favorisce una prima conoscenza della
configurazione fisica del mondo reale, attraverso attivita' concrete
in grado di condurre i bambini a percepire le caratteristiche di
colore, calore, consistenza, luce e ombra, durata e velocita' dei
fenomeni, ecc. Imparare a identificare qualita' e proprieta' degli
oggetti e dei materiali, attraverso esperienze manuali come toccare,
soppesare, smontare, costruire e ricostruire, consente di comprendere
la loro struttura e le diverse componenti, oltre che di affinare i
propri gesti e movimenti.
L'acquisizione della categoria di spazio concorrera', da un lato,
alla graduale descrizione delle forme geometriche degli oggetti
tridimensionali presenti e all'individuazione delle relative
proprieta' e, dall'altro lato, all'esecuzione di movimenti
finalizzati alla realizzazione di percorsi per raggiungere una
determinata meta. Tali processualita' favoriscono la
familiarizzazione con alcuni termini (come davanti/dietro,
dentro/fuori, destra/sinistra, sopra/sotto, ecc.), che consentono di
descrivere la posizione di se' stessi, di altri, o di oggetti
presenti nello spazio in relazione a specifici riferimenti.
La scuola dell'infanzia promuove, altresi', attivita' per
elaborare ipotesi e congetture intorno alle strutture "invisibili"
della materia e alle sue principali trasformazioni, attraverso
semplici esperimenti che si avvalgano anche di oggetti di uso
quotidiano. Inoltre, rendera' possibile osservare e conoscere i
principali organismi animali e vegetali, operando ipotesi e
congetture intorno ai loro processi di vita.
Altrettanto importanti risulteranno una prima familiarizzazione
con il concetto di quantita', di numero, di classificazione e la
realizzazione di misure. Lo svolgimento di semplici operazioni
matematiche in contesti reali di apprendimento e la rappresentazione
dei loro risultati sotto forma di simboli favoriranno l'avvio dei
primi processi di generalizzazione e di astrazione, a cui potra'
concorrere anche il gioco con materiali strutturati e non
strutturati, naturali e artificiali, ecc., particolarmente efficace
nel promuovere la creativita', la curiosita', la fantasia,
l'immaginazione, il piacere della scoperta.
COMPETENZE ATTESE
• Saper osservare e scoprire le connessioni esistenti in fenomeni
come il ciclo di vita, le stagioni, i principali cambiamenti negli
organismi animali e vegetali, le modifiche degli ambienti
artificiali, a partire da quelli osservati e conosciuti nella propria
vita quotidiana.
• Saper collocare le proprie azioni nel tempo della giornata,
della settimana e dell'anno.
• Sapersi muovere e collocare nello spazio in autonomia.
• Operare semplici attivita' di raggruppamento, ordine,
misurazione, quantificazione, confronto.
• Saper riconoscere semplici forme geometriche in base a
caratteristiche e proprieta'.
OBIETTIVI SPECIFICI
• Osservare con attenzione il proprio corpo, gli organismi
viventi, il loro ciclo di vita e il loro habitat, i fenomeni naturali
e artificiali, per riconoscere e descrivere i principali processi di
cambiamento e le relative proprieta'.
• Riconoscere il susseguirsi dei giorni della settimana e delle
stagioni dell'anno.
• Individuare la posizione delle persone e degli oggetti nello
spazio, imparando ad utilizzare categorie come sopra/sotto,
avanti/dietro, destra/sinistra, lontano/vicino, dentro/fuori, ecc.
• Osservare, descrivere, rappresentare e denominare semplici
forme geometriche nello spazio e nel piano, facendo riferimento alle
loro caratteristiche
• Raggruppare, contare, ordinare, misurare e quantificare oggetti
di vario genere, confrontandoli e classificandoli secondo differenti
criteri condivisi.
Dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria
A partire dalla constatazione che ciascun campo di esperienza
offre occasioni di apprendimento unitario, in grado di promuovere
finalita' come la maturazione dell'identita' personale, l'autonomia
di iniziativa, l'autoregolazione, una crescita sana ed equilibrata, e
tenuto conto della globalita' dei processi di sviluppo sottolineata a
livello europeo dal Quality Framework for ECEC, al termine del
percorso triennale della scuola dell'infanzia e' ragionevole
attendersi che ciascun bambino abbia sviluppato un profilo
caratterizzato dal possesso di alcune competenze personali, sociali e
di cittadinanza, in grado di guidare il suo futuro percorso nel
delicato e complesso passaggio alla scuola primaria.
Le principali competenze attese consistono nelle seguenti:
identificare e dare un nome alle emozioni e agli stati d'animo propri
e altrui; saper trovare una prima risposta alle "grandi domande"
sulla vita e sul mondo; aver cura e rispetto di se', degli altri e
dell'ambiente; mostrare autonomia nella gestione dei compiti affidati
e curiosita' nei confronti di proposte nuove e inaspettate (da
realizzare individualmente o in piccolo gruppo); partecipare alle
diverse forme di vita comunitaria per maturare una prima
sensibilizzazione alla cittadinanza; giocare in modo costruttivo e
creativo e sapersi relazionare in modo positivo con i pari e con gli
adulti; sapersi orientare nel tempo e riconoscere e valorizzare la
propria storia personale e familiare (nel rispetto dei vissuti di
ciascuno); sapersi orientare e coordinare nello spazio e produrre
condotte motorie e coreutiche (individuali o in piccolo gruppo);
possedere consapevolezza della propria corporeita', nelle sue
molteplici potenzialita'; aver maturato un corretto schema corporeo,
nel rispetto della plasticita' neuronale infantile; conoscere il
corpo umano e le principali differenze fra i due sessi; riconoscere i
segnali del proprio stato di salute; mostrare interesse e
originalita' nella produzione artistica, avvalendosi di una
pluralita' di linguaggi (compresi quelli multimediali attraverso le
tecnologie informatiche); utilizzare il linguaggio orale per
esprimersi, interagire con gli altri, raccontare e inventare storie,
anche in modalita' ludica e drammatizzata; possedere una prima
consapevolezza dell'esistenza di lingue e culture diverse e aver
familiarizzato con una seconda lingua; sperimentare il gesto grafico
e il linguaggio scritto, anche in forma creativa e fantasiosa; saper
operare semplici attivita' di raggruppamento, ordine, misurazione,
quantificazione e confronto di oggetti; aver maturato competenze in
ambito logico e procedurale; riconoscere i principali cambiamenti
negli organismi animali e vegetali, del ciclo della vita e delle
stagioni, a partire dall'osservazione e dall'esplorazione del proprio
ambiente.
Grande rilievo andra' riconosciuto anche allo sviluppo di
competenze personali di attenzione, autocontrollo e ritenzione in
memoria, empatia e consapevolezza fonologica (e metafonologica),
considerate fondamentali per i futuri apprendimenti scolastici.
INDICAZIONI NAZIONALI PER LE SCUOLE DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE
Le discipline
ITALIANO (lingua e letteratura)
PERCHE' SI STUDIA L'ITALIANO
Lingua
Il cambiamento di prospettiva delle Indicazioni per la disciplina
italiano pone al centro dell'apprendimento la ricerca e
valorizzazione dei meccanismi strutturali che regolano il
funzionamento della lingua, spiegano l'esistenza e gerarchia delle
'regole' e dimostrano l'importanza della sintassi, distinguendosi
cosi' da una didattica che predilige un'idea di lingua come fenomeno
spontaneo e che e' troppo concentrata sulle varieta' d'uso.
Il linguaggio costituisce il primo strumento di comunicazione e
di accesso alla conoscenza; rappresenta un mezzo decisivo per
l'esplorazione del mondo, per l'organizzazione del pensiero e per la
riflessione sull'esperienza e sul sapere tramandato di generazione in
generazione. La scuola ha il compito di valorizzare questo
patrimonio, con speciale attenzione alla specificita' della lingua
scritta, trasmettendolo nelle forme riconosciute come legittime dalla
comunita' colta, comunicando il valore e il significato dello
strumento linguistico e la necessita' dell'adeguatezza qualitativa,
richiesta dalla sua stessa funzione sociale. Nel primo ciclo di
istruzione, fin dalla prima classe della scuola primaria, devono
necessariamente essere acquisiti gli strumenti di quella che
definiamo 'alfabetizzazione di base'.
Si avvia poi il percorso che porta all'alfabetizzazione
funzionale, con particolare attenzione alla competenza
metalinguistica e alla grammatica, intesa come un insieme di regole
strutturali di cui avvalersi, che permettono di adattare la lingua
alle diverse situazioni comunicative scritte e orali. E' importante
che l'ortografia sia acquisita in modo sicuro e naturale nei primi
anni di scuola, senza cedere allo spontaneismo per giustificare
errori e usi impropri, poi difficili da eliminare. Molto importante
e' l'apprendimento della scrittura in corsivo, come gia' evidenziato
nel paragrafo dedicato alla scrittura nella Premessa culturale
generale. La chiarezza, conquistata anche attraverso la presa di
coscienza delle regole che governano la comunicazione linguistica,
orale e scritta, deve essere presentata come una forma di rispetto
per gli altri: dunque anche come un dovere sociale, oltre che come un
vantaggio per chi comunica in maniera appropriata. Fondamentale e'
l'esercizio del riassumere che implica la capacita' di riportare in
modo chiaro e preciso i concetti essenziali di un testo orale o
scritto: il che risulta utile anche a far organizzare mentalmente
all'alunno le informazioni in modo logico e sequenziale e, se del
caso, ad esporle con concisione. Assai utile e', in tale direzione,
l'apprendimento delle poesie a memoria, come attestano numerosi studi
neuroscientifici per i quali tale esercizio rafforza la memoria a
breve e a lungo termine, l'attenzione e la concentrazione. Apprendere
poesie a memoria, inoltre, arricchisce il linguaggio e stimola la
sensibilita'. Si promuova nel discente, assieme e grazie alle regole,
la competenza e la consapevolezza dell'importanza dell'adeguatezza
linguistica e formale in contesti diversi attraverso attivita'
linguistico-comunicative di ricezione, produzione, interazione e
mediazione (cosi' come indicato nei documenti del Consiglio d'Europa,
cfr. Volume Complementare al Quadro comune di riferimento per le
lingue 2020). L'educazione linguistica e' compito dei docenti di
tutte le discipline, che operano in modo organico e trasversale per
offrire a tutti gli allievi l'opportunita' di inserirsi adeguatamente
nell'ambiente scolastico e nei percorsi di apprendimento, avendo come
primo obiettivo il possesso della lingua di scolarizzazione. I
sottocodici specialistici necessitano di adeguate competenze di
comprensione e produzione nella lingua di studio: ad esempio, anche
nella matematica e nelle scienze e' necessario comprendere un testo
in italiano per elaborare risposte. Ne derivera' un crescente
arricchimento. L'acquisizione della lingua italiana per gli alunni di
origine straniera e' di fondamentale importanza per il loro successo
scolastico e per l'integrazione nella comunita' scolastica e sociale.
Dunque, essi devono poter far propria tale conoscenza, ed e' molto
importante che raggiungano l'obiettivo, nonostante le difficolta'
inevitabili: e' assolutamente evidente che l'integrazione passa in
primo luogo dal poter parlare italiano, e dal piacere di farlo.
Letteratura
Lo scopo dell'insegnamento della letteratura, nel primo ciclo
scolastico, e' fare in modo che gli studenti prendano gusto alla
lettura, e che da cio' che leggono ricavino gli strumenti per capire
meglio se' stessi e il mondo. Cio' significa, innanzitutto, che al
centro dell'apprendimento devono stare i testi, e sui testi vanno
saggiate e affinate le capacita' di comprensione e di interpretazione
degli studenti. Acquisire familiarita' con la letteratura e' un
aspetto cruciale nella formazione di ogni individuo perche' la
letteratura e' sia un modo per conoscersi, trovando nei pensieri,
nelle emozioni e nei desideri che gli scrittori del passato hanno
saputo tradurre in parole la traccia di un'umanita' comune (e quindi
anche per non sentirsi soli nel proprio percorso di crescita), sia un
modo per imparare a stare nel mondo con consapevolezza, cioe' per
stabilire relazioni significative. La lettura di testi del patrimonio
letterario italiano e straniero, selezionati alla luce del grado di
maturita' degli studenti, e' funzionale alla discussione, alla
formulazione di ipotesi interpretative, al confronto tra punti di
vista. La letteratura non e' infatti un oggetto dato una volta per
tutte, da contemplare con freddo rispetto, bensi' una realta' mobile,
che vive e muta a seconda di chi la interroga: e a scuola
l'interrogante e' la comunita' formata dagli studenti, istruita e
guidata dall'insegnante, che avra' appunto il compito, tra gli altri,
di coordinare una discussione informata sui testi via via sottoposti
all'attenzione degli studenti. Non occorre dunque che gli studenti,
in ogni ordine di scuola, diventino piccoli critici letterari, ne'
che siano informati su tutti gli snodi della storia letteraria;
occorre che leggano, scrivano, imparino ad apprezzare testi scritti
da altri, in epoche e luoghi anche remoti, e ne parlino con buona
competenza, e se possibile anche con piacere, persino con amore.
Imparare a leggere e a interpretare testi letterari e' del resto
anche un buon modo per affrontare in modo consapevole i tanti testi
non letterari - trasmessi attraverso la scrittura ma anche oralmente
- con cui gli studenti entreranno in contatto durante la loro
esistenza: per capire per esempio che cosa dice davvero un articolo
di giornale o il discorso di un esponente politico. La conoscenza
della letteratura e' insomma, tra le altre cose, anche un buon
viatico per una cittadinanza matura.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Lingua e letteratura
• Acquisire in maniera sicura l'alfabetizzazione di base e
arricchire il lessico. La capacita' di leggere e scrivere, cosi' come
di comprendere e parlare, e' obiettivo fondamentale da tutti
riconosciuto come prioritario, cosi' come arricchire il repertorio
lessicale esplorando campi semantici, significati propri e figurati;
illustrare la ricchezza polisemica delle parole, ricavare dal
contesto significati meno noti o ignoti, esaminare sinonimi e
contrari in particolare mediante esempi concreti.
• Riflettere sulla lingua a partire dagli usi comuni. Iniziare la
riflessione sulla lingua partendo dagli usi comuni. A partire da
questi promuovere l'apprendimento di conoscenze metalinguistiche,
lessicali e grammaticali, sociolinguistiche e pragmatiche.
• Comprendere, parlare, ascoltare. Comprendere testi ed enunciati
trasmessi in forma scritta e orale, essendo in grado di identificare
il senso globale e le informazioni particolari, gli snodi
dell'argomentazione, le intenzioni dell'emittente. Essere in grado di
condividere le proprie impressioni e le proprie idee con gli altri;
maturare una buona capacita' di ascolto: ascolto dei testi letti ad
alta voce dall'insegnante e ascolto delle parole dei compagni, nel
rispetto dei turni di parola e delle opinioni degli altri.
• Leggere, interpretare, esporre. Essere in grado di comprendere
un testo letto da soli o dall'insegnante, cogliendone gli elementi
principali e le finalita' (descrivere, narrare, fornire istruzioni,
ecc.); con l'aiuto dell'insegnante, cominciare a capire cio' che
caratterizza come 'letterario' un determinato testo. Saper riferire
in merito a cio' che si e' ascoltato, letto, studiato, anche con
l'aiuto di tabelle, mappe, immagini e supporti informatici. Saper
memorizzare testi poetici.
• Scrivere. Essere in grado di applicare le conoscenze
fondamentali relative all'organizzazione logico-sintattica della
frase semplice, alle parti del discorso e ai principali connettivi;
essere in grado di produrre testi di vario tipo, che illustrino le
proprie esperienze di vita, gli oggetti, i luoghi e le persone che
popolano il proprio ambiente, anche prendendo spunto da testi
elementari (serie di immagini, trafiletti, aforismi, brevissimi
racconti) che potranno essere sintetizzati e rielaborati; essere in
grado di riassumere testi semplici in maniera chiara e ordinata;
abituarsi ad essere precisi nella redazione di testi scritti: la
naturale creativita' e' un'attitudine da difendere e coltivare, ma e'
bene che, quando un testo diventa 'pubblico', cioe' quando viene
condiviso con l'insegnante e i compagni, aderisca a certe elementari
norme formali (grafia comprensibile, chiara strutturazione del testo,
rispetto dei margini, ecc.), delle quali e' necessario appropriarsi
sin dai primi anni dell'istruzione.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Lingua e letteratura
• Alfabeto. Enunciare nell'ordine convenzionale le lettere
dell'alfabeto italiano integrate da quelle (J, K, W, X, Y) assunte da
altre lingue, per un totale di 26 lettere.
• Scrittura. Scrivere con grafia manuale sia in stampatello sia
in corsivo. Saper leggere i caratteri tipografici usati nei libri di
testo e di lettura.
• Grafia dell'italiano. Scrivere e conoscere i fonemi e grafemi
difficili per la reciproca mancata corrispondenza biunivoca: ad
esempio conoscere l'uso dell'accento che distingue <e> verbo da <e>
congiunzione, l'uso di <h> che distingue graficamente il verbo <ho>
dalla congiunzione <o>; utilizzare la divisione in sillabe.
• Interpunzione, segni grafici e paragrafematici. Usare i segni
paragrafematici, nella loro funzione sintattica e testuale, in
particolare i seguenti: punto, punto e virgola, virgola, due punti,
virgolette per introdurre il discorso diretto, punto esclamativo,
punto interrogativo e 'a capo'; conoscere la funzione dell'apostrofo
come segno di elisione (spesso confuso con l'accento) e le regole
dell'accento grafico e dell'elisione.
• Tempi e modi verbali. Conoscere e adoperare correttamente i
tempi e i modi verbali, a cominciare dall'indicativo per indicare il
presente, il futuro e le gradazioni del passato.
• Ascolto e dialogo. Essere in grado di comprendere e dare
semplici istruzioni su un'attivita' che lo studente conosce bene;
saper interagire in una conversazione formulando domande e dando
risposte pertinenti intorno ad argomenti di cui abbia diretta
esperienza; essere in grado di raccontare oralmente un'esperienza
personale o una storia immaginaria rispettando l'ordine logico e
cronologico.
• Lettura e interpretazione. Leggere in silenzio e ad alta voce;
comprendere il significato di brevi testi scritti riconoscendone la
funzione (descrivere, narrare, fornire istruzioni, eccetera) e
individuandone gli elementi essenziali (personaggi, luoghi, tempi);
• Produzione di testi. Saper registrare e organizzare dati e
istruzioni; saper produrre facili testi di tipo descrittivo e
narrativo.
• Memorizzazione di testi. Saper memorizzare testi poetici;
apprendere semplici tecniche di memorizzazione di testi come mappe
mentali.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Lingua e letteratura
• Grammatica e ampliamento del lessico. Conoscere la grammatica
per le classi di parole; dunque identificare le parti del discorso,
attraverso esercizi pratici con equilibrato ricorso a definizioni e
classificazioni. In fase di avvio, la individuazione delle regole
grammaticali deve svilupparsi partendo dalla osservazione di testi
orali o scritti; riconoscere la funzione di connessione delle
preposizioni e congiunzioni, la funzione di modificazione propria
dell'avverbio; riconoscere le categorie di numero, spazio, tempo,
persona nella variazione formale delle parole d'uso comune; saper
riconoscere le parole composte, derivate, alterate; saper impiegare
nell'uso orale e scritto i vocaboli fondamentali e quelli di alto uso
in modo adeguato ai contesti comunicativi; saper impiegare i piu'
frequenti termini specifici legati alle discipline di studio.
• Strategie di controllo della propria produzione linguistica.
Saper adoperare i registri linguistici in maniera adeguata,
distinguendo fra diversi registri (formale, colloquiale, ecc.);
conoscere le fondamentali convenzioni ortografiche; servirsi di
queste conoscenze per rivedere la propria produzione scritta e
correggere eventuali errori.
• Oralita'. Saper comunicare in modo adeguato e differenziato in
base ai diversi contesti di interazione; saper organizzare un
semplice discorso orale su un tema affrontato in classe con un breve
intervento preparato in precedenza; saper esporre un argomento di
studio utilizzando una scaletta o appunti.
• Ascolto e dialogo. Saper partecipare a una conversazione in
maniera educata, ascoltando rispettosamente le opinioni
dell'interlocutore e argomentando a propria volta in modo ordinato;
riferire su esperienze personali organizzando il racconto in modo
essenziale e chiaro, rispettando l'ordine logico e cronologico e
inserendo elementi descrittivi funzionali al racconto; saper cogliere
in una discussione le posizioni espresse dai compagni ed esprimere la
propria opinione su un argomento con un breve intervento preparato in
precedenza.
• Lettura e interpretazione dei testi letterari. Leggere sia
silenziosamente sia ad alta voce; comprendere il significato di
semplici testi scritti riconoscendone la funzione (descrivere,
narrare, fornire istruzioni, eccetera) e individuandone gli elementi
essenziali (personaggi, luoghi, tempi); aver acquisito familiarita'
con semplici testi letterari, in prosa e in versi, che attivino la
propria competenza interpretativa; comprendere l'importanza della
componente sonora del linguaggio (timbro, intonazione, accentazione,
pause) e delle figure di suono nei testi poetici (rime, assonanze e
consonanze, ritmo), e sapersi servire dell'una e delle altre nella
produzione di testi creativi (uno slogan, un breve testo in versi);
essere in grado di sfruttare le informazioni contenute nella
titolazione, nelle immagini e nelle didascalie per farsi un'idea del
testo che si intende leggere; saper leggere e confrontare
informazioni provenienti da testi diversi per farsi un'idea di un
argomento e per trovare spunti a partire dai quali parlare o
scrivere.
• Scrittura di testi argomentativi e creativi. Produrre semplici
testi scritti coesi e coerenti che riferiscano esperienze proprie o
altrui (autobiografia, biografia, racconto, eccetera), esprimano
opinioni o stati d'animo, espongano temi nella forma della relazione
o del riassunto, diano informazioni, per esempio nella forma di una
lettera o di una e-mail; saper scrivere una lettera indirizzata a
destinatari noti, adeguando le forme espressive al destinatario e
alla situazione comunicativa; saper esprimere per iscritto
esperienze, emozioni, stati d'animo, idee sotto forma di diario;
essere in grado di collaborare alla redazione di testi scritti a piu'
mani in cui si fanno resoconti di esperienze scolastiche, si illustra
un procedimento, si registrano opinioni su un argomento trattato in
classe.
CONOSCENZE
Lingua
Sara' conosciuta la grammatica per classi di parole, presentata
dall'insegnante soprattutto attraverso esercizi pratici, mediante un
processo di osservazione induttiva di dati e la manipolazione di
espressioni linguistiche con equilibrato ricorso a definizioni e
tassonomie. La riflessione sui fatti linguistici dovrebbe tener
sempre conto della finalita' comunicativa della lingua, al cui
funzionamento cooperano i diversi livelli, fonetico, lessicale,
morfologico, sintattico, testuale. L'insegnamento della scrittura
necessariamente richiede che si usino termini come parola, lettera,
frase. Per forza di cose l'insegnante si trovera' ad adoperare queste
parole, che hanno un complesso contenuto concettuale. In questa fase,
non importa cogliere tutte le implicazioni tecniche della
terminologia, ma ci si puo' e deve limitare a una presentazione
'ostensiva'. Va da se' che parole come nome, verbo, aggettivo non
possono essere introdotte senza una descrizione del loro uso, del
loro significato e della loro funzione. La terminologia linguistica
verra' quindi introdotta in modo funzionale a identificare gli
oggetti della riflessione sulla lingua che l'insegnante cerchera' di
stimolare, senza eccessi definitori, partendo da usi reali e
proponendo esercizi pratici calati in situazioni comunicative non
artificiose. Ad esempio, si insegnera' a cogliere il rapporto tra
verbo e soggetto della frase mediante esercizi pratici, rendendo gli
allievi attenti al fatto che il soggetto non ha sempre una posizione
prevedibile, non e' necessariamente anteposto al verbo (ad esempio:
"a me piace lo sport"). E' importante insistere sul valore del verbo
come chiave per cogliere la struttura della frase.
Letteratura
Per fare in modo che gli studenti imparino a leggere e a scrivere
correttamente non occorre affidarsi soltanto a testi meramente
strumentali. La letteratura per l'infanzia offre un ampio repertorio
di possibilita': da questi testi semplici ma integralmente letterari
gli studenti possono trarre ispirazione per scrivere a loro volta: e
potranno essere testi creativi oppure testi nei quali si descrivono
le proprie idee, sentimenti, esperienze. Saranno testi in prosa e
testi in verso - forme elementari di poesia come gli slogan, le
filastrocche, gli scioglilingua, le canzoni. Fra questi, particolare
rilevanza hanno gli haiku, componimenti poetici brevi didatticamente
utili per stimolare nei discenti sintesi, creativita' e ricerca
dell'essenza della comunicazione. Ma potra' anche essere 'poesia da
grandi', purche' comprensibile a studenti molto giovani: non mancano
(a puro titolo d'esempio: il repertorio e' ben piu' ampio, e sempre
integrabile da parte dell'insegnante) testi di Saba o Valeri o
Gozzano o Govoni o Pascoli o Penna o Lamarque che possano anche
essere letti da loro, con la mediazione dell'insegnante, anche
imparati a memoria perche' se ne apprezzino il ritmo, la musicalita'.
Affinche' gli studenti si familiarizzino con la lettura, e' opportuno
che l'insegnante incoraggi alla lettura integrale di almeno due brevi
libri l'anno, eventualmente in parte letti in classe o nella
biblioteca scolastica, organizzando a lettura finita una discussione
collettiva, anche aiutandosi con immagini e brevi filmati, ed
evitando invece forme coercitive di rielaborazione scritta o
'scheda'. La lettura integrale deve sviluppare negli studenti
l'allenamento alla lettura di testi lunghi e, soprattutto, la
curiosita' di vedere come va a finire la storia (una curiosita' che
evapora nella lettura antologica). In quest'ottica, sono strumenti
ideali la fiaba, il fumetto, il racconto lungo, il romanzo breve o
lungo di avventura o di magia (da Zanna bianca a Harry Potter, in un
repertorio che tocchera' all'insegnante individuare e variare). Per
far si' che vengano acquisiti i primi strumenti di analisi del testo,
l'insegnante proporra' la lettura di brevi testi a piccoli gruppi di
studenti, avviando poi una discussione sugli aspetti del testo
(inclusi il ritmo, la musicalita', le rime nella poesia) che
stimolano la riflessione, che piacciono di piu', che evocano altre
immagini o situazioni familiari agli studenti, o che viceversa creano
incertezza o difficolta', aprendosi a diverse possibilita' di
interpretazione.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Lingua e letteratura
• Comprendere. Possedere la lingua in maniera tale da comprendere
testi anche complessi; essere in grado di gerarchizzare le
informazioni che essi trasmettono e di cogliere l'intenzione
dell'emittente.
• Ordinare le conoscenze. Confrontare informazioni ricavabili da
piu' fonti, selezionando quelle ritenute piu' significative;
riformulare in modo sintetico le informazioni selezionate e
riorganizzarle in modo personale (liste di argomenti, riassunti,
schemi, mappe, tabelle).
• Riconoscere i tipi testuali. Imparare a riconoscere le
caratteristiche dei principali tipi testuali (narrativi, poetici,
drammatici, descrittivi, regolativi, espositivi, argomentativi).
• Leggere e interpretare. Leggere autonomamente testi complessi,
anche in forma integrale, comprendendo cio' che essi vogliono
comunicare: raccontare una storia; descrivere una situazione, un
carattere, un oggetto; comunicare un sentimento; dare
un'informazione; articolare un'argomentazione.
• Scrivere, rielaborare, riassumere. Scrivere in maniera corretta
testi 'liberi' oppure testi che prendano spunto da fonti saggistiche,
letterarie, figurative, musicali, audiovisive; descrivere una
situazione, un carattere, un oggetto, un luogo in maniera
appropriata; saper riassumere un testo producendo un elaborato
adeguato alla situazione, all'argomento, allo scopo, al destinatario,
e curato nella veste grafica. Saper parlare con gli altri di un testo
dopo averlo letto, non solo mettendolo in relazione con la propria
esperienza di vita ma anche apprezzandone l'apertura nei confronti
del mondo, delle esperienze altrui, delle culture diverse dalla
propria.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Lingua e letteratura
• Lessico. Riconoscere le principali relazioni fra i significati
delle parole (sinonimi e contrari; iponimi e iperonimi); organizzare
il lessico in famiglie lessicali; consultare in modo consapevole il
vocabolario della lingua italiana.
• L'analisi logica. Esaminare e conoscere struttura e funzioni
delle varie parti di una frase complessa. Riconoscere errori e
fallacie logiche. Saper analizzare la struttura semantica di una
frase, identificando il soggetto, il predicato, gli oggetti (diretti
e indiretti), gli aggettivi attributivi e tutti gli altri elementi
che la compongono.
• La frase e la sua struttura. Riconoscere l'organizzazione
logico-sintattica della frase, inclusa la gerarchia dei costituenti;
saper trasformare le frasi in interrogative, dirette e indirette, e
il discorso diretto in indiretto (e viceversa); riconoscere le parti
del discorso, i connettivi sintattici e testuali, tutti i segni
interpuntivi e la loro funzione per l'articolazione informativa del
testo (oltre a quelli gia' indicati per la scuola primaria, anche, i
puntini di sospensione, le parentesi tonde e quadre, i trattini, la
varieta' delle virgolette, virgolette singole, inglesi, angolari "a
caporale", da utilizzare per le citazioni, per il discorso riportato,
o anche in funzione metalinguistica); saper riflettere sui propri
errori tipici e sugli errori comuni, segnalati dall'insegnante, allo
scopo di imparare ad autocorreggerli nella produzione scritta e
orale.
• Esaminare le funzioni degli atti linguistici: funzioni
illocutorie (descrittiva, direttiva, interrogativa, espressiva,
performativa); funzioni perlocutorie.
• Ascoltare, rielaborare, parlare. Riconoscere, all'ascolto, gli
elementi sonori caratteristici dei testi poetici; essere in grado di
prendere appunti durante una lezione o una relazione, e di
rielaborare poi questi appunti in una forma discorsiva adeguata;
saper raccontare oralmente esperienze personali o fatti noti,
selezionando informazioni significative in base allo scopo,
ordinandole in base a un criterio logico-cronologico, esplicitandole
in modo chiaro adoperando un registro adeguato all'argomento e alla
situazione; saper intervenire in una discussione rispettando tempi e
turni di parola, tenendo conto del destinatario ed eventualmente
riformulando il proprio punto di vista alla luce delle reazioni degli
interlocutori.
• Leggere, interpretare. Leggere ad alta voce in modo espressivo
testi noti, adoperando l'intonazione e le pause in maniera tale da
permettere a chi ascolta di capire; leggere silenziosamente testi di
varia natura e provenienza adottando semplici tecniche di aiuto alla
comprensione (sottolineature, note a margine, appunti); ricavare
informazioni da un testo per documentarsi su uno specifico argomento;
confrontare, su un medesimo argomento, informazioni ricavabili da
piu' fonti, selezionando quelle ritenute piu' significative;
comprendere testi letterari di vario tipo e forma (racconti, novelle,
romanzi, poesie, testi teatrali), letti per brani ma anche
integralmente, e riflettere sulle caratteristiche dei vari
personaggi, sull'ambientazione spaziale e temporale, sul genere cui
appartiene il testo e sulle tecniche impiegate dall'autore, senza
pero' eccessi analitici e nomenclatori.
• Scrivere. Organizzare le informazioni su un dato argomento in
liste, mappe, scalette; rispettare le convenzioni grafiche correnti
nella redazione di testi scritti (rispetto dei margini,
dell'impaginazione, dei titoli); scrivere testi argomentativi e
creativi in maniera corretta sotto il profilo ortografico,
morfosintattico e lessicale, adoperando sia carta e penna sia i
programmi di videoscrittura; riassumere per iscritto un testo, per
esempio un articolo di giornale o un paragrafo di un libro;
adoperare, nei propri testi, parti di testi prodotti da altri sotto
forma di citazione esplicita o di parafrasi.
CONOSCENZE
Lingua
Non andra' trascurata l'oralita'. L'allievo sapra' ascoltare
testi prodotti da altri, anche trasmessi dai media, riconoscendone
scopo, argomento, informazioni principali e punto di vista
dell'emittente; dovra' essere in grado di intervenire in una
conversazione o in una discussione rispettando tempi e turni di
parola e fornendo un contributo, applicando anche tecniche di
supporto alla comprensione (prendere appunti, costruire brevi frasi
riassuntive, adoperare segni convenzionali). La lettura, con pause e
intonazioni adatte a evidenziare lo sviluppo del testo, dovra' essere
ormai un'abilita' acquisita. Nella scuola, la lettura ad alta voce e'
pratica prevalente, ma non si deve trascurare l'importanza della
lettura mentale o silenziosa finalizzata alla comprensione profonda
del testo proposto. Sempre piu' importanza acquisisce la capacita' di
leggere grafici o pagine web con dati e statistiche, rispondendo a
test e a batterie di domande utilizzando un tempo prestabilito. Nella
scrittura, l'allievo imparera': ad applicare le procedure di
ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo; a servirsi
di strumenti per l'organizzazione delle idee (mappe, scalette); a
utilizzare strumenti per la revisione in vista della stesura
definitiva; a rispettare le convenzioni grafiche. La scrittura
manuale dovra' essere favorita e utilizzata, senza imporre un modello
grafico troppo vincolante, ma richiamando alle esigenze di necessaria
chiarezza, anche nell'uso del corsivo. Potra' essere usata la
scrittura da tastiera, illustrando anzi le sue varieta' e
possibilita', la ricchezza dei caratteri offerti, la comodita' di
certi automatismi, ma non dovra' mai essere abbandonata la scrittura
manuale corsiva, come gia' richiamato in premessa generale. La
funzione delle sillabe nell'uso metrico-poetico; l'accento tonico e
le parole piane, tronche o sdrucciole; le parole atone; l'elisione e
il troncamento; i segni di punteggiatura o paragrafematici e il loro
funzionamento come indicatori sintattici e logici, e come aiuto per
la lettura.
Letteratura
Nella scuola secondaria di primo grado l'impegno principale
seguita ad essere quello che era nella scuola primaria: affinare le
capacita' di lettura e di scrittura; in piu', imparare a valutare la
qualita' di un testo, e a distinguere tra testi letterari e non
letterari. Sara' opportuno leggere insieme agli studenti, in classe,
ad alta voce, e far leggere loro a casa testi di buona qualita', sia
che si tratti di testi argomentativi sia che si tratti di testi
creativi. La lettura di brani di opere quali l'epica classica (Omero
piu' di Virgilio), la mitologia greca, le saghe nordiche; ma anche i
romanzi cavallereschi medievali e rinascimentali, dal ciclo di re
Artu' all' Orlando Furioso di Ariosto, incoraggiando sempre il
confronto con la loro resa teatrale, cinematografica, televisiva,
fumettistica. Il confronto con le loro trasposizioni teatrali,
cinematografiche e fumettistiche aiuta inoltre a sviluppare un
approccio comparativo e critico ai diversi linguaggi espressivi.
