MINISTERO DELL'ISTRUZIONE E DEL MERITO

DECRETO 9 dicembre 2025, n. 221 

Regolamento recante indicazioni  nazionali  per  il  curricolo  della
scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. (26G00021) 
(GU n.21 del 27-1-2026)
 
 Vigente al: 11-2-2026  
 

 
                             IL MINISTRO 
                    DELL'ISTRUZIONE E DEL MERITO 
 
  Visto  l'articolo   117,   secondo   comma,   lettera   n),   della
Costituzione; 
  Vista  la  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  recante  «Disciplina
dell'attivita'  di  Governo  e  l'ordinamento  della  Presidenza  del
Consiglio dei ministri» e, in particolare, l'articolo 17, commi  3  e
4; 
  Visto il decreto  legislativo  16  aprile  1994,  n.  297,  recante
«Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative  vigenti
in materia di istruzione, relative  alle  scuole  di  ogni  ordine  e
grado» e, in particolare, l'articolo 205; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo  1999,  n.
275, concernente «Regolamento recante norme in materia  di  autonomia
delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'articolo 21 della  legge
15 marzo 1997, n. 59» e, in particolare, l'articolo 8, che stabilisce
che con decreto  del  Ministro  dell'istruzione  e  del  merito  sono
definiti i curriculi per i diversi tipi e indirizzi di studio; 
  Vista la Raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea  del  22
maggio  2018,  n.  189/01,  relativa  alle  competenze   chiave   per
l'apprendimento permanente; 
  Vista la legge 14 gennaio 1994, n.  20,  recante  «Disposizioni  in
materia di giurisdizione e controllo della Corte  dei  conti»  e,  in
particolare, l'articolo 3; 
  Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante «Delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni  ed  enti  locali,
per  la   riforma   della   pubblica   amministrazione   e   per   la
semplificazione amministrativa» e,  in  particolare,  l'articolo  21,
commi 1, 2 e 13; 
  Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante «Norme per la  parita'
scolastica e disposizioni sul diritto allo studio ed all'istruzione»; 
  Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni  per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato»  e,  in
particolare, l'articolo 1, comma 622; 
  Visto il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, recante  «Norme
in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo
ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi  180  e  181,
lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107»; 
  Vista la  legge  20  agosto  2019,  n.  92,  recante  «Introduzione
dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica»; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009,  n.
89, recante «Revisione dell'assetto  ordinamentale,  organizzativo  e
didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di  istruzione
ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.
133»; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca 16 novembre  2012,  n.  254,  concernente  «Regolamento
recante  indicazioni  nazionali  per  il   curricolo   della   scuola
dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione, a  norma  dell'articolo
1, comma 4, del decreto del  Presidente  della  Repubblica  20  marzo
2009, n. 89»; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio  2010,
recante «Approvazione dei traguardi per lo sviluppo delle  competenze
e gli obiettivi di apprendimento  dell'insegnamento  della  religione
cattolica  per  la  scuola  dell'infanzia  e  per  il   primo   ciclo
d'istruzione», pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  105  del  7
maggio 2010; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del  merito  n.  14
del 30 gennaio 2024, recante  «Schema  di  decreto  di  adozione  dei
modelli di certificazione  delle  competenze»,  pubblicato  nel  sito
internet istituzionale del Ministero dell'istruzione e del merito; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del  merito  n.  47
del 18 marzo 2024, modificato dai  successivi  decreti  del  Ministro
dell'istruzione e del merito n. 14 del 29 gennaio 2025 e n. 34 del 27
febbraio 2025, che ha istituito una  Commissione  di  studio  per  lo
svolgimento di attivita' consultiva e di  supporto  al  Ministro  per
l'elaborazione di proposte in merito alla definizione delle linee  di
indirizzo dei nuovi curricoli nelle scuole del primo  e  del  secondo
ciclo di istruzione, anche al fine della  eventuale  revisione  delle
Indicazioni nazionali e delle Linee guida; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito  n.  173
del 9 agosto 2024, che ha istituito le Commissioni di studio composte
da esperti disciplinaristi per lo svolgimento di attivita' consultive
e di supporto al  Ministro  volte  all'elaborazione  di  proposte  in
merito alla definizione delle linee di indirizzo dei nuovi  curricoli
nelle scuole del primo e del secondo ciclo di  istruzione,  anche  al
fine della eventuale revisione delle Indicazioni  nazionali  e  delle
Linee  guida,  in  coerenza  con  le  attivita'   della   Commissione
costituita con il citato decreto del Ministro dell'istruzione  e  del
merito n. 47 del 18 marzo 2024; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito  n.  183
del 7  settembre  2024,  recante  «Adozione  delle  linee  guida  per
l'insegnamento dell'educazione civica», pubblicato nel sito  internet
istituzionale del Ministero dell'istruzione e del merito; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione e del  merito  n.  20
del 4 febbraio 2025,  con  il  quale  e'  stato  adottato  l'atto  di
indirizzo politico istituzionale concernente  l'individuazione  delle
priorita' politiche del Ministero dell'istruzione e  del  merito  per
l'anno 2025; 
  Preso atto  della  proposta  delle  Indicazioni  nazionali  per  il
curriculo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione,
elaborate dalla Commissione di cui al citato decreto ministeriale  n.
47 del 2024, trasmesse con nota prot. n. 1702 del 18 marzo  2025  del
Capo  dipartimento  per  il  sistema  educativo   di   istruzione   e
formazione; 
  Vista la nota prot. 11544 del 20 marzo 2025, con la quale e'  stato
dato  avvio  a  una  consultazione  pubblica  rivolta   alle   scuole
dell'infanzia e alle  istituzioni  scolastiche  del  primo  ciclo  di
istruzione, mediante compilazione di un questionario,  prorogata  con
nota prot. 15297 del 10 aprile 2025 e conclusa il 17 aprile 2025; 
  Considerati gli esiti di tale consultazione  pubblica,  emersi  dai
questionari compilati dalle istituzioni scolastiche; 
  Considerati gli esiti delle audizioni effettuate dalla  Commissione
medesima con associazioni professionali e disciplinari,  associazioni
dei genitori e degli studenti e organizzazioni  sindacali  a  partire
dal 18 marzo 2025; 
  Vista  la  nuova  proposta  delle  Indicazioni  nazionali  per   il
curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione,
acquisita dalla Presidente della Commissione con prot. n.  22571  del
10 giugno 2025; 
  Acquisito  il  parere  del  Consiglio  superiore   della   pubblica
istruzione, reso nella seduta plenaria n. 151 del 27 giugno 2025; 
  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione
consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 9 settembre 2025
e del 4 novembre 2025; 
  Vista la nota del 25 novembre 2025 prot. GABMI  n.  206084  con  la
quale e' stata data comunicazione alla Presidenza del  Consiglio  dei
ministri, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge n. 400  del
1988; 
 