Oltre che nelle antologie scolastiche, non e' difficile trovare
in biblioteca o in rete testi adatti al pubblico degli adolescenti,
anche prelevandoli dal repertorio del graphic novel e della
letteratura giovanile. Ma i classici moderni, letti integralmente in
classe o a casa, sono sempre una buona opzione: per esempio il
Pinocchio di Collodi, i romanzi di Verne, Stevenson, H.G. Wells,
Agatha Christie, Calvino, Buzzati, Saint-Exupery, Orwell, Asimov,
Stephen King, Benni, Neil Gaiman, J.K. Rowling; senza sottovalutare
le potenzialita' del racconto breve di autori italiani come Sciascia,
Bilenchi, Ortese, Fenoglio, Primo Levi. Si tratta solo di esempi:
l'insegnante potra' assecondare le inclinazioni della classe
selezionando classici e nuovi classici nei generi preferiti,
includendo il poliziesco, la fantascienza, il fantasy e l'urban
fantasy, la narrativa di avventura. Non e' necessario fissare un
'canone italiano', bensi' scegliere buoni libri che da un lato
possano suscitare discussioni e approfondimenti su temi interessanti,
e dall'altro avviare all'analisi del testo narrativo (per esempio,
leggere con attenzione un racconto poliziesco significa capire come
si costruisce una trama, quali funzioni hanno i personaggi, come si
genera la suspense; il racconto di fantascienza stimola ad immaginare
mondi possibili, e cosi' via). In un periodo della formazione
delicato com'e' quello della preadolescenza, queste indicazioni - si
ribadisce, meramente esemplificative - mirano sia alla formazione di
un immaginario (e dunque alla lettura come piacere, il piacere che
puo' dare la scoperta di mondi d'invenzione) sia a trasmettere agli
studenti una prima consapevolezza di cio' che e' e di come funziona
la buona letteratura. Ne' ovviamente i testi narrativi esauriscono il
repertorio delle letture raccomandabili: l'insegnante potra'
ricorrere utilmente a brevi saggi, articoli di giornale, brani di
biografie o autobiografie, o di testi teatrali (che potranno essere
letti o messi in scena dagli studenti), o testi destinati
all'intonazione musicale (inni, melodramma, canzoni pop). Per far si'
che gli studenti capiscano che la letteratura (e in generale la buona
scrittura) non e' solo una disciplina scolastica ma una pratica viva
e vitale, puo' essere utile organizzare incontri con autori e autrici
di libri adatti alla loro eta', incontri gestiti dagli studenti
stessi secondo la modalita' della presentazione e dell'intervista.
Naturalmente, a fronte di una materia virtualmente sconfinata,
occorre che l'insegnante selezioni di anno in anno percorsi che
contemplino un numero limitato di testi e autori scelti tra quelli
che si suppone possano interessare gli studenti: soprattutto a questo
stadio dell'istruzione bisogna evitare il feticcio della
'infarinatura'. L'allenamento alla lettura gia' avviato alla scuola
primaria proseguira' dunque con la lettura integrale di almeno tre
libri all'anno, restando fermo il proposito di migliorare la
padronanza della lingua scritta e parlata e di abituare lo studente
alla lettura di testi di buona qualita'. Di questi libri sara' utile
parlare in classe, insieme, per esempio chiedendo agli studenti di
consigliare o sconsigliare il tale o talaltro libro ai propri
compagni, argomentando il proprio parere in maniera chiara ed
efficace; oppure incoraggiando racconti alternativi, rielaborazioni,
scambi di personaggi e manipolazioni delle trame, o rielaborazioni
figurative o in forma di fumetto, anche con strumenti multimediali
(ma senza eccessi: la parola, scritta e letta, resta la cosa piu'
importante).
Studiare, esporre. Nella secondaria di primo grado e' opportuno
che gli studenti imparino a studiare, e che quindi qualche ora di
lezione venga spesa in vista di questo obiettivo: come si prendono
appunti? Come si legge con la dovuta attenzione un testo?
Soprattutto: come si organizza un'esposizione orale in classe?
Parlare in pubblico di un argomento che si e' studiato e che quindi
si suppone noto, mentre i compagni e l'insegnante ascoltano, e'
un'abilita' che manca non solo agli studenti ma anche a molti adulti,
e che invece e' bene cominciare ad acquisire negli anni della
formazione. Si puo' percio' affidare a uno o a piu' studenti il
compito di presentare ai compagni un determinato argomento, o una
scheda di approfondimento, anche in forma multimediale, e poi
discutere insieme di come l'esposizione possa essere migliorata,
arricchita, resa piu' chiara.
Discernere. Altrettanto importante e' cominciare a ragionare
sull'attendibilita' delle fonti, cioe', distinguere le fonti
attendibili da quelle che non lo sono. Sara' percio' opportuno che
gli studenti imparino a distinguere tra siti piu' o meno attendibili,
tra voci piu' o meno informate, e che imparino a valutare la qualita'
delle risposte date dall'IA ai loro quesiti. A questo scopo, una
lezione utile e' una visita alla biblioteca scolastica, o a quella
del quartiere: si gira tra gli scaffali, si prendono in mano i libri,
si acquisisce familiarita' con i dizionari, le enciclopedie, si
prende confidenza con il metodo di catalogazione dei libri. Molti
studenti non sono mai entrati in una biblioteca, hanno paura di
entrarci, non hanno una tessera, non sanno che in biblioteca possono
trovare non solo libri ma anche periodici, giornali, fumetti: e' bene
che l'insegnante li aiuti a prendere confidenza con questo
fondamentale ambiente di apprendimento.
Usare bene la rete. Ancora piu' importante e' imparare a usare
bene la rete. Bene, vale a dire in modo da sfruttarla con
intelligenza per ricavarne informazioni attendibili e contenuti
interessanti. E' un compito difficile, perche' naturalmente gli
studenti usano la rete a tutt'altro scopo, ma e' un tentativo che va
fatto, e che puo' avere successo. Dal momento che gli alunni per lo
piu' ignorano i giornali di carta, vanno indirizzati ai siti dei
giornali piu' autorevoli (dato che imparano almeno una lingua
straniera, anche a quelli scritti in quella lingua), e poi guidati
nell'uso di applicazioni come RaiPlay o RaiPlayRadio, che contengono
moltissimo materiale relativo alla letteratura (interviste agli
scrittori, programmi culturali eccetera), o ai data-base piu' ricchi
e interessanti, nonche' ai siti che permettono di scaricare
audiolibri.
LATINO PER L'EDUCAZIONE LINGUISTICA (LEL)
PERCHE' SI STUDIA IL LATINO
Ripensare il ruolo del latino nella scuola del XXI secolo e'
compito necessario e quanto mai attuale, perche' incrocia questioni
basilari come la conoscenza e la valorizzazione della lingua e della
cultura italiana, anche in prospettiva storica, e il rapporto tra la
cultura italiana e quelle europee. Il latino mostra la sua utilita'
contribuendo alla qualita' linguistica dell'espressione degli
studenti, ma anche alla migliore comprensione di concetti e idee che
fanno ormai parte dell'immaginario europeo e, piu' latamente,
globale. La conoscenza della lingua latina abitua alla logica e al
ragionamento e insegna a meglio conoscere le fondamenta grammaticali
della lingua italiana, cosi' come il significato delle sue parole.
Inoltre, avvicina alla comprensione dei valori di una civilta'
universale. Anche per questo tale insegnamento e' avviato nel corso
degli ultimi due anni della secondaria di primo grado, in modo
opzionale e curricolare, allo scopo di collegare il mondo che si e'
espresso in latino con l'esperienza degli studenti e con la realta'
contemporanea, instaurando una virtuosa dinamica di acquisizione del
passato, comprensione del presente e confronto con le sue istanze,
preparazione per il futuro. Il latino va scoperto come opportunita' e
risorsa per la formazione di base: ne va riconosciuto il ruolo svolto
nello sviluppo della tradizione europea, distinguendo criticamente
elementi di continuita' e di discontinuita' tra il discorso degli
antichi e le forme della sua ricezione e va individuato nella cultura
antica un possibile e vantaggioso punto di partenza per il confronto
con altre tradizioni, lingue e culture. Per comprendere la vitalita'
del latino nell'italiano e nelle lingue straniere soccorre molto
utilmente un esame comparativo del lessico, non solo di quello
intellettuale ma anche di quello della vita quotidiana, con una
grande attenzione alla dimensione storica e diacronica; in questa
prospettiva e' necessario anche accogliere le sollecitazioni
tecnologiche, attuare un dialogo costante con le discipline STEM e
porre al centro l'attenzione ai valori della Costituzione appresi
tramite l'educazione civica. Il «latino per l'educazione linguistica»
- LEL mira a favorire l'accesso a un vasto e stimolante patrimonio di
civilta' e tradizioni, rendendo possibile la percezione del rapporto
di continuita' e alterita' che lega il presente al passato e
promuovendo una sintesi tra visione critica del presente e memoria
storica. All'interno di questa prospettiva il LEL aspira a comunicare
e rafforzare la consapevolezza della relazione storica che lega la
lingua italiana a quella latina e a rendere evidente come il latino
costituisca un'eredita' condivisa e un elemento di continuita' tra le
diverse culture europee, cosi' da far maturare la coscienza della
sostanziale unita' della civilta' europea plasmata da una pluralita'
di esperienze culturali che hanno mantenuto sempre uno stretto legame
con il mondo antico, ora in termini di continuita', ora di
reinterpretazione, ora anche di opposizione. Tramite il LEL si punta
a rafforzare la conoscenza del lessico delle lingue oggetto di studio
e in particolare della lingua italiana, ad acquisire maggiore
consapevolezza del significato delle parole, approfondendone la
semantica, e a preparare gli studenti a una migliore conoscenza della
grammatica e della sintassi della lingua italiana, valorizzando il
confronto con la sua origine latina.
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Educazione linguistica diacronica
Comprendere l'importanza del latino per raggiungere una piena
consapevolezza nella lettura e nella scrittura dell'italiano.
Riconoscere l'origine latina di parole italiane appartenenti a
registri linguistici differenti, dall'italiano parlato fino a quello
letterario studiato.
Comprendere i primi elementi della lingua e della cultura latina
e gli elementi di persistenza e variazione del lessico latino nei
temi collegabili con l'ambito di cittadinanza.
Consapevolezza della centralita' del latino nella tradizione
culturale italiana
Comprendere la funzione del latino nella produzione di testi e
documenti con valenza storico-letterario-giuridica e nel patrimonio
culturale nazionale (artistico, archeologico, epigrafico, museale)
riflettendo consapevolmente sul presente alla luce del passato.
Confronto interlinguistico e interdisciplinare
Partire dal latino per stabilire confronti con le strutture
basilari di altre lingue flessive note.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Educazione linguistica diacronica
• Comprendere l'utilizzazione dell'alfabeto latino per la
scrittura di lingue diverse.
• Riconoscere e riprodurre con la guida dell'insegnante la
pronuncia corretta delle parole oggetto di studio.
• Riconoscere i principali elementi morfosintattici, lessicali e
semantici di frasi semplici, valorizzando sempre, per analogia o per
contrasto, la relazione con l'italiano.
• Cogliere la dimensione sincronica e diacronica dell'italiano e
accostarsi a quella del latino.
Consapevolezza della centralita' del latino nella tradizione
culturale italiana
• Riconoscere l'origine latina di alcune parole italiane ad alta
frequenza, comprendere le parole latine di uso comune e i principali
latinismi; individuare inoltre l'origine latina di alcuni termini
presenti in documenti fondamentali (es. la Costituzione).
• Riconoscere la struttura morfologica di base delle parole
latine (parti variabili/invariabili).
• Riconoscere il sistema e l'articolazione dei casi e dei generi
nella flessione nominale.
• Riconoscere le forme verbali piu' semplici (es. modo
indicativo, infinito, imperativo).
• Orientarsi nella sintassi della frase semplice, giovandosi di
esempi basati sulle prime due declinazioni latine e rilevando
analogie e differenze con la lingua italiana e le altre lingue di
studio.
• Usare in modo consapevole gli strumenti di consultazione come
il vocabolario della lingua italiana.
Confronto interlinguistico e interdisciplinare
• Istituire semplici confronti, specialmente di natura lessicale,
tra l'italiano, il latino e le altre lingue straniere studiate
privilegiando l'aspetto semantico rispetto a quello morfologico,
mirando, per quanto possibile, a un insegnamento integrato con le
altre lingue studiate.
• Acquisire una terminologia progressivamente piu' precisa e
consapevole in lingua italiana.
• Utilizzare alcuni applicativi informatici (es. vocabolari
digitali) per approfondire lo studio dei rapporti etimologici tra
lessico latino e italiano.
• Con la guida dell'insegnante e in contesto laboratoriale,
comprendere il senso globale di frasi elementari e testi latini
semplici (es. aforismi e proverbi, formule epigrafiche, brevi
narrazioni ...).
• Riconoscere la funzione del latino nella redazione di documenti
storici, letterari e giuridici e come lingua franca utilizzata per lo
scambio intellettuale in Europa almeno fino al XIX secolo.
CONOSCENZE
L'alfabeto latino, l'origine latina di parole italiane ad alta
frequenza, i principali latinismi in italiano e la presenza di
semplici termini latini in altre lingue straniere moderne, la
corretta pronuncia delle parole latine studiate; l'introduzione alla
morfologia delle parole latine e al sistema delle parti invariabili e
variabili con esplorazione delle articolazioni fondamentali riferite
ai casi e ai generi; introduzione alla I e alla II declinazione e
alle forme semplici della coniugazione; elementi della sintassi della
frase latina, in analogia e/o in contrasto con l'italiano e con le
lingue straniere studiate; aforismi, proverbi, formule epigrafiche di
uso comune; origine latina dei termini presenti nei documenti
studiati in italiano o in storia o nelle lingue straniere; elementi
di uso del latino nelle epoche storiche; funzione del latino come
strumento linguistico per la redazione di documenti di natura
storica, letteraria e giuridica e come lingua franca utilizzata per
lo scambio intellettuale in Europa.
LINGUA INGLESE
PERCHE' SI STUDIA LA LINGUA INGLESE
Studiare l'inglese oggi significa comunicare con il mondo.
Significa possedere uno strumento di scambio linguistico e culturale
che offre possibilita' uniche di comprensione reciproca e di
potenziale cooperazione internazionale. Come e' stato dimostrato da
studi specifici e come mostra anche l'esperienza quotidiana,
l'apprendimento di una nuova lingua aiuta a sviluppare capacita' come
la memoria, la concentrazione, la risoluzione di problemi e il
pensiero critico, fornendo una migliore flessibilita', le capacita'
di resilienza e di adattamento al nuovo, di relazionalita', di
empatia e di autoriflessione metacognitiva. Apprendere una nuova
lingua favorisce inoltre una maggiore apertura e comprensione delle
diverse culture. Una finalita' essenziale dell'insegnamento
dell'inglese, che nella propria dimensione internazionale si articola
in una pluralita' di varieta' linguistiche, e' infatti quella di
sensibilizzare gli studenti all'importanza dell'interculturalita' e
della comprensione reciproca tra i popoli, contribuendo a sviluppare
empatia, rispetto e capacita' di interazione e mediazione verso
individui e contesti di cultura altra. Superando un modello di
apprendimento di tipo trasmissivo-ripetitivo, basato sulla
memorizzazione e ripetizione di costrutti linguistici in modo isolato
e irrelato, una didattica che tenga conto degli apporti piu' recenti
delle teorie dell'apprendimento e degli studi sulle forme di pensiero
sviluppera' i cardini di un pensiero complesso: la considerazione del
contesto (relazionalita'), del globale (relazionalita' tra il tutto e
le parti) e del multidimensionale (unita' complesse fatte di parti
diverse che coesistono) acquista, con e attraverso l'apprendimento
della seconda lingua, una forma educativa e di tipo pedagogico che
risponde alle emergenze e alle necessita' del mondo contemporaneo. La
competenza nell'uso dell'inglese nello svolgere le funzioni
comunicative indicate dal QCER e dal Companion Volume facilitano
anche l'inclusivita': l'enorme quantita' di film e serie televisive
in lingua inglese, fruibili oggi in varie modalita', compreso lo
streaming, facilitano fin dalla piu' giovane eta' la
familiarizzazione con strumenti accessibili quali sottotitoli (anche
quelli SDH, sottotitoli per non udenti) e audiodescrizioni (per
ciechi e ipovedenti), i cui benefici come ausili nell'insegnamento
delle lingue, suffragati da molti studi, si accompagnano a quelli
direttamente legati all'inclusivita' e alla solidarieta' sociale nei
confronti delle persone con disabilita', rendendo possibile
indirizzare gli sforzi didattici verso tutti gli alunni, nessuno
escluso, perche' la comunicazione e la condivisione sono rivolte a
tutte e tutti, nessuno escluso. Apprendere questa lingua risponde a
esigenze comunicative di natura pratica, ma permette anche di
conoscere le letterature e le altre espressioni culturali in lingua
inglese, dal cinema, al teatro, alla musica. Essendo poi strumento
privilegiato nella diffusione accademica, l'inglese e' la principale
chiave di accesso all'informazione scientifica. Approfondire la
conoscenza di questa lingua e' inoltre fondamentale per raggiungere
un livello adeguato di alfabetizzazione tecnologico-digitale e per
comprendere criticamente le informazioni acquisite quotidianamente,
soprattutto attraverso i social network, sviluppando consapevolezza e
un uso responsabile e sicuro di questi mezzi di comunicazione e degli
strumenti offerti dall'intelligenza artificiale. L'insegnamento della
lingua inglese nella scuola del primo ciclo ha l'obiettivo generale
di promuovere l'alfabetizzazione linguistica e lo sviluppo delle
competenze comunicative orali e scritte. Questo percorso mira a far
raggiungere agli studenti un livello di competenza linguistica A1
(nella scuola primaria) e A2 (nella scuola secondaria di primo
grado), secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue
(QCER, 2001) e il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue.
Volume Complementare (QCERVC, 2020). Nel caso la classe effettui
l'insegnamento potenziato per 5 ore settimanali di inglese, senza
seconda lingua straniera, come previsto dal D.P.R. n. 89 del 20 marzo
2009, il livello atteso nella scuola secondaria di primo grado potra'
essere superiore ad A2. Attraverso un approccio graduale e
comunicativo gli alunni della scuola primaria sono introdotti alla
lingua straniera in modo naturale, sfruttando le loro capacita'
mnemoniche e imitative. Nei primi anni, l'acquisizione si basa
principalmente su attivita' ludiche, canzoni, immagini e routine
quotidiane che favoriscono un apprendimento spontaneo e motivato. Con
il progredire della scolarizzazione, a partire dalla terza classe
della primaria, si introducono progressivamente la lettura e la
scrittura, permettendo agli studenti di stabilire connessioni tra
suoni e simboli e sviluppare capacita' metacognitive utili per
l'autoregolazione del proprio apprendimento. Nella scuola secondaria
di primo grado, l'insegnamento della lingua inglese si consolida e si
amplia, con l'obiettivo di sviluppare competenze linguistiche sempre
piu' articolate. L'inglese non viene solo considerato come strumento
di comunicazione pratica, ma anche come mezzo di accesso a contenuti
culturali e letterari. In questa fase, gli studenti sono guidati
nella riflessione comparativa tra la loro lingua madre e la lingua
seconda, grazie a un approfondimento delle strutture grammaticali e
lessicali e a un progressivo avvicinamento a testi autentici. Si
sviluppano gradualmente la capacita' di riflettere sul proprio
processo di apprendimento dell'inglese, favorendo i processi
cognitivi legati al linguaggio e stimolando l'intelligenza emotiva.
Lo sviluppo della capacita' di comprendere e produrre testi orali e
scritti su argomenti familiari, scolastici e culturali facilita anche
la comprensione di testi relativi alla civilta' dei Paesi anglofoni e
dei Paesi in cui sono in uso varieta' dell'inglese globale, accedendo
a informazioni di carattere internazionale, sia in ambito culturale
che tecnologico e digitale. A questo scopo, l'utilizzo di materiali
audiovisivi con sottotitoli e audiodescrizioni in lingua inglese
aiuta gli studenti a sviluppare competenze di ascolto e comprensione,
favorendo l'inclusivita' sociale e garantendo che l'apprendimento sia
accessibile a tutti. Infine, lo studio della lingua inglese promuove
l'acquisizione di competenze trasversali fondamentali per il futuro
degli studenti, come la capacita' di collaborare, risolvere problemi
e interagire in contesti multiculturali, favorendo inoltre
l'integrazione con altri ambiti disciplinari, inclusi temi legati
alla sostenibilita' (GreenComp, Agenda 2030) e all'uso degli
strumenti digitali per favorire l'acquisizione linguistica, in linea
con il Quadro Digcomp 2.2. L'approccio comunicativo e immersivo
prevede che l'insegnante entri in aula parlando in inglese e
stimolando negli studenti l'espressione in inglese. Tale approccio,
incoraggiato nelle scuole, permette agli studenti di acquisire
sicurezza nell'uso della lingua e di apprezzarne l'importanza nella
vita quotidiana e nel loro percorso di crescita personale e
formativa.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
• Comprendere e rispondere a stimoli orali e scritti. Utilizzare
strategie di ascolto e lettura per comprendere e rispondere a
messaggi relativi a contesti quotidiani, personali e familiari.
• Utilizzare il lessico e le strutture linguistiche di base per
la comunicazione quotidiana. Impiegare un repertorio lessicale e
strutture linguistiche di base per esprimere bisogni, desideri e
informazioni in situazioni comuni.
•Interagire in contesti sociali. Partecipare attivamente a giochi
e attivita' di gruppo utilizzando espressioni in lingua inglese
appropriate al contesto.
• Riconoscere e comprendere elementi culturali. Identificare e
confrontare aspetti culturali dei paesi anglofoni, ivi compresa la
loro natura multietnica, comprendendone le differenze e le
similitudini con la propria cultura.
• Utilizzare una corretta pronuncia e intonazione. Sviluppare un
adeguato sistema fonologico e l'uso di elementi prosodici
dell'inglese, tali da consentire di esprimersi in modo chiaro e
comprensibile.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Ascolto (comprensione orale)
• Individuare e produrre suoni.
• Abbinare suoni e parole (fonemi-grafemi).
• Conoscere e comprendere vocaboli, istruzioni, espressioni e
frasi di uso quotidiano, relativi a se' stessi, ai compagni, alla
famiglia.
• Individuare, numerare e classificare gli oggetti.
Parlato (produzione e interazione orale)
• Produrre frasi riferite ad oggetti, luoghi, persone, situazioni
note.
• Interagire con un compagno per presentarsi e/o giocare,
utilizzando espressioni e frasi memorizzate adatte alla situazione
Lettura (comprensione scritta)
• Comprendere testi di cartoline, biglietti e brevi messaggi,
accompagnati preferibilmente da supporti visivi o sonori, cogliendo
parole e frasi gia' acquisite a livello orale.
• Individuare, numerare e classificare gli oggetti.
Scrittura (produzione scritta)
• Scrivere parole e semplici frasi di uso quotidiano attinenti
alle attivita' svolte in classe e a interessi personali e del gruppo.
• Individuare, numerare e classificare gli oggetti.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Ascolto (comprensione orale)
• Comprendere brevi dialoghi, istruzioni, espressioni e frasi di
uso quotidiano, se pronunciate chiaramente, e identificare il tema
generale di un discorso in cui si parla di argomenti conosciuti.
• Comprendere brevi testi multimediali identificandone parole
chiave e il senso generale.
Parlato (produzione e interazione orale)
• Descrivere persone, luoghi e oggetti familiari utilizzando
parole e frasi gia' incontrate ascoltando e/o leggendo.
• Comunicare semplici informazioni afferenti alla sfera
personale, integrando il significato di cio' che si dice con mimica e
gesti.
• Interagire con un compagno o un adulto, utilizzando espressioni
e frasi adatte alla situazione.
Lettura (comprensione scritta)
• Leggere e comprendere brevi e semplici testi, accompagnati
preferibilmente da supporti visivi, cogliendo il loro significato
globale e identificando parole e frasi familiari.
Scrittura (produzione scritta)
• Scrivere messaggi semplici e brevi per presentarsi, per fare
gli auguri, per ringraziare o invitare qualcuno, per chiedere o dare
notizie, per fornire brevi descrizioni di persone, luoghi e
avvenimenti, ecc.
Riflessione-metacognizione sulla lingua e sull'apprendimento
• Osservare coppie di parole simili come suono, distinguendone il
significato.
• Osservare parole ed espressioni nei contesti d'uso, cogliendone
i rapporti di significato.
• Osservare la struttura delle frasi, mettendo in relazione
costrutti e intenzioni comunicative.
• Riconoscere che cosa si e' appreso e cosa si dovra' apprendere.
• Acquisire consapevolezza che esistono lingue e culture diverse.
CONOSCENZE
La conoscenza della fonologia e della scrittura prevede
l'apprendimento dell'alfabeto, dei principali fonemi della lingua
inglese e dell'associazione tra fonemi e grafemi. Gli studenti
imparano a riconoscere e riprodurre suoni, parole e semplici
strutture linguistiche, sviluppando gradualmente la capacita' di
leggere e scrivere testi brevi e di uso quotidiano. L'area delle
funzioni comunicative e interazioni di base comprende espressioni e
formule di saluto, presentazione e scambio di informazioni personali,
richieste e risposte in contesti quotidiani. Gli studenti
acquisiscono la capacita' di comprendere e seguire istruzioni
semplici, partecipare a conversazioni di base, chiedere e dare
permessi, esprimere gusti e preferenze, e descrivere persone, luoghi
e oggetti.
Il lessico si sviluppa gradualmente, includendo inizialmente
parole legate ai colori, ai numeri, agli oggetti di uso comune e agli
ambienti familiari e scolastici. Successivamente, si amplia per
comprendere termini relativi al tempo atmosferico, agli orari, ai
giorni, ai mesi, alle stagioni, alla descrizione di persone e luoghi,
fino ad arrivare a concetti piu' articolati come il sistema monetario
inglese e americano e il vocabolario legato all'alimentazione e alla
vita quotidiana. L'apprendimento delle strutture grammaticali si
concentra sulle basi della lingua, includendo l'uso del Present
Simple dei verbi principali (to be, to have, can), i verbi di uso
comune al Present Simple e Present Continuous, i pronomi personali
soggetto e gli aggettivi possessivi, dimostrativi e interrogativi
(per la selezione completa delle strutture lessico-grammaticali si
rimanda a QCER e al QCERVC). Questi elementi permettono agli studenti
di formulare frasi semplici e comunicare in modo efficace. L'area
della cultura, civilta' e lifestyle introduce gli studenti alle
principali festivita', tradizioni e caratteristiche culturali dei
Paesi anglofoni, tenendo anche conto della loro realta' multietnica e
multiculturale. Attraverso l'uso di materiali autentici, racconti,
giochi ed esercizi interattivi, gli studenti acquisiscono una
maggiore consapevolezza delle diversita' linguistiche e culturali,
sviluppando un atteggiamento di apertura e curiosita' verso il mondo
anglofono.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
• Comunicazione scritta e orale. Acquisire la capacita' di
comprendere e produrre testi orali e scritti su argomenti familiari e
di studio, descrivere esperienze e situazioni personali, e presentare
argomenti in modo chiaro e coerente.
• Interazione sociale e consapevolezza culturale. Partecipare
attivamente a conversazioni su argomenti familiari, utilizzando un
linguaggio appropriato per esprimere idee e opinioni e necessita'.
Sviluppare strategie comunicative efficaci sulla base della
comprensione delle norme sociali e linguistiche associate all'inglese
anche e soprattutto in ottica di multiculturalita'.
• Applicazione interdisciplinare. Utilizzare l'inglese in
contesti interdisciplinari, partecipare a progetti scolastici
collaborativi, accedere a informazioni e approfondire questioni
legate alla cittadinanza globale e alla sostenibilita'.
• Autonomia nell'apprendimento. Sviluppare autonomia
nell'apprendimento linguistico attraverso l'uso di strumenti digitali
e risorse interattive, in conformita' con il quadro europeo Digicomp
2.2.
• Comprensione e analisi critica. Leggere e ascoltare testi di
vario tipo, comprendendo le idee principali e affinando la capacita'
di analizzare criticamente contenuti informativi e narrativi.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Ascolto (Comprensione Orale)
• Comprendere discorsi su argomenti familiari; riconoscere i
punti essenziali di un discorso relativo a scuola, tempo libero e
vita quotidiana, purche' sia espresso in modo chiaro e diretto.
• Individuare informazioni chiave da mezzi audiovisivi;
comprendere contenuti trasmessi attraverso film, serie TV, podcast e
video online su argomenti di interesse personale.
• Riconoscere terminologia specifica; comprendere informazioni e
concetti chiave relativi agli argomenti di studio interdisciplinari.
Parlato (Produzione e Interazione Orale)
• Descrivere persone, situazioni ed esperienze; esprimersi in
modo chiaro riguardo alle condizioni di vita e studio, attivita'
quotidiane e preferenze personali.
• Interagire in conversazioni quotidiane; scambiare informazioni
in modo efficace utilizzando un vocabolario adeguato.
• Esprimere opinioni e preferenze; comunicare idee e preferenze
personali fornendo semplici motivazioni.
• Partecipare attivamente a dialoghi; comprendere e rispondere ai
punti chiave della conversazione, esprimendo idee con chiarezza.
Lettura (Comprensione Scritta)
• Comprendere annunci e testi informativi; individuare il
messaggio principale in comunicazioni scritte di interesse
quotidiano.
• Leggere e comprendere testi di uso comune; interpretare
informazioni esplicite in testi come email, istruzioni e documenti
personali.
• Ricercare informazioni in testi di media lunghezza; estrapolare
dettagli rilevanti su argomenti di studio o interesse personale.
• Comprendere testi narrativi e biografici; leggere e
interpretare storie, fumetti e biografie semplici.
Scrittura (Produzione Scritta)
• Scrivere testi su argomenti familiari; redigere messaggi
semplici e racconti brevi su esperienze personali.
• Produrre testi strutturati; scrivere email personali, resoconti
e brevi riassunti di testi informativi e narrativi.
• Elaborare contenuti multimediali; sviluppare semplici
presentazioni e materiali scritti con supporto digitale.
Riflessione sulla lingua e sull'apprendimento
• Osservare regolarita' linguistiche; riconoscere differenze e
somiglianze tra strutture linguistiche dell'inglese e della propria
lingua madre.
• Analizzare differenze culturali; riflettere sugli aspetti
culturali legati all'uso della lingua inglese.
• Sviluppare strategie di apprendimento; riconoscere i propri
metodi di studio e individuare strategie efficaci per migliorare
l'apprendimento della lingua.
CONOSCENZE
Le conoscenze relative alla struttura e alla fonologia della
lingua inglese prevedono l'apprendimento del sistema fonologico della
lingua inglese e l'acquisizione dei tratti fonologici e degli
elementi prosodici fondamentali dell'inglese, per il miglioramento
della pronuncia e della comprensione orale. Speciale attenzione sara'
inoltre prestata all'intonazione, al ritmo e all'accento per rendere
la comunicazione piu' fluida ed efficace. L'area delle funzioni
comunicative e dell'interazione linguistica prevede l'uso della
lingua inglese per scambiare informazioni personali e pratiche
(orari, indicazioni, richieste di aiuto, comunicazioni quotidiane);
per esprimere bisogni, capacita', obblighi e intenzioni; per
descrivere eventi, formulare ipotesi, esprimere opinioni e
sentimenti; interagire in situazioni sociali come accettare o
rifiutare inviti, concordare o dissentire, riferire informazioni
attraverso il discorso diretto e indiretto. L'ambito del lessico e
della comprensione testuale prevede un ampliamento del vocabolario
per comprendere e utilizzare termini legati alla vita quotidiana, al
mondo della scuola, alla tecnologia e alla societa'; l'acquisizione
di espressioni idiomatiche e frasi utili alla comunicazione;
l'analisi di testi autentici (giornali, narrativa, articoli
informativi) provenienti dalle diverse aree culturali dell'inglese
globale, per l'arricchimento lessico-grammaticale e culturale.
L'apprendimento delle strutture grammaticali e morfosintattiche si
concentra: sull'uso dei principali tempi verbali (presente, passato,
futuro, condizionale, forma passiva); sull'impiego corretto di verbi
modali (can, may, must, shall, might, could, should); sulla
costruzione di frasi complesse con subordinate e connettori logici;
sull'utilizzo di pronomi personali, relativi e indefiniti, avverbi di
quantita' e modo, preposizioni di tempo e luogo; su strutture
sintattiche avanzate per l'organizzazione del discorso scritto e
orale. In relazione alla cultura e civilta' dei Paesi anglofoni e dei
Paesi in cui sono in uso varieta' dell'inglese globale, si
approfondisce la conoscenza delle tradizioni, festivita' e aspetti
della vita quotidiana nei tanti Paesi in cui si usa l'inglese come
lingua di comunicazione; si opera un confronto tra elementi culturali
italiani e quelli propri dei diversi Paesi stranieri, per sviluppare
consapevolezza interculturale; si fa esplicito riferimento alla
multiculturalita' e multietnicita' dei Paesi anglofoni; si esplorano
testi autentici (documenti storici, articoli di attualita', estratti
letterari, audiovisivi) per comprendere le differenze culturali; si
analizzano fenomeni sociali contemporanei, compresi i temi di
cittadinanza globale, della sostenibilita' e comunicazione digitale.
E' previsto un avvicinamento alle letterature anglofone attraverso
letture graduate di testi classici e contemporanei, adattamenti
cinematografici di opere letterarie e l'analisi di brani musicali
significativi delle culture anglofone; si introducono testi di
rilevanza linguistico-culturale per sviluppare competenze di analisi
e comprensione; si incoraggiano connessioni interdisciplinari tra
lingua inglese e altri ambiti di studio, con approfondimenti su
argomenti scientifici, storici, artistici e sociali.
SECONDA LINGUA COMUNITARIA
PERCHE' SI STUDIA LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA
Nel contesto formativo e lavorativo odierno le competenze
linguistiche sono sempre piu' richieste e la conoscenza di piu'
lingue e dei relativi orizzonti culturali aumenta le opportunita' di
inserimento in istituzioni di alta formazione e nel mondo del lavoro,
in particolare in Italia, da sempre crocevia di scambi culturali,
commerci e relazioni internazionali, movimenti emigratori e
immigratori, ormai espansi su scala globale.
Una formazione plurilingue aiuta anche a sviluppare competenze
trasversali, come la capacita' di adattarsi a contesti diversi, la
gestione della comunicazione interpersonale, la mediazione e
risoluzione dei conflitti, competenze essenziali per affrontare le
sfide sociali, politiche ed economiche del mondo contemporaneo.
Per quanto concerne il francese, l'apprendimento della lingua, la
possibilita' di accesso alle sue diverse realta' storico-culturali e
artistico-culturali, nonche' a quelle del mondo socio-economico e
istituzionali dei paesi e delle regioni di lingua francese o in cui
il francese e' la principale lingua veicolare, costituisce una grande
opportunita' sia a livello di formazione personale, educativa,
culturale e civica nonche' alle prospettive di alta istruzione,
occupazione lavorativa, consapevolezza europea ed extra-europea. La
lingua francese e' parlata come lingua ufficiale, co-ufficiale o di
comunicazione, su tutti i continenti e, in particolare, in paesi che
costituiscono realta' europee nazionali importanti come la Francia,
il Belgio, la Svizzera e realta' regionali come la Valle d'Aosta,
dove il francese e' lingua co-ufficiale insieme con l'italiano. A
questi, si aggiungono spazi americani, africani e dell'Oceania. Gli
scambi e i contatti fra mondo italofono e mondo francofono e, piu' in
generale, fra cultura italiana e culture veicolate dalla lingua
francese esistono da secoli. Particolarmente intensi sia nel tempo
che nell'entita' all'interno della dimensione europea, si sono
intensificati in tempi piu' recenti con la realta' canadese
francofona. Il contatto con le realta' africane favorisce soprattutto
la dimensione culturale ed artistica, particolarmente importante per
creare le basi indispensabili a favore di un interscambio adeguato e
di reciproco rispetto anche nel quadro delle realta' immigratorie che
conosce il nostro paese. La lingua ha inoltre specificita' lessicali
e morfosintattiche che la rendono relativamente vicina all'italiano;
diversi ambiti disciplinari si offrono come adatti a progettualita'
trasversali con il francese (letteratura, cinema, fumetto, musica
contemporanea, arti figurative, discipline riconducibili alle scienze
naturali, all'ecologia, alla cittadinanza e all'uguaglianza sociale).