                               Adotta 
                      il seguente regolamento: 
 
                               Art. 1 
 
         Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola 
            dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione 
 
  1.  Con  il  presente  regolamento  sono   adottate   le   allegate
Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola  dell'infanzia  e
del primo ciclo di istruzione, che ne costituiscono parte  integrante
e che sostituiscono le Indicazioni nazionali allegate al decreto  del
Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della   ricerca   16
novembre 2012, n. 254. 
  2.  A  decorrere  dall'anno   scolastico   2026/2027,   le   scuole
dell'infanzia e le scuole del primo ciclo di istruzione  del  sistema
nazionale di istruzione adottano le Indicazioni nazionali di  cui  al
comma 1, a partire dalle classi prime della scuola primaria  e  della
scuola secondaria di primo grado, procedendo in  prima  attuazione  e
con gradualita' alla rielaborazione del curricolo d'istituto. 
                               Art. 2 
 
              Ordinamento e discipline di insegnamento 
 
  1. Le discipline di insegnamento  nel  primo  ciclo  di  istruzione
sono: italiano, lingua inglese, seconda  lingua  comunitaria  per  la
scuola secondaria di  primo  grado,  storia,  geografia,  matematica,
tecnologia, scienze, musica, arte e immagine, educazione motoria  per
la scuola primaria ed educazione fisica per la scuola  secondaria  di
primo grado. 
  2. Resta fermo quanto previsto dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  20  marzo  2009,  n.  89,  che  disciplina  l'orario   di
funzionamento della scuola dell'infanzia, il tempo scuola e i modelli
orario della scuola primaria,  l'orario  annuale  obbligatorio  e  il
quadro orario settimanale e annuale  delle  discipline  della  scuola
secondaria di primo grado. 
  3. L'insegnamento del latino  per  l'educazione  linguistica  (LEL)
puo' essere avviato, in via di prima applicazione,  a  partire  dalle
classi seconde e terze funzionanti  nell'anno  scolastico  2026/2027,
utilizzando gli  spazi  di  autonomia,  flessibilita'  e  ampliamento
dell'offerta  formativa,  nelle  more  dell'integrazione  del  quadro
orario settimanale e annuale della scuola secondaria di primo  grado,
di cui al citato decreto del Presidente  della  Repubblica  20  marzo
2009, n. 89. 
  4. L'insegnamento trasversale dell'educazione civica e'  assicurato
nei modi previsti della legge 20 agosto 2019, n. 92. 
  5. A decorrere dall'anno scolastico 2026/2027, per  i  percorsi  ad
indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado, si applica
a partire dalle classi prime la sezione delle  Indicazioni  nazionali
relativa all'insegnamento dello strumento musicale. 
  6.  L'insegnamento  della  religione  cattolica  e'  assicurato  in
conformita' al decreto del Presidente della  Repubblica  11  febbraio
2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2010. 
                               Art. 3 
 
                         Editoria scolastica 
 
  1. L'editoria scolastica adegua i  contenuti  dei  libri  di  testo
destinati alle scuole del  primo  ciclo  alle  Indicazioni  nazionali
adottate con il presente regolamento, a partire dalle classi prime di
scuola primaria e di scuola secondaria  di  primo  grado  per  l'anno
scolastico 2026/2027 e, limitatamente alla disciplina «storia», dalla
classe terza di scuola primaria per l'anno scolastico 2027/2028. 
                               Art. 4 
 
                     Regioni a statuto speciale 
             e province autonome di Trento e di Bolzano 
 
  1. La regione autonoma della Valle d'Aosta e le  province  autonome
di Trento e di Bolzano provvedono alle finalita' di cui  al  presente
regolamento nell'ambito delle competenze ad esse spettanti  ai  sensi
dei rispettivi statuti speciali e delle relative norme di  attuazione
e compatibilmente con quanto disposto dai rispettivi ordinamenti. 
  2. Le disposizioni del presente decreto  si  applicano  anche  alle
scuole   con   lingua   di   insegnamento    slovena    o    bilingue
italiano-sloveno, fatte salve le modifiche  e  integrazioni  per  gli
opportuni adattamenti. 
                               Art. 5 
 
               Disposizioni transitorie e finanziarie 
 
  1. Le Indicazioni nazionali per il curricolo  allegate  al  decreto
del Ministro dell'istruzione, dell'universita'  e  della  ricerca  16
novembre  2012,  n.  254  continuano  ad  applicarsi  per  le  classi
intermedie di scuola  primaria  e  secondaria  di  primo  grado  gia'
funzionanti nell'anno scolastico 2025/2026, fino alla conclusione dei
rispettivi corsi. Nell'anno scolastico 2027/2028, le classi terze  di
scuola primaria anticipano  l'adozione  delle  Indicazioni  nazionali
limitatamente alla disciplina «storia». 
  2. Fino alla completa attuazione delle Indicazioni nazionali di cui
all'articolo 1, comma 1, i collegi dei docenti adattano e  rimodulano
il curricolo per le classi  della  scuola  primaria  e  della  scuola
secondaria di primo grado per le discipline che presentano competenze
attese, obiettivi specifici di apprendimento  e  conoscenze  con  una
scansione temporale  diversa  rispetto  a  quella  delle  Indicazioni
nazionali  allegate  al   decreto   del   Ministro   dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 16 novembre 2012, n. 254. 
  3. Ai sensi del comma 1, il decreto del  Ministro  dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca  16  novembre  2012,  n.  254  e  le
allegate  Indicazioni  nazionali  per  il  curricolo   della   scuola
dell'infanzia e del  primo  ciclo  di  istruzione  cessano  di  avere
efficacia a decorrere dall'anno scolastico 2026/2027  per  la  scuola
dell'infanzia,  dall'anno  scolastico   2028/2029   per   la   scuola
secondaria di primo grado e dall'anno  scolastico  2030/2031  per  la
scuola primaria. A decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del
presente regolamento, gli articoli 3 e 4  del  decreto  del  Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 16  novembre  2012,
n. 254 sono abrogati. 
  4. Dall'attuazione del presente  regolamento  non  devono  derivare
nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza   pubblica.   Le
amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti ivi  previsti
con  le  risorse  umane,  finanziarie  e   strumentali   previste   a
legislazione vigente. 
  Il presente regolamento, munito  del  sigillo  dello  Stato,  sara'
inserito  nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti   normativi   della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare. 
 
    Roma, 9 dicembre 2025 
 
                                               Il Ministro: Valditara 
 
Visto, il Guardasigilli: Nordio 

Registrato alla Corte dei conti il 31 dicembre 2025 
Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dell'istruzione  e  del
merito,  del  Ministero  dell'universita'  e  della  ricerca  e   del
Ministero della cultura, n. 2547 
 
               Indicazioni Nazionali per il curricolo 
                        Scuola dell'infanzia 
               e Scuole del Primo ciclo di istruzione 
 
    Premessa culturale generale delle Indicazioni  Nazionali  per  il
curricolo 
    Finalita' della scuola dell'infanzia e del primo ciclo 
    Profilo dello studente 
    Obiettivi generali del processo formativo 
    L'organizzazione del curricolo 
    Indicazioni Nazionali per la scuola dell'infanzia 
    Campo di esperienza 'Il se' e l'altro' 
    Campo di esperienza 'Il corpo e il movimento' 
    Campo di esperienza 'Immagini, suoni e colori' 
    Campo di esperienza 'I discorsi e le parole' 
    Campo di esperienza 'La conoscenza del mondo' 
    Dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria 
    Italiano 
    Latino per l'educazione linguistica (LEL) 
    Lingua inglese 
    Seconda lingua comunitaria 
    Storia 
    Geografia 
    Educazione integrata matematico-scientifico-tecnologica (STEM) 
      Matematica 
      Scienze 
      Tecnologia 
    Musica 
    Strumento musicale 
    Arte e immagine 
    Educazione motoria - educazione fisica 
 
Commissione 
 
Coordinatrice scientifica 
    Loredana  Perla  -  P.O.  di  didattica  e  pedagogia   speciale,
Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro 
 
Vice Coordinatore e supporto tecnico 
    Francesco Emmanuele Magni - P.A. di pedagogia generale e sociale,
Universita' degli Studi di Bergamo 
 
Componenti 
    Laura Sara Agrati - P.O. di pedagogia  sperimentale,  Universita'
Telematica Pegaso 
    Giuseppa Cappuccio - P.O. di pedagogia, Universita'  Sperimentale
degli Studi di Palermo 
    Massimiliano Costa  -  P.O.  di  pedagogia  generale  e  sociale,
Universita' degli Studi "Ca' Foscari" di Venezia 
    Evelina  Scaglia   -   P.A.   di   storia   della   pedagogia   e
dell'educazione, Universita' degli Studi di Bergamo 
    Alessia Scarinci - P.O. di  pedagogia  sperimentale,  Universita'
degli Studi del Salento 
    Viviana Vinci - P.O. di pedagogia sperimentale, Universita' degli
Studi di Foggia 
 
Esperti scuola dell'infanzia 
    Aurelia Speciale -  Dirigente  scolastico,  Istituto  comprensivo
"Cisternino", Cisternino (BR) 
    Vincenza Albano - Insegnante di  scuola  dell'infanzia,  Istituto
comprensivo "Devitofrancesco-Giovanni  XXIII-Binetto",  Grumo  Appula
(BA) 
    Raffaella Forliano - Insegnante di scuola dell'infanzia, Istituto
comprensivo "Vico de Carolis", Taranto 
 
 
ITALIANO 
 
Coordinatori 
    Claudio Giunta - P.O. di  letteratura  italiana,  Universita'  di
Torino 
    Claudio Marazzini -  Prof.  Emerito,  gia'  P.O.  di  linguistica
italiana, Universita' degli  Studi  del  Piemonte  Orientale  'Amedeo
Avogadro', Presidente onorario dell'Accademia della Crusca 
 