Nel caso dello spagnolo, l'apprendimento di questa lingua
consente agli studenti di entrare in contatto con una comunita' di
parlanti nativi in paesi che hanno inoltre anche solidi legami con la
cultura italiana. Lo studio della lingua spagnola consente infatti di
comprendere meglio le profonde relazioni storiche e culturali con la
Spagna, che hanno lasciato tracce profonde in tutto il territorio
italiano, generando una quantita' di interazioni che hanno
contribuito a costruire una cultura mediterranea nella quale Italia e
Spagna hanno giocato una funzione fondamentale, e che ancora oggi si
pone come uno scenario possibile e fecondo. Sul versante
ispanoamericano la conoscenza della lingua permette di entrare in
contatto con una cultura ricchissima, ma anche di conoscere i legami
del continente americano con l'Italia, a partire dal primo contatto
fino a giungere alle ondate migratorie della seconda meta'
dell'Ottocento, che hanno creato solide e numerose comunita' di
migranti e contribuito alla crescita e allo sviluppo di paesi
importanti paesi. In tal senso lo studio della lingua spagnola
permette anche l'integrazione di giovani di origine latinoamericana
che sono ormai presenti nelle scuole italiane, favorendone la
partecipazione e l'inclusione nei percorsi formativi.
Con riferimento al tedesco, l'apprendimento della lingua,
l'orientamento nei suoi universi storico-culturali e la possibilita'
di accedere a contemporanee realta' socio-economiche,
artistico-culturali e istituzionali dei paesi e delle regioni di
lingua tedesca costituisce una grande opportunita' con particolare
riguardo alla formazione personale, educativa e civica nonche' alle
prospettive di alta istruzione, occupazione lavorativa, cittadinanza
europea. I parlanti di lingua tedesca sono presenti al centro del
nostro Continente, ma comprendono anche importanti comunita' italiane
(Alto Adige, ulteriori localita' in area alpina); nel nostro paese il
tedesco e' lingua co-ufficiale nella Provincia autonoma di Bolzano.
Per evidenti ragioni geo-storiche, gli scambi fra mondi italofoni e
mondi germanofoni e, piu' in generale, i contatti fra culture romanze
e germaniche caratterizzano in profondita' l'intero arco diacronico,
con anche affinita' e incroci di sviluppo e un ricchissimo novero di
reciproci influssi nei piu' vari ambiti, artistico-letterario,
filosofico e dei vari ambiti del sapere e della scienza, economico,
politico, turistico e sociale. La formazione scolastica in lingua
tedesca e nei relativi aspetti culturali, oltre a consentire
l'accesso a quanto descritto, ha inoltre specificita' lessicali e
morfosintattiche che la rendono particolarmente adatta
all'apprendimento dopo l'inglese; interi ambiti disciplinari si
offrono come particolarmente adatti a progettualita' trasversali col
tedesco; nelle regioni settentrionali la vicinanza e permeabilita'
socio-culturale con realta' tedescofone e' elemento particolarmente
favorevole; nell'intero territorio l'ambito turistico-culturale e il
tessuto economico-produttivo richiedono competenze nel tedesco e
nelle sue culture.
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Al termine della scuola secondaria di primo grado gli studenti
dovranno dimostrare di aver raggiunto un livello di padronanza della
seconda lingua comunitaria corrispondente al livello A1, secondo il
Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER). Questa
competenza include:
• Comprensione e produzione orale: acquisire la capacita' di
comprendere e produrre frasi ed espressioni di uso frequente su
argomenti quotidiani, come presentazioni, istruzioni semplici e
descrizioni di se' e del proprio ambiente. Comunicare in modo
elementare, utilizzando parole e strutture essenziali per esprimere
bisogni immediati.
• Comprensione e produzione scritta: leggere e comprendere testi
brevi e semplici, come messaggi, descrizioni di luoghi e persone o
microracconti. Scrivere testi brevi e semplici su argomenti noti,
utilizzando un lessico e una sintassi di base.
• Interazione e scambio comunicativo: partecipare a scambi
comunicativi elementari in situazioni quotidiane, come presentarsi,
fare domande e rispondere su dati personali, interagire in modo
essenziale con interlocutori disposti a collaborare.
• Riflessione sulla lingua e strategie di apprendimento:
sviluppare consapevolezza delle strutture e delle funzioni della
lingua studiata, confrontandole con le altre lingue note per
migliorarne la comprensione e l'uso. Sperimentare strategie per
l'apprendimento autonomo e il consolidamento delle competenze
linguistiche.
• Cultura e interculturalita': conoscere alcuni aspetti della
cultura, delle tradizioni e degli stili di vita dei Paesi delle
lingue di studio. Riflettere sulla diversita' culturale e sulla
pluralita' linguistica, sviluppando curiosita' e apertura verso altre
realta'. Avvicinarsi alle culture legate alla lingua di studio
attraverso testi, materiali audiovisivi e strumenti digitali.
Comprendere il valore del plurilinguismo e dell'interculturalita'
come opportunita' di comunicazione e scambio con altre civilta' e
societa'.
• Plurilinguismo: comprendere il valore della comunicazione in
piu' lingue come strumento per interagire con persone di diverse
culture e tradizioni, riconoscendo l'importanza del plurilinguismo in
un mondo globalizzato, anche al di la' dei confini europei.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
Ascolto (comprensione orale)
• Conoscere istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano, se
pronunciate chiaramente, e identificare il tema generale di brevi
messaggi orali in cui si parla di argomenti conosciuti.
• Conoscere brevi documenti multimediali identificandone parole
chiave e senso generale.
Parlato (produzione e interazione orale)
• Descrivere persone, luoghi e oggetti familiari utilizzando
parole e frasi apprese ascoltando o leggendo.
• Riferire semplici informazioni ed esprimere stati d'animo e
semplici opinioni afferenti alla sfera personale, integrando il
significato di cio' che si dice con mimica e gesti.
• Interagire in modo semplice con un interlocutore disposto a
collaborare, manifestando bisogni concreti; formulare domande su dati
personali e/o argomenti familiari e rispondere alle stesse.
Lettura (comprensione scritta)
• Leggere ad alta voce parole, frasi e gradualmente testi
semplici, con lessico e contenuti noti e argomento concreto, con
crescente consapevolezza delle specificita' fonetiche delle lingue
comunitarie di insegnamento.
• Leggere e comprendere testi semplici di contenuto familiare e
di tipo concreto e trovare informazioni esplicite in materiali di uso
corrente.
Scrittura (produzione e interazione scritta)
• Scrivere testi brevi e semplici per presentare se' stesso/a,
per descrivere persone, luoghi e oggetti familiari, per raccontare le
proprie esperienze abituali, per fare gli auguri, ringraziare o
invitare qualcuno, anche con errori formali che non compromettano la
comprensibilita' del messaggio.
• Interagire in modo semplice, tramite brevi frasi, espressioni
fisse e combinazioni di parole e segni, anche in scambi comunicativi
online, nell'ambito delle attivita' didattiche e sotto la
supervisione del docente.
Riflessione sulla lingua e sull'apprendimento
• Conoscere le parole nei contesti d'uso e rilevare le eventuali
variazioni di significato.
• Conoscere la struttura delle frasi e mettere in relazione
costrutti e intenzioni comunicative.
• Confrontare parole e strutture relative a codici linguistici
diversi.
• Riconoscere i propri errori e i propri modi di apprendere le
lingue.
CONOSCENZE
Funzioni comunicative e interazione linguistica: uso della lingua
per scambiare informazioni personali e pratiche, come presentarsi,
chiedere e dare informazioni su identita', eta', nazionalita',
provenienza e residenza. Formulazione di richieste semplici,
espressione di bisogni e preferenze, descrizione di persone, luoghi e
oggetti. Interazione in situazioni quotidiane, come chiedere
indicazioni, fare acquisti, ordinare al ristorante. Espressione di
emozioni e opinioni di base, gestione di semplici conversazioni su
esperienze personali e contesti familiari.
Lessico: Repertorio lessicale ad alta frequenza relativo
all'ambito personale e familiare e utilizzabile in situazioni
specifiche e prevedibili che puo' comprendere, a titolo
esemplificativo, espressioni di saluto e di commiato di base, i
giorni della settimana, i mesi e le stagioni, i colori, la famiglia,
le caratteristiche fisiche e del carattere, la casa, l'abbigliamento,
gli stati d'animo.
Pronuncia e fonologia: avvio del processo di acquisizione della
competenza fonologica a partire da un repertorio limitato di parole
ed espressioni memorizzate, anche con imprecisioni che non
impediscano la comprensione da parte dell'interlocutore.
Sensibilizzazione alla variabilita' della pronuncia in funzione dei
contesti e delle regioni geografiche
Grammatica e riflessioni sulla lingua: strutture morfosintattiche
di base e regole d'uso finalizzate al raggiungimento della competenza
attesa, come articoli, genere e numero dei sostantivi e degli
aggettivi, pronomi personali, verbi regolari e irregolari almeno al
presente indicativo (con possibili ampliamenti su altri tempi
verbali), aggettivi possessivi, avverbi di tempo, di luogo, di
quantita', locuzioni interrogative. Conoscenza e applicazione di
strutture di base per costruire frasi affermative, negative e
interrogative. Costruzione di frasi con connettivi basilari per
esprimere congiunzione, causa, conseguenza, opposizione.
Aspetti socio-culturali: Aspetti relativi alla cultura dei paesi
delle lingue di studio, con particolare riferimento all'ambito
sociale e a tematiche trasversali di particolare interesse. Contenuti
relativi a tradizioni, festivita', gastronomia, luoghi di interesse
artistico, paesaggistico e storico-culturale dei paesi delle lingue
di studio, attraverso testi orali, scritti, iconico-grafici, quali
documenti di attualita', testi letterari di facile comprensione,
film, video, ecc. Introduzione a testi che presentano similarita' e
diversita' tra fenomeni di paesi in cui si parlano lingue diverse
(es. cultura della lingua straniera vs cultura lingua italiana).
Approfondimenti socio-culturali per specifiche lingue di studio
Lingua francese:
• sensibilizzazione a diversi usi del francese, tenendo conto
anche della variazione linguistica del francese parlato negli spazi
francofoni, da sviluppare attraverso le abilita' di ricezione,
esponendo gli apprendenti a diversi accenti e introducendo alcuni
elementi lessicali ove possibile (ad esempio in relazione al
vocabolario dell'alimentazione, dei sistemi scolastici, degli usi e
costumi locali, delle particolarita' della flora e della fauna,
ecc.);
• introduzione, sul piano socioculturale, di informazioni di
base relative alla Francia e ai paesi francofoni, valorizzando anche
le comunita', istituzioni, organizzazioni francesi e francofone
presenti nel proprio territorio, la comunita' francofona presente in
ambito nazionale (Valle d'Aosta) e la diffusione del francese al di
fuori della Francia (in Europa e in altri continenti).
Lingua spagnola:
• conoscenza della diffusione della lingua spagnola a livello
mondiale e del fatto che, per tale motivo, esistono diverse varieta'
della lingua. A tal fine, si potranno fornire brevi esempi, anche
ricorrendo all'uso di strumenti multimediali, che dimostrino queste
differenze, anche in considerazione del fatto che eventuali studenti
madrelingua provengano principalmente dal continente americano.
• introduzione graduale di aspetti culturali legati alla lingua
spagnola (personaggi storici e letterari, musica, gastronomia ecc.)
nella sua dimensione mondiale, senza limitarsi al solo contesto
iberico.
Lingua tedesca:
• consapevolezza della diffusione principalmente europea della
lingua tedesca nelle sue varianti (cosiddetto DACH) e della presenza
di comunita' tedescofone e di cultura germanica anche in Italia (Alto
Adige, altre comunita' in area alpina e prealpina).
• competenze iniziali sugli aspetti linguistici (singole
riconoscibilita' lessicali attraverso l'inglese: Deutsch nach
Englisch) e socioculturali (elementi di civilta', cultura materiale e
popolare, personalita' note del mondo contemporaneo e, se gia'
trattate in altre materie, del passato, scambi italotedeschi
artistico-culturali e socio-economici nel tempo) che permettano di
incrementare la familiarita' e la accessibilita' della lingua e dei
suoi universi culturali di riferimento.
STORIA
PERCHE' SI STUDIA LA STORIA
Solo l'Occidente conosce la storia. Ha scritto Marc Bloch: «I
greci e i latini, nostri primi maestri, erano popoli scrittori di
storia. Il cristianesimo e' una religione di storici. [...] e' nella
durata, dunque nella storia, che si svolge il gran dramma del Peccato
e della Redenzione [...]». Cio' non vuol dire assolutamente che altre
societa' e culture non abbiano avuto una storia e i modi per
raccontarla. Vuol dire, come ci ricorda Claude Levi-Strauss, che «Non
soltanto noi riconosciamo l'esistenza della storia, ma le dedichiamo
un culto, perche' [...] la conoscenza che vogliamo o crediamo di
avere del nostro passato collettivo, o, piu' precisamente, il modo in
cui lo interpretiamo, ci serve a legittimare o a criticare
l'evoluzione della societa' in cui viviamo e a dare una direzione al
suo futuro. Noi interiorizziamo la nostra storia, ne facciamo un
elemento della nostra coscienza morale». La storia, come da oltre due
millenni l'Occidente l'intende, non consiste nella raccolta dei fatti
e nel metterli in ordine cronologico. Non dovrebbe essere necessario
ricordarlo: la storia consiste nel pensare i fatti. Nel pensarli
nella loro origine, nei loro nessi, nelle loro conseguenze. E d'altro
canto pensare la loro origine non vuol dire certo solamente indagare
chi ne e' stato materialmente il protagonista e le sue personali
motivazioni. Vuol dire anche questo: ma vuol dire specialmente
indagare le cause piu' o meno remote che e' ragionevole immaginare
siano state indirettamente la causa di quanto e' accaduto. Vuol dire
studiare l'ambiente sociale o di qualsiasi altro tipo - per esempio
culturale, religioso, economico, geografico - che puo' averne
favorito il prodursi o influenzato i tratti, e da ultimo in qual modo
e misura tutto cio' sia avvenuto. Vuol dire, altresi', cercare di
capire quale influsso ogni singolo evento ha avuto a sua volta nel
mutare molto o poco gli ambiti ora detti, e quindi in che misura esso
puo' aver contribuito a quanto e' accaduto in seguito. E' attraverso
questa disposizione d'animo e gli strumenti d'indagine da essa
prodotti che la cultura occidentale e' stata in grado di farsi
innanzi tutto intellettualmente padrona del mondo, di conoscerlo, di
conquistarlo per secoli e di modellarlo.
Lo specifico modo di osservare e raccontare la realta' che
chiamiamo storia risale perlomeno al V secolo a.C., in particolare
all'opera fondamentale di due autori greci, Erodoto e Tucidide, ed
immensa e' stata la sua importanza. Quel tipo di osservazione e di
racconto, arricchito dall'esperienza della storiografia romana (si
pensi esemplarmente a Tito Livio o a Tacito), ha definito alcune
caratteristiche basilari con cui la cultura occidentale da allora in
avanti si e' abituata a giudicare e narrare i fatti riguardanti le
collettivita' umane, in genere la sfera sociale. Da li' ha preso
avvio l'attenzione alla struttura del potere, a valutare
realisticamente i rapporti di forza tra gli attori in campo, ai nessi
intercorrenti tra i diversi ambiti dell'agire sociale. Cosi' come
gia' in quelle lontane pagine c'imbattiamo nella partecipazione da
parte dello storico narratore alle vicende narrate, nella franca
manifestazione del proprio giudizio su di esse, che cosi' diviene uno
dei centri animatori del racconto. Ed e' per l'appunto questo modello
narrativo che implica quel carattere di implicito ammaestramento per
l'azione che fin dall'inizio la storia ha posseduto nella nostra
cultura: determinando per cio' stesso il suo strettissimo rapporto
con la politica.
Tali caratteristiche erano destinate ad essere vieppiu'
rafforzate e precisate in conseguenza dell'avvento del Cristianesimo.
Che procuro' di aggiungerne altre di pari importanza.
Dopo la venuta di Cristo, infatti, la storia umana acquistava il
carattere di una sorta di percorso di prova che l'umanita' era
chiamata a intraprendere sulla via di quella salvezza che il suo
redentore le aveva promesso. In tal modo essa non solo si apriva a
una speranza, ma al tempo stesso acquisiva cio' che fino a quel
momento non aveva mai avuto: un senso. Grazie al processo di
laicizzazione che la cultura occidentale comincia a conoscere dal
Seicento, il fine della storia muta progressivamente la propria
natura, cessando di essere quello della salvezza ultraterrena per
divenire il fine del progresso. Nella cultura dell'Occidente la
storia diviene lo specchio dei progressi dello spirito umano. Per
divenire infine nel XIX secolo l'ambito elettivo di affermazione e
diffusione dei diritti dell'uomo e dei principi costituzionali, della
straordinaria crescita economica e del benessere. E' stata per
l'appunto una tale crescente centralita' culturale che - in un
reciproco scambio di causa ed effetto - ha reso inevitabile l'analoga
centralita' che dapprima in Occidente e poi dappertutto nel mondo, ha
acquistato la dimensione della politica. La storia, cioe' la
conoscenza e il giudizio sul passato, sono divenuti per questa via
fonte decisiva per il pensiero e l'educazione politica dei popoli del
mondo occidentale e in seguito di tutti i Paesi della terra. In
particolare, anche grazie alla storia e alla politica, i popoli -
dapprima quelli dell'Occidente poi quelli del mondo intero - hanno
potuto prendere coscienza di se', abituarsi a considerare la propria
esistenza collegata a quella di milioni di propri simili, sono
divenuti consapevoli di cio' che li univa - ad esempio una lingua o
un passato comuni, una condizione sociale comune - e maturare cosi'
la volonta' di acquisire un piu' ampio e organico protagonismo.
Nella cultura dell'Occidente cristiano e laico la storia diviene
lo specchio dei progressi dello spirito umano, come appunto
s'intitolera' il celebre saggio di Condorcet, vero manifesto dei
tempi nuovi inaugurati dall'Illuminismo. Un progresso, almeno secondo
l'autore, destinato ad essere materiale ma insieme e forse ancor piu'
morale, essendo alla fine null'altro che il frutto della sete di
conoscenza, di liberta', di emancipazione, a cui la natura ha
destinato gli esseri umani. La storia come specchio dei progressi
dello spirito umano ma al tempo stesso, necessariamente, anche degli
ostacoli che ad esso si frappongono. Dunque strumento principe per la
conoscenza dei meccanismi che governano le societa', per comprendere
come si dispongono gli interessi dei diversi gruppi sociali, che cosa
li muove, come essi si muovono entro le reti istituzionali. Per
capire altresi' come agendo sugli animi le idee suscitatrici di
grandi emozioni, di grandi speranze, possono determinare il corso
degli eventi.
Sono queste le ragioni che - in un reciproco scambio di causa ed
effetto - hanno reso inevitabile l'analoga centralita' che dapprima
in Occidente e poi dappertutto nel mondo, ha acquistato la dimensione
della politica. La politica intesa in due accezioni: da un lato come
insieme dei modi dell'agire personale e sociale degli individui in
vista di questo o quel fine, e quindi come passione per il «tenere
per una parte», dall'altro lato come riflessione teorica sui
caratteri, i contenuti e le conseguenze di tale agire e di tale
parteggiare, come riflessione sugli istituti che ne nascono e ne
accompagnano le vicende. Insomma, la politica degli uomini comuni e
dei politici da un lato, la politica di Machiavelli dall'altro.
La storia, cioe' la conoscenza e il giudizio sul passato, sono
divenuti per questa via fonte decisiva per il pensiero e l'educazione
politica dei popoli del mondo occidentale e in seguito di tutti i
Paesi della terra. In particolare, anche grazie alla storia e alla
politica, i popoli - dapprima quelli dell'Occidente poi quelli del
mondo intero - hanno potuto prendere coscienza di se', abituarsi a
considerare la propria esistenza collegata a quella di milioni di
propri simili, sono divenuti consapevoli di cio' che li univa - ad
esempio una lingua o un passato comuni, una condizione sociale comune
- e maturare cosi' la volonta' di acquisire un piu' ampio e organico
protagonismo. L'esistenza e la vita delle nazioni, delle grandi
ideologie moderne e dei loro partiti, e' dalla storia e dalla sua
conoscenza che hanno tratto ispirazione e alimento decisivi.
Tanto piu' cio' sembra valere per un Paese come il nostro in cui
si puo' dire che in generale la storia abbia rappresentato l'alimento
decisivo che nel corso della modernita' ha dato al pensiero italiano
quella caratteristica assolutamente sua e peculiare che il filosofo
Roberto Esposito ha chiamato «pensiero vivente». Per un Paese come il
nostro dove lo «storicismo» - vale a dire l'affermazione circa il
carattere storico di ogni conoscenza umana e l'assorbimento nella
dimensione della prassi di ogni significato o prodotto della
conoscenza stessa, vuoi nella sua versione idealistica crociana che
in quella dell'attualismo di Giovanni Gentile, vuoi nella versione
marxista di Antonio Gramsci - , ha influenzato in misura decisiva
l'intero corso del Novecento.
Da tutto quanto si e' appena detto e' facile intendere le ragioni
dell'insegnamento della storia, le ragioni del ruolo cruciale che
questo ha nei curricula scolastici. La storia costituisce il
principale strumento tanto per conoscere come si e' formata la nostra
civilta', per comprenderne le caratteristiche di fondo e i valori,
che per inquadrare al tempo stesso le vicende della scena mondiale e
i rapporti di questa con l'Occidente. Ma non si tratta solo di
questo. La storia, come si mostra nei grandi testi che l'hanno
raccontata, intesa cioe' come indagine e ragionamento intorno agli
avvenimenti, al loro svolgimento, alle forze che li hanno prodotti e
alle qualita' dei loro protagonisti, si e' sempre accompagnata anche
a un giudizio morale su quanto era oggetto del suo racconto. In
questo modo essa ha rappresentato una pagina decisiva del modo come
si e' costruita non solo la nostra comprensione del mondo ma la
stessa nostra consapevolezza del bene e del male. Obiettivo
dell'insegnamento della storia, in ogni ordine di studi, e'
principalmente quello di dare ai discenti la consapevolezza che la
dimensione esistenziale del «qui» e «ora» a cui essi appartengono non
si esaurisce nella contemporaneita'. All'opposto, tale dimensione
costituisce, da un lato, l'esito delle vicende vissute dagli uomini
che ci hanno preceduto nel corso dei secoli; dall'altro, costituisce
una tappa del percorso che intraprenderanno le generazioni attuali
diventando cosi' storia a loro volta. Nella scuola primaria sembra
poi necessario che l'insegnamento abbia al centro le origini della
civilta' occidentale, su cui si fonda anche la nostra storia
nazionale e la nostra identita', sia al fine di far maturare
nell'alunno la consapevolezza della propria identita' di persona e di
cittadino, sia - vista la sempre maggiore presenza di giovani
provenienti da altre culture - al fine di favorire l'integrazione di
questi ultimi, integrazione che dipende anche, in modo determinante,
dalla conoscenza dell'identita' storico-culturale del paese in cui ci
si trova a vivere. Anziche' mirare all'obiettivo, del tutto
irrealistico, di formare ragazzi (o perfino bambini!) capaci di
leggere e interpretare le fonti, per poi valutarle criticamente
magari alla luce delle diverse interpretazioni storiografiche, e'
consigliabile percorrere una via diversa. E cioe' un
insegnamento/apprendimento della storia che metta al centro la sua
dimensione narrativa in quanto racconto delle vicende umane nel
tempo. La dimensione narrativa della storia e' di per se'
affascinante e tale deve restare nell'insegnamento, svincolato da
qualsiasi nozionismo. E' necessario pertanto che i discenti
apprendano solo quanto e' stato davvero determinante, che sappiano
elaborare e connettere logicamente le loro conoscenze, esprimerle con
appropriata capacita' di verbalizzazione. Queste indicazioni per la
scuola primaria prevedono che l'insegnamento della storia vera e
propria inizi il III anno. Nei primi due anni invece l'insegnante
cerchera' di familiarizzare il giovanissimo allievo con la dimensione
per lui nuova del passato nella sua profondita' temporale nonche' con
i luoghi, piu' o meno vicini alla sua esperienza di vita, che sono
stati teatro delle successive vicende propriamente storiche a cui si
accostera' nell'ultimo triennio. Per questo gli alunni svilupperanno
nei primi due anni della scuola primaria la familiarita' con alcuni
strumenti, funzionali all'acquisizione delle conoscenze, in grado di
favorire la comprensione e l'apprendimento della storia e far
maturare i concetti di ciclicita', periodizzazione, linea del tempo
ecc. E' opportuno segnalare che lo studio del mondo antico,
tradizionalmente diviso in storia greca e storia romana come due
capitoli distinti e successivi nell'apprendimento dello studente, ha
per oggetto dimensioni storiche che sono in realta', per alcuni
versi, strettamente intrecciate.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
• Conoscenza storica. Acquisire una conoscenza dei principali
fatti, processi e personaggi storici, comprendendo il loro
significato nel contesto storico.
• Collocazione temporale e spaziale. Collocare correttamente i
fatti, i processi e i personaggi storici nella giusta successione
cronologica e nel relativo contesto spaziale; riconoscere nel
presente aspetti riconducibili al passato.
•Capacita' di sintesi. Riassumere appropriatamente testi e
narrazioni individuandone i tratti essenziali e delineando mappe
concettuali.
• Comunicazione delle conoscenze. Esporre oralmente o per
iscritto le conoscenze storiche acquisite, raccontando in modo logico
e coerente eventi e processi storici, utilizzando un linguaggio
appropriato.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
• Descrivere il proprio contesto ambientale. Acquisire
familiarita' con la realta' del proprio paese, della propria citta',
del proprio quartiere; comprendere il significato della linea del
tempo.
• Acquisire familiarita' con le caratteristiche della vita
pubblica italiana. Enunciare alcuni principi della Costituzione;
essere informati circa alcune regole base del governo nazionale e
locale.
• Acquisire la consapevolezza della profondita' del tempo
storico. Conoscere l'inizio della vita dell'uomo sulla terra e le
prime forme della cultura umana; conoscere per grandi linee lo
sviluppo delle civilta' mediterranee e del vicino Oriente.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
• Comprendere e analizzare i principali eventi storici. Conoscere
i principali fatti storici, le loro specificita' e le loro differenze
in relazione alla realta' italiana ed europea.
•Esporre i fatti storici. Collocare sulle relative carte
geostoriche gli avvenimenti salienti dei vari periodi, con le loro
date.
• Analizzare i documenti storici. Illustrare il valore dei
documenti storici proposti dall'insegnante.
• Riconoscere le tracce del passato. Riconoscere i segni del
passato nel proprio contesto urbano e paesistico.
CONOSCENZE
Gli alunni svilupperanno nei primi due anni della scuola primaria
la familiarita' con alcuni strumenti, funzionali all'acquisizione
delle conoscenze, in grado di favorire la comprensione e
l'apprendimento della storia. Tali strumenti riguardano: i concetti
di successione e contemporaneita' delle azioni, la comprensione della
durata delle azioni, la rappresentazione del tempo ciclico (giorno,
settimana, mese, stagione, anno...), la periodizzazione e la linea
del tempo, la comprensione della relazione di causa-effetto, l'uso
delle sequenze temporali (prima, dopo, infine, adesso...); la
biografia personale e familiare.
L'elenco di argomenti che segue intende semplicemente aiutare
l'insegnante fornendogli la traccia di un possibile percorso
didattico. Restando egli libero, naturalmente, di apportarvi le
integrazioni e le modifiche che riterra' opportune, avvalendosi
eventualmente di tutte le fonti documentarie, scritte e non, utili a
illuminare aspetti e vicende del passato.
I e II anno
• La mia famiglia.
• La mia citta', paese, quartiere: i luoghi piu' importanti
(uffici pubblici, luoghi d'arte, monumenti, piazze e loro
significato).
• Personaggi e vicende ricavati da Bibbia, Iliade, Odissea,
Eneide (in forma molto semplificata) per conoscere le radici della
cultura occidentale.
• L'Italia: sua raffigurazione geografica per ricercare sulla
carta geografica luoghi conosciuti o sentiti nominare dagli alunni.
• L'Italia: il mare, la montagna, la campagna, nell'esperienza
degli alunni.
• Chi governa il tuo comune e che cosa decide.
• Il racconto in breve della nascita dell'Italia: da molti Stati
regionali ad una nazione libera e indipendente.
• Mameli e l'inno nazionale (spiegazione del contenuto), poesie e
canti del Risorgimento.
• Racconti ricavati dalle vicende del Risorgimento e della
Resistenza a scelta degli insegnanti e collegati a riferimenti
territoriali e all'esperienza dei bambini (es. di contenuti: Piccola
vedetta lombarda, i martiri del Belfiore, le 5 Giornate di Milano,
Anita Garibaldi, Salvo d'Acquisto, altri protagonisti di eroismo e di
virtu' civili nella Resistenza).
• Essere cittadini: nozioni basilari sul significato di
Costituzione, diritti, elezioni e tasse.
III anno
• La comparsa dell'uomo sulla terra.
• Le fasi iniziali della civilizzazione: dall'eta' della pietra
alla rivoluzione neolitica.
• La nascita e l'importanza della scrittura.
• Vari tipi di scrittura
• Le civilta' dell'antichita' nel Mediterraneo e nel Vicino
Oriente.
IV anno
• La polis: Atene e Sparta (democrazia e oligarchia; cittadini ed
esclusi).
• Lo scontro con l'impero persiano (un confronto tra Oriente e
Occidente, p. es. attraverso la lettura, semplificata, di brani di
Erodoto e dei Persiani di Eschilo).
• I Greci in Italia.
• I popoli italici; le origini di Roma.
• Roma in Italia.
• L'unificazione del mondo mediterraneo sotto Alessandro Magno.
• I sistemi di governo a Roma (monarchia, repubblica); le lotte
sociali.
• La romanizzazione della Penisola: la "guerra sociale" e la
concessione della cittadinanza.
• La religione del mondo greco e romano.
• La famiglia romana: il padre, i figli, le donne.
• Economia e societa': liberi e schiavi, cittadini e provinciali.
V anno
• La crisi della Repubblica (Mario e Silla).
• L'eredita' di Roma: lingua e diritto; urbanizzazione e
strutture territoriali.
• L'impero da Ottaviano a Costantino.
• La rivoluzione del cristianesimo: una religione universalista.
• La crisi dell'impero e le migrazioni dei popoli germanici.
• Crollo dell'impero romano d'Occidente e regni
"romano-barbarici".
• Il monachesimo e le biblioteche.
• Costantinopoli e l'impero romano d'Oriente.
• La codificazione di Giustiniano e le radici della civilta'
giuridica moderna.
• L'espansione islamica.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
• Conoscenza storica. Conoscere i principali fatti, processi e
personaggi storici, comprendendo il loro ruolo e significato nel
contesto storico.
•Comunicazione delle conoscenze storiche. Essere capaci di
esporre in forma orale e di organizzare in forma scritta il proprio
pensiero, componendo le informazioni acquisite in una narrazione
coerente.
• Orientamento nel presente e cittadinanza attiva. Utilizzare le
proprie conoscenze del passato per avvicinare i problemi del mondo
contemporaneo; avere una prima consapevolezza delle diversita'
culturali attuali.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
• Comprendere e analizzare i principali fatti ed eventi storici.
Evidenziare i nessi interni tra i principali fatti storici; indicare
le specificita' e le differenze dei principali fatti storici rispetto
all'attualita' europea e mondiale.
• Esporre i fatti storici. Collocare sulle relative carte
geostoriche gli avvenimenti salienti dei vari periodi, con le loro
date.
• Riconoscere le tracce del passato. Riconoscere e distinguere i
segni del passato nel proprio contesto urbano e paesistico, in Italia
e non solo.
• Utilizzare le conoscenze storiche come strumento per
comprendere il presente. Evidenziare i tempi, i modi e le forme
attraverso i quali il presente si lega al passato.
• Padroneggiare un'adeguata capacita' di esposizione. Sapere
esporre oralmente le proprie conoscenze storiche utilizzando
linguaggio e terminologia appropriati.
CONOSCENZE
Si assegna uno spazio largamente prevalente alla storia europea e
a quella americana per una precisa ragione. Pur essendo sempre piu'
venute alla nostra attenzione le vicende dell'intero pianeta, resta
il fatto che le finalita' indicate sopra possono essere raggiunte
solo rinunciando preliminarmente all'ambizione enciclopedica di
parlare della storia universale, che vorrebbe dire necessariamente
occuparsi un poco, o pochissimo, di ogni cosa. Per contro tali
finalita' implicano la centralita' della storia occidentale, ed
europea in particolare, storia che ha rappresentato in misura
decisiva il contesto in cui affonda le sue radici la secolare vicenda
italiana. Contesto solo intendendo il quale si puo' capire il
processo di formazione della nostra cultura e delle nostre
istituzioni democratiche.
I anno
• La nuova situazione geopolitica dell'Europa e del Mediterraneo.
• I Longobardi.
• Carlo Magno.
• Le campagne nel medioevo
• Il feudalesimo: signori e vassalli.
• L'Italia motore del cambiamento: le citta' e i mercanti.
• Le Repubbliche marinare, le crociate e i commerci
internazionali (il viaggio di Marco Polo in Oriente).
• Tre Italie: Comuni, Stato della Chiesa, la monarchia nel
Mezzogiorno.
• Le grandi monarchie europee.
• Umanesimo e Rinascimento.
• L'inizio della dominazione straniera in Italia.
• Tre rivoluzioni: la scoperta dell'America e le altre scoperte
geografiche, la Riforma protestante, la nuova scienza.
• Le civilta' extraeuropee.
• La guerra dei trent'anni e la nascita del sistema europeo degli
Stati
II anno
• L'assolutismo.
• L'Illuminismo.
• La rivoluzione industriale.
• Rivoluzione americana e Rivoluzione francese: due concezioni
diverse della liberta'.
• L'idea di nazione e le rivoluzioni nazionali in Europa.
• Liberalismo, democrazia, socialismo.
• Il Risorgimento italiano: cospirazioni mazziniane e diplomazia
cavouriana.
• Il Regno d'Italia: come costruire uno Stato nazionale.
• Il colonialismo e l'imperialismo europei; l'incontro
dell'Occidente con altre civilta'.
• La seconda rivoluzione industriale e le nuove scoperte
scientifiche.
III anno
• La Prima guerra mondiale.
• L'Italia in guerra.
• La pace di Versailles e la disintegrazione dell'Europa
liberale: comunismo, fascismo, nazismo.
• L'Italia fascista: la conquista del potere, la costruzione del
regime, gli oppositori.
• La societa' di massa e il secolo americano.
• La Seconda guerra mondiale. Lo sterminio degli ebrei.
• L'Italia dall'entrata in guerra alla Resistenza. La tragedia
delle Foibe e l'Esodo giuliano-dalmata.
• Il mondo della guerra fredda.
• La decolonizzazione. La Cina comunista e l'India.
• Lo sviluppo economico dell'Occidente e la societa' del
benessere.