Esperti 
    Clizia Carminati -  P.A.  di  letteratura  italiana,  Universita'
degli Studi di Bergamo 
    Elisa  Corino  -  P.O.  di  didattica   delle   lingue   moderne,
Universita' di Torino 
    Simone  Paiano  -  Dirigente  scolastico,  Istituto   comprensivo
"Toscanini-Perotti", Torino 
    Davide  Profumo  -  Docente,  Liceo   Scientifico   "Cannizzaro",
Vittoria (Ragusa) 
 
LATINO PER L'EDUCAZIONE LINGUISTICA (LEL) 
 
Coordinatore 
    Andrea Balbo - P.O. di lingua e letteratura  latina,  Universita'
di Torino 
 
Esperti 
    Nicoletta  Berrino  -  Docente,  Scuola  secondaria  di  I  grado
"Giovanni Pascoli", Bari 
    Loredana Boero - Docente, Liceo Scientifico Pareto, Losanna (CH) 
    Antonella  Bruzzone  -  P.O.  di  lingua  e  letteratura  latina,
Universita' degli Studi di Sassari 
    Mario De Nonno - P.O. di lingua e letteratura latina, Universita'
degli Studi Roma Tre 
    Paolo  De  Paolis  -  P.O.  di  lingua  e   letteratura   latina,
Universita' degli Studi di Verona 
    Domenico Lassandro - gia' P.O. di lingua  e  letteratura  latina,
Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro 
    Guido Milanese - P.O. di lingua e letteratura latina, Universita'
Cattolica del Sacro Cuore di Milano-Brescia 
    Lucia Pasetti - P.O. di lingua e letteratura  latina  Alma  Mater
Universita' di Bologna 
    Leonardo Terrusi -  P.A.  di  linguistica  italiana,  Universita'
degli Studi di Teramo 
 
LINGUA INGLESE E SECONDA LINGUA COMUNITARIA 
 
Coordinatore lingua inglese 
    Irene Ranzato - P.A. di lingua, traduzione e linguistica inglese,
Sapienza Universita' di Roma 
 
Esperti 
    Enrico Grazzi - P.A. di lingua, traduzione e linguistica inglese,
Universita' degli Studi Roma Tre 
    Silvia Gulletta - Docente  Scuola  primaria,  Istituto  paritario
Margherita, Bari 
    Federica  Perazzini  -  RTDA  di  letteratura  inglese,  Sapienza
Universita' di Roma 
    Margherita Rasulo - P.A.  di  lingua,  traduzione  e  linguistica
inglese, Universita' degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli 
    Daniela Savino - Assegnista di ricerca, Universita'  degli  Studi
di Bari Aldo Moro 
    Simona Scanni - Docente Scuola secondaria di  I  grado,  Istituto
comprensivo "Japigia 2", Torre a mare - Bari 
    Cinzia  Schiavini  -   P.A.   di   letterature   anglo-americane,
Universita' degli Studi di Milano La Statale 
    Luca Valleriani - Assegnista di ricerca di lingua,  traduzione  e
linguistica inglese, Universita' degli Studi della Tuscia e  Sapienza
Universita' di Roma 
    Mary Wardle - P.A. di lingua, traduzione e  linguistica  inglese,
Sapienza Universita' di Roma 
 
Coordinatore lingua francese 
    Marco Modenesi - P.O. di letteratura francese, Universita'  degli
Studi di Milano La Statale 
 
Esperti 
    Cristina Brancaglion - P.A. di lingua, traduzione  e  linguistica
francese, Universita' degli Studi di Milano La Statale 
    Claudio Grimaldi -  P.A.  di  lingua,  traduzione  e  linguistica
francese, Universita' degli Studi di Napoli Parthenope 
    Donatella Mascheroni - Docente Scuola secondaria di primo  grado,
Istituto comprensivo "De Amicis", Busto Arsizio (VA) 
    Cristina Pini -  Docente  di  lingua  e  cultura  francese,  IISS
"P.Verri", Milano 
    Mariateresa Zanola - P.O. di  lingua,  traduzione  e  linguistica
francese, Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Milano 
 
Coordinatore lingua spagnola 
    Stefano Tedeschi - P.A. di lingua e letterature ispano-americane,
Sapienza Universita' di Roma 
 
Esperti 
    Sara Barbini - Docente Liceo delle  scienze  umane,  Istituto  di
istruzione Superiore "Blase Pascal", Roma 
    Sarah Fogagnoli - Docente Liceo delle scienze umane, Istituto  di
Istruzione Superiore "G.G. Trissino" - Valdagno (VI) 
    Mara Imbrogno -  Docente  Istituto  tecnico  industriale  statale
"Giovanni XXII", Roma 
    Massimo Marini - Ricercatore di  lingua  e  traduzione  -  lingua
spagnola, Sapienza Universita' di Roma 
    Elisa  Mariottini  -  Docente  Liceo  scientifico,  Istituto   di
Istruzione Superiore "Campus dei Licei Massimiliano Ramadu'" Cisterna
di Latina (LT) 
    Valentina Ariza Moreno  -  Docente  Scuola  secondaria  di  primo
grado, Istituto Comprensivo "Albano", Albano Laziale (RM) 
    Elisabetta Sarmati  -  P.O.  di  letteratura  spagnola,  Sapienza
Universita' di Roma 
    Vanessa Paola Vasquez - Docente Liceo  linguistico,  Istituto  di
Istruzione Superiore, "Via Roma 298", Guidonia Montecelio (RM) 
 
Coordinatore lingua tedesca 
    Marco Castellari - P.O. di letteratura tedesca, Universita' degli
Studi di Milano La Statale 
 
Esperti 
    Chiara  M.  Buglioni  -   Docente   Liceo   Scientifico   Statale
"Alessandro Volta", Milano 
    Chiara  Buratti  -  Docente  Scuola  secondaria  di  primo  grado
"Quintino di Vona", Milano 
    Adriano Murelli  -  P.A.  di  lingua,  traduzione  e  linguistica
tedesca, Universita' di Torino 
    Franca Quartapelle - gia' docente di I.I.S. in quiescenza 
 
STORIA 
 
Coordinatore 
    Ernesto Galli della Loggia - Prof. Emerito, gia' P.O.  di  storia
contemporanea, Scuola Normale di Pisa 
 
Esperti 
    Cinzia Bearzot - P.O. di storia greca, Universita' Cattolica  del
Sacro Cuore di Milano 
    Giovanni  Belardelli  -  Gia'  P.O.  di  storia  delle   dottrine
politiche, Universita' degli Studi di Perugia 
    Silvia Capuani - Docente Istituto di Istruzione Superiore, Roma 
    Elvira Migliario - P.O. di storia romana, Universita' degli Studi
di Trento 
    Marco Pellegrini - P.O.  di  storia  moderna,  Universita'  degli
Studi di Bergamo 
    Federico  Poggianti  -  Ricercatore  di   storia   contemporanea,
Universita' Telematica Pegaso 
    Adolfo  Scotto  di  Luzio  -  P.O.   di   storia   contemporanea,
Universita' degli Studi di Bergamo 
 
GEOGRAFIA 
 
Coordinatore 
    Riccardo Morri - P.O. di geografia, Sapienza Universita' di Roma 
 
Esperti 
    Angela Caruso - Docente Scuola secondaria di  I  grado,  Istituto
comprensivo "Alda Merini", Castel di Sangro (AQ) 
    Cristiano Giorda - P.O. di geografia, Universita' di Torino 
    Paola Pepe - Docente Istituto Istruzione Superiore  Statale  "Pio
La Torre", Palermo 
    Stefano Piastra - P.O. di geografia, Universita' degli  Studi  di
Bologna 
 
STEM (educazione integrata matematico-scientifico-tecnologica) 
 
Coordinatore 
    Vincenzo Vespri - P.O. di analisi matematica,  Universita'  degli
Studi di Firenze 
 