• Verso l'unita' europea e la fine dei regimi comunisti.
• Lo spostamento degli equilibri mondiali verso l'Asia.
• L'esperienza politica dell'Italia repubblicana dalla
Costituzione del '48 alle inchieste di Mani pulite e alle elezioni
del '94 con la nascita di un nuovo sistema politico-partitico.
• La globalizzazione e la sua crisi.
GEOGRAFIA
PERCHE' SI STUDIA LA GEOGRAFIA
La geografia intende contribuire alla costruzione della identita'
del cittadino formando persone autonome e capaci di vivere nella
realta', sviluppando conoscenze di geografia fisica, politica, umana,
ed economica nelle diverse scale geografiche: spazi vissuti, comuni,
regioni, Italia, Europa e mondo. Non si puo' essere, infatti,
cittadini consapevoli se non si sanno collocare appropriatamente i
luoghi della propria identita', a scala locale e globale, nello
spazio fisico e sociale, a cominciare dal proprio comune, regione e
dai principali riferimenti geografici dell'Italia e dell'Europa.
Tramite il codice della geo-graficita' la geografia produce,
approfondisce e sistematizza conoscenze relative al complesso delle
relazioni (materiali e immateriali) tra gli esseri umani sul
territorio e tra esseri umani e ambienti naturali, alle diverse scale
geografiche e nel tempo.
La geografia sviluppa la capacità di pensare spazialmente:
tramite lo studio dei processi di denominazione e la localizzazione
di luoghi e fenomeni, essa consente l'acquisizione di conoscenze
relative allo spazio geografico e ai modi attraverso cui le comunita'
umane si rapportano all'ambiente, in tal modo legando questioni
locali e globali.
La matrice teorica di riferimento ha i suoi assi cardine nei
concetti di paesaggio, transcalarità e territorializzazione.
Occorre focalizzarsi pertanto su forme di apprendimento attivo
che consentano di perseguire gli Obiettivi Specifici di Apprendimento
in relazione ai seguenti ambiti generali:
• Orientamento e spazio.
• Linguaggio.
• Paesaggio e territorio.
• Relazioni e dinamiche.
• Organizzazione regionale.
In tutti i gradi di scuola l'insegnamento della geografia deve
quindi contribuire in maniera sostanziale alla formazione di una
piena cittadinanza che, come tale, non puo' prescindere da una
conoscenza dei principali dati geografici del proprio comune, della
propria regione e dell'intero paese (citta', regioni, fiumi,
montagne, mari, laghi,...). Tale conoscenza piu' approfondita
dell'Italia dovra' essere in relazione con i diversi contesti fisici,
culturali, economici, sociali e geopolitici del pianeta: innanzitutto
la scala europea e quella mediterranea, quindi i rapporti con l'Asia,
l'Africa e l'America. Per questo e' necessario gia' negli ultimi due
anni della scuola primaria sviluppare l'orientamento spaziale alla
scala europea e mondiale.
Dallo spazio vissuto del proprio quartiere o comune, cosi' come
dal punto di vista di chi vive in Italia, attraverso la geografia si
arriva a collocare la propria vita a scale diverse, come parte di
relazioni e di flussi a scala europea e mondiale. L'acquisizione di
competenze e conoscenze legate allo spazio geografico e a come le
comunita' umane si rapportano all'ambiente fisico del pianeta porta
ad affrontare le questioni che legano la vita umana alla natura,
collegando le dinamiche dell'ambiente naturale alle attivita' umane e
alle loro conseguenze. La geografia struttura le basi per comprendere
l'impatto dell'umanita' sulla biodiversita' e i beni naturali alle
diverse scale geografiche, da quella locale a quella globale. Fin
dalla scuola primaria, attraverso l'insegnamento della geografia, e'
essenziale incoraggiare gli alunni a osservare e rispettare gli
ambienti naturali, anche incentivando attivita' di educazione
all'aperto (outdoor education), per promuovere una conoscenza degli
ambienti naturali non svincolata dalla loro osservazione e dal loro
rispetto.
Ogni alunno potra' cosi' sviluppare un'intelligenza
naturalistica, mettendo il proprio punto di vista in relazione a
quello di altri soggetti e alla condizione degli altri esseri viventi
del pianeta, piante e animali. Gli apprendimenti promossi
dall'insegnamento della geografia stimolano nei bambini le dimensioni
percettive ed emozionali del rapporto coi luoghi e i paesaggi. Il
paesaggio puo' essere presentato come un'esperienza, dove cultura e
natura si fondono, contribuendo a sviluppare il legame di
appartenenza e l'integrazione sociale.
L'apprendimento di conoscenze relative al complesso di linguaggi
e strumenti attraverso i quali il mondo viene descritto e
rappresentato, come la cartografia e altri tipi di rappresentazione
anche digitale - le fonti scritte, il testo letterario, le opere
d'arte, le fotografie, gli audiovisivi e i prodotti multimediali, i
dati statistici - consente il confronto della propria realtà (spazio
vissuto) con quelle lontane, e viceversa; e cio' e' agevolato dalla
continua visione e comparazione di rappresentazioni spaziali, come
carte geografiche anche digitali, globi, fotografie, immagini
satellitari, immagini dei Sistemi Informativi Geografici (GIS),
prodotti multimediali, letti e interpretati a scale diverse.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
1. Esplorare l'ambiente con curiosita': collocarsi nell'ambiente
circostante, individuandone gli elementi significativi.
2. Sapersi orientare nel proprio spazio di vita e cultura quale
componente di una reale cittadinanza, utilizzando con consapevolezza
i principali dati ed elementi della geografia fisica ed umana
dell'Italia (regioni, citta', mari, monti, fiumi,...), in un contesto
europeo e mondiale. Identificare monti, fiumi, laghi, mari di un
determinato territorio.
3. Sapersi orientare nello spazio geografico attestando
conoscenza degli elementi fondamentali della geografia fisica:
comprendere il ruolo della posizione geografica, utilizzare punti di
riferimento occasionali e fissi, indicatori topologici, punti
cardinali, bussola e carte anche digitali per denominare e
comprendere funzioni e regole degli spazi vissuti e degli spazi
geografici, riconoscere e apprezzare la diversita' territoriale di
paesaggi e culture. Localizzare e descrivere regioni fisiche,
storiche e politiche a scala locale, nazionale e mondiale,
individuando relazioni e collegamenti tra territori a scale diverse.
4. Rappresentare e comunicare gli spazi quotidiani: riconoscere
funzioni, valori e criticita' degli spazi dei luoghi vissuti ed
esplorati da rappresentare e comunicare, utilizzando disegni, testi e
rappresentazioni cartografiche semplificate.
5. Leggere e interpretare il paesaggio: partendo dalla lettura e
interpretazione di carte geografiche (fisiche, politiche, storiche e
tematiche, alle diverse scale) e altre forme di rappresentazione
anche digitale, analizzare aspetti fisici (es. monti, laghi, fiumi,
mari ecc.) e antropici (es. case, strade, dighe, impianti industriali
ecc.) del territorio italiano, individuare elementi chiave di un
territorio ed evidenziare le relazioni tra societa' e ambiente.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Orientamento
• Conoscere le funzioni e le regole d'uso degli spazi scolastici
al fine di orientarsi con sicurezza e autonomia al proprio interno.
• Descrivere percorsi e posizioni, riconoscere punti cardinali
tramite l'osservazione (sole e ombre) e l'uso della bussola.
• Orientarsi nello spazio noto utilizzando punti di riferimento
personali e comunicando i percorsi verbalmente o attraverso il
disegno di semplici carte soggettive.
Linguaggio
• Conoscere e utilizzare i concetti per descrivere i principali
caratteri fisici e antropici del proprio territorio e dei paesaggi
italiani
• Descrivere e rappresentare luoghi noti (gli spazi della scuola,
del quartiere) attraverso disegni, descrizioni e cartografie,
utilizzando operatori topologici.
• Iniziare la lettura di carte geografiche con legenda alla scala
locale e italiana.
Paesaggio e territorio
• Conoscere i principali elementi della geografia fisica italiana
(fiumi, mari, monti, laghi,...) e saperli opportunamente collocare su
una carta geografica.
• Conoscere e comprendere in modo intuitivo i concetti di
paesaggio e territorio.
• Identificare elementi fisici e antropici di paesaggi e
territori, - es. i 60 siti Unesco presenti su tutto il territorio
italiano - individuando le trasformazioni dell'ambiente dovute alle
attivita' umane.
Relazioni e dinamiche
• Sviluppare il senso del luogo: fare esperienza della dimensione
sociale e culturale dei luoghi e dei paesaggi, riconoscendo il legame
emozionale e il proprio vissuto personale.
• Osservare in un territorio le relazioni tra comunita' umane e
ambiente (es. rapporto con animali, boschi, fiumi, mari,
vulcani,...), anche distinguendo situazioni positive, rischi e
criticita'.
• Riconoscere il ruolo degli spazi nella vita sociale:
comprendere come gli spazi influiscano sulla convivenza e sulla
realizzazione di progetti individuali e collettivi.
• Conoscere, comprendere e rispettare le funzioni e le norme
d'uso di luoghi pubblici e scolastici per una corretta convivenza
sociale.
Organizzazione territoriale
• Sapere opportunamente localizzare su una carta geografica le
Regioni italiane e le principali citta' italiane.
• Riconoscere e descrivere ambienti e paesaggi caratteristici del
proprio territorio e dell'Italia.
• Conoscere gli elementi peculiari della penisola italiana e dei
territori insulari: articolazione costiera, arco alpino, aree
interne, isole e arcipelaghi.
• Conoscere la posizione del proprio territorio e dell'Italia in
relazione all'Europa e al Mediterraneo.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Orientamento
• Identificare i punti di riferimento per l'orientamento negli
spazi esterni alla scuola.
• Conoscere la cartografia: saper leggere simboli, legende,
riduzioni in scala per localizzare elementi fisici e antropici su
planisferi e carte regionali.
• Possedere una mappa mentale del pianeta, localizzando le piu'
rilevanti forme fisiche e umane e anche alcuni aspetti legati alle
diversita' culturali e sociali.
Linguaggio
• Conoscere, designare e descrivere attraverso immagini le forme
dello spazio geografico (es. montagna, pianura, isola, mare, catena
montuosa, citta', campagna).
• Conoscere e utilizzare in modo appropriato i concetti piu'
generali che consentono di ragionare e interpretare lo spazio
geografico come regione, territorio, paesaggio, scala, luogo,
confine, distanza.
Paesaggio e territorio
• Conoscere i principali elementi della geografia fisica europea
e mondiale (fiumi, mari, monti, laghi,...) e saperli opportunamente
collocare su una carta geografica.
• Conoscere e distinguere tra punti di forza (sviluppo economico
e sociale) e punti di debolezza (criticita', rischio) di un
territorio, considerandolo anche come spazio di opportunita' per i
progetti di vita personali e sociali.
• Sviluppare ragionamenti sul cambiamento e la trasformazione del
paesaggio nel tempo, anche come progettualita' per il futuro delle
comunita' che vi abitano.
Relazioni e dinamiche
• Riflettere sui legami tra ambiente e affetti: riflettere sui
legami affettivi che collegano le persone agli spazi vissuti,
esprimendo le emozioni attraverso disegni che rappresentano quanto
rilevato.
• Conoscere gli effetti del cambiamento climatico, con
particolare attenzione all'ambiente e al territorio italiano, per poi
considerarli su scala globale.
• Conoscere i principali aspetti della popolazione italiana,
compreso il fenomeno migratorio, con particolare attenzione al
contesto locale e italiano.
Organizzazione territoriale
• Sapere opportunamente localizzare su una carta geografica gli
Stati europei e del mondo e le principali citta'.
• Conoscere e inferire informazioni geografiche: gli aspetti
principali di un continente, uno stato o una regione utilizzando
fonti diverse.
• Localizzare e descrivere aspetti fisici, antropici e culturali
del proprio territorio, dell'Italia e, in modo semplificato e
generale, dell'Europa e del mondo.
CONOSCENZE
Lo spazio personale, la funzione e l'uso degli spazi a partire
dallo spazio vissuto: lo spazio scolastico, il quartiere, la citta',
il territorio vicino (anche inteso come subregione fisica o
culturale).
Orientamento spaziale attraverso punti di riferimento, percorsi
disegnati e verbalizzati, concetti topologici (indicatori spaziali);
punti cardinali in base al sole e alla bussola, carte geografiche
anche digitali.
Sistemi naturali (es. morfologia, idrografia, clima, suolo, flora
e fauna) e antropici (es. spazi abitati, vie di comunicazione,
attivita' economiche, organizzazione politico-amministrativa dal
comune, alla regione, allo stato, alle organizzazioni sovranazionali)
e loro interazioni. Esempi di paesaggi e territori italiani ed
europei. Caratteristiche fisico-politiche e socio-culturali generali
a scala europea e planetaria.
Linguaggio cartografico (visione zenitale, simbologia, riduzione,
scala); cartografia (anche digitale) e cartografia storica; dati
statistici, immagini, fonti per descrivere un paesaggio, un
continente, uno stato o una regione.
Approfondimento dell'Italia e del suo territorio: conoscenza dei
piu' significativi elementi di geografia umana (regioni e principali
citta') e dei piu' significativi elementi fisici (mari, fiumi, laghi,
ghiacciai, montagne, ...) localizzati sulla carta geografica;
morfologia e idrografia, confini, suddivisione
politico-amministrativa, popolazione, aree urbane e rurali, attivita'
economiche, diversita' sociale e culturale, divari territoriali;
aspetti qualitativi (es. valori paesaggistici e degrado del
paesaggio); problemi ambientali (sismicita', vulcanismo, rischio
idrogeologico, erosione costiera, desertificazione, subsidenza) e
antropici (diversita' economiche e sociali, elementi demografici e
invecchiamento della popolazione).
Aspetti del territorio: relazioni tra comunita' umane ed elementi
fisici (es. montagne, fiumi, mari), denominazione, trasformazione
dell'ambiente naturale e sfruttamento delle risorse, strutturazione
degli spazi (es. funzioni, regole, organizzazione, accessibilita',
spazi pubblici e privati); ruolo degli spazi nella vita personale e
associata; spazi come risorse per realizzare progetti di vita
individuali e sociali e di convivenza civile.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
1. Sapersi collocare spazialmente quale cittadino consapevole,
nel proprio contesto locale, nazionale, europeo e mondiale,
attraverso il dominio dei principali dati della geografia fisica e
umana (citta', regioni, stati, capitali, continenti, mari, monti,
fiumi, laghi etc.).
2. Leggere e interpretare il paesaggio: analizzare aspetti fisici
e antropici del territorio mediterraneo ed europeo, individuarne gli
elementi chiave ed evidenziarne le relazioni tra societa' e ambiente.
3. Paesaggio e territorio: individuare e interpretare gli esiti
delle interazioni tra le attivita' umane e il sistema-Terra,
indagando differenti paesaggi e territori, alle diverse scale
geografiche, anche arrivando a immaginare soluzioni e progetti per il
miglioramento dei luoghi e delle relazioni tra comunita' umane e
ambiente.
4. Organizzazione territoriale, relazioni e dinamiche:
comprendere il ruolo delle strutture e delle diversita'
politico-amministrative, economiche, sociali, culturali e ambientali
nelle condizioni dei territori e nelle loro relazioni a scala locale,
nazionale e mondiale.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Orientamento
• Conoscere e utilizzare carte geografiche anche digitali,
bussole, coordinate e punti cardinali, per orientarsi nello spazio
geografico riconoscendo le diversita' culturali dei luoghi.
• Localizzare luoghi e riconoscere forme della superficie
terrestre su una carta geografica.
• Conoscere e utilizzare la cartografia storica e le carte
tematiche per interpretare fenomeni e leggere paesaggi.
• Analizzare rappresentazioni spaziali alle diverse scale ed
epoche, comprendendo le relazioni tra locale e globale nel loro
divenire.
• Conoscere, comprendere e applicare il concetto di
transcalarita' nella lettura dello spazio geografico.
Linguaggio
• Conoscere e utilizzare il lessico geografico di base relativo
ai sistemi naturali e all'interazione umana con l'ambiente.
• Interpretare simboli e legende delle carte geografiche.
• Impiegare immagini, carte geografiche, dati statistici, testi e
audiovisivi per analizzare fenomeni geografici.
Paesaggio e territorio
• Conoscere piu' approfonditamente i principali elementi della
geografia fisica italiana, europea e mondiale (fiumi, mari, monti,
laghi,...) e saperli opportunamente localizzare su una carta
geografica.
• Distinguere e descrivere la varieta' del paesaggio nella
relazione tra ambiente e attivita' umane, con riferimento all'art. 9
della Costituzione italiana e all'art. 1 della Convenzione Europea
del Paesaggio.
• Riconoscere il valore del paesaggio come fattore di
valorizzazione del territorio.
• Conoscere la differenza tra spazio naturale e territorio
modificato dalle comunita' umane.
• Riconoscere e analizzare l'impatto delle attivita' umane
sull'ambiente, in particolare sulla biosfera e sui beni naturali.
• Riconoscere le relazioni tra economia, societa', cultura e
ambiente.
Relazioni e dinamiche
• Riflettere sulla conservazione dei beni ambientali e culturali.
• Conoscere i processi di trasformazione del territorio.
• Sviluppare consapevolezza della relazione tra cittadinanza e
territorio, tra spazio vissuto e sua cura.
• Conoscere e comprendere l'impatto a scala italiana e mondiale
di processi e fenomeni attuali come il cambiamento climatico, le
migrazioni, l'urbanizzazione, la crescita della popolazione mondiale,
le diversita' economiche e sociali.
• Riconoscere il contributo dell'economia allo sviluppo di un
territorio.
• Riconoscere il ruolo della cultura, della societa' e delle
istituzioni nella caratterizzazione di un territorio a diverse scale
geografiche.
Organizzazione territoriale
• Sapere opportunamente collocare su una carta geografica i
principali Stati e citta' mondiali.
• Conoscere l'organizzazione politico-amministrativa del
territorio italiano e le diversita' locali e regionali.
• Conoscere il territorio europeo e dell'area del Mediterraneo
(tra Europa, Asia e Africa) nelle sue dimensioni e relazioni fisiche,
politiche, economiche, sociali e culturali.
• Conoscere la composizione e gli scopi dell'Unione europea e il
suo ruolo rispetto ai paesi membri come l'Italia e ai nuovi scenari
globali.
• Identificare le caratteristiche fisiche e culturali dei diversi
continenti e approfondire alcuni stati particolarmente rilevanti per
il loro ruolo a scala mondiale e per specifici aspetti culturali o
relazioni con l'Italia.
CONOSCENZE
I principali dati della geografia fisica e umana europea e
mondiale (citta', regioni, stati, capitali, continenti, mari, monti,
fiumi, laghi etc....).
Sistemi naturali (morfologia, idrografia, clima, suolo, flora e
fauna) e antropici (spazi abitati, vie di comunicazione, attivita'
economiche, organizzazione politico-amministrativa dal comune, alla
regione, allo stato, alle organizzazioni sovranazionali) e loro
interazioni. Esempi di paesaggi e territori europei e mediterranei. I
caratteri dei paesaggi italiani, europei e mondiali. I continenti e
loro caratteristiche fisiche e politiche (Europa, Asia, Africa,
America, Oceania).
Le carte geografiche e i punti cardinali; carte tematiche;
diverse scale di rappresentazione; interviste, dati statistici,
immagini e altre fonti (es. letterarie) su luoghi e territori.
Concetti di paesaggio, territorio, luogo, regione, scala,
transcalarita'; distanza, interazione umanità-ambiente, movimento.
Sistemi naturali (biosfera, idrosfera, litosfera, atmosfera, clima) e
antropici (economia, societa', cultura, governo del territorio) e
loro interazioni; impatti delle attivita' umane sugli ambienti e
sulle risorse naturali.
Trasformazione dell'ambiente ad opera delle attivita' umane
(agricoltura, urbanizzazione, deforestazione, risorse naturali). Le
grandi sfide contemporanee: questioni climatiche, sostenibilita',
crescita della popolazione, migrazioni, urbanizzazione, rapporti
geopolitici, globalizzazione, diversita' economiche e sociali.
Evoluzione fisica e storica del paesaggio, interpretazione di
paesaggi osservati direttamente e di paesaggi rappresentati.
Componenti naturali e umane del paesaggio e loro coevoluzione;
caratteristiche ambientali e umane dei territori di montagna,
collina, pianura, delle coste e delle isole, di particolari ambienti
come le zone aride, i deserti, le aree polari, mari e oceani, anche
rispetto allo sfruttamento delle risorse e alla conservazione della
biodiversita'; tutela e valorizzazione del paesaggio.
Ambiente naturale e territorio; sfruttamento e gestione
sostenibile del territorio; distribuzione della popolazione e
dinamiche demografiche; relazioni tra territorio e sviluppo
economico, sociale e culturale.
Principali elementi fisici (morfologia, idrografia, ambienti) e
organizzazione territoriale dell'Italia, dell'Europa e degli altri
continenti.
Organizzazione dei territori, a scale diverse, dall'Italia al
Mondo: esempi di analisi di stati, regioni fisiche, storiche e
culturali (es. l'area mediterranea), organizzazioni sovranazionali
come l'Unione europea.
Istruzione integrata matematico-scientifico-tecnologica (STEM)
L'istruzione ed educazione matematica, scientifica e tecnologica,
arricchite da un approccio integrato e interdisciplinare,
rappresentano una risorsa strategica per perseguire l'obiettivo di
formare cittadini in grado di leggere e orientarsi nella complessita'
e di progettare il futuro. L'approccio laboratoriale, inteso come
trasformazione dell'aula in un vero e proprio "laboratorio di idee",
dove l'azione, la collaborazione e la riflessione sono intrecciate
per generare un apprendimento profondo e significativo, costituisce
la chiave per raggiungere questo obiettivo ed e' il punto di forza di
queste Indicazioni. L'alunno non e' fruitore passivo di informazioni,
ma soggetto attivo, che formula le proprie congetture, progetta e
sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte, raccoglie dati,
costruisce significati, trae conclusioni, in un'ottica
interdisciplinare e collaborativa. Educare alla matematica, alla
scienza e alla tecnologia e' di fondamentale importanza per la
formazione dei cittadini; cittadini che siano anche in grado di
anticipare e affrontare le sfide culturali, scientifiche,
tecnologiche, sociali ed economiche di una societa' in continua
evoluzione. Per garantire cio', è necessario adottare un approccio
che metta in relazione matematica, scienze, tecnologia, arte e
discipline umanistiche. Tale approccio consente di superare la
frammentazione dei saperi e supporta un'unità organica capace di
favorire lo sviluppo di creativita' e innovazione. Per favorire tale
innovazione, e' importante affiancare alle abilita' strumentali -
come il saper contare, eseguire operazioni aritmetiche, raccogliere e
rappresentare dati (es. tramite tabelle, grafici, diagrammi),
misurare grandezze, calcolare probabilita', riconoscere simmetrie
geometriche, scrivere semplici programmi informatici - la dimensione
culturale. Quest'ultima consente di collegare tali abilita' alla
storia del pensiero matematico, scientifico e tecnico, alle
trasformazioni della nostra civilta' e alla realita' in cui viviamo.
In questo modo, lo studente puo' sviluppare ed esercitare le
capacita' di prendere decisioni e motivarle, formulare ipotesi e
verificarle mediante strategie diverse, anche procedendo per
tentativi ed errori, e attivare forme di pensiero che valorizzano
l'immaginazione, l'intuizione e l'espressione estetica come
dimensioni essenziali della creativita' e del pensiero critico.
L'insegnamento delle discipline matematiche, scientifiche e
tecnologiche concorre a potenziare il pensiero critico e creativo
degli alunni, sostenendo lo sviluppo delle loro capacita' di
intuizione, analitiche e di modellizzazione, offrendo strumenti per
porre e risolvere problemi e per affrontare situazioni di diversi
livelli di complessita'.
Un importante contributo allo sviluppo della cultura
matematico-scientifico-tecnologica è, inoltre, la
contestualizzazione storica dei contenuti disciplinari.
Mettere in evidenza che tali discipline sono parte integrante del
patrimonio culturale dell'umanita' e che contribuiscono
all'evoluzione del pensiero umano, consente di acquisire una
prospettiva storico-culturale su di esse e permette di comprendere
come la matematica, le scienze e la tecnologia siano state
influenzate e abbiano influenzato la societa' e i suoi mutamenti.
Comprendere inoltre che una scoperta richiede studio e confronto con
gli altri e che essa è il risultato di un percorso complesso,
caratterizzato da ostacoli, dubbi ed errori, aiuta gli alunni ad
affrontare le difficoltà con maggiore serenita' e a vedere gli
ostacoli e gli errori come opportunita' di crescita e miglioramento.
In questo modo, la prospettiva storica sulle scoperte in ambito
matematico, scientifico e tecnologico consente di mettere in luce
come il sapere si sia evoluto attraverso corsi e ricorsi,
sottolineando cosi' il ruolo del pensiero critico e dell'errore come
elementi centrali del progresso.
Le competenze sopra descritte costituiscono risultati di
apprendimento a lungo termine, alcuni dei quali potranno essere
pienamente raggiunti solo nella scuola secondaria di secondo grado.
Tuttavia, e' essenziale che la loro costruzione inizi gia' nella
scuola dell'infanzia e il loro sviluppo prosegua con continuita'
nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado,
attraverso un approccio didattico elicoidale e laboratoriale, che
consenta agli studenti di consolidare, ampliare e rafforzare
progressivamente le loro competenze.
Le Nuove Indicazioni nazionali, in coerenza con la normativa
vigente, tengono a riferimento le Linee guida per le discipline STEM.
Il potenziamento delle attivita' sperimentali e laboratoriali, delle
attivita' sinergiche fra la matematica e le altre discipline
scientifiche e tecnologiche e umanistiche, l'introduzione
dell'Informatica e l'armonizzazione con le Linee guida per
l'insegnamento dell'educazione civica (D.M. n. 183 del 7 settembre
2024) richiedevano una rimodulazione delle precedenti Indicazioni, al
fine di evitare un sovraccarico di nozioni e di attivita' per i
discenti.
Presentando agli alunni una visione culturale integrata degli
ambiti umanistico, matematico-scientifico e tecnologico, si consente
loro, da un lato, di proiettarsi con sicurezza e consapevolezza nel
mondo e, dall'altro, di orientarsi e osservare sé stessi come
soggetti immersi nella cultura di riferimento. Gli alunni devono
essere accompagnati nello sviluppo di una solida base culturale, che
consenta loro di comprendere la societa' e i suoi fenomeni, nonche' i
fondamenti del pensiero matematico-scientifico-tecnologico. La
conoscenza dei principi e dei fondamenti culturali dell'informatica
fornisce gli strumenti per leggere da una prospettiva diversa i vari
contesti in cui l'elaborazione automatica delle informazioni riveste
un ruolo chiave. In un contesto nel quale gli alunni devono essere il
soggetto centrale di ogni azione culturale, una didattica che
supporti con azioni organiche e sistematiche lo sviluppo di stili di
apprendimento diversi assume un'importanza strategica. L'uso di
ambienti informatici, quali ad esempio quelli basati
sull'intelligenza artificiale o la realta' aumentata, puo' facilitare
e personalizzare la didattica delle discipline
matematico-scientifiche, anche in un'ottica di inclusione e
potenziamento. Puo' consentire al docente di prendere decisioni
mirate per migliorare il processo di insegnamento/apprendimento.
Questa apertura allo sviluppo delle conoscenze scientifiche deve
tenere conto anche dei possibili sviluppi futuri, come quelli legati
alle neuroscienze per comprendere al meglio come il cervello apprende
e come possiamo ottimizzare i percorsi educativi.
Scuola primaria - La scuola primaria si pone in continuita' con
la scuola dell'infanzia. Durante la scuola primaria si pongono le
basi per lo sviluppo progressivo delle capacita' di astrazione nei
bambini. In questa fase, il cervello e' estremamente plastico e
permette di costruire significati profondi nell'ambito delle
discipline matematiche, scientifiche e tecnologiche. L'obiettivo e'
stimolare l'interesse degli alunni attraverso esperienze concrete e
significative seguendo un percorso che vada dal concreto al
pittorico, fino all'astratto. L'uso di strumenti come il righello e
il compasso non e' solo un esercizio, ma un modo per aiutare i
bambini a costruire modelli tangibili per descrivere e analizzare gli
oggetti. Allo stesso modo, l'utilizzo di strumenti di misura in
semplici esperimenti scientifici permette di interpretare e
generalizzare i fenomeni osservati. Osservare il mondo reale, sia che
si tratti di una pianta, del movimento di un oggetto o del
cambiamento climatico, rappresentarlo in molteplici modi e tradurre
le qualita' osservabili in quantita' misurabili ancorano la
conoscenza a una realta' tangibile. Non si tratta di rendere gli
alunni "esperti" in astrazioni complesse ma coltivare le basi
cognitive e la fiducia necessarie per affrontare tale sfida in
futuro. L'acquisizione dei primi elementi di informatica consente
agli allievi di iniziare a sviluppare, attraverso l'esplorazione e la
sperimentazione, la prospettiva culturale che questa disciplina
offre, complementare rispetto alle altre. In aggiunta, favorisce un
utilizzo sicuro e responsabile delle tecnologie informatiche. Questo
ordine di scuola è determinante perche' pone le basi per lo sviluppo
delle competenze matematico-scientifico-tecnologiche e favorisce un
ambiente culturale in cui l'approccio a tali discipline avviene in
modo sereno e inclusivo, anche evitando stereotipi di genere. E',
inoltre, nella scuola primaria che si gettano le basi per un
orientamento inteso come processo dinamico e continuo.
Scuola secondaria di primo grado - La scuola secondaria di primo
grado si pone in continuita' con la scuola primaria, favorendo un
consolidamento delle competenze acquisite e permettendo agli alunni
di sviluppare ulteriormente il pensiero matematico-scientifico in
contesti di apprendimento sempre piu' complessi. Tale consolidamento
riguarda, in particolare, le competenze relative alla risoluzione di
situazioni problematiche e all'argomentazione, in modo da porre
enfasi sull'analisi critica e sulla capacità di formulare ipotesi e
verificarle attraverso metodi matematico-scientifici anche con
l'ausilio della tecnologia. L'apprendimento matematico-scientifico,
realizzato in un contesto laboratoriale, attiva processi cognitivi
quali la riflessione, la generalizzazione, l'argomentazione e la
giustificazione, stimolando una comprensione profonda dei concetti e
una ridefinizione dell'idea di errore; lungi dall'essere un semplice
segnale di insuccesso o di lacuna, l'errore emerge come un componente
intrinseco e ineludibile del processo scientifico stesso. In questo
ordine di scuola, gli alunni acquisiscono una maggiore consapevolezza
del mondo che li circonda, comprendendo i fenomeni con cui vengono in
contatto, accrescendo la loro sensibilita' verso problematiche
attuali, come ad esempio quelle sociali o ambientali. La conoscenza
matematico-scientifica diventa, infatti, un elemento fondamentale per
una cittadinanza attiva e consapevole dell'importanza della
sostenibilita' e dell'uso di fonti di energia rinnovabili. Dal punto
di vista tecnologico, gli alunni passano da un'abilita' meramente
operativa a una visione piu' critica e riflessiva in merito alle
implicazioni delle scelte tecnologiche. La cultura informatica si
approfondisce, allo scopo di far acquisire agli alunni una maggiore
autonomia, anche in ottica interdisciplinare, raffinando la
concettualizzazione, approfondendo i temi relativi all'organizzazione
dei dati, al concetto di algoritmo e alla strutturazione di programmi
informatici. Al tempo stesso, vengono sviluppate le capacita' di
riflessione sull'impatto sociale delle tecnologie informatiche.
Gli aspetti innovativi degli obiettivi di apprendimento sono:
Introduzione dell'informatica fin dalla scuola primaria: questo
mira a fornire agli alunni le competenze necessarie per operare in un
mondo sempre piu' digitale, fornendo le basi concettuali della
disciplina scientifica che ne e' alla base e comprendendo le regole
fondamentali per un utilizzo sicuro e responsabile della relativa
tecnologia, come consigliato dalla Raccomandazione C/2024/1030 del
Consiglio dell'Unione Europea del novembre 2023.
Visione integrata delle discipline scientifiche: questo aspetto
mira a fornire agli alunni l'opportunita' di percepire il sapere
matematico-scientifico come una rete integrata di competenze, utile
per affrontare situazioni problematiche, in cui varie discipline
forniscono un apporto culturale, scientifico e metodologico,
integrandosi tra loro. L'apporto della matematica consiste nel
fornire sia gli strumenti per modellizzare, sia gli strumenti teorici
trasversali per comprendere, argomentare, giustificare e fare scelte.
L'informatica fornisce un'ulteriore modalita' per arricchire la
descrizione di fenomeni naturali e artificiali con una diversa
prospettiva.
Potenziamento di una didattica basata su esperimenti e
attivita' laboratoriali: questo aspetto riguarda il fatto che
l'approccio laboratoriale, in tutte le sue forme, incoraggia lo
sviluppo di un atteggiamento positivo verso le discipline
matematico-scientifiche, ma soprattutto rappresenta il fondamento per
un apprendimento significativo, basato sull'attivazione di processi
d'indagine che preparino gli alunni ad agire nel mondo con spirito
critico di ricerca.
Maggiore attenzione verso tematiche di educazione civica:
grazie al contributo della matematica e di tutte le discipline
scientifiche e tecnologiche, gli alunni sviluppano competenze di
cittadinanza attiva e in particolare acquisiscono la capacita' di
vagliare criticamente, seppure a livello elementare, gli aspetti
connessi con le problematiche ambientali, comprendendo l'importanza
di preservare le risorse naturali e di ricercare soluzioni
sostenibili. La matematica fornisce gli strumenti per la
modellizzazione e favorisce, attraverso lo sviluppo di competenze
comunicative e argomentative, la partecipazione alla vita pubblica.
Maggiore attenzione alla prospettiva storica: essa e'
riconosciuta come parte integrante, costituendo uno sfondo
ineludibile per la considerazione di ogni forma di espressione del
pensiero umano (scientifico e non). L'approccio storico consente di
ottenere informazioni sullo sviluppo della scienza nelle varie
tradizioni e societa', e sulle fasi di transizione che hanno portato
alla costruzione di nuove idee. La conoscenza delle circostanze e dei
modi con i quali un concetto si e' affacciato nella storia si
riflette inoltre in un arricchimento di significati. In un'ottica di
superamento del ben noto pregiudizio di genere, sara' sottolineata la
presenza di figure femminili che hanno dato un contributo allo
sviluppo della scienza, cosi' da avvicinare le alunne alle discipline
scientifiche e tecnologiche, in cui il divario di genere e' purtroppo
ancora significativo. Anche il riconoscimento dei fenomeni
discriminatori che in passato hanno ostacolato il percorso di
brillanti scienziate, si rivela fondamentale per decostruire
preconcetti e promuovere una visione piu' equa e completa della
scienza.
MATEMATICA
PERCHE' SI STUDIA LA MATEMATICA
La matematica contribuisce, insieme alle discipline
scientifiche-tecnologiche, alla crescita intellettuale e culturale
del cittadino, in modo da consentirgli di partecipare alla vita
pubblica con consapevolezza e capacita' critica. Nonostante ne sia
riconosciuta unanimemente l'importanza, anche in ambito lavorativo,
le ricerche internazionali e nazionali degli ultimi anni rilevano che
molti alunni e, soprattutto, molte alunne trovano poco interessante,
se non ostico, lo studio di questa disciplina. Inoltre, evidenziano
differenze significative nelle performance matematiche tra maschi e
femmine. Le motivazioni di quello che sembra un rifiuto aprioristico
della disciplina sono molteplici. Oltre allo stereotipo, ancora
diffuso, secondo cui la matematica sia piu' congeniale al genere
maschile, spicca l'errata convinzione che sia una disciplina vecchia,
arida, utile solo a chi lavora in ambito tecnologico e,
sostanzialmente, staccata dalla realta' quotidiana, dalla dimensione
personale e dal nostro modo di affrontare il mondo. L'insegnamento e
l'apprendimento della matematica nelle scuole devono contrastare tali
pregiudizi.
La matematica ha ricoperto e continua a ricoprire un ruolo
fondamentale nell'evoluzione della scienza ma la sua influenza non si
limita a questo ambito. La sua storia si intreccia indissolubilmente
con la storia del pensiero umano. Con il suo rigore logico e il suo
elevato livello di astrazione, la matematica non e' solo uno
strumento per risolvere problemi, ma anche una disciplina culturale
che aiuta a leggere, interpretare e modellizzare la realta' e il noi
andando oltre stereotipi e pregiudizi. Da quando sono nate le scienze
sperimentali, la matematica, per usare una frase di Galileo, e' il
linguaggio in cui e' scritto il libro della natura; e cio' rimane
vero ancora oggi, anche alla luce delle ultime scoperte di fisica
quantistica. Eugene Wigner, proprio riflettendo su questo, ha scritto
dell'irragionevole efficacia della matematica nelle scienze naturali
parlando dell'apparente "miracolo" che equazioni puramente
matematiche, create indipendentemente dall'osservazione del mondo
fisico, trovino applicazioni profonde e precise nella fisica, nella
chimica e nelle scienze naturali ed Ennio De Giorgi ha parlato di
mistero legato al modo in cui la matematica emerge dal pensiero
umano.
La matematica non e' una disciplina vecchia e, sebbene le sue
radici affondino nell'antichita', e' ponte tra passato, presente e
futuro. Il fatto che il Teorema di Pitagora, nel sistema assiomatico
della geometria euclidea piana, fosse vero 2500 anni fa, sia vero
oggi e continuera' ad esserlo per l'eternita' rappresenta la
peculiarita' e uno degli aspetti affascinanti di questa disciplina.
La matematica e' estremamente dinamica, in continua evoluzione e si
rinnova costantemente trovando anche nuovi campi di applicazione. Lo
sviluppo del ragionamento logico da parte dell'alunno, e quindi del
cittadino, e' senza dubbio una delle competenze piu' rilevanti e
attuali che questa disciplina permette di sviluppare, in una societa'
come quella di oggi in cui le notizie circolano senza filtri o
risultano talvolta manipolate.
La matematica non e' solo una disciplina a se' stante, ma un
metodo universale e la sua influenza si estende ben oltre i confini
delle discipline scientifiche, permeando anche il mondo dell'arte e
delle discipline umanistiche. Questa natura trasversale rivela la sua
capacita' unica di connettere saperi apparentemente distanti e ci
invita a guardare il mondo con occhi nuovi arricchendo la nostra
comprensione della realta'.
La matematica non e' solo utilita' e' anche creativita',
immaginazione, un modo per dare forma ai pensieri e per trasformare
le idee in realta', ha la capacita' di svelare la bellezza e
l'armonia nascoste nel mondo che ci circonda, stimolare speculazioni
e pensare fuori dagli schemi. La ricerca matematica e' guidata dalla
creativita' e dall'immaginazione, proprio come la ricerca artistica.
Attraverso la matematica si impara il valore della bellezza e della
precisione. L'eleganza dei teoremi e il rigore delle dimostrazioni
educano al valore della struttura e della coerenza influenzando
positivamente la percezione della realta' e di noi stessi in chiave
orientativa.
La matematica rappresenta non solo un insieme di contenuti e
procedure, ma anche una forma di pensiero che abitua gli alunni a
osservare, descrivere e interpretare la realta' in modo razionale,
critico e consapevole. In questo contesto, essa svolge un ruolo
fondamentale nella costruzione delle prime competenze di educazione
finanziaria, intesa come sviluppo della capacita' di compiere scelte
economiche informate e responsabili. Le linee guida per l'educazione
civica promosse a livello nazionale sottolineano l'importanza di
iniziare precocemente a formare cittadini consapevoli del valore del
denaro, della gestione delle risorse, della pianificazione e della
responsabilita' economica.
La matematica, con il suo linguaggio simbolico e il suo approccio
logico, offre strumenti essenziali per comprendere concetti chiave
come il risparmio, il consumo consapevole, la proporzionalita', il
valore delle scelte nel tempo. Attraverso situazioni didattiche
significative e contestualizzate, gli alunni imparano a stimare,
confrontare, ragionare su quantita' e variazioni, sviluppando
progressivamente una cittadinanza economica attiva e responsabile.
L'educazione finanziaria, intesa come campo di esperienza concreto e
motivante, si configura come un contesto autentico attraverso cui
promuovere e potenziare le competenze matematiche, in particolare il
problem solving, il ragionare in modo proporzionale, l'interpretare i
dati, il leggere grafici e tabelle, il prendere decisioni fondate e
consapevoli in coerenza con la finalita' di formare cittadini attivi,
responsabili e capaci di affrontare con autonomia le sfide della
realta'.
Riassumendo, una delle finalita' principali
dell'apprendimento-insegnamento della matematica e' quella di
esercitare una cittadinanza attiva sviluppando strategie, metodi e
linguaggi per orientarsi in un mondo in cui la conoscenza dei
linguaggi scientifici e matematici si rivela sempre piu' essenziale
per poter compiere scelte consapevoli e prendere decisioni ponderate.
Lungi dal fornire meramente nozioni astratte, l'insegnamento della
matematica deve consentire lo sviluppo di un solido bagaglio di
conoscenze fondamentale per lo sviluppo anche di competenze
trasversali quali la capacita' di comunicare informazioni in modo
appropriato, intuire e immaginare, porre e risolvere problemi,
concepire e costruire modelli di situazioni reali, generalizzare,
argomentare, e ricercare regolarita'. L'obiettivo primario e' quello
di favorire la costruzione di un patrimonio strutturato di conoscenze
e lo sviluppo di un pensiero matematico critico e creativo, utile per
interpretare, studiare e analizzare fenomeni. Se da un lato la
matematica ha infatti una funzione strumentale essenziale per una
comprensione quantitativa della realta', dall'altro essa possiede un
forte valore culturale caratterizzato da un sapere logicamente
coerente e sistematico. Essa coinvolge pertanto intrinsecamente due
aspetti connessi tra loro: uno rivolto alla modellizzazione e alle
applicazioni per leggere, interpretare ed intervenire nella realtà;
l'altro rivolto allo sviluppo del pensiero, alla riflessione e alla
speculazione. Come metodo di approccio alla realta' e ai problemi,
essa fornisce gli strumenti culturali e critici anche per
intraprendere un percorso strutturato alla ricerca di noi stessi e
rappresenta il collante tra l'area STEM e quella umanistico/artistica
per quanto riguarda l'immaginare e il creare. Coltivare un vero e
proprio "pensiero matematico", valorizzando anche la conoscenza
dell'evoluzione delle idee matematiche nel tempo, il contributo di
civilta' diverse e i legami con le altre discipline umanistiche e
scientifiche, ci fa sentire parte di una grande avventura del
pensiero umano, rafforzando il nostro senso di appartenenza a una
comunita' di conoscenza senza tempo. In questi anni si devono gettare
fondamenta solide per un modo di pensare strutturato, critico e
creativo. In particolare, l'insegnamento della matematica deve
sviluppare, gradualmente, a partire da esperienze significative per
l'allievo la capacita' di comunicare informazioni in modo
appropriato, risolvere problemi, concepire e costruire modelli di
situazioni reali, porsi domande, esplorare idee, formulare congetture
e giustificare le proprie conclusioni affrontando la disciplina in
due modi interconnessi: da un lato, come strumento pratico per
modellizzare la realta', risolvere problemi concreti e interpretare
il mondo che ci circonda; dall'altro, come stimolo alla riflessione
anche sul se', alla speculazione, all'esplorazione di concetti
astratti.
L'Informatica e' la disciplina scientifico-tecnologica che
fornisce i concetti, i metodi e i linguaggi indispensabili per
comprendere appieno e partecipare attivamente a una societa' in cui
gli aspetti digitali sono sempre piu' rilevanti. E' essenziale che
l'alunno non solo sappia cogliere le opportunita' offerte dal mondo
digitale, ma anche che sia consapevole dei rischi inevitabili che la
tecnologia digitale comporta. Gli sforzi di astrazione,
organizzazione e precisione, cruciali nell'approccio informatico alla
descrizione di situazioni e fenomeni, contribuiscono inoltre allo
sviluppo del pensiero critico. Si ricorda che "digitale" si riferisce
alla rappresentazione di dati mediante simboli scelti per
rappresentare valori, mentre "informatico" si riferisce alla
capacita' di elaborazione automatica dei dati. La novita'
dell'Informatica rispetto alla rappresentazione digitale dei dati e'
che essa consente di elaborarli in modo completamente automatico
mediante l'utilizzo di un dispositivo (informatico), che funge da
mero esecutore meccanico di un procedimento di calcolo ideato e
progettato dall'uomo. L'obiettivo nel primo ciclo e' quello di
consentire agli allievi di acquisire la prospettiva culturale fornita
da questa disciplina, esplorando e sperimentando come essa consenta
di aggiungere un ulteriore punto di vista, complementare a quello
delle altre discipline, per descrivere attivita' e automatizzare
compiti. Cio' avviene modellando tramite dati - opportunamente
organizzati e rappresentati - le informazioni rilevanti per gli
obiettivi che devono essere raggiunti; progettando algoritmi, ovvero
descrizioni precise e non ambigue (in riferimento a uno specifico
esecutore) di procedure (per raggiungere tali obiettivi) che si
prestano ad essere automatizzate; utilizzando linguaggi artificiali,
direttamente eseguibili, per esprimere gli algoritmi come programmi
informatici, in modo che questi possano essere eseguiti
automaticamente da "agenti meccanici". Nella scuola primaria gli
allievi vengono sensibilizzati alle "domande" affinche' possano
scoprire nel vissuto concreto ed "esplorare" le idee che sono alla
base della disciplina, anche attraverso una programmazione
informatica adatta alla loro eta' e ispirandosi eventualmente allo
sviluppo storico delle idee stesse. Nella scuola secondaria di primo
grado, in un'ottica interdisciplinare, il docente di matematica
collabora con il docente di tecnologia - a cui viene prevalentemente
affidato l'insegnamento dell'informatica - per supportare gli alunni
nell'acquisizione di una crescente autonomia, contribuendo a
raffinare la concettualizzazione e ad approfondire il concetto di
algoritmo.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Al termine della classe quinta gli alunni sapranno:
• Individuare e formulare problemi di adeguata complessita',
partendo da situazioni concrete o domande significative, e cercare
strategie per risolverli.
• Affrontare e risolvere problemi matematici, anche legati a
contesti reali di adeguata complessita', utilizzando strategie
personali, confrontandole e discutendole con i compagni.
• Formulare giudizi e prendere decisioni raccogliendo e
selezionando dati per ottenere informazioni, costruendo
rappresentazioni di dati attraverso tabelle e grafici e ricavando
informazioni dalla lettura dei dati rappresentati. Stimare e
quantificare, in casi semplici, situazioni di incertezza
• Leggere, comprendere e produrre testi che coinvolgono aspetti
logici e matematici dimostrando di saper identificare e padroneggiare
rappresentazioni diverse dello stesso oggetto matematico e saper
passare da una rappresentazione all'altra.
• Padroneggiare con sicurezza calcoli scritti e mentali e stime
con i numeri naturali con e senza uso di strumenti come le
calcolatrici valutando l'opportunita' di quando ricorrere ad essi.
Operare in casi semplici con le frazioni. Rappresentare e
classificare forme e figure nel piano e nello spazio, in base alle
loro proprieta' geometriche; utilizzare correttamente e
consapevolmente la carta, strumenti per il disegno (riga, squadra,
compasso) per costruire figure geometriche e realizzare modelli
concreti.
• Assumere una consapevolezza storica ossia collocare
l'evoluzione dei concetti matematici nel tempo anche in relazione
alle diverse culture e civilta'.
Per Informatica:
• Esprimere informazioni mediante dati di varia natura e
codificare tali dati anche digitalmente. Descrivere procedure per lo
svolgimento di compiti pratici mediante algoritmi.
• Scrivere e comprendere semplici programmi, espressi in
elementari linguaggi di programmazione a scopo didattico, e valutarne
l'adeguatezza rispetto al compito che si vuole automatizzare.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Numeri
• Contare oggetti o eventi a voce e mentalmente, per mezzo di
segni e mentalmente, in modo progressivo e regressivo; leggere e
scrivere i numeri naturali, riconoscendo i due aspetti cardinale e
ordinale. Leggere e scrivere numeri razionali in notazione decimale,
avendo consapevolezza della notazione posizionale.
• Confrontare, ordinare e rappresentare i numeri naturali sulla
retta.
• Eseguire semplici addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni con
i numeri naturali, verbalizzare le procedure di calcolo e argomentare
per giustificarle.
• Eseguire semplici addizioni e sottrazioni con i numeri decimali
in contesti reali (ad esempio monete, misure). Conoscere le tabelline
della moltiplicazione dei numeri fino a dieci.
Spazio e figure
• Eseguire e descrivere un semplice percorso partendo dalla
descrizione verbale o dal disegno e fornire istruzioni per far
compiere un percorso desiderato.
• Riconoscere, denominare e descrivere le principali figure
geometriche secondo determinate caratteristiche (ad esempio numero di
lati, ampiezza degli angoli, simmetrie...).
• Disegnare figure geometriche e costruire modelli materiali che
rappresentano oggetti matematici sia del piano sia dello spazio.
Misurare lunghezze, superfici con opportuni strumenti di misura e
usando unita' di misura standardizzate e non.
Relazioni, dati e previsioni
• Classificare numeri, figure e oggetti in base alle proprieta' e
ricorrendo a rappresentazioni opportune a seconda del contesto.
• Misurare grandezze (lunghezze, tempo, ecc.) utilizzando diversi
strumenti e unita' di misura.
Per Informatica:
• Scegliere ed utilizzare oggetti o simboli per rappresentare
informazioni. Descrivere a parole attivita' della vita quotidiana
tramite sequenze di passi precisi e non ambigui e saperle eseguire.
• Scrivere semplici programmi e verificare, mediante la loro
esecuzione, se svolgono il compito previsto ed eventualmente
correggerli.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Nella classe quinta lo sviluppo del pensiero logico e dei
processi di astrazione si rafforza grazie alla particolare
plasticita' mentale tipica di questa fascia d'eta'. Gli alunni
consolidano i concetti appresi nei primi anni della scuola primaria e
sono pronti ad affrontare contenuti piu' complessi, usando un
linguaggio matematico, scientifico e tecnico sempre piu' preciso.
Durante gli ultimi due anni della scuola primaria, i bambini
approfondiscono e rielaborano le conoscenze matematiche acquisite,
integrandole con nuove idee e strumenti, sviluppano strategie di
problem solving, imparando a leggere, comprendere e risolvere
problemi anche in contesti non noti; argomentano il proprio pensiero
spiegando il perche' delle proprie scelte, confrontando soluzioni
diverse e collaborando con i compagni. Hanno sempre piu' occasioni
per porre domande, formulare ipotesi e costruire problemi in
autonomia, diventando soggetti attivi nell'apprendimento ed
esercitano il ragionamento logico.
Numeri
• Leggere, scrivere e confrontare numeri decimali, dimostrando di
conoscere il ruolo della posizione delle cifre nella notazione
posizionale. Eseguire le quattro operazioni con sicurezza valutando
l'opportunita' di ricorrere al calcolo mentale, scritto o con la
calcolatrice.
• Utilizzare il concetto di ordine di grandezza per
caratterizzare i numeri in notazione decimale in diversi contesti
(es. lunghezze, pesi, temperature).
• Eseguire la divisione con resto fra numeri naturali e
individuare multipli e divisori di un numero. Stimare il risultato di
un'operazione e riconoscere i contesti in cui e' appropriato
effettuare una stima.
• Operare con le frazioni e riconoscere frazioni equivalenti.
Utilizzare numeri decimali, frazioni e percentuali per descrivere
situazioni quotidiane. Impiegare i numeri interi negativi in contesti
concreti.
• Rappresentare i numeri sulla retta e utilizzare scale graduate
in contesti significativi per le scienze e per la tecnica.
Riconoscere sistemi di notazione dei numeri (non solo posizionali)
che sono o sono stati in uso in differenti luoghi, tempi e culture.
Spazio e figure
• Descrivere e classificare figure geometriche individuando
elementi significativi e simmetrie, anche al fine di farle riprodurre
ad altri. Riprodurre una figura in base ad una descrizione
utilizzando strumenti opportuni (carta a quadretti, spago, corde,
riga, squadra, compasso, goniometro, software, ...).
• Utilizzare il piano cartesiano per localizzare punti e
rappresentare segmenti e figure geometriche.
• Riconoscere figure ruotate, traslate e riflesse, identificando
varianti e invarianti. Confrontare e misurare angoli utilizzando
proprieta' e strumenti opportuni. Utilizzare e distinguere i concetti
di parallelismo, perpendicolarita', orizzontalita' e verticalita'.
Riprodurre in scala una figura assegnata con strumenti opportuni.
Calcolare il perimetro di una figura usando le formule o altri
procedimenti.
• Calcolare l'area di rettangoli, triangoli e di altre figure per
scomposizione o utilizzando le piu' comuni formule. Riconoscere
rappresentazioni piane di oggetti tridimensionali individuando
differenti punti di vista del medesimo oggetto (dall'alto, di fronte,
...).
• Relazioni, dati e previsioni.
• Rappresentare relazioni e dati utilizzando, in situazioni
significative, diverse rappresentazioni (tabelle, grafici, ecc.) per
ricavare informazioni e dati, formulare giudizi e prendere decisioni.
Usare le nozioni di frequenza, moda, mediana e media aritmetica.
• Utilizzare le principali unita' di misura per lunghezze,
angoli, aree, volumi/capacita', intervalli temporali, masse, pesi per
effettuare misure e stime. Passare da un'unita' di misura a un'altra,
limitatamente alle unita' di uso piu' comune, anche nel contesto del
sistema monetario.
• In situazioni concrete, riconoscere se un evento e' possibile,
impossibile o certo. Data una coppia di eventi, ipotizzare quale sia
il piu' probabile, dando una prima quantificazione nei casi piu'
semplici, e oppure riconoscere se si tratta di eventi ugualmente
probabili. Riconoscere e descrivere regolarita' in una sequenza di
numeri o di figure.
Per Informatica:
• Scrivere brevi programmi con un elementare linguaggio di
programmazione didattica con istruzioni di reazione ad eventi, e
selezione (con condizione elementare) e ripetizione.
• Scegliere combinazioni di simboli per rappresentare dati
strutturati. Tradurre un algoritmo in un programma ed esaminarne il
comportamento anche al fine di correggerlo.
CONOSCENZE
• Numeri. Il numero naturale nei tre aspetti cardinale, ordinale
e ricorsivo e la sua scrittura in notazione posizionale decimale;
numeri naturali e decimali e loro rappresentazione sulla retta;
frazioni; sistemi di notazione dei numeri che sono o sono stati in
uso in luoghi, tempi e culture diverse da quella occidentale;
tabelline della moltiplicazione fino al numero 10; operazioni
aritmetiche (addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione) con
numeri naturali, interi e frazioni e loro proprieta'; divisibilita' e
criteri di divisibilita': multipli e divisori; massimo comune
divisore e minimo comune multiplo; numeri primi.
• Spazio e figure. Posizione di oggetti nello spazio; distanze e
volumi a partire dal proprio corpo; binomi topologici (sopra/sotto,
davanti/dietro, destra/sinistra, dentro/fuori); punti di riferimento
e descrizione di un percorso; prima classificazione e misurazione di
figure geometriche; principali grandezze (lunghezze, tempo, ecc.) e
loro unita' di misura; proprieta' delle figure geometriche:
simmetrie, angoli, perimetri e aree; trasformazioni geometriche:
isometrie e similitudini.
• Relazioni, dati e previsioni. e funzioni. Il piano cartesiano;
la retta nel piano cartesiano; diagrammi, schemi e tabelle per
rappresentare e leggere dati e relazioni; evento; frequenza di un
dato, moda, mediana e media aritmetica di insiemi di dati.
• Informatica. Rappresentazione di dati e informazioni e loro
differenza; concetto di algoritmo e sua esecuzione rigorosa;
strutture di controllo fondamentali di un linguaggio di
programmazione e reazione agli eventi; controllo di correttezza dei
programmi.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Al termine della classe terza gli alunni sapranno:
• Applicare il ragionamento logico in ambiti diversi e porre e
risolvere problemi di diversa complessita' in contesti matematici e
interdisciplinari, utilizzando le conoscenze acquisite e le strategie
appropriate, valutando la coerenza delle informazioni e la
correttezza del procedimento seguito; spiegare con chiarezza anche
agli altri il procedimento seguito discutendo le soluzioni trovate.
• Utilizzare gli strumenti matematici appresi per affrontare e
risolvere situazioni reali, sviluppando un atteggiamento positivo,
consapevole e proattivo nei confronti della matematica.
• Operare concretamente applicando le conoscenze di base
relative ai vari nuclei ossia: padroneggiare i calcoli con sicurezza
anche con i numeri razionali nelle loro diverse rappresentazioni;
stimare misure di grandezze e risultati di operazioni; comprendere il
senso dei diversi sistemi di numerazione; rappresentare le forme del
piano e dello spazio, e cogliere le relazioni tra i loro elementi;
analizzare e interpretare rappresentazioni di dati per ricavare
misure di variabilita' e prendere decisioni; valutare la probabilita'
di eventi nelle situazioni di incertezza (scelte da fare nella vita
quotidiana, giochi, ...).
• Sostenere le proprie idee, portando esempi e controesempi
adeguati e utilizzando concatenazioni di affermazioni e accettare di
cambiare opinione riconoscendo le conseguenze logiche di una
argomentazione corretta. Applicare ragionamenti induttivi e deduttivi
via via piu' complessi, producendo argomentazioni in base alle
conoscenze teoriche acquisite (ad esempio, utilizzare i concetti di
proprieta' caratteristiche e di definizione). Comprendere e
comunicare con il linguaggio matematico in modo appropriato e
coglierne il rapporto con il linguaggio naturale.
• Comprendere come lo sviluppo delle idee matematiche, nelle
diverse culture e tradizioni - dalle grandi civilta' antiche, come
Mesopotamia ed Egitto, fino all'epoca moderna e contemporanea - abbia
permesso all'uomo di ampliare la propria conoscenza del mondo e di
affrontare problemi sia pratici che teorici.
• Riconoscere il ruolo centrale della matematica nella societa'
contemporanea, nelle scienze, nella tecnologia e nella vita
quotidiana.
• Utilizzare il linguaggio matematico per rappresentare,
descrivere e risolvere situazioni problematiche; riconoscere le
connessioni con altri linguaggi formali in particolare con quello
informatico.
Per Informatica:
• Rappresentare informazioni in relazione al compito da svolgere.
Comprendere il concetto di variabile e scrivere, con linguaggi di
programmazione a scopi didattici, programmi che le usano anche
strutturati in componenti modulari, valutandone la correttezza.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Numeri
• Eseguire addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni,
ordinamenti e confronti tra i numeri naturali, interi, razionali
sotto forma di frazioni e numeri decimali, quando possibile a mente
oppure utilizzando gli usuali algoritmi scritti, le calcolatrici e
software specifici, valutando quale strumento possa essere piu'
opportuno.
• Operare con diversi sistemi di numerazione.
• Fornire stime di misure di grandezze e di risultati di
operazioni, giustificando le stime effettuate. Rappresentare i numeri
naturali, interi e razionali (sotto forma di frazioni e numeri
decimali) sulla retta. Utilizzare scale graduate anche in contesti
significativi per le scienze e per la tecnica per effettuare misure
di grandezze, stimare misure.
• Utilizzare il concetto di rapporto fra numeri o misure ed
esprimere sia nella forma decimale, sia mediante frazione. Cogliere
l'invarianza di rapporti fra numeri o misure. Utilizzare frazioni
equivalenti e numeri decimali per denotare uno stesso numero
razionale in diversi modi, spiegando vantaggi e svantaggi dell'uso di
rappresentazioni diverse.
• Calcolare percentuali utilizzando strategie diverse e
interpretare una variazione percentuale di una quantita' data come
una moltiplicazione per un numero razionale. Individuare multipli e
divisori di un numero naturale e multipli e divisori comuni a piu'
numeri, in particolare calcolare il multiplo comune piu' piccolo e il
divisore comune piu' grande.
• Utilizzare frazioni, percentuali, rapporti per descrivere
situazioni quotidiane.
• In casi semplici scomporre numeri naturali in fattori primi e
conoscere l'utilita' di tale scomposizione per diversi fini.
Utilizzare la notazione usuale per le potenze con esponente intero
positivo e le proprieta' delle potenze per semplificare calcoli e
notazioni.
• Riconoscere e utilizzare la radice come operatore inverso
dell'elevamento a potenza. Fornire stime di radici utilizzando solo
la moltiplicazione.
• Comprendere che non esiste alcuna frazione o numero decimale
finito o periodico il cui quadrato sia uguale a 2 (o ad altri numeri
interi non quadrati), riconoscendo cosi' l'esistenza e la natura dei
numeri irrazionali.
• Applicare la proprieta' associativa e distributiva per
raggruppare e semplificare, sia per iscritto che mentalmente,
operazioni ed espressioni numeriche. Rappresentare con un'espressione
numerica la sequenza di operazioni che fornisce la soluzione di un
problema.
• Eseguire semplici espressioni di calcolo con i numeri naturali,
interi e razionali (sotto forma di frazioni e numeri decimali),
tenendo conto della convenzionalita' dell'uso delle parentesi e della
precedenza delle operazioni. Esprimere misure utilizzando anche le
potenze del 10 e le cifre significative.
Spazio e figure
• Costruire figure del piano e dello spazio e disegni geometrici,
utilizzando in modo appropriato e con accuratezza opportuni strumenti
(carta, spago, corde, riga, squadra, compasso, goniometro, software,
...).
• Riprodurre oggetti, figure del piano e dello spazio e disegni
geometrici in base a una descrizione fatta da altri, anche con
software, e comunicare la costruzione ad altri, in modo che possano
riprodurle.
• Rappresentare punti, segmenti e figure nel piano cartesiano.
Visualizzare oggetti tridimensionali a partire da rappresentazioni
bidimensionali e viceversa. Identificare figure piane simili in vari
contesti e riprodurre in scala una figura assegnata.
• Descrivere e classificare le principali figure piane
(triangoli, quadrilateri, poligoni regolari, cerchio), figure piu'
semplici o complesse. Riconoscere, descrivere e utilizzare le
principali trasformazioni geometriche (isometrie, similitudini) e i
loro invarianti.
• Riconoscere e costruire figure piane isometriche e simili e
utilizzare isometrie e similitudini per risolvere situazioni
problematiche in contesti interni ed esterni alla matematica.
Determinare l'area di figure piane (es. triangoli, quadrilateri,
cerchio, ecc., ma anche figure irregolari) con metodi esatti e
approssimati (stima per difetto e per eccesso).
• Applicare il teorema di Pitagora in contesti geometrici e
reali.
• Utilizzare il numero π per risolvere problemi geometrici e
reali e riconoscere l'importanza storica di tale costante.
• Determinare il volume di figure solide (es. prismi, piramidi,
sfera, ecc., ma anche solidi irregolari) con metodi esatti e
approssimati (stima per difetto e per eccesso). Risolvere problemi
utilizzando le proprieta' geometriche delle figure o applicando
teoremi (ad esempio il teorema di Pitagora o quelli di Euclide).
Relazioni e funzioni
• Estendere e generalizzare sequenze numeriche e geometriche,
costruendo rappresentazioni in linguaggio simbolico per esprimere la
generalizzazione individuata. Rappresentare relazioni e funzioni in
diversi linguaggi (numerico, simbolico, grafico, verbale) e passare
da uno all'altro.
• Rappresentare relazioni e funzioni attraverso tabelle e grafici
nel piano cartesiano a partire dalle loro equazioni (ad esempio,
y=ax, y=a/x, y=ax², y=2n ) anche con dati provenienti da contesti
esterni alla matematica come quello delle scienze, con strumenti
materiali o digitali.
• Conoscere il collegamento tra y=ax, y=a/x e il concetto di
proporzionalita'. Risolvere problemi utilizzando equazioni di primo
grado.
• Comprendere e utilizzare il concetto di algoritmo come
strumento per la risoluzione di problemi.
Dati e previsioni
• Rappresentare insiemi di dati, anche facendo uso di software.
In situazioni significative, confrontare dati al fine di prendere
decisioni, utilizzando le distribuzioni delle frequenze e delle
frequenze relative.
• Conoscere, saper scegliere e utilizzare valori medi (moda,
mediana, media aritmetica) adeguati alla tipologia ed alle
caratteristiche dei dati a disposizione. Valutare la variabilita' di
un insieme di dati determinandone, ad esempio, il campo di
variazione.
• All'interno di contesti di incertezza, individuare gli eventi
elementari, assegnare a essi una probabilita'; determinare la
probabilita' di eventi composti, scomponibili in eventi elementari
disgiunti. Riconoscere coppie di eventi complementari, incompatibili,
indipendenti.
Informatica
• Esaminare un algoritmo o un programma per capirne il
comportamento, identificarne eventuali difetti e correggerli (debug).
• Scrivere semplici programmi con strutture di controllo e
condizioni, anche utilizzando variabili. Valutare l'esito di un
algoritmo o di un programma seguendone i passi e tenendo traccia del
valore delle variabili.
CONOSCENZE
• Numeri. Numeri naturali, interi, razionali sotto forma di
frazioni e decimali e loro rappresentazione sulla retta. Operazioni
con i numeri naturali, interi, razionali sotto forma di frazioni e
decimali: addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni,
ordinamenti e confronti tra i numeri, e loro proprieta'; rapporto fra
numeri o misure e loro rappresentazione in forma decimale e mediante
frazione; frazioni equivalenti; percentuale e variazione percentuale;
numeri primi e scomposizione di numeri naturali in fattori primi;
divisibilita': multipli e divisori di un numero naturale, multipli e
divisori comuni a piu' numeri, minimo comune multiplo e massimo
comune divisore; potenze, proprieta' e operazioni con le potenze;
radice quadrata come operatore inverso dell'elevamento al quadrato e
problema dell'incommensurabilita'; stime della radice quadrata;.
impossibilita' di trovare una frazione o un numero decimale che
elevato al quadrato dia 2, o altri numeri primi; scale graduate in
contesti significativi per le scienze e per la tecnica. Sistemi di
numerazione.
• Spazio e figure. Figure geometriche nel piano e nello spazio;
definizioni e proprieta' (angoli, assi di simmetria, diagonali, ...)
delle principali figure piane (triangoli, quadrilateri, poligoni
regolari, cerchio); punti, segmenti e figure nel piano cartesiano;
teorema di Pitagora e sue applicazioni; area e perimetro di semplici
figure regolari e di figure delimitate anche da linee curve; il
numero π e alcuni modi per approssimarlo; area del cerchio e
lunghezza della circonferenza; volume di figure solide (es. prismi,
piramidi, sfera, ecc., ma anche solidi irregolari); trasformazioni
geometriche (traslazioni, rotazioni e simmetrie) e i loro invarianti
(distanza, area, misura degli angoli): isometrie e similitudini.
• Relazioni e funzioni. Proporzionalita'. Introduzione al
linguaggio algebrico ed equazioni di primo grado; funzioni y=ax,
y=a/x, y=ax², y=2n e loro grafici.
• Dati e previsioni. Rappresentazione di insiemi di dati; valori
medi (moda, mediana, media aritmetica) adeguati alla tipologia ed
alle caratteristiche dei dati a disposizione; variabilita' di un
insieme di dati; probabilita' di eventi elementari e di eventi
complementari, incompatibili, indipendenti.
• Informatica. Concetto di algoritmo e sua esecuzione rigorosa;
sistema binario; variabili; strutture di controllo; operatori logici
elementari; moduli di un programma: funzioni e procedure; analisi del
comportamento di un algoritmo o di un programma per correggerne gli
eventuali difetti (debug).
SCIENZE
PERCHE' SI STUDIA SCIENZE
Lo studio delle discipline che nel loro complesso costituiscono
l'ambito delle "scienze" e' un pilastro essenziale per il progresso
della societa'. La scienza si basa sull'osservazione sistematica
della realta', sulla capacita' di astrazione, sulla formulazione di
ipotesi e modelli da mettere a confronto con i risultati
sperimentali, fornendo un metodo rigoroso per comprendere e
interpretare i fenomeni che ci circondano. In una prospettiva di
crescita culturale, fin dalla scuola primaria lo studio delle
scienze, insieme e in integrazione con la matematica, e'
indispensabile per favorire lo sviluppo delle capacita' di
ragionamento logico e di argomentazione, del pensiero critico, della
proprieta' di linguaggio e della padronanza della lingua italiana;
per trasmettere fiducia in se' stessi e nel futuro, anche attraverso
i collegamenti con la storia; per formare cittadini consapevoli, in
grado di prendere decisioni informate su temi di rilevanza globale;
per gettare le basi su cui potra' svilupparsi la scelta del percorso
di studi piu' adatto alle proprie aspirazioni, inclinazioni e
attitudini, tenendo presente il ruolo cruciale che l'insegnamento e i
metodi di insegnamento di queste materie rivestono proprio a partire
dai primi livelli scolastici, anche con riferimento alla parita' di
genere. Le attivita' laboratoriali, fondamentali per le scienze, non
solo sostengono e promuovono lo sviluppo costante dell'apprendimento
e dell'insegnamento, ma creano anche un ambiente progettuale e
applicativo ideale per far emergere e valorizzare i talenti.
Attraverso la comprensione e l'applicazione del metodo
scientifico, gli studenti imparano a riconoscere il valore
dell'errore e del suo superamento nel processo di apprendimento
nonche' nell'evoluzione stessa della scienza, come dimostra anche la
storia delle scoperte scientifiche. Studiare queste discipline aiuta
quindi a sviluppare una mentalita' aperta, che incoraggia la
curiosita', l'esplorazione e la ricerca continua. Il far proprio il
metodo scientifico offre inoltre, in chiave orientativa, gli
strumenti per orientarsi con piu' sicurezza. L'insegnamento delle
scienze nel primo ciclo di istruzione e' caratterizzato da un
approccio intrinsecamente interdisciplinare, attento al ruolo della
creativita' e dell'immaginazione, e aperto ai collegamenti con le
arti e con la musica, ed e' volto a stimolare l'interesse e la
curiosita' verso l'esplorazione, lo studio, e la comprensione dei
fenomeni fisici e naturali, delle modalita' di vita sulla Terra,
delle caratteristiche del mondo minerale, e dell'organizzazione
generale del corpo umano. In particolare, lo studio delle scienze nel
primo ciclo di istruzione, attraverso la comprensione di concetti e
procedure della fisica, della chimica e delle scienze naturali,
insegna ad elaborare relazioni e concetti a partire da osservazioni
ed esplorazioni, e consente di sviluppare le capacita' di astrazione,
di analisi e di sintesi, e di argomentazione. L'insegnamento delle
scienze favorisce l'integrazione dei saperi e sviluppa la capacita'
di leggere e comprendere criticamente testi scientifici. Inoltre, le
attivita' fondamentali delle scienze - come la progettazione, la
verifica e la convalida - insegnano a considerare l'errore non come
un fallimento, ma come una parte integrante del processo che porta a
crescita e nuove scoperte. Non da ultimo, lo studio delle scienze ha
la finalita' di sensibilizzare le giovani generazioni circa la
necessita' di diversificare le fonti energetiche, comprendere la
relazione tra forme e fonti di energia, e ottimizzare l'uso delle
risorse disponibili. Esso contribuisce a delineare il ruolo
strategico delle scienze nei processi di sviluppo sociale, economico
e culturale, e a far acquisire una visione positiva della scienza e
della tecnologia unitamente alla fiducia nelle capacita' umane di
affrontare le sfide poste da una societa' in costante e rapida
evoluzione.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
• Osservare e interpretare i fenomeni naturali con curiosita'
scientifica, formulando domande, individuando relazioni tra grandezze
misurabili e utilizzando un linguaggio appropriato.