Esperti 
    Lucia  Angiolini  -  P.O.  di  paleontologia   e   paleoecologia,
Universita' degli Studi di Milano La Statale 
    Emiliano Barbuto - Dirigente Scolastico, Istituto  di  Istruzione
Superiore "G. Galilei-R. Di Palo", Salerno 
    Paolo Branchini - Dirigente di ricerca c/o Istituto Nazionale  di
Fisica Nucleare, sezione Universita' degli Studi Roma Tre 
    Franco  Calcagno  -  Dirigente   scolastico,   Istituto   tecnico
industriale "Alessandro Artom", Asti 
    Lorella Carimali - Docente Liceo scientifico  "Vittorio  Veneto",
Milano 
    Giovanni  Battista  De  Giudici  -  P.O.   di   paleontologia   e
paleoecologia, Universita' degli Studi di Cagliari 
    Antonietta Esposito - Dirigente scolastico, Istituto  Comprensivo
"Castel Maggione" (BO) 
    Roberto Franco - Docente MAECI presso scuola italiana  Aldo  Moro
di Bucarest 
    Maria Teresa Furci - Rettrice del Convitto Nazionale Umberto I di
Torino 
    Mauro  Iacono  -  P.A.   di   sistemi   di   elaborazione   delle
informazioni,  Universita'  degli   Studi   della   Campania   "Luigi
Vanvitelli" 
    Bianca Maria Lombardo - gia' P.A.  di  biologia,  Universita'  di
Catania 
    Erika Luciano - P.A. di storia della matematica,  Universita'  di
Torino 
    Marina Marchisio Conte -  P.O.  di  didattica  della  matematica,
Universita' di Torino 
    Francesca Monti - P.A. di fisica sperimentale, Universita'  degli
Studi di Verona 
    Antonella  Montone  -  P.A.  di   didattica   della   matematica,
Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro 
    Enrico Nardelli - P.O. di informatica,  Universita'  degli  Studi
Tor Vergata di Roma 
    Davide Patti - Docente Scuola secondaria di I  grado,  IC  "Udine
2", Udine 
    Daniela Prevedelli - P.O. di ecologia, Universita' degli Studi di
Modena e Reggio Emilia 
    Concetta Semplice - Docente Scuola primaria, Istituto comprensivo
"L. Da Vinci - Anna Frank", Torino 
    Giuseppe Tavanti  -  Docente  di  esecuzione  e  interpretazione,
"Liceo N. Forteguerri", Pistoia, distaccato presso USR Toscana 
    Luca Tortora - P.A. di chimica generale, Universita' degli  Studi
di Roma Tre 
    Alice Simone Tramontano -  Docente  Scuola  secondaria  di  primo
grado, I.C. "Rita Levi Montalcini", Novara 
 
MUSICA 
 
Coordinatore 
    Uto Ughi - Musicista e Presidente Fondazione Uto Ughi 
 
Esperti 
    Giacomo Albert - Ricercatore, Universita' di Torino 
    Natascia Chiarlo - Musicista 
    Francesco Vito D'Aniello - Docente Liceo  musicale  "don  Lorenzo
Milani" Acquaviva delle Fonti (BA) 
    Chiara Magazzar - Docente Scuola primaria,  Istituto  Comprensivo
"Viale Angeli", Cuneo 
 
ARTE E IMMAGINE 
 
Coordinatore 
    Antonio Cioffi - Docente AFAM  di  prima  fascia  -  pedagogia  e
didattica dell'arte - Accademia di Belle Arti "Brera" di Milano 
 
Esperti 
    Marco Cingolani - D.P.F. AFAM - pittura - Accademia di Belle Arti
"Brera" di Milano 
    Damiano Colacito - D.P.F. AFAM - pedagogia e didattica  dell'arte
- Accademia di Belle Arti dell'Aquila 
    Giorgio Frassi - D.P.F. AFAM - grafica - Accademia di Belle  Arti
"Brera" di Milano 
    Gabriele Giromella - D.P.F. AFAM - anatomia artistica,  Accademia
di Belle Arti "Brera" di Milano 
    Gabriele Perretta - D.P.F. AFAM - semiotica dell'arte - Accademia
di Belle Arti "Brera" di Milano 
    Massimiliano Studer - Docente di linguaggio del  cinema  e  della
televisione - ITSOS Albe Steiner di Milano 
    Federico Tesio - D.P.F. AFAM - scenografia - Accademia  di  Belle
Arti "Brera" di Milano 
 
EDUCAZIONE MOTORIA - EDUCAZIONE FISICA 
 
Coordinatore 
    Antonio Borgogni  -  P.O.  di  didattica  e  pedagogia  speciale,
Universita' degli Studi di Bergamo 
 