• Comprendere la struttura e il funzionamento degli ecosistemi,
riconoscendo le interazioni tra elementi naturali e tra uomo e
ambiente, e sviluppando un atteggiamento di cura verso l'ambiente.
• Adottare comportamenti responsabili per la salute, attraverso
lo sviluppo di abitudini alimentari corrette e stili di vita sani e
rispettosi della propria salute.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Esplorazione e osservazione della natura
• Osservare direttamente minerali, fossili, rocce, piante,
funghi, animali e microorganismi, raccogliendo campioni, e
utilizzando, ove disponibili, adeguati strumenti di indagine, per
descriverne le caratteristiche e classificarli in base a criteri come
forma, colore, struttura e habitat.
• Osservare il susseguirsi delle stagioni realizzando
registrazioni periodiche dei cambiamenti nelle piante, nelle
temperature, nella posizione del sole rispetto all'orizzonte locale
in vari momenti della giornata.
• Osservare il movimento apparente del sole lungo l'arco della
giornata attraverso l'ombra prodotta da un albero o da un bastone
piantato nel terreno e utilizzare il cambiamento dell'ombra come
strumento per misurare lo scorrere del tempo.
Materia e trasformazioni
• Identificare e classificare oggetti e materiali in base alle
loro proprieta' percepite (colore, forma, durezza, trasparenza,
ecc.).
• Sperimentare la conservazione della quantita' di materia per
deformazione e per cambiamenti di stato (es. fusione del ghiaccio) e
registrare le osservazioni attraverso disegni o tabelle.
Esperimenti sui fenomeni fisici
• Sperimentare diversi tipi di moto e situazioni di equilibrio
degli oggetti su piani orizzontali e inclinati e confrontare mediante
un dinamometro la forza necessaria per sollevare verticalmente un
oggetto o per spostarlo lungo un piano orizzontale.
• Effettuare misure dirette di volume di liquidi e misure
indirette del volume di oggetti solidi immersi in liquidi.
• Osservare e descrivere il comportamento delle calamite su
diversi materiali, riconoscendo le proprieta' di attrazione e
repulsione e di orientamento nello spazio.
• Comprendere che il suono non e' materia ma e' il risultato di
una vibrazione che si trasmette attraverso la materia, sperimentando
la vibrazione delle corde di uno strumento musicale, parlando vicino
a un palloncino gonfio o utilizzando diapason e bicchieri d'acqua per
osservare come le vibrazioni producono suoni diversi.
• Riconoscere la propagazione rettilinea della luce anche
attraverso l'osservazione delle proprieta' delle ombre.
Esseri viventi e corpo umano
• Riconoscere le principali caratteristiche dei viventi e le loro
diverse modalita' di vita.
• Descrivere le sensazioni corporee fondamentali (fame, sete,
dolore, movimento, caldo, freddo) per riconoscere la complessita' del
proprio organismo e comprenderne il funzionamento.
• Riconoscere le parti principali del corpo umano, nei suoi
diversi organi e apparati, con particolare attenzione agli organi di
senso e alla loro funzione nella percezione dell'ambiente.
• Sviluppare abitudini alimentari e stili di vita sani e
rispettosi della propria salute.
Scienza e ambiente
• Riflettere su come le proprie azioni influenzano l'ambiente,
riconoscendo l'importanza di comportamenti responsabili a scuola e
nella natura per la tutela degli ecosistemi.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Esplorazione e osservazione della natura
• Saper osservare con attenzione cio' che ci circonda, ponendosi
domande su cio' che accade in natura e nei fenomeni della vita
quotidiana (in casa e a scuola).
• Formulare ipotesi e cercare spiegazioni alle proprie
osservazioni attraverso esperimenti, confronti e raccolta di
informazioni.
• Utilizzare strumenti per effettuare esperimenti e raccogliere
dati, come cronometri, termometri, bilance, e microscopi.
• Riconoscere le interazioni tra gli esseri viventi e l'ambiente,
ad esempio osservando come le piante crescono in diversi tipi di
suolo o come gli animali modificano il loro comportamento in base
alle stagioni.
• Imparare a osservare e descrivere le caratteristiche di piante,
funghi, animali e fossili, ad esempio studiando foglie, semi e fiori
con una lente d'ingrandimento o confrontando scheletri e dentature di
animali per dedurre la loro dieta.
• Saper dare semplici spiegazioni legate all'osservazione di
piante, funghi, animali, minerali, fossili e rocce, registrando
cambiamenti nel tempo attraverso schede di osservazione o grafici.
• Imparare ad esplorare la struttura del suolo sperimentando con
minerali, rocce, e viventi; osservare le caratteristiche dell'acqua e
il suo ruolo nell'ambiente attraverso il ciclo dell'acqua.
• Rilevare le variazioni del tempo meteorologico attraverso la
misurazione della temperatura, dell'umidita' e della pressione
atmosferica con strumenti come termometri, barometri e igrometri.
Creare un diario meteorologico per documentare i cambiamenti nel
tempo.
• Osservare e comprendere i movimenti del Sole e della Luna nel
cielo, lungo l'arco della giornata e dell'anno, e la loro relazione
con fenomeni come l'alternanza del di' e della notte e il ciclo delle
fasi lunari, anche attraverso semplici modelli e strumenti didattici.
Materia e trasformazioni
• Attraverso semplici esperienze, imparare ad elaborare una prima
distinzione macroscopica fra sostanze, soluzioni e miscugli
eterogenei.
• Classificare oggetti e materiali in base alla loro provenienza
(naturale o artificiale), mettendo in rilievo le proprieta' e gli
aspetti che li accomunano.
• Riconoscere e classificare materiali in base alle loro
proprieta' funzionali, come la durezza (graffiandoli con altri
materiali), o la conducibilita' termica (verificando come si scaldano
a contatto con una fonte di calore), mettendo in relazione le
proprieta' del materiale con il suo utilizzo.
• Osservare e descrivere il fenomeno della combustione attraverso
esperimenti sicuri e simulazioni, iniziando a comprendere il ruolo
dell'aria e il consumo del materiale combustibile.
• Riconoscere, descrivere ed elaborare i primi concetti
relativamente agli stati di aggregazione della materia e ai passaggi
di stato, osservandone i cambiamenti in situazioni concrete e
sviluppando una prima comprensione a livello macroscopico.
• Riconoscere, descrivere ed elaborare i primi concetti
relativamente ad alcuni esempi di trasformazioni chimiche,
osservandole in situazioni concrete e sviluppando una prima
comprensione a livello macroscopico.
• Differenziare il concetto di peso e quello di densita'
attraverso esperienze sul galleggiamento (immersione in acqua di
oggetti leggeri e quindi poco pesanti, che affondano, e viceversa, di
oggetti pesanti che galleggiano), avviare la costruzione del concetto
di pressione attraverso esperimenti con i fluidi (es. barattoli pieni
d'aria affondati in acqua e siringhe senza ago tappate).
• Sperimentare alcune proprieta' dell'aria, quali l'occupare
spazio, l'avere un peso, la capacita' di trasmettere forze e cosi'
via.
• Acquisire il concetto di equilibrio termico (ad esempio
attraverso attivita' dove si raggiunga l'equilibrio termico nel
contatto tra sostanze solide o fluide).
Esplorazione sensoriale dei fenomeni fisici
• Esplorare e osservare il movimento di persone e oggetti,
ragionando sui cambiamenti della posizione nel tempo e sui concetti
di velocita' e accelerazione, e sperimentando le oscillazioni e il
moto armonico.
• Effettuare misure di massa, nel senso di quantita' di materia,
attraverso bilance a due bracci costruite con materiali poveri, e di
peso, nel senso di forza peso, attraverso semplici dinamometri a
molla.
• Osservare e comprendere i fenomeni legati alla gravita',
all'elettricita' e al magnetismo, riconoscendo le principali
caratteristiche di ciascuna forza e le differenze tra interazione
elettrica e magnetica.
• Riconoscere e comprendere le relazioni tra temperatura, suoni e
luce, collegandole alle percezioni sensoriali e ai fenomeni fisici
come la riflessione, la rifrazione e la scomposizione della luce.
• Iniziare a comprendere i concetti di forza ed energia,
riconoscendoli e applicandoli in diverse situazioni e fenomeni
osservati.
L'uomo, i viventi e l'ambiente
• Descrivere e interpretare il funzionamento del corpo umano, per
esempio, misurando il battito cardiaco prima e dopo l'esercizio
fisico per comprendere il funzionamento del sistema circolatorio o
studiando la digestione con esperimenti sulla dissoluzione di cibi in
liquidi diversi.
• Riconoscere l'organizzazione cellulare di organi e apparati.
• Acquisire le prime informazioni sulle funzioni riproduttive.
• Conoscere gli elementi fondamentali e gli apparati del corpo
umano, compresi gli apparati sessuali.
• Osservare e descrivere le caratteristiche principali di piante,
funghi e animali, come forma, colore, struttura e adattamenti
all'ambiente. Confrontare i loro modi di vivere, studiando
alimentazione, crescita, riproduzione e habitat.
• Riconoscere l'esistenza di forme di vita microscopica, ad
esempio a partire dall'osservazione di campioni di suolo sia ad
occhio nudo che con strumenti di ingrandimento come lenti e
stereomicroscopi.
• Elaborare i primi elementi di classificazione animale e
vegetale sulla base di osservazioni personali.
• Avere cura della propria salute, anche dal punto di vista
alimentare e motorio.
Interconnessioni tra scienza, arte e societa'
• Riconoscere i collegamenti tra scienza, matematica, arte e
musica, ad esempio analizzando le simmetrie nei cristalli di neve,
identificando le proprieta' delle vibrazioni che corrispondono alle
caratteristiche dei suoni, o sperimentando la pittura con pigmenti
naturali.
• Riconoscere il ruolo della scienza nella societa',
approfondendo le invenzioni scientifiche che hanno cambiato la storia
(come la scoperta dell'elettricita' o la teoria dell'evoluzione) e
discutendo come la scienza influisce su tecnologia, medicina e
ambiente.
CONOSCENZE
• Ambiente e scienze della Terra. Paesaggi naturali e antropici;
elementi dell'ambiente: suolo, acqua, e il suo ciclo, aria, piante,
funghi, animali, microrganismi; minerali, rocce e fossili.
• Ambiente e biologia. Viventi e non viventi, caratteristiche
peculiari dell'organizzazione di un vivente. Componenti biotiche e
abiotiche degli ecosistemi ed equilibrio naturale; cicli di materia e
flussi di energia negli ecosistemi; reti trofiche. Piante, animali,
funghi, microrganismi: caratteristiche anatomiche e fisiologiche.
Principi basilari delle classificazioni. Struttura e funzioni del
corpo umano, funzioni riproduttive.
• Astronomia e fenomeni naturali. Movimento apparente del Sole e
della Luna, fasi lunari, ciclo delle maree, ciclo delle stagioni e
alternanza del di' e della notte.
• Fisica e fenomeni naturali. Moti e oscillazioni; gravita': peso
e massa; densita': galleggiamento; pressione: proprieta' dell'aria;
calore e temperatura: equilibrio termico; forza ed energia; suoni:
vibrazioni, propagazione delle vibrazioni, e loro percezione come
suoni; luce: propagazione rettilinea, riflessione, diffusione,
rifrazione, meccanismo della visione, colori; fenomeni elettrici e
magnetici.
• Chimica e proprieta' dei materiali: Sostanze e miscugli e loro
proprieta'; stati della materia e cambiamenti di stato;
trasformazioni chimiche (a livello fenomenologico e macroscopico).
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
• Analizzare e interpretare i fenomeni naturali e antropici
utilizzando concetti, linguaggi e metodi delle scienze naturali e
della fisica, anche in relazione alle sfide scientifiche e
tecnologiche della societa' contemporanea.
• Leggere, comprendere e comunicare argomenti scientifici, saper
argomentare e motivare con proprieta' di linguaggio le proprie
affermazioni.
• Sviluppare consapevolezza e responsabilita' verso la tutela
della biodiversita' e verso la cura dell'ambiente promuovendo
comportamenti attivi e pratiche di monitoraggio ecologico.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Fenomeni naturali e di origine antropica
• Osservare fenomeni naturali e antropici e individuare relazioni
tra grandezze, ad esempio misurando la velocita' di caduta di oggetti
di peso diverso per comprendere l'azione della gravita' o
confrontando il consumo d'acqua in diverse attivita' quotidiane per
comprenderne l'impatto ambientale.
• Costruire e interpretare grafici e relazioni matematiche
tracciando l'andamento della temperatura giornaliera e la variazione
nel tempo.
• Osservare e descrivere gli ecosistemi naturali e le loro
componenti.
• Esplorare il ciclo biogeochimico del carbonio attraverso
esperimenti e osservazioni.
• Analizzare la geosfera e la biosfera, riconoscendo l'origine
delle rocce, i processi geologici e i rischi naturali anche in
funzione della prevenzione ambientale.
• Osservare ed esaminare fossili per comprendere la storia
geologica e l'evoluzione degli organismi viventi.
• Analizzare attraverso mappe tematiche la distribuzione dei
terremoti e dei vulcani e i loro effetti, studiando il meccanismo e i
materiali emessi dalle eruzioni.
Fenomeni fisici e astronomici
• Esplorare e osservare vari tipi di moto, anche avvalendosi di
software di video-analisi e simulazioni, e comprenderne la
descrizione in termini di posizione, spostamento, velocita' e
accelerazione.
• Sperimentare con esperienze pratiche il funzionamento del piano
inclinato, il moto armonico del sistema massa-molla, il
galleggiamento e i circuiti elettrici semplici.
• Osservare fenomeni astronomici anche tramite modelli e
simulazioni, planetari o tridimensionali, mettendoli in relazione con
i moti osservati del Sole, della Luna e delle Stelle, con le eclissi
e con le stagioni.
• Comprendere il concetto di pressione attraverso attivita' su
fluidi, quali acqua e aria.
• Comprendere il concetto di equilibrio termico e la distinzione
tra i concetti di calore e temperatura attraverso misurazioni con
termometri tradizionali o sensori di temperatura.
• Saper distinguere a livello fenomenologico elettricita' e
magnetismo attraverso l'osservazione di analogie e differenze
nell'interazione fra oggetti strofinati e fra calamite.
• Comprendere il concetto di circuito elettrico chiuso a corrente
elettrica costante esplorando semplici circuiti realizzati con pile e
lampadine.
• Applicare i concetti fisici fondamentali per interpretare
fenomeni naturali e artificiali.
• Studiare la propagazione della luce attraverso diversi mezzi e
materiali.
• Osservare fenomeni di diffrazione, interferenza e
polarizzazione della luce attraverso esperimenti pratici.
Chimica e trasformazioni della materia
• Osservare e descrivere solubilizzazioni di sostanze in acqua
per costruire il concetto operativo di solubilita' e la distinzione
tra soluzioni e miscugli eterogenei.
• Osservare, descrivere e comprendere le molteplici
caratteristiche fenomenologiche che si manifestano durante il
riscaldamento e l'ebollizione dell'acqua.
• Osservare e descrivere gli stati di aggregazione della materia
e i vari passaggi di stato.
• Interpretare alcuni fenomeni osservati alla luce dei modelli
microscopici della materia.
• Sperimentare reazioni chimiche di base quali le reazioni
acido-base attraverso l'utilizzo di sostanze comuni per comprendere
le trasformazioni della materia.
Sperimentazione e analisi dell'energia nei fenomeni fisici
• Comprendere la distinzione tra i concetti di forza e di energia
e la distinzione tra forme e fonti di energia.
• Comprendere la conservazione dell'energia e la dissipazione in
calore, approfondendo il tema con esperimenti su mulini ad acqua,
dinamo e riscaldamento con frullatore.
• Comprendere il concetto di efficienza energetica, saper
riflettere sulle fonti di energia rinnovabili, non rinnovabili e sui
rispettivi vantaggi e svantaggi.
Fonti energetiche e trasformazioni
• Riconoscere le diverse fonti energetiche e individuare
strategie per un uso ottimale delle risorse, per esempio analizzando
l'efficienza di pannelli solari attraverso la misurazione della loro
produzione energetica in condizioni di luce diverse o confrontando il
consumo energetico di lampadine a incandescenza e LED.
• Analizzare le modalita' di trasformazione e trasferimento
dell'energia nei sistemi fisici, studiando fenomeni come il lavoro,
la potenza e il rendimento energetico. Confrontare l'efficienza di
diversi dispositivi (es. motori elettrici vs motori termici)
considerandone anche l'impatto ambientale.
• Sperimentare strumenti di misura e dispositivi tecnologici,
utilizzando sensori digitali per raccogliere dati di temperatura o
inquinamento atmosferico e analizzarli con software di elaborazione.
Esseri viventi e corpo umano
• Osservare e descrivere gli ecosistemi naturali, esaminando il
ruolo di produttori, consumatori e decompositori nei cicli della
materia e nei flussi di energia (fotosintesi e respirazione).
• Studiare la diversita' e l'evoluzione dei viventi, introducendo
le grandi classificazioni.
• Comprendere la diversita' biologica mettendo in relazione
elementi di base di genetica e di evoluzione.
• Riconoscere la cellula come unita' fondamentale degli organismi
viventi, osservandone la struttura e il funzionamento e distinguendo
tra cellule animali e vegetali.
• Mettere in relazione struttura e funzioni degli apparati del
corpo umano.
• Conoscere le funzioni riproduttive e i relativi apparati.
• Conoscere gli effetti e le trasformazioni legati allo sviluppo
puberale e la loro incidenza sulla sessualita'.
• Conoscere i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili.
• Approfondire il rapporto tra scienza e salute, esaminando
fattori come alimentazione e prevenzione delle dipendenze.
Ambiente e scienze della Terra
• Esaminare i fattori che influenzano il clima attraverso
esperimenti come la simulazione dell'effetto serra in una campana di
vetro o la raccolta di dati meteorologici locali (temperatura,
umidita', pressione atmosferica) per osservare variazioni climatiche
nel tempo.
• Comprendere e utilizzare l'analisi dimensionale per stimare
ordini di grandezza e confrontare dimensioni e quantita'.
• Esaminare la struttura interna della Terra e individuare i
collegamenti con i principali processi geologici.
Interconnessioni tra scienza, tecnologia, arte e societa'
• Individuare i collegamenti tra scienza, matematica e
tecnologia, ad esempio progettando e realizzando semplici circuiti
elettrici o analizzando la geometria delle strutture cristalline con
modelli tridimensionali.
• Riconoscere le connessioni tra scienza, arte e discipline
umanistiche, osservando le proporzioni auree nelle strutture naturali
(conchiglie, fiori), esplorando la relazione tra il suono e la
matematica (frequenze musicali, armoniche) o studiando la
rappresentazione astronomica nelle opere d'arte rinascimentali.
• Comprendere l'evoluzione storica delle scienze, confrontando il
modello geocentrico e il modello eliocentrico, riproducendo
esperimenti storici (come la misura della lunghezza dell'ombra di uno
gnomone per calcolare l'altezza del Sole, sulla scia di Eratostene).
• Riconoscere il ruolo della scienza nella societa' e
nell'economia, approfondendo il funzionamento di tecnologie di uso
comune come lo smartphone (batterie, sensori, onde
elettromagnetiche).
• Discutere come alcune scoperte scientifiche hanno migliorato la
vita quotidiana (es. l'importanza dell'igiene, l'uso
dell'elettricita' come prodromico allo studio dei fenomeni
elettrici).
• Riconoscere la dimensione estetica della scienza, studiando la
simmetria nei fiori e nei cristalli di neve, osservando la struttura
dei frattali in natura o riproducendo le curve di Lissajous.
CONOSCENZE
• Chimica. Sostanze pure e miscugli e loro proprieta'; stati di
aggregazione, passaggi di stato; trasformazioni chimiche.
• Biologia. Livelli di organizzazione dei viventi (procarioti ed
eucarioti; unicellulari e pluricellulari). Struttura e riproduzione
delle cellule. Riproduzione degli organismi viventi e principi di
genetica. Biodiversita' come risultato dell'evoluzione. Testimonianze
fossili dell'evoluzione. Introduzione alla teoria evolutiva di
Darwin. Differenze morfologiche e funzionali tra piante, animali e
funghi; adattamenti all'ambiente. Fotosintesi e respirazione; ciclo
del carbonio; ecologia ed ecosistemi. Salute, alimentazione, stili di
vita, prevenzione delle dipendenze e delle malattie sessualmente
trasmissibili.
• Geologia. Minerali, rocce e fossili; ciclo litogenetico;
struttura della Terra; processi geologici; georisorse.
• Fisica e astronomia. Misure, moti, oscillazioni e onde;
termodinamica, temperatura, equilibrio termico, energia e
interazioni; gravita', elettricita', magnetismo, proprieta' della
luce, ottica geometrica; sistema solare, fenomeni astronomici,
evoluzione dell'Universo.
• Fonti di energia e applicazioni tecnologiche. Forme e fonti di
energia. Energie fossili, energie rinnovabili, energia nucleare da
fissione e da fusione; efficienza energetica e impatto ambientale;
diversificazione delle fonti energetiche.
TECNOLOGIA
PERCHE' SI STUDIA TECNOLOGIA
La tecnologia e' l'applicazione tecnica organizzata dei risultati
delle discipline scientifiche finalizzata alla realizzazione di scopi
utili. Questa disciplina e' basata sulla cultura tecnica, che si
occupa in maniera sistematica dello studio delle tecnologie, delle
loro applicazioni, degli strumenti e dei processi relativi, nonche'
degli ambiti tecnici principali. Le tecnologie e la cultura tecnica
sono alla base delle professioni tecniche e delle altre attivita'
legate al mondo produttivo e dello sviluppo sociale ed economico. Lo
studio della tecnologia ha lo scopo di promuovere negli studenti il
gusto per l'esplorazione di tecnologie e strumenti, sviluppando un
atteggiamento critico e consapevole, a partire dall'assunzione di
consapevolezza delle tecnologie che, scientemente o
inconsapevolmente, essi usano o vedono usare tutti i giorni, nonche'
dei contesti in cui vengono a contatto con le stesse. Lo studio della
disciplina, comprensiva di una pluralita' di ambiti e problemi,
richiede la formazione di una visione sistemica che integra e
completa lo studio delle discipline scientifiche in un'ottica che va
dall'osservazione dei fenomeni (per ricondurli ai principi astratti),
allo studio dei modelli teorici e quantitativi basati sulla
matematica, sino alla comprensione di come quei fenomeni possano
essere applicati in contesti specifici per risolvere problemi e
raggiungere scopi utili su piccola e grande scala.
Fin dalla scuola primaria, è essenziale avvicinare l'alunno
all'uso consapevole delle tecnologie integrando le lezioni con
attivita' di tipo sperimentale, limitate ovviamente alle possibilita'
di realizzazione in sicurezza e in autonomia delle stesse. Si
avvicinera' progressivamente l'alunno alla complessita' e a una
concezione sistemica degli ambiti tecnologici, chiarendo la natura
degli strumenti come mezzi finalizzati e non a se' stanti. Si avra'
cura di promuovere tutte le opportunita' di esercizio di padronanze
di applicazione di quanto imparato.
Nella scuola secondaria di primo grado, in continuità con la
scuola primaria, l'insegnamento della disciplina, assume un approccio
piu' maturo e sistematico, con maggiore attenzione per l'analisi, a
un livello di approfondimento compatibile col ciclo delle tecnologie,
dei sistemi tecnologici e dei contesti tecnologici, inclusi quelli
produttivi, e dell'impatto sulla societa', focalizzandosi
maggiormente sulla cultura tecnica, sulle sue prospettive e su
opportunita' e limiti delle tecnologie. L'obiettivo e' di promuovere
la comprensione del ruolo delle tecnologie, della cultura tecnica e
delle professioni tecniche, facendo superare l'idea della semplice
applicazione e del singolo strumento a favore di una visione della
tecnologia in rapporto con le scienze e con le altre discipline. I
nuclei fondanti 'vedere, osservare e sperimentare', 'prevedere,
immaginare e progettare', 'intervenire, trasformare e produrre' sono
ancora attuali ma vanno integrati con l'informatica, per l'apporto
che le tecnologie informatiche possono dare all'istruzione del primo
ciclo, nella quale assume grande rilevanza una didattica orientata
alla sperimentazione. Esse vanno presentate agli studenti nella loro
natura di strumenti che funzionano sulla base dei risultati teorici e
metodologici dell'informatica, ossia come mezzo e non come scopo,
avendo cura di evitare di incorrere in errori metodologici basati su
competenze digitali declinate come mero utilizzo di strumenti, che
portano alla deriva verso le semplici applicazioni o, peggio, alla
riduzione a esercizio sterile di quello che deve essere invece
consapevole applicazione. E' necessario che alunni e studenti
acquisiscano la comprensione del funzionamento dei sistemi basati
sulle tecnologie informatiche contestualmente a quella delle loro
possibilita' e dei loro limiti, cosi' da cogliere le enormi
possibilita' di miglioramento e sviluppo offerte alla societa'
evitando che diventino strumento di esclusione o di oppressione.
Nell'insegnamento dell'informatica si terra' quindi conto delle
interazioni con gli obiettivi dell'educazione civica sottolineando
l'importanza di interagire con gli altri in modo rispettoso,
soprattutto quando si utilizzano le piattaforme digitali. E'
necessario sapere come identificare e segnalare problemi nelle
interazioni sociali che avvengono sulle piattaforme, sviluppare la
comprensione del valore dei dati, sia dal punto di vista personale
che generale, e di come la raccolta e l'elaborazione di grandi
quantita' di dati influisca sulla societa'. E resta dirimente, nella
formazione del primo ciclo, il principio fondamentale che siano gli
esseri umani a mantenere il controllo sulle decisioni basate su
sistemi informatici che possono avere un impatto significativo sulle
persone.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
• Comprendere e spiegare il funzionamento di dispositivi
tecnologici semplici e alcuni processi di trasformazione di risorse e
di consumo di energia e il relativo impatto ambientale e iniziare a
riconoscere in modo critico le caratteristiche, le funzioni e i
limiti della tecnologia attuale.
• Essere in grado di utilizzare, concepire e realizzare semplici
modelli e oggetti funzionali, anche tenendo conto dei principi di
sostenibilita' e funzionalita', e di produrre semplici
rappresentazioni grafiche del proprio operato utilizzando elementi
del disegno tecnico o strumenti multimediali.
• Comprendere e saper risolvere problemi tecnici elementari,
anche contribuendo attivamente a progetti di gruppo.
• Saper ricavare informazioni utili su proprieta' e
caratteristiche di beni o servizi leggendo etichette, volantini o
altra documentazione tecnica e commerciale.
• Orientarsi tra i diversi mezzi di comunicazione ed essere in
grado di farne un uso adeguato a seconda delle diverse situazioni.
Per Informatica:
• Riconoscere la presenza dei computer nella vita quotidiana e
distinguere Internet come rete di comunicazione dai servizi e
contenuti forniti.
• Comprendere le regole fondamentali per un utilizzo sicuro e
socialmente responsabile della tecnologia informatica e usarla per
scegliere ed usare contenuti digitali.
• Sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti delle
applicazioni informatiche riconoscendone le potenzialita' come
strumenti di espressione personale nella vita quotidiana.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Vedere e osservare
• Osservare e classificare elementi artificiali presenti
nell'ambiente scolastico e urbano.
• Descrivere e rappresentare (attraverso disegni, schemi o
modellini) semplici processi di trasformazione dell'energia e dei
materiali, riflettendo sugli effetti ambientali di tali
trasformazioni.
Prevedere e immaginare
• Ideare e costruire semplici modelli, descrivendo le fasi di
realizzazione.
• Misurare grandezze ambientali (lunghezze, temperatura, luce)
con strumenti semplici e registrare i dati.
Intervenire e trasformare
• Effettuare prove e esperienze sulle proprieta' dei materiali
piu' comuni.
• Eseguire interventi di decorazione, riparazione e manutenzione
del proprio corredo scolastico.
Per Informatica:
• Riconoscere la presenza delle tecnologie informatiche nella
vita comune, comprendendo l'importanza di usarle rispettando gli
altri e proteggendo i dati personali, sapendo identificare figure
adulte di riferimento a cui rivolgersi in caso di situazioni
problematiche.
• Creare, selezionare e usare semplici testi o disegni, usando
strumenti informatici.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Vedere e osservare
• Conoscere e spiegare il funzionamento di semplici dispositivi
tecnologici.
• Leggere e interpretare le informazioni essenziali contenute su
etichette, schede tecniche o materiali promozionali relativi a beni e
dispositivi tecnologici di uso comune.
• Riconoscere e identificare nell'ambiente elementi e fenomeni di
tipo artificiale.
Prevedere e immaginare
• Pianificare la fabbricazione di un semplice oggetto elencando
gli strumenti e i materiali necessari.
• Effettuare stime approssimative su pesi o misure di oggetti
dell'ambiente scolastico.
• Collaborare efficacemente in gruppo, contribuendo attivamente a
progetti comuni.
Intervenire e trasformare
• Produrre semplici modelli o rappresentazioni grafiche del
proprio operato utilizzando elementi del disegno tecnico o strumenti
multimediali.
• Rappresentare i dati dell'osservazione attraverso tabelle,
mappe, diagrammi, disegni, testi.
• Smontare semplici oggetti e meccanismi, apparecchiature
obsolete o altri dispositivi comuni.
Informatica:
• Conoscere le principali componenti hardware e software dei
dispositivi usati, distinguendo tra rete di comunicazione e servizi
forniti.
• Comprendere l'importanza della protezione dei dati personali,
saper usare correttamente le tecnologie informatiche in relazione
agli altri e sapere a chi rivolgersi in caso di situazioni
problematiche online.
• Creare semplici contenuti e applicazioni informatiche a fini
espressivi usando ambienti adatti e modificando o combinando quanto
gia' disponibile.
CONOSCENZE
• Tecnologia e oggetti di uso comune. I bisogni primari
dell'uomo, gli oggetti, gli strumenti e le macchine che li
soddisfano; oggetti e utensili di uso comune e loro funzioni;
caratteristiche e potenzialita' tecnologiche degli strumenti d'uso
piu' comuni; modalita' d'uso in sicurezza degli strumenti piu'
comuni.
• Produzione e sviluppo tecnologico. Produzione e trasformazione;
utilizzo e sviluppo di semplici modelli della tecnologia.
• Informatica. Principali componenti hardware e software e
principali funzioni di un dispositivo digitale; notazione binaria;
Internet e i suoi servizi; autenticazione e protezione dell'accesso
ai dispositivi; valore dei dati e importanza di proteggere i dati
personali; "codici segreti" per tutelare la riservatezza; uso
responsabile e rispettoso di tecnologie informatiche, dati digitali e
servizi su rete, sapendo come riportare agli adulti di riferimento
eventuali problematiche; creazione e modifica di semplici contenuti
digitali e multimediali usando semplici applicazioni informatiche,
per raccontare storie o esperienze personali.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
• Riconoscere e descrivere i principali processi di
trasformazione di risorse o di produzione di beni, individuando e
riconoscendo le diverse forme di energia coinvolte e le relazioni dei
sistemi tecnologici con gli esseri viventi e gli elementi naturali.
• Essere in grado di prevedere le possibili conseguenze di una
decisione o di una scelta di tipo tecnologico, riconoscendo in ogni
innovazione opportunita' e rischi, e saper riconoscere situazioni di
rischio nelle attivita' pratiche e tecnologiche, adottando misure
adeguate per operare in modo sicuro.
• Conoscere e utilizzare oggetti, strumenti e macchine di uso
comune ed essere in grado di classificarli e di descriverne la
funzione in relazione alla forma, alla struttura e ai materiali e
saper utilizzare semplici strumenti seguendo procedure e istruzioni
tecniche per eseguire, in maniera metodica e razionale, compiti
operativi complessi, anche in collaborazione.
• Utilizzare adeguate risorse materiali, informative e
organizzative per la concezione e realizzazione di semplici prodotti,
interpretando testi informativi, tabelle e schede tecniche per
raccogliere dati utili alla valutazione di beni o servizi in base a
criteri diversi (funzionali, economici, ambientali, etici).
• Conoscere le proprieta' e le caratteristiche dei diversi mezzi
di comunicazione ed essere in grado di farne un uso efficace e
responsabile rispetto alle proprie necessita' di studio e
socializzazione.
• Concepire e realizzare rappresentazioni grafiche o infografiche
relative alla struttura e al funzionamento di sistemi materiali o
immateriali, utilizzando elementi del disegno tecnico.
Informatica
• Comprendere a livello generale l'architettura di principio
(fisica e funzionale) di un sistema informatico, le sue principali
componenti hardware e software e i meccanismi fondamentali di
Internet.
• Agire in modo consapevole e responsabile nell'uso delle
tecnologie informatiche anche online. Selezionare ed utilizzare
programmi e servizi software per uno specifico obiettivo e per
espressione personale.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Vedere, osservare e sperimentare
• Effettuare prove e semplici indagini sulle proprieta' fisiche,
chimiche, meccaniche e tecnologiche di vari materiali.
• Leggere e interpretare semplici disegni tecnici ricavandone
informazioni qualitative e quantitative.
• Eseguire misurazioni e rilievi grafici o fotografici
sull'ambiente scolastico o sulla propria abitazione.
• Impiegare gli strumenti e le regole del disegno tecnico nella
rappresentazione di oggetti o processi.
Prevedere, immaginare e progettare
• Pianificare le diverse fasi per la realizzazione di un oggetto
impiegando materiali di uso quotidiano.
• Valutare le conseguenze di scelte progettuali o tecnologiche in
relazione a criteri di sostenibilita', sicurezza o funzionalita'.
• Effettuare stime di grandezze fisiche riferite a materiali e
oggetti dell'ambiente scolastico.
• Immaginare modifiche di oggetti e prodotti di uso quotidiano in
relazione a nuovi bisogni o necessita'.
Intervenire, trasformare e produrre
• Costruire oggetti con materiali facilmente reperibili a partire
da esigenze e bisogni concreti.
• Rilevare e disegnare la propria abitazione o altri luoghi,
anche avvalendosi di software specifici.
• Smontare e rimontare semplici oggetti, apparecchiature
elettroniche o altri dispositivi comuni.
• Utilizzare semplici procedure per eseguire prove sperimentali
nei vari settori della tecnologia.
• Eseguire interventi di riparazione e manutenzione sugli oggetti
dell'arredo scolastico o casalingo.
Informatica
• Comprendere i principi fondamentali dell'architettura e del
funzionamento di sistemi e dispositivi informatici, nonche' di
Internet e del Web.
• Utilizzare i piu' comuni dispositivi informatici per
organizzare e gestire le informazioni di proprio interesse.
• Connettere dispositivi informatici tra di loro e con
periferiche, anche per realizzare semplici esperienze di raccolta ed
analisi dati e di controllo di dispositivi esterni.
• Comprendere il valore dei dati personali e sensibili, valutare
con spirito critico le informazioni reperite in rete e comprendere i
rischi sociali connessi alla raccolta sistematica dei dati.
• Selezionare e usare i contenuti e gli strumenti digitali piu'
appropriati per i propri obiettivi espressivi, usando ambienti
adatti.
CONOSCENZE
• Disegno tecnico e rappresentazione grafica. Elementi di base
per la comprensione del disegno tecnico; costruzioni grafiche di base
con riga e squadra; riduzione e ingrandimento dei disegni in scala;
proiezioni ortogonali di segmenti, superfici; assonometria; la
sezione dei principali solidi geometrici.
• Materiali e loro proprieta'. Conoscenze di base sulle
proprieta' fisiche, chimiche, meccaniche e tecnologiche di vari
materiali; la risorsa rifiuti, utilizzo dei rifiuti; sostanze
organiche; natura e caratteristiche dei materiali metallici;
produzione e lavorazioni dei metalli; il ferro e le sue leghe
(altoforno); il rame, l'alluminio e le loro leghe; le fibre tessili e
i materiali compositi e la produzione dei tessuti; concetti
fondamentali sugli oggetti tecnologici come oggetti compositi e
risultanti da un processo organizzato di progetto e produzione
inserito in una catena del valore.
• Cicli tecnologici. L'applicazione sistematica e organizzata
delle tecnologie per le attivita' produttive per beni e servizi; le
risorse materiali e immateriali come materie prime e fattori di
trasformazione e produzione; il concetto di ciclo tecnologico;
logistica e attivita' di supporto alla produzione di beni e servizi;
impatto sociale e ambientale delle attivita' produttive e delle
attivita' di supporto; il concetto di ciclo di vita di un bene;
esempi.
• Informatica. Sistema operativo: principali funzioni e servizi
di base, concetto di processo in esecuzione, gestione dei processi e
della memoria, file system; meccanismi fondamentali di interazione
tra sistemi su Internet (protocolli); cifrari per tenere riservati i
dati; attacchi informatici e comportamenti sicuri; identita'
personale in rete; valutazione critica dei dati reperiti su rete e
delle informazioni fornite da sistemi di intelligenza artificiale
generativa; impatto sociale dei dati digitali, necessita' di usare un
pensiero critico nella valutazione di iniziative di trasformazione
digitale; raccolta dati da sensori; creazione e modifica di contenuti
digitali multimediali usando ambienti informatici; importanza
dell'usabilita' e dell'accessibilita' di applicazioni informatiche ai
fini dell'inclusione e della piu' ampia partecipazione.
MUSICA
PERCHE' SI STUDIA LA MUSICA
L'Italia vanta un patrimonio musicale di inestimabile valore, con
compositori e interpreti che hanno segnato la storia della musica. Lo
studio della musica e' fondamentale per conoscere una parte di
inestimabile valore del nostro patrimonio identitario grazie al quale
l'Italia e' nota nel mondo. La musica e' una disciplina, com'e' noto,
capace di promuovere funzioni formative plurime, fra loro
interdipendenti: cognitivo-culturale (processo di rappresentazione
simbolica della realta', capacita' di pensiero, partecipazione ai
patrimoni culturali musicali), critico-estetica (affinamento del
gusto estetico, autonomia di giudizio, sensibilita' artistica,
interpretazione, valutazione e scelta musicale consapevole),
linguistico-comunicativa (comunicare ed esprimersi mediante il
linguaggio musicale, tanto nella produzione quanto nella ricezione,
comprendere la sintassi linguistica e la pratica dei codici
espressivi dei linguaggi musicali), emotivo-affettiva
(formalizzazione simbolica delle emozioni e decentramento, gestione -
in termini di appropriazione e distanziamento - del proprio mondo
emotivo), relazionale-sociale (gestione del rapporto tra se' e gli
altri), identitaria e interculturale (maturazione della propria
identita' culturale e del rispetto delle altre culture e tradizioni),
cinestetico-corporea (interiorizzazione della musica, sensibilita'
cinestetica, coordinamento senso-motorio e pensiero astratto). Le
piu' recenti ricerche neuroscientifiche confermano ulteriormente
questa complessita', evidenziando come l'ascolto, la comprensione e
la pratica musicali attivino simultaneamente diverse aree cerebrali
coinvolte nella cognizione, nelle emozioni, nel movimento e nelle
interazioni sociali, sottolineando il suo profondo impatto sullo
sviluppo neurologico e sul benessere. Investire nell'educazione
musicale di base - non specialistica - fin dalla scuola dell'infanzia
e' essenziale per formare generazioni capaci di ascoltare,
comprendere, esprimere e apprezzare il proprio patrimonio culturale,
per fornire gli strumenti culturali atti ad indagare e mettere in
relazione tradizioni di molteplici culture, epoche, generi e stili.
Nei primi anni di vita, la musica e' strumento metodologico
preferenziale nell'apprendimento linguistico e nell'espressione
emotiva di se'; la comunicazione si basa sulla capacita' di ascolto e
sulla primordiale interpretazione emotiva dei suoni. La fruizione e
la pratica della musica veicolano valori ed emozioni, contribuendo
allo sviluppo cognitivo ed emotivo, al benessere psico-fisico, alla
coordinazione percettivo-motoria, alla consapevolezza critica,
espressiva ed estetica.
L'educazione musicale aiuta a prevenire il disagio e la
dispersione scolastica, favorisce il rispetto delle regole e stimola
la cooperazione, soprattutto in contesti corali e di ensemble. La
pratica corale dovrebbe entrare nell'habitus esperienziale di ogni
alunno, come strumento di comunicazione, confronto, comprensione
dell'altro, accettazione della diversita': ogni scuola dovrebbe
favorire le attivita' corali e la comprensione della pratica musicale
anche attraverso incontri con autori e interpreti, lezioni concerto,
visite ai luoghi della musica (teatri, sale da concerto, etc). La
scuola italiana, con le Nuove Indicazioni nazionali ambisce a
promuovere un'educazione musicale per tutti, introducendo e
rafforzando la conoscenza, l'ascolto e la comprensione della musica,
la pratica del canto e degli strumenti musicali in modo inclusivo e
secondo una articolazione curricolare verticale. In chiave
transdisciplinare, la musica interagisce con le altre discipline
sviluppando il pensiero critico, la creativita' e le competenze
sensoriali, cognitive, espressive e relazionali degli studenti.
Un'attenzione particolare va data all'esperienza con e attraverso la
musica, ovvero a tutte le declinazioni culturali finalizzate ad
affinare la consapevolezza del patrimonio musicale (con particolare
approfondimento di quello della tradizione del canone della musica
scritta, allargando pero' la prospettiva anche a musiche di epoche,
culture e tradizioni diverse) e le competenze estetiche in un'ottica
di dialogo interculturale: introduzione alla pratica vocale, corale e
strumentale, comprensione dell'ecosistema sonoro (passeggiate e
paesaggi sonori), ascolto attivo e guidato, processi di esegesi,
ermeneutica e interpretazione delle musiche, interazione con
musicisti, partecipazione a concerti, attivita' laboratoriali.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
• Ascolto critico e interpretazione del suono: comprendere e
interpretare messaggi sonori e musicali.
• Ritmo, movimento ed espressione corporea: coordinare movimento
e ritmo in risposta alla musica.
• Alfabetizzazione, creativita', produzione musicale:
classificare, conoscere, esplorare strumenti musicali diversi e
partecipare attivamente a pratiche corali e di musica d'insieme.
• Sensibilita' estetica, analisi critica e contesto culturale:
sviluppare la capacita' di apprezzare la bellezza e l'espressivita'
della musica, riconoscere le emozioni e i sentimenti espressi
attraverso la musica anche in riferimento al contesto storico e
culturale in cui sono inscritte e analizzare la struttura e gli
elementi musicali.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Percezione, ascolto e analisi
• Ascoltare e riconoscere suoni diversi.
• Riconoscere e descrivere le caratteristiche dei suoni (altezza,
intensita', durata, timbro).
• Ascoltare attivamente brani musicali e riconoscerne le
principali proprieta' e strutture.
Alfabetizzazione e grammatica musicale
• Introdurre prime forme di rappresentazione grafica della musica
(partiture grafiche, notazioni analogiche e spontanee).
Creativita', esecuzione e interpretazione
• Creare semplici ritmi con voce, corpo e strumenti.
• Partecipare al canto corale e a semplici attivita' di musica
d'insieme.
Ritmo, movimento ed espressione corporea
• Seguire il ritmo con il movimento del corpo.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Percezione, ascolto e analisi
• Individuare le proprieta' dei paesaggi sonori.
• Ascoltare e classificare i parametri musicali.
• Analizzare semplici strutture musicali.
Alfabetizzazione e grammatica musicale
• Riconoscere, comprendere e applicare i principali simboli della
notazione musicale.
• Utilizzare un linguaggio appropriato per descrivere le
caratteristiche della musica.
Creativita', esecuzione e interpretazione
• Creare improvvisazioni e inventare semplici melodie e ritmi.
Conoscenza storico-culturale della musica
• Conoscere e classificare i principali strumenti musicali delle
diverse epoche.
• Conoscere i principali musicisti e compositori attraverso
l'ascolto guidato delle opere.
CONOSCENZE
Repertorio musicale: ascolto e conoscenza di brani significativi
di diverse epoche e stili. Notazione musicale: simboli per ritmi e
melodie. Strumenti musicali: classificazione e caratteristiche. Canto
corale: brani semplici con accompagnamento ritmico-motorio.
Proprieta' e qualita' principali degli ambienti sonori. Conoscenza
dei principali lineamenti della storia della musica. Conoscere e
riconoscere i principali assetti formali (AB, ABA, strofa/ritornello,
ecc.) e principi costitutivi (monodia, polifonia, imitazione,
ostinato, ecc.) della forma musicale.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
• Creativita' ed espressione musicale: ideare e improvvisare
sequenze musicali semplici, individualmente e in gruppo. Dimostrare
l'acquisizione di competenze esecutive e interpretative attraverso la
voce, il corpo e gli strumenti.
• Collaborazione in ensemble musicali: partecipare attivamente a
performance musicali di gruppo, dimostrando capacita' di
collaborazione e rispetto dei ruoli.
• Comprensione della grammatica musicale: leggere e interpretare
brani musicali, riconoscendo i principali simboli della notazione e
gli elementi ritmici, melodici e formali di base.
• Sviluppo del pensiero critico e conoscenza storico-culturale
della musica: attribuire significato alle musiche ascoltate,
comprenderne i significati espressivi e descrivere l'evoluzione
storica della musica e la sua relazione con il contesto sociale,
culturale e artistico.
• Sviluppo delle competenze digitali: utilizzare i mezzi
informatici in modo creativo, interagendo in modo trasversale con le
altre discipline.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Percezione, ascolto e analisi
• Analizzare le caratteristiche principali delle musiche
ascoltate.
• Ascoltare musiche provenienti da diversi contesti storici e
geografici e comprenderne la relazione con la storia e la cultura.
• Riconoscere gli strumenti impiegati nelle musiche ascoltate.
• Percepire e comunicare la dimensione espressiva e affettiva
delle musiche ascoltate.
Alfabetizzazione e grammatica musicale
• Leggere semplici frasi musicali con la voce o lo strumento.
• Identificare i principali simboli del codice della scrittura
musicale.
Creativita', esecuzione e interpretazione
• Eseguire brani musicali semplici con voce, corpo e strumenti,
rispettando ritmo e dinamiche.
• Partecipare attivamente a performance musicali collettive,
mostrando autonomia e capacita' di collaborare.
Ritmo, movimento ed espressione corporea
• Creare brevi sequenze ritmiche e melodiche attraverso
l'improvvisazione, sia individualmente che in gruppo.
Conoscenza storico-culturale della musica
• Descrivere le caratteristiche salienti dell'evoluzione storica
della musica, mettendo in relazione autori, opere e interpreti con il
contesto storico e socio-culturale di riferimento.
Competenze digitali
• Saper utilizzare strumenti tecnologici per la creazione di
progetti multimediali.
CONOSCENZE
Apparato fonatorio e voce: anatomia e fisiologia della voce.
Strumenti musicali: tecniche, storia, classificazione. Elementi di
grammatica musicale: durata, altezza, ritmi semplici e notazione.
Forme musicali: struttura e analisi delle forme musicali. Evoluzione
storica della musica: principali compositori e opere, relazione fra
storia della musica e cultura. Fondamenti di antropologia della
musica: musica e cultura. Conoscenza dei software per la produzione
musicale digitale, strumenti per la creazione e l'editing di podcast
e piattaforme di video editing.
STRUMENTO MUSICALE
(percorsi ad indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo
grado)
I percorsi a indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo
grado sono normati dal Decreto Interministeriale n. 176 del 01 luglio
2022, di cui le nuove indicazioni nazionali recepiscono la parte
ordinamentale (13) , che resta immutata, e prevedono la modifica
dell'ALLEGATO A (14) .
PERCHE' SI STUDIA LO STRUMENTO MUSICALE
Lo studio dello strumento musicale favorisce lo sviluppo
congiunto di competenze tecniche e capacita' espressive, in un
dialogo costante tra analisi e interpretazione, in cui la tecnica e'
strumento al servizio dell'espressivita' e dell'interpretazione. Gli
studenti sono guidati verso la scoperta e la valorizzazione delle
proprie potenzialita', consolidando la fiducia nelle proprie abilita'
e alimentando una personale ricerca estetica. La teoria e la lettura
della musica, insieme alla pratica strumentale, affinano la capacita'
di un ascolto attento e l'abilita' di riconoscere e analizzare gli
elementi costitutivi del linguaggio musicale in contesti culturali e
stilistici diversificati. La pratica d'insieme, occasione
privilegiata per il lavoro cooperativo, rappresenta un valore
imprescindibile per la costruzione di relazioni interpersonali
positive e per il raggiungimento di obiettivi comuni, il rispetto
reciproco e la condivisione. L'improvvisazione e l'interpretazione
creativa stimolano il pensiero divergente e la capacita' di problem
solving, contribuendo cosi' a sviluppare una mente flessibile e
aperta all'innovazione. L'utilizzo delle tecnologie finalizzate alla
produzione musicale rappresenta un ulteriore strumento per integrare
tradizione e modernita', ampliando le possibilita' espressive e
favorendo una maggiore consapevolezza, nella metodologia di studio,
delle potenzialita' offerte dall'era digitale. Lo studio dello
strumento musicale si pone, inoltre, come veicolo per valorizzare il
patrimonio culturale nazionale e internazionale, incoraggiando negli
studenti una visione ampia e articolata dell'arte musicale. La
pratica musicale contribuisce a creare un ponte tra emozioni, idee e
culture diverse, favorendo non solo il dialogo interculturale e il
superamento delle barriere sociali, linguistiche e culturali, ma
anche stimolando una riflessione critica sulla continuita' tra
tradizione e innovazione. La musica - non solo forma d'arte viva e
dinamica, ma anche insieme organico di condotte e mezzo di
comunicazione - non si limita a essere un veicolo di espressione
personale, ma si configura come un potente strumento di conoscenza
del mondo e di se' stessi. L'esperienza musicale permette agli
studenti di stabilire un legame diretto tra pensiero critico e
azione, tra emozione e razionalita', incentivando una partecipazione
attiva e riflessiva alla propria formazione. Il percorso ad indirizzo
musicale ha, infine, carattere orientativo: lo studente costruisce la
propria identita' artistica e sociale, e' condotto verso il
perfezionamento delle abilita' musicali intese come espressione del
se', affina le abilita' estetiche, analitiche, esecutive ed
interpretative, oltre che organizzative e progettuali, imparando ad
adattare il repertorio posseduto al contesto. La pratica musicale si
riconnette all'esperienza ordinaria e alle pratiche
formative/performative realizzate in ambienti di apprendimento non
formali (in ambito sociale, da enti e associazioni musicali: radio,
teatri, cinema, societa' di produzione musicale). La pratica
individuale, in combinazione con quella corale e strumentale
d'insieme, consente di interiorizzare i valori alla base dei principi
transdisciplinari che investono la scuola italiana, quali le pratiche
inclusive, il contrasto alla dispersione scolastica, la prevenzione
alle azioni di bullismo, il recupero dell'individualita' del soggetto
che pensa e che comunica. Al fine di migliorare lo sviluppo globale
dei bambini e dei ragazzi, la musica promuove una piu' accurata
educazione all'ascolto e alla sensibilita' espressiva, favorisce la
socializzazione, incoraggia l'autonomia, migliora l'orientamento in
campo artistico.
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Al termine della classe terza, l'allievo sara' in grado di:
• Percezione e analisi: Comprendere gli elementi costitutivi
del linguaggio musicale e le loro relazioni strutturali all'ascolto
(andamento metrico, cellule ritmiche, profili melodici e strutture
intervallari, identificando inoltre le fondamentali relazioni
armoniche e la loro funzione strutturale).
• Decodifica e applicazione: Decodificare la notazione musicale
convenzionale e applicarla nella pratica esecutiva in modo espressivo
e coerente con il contesto musicale del brano.
• Esecuzione e interpretazione: Eseguire e interpretare brani
musicali con consapevolezza tecnica ed espressiva, comprendendone la
struttura e il contesto.
• Collaborazione, esplorazione, interazione: Interagire
musicalmente in contesti collettivi, contribuendo alla realizzazione
di performance efficaci, anche attraverso l'esplorazione delle
possibilita' espressive dello strumento e lo sviluppo di idee
musicali creative basato su semplici principi improvvisativi e
compositivi.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Percezione e analisi
• Discriminare attraverso l'ascolto le caratteristiche del suono:
altezza, intensita', timbro, durata.
• Riconoscere e discriminare all'ascolto cellule ritmiche,
profili melodici e frasi musicali, identificando andamenti metrici
semplici.
• Individuare all'ascolto basilari strutture armoniche e semplici
progressioni.
• Descrivere all'ascolto brani musicali individuando elementi
formali di base, strumenti musicali, andamento ritmico e melodico, e
riconoscendo idee tematiche.
Decodifica della notazione
• Leggere la musica interpretando la notazione convenzionale e i
basilari segni di intonazione, ritmo, durata, dinamica,
articolazione, espressione.
• Utilizzare la notazione convenzionale per trascrivere semplici
elementi musicali ascoltati (cellule ritmiche e brevi melodie).
Esecuzione e interpretazione
• Esplorare le possibilita' espressive dello strumento attraverso
la sperimentazione di diverse sonorita' e tecniche di produzione del
suono.
• Eseguire correttamente i simboli del codice di scrittura
musicale relativi a intonazione, ritmo, durata, dinamica,
articolazione ed espressione.
• Eseguire studi e brani di epoche, generi e stili differenti,
dimostrando controllo tecnico di base e consapevolezza
interpretativa.
• Partecipare attivamente all'esecuzione collettiva di brani
vocali e strumentali di epoche, generi e stili differenti,
dimostrando coordinazione ritmica e intonazione, e contribuendo
all'equilibrio sonoro dell'ensemble.
Collaborazione, esplorazione, interazione
• Ascoltare attivamente gli altri esecutori in contesti di musica
d'insieme.
• Coordinare la propria esecuzione con quella degli altri,
rispettando ruoli e dinamiche di gruppo.
• Contribuire alla realizzazione di performance musicali
efficaci, comunicando musicalmente con gli altri membri
dell'ensemble.
• Creare semplici variazioni ritmico-melodiche su materiali dati.
• Realizzare semplici improvvisazioni su strutture armoniche di
base, esprimendo idee musicali personali.
• Comporre brevi brani musicali utilizzando elementi di base del
linguaggio musicale.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (modifica D.I. 01/07/2022 n.
176, allegato A)
Strumenti ad arco
• Descrivere le caratteristiche organologiche basilari dello
strumento.
• Dimostrare l'acquisizione di una naturale postura del corpo e
delle mani, volta alla gestione consapevole della produzione del
suono e ad una corretta gestione oculo-manuale.
• Controllare in modo basilare le articolazioni dell'arto destro:
spalla, gomito, polso, dita con movimenti orizzontali e verticali.
• Controllare la condotta dell'arco in funzione dell'intensita' e
della durata dei suoni.
• Conoscere e saper riprodurre i principali colpi d'arco:
detache' alla metà, punta e tallone; staccato, portato, martellato;
legato con passaggi di corda.
• Controllare l'intonazione nell'utilizzo di tutte le
disposizioni delle dita della mano sinistra e delle posizioni piu'
semplici.
• Eseguire un repertorio di studi e brani di epoche, generi e
stili differenti, interpretando segni dinamici, timbrici, di durata e
di tempo e dimostrando corretto assetto psico-fisico.
• Dimostrare di possedere un basilare metodo di studio basato
sull'utilizzo della voce per il miglioramento dell'intonazione e
dell'interpretazione, sull'uso attivo del metronomo, sull'ascolto.
Strumenti a fiato
• Descrivere le caratteristiche organologiche basilari dello
strumento.
• Dimostrare l'acquisizione di una naturale postura del corpo e
delle mani, volta alla gestione consapevole della produzione del
suono e ad una corretta gestione oculo-manuale.
• Controllare l'emissione attraverso una posizione naturale delle
labbra.
• Riprodurre le principali tecniche di articolazione e attacco
del suono: legato, staccato, tenuto, tratteggiato.
• Controllare l'intonazione nell'utilizzo di tutte le
articolazioni, sviluppando un'ampia gamma dinamica e di registro.
• Eseguire un repertorio di studi e brani di epoche, generi e
stili differenti, interpretando segni dinamici, timbrici, di durata e
di tempo e dimostrando corretto assetto psico-fisico.
• Dimostrare di possedere un basilare metodo di studio basato
sull'utilizzo della voce per il miglioramento dell'intonazione e
dell'interpretazione, sull'uso attivo del metronomo, sull'ascolto.
Strumenti a tastiera e percussioni
• Descrivere le caratteristiche organologiche basilari dello
strumento.
• Dimostrare l'acquisizione di una naturale postura del corpo e
delle mani, volta alla gestione consapevole della produzione del
suono e ad una corretta gestione oculo-manuale.
• Utilizzare le principali tecniche di produzione del suono:
per il pianoforte - tecnica delle 5 dita, scale diatoniche e
cromatiche, arpeggi, ottave, coordinazione e indipendenza delle mani,
controllo dinamico e timbrico.
per la fisarmonica - tecnica dei fondamentali delle tastiere,
tra cui scale e arpeggi, coordinazione e indipendenza delle mani,
controllo dinamico, uso corretto dei registri in relazione
all'altezza del suono, uso del mantice e di entrambe le tastiere, in
particolare per la tastiera sinistra sia note singole che bassi e
accordi precomposti.
per le percussioni - principali tecniche di produzione del
suono per tamburo, drumset, timpani, strumenti a tastiera (vibrafono,
xilofono, marimba e glockenspiel), strumenti accessori (grancassa,
piatti a due, triangolo, tamburo basco), principali rudiments, scale
diatoniche, cromatiche e arpeggi, coordinazione e indipendenza delle
mani, controllo dinamico e timbrico.
• Dimostrare l'acquisizione di una naturale posizione del corpo
durante la produzione del suono.
• Eseguire le principali articolazioni (legato, staccato,
accentato, marcato), dimostrando l'acquisizione di un'ampia gamma
dinamica.
• Eseguire un repertorio di studi e brani di epoche, generi e
stili differenti, interpretando segni dinamici, timbrici, di durata e
di tempo e dimostrando corretto assetto psico-fisico.
• Dimostrare di possedere un basilare metodo di studio basato
sull'utilizzo della voce per il miglioramento dell'intonazione e
dell'interpretazione, sull'uso attivo del metronomo, sull'ascolto.
Strumenti a corde pizzicate
• Descrivere le caratteristiche organologiche basilari dello
strumento.
• Dimostrare l'acquisizione di una naturale postura del corpo e
delle mani, volta alla gestione consapevole della produzione del
suono e ad una corretta gestione oculo-manuale.
• Utilizzare le principali tecniche di produzione del suono:
arpa - impostazione delle mani; orientamento sulla cordiera;
controllo e sviluppo tecnico; sviluppo dell'articolazione; gesto
esecutivo; arpeggi e scale con applicazione della tecnica della
voltata; suoni armonici, strisciati, smorzati.
chitarra - postura e tecniche di impugnatura e movimento delle
mani; scale e arpeggi; accordi tipici dello strumento e cadenze;
suoni armonici, glissato, pizzicato ed effetti percussivi;
• Dimostrare l'acquisizione del controllo delle principali
articolazioni, sviluppando cosi' un'ampia gamma dinamica e di
registro.
• Eseguire un repertorio di studi e brani di epoche, generi e
stili differenti, interpretando segni dinamici, timbrici, di durata e
di tempo e dimostrando corretto assetto psico-fisico.
• Dimostrare di possedere un basilare metodo di studio basato
sull'utilizzo della voce per il miglioramento dell'intonazione e
dell'interpretazione, sull'uso attivo del metronomo, sull'ascolto.
CONOSCENZE
Gli elementi fondamentali del suono: altezza, intensita', timbro,
durata. Gli elementi costitutivi del linguaggio musicale: ritmo
(cellule ritmiche, andamento metrico, indicazioni di tempo, figure e
valori musicali, pause, accenti), melodia (profili melodici,
intervalli di base, frasi musicali), armonia (fondamentali relazioni
armoniche), dinamica ed espressione (segni dinamici, agogici, di
espressione e di articolazione), forma (semplici strutture formali e
segni di ripetizione). Principi di base della notazione musicale
convenzionale: il pentagramma, le chiavi, le note e le alterazioni;
le figure e le pause; le indicazioni di tempo e la misura; i segni
dinamici, di articolazione e di espressione. Caratteristiche
organologiche basilari dello strumento e principi di produzione del
suono. Principi fondamentali dell'esecuzione e interpretazione
musicale: postura, impostazione, controllo del gesto, tecnica
strumentale, importanza dell'ascolto e dell'interazione nella musica
d'insieme, sviluppo del ritmo collettivo e della comunicazione non
verbale.
ARTE E IMMAGINE
PERCHE' SI STUDIA ARTE E IMMAGINE
La disciplina di arte e immagine, che accompagna il percorso
scolastico dei bambini e dei ragazzi lungo tutto il primo ciclo in
sintonia con il loro naturale sviluppo, e' una componente essenziale
del curricolo scolastico. Insieme a musica, appartiene all'ambito
formativo dedicato ai saperi estetici, distinguendosi per una
caratteristica preziosa: offre un linguaggio universale per esplorare
emozioni, idee e culture attraverso lo sviluppo della creativita'
basato sull'apprendimento della tecnica.
I saperi estetici, che nelle culture si intrecciano con i saperi
piu' scientifici e che ne definiscono il profilo piu' narrativo,
piuttosto che esprimersi attraverso linguaggi essenzialmente logici e
razionali, vivono di simboli, metafore, allusioni, valorizzando anche
gli aspetti piu' irrazionali, indefiniti, emozionali e poetici delle
facolta' umane, aspetti intimi spesso inesprimibili a parole e che
trovano espressione nelle immagini e nell'immaginazione creativa.
Intersecandosi in modo complesso e diversificato con le attivita'
logiche e razionali, questi saperi, nelle culture e nelle civilta',
danno vita all'ambito dell'Arte, di cui l'Italia possiede un
patrimonio unico e ricchissimo, da imparare a conoscere e preservare.
Questo patrimonio e' il cuore disciplinare della storia dell'arte,
che la scuola valorizza attraverso l'insegnamento per educare al
gusto estetico e al suo significato culturale.
Conoscere la storia dell'arte significa esplorare come l'uomo,
attraverso l'immaginazione creativa, abbia dato senso e identita' al
proprio mondo, costruendo una memoria condivisa che e' testimonianza
di pensieri, sentimenti e ideali collettivi, come nei miti, antichi o
moderni, che sono come sogni lucidi dell'umanita'. Non a caso le
religioni, come sistemi tradizionali di rappresentazione del mondo
interiore, si sono per lo piu' espresse e condivise attraverso
l'arte; in Occidente soprattutto figurativa, mentre in altre culture,
ad esempio orientali, prevalgono a questo fine forme poetiche e
musicali, come nel caso esemplare delle recitazioni rituali.
Un'opera d'arte, cosi' come un manufatto artigianale, un'opera
architettonica, un oggetto di design o un film, presenta sempre due
aspetti, che la scuola deve coltivare con cura. Il primo e' legato al
tempo e al luogo in cui e' stata creata: forme, stili, colori e
messaggi raccontano la storia e i valori di una comunita' e, come un
affresco medievale, un calligramma arabo o un video contemporaneo,
esprimono la loro epoca. Questo aspetto si esplora attraverso lo
studio dei contesti storici all'interno dei quali le opere sono
realizzate, passo importante verso la tutela del patrimonio
artistico, come sancito dall'art. 9 della Costituzione. Il secondo,
piu' poetico, nasce dalla specificita' propria del linguaggio delle
immagini, spesso ambiguo e simbolico, dove vive la creativita',
audace e imprevedibile, che va indagato nei suoi percorsi di sviluppo
e nelle sue regole, ma soprattutto praticato nella sua espressione.
Nella scuola, lo studio della storia dell'arte ripercorre il passato,
mentre la pratica creativa, svolta attraverso l'acquisizione di
tecniche artistiche in laboratori inclusivi che sappiano accogliere
diversi stili di apprendimento, approfondisce la conoscenza delle
stesse opere storiche, e prefigura, grazie all'apertura dei suoi
metodi, il futuro degli alunni. L'insegnamento si avvale di un
approccio laboratoriale che privilegia metodologie attive, favorendo
l'osservazione diretta del patrimonio artistico (es. architetture
locali, fregi decorativi) e l'analisi critica delle opere attraverso
riflessioni su significati, contesti storici e simboli iconografici.
Visite guidate a musei, botteghe artigianali o centri storici, ove
possibili, collegano il patrimonio locale a quello globale, facendo
attenzione a confrontare le produzioni locali (es. fregi) con
espressioni analoghe di altre culture (es. mandala orientali),
promuovendo una cittadinanza attiva. La valutazione formativa e
l'autovalutazione personalizzano il percorso, valorizzando diversi
stili di apprendimento con materiali adattabili (es. strumenti
digitali, fogli di grande formato) per alunni con bisogni educativi
speciali.
L'insegnamento intreccia dunque questi aspetti per sviluppare
espressivita' e competenze tecniche, alfabetizzando al linguaggio
visivo tradizionale, come il disegno o la pittura, e contemporaneo,
come la fotografia o il video. L'uso consapevole degli strumenti
digitali, come app di disegno gratuite, programmi di editing grafico
o realta' estesa (es. app di realta' aumentata per l'arte),
arricchisce il percorso creativo, mentre la materialita' del fare
artistico bilancia la smaterializzazione del digitale. Attivita' come
la creazione di fumetti digitali stampati, animazioni in stop-motion
o modellazioni 3D di architetture favoriscono l'alfabetizzazione
tecnologica, mantenendo l'equilibrio con la pratica manuale, anche
attraverso strumenti inclusivi (es. app con comandi vocali) per
bisogni educativi speciali. Promuove in questo modo una cittadinanza
attiva, insegnando a tutelare i beni artistici e a dialogare con
culture diverse attraverso l'arte, in un approccio interdisciplinare
con discipline come storia, italiano ed educazione civica.
La calligrafia, come pratica artistica che unisce mente e mano,
riveste un ruolo cruciale nello sviluppo della motricita' fine, della
concentrazione e dell'espressivita' personale. Attraverso il corsivo
italiano, gli alunni esplorano un linguaggio visivo pratico,
simbolico e culturale, radicandosi nella tradizione rinascimentale
italiana e dialogando con altre tradizioni calligrafiche (es. araba,
cinese) per promuovere il rispetto della diversita' culturale.
Coltivare la calligrafia in laboratori inclusivi, con materiali
accessibili (es. pennarelli a punta calligrafica, tavolette
digitali), permette di sviluppare un segno fluido e personale,
integrando narrazione, emozione e identita', in raccordo con
discipline come italiano, storia ed educazione civica.
L'arte visiva, grazie alle caratteristiche dei suoi linguaggi
estetici, parla alla parte piu' profonda dell'essere umano, e prende
nella storia diverse forme, talvolta impreviste. Nelle societa'
moderne, narrazioni visive come il cinema o la fotografia
arricchiscono il patrimonio culturale, mentre altre, come la
pubblicita' o in generale la cultura visiva di massa, richiedono
un'analisi critica, per distinguerne il valore artistico, quando
presente. L'universo multimediale attuale, che, come nel caso dei
videogiochi, aggiunge l'interattivita' alle rappresentazioni, e' a
sua volta portatore di nuove forme, inedite anche se talvolta
problematiche, di creazione estetica, che non e' possibile ignorare.
Imparare il codice comunicativo delle immagini, come colori e forme
(o inquadrature e sceneggiature), aiuta gli alunni a comprenderne i
messaggi e ad usarli consapevolmente. Tuttavia, l'indeterminatezza di
fondo dei linguaggi visivi, che l'estetica contemporanea valorizza
nel concetto di interpretazione, li rende particolarmente delicati:
gli stereotipi visivi, che l'odierna cultura di massa diffonde piu'
per condizionare che per stimolare il senso critico, possono per
esempio limitare la capacita' di guardare al mondo in modo autonomo.
La disciplina possiede quindi un valore cruciale nella scuola,
proprio perche' insegna a leggere le immagini come testi storici e
contestuali, da decodificare con rigore, ma le considera anche
pretesti educativi per stimolare la creativita' e contribuire a
formare l'identita' degli allievi, collegandovi il vissuto personale
e rendendo cosi' ogni analisi un'esperienza formativa. Essa
alfabetizza gli allievi a una liberta', guidata ma autonoma, di
comprensione ed espressione, di se' e delle cose, che supera l'ambito
specifico delle arti e si riverbera in questo modo su ogni sapere.
La stessa storia dell'arte non va proposta come semplice sequenza
di nozioni ma come un racconto vivo di temi anche universali,
radicato in un percorso storico e da collegare al proprio vissuto,
attraverso processi che sappiano intrecciare emozione, tecnica e
contesto culturale. Questo e' facilitato soprattutto dallo studio
dell'arte moderna e contemporanea, che offre molteplici possibilita'
di gioco e di racconto, ma anche dell'arte antica, che conserva
comunque - e forse a maggior ragione - il suo potenziale inespresso e
profondo.
Ma la dimensione storica e poetica non e' tutto. Nell'antica
Grecia, l'arte era chiamata technē, un termine che univa sia cio' che
oggi chiamiamo «arte» in senso stretto sia cio' che chiamiamo
tecnica. Questo ci suggerisce quanto l'aspetto operativo e materiale
sia essenziale per dare forma compiuta alla creativita', anche
rispettando canoni consolidati, pur reinventabili nell'arte
contemporanea. Coltivare il fare artistico tradizionale, come il
disegno o la modellazione, sviluppa la manualita' fine e la passione
per le arti, permettendo agli alunni di esprimere emozioni e pensieri
in modo efficace e personale. Il disegno spontaneo, coltivato sin
dalla prima infanzia attraverso esercizi guidati, e' la base per
sviluppare creativita' e capacita' espressive. Dal XIX secolo,
inoltre, fotografia, cinema e videoarte hanno arricchito l'ambito
culturale ed artistico, consentendo lo sviluppo di competenze visive
ed espressive anche attraverso lo studio di immagini tecnologiche,
come inquadrature o montaggi. Tutte le tecniche artistiche, nel loro
insieme, costituiscono la base ineludibile (sintattico-grammaticale)
dei grandi testi visivi dell'umanita'.
Il bambino spontaneamente disegna (e plasma, modella, costruisce,
aggrega) perche' questi linguaggi riescono ad unire visibile e
invisibile, realta' esterna e realta' interna. Sviluppare abilita'
manuali specifiche, a partire dall'impugnatura della matita o dal
ritaglio, e' in questo senso fondamentale, specie in primaria, per
sostenere l'espressivita'. Crescendo, pero', queste pratiche vengono
spesso abbandonate, non solo per la prevalenza dei linguaggi
razionali, ma anche perche' la scuola tende a trascurare la didattica
tecnica ed operativa dei linguaggi visivi, limitandola a
un'espressione generica. Invece, coltivare queste pratiche con cura
all'interno di laboratori che sappiano essere inclusivi, rispettando
le inclinazioni personali e soprattutto cercando di valorizzare il
processo creativo piu' del risultato, favorisce una crescita armonica
e completa della personalita' dello studente.
Il disegno (o la modellazione), sistema di rappresentazione e
configurazione del pensiero, risponde al desiderio espressivo degli
allievi di «imparare a», disegnare o modellare, specie nel primo
livello della secondaria. Proponendo queste tecniche in modo non
direttivo, attraverso esercizi graduali e modelli semplificati, aiuta
a razionalizzare le emozioni e ad interpretare i messaggi visivi,
favorendo inoltre il manifestarsi precoce di predisposizioni
personali. Architettura e artigianato locale, confrontati con opere
di culture diverse, come possono essere un'icona bizantina o un
dipinto giapponese, oppure - nel disegno realistico - un approccio
graduale all'anatomia artistica umana o animale, diventano occasioni
preziose per imparare a leggere e «scrivere» il mondo delle forme,
con l'obiettivo anche di collegare il patrimonio locale a quello
globale, al fine di promuovere, in questo modo, una cittadinanza
autenticamente attiva.
In sintesi, l'insegnamento di arte e immagine persegue finalita'
essenziali: stimolare le potenzialita' espressive e creative
attraverso il gioco simbolico e il racconto visivo; sviluppare
competenze tecniche per educare il gesto artistico; alfabetizzare ai
saperi estetici tramite opere che arricchiscono l'immaginario;
promuovere la crescita cognitiva ed emozionale con simboli e
metafore; illustrare la storia dell'arte per sensibilizzare al valore
del patrimonio culturale, con focus su quello locale; formare una
cittadinanza attiva, consapevole del ruolo delle arti nella tutela e
nel dialogo culturale.
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Espressivita'/Produzione. Esprimere emozioni, idee personali e
creativita' attraverso la creazione di elaborati (es. disegni,
collage ispirati a un dipinto o a un fregio locale) e l'applicazione
di tecniche semplici (es. chiaroscuro, prospettiva intuitiva),
offrendo risposte personali ai compiti proposti in laboratori
inclusivi che accolgano diversi stili di apprendimento, valutandone
poi l'efficacia comunicativa.
Comunicazione. Esprimere il proprio mondo e la propria identita'
attraverso un linguaggio visivo che sappia integrare forme simboliche
e metaforiche, arricchito dalla conoscenza dell'arte tradizionale e
contemporanea, per promuovere la consapevolezza di se' attraverso
l'espressione personale.
Osservazione/Lettura. Osservare e commentare testi visivi, sia
propriamente artistici sia appartenenti alla cultura visiva
quotidiana (es. dipinti, video), individuandone significati di base
(es. emozioni) e aspetti formali (es. equilibrio, ritmo), usando il
codice comunicativo (es. colori caldi per emozioni, inquadrature per
narrazione); esplorare semplici contesti delle opere (es. chi le ha
create, in che periodo), collegandole al proprio vissuto attraverso
riflessioni personali.
Analisi/Interpretazione/Comprensione. Riconoscere il contesto
storico-culturale, collegandolo al proprio vissuto, osservando opere,
in particolare locali (es. un monumento o una scultura); confrontare
opere artistiche di culture diverse (es. un dipinto italiano e un
mandala orientale) per sviluppare il rispetto e la valorizzazione
della diversita' culturale, applicando semplici criteri di analisi
critica; riconoscere il valore dei beni artistici e l'importanza di
rispettarli, sviluppando un approccio consapevole alla loro tutela.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Espressivita'/Produzione
• Sperimentare la calligrafia di base (es. corsivo italiano)
attraverso esercizi di motricita' fine (es. tracciamento di lettere
singole con pennarelli a punta calligrafica), per sviluppare un segno
fluido e leggibile, integrando semplici motivi decorativi ispirati al
patrimonio locale o a tradizioni diverse.
• Sperimentare tecniche di base (es. pastelli, tempera, collage)
e materiali plastici (es. pasta di sale, plastiline) per creare
piccoli elaborati.
• Disegnare forme semplici umane, animali, vegetali ed
architettoniche (es. archi, colonne), anche fantastiche, per
rappresentare oggetti o storie, con tratti definiti.
• Esercitare abilita' manuali di base, come l'impugnatura della
matita, per tracciare segni chiari e leggibili, in contesti
inclusivi.
• Creare elaborati ispirandosi a opere artistiche locali, per
coltivare la propria originalita' attraverso tecniche semplici
promuovendo consapevolezza storica ed identitaria.
• Assemblare o integrare negli elaborati piccoli oggetti, anche
personali, per realizzare composizioni estetiche o narrative,
descrittive o fantastiche.
• Utilizzare app di disegno accessibili o fotocamere di tablet
per creare immagini statiche, animazioni in stop-motion o brevi
video, integrando materiali analogici (es. disegni, modellazioni) per
progetti narrativi che reinterpretano opere d'arte o patrimoni
locali.
• Comunicazione
• Usare colori, linee, forme e materiali per esprimere emozioni,
idee personali e racconti, anche ispirandosi a immagini e registri
espressivi desunti dall'arte, promuovendo cosi' l'originalita'
dell'espressione personale.
Osservazione/Lettura
• Riconoscere semplici testi visivi e audiovisivi (es. dipinti,
illustrazioni, cartoni animati), descrivendone gli elementi
compositivi e formali principali (es. colori, forme, effetti di luce
e ombra) e il contesto di base (es. cosa rappresentano, chi li ha
creati), individuandone il codice comunicativo essenziale (es. colori
per emozioni, forme per azioni).
• Osservare un semplice oggetto illuminato da una singola fonte
di luce (es. lampadina, sole) individuandone le principali ombre
proprie e portate (riferendosi ad esempio al sole presente nel
disegno spontaneo per introdurre alla percezione visiva del
chiaroscuro).
• Analizzare un dipinto, un'illustrazione o un cartone animato
per descriverne elementi, colori e forme, individuandone il contesto
espressivo e narrativo.
Analisi/Interpretazione/Comprensione
• Identificare opere o oggetti artistici e artigianali del
proprio ambiente o di altre culture, nominandone le caratteristiche
principali.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Espressivita'/Produzione
• Creare brevi testi in corsivo italiano (es. poesie, proverbi)
con accenti estetici, utilizzando tecniche miste (es. acquerello,
collage) e strumenti digitali (es. app di disegno), per esprimere
narrazioni ed emozioni, valorizzando il confronto con calligrafie di
altre culture.
• Usare il disegno (es. schizzi a matita per rappresentare un
oggetto reale), la modellazione (es. creare una forma con argilla,
seguendo un modello semplice) e la fotografia (es. scattare una foto
con tablet e modificarla con un'app gratuita) per rappresentare il
reale o il fantastico in modo personale (realistico o simbolico);
utilizzare strumenti digitali accessibili (es. app per foto e video)
per creare immagini statiche o in movimento, anche riutilizzando o
assemblando materiali figurativi esistenti.
• Applicare tecniche grafiche, pittoriche, plastiche e l'uso di
strumenti digitali accessibili per elaborati creativi usando il
chiaroscuro per rappresentare ombre proprie e portate, definendo la
linea del contorno nel disegno e applicando il colore degradante
nella pittura, dimostrando consapevolezza formale.
• Introdurre prospettiva semplice (es. piani di profondita',
sovrapposizioni) e chiaroscuro di base per volumi.
• Sperimentare motivi decorativi (es. ispirati a Kandinsky,
Depero) per dettagli strutturati negli elaborati, in laboratori
inclusivi.
• Creare elaborati (es. un disegno, un collage o una composizione
plastica o oggettuale) ispirato a opere locali (es. un dipinto o un
fregio decorativo locale) per esprimere emozioni, idee o racconti,
anche attraverso tecniche miste.
Comunicazione
• Integrare simboli e metafore nel proprio linguaggio visivo,
anche ispirandosi all'arte vista (es. arte surrealista o fantastica),
rafforzando narrativamente l'identita' personale.
Osservazione/Lettura
• Osservare e saper commentare testi visivi (es. dipinti, video),
individuandone significati di base (es. emozioni) e aspetti formali
(es. equilibrio, ritmo), individuando e sapendo usare il codice
comunicativo (es. linee morbide per fluidita', inquadrature per
narrazione).
• Esplorare e comprendere semplici contesti delle opere (es. chi
le ha create, in che periodo), collegandone gli elementi al proprio
vissuto.
• Riconoscere luci e ombre base, nelle immagini osservate;
comprendere le regole grammaticali e sintattiche di base del
linguaggio audiovisivo (es. inquadrature, montaggio, elementi sonori
e musicali).
• Commentare un'opera (es. un dipinto rinascimentale o una
sequenza filmica) per individuarne il contesto storico-culturale.
Analisi/Interpretazione/Comprensione
• Collegare opere del proprio territorio a temi di altre culture,
con semplici confronti, dimostrando elementari capacita'
interpretative.
CONOSCENZE
Elementi formali base (es. colori, forme, soggetti) di opere
artistiche e altri testi figurativi, costruttivi e audiovisivi (es.
disegno, pittura, scultura, architettura, fotografia, cinema, video).
Basi del disegno (linee, proporzioni, spazi, equilibrio,
prospettiva semplice; linee di contorno, campiture di colore, luci e
ombre; motivi decorativi e calligrafici).
Elementi di calligrafia di base (es. corsivo italiano,
proporzioni delle lettere, fluidita' del segno), con cenni a
tradizioni calligrafiche storiche e interculturali (es. manoscritti
medievali, calligrafia araba).
Tecniche artistiche semplici: pittura (es. acquerello o tempera
su carta), pastelli (es. matite colorate, pastelli a cera per
campiture), collage (es. con carta colorata o ritagli di immagini
esistenti e colla vinilica).
Fotografia base (es. scatti con tablet).
Assemblaggi (es. con materiali di recupero o piccoli oggetti,
anche personali).
Modellazione (es. argilla o plastilina per forme
tridimensionali).
Ruolo delle immagini nella cultura popolare, antica e
contemporanea.
Principali opere e tradizioni artistiche del proprio territorio
(es. opere pittoriche, scultoree o artigianali locali), italiane e di
altre culture, antiche e contemporanee (es. mandala orientali,
illustrazioni contemporanee).
Cenni su movimenti artistici locali, nazionali ed internazionali
e stili storici antichi (es. gotico, rosoni delle cattedrali),
barocchi (es. luce e ombra nei dipinti di Caravaggio) e moderni (es.
cubismo, forme geometriche di Severini).
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Espressivita'/Produzione. Applicare conoscenze e tecniche
artistiche di base (es. prospettiva centrale, chiaroscuro, teoria dei
colori) in modo consapevole, creando progetti visivi e audiovisivi
(digitali o tradizionali) ben strutturati, integrando altre
discipline in laboratori inclusivi con tecniche specifiche, miste o
digitali scelte consapevolmente.
Comunicazione. Usare l'arte per descrivere la realta' e
raccontare esperienze e impressioni, esprimere idee personali
complesse con un pensiero creativo autonomo, valorizzando l'autonomia
espressiva.
Osservazione/Lettura. Leggere testi visivi e audiovisivi
complessi (es. dipinto rinascimentale, sequenza filmica),
riconoscendone significati espliciti e impliciti, collegandoli a
contesti storici e culturali attraverso un'analisi guidata che
intreccia osservazione, dimensione tecnica e narrazione,
analizzandone il codice comunicativo (es. prospettiva per
profondita', montaggio per narrazione). Analizzare opere d'arte e
testi visivi (es. dipinti rinascimentali, sequenze filmiche) come
testi storici, utilizzando cenni di iconografia per decodificarne i
simboli, registrando riflessioni in diari visivi che integrano
tecnica, emozione e contesto culturale.
Analisi/Interpretazione/Comprensione. Riconoscere e confrontare
linguaggi artistici differenti (es. un'icona bizantina con un dipinto
contemporaneo) come strumento di dialogo interculturale, collegando
opere artistiche a contesti storici e culturali, anche di altre
tradizioni, valorizzandone il ruolo come fonti storiche.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Espressivita'/Produzione
• Disegnare dal vero soggetti realistici (es. elementi vegetali
come una foglia, oggetti semplici come un vaso) con tecniche
tradizionali (es. matite o carboncino), attraverso esercizi
propedeutici graduali; modellare a tuttotondo con materiali come
argilla; realizzare elaborati complessi con tecniche diverse (es.
acrilici e carta ritagliata in un collage narrativo), fotografiche
(es. scattare e modificare immagini con app gratuite) o digitali (es.
creare un breve video ispirato a un dipinto moderno), anche usando
materiali di recupero (es. cartone, tessuti, piccoli oggetti
personali).
• Creare composizioni e assemblaggi personali bilanciando
elementi decorativi, figurativi e iconici; sperimentare tecniche
tradizionali e digitali (es. studiare proporzioni architettoniche
tramite schizzi o modelli digitali) per progetti anche narrativi.
• Creare un progetto audiovisivo ispirato a un monumento o
un'architettura locali, per sviluppare contemporaneamente
consapevolezza storica, espressivita' e tecnica.
Comunicazione
• Esprimere idee personali attraverso progetti visivi
strutturati; usare il linguaggio visivo per comunicare emozioni
complesse.
• Descrivere la realta' e raccontare esperienze attraverso un
codice visivo consapevole; integrare testi e immagini per messaggi
chiari e creativi, valorizzandone l'autonomia espressiva.
Osservazione/Lettura
• Leggere un'opera d'arte come un testo storico (es. un dipinto
rinascimentale, un film), descrivendone stile, significato e aspetti
formali (es. equilibrio, composizione, sceneggiatura), cogliendone il
contesto culturale e il codice comunicativo (es. prospettiva per
profondita', montaggio per narrazione).
• Riconoscere tecniche e materiali usati in opere storiche e
contemporanee; leggere testi visivi, inclusi audiovisivi,
identificandone il contesto d'uso (es. narrazione, comunicazione).
Analisi/Interpretazione/Comprensione
• Analizzare un testo visivo (es. dipinto rinascimentale, video
contemporaneo) per il suo contesto storico, per rafforzarne la
comprensione e arricchire i propri linguaggi espressivi.
• Confrontare opere di culture diverse, individuando temi comuni
o ricorrenti.
• Interpretare il significato simbolico di opere in base al
contesto storico e ad elementi iconici ed iconografici.
CONOSCENZE
Stili e periodi della storia dell'arte (es. Medioevo, con i suoi
simboli religiosi; Rinascimento, con la scoperta della prospettiva;
Novecento, con le avanguardie storiche e l'esplosione della
sperimentazione), esplorati attraverso opere chiave che raccontano
emozioni, tensioni ed idee del loro tempo. Contesti interculturali
delle creazioni studiate (es. funzioni sociali e comunicative
dell'arte). Cenni di iconologia, per l'interpretazione dei
significati storici e culturali delle opere (es. simboli religiosi in
un dipinto medioevale). Tratti distintivi delle piu' significative
correnti estetiche occidentali (es. Rinascimento, dadaismo, arte
concettuale; dalle proporzioni di Leonardo al ready-made di Duchamp).
Caratteristiche dell'astrattismo e sue influenze culturali (es.
Kandinskij, scuola del Bauhaus, motivi geometrici e aniconici
dell'arte non occidentale, come i pattern decorativi islamici).
Tecniche artistiche avanzate: prospettiva centrale (es. disegno con
squadra e righello su carta da disegno), chiaroscuro (es. matite di
differente durezza per sfumature, principi di teoria delle ombre nel
disegno dal vero), modellazione a tuttotondo (es. argilla per
sculture), tecniche miste (es. acrilici e collage), fotografia e
video (es. montaggio con app gratuite). Principi di disegno
realistico dal vero (es. luci, ombre, proporzioni) con modelli
semplificati. Nozioni di proporzioni corporee e di rappresentazione
del movimento attraverso esercizi semplificati; anatomia umana ed
animale di base per la creazione artistica. Strumenti per il disegno,
la grafica e la composizione plastica (es. matite, pennarelli,
pennelli per pittura o grafica, stecche e spatole per modellazione,
scalpelli per scultura di base). Teoria dei colori (primari,
secondari, complementari). Elementi di composizione avanzata (es.
ritmo, equilibrio, armonia, codice comunicativo dei colori o delle
inquadrature). Materiali artistici e loro evoluzione (es. dal
carboncino al digitale). Architettura (es. conoscenza dei monumenti
cittadini o di esemplari costruzioni nazionali ed internazionali).
EDUCAZIONE MOTORIA E FISICA
PERCHE' SI STUDIA EDUCAZIONE MOTORIA E FISICA
L'educazione motoria nella scuola primaria e l'educazione fisica
nella scuola secondaria di primo grado rappresentano la declinazione
educativa delle scienze motorie e sportive che descrivono un ambito
scientifico di per se' interdisciplinare che riguarda lo studio del
corpo e del movimento umano nel contesto delle complesse
interazioni - fisiche, cognitive, emotive e sociali - del corpo in
azione in relazione con diversi ambienti.
Nelle scienze motorie e sportive, i saperi chinesiologici, ovvero
legati allo studio del movimento umano, in se' teorici e applicati
alla pratica motoria, si coniugano con quelli delle scienze umane e
sociali, delle scienze biomediche e, al contempo, trovano agevoli
legami con altri saperi.
Le Indicazioni abbracciano chiaramente questa prospettiva
interdisciplinare, accogliendo gli approfondimenti provenienti da
diverse discipline scientifiche e dagli studi sulla corporeita' in
ambito motorio e sportivo, come quelli relativi all'embodiment, alle
funzioni esecutive, alla motivazione, autoefficacia e piacere del
movimento. Propongono un percorso di apprendimento continuo declinato
in cinque dimensioni interconnesse che accompagnano longitudinalmente
il curriculo: la dimensione degli stili di vita attivi e sani, la
dimensione motoria, quella cognitiva, quella sociale e quella
emotivo-relazionale.
L'educazione motoria e fisica, ragionata sul paradigma della
complessita' nell'era della didattica per competenze, valorizza la
sua natura non lineare e sistemica superando cosi' le letture
analitiche e riduzionistiche. In questa prospettiva, la natura
interdisciplinare delle scienze motorie e sportive si rende concreto
agire nella traslazione didattica. Questo percorso, progressivamente
consapevole e autonomo di alfabetizzazione fisico-motoria della
persona, si sviluppa lungo tutto l'arco della vita a partire dalla
scuola. In questo contesto, l'educazione motoria e fisica si
configura anche come il veicolo naturale per promuovere inclusione,
cittadinanza attiva, sostenibilita' e salute. Per questa ragione,
essa offre a ciascuno -indipendentemente dalle proprie capacita' o
dalla partecipazione ad attivita' extrascolastiche - l'opportunita'
di acquisire abilita', conoscenze e competenze motorie anche
nell'ottica dello sviluppo di stili di vita attivi e salutari
orientati al benessere e alla sostenibilita'. Inoltre, la disciplina,
con riguardo alle diverse abilita' e al funzionamento di ciascuno,
consente a bambini e ragazzi di acquisire buone competenze motorie,
di apprendere muovendosi, di praticare attivita' in interazione con
altri, di gestire le proprie emozioni nella prospettiva di un
equilibrato rapporto con il proprio corpo. Le Indicazioni
suggeriscono una valorizzazione della corporeita' anche al di fuori
delle ore disciplinari mediante l'inserimento di pause attive durante
le lezioni in aula, di intervalli attivi da svolgere all'aperto e
ricchi di opportunita' di gioco, la progettazione di esperienze di
mobilita' attiva da e verso scuola, la valorizzazione dell'outdoor
education in ambiente urbano e naturale.
Nelle scuole del primo ciclo, la disciplina assume una dimensione
prevalentemente esperienziale, da cui dedurre e proporre riflessioni
teoriche. La disciplina favorisce la conoscenza del proprio corpo, si
occupa dello sviluppo e della maturazione di competenze motorie come
consapevolezza del proprio rapporto con l'ambiente di apprendimento e
con gli altri, concorre all'educazione integrale della persona
attraverso il movimento e contribuisce alla formazione della
personalita' dell'alunno attraverso la strutturazione della propria
identita' corporea.
Le direzioni intenzionali delle Indicazioni si incentrano
sull'obiettivo di costruire le basi dell'alfabetizzazione motoria e
di evolverla come processo flessibile che accompagnera' lo studente
in tutto il percorso scolastico favorendo la strutturazione di stili
di vita attivi.
Il piacere del movimento, la percezione di efficacia, la
motivazione, la ricchezza e variabilita' delle esperienze motorie e
sportive sono la premessa imprescindibile di un agire didattico,
pienamente inclusivo, in cui ciascun allievo, indipendentemente dalle
proprie abilita', partecipa in modo attivo alla pratica.
Il benessere e la cura della persona attraverso il movimento
divengono cosi' parte di una cultura personale che tendera' a
prevenire la sedentarieta', l'abbandono precoce delle pratiche
motorie e sportive e l'errata alimentazione contribuendo da un lato
ad arricchire le possibilita' di esperienza e apprendimento e,
dall'altro, a limitare il fenomeno del sovrappeso o dell'obesita'.
Nel corso del primo ciclo, nella classe quarta e quinta della
scuola primaria, e' stata recentemente istituita la figura del
docente specialista di educazione motoria la cui presenza comportera'
un allargamento e approfondimento dell'esperienza motoria dei
bambini. I docenti, in collaborazione con i colleghi, potranno cosi'
farsi promotori delle azioni descritte in precedenza tese a rendere
la scuola piu' attiva.
La disciplina, in questa fase scolastica, e' in grado di
sollecitare in modo coinvolgente e specifico le varie dimensioni e lo
stile di vita personale degli studenti accompagnando la costruzione
di competenze piu' ampie.
In particolare, presenta tre ambiti di sviluppo:
• le abilita' motorie e l'acquisizione di tattiche e strategie
nel gioco, nelle attivita' strutturate e nella molteplicita' delle
attivita' sportive;
• le varie componenti della fitness, intesa come capacita' di
svolgere le attivita' quotidiane con vigore, prontezza e senza
affaticarsi, di trarre piacere durante lo svolgimento delle attivita'
del tempo libero e di affrontare emergenze impreviste;
• la promozione di uno stile di vita attivo sul piano motorio e
di una progressiva autonomia anche al di fuori dell'ambito
scolastico.
Al tempo stesso, la disciplina contribuisce, insieme con altre,
allo sviluppo di competenze personali e interpersonali:
• connesse con la modulazione di risposte comportamentali e con
l'adattamento del sistema percezione-azione nella flessibilita'
cognitiva, nella capacita' di passare rapidamente da un compito a un
altro e nella memoria di lavoro (funzioni esecutive);
• metacognitive, favorendo la crescita personale attraverso il
movimento;
• relative alla gestione delle emozioni nella regolazione
emotiva, resilienza e autoefficacia;
• connesse alla relazione con gli altri nella gestione dei
conflitti e nella competizione;
• relative allo sviluppo delle soft skills.
Le attivita' saranno sempre proposte con specifica attenzione ai
bisogni educativi speciali presenti nel gruppo classe. Le abilita'
motorie fondamentali, intese nei termini di movimenti che forniscono
le basi per l'apprendimento di azioni complesse nei diversi contesti
dell'attivita' motoria, richieste per la pratica dei contenuti sono
quelle locomotorie, posturali, espressive, relative al rapporto con
gli altri e con gli oggetti (con particolare riferimento alla
coordinazione spaziale e temporale).
SCUOLA PRIMARIA
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Al termine della classe quinta lo studente consegue una
sufficiente consapevolezza della propria corporeita' in relazione
allo spazio e al tempo e utilizza semplici linguaggi non verbali.
Partecipa al gioco utilizzando le abilita' motorie richieste,
rispetta semplici regole e alcuni principi del fair play. Mette in
pratica alcuni criteri di base di sicurezza per se', per gli altri e
per la tutela dell'ambiente; conosce semplici principi di igiene e
alimentari ed e' consapevole che il movimento e il gioco possono
migliorare il suo benessere psico-fisico.
In particolare, e' in grado di:
• Avere cura e rispetto di se', degli altri e dell'ambiente
come presupposto di uno stile di vita sano.
• Essere consapevole di se' attraverso la padronanza dei
movimenti e la percezione del proprio corpo, delle possibilita'
motorie e dei suoi linguaggi.
• Adeguare le modalita' esecutive a differenti proposte
motorie.
• Agire rispettando i criteri di base di sicurezza per se' e
per gli altri, sia nel movimento che nell'uso degli attrezzi.
• Esprimersi nell'ambito motorio valorizzando le proprie
potenzialita'.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Dimensione degli stili di vita attivi e sani:
• Partecipare alle differenti tipologie di attivita' motoria
proposte.
• Utilizzare in modo attivo i tempi scolastici dedicati alla
ricreazione, alle pause e alle situazioni in cui e' possibile
muoversi.
Dimensione motoria:
• Acquisire le abilita' motorie fondamentali.
• Esercitare abilita' ed elementari tattiche praticabili nelle
attivita' di gioco.
• Assumere progressiva consapevolezza delle modalita'
espressive e comunicative del corpo.
Dimensione cognitiva:
• Comprendere, ricordare e rispettare le regole delle attivita'
proposte.
• Strutturare una relazione positiva con l'ambiente di
apprendimento.
• Mettere in pratica i principi di una sana alimentazione.
Dimensione sociale:
• Interagire in maniera collaborativa e rispettosa con tutti i
compagni.
Dimensione emotivo-relazionale:
• Manifestare e modulare le proprie emozioni.
• Mostrare empatia per compagne e compagni.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA
Dimensione degli stili di vita attivi e sani:
• Partecipare attivamente alle differenti tipologie di
attivita' motorie e sportive proposte.
• Utilizzare in modo attivo e costante i tempi scolastici
dedicati alla ricreazione, alle pause e alle situazioni in cui e'
possibile muoversi anche nel percorso casa-scuola-casa.
Dimensione motoria:
• Organizzare movimenti finalizzati e precisi.
• Esercitare specifiche abilita' e tattiche motorie praticabili
nelle attivita' di gioco e sportive.
• Affinare le modalita' espressive e comunicative del corpo.
Dimensione cognitiva:
• Comprendere e applicare le regole e le tattiche di base delle
attivita' proposte.
• Riconoscere ed essere in grado di affrontare problemi nelle
situazioni di gioco.
• Strutturare una relazione costruttiva con l'ambiente di
apprendimento.
• Conoscere gli elementi base della sicurezza e dell'assistenza
nel corso delle attivita'.
• Conoscere i principi dell'igiene, di una sana alimentazione e
la relazione con l'attivita' motoria.
Dimensione sociale:
• Interagire in maniera collaborativa e rispettosa con tutti i
compagni valorizzando le diversita'.
Dimensione emotivo-relazionale:
• Gestire le proprie emozioni nelle situazioni di gioco.
• Affrontare le eventuali difficolta' negli apprendimenti.
Gli strumenti piu' adeguati alla valutazione e autovalutazione
del conseguimento delle competenze sono rappresentati
dall'osservazione finalizzata anche attraverso l'uso di griglie,
rubriche valutative, integrate da test, questionari, check list,
diari prestando particolare attenzione al processo di apprendimento
del singolo.
CONOSCENZE
• Giochi di esplorazione, coordinazione, collaborazione, di
complessita' crescente, con e senza attrezzi.
• Giochi di regole.
• Esercizi e percorsi a corpo libero, con piccoli e grandi
attrezzi.
• Esperienze di comunicazione non verbale.
• Attivita' legate alla motricita' fine.
• Esercizi che stimolino la lateralita', la coordinazione,
l'equilibrio e la destrezza.
• Attivita' di percezione corporea, movimenti coreografici,
drammatizzazioni con il corpo e parti di esso, posture e azioni
mediate dalla musica;
• Attivita' in ambiente naturale e urbano finalizzate ad
apprendimenti motori.
Le attivita' saranno sempre proposte con specifica attenzione ai
bisogni educativi speciali presenti nel gruppo classe. Le abilita'
motorie fondamentali, intese nei termini di movimenti che forniscono
le basi per l'apprendimento di azioni complesse nei diversi contesti
dell'attivita' motoria, richieste per la pratica dei contenuti sono
quelle locomotorie, posturali, espressive, relative al rapporto con
gli altri, con l'ambiente e con gli oggetti (con particolare
riferimento alla coordinazione spaziale e temporale).
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Al termine della classe terza lo studente e' consapevole della
propria corporeita' in relazione allo spazio e al tempo e sa
utilizzare alcuni linguaggi non verbali. Partecipa al gioco adeguando
le abilita' motorie, utilizza alcune tattiche, rispetta le regole e
il fair play. Agisce in sicurezza per se', per gli altri e per
l'ambiente; conosce i principi di igiene, quelli alimentari e gli
stili di vita attivi che possono migliorare il suo benessere
psico-fisico.
In particolare, e' in grado di:
• riconoscere i principi relativi al proprio benessere
psico-fisico;
• agire rispettando i criteri di base di sicurezza per se' e
per gli altri, sia nel movimento sia nell'uso degli attrezzi e
trasferire tali competenze anche nell'ambiente extrascolastico;
• assumersi responsabilita', collaborare e partecipare,
interagendo in gruppo, valorizzando le proprie e le altrui risorse;
• orientarsi nello spazio e nel tempo in modo autonomo;
• impegnarsi nell'ambito motorio valorizzando le proprie
potenzialita'.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Dimensione dei comportamenti e stili di vita attivi e sani:
• Partecipare attivamente e con continuita' alle differenti
tipologie di attivita' proposte.
• Utilizzare in modo attivo e costante i tempi scolastici
dedicati alla ricreazione, alle pause e alle situazioni in cui e'
possibile muoversi anche nel percorso autonomo casa-scuola-casa.
• Partecipare ad iniziative sportive, escursioni, uscite attive
organizzate dalla scuola.
• Conoscere e praticare con continuita' significative attivita'
motorie, anche non strutturate, nel tempo libero.
Dimensione motoria:
• Migliorare la padronanza del proprio corpo, in relazione alle
personali caratteristiche, consolidando i movimenti fondamentali.
• Acquisire varie abilita', tattiche e tecniche motorie
praticabili nel gioco, nell'esercizio e nello sport.
• Ampliare la gamma delle modalita' espressive e comunicative
del corpo.
Dimensione cognitiva:
• Comprendere e saper applicare le regole e le tattiche delle
attivita' e degli sport individuali e di squadra proposti.
• Riconoscere e risolvere problemi relativi alle situazioni di
gioco e sportive.
• Strutturare una relazione costruttiva con l'ambiente di
apprendimento.
• Conoscere i principi di una sana alimentazione in relazione
con l'attivita' motoria e gli stili di vita.
• Conoscere le basi dell'anatomia e della fisiologia del corpo
in movimento.
Dimensione sociale:
• Interagire attivamente e in maniera rispettosa e inclusiva
con i compagni, valorizzando le diversita'.
• Comprendere e applicare le regole base del fair play.
Dimensione emotivo-relazionale:
• Gestire le proprie emozioni nelle situazioni di gioco e
sportive.
• Saper reagire attivamente alle eventuali difficolta' negli
apprendimenti e aiutare gli altri.
CONOSCENZE
Giochi ed attivita' sportive incentrate sull'attivazione di
competenze cognitive, relazionali e socio-emotive.
• Esercizi a corpo libero e con attrezzi.
• Movimenti complessi per ritmo e segmenti coinvolti
• Percorsi e circuiti.
• Giochi di ruolo, attivita' cooperative e collaborative
inclusive.
• Attivita' in ambiente naturale e urbano finalizzate ad
apprendimenti motori e alla scoperta del territorio.
• Comunicazione non verbale: attivita' espressivo-motorie,
drammatizzazioni, gesti arbitrali.
(1) Nel testo si troveranno vari termini: bambini, allievi, studenti,
adolescenti. Si invita il lettore a considerare tale scelta come
una semplificazione di scrittura, mentre nell'azione educativa la
persona viene assunta in tutta la sua complessita' e
specificazione.
(2) Per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento, l'uso del
corsivo tiene conto di quanto riportato dalle Linee guida per il
diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi
specifici dell'apprendimento, MIUR, 2011.
(3) Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 "Strumenti d'intervento
per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione
territoriale per l'inclusione scolastica".
(4) Cfr. "Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio
delle alunne e degli alunni che sono stati adottati", 2023.
(5) Cfr. articolo 11 del D.L. n. 71 del 31 maggio 2024, convertito,
con modificazioni, dalla L. n. 106 del 29 luglio 2024.
(6) L'elenco delle competenze e' frutto del D.M. n. 14 del 30 gennaio
2024 con integrazioni tratte dalla Raccomandazione Europea
4.6.2018 C 189/11, dal Quadro comune europeo di riferimento per
le lingue (QCER) e dal DigComp 2.2
(7) Nel primo ciclo la competenza di 'ingegneria' va intesa come
competenza tecnologico-informatica.
(8) Non va dimenticato che la Commissione, prima della redazione del
documento delle Indicazioni ha proceduto all'analisi degli
omologhi documenti dei Paesi europei attraverso l'European
synoptic curriculum framework reperibile come Appendice n. 1 alla
prima bozza del documento delle Indicazioni Nazionali 2025.
(9) La corresponsabilita' nella cultura valutativa - supportata da
buone pratiche di documentazione - non coinvolge esclusivamente
gli insegnanti e le famiglie ma, anche, gli studenti e la
governance nei suoi diversi livelli di leadership e di
middle-management. In ottica formativa, la documentazione diventa
anche un mezzo importantissimo per sviluppare la consapevolezza
metacognitiva e capacita' autovalutative negli studenti, in
quanto favorisce l'autoregolazione dell'apprendimento.
(10) Fra i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni, si segnalano
l'istituzione della scuola materna statale ai sensi della L. n.
444 del 18 marzo 1968 e la delineazione delle finalita' della
scuola dell'infanzia nella legge-delega 53/2003. Il D.Lgs. n. 65
del 13 aprile 2017 ha introdotto il Sistema integrato di
educazione e di istruzione dalla nascita ai 6 anni (Sistema
integrato "zerosei"), che comprende i servizi educativi per la
prima infanzia e le scuole dell'infanzia statali e paritarie, a
cui si rivolgono le Linee pedagogiche per il Sistema integrato
"zerosei", approvate con D.M. n. 334 del 22 novembre 2021.
(11) Per non appesantire la lettura del testo, si e' deciso di
utilizzare il termine "bambino/bambini" per indicare sia le
bambine sia i bambini e "insegnante/insegnanti" per far
riferimento ai docenti di entrambi i sessi.
(12) Si veda la Carta internazionale dell'educazione fisica,
l'attivita' fisica e lo sport (UNESCO 2015).
(13) Si rinvia in particolare all'art. 4 (Attivita' di insegnamento e
orari); all'art. 5 (Iscrizione ai percorsi a indirizzo
musicale); all'art. 6 (Criteri per l'organizzazione dei
percorsi).
(14) Art. 9 Decreto Interminiteriale n. 176 del 01 luglio 2022.