Esperti 
    Valeria Agosti - P.A. di  metodi  e  didattiche  delle  attivita'
sportive, Universita' degli Studi di Salerno 
    Antonio  Ascione  -  P.A.  di  didattica  e  pedagogia  speciale,
Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro 
    Simone Digennaro  -  P.A.  di  didattica  e  pedagogia  speciale,
Universita' degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale 
    Lucia Innocente - Gia' docente Scuola secondaria di primo  grado,
Istituto Comprensivo "Carbonera", Carbonera (TV) 
    Massimo Lanza - P.A.  di  metodi  e  didattiche  delle  attivita'
sportive, Universita' degli Studi di Verona 
    Angela Magnanini  -  P.O.  di  didattica  e  pedagogia  speciale,
Universita' degli Studi Foro Italico di Roma 
    I testi finali sono  il  risultato  dell'accoglimento  di  alcuni
suggerimenti emersi dal pubblico dibattito. 
 
Contributi e ringraziamenti 
    Un particolare ringraziamento per i suggerimenti  ricevuti  e  il
contributo in  fase  di  revisione  del  documento  va  agli  esperti
consultati:  proff.  Giuseppe  Zanniello,  Emerito  di  didattica   e
pedagogia speciale dell'Universita' degli Studi di  Palermo,  Antonio
Calvani,  gia'  Ordinario   di   didattica   e   pedagogia   speciale
dell'Universita' degli Studi di  Firenze;  Maria  Teresa  Santacroce,
Docente Liceo 'E. Amaldi', Bitetto  (Bari);  Rosa  Sigillo',  Docente
scuola primaria I.C. Teofilo Patini, L'Aquila. 
 
            Premesse culturali alle Indicazioni Nazionali 
 
 
PERSONA, SCUOLA, FAMIGLIA 
    La Costituzione mette al centro la persona e concepisce lo  Stato
per l'uomo e non l'uomo per lo Stato come opportunamente sottolineava
il costituente Giorgio La Pira. Cosi' la scuola pone le persone degli
allievi (1) al centro delle  sue  azioni  e  ne  promuove  i  talenti
attraverso la formazione integrale di tutte le dimensioni: cognitive,
affettive,  relazionali,  corporee,  estetiche,  etiche,  spirituali,
religiose. 
    Il termine 'persona'  ha  radici  storico-culturali  occidentali.
Esso si ritrova gia' nel lessico latino ed ha un particolare  rilievo
nel campo  del  diritto  romano.  Persona  e'  un  termine  presente,
oltreche'   nella   nostra   Carta   costituzionale,   anche    nella
Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, che definisce la
persona   come   titolare   di   diritti   universali,   inviolabili,
inalienabili: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta'  ed
alla sicurezza della propria persona" (art. 3).  A  scuola  l'allievo
scopre la propria identita' personale e la  propria  appartenenza  ad
una comunita' in costante evoluzione. Tale identita' non puo'  essere
naturalmente disgiunta dalla relazione. L'altro, infatti, non  limita
la persona ma e' costitutivo del suo svilupparsi  e  completarsi.  Le
comunita', le societa', i gruppi non sostituiscono mai la persona, ma
nella relazione hanno il compito di preparare il suo  divenire  e  il
suo progressivo compimento. La  persona  e'  identita',  relazione  e
partecipazione. Da  qui  la  fondamentale  azione  della  scuola  nel
promuovere   l'identita'   personale,   culturale,   relazionale    e
partecipativa di ogni essere umano. 
    La   scuola   accompagna   gli   studenti,   sin   dalla   scuola
dell'infanzia, a capire chi sono, da dove vengono, per  quale  futuro
si preparano, quale contributo possono dare  alla  societa'.  E  tali
scoperte hanno luogo in quei mondi vitali che  sono  le  aule,  nelle
relazioni  fra  pari,  grazie   alla   mediazione   didattica   degli
insegnanti. Tuttavia nessuna scuola puo' svolgere  in  solitudine  il
compito  formativo,  tanto  piu'  dinnanzi  al  mutamento  dei  nuovi
preadolescenti e alla precocita' di molti loro comportamenti  che  un
tempo emergevano in fasi piu' tardive dello  sviluppo.  Tale  compito
puo' esplicarsi con efficacia grazie all'indispensabile alleanza  con
le famiglie che  svolgono  un  ruolo  complementare  a  quello  della
scuola. Scuola e famiglia costituiscono le due colonne  portanti  del
percorso di crescita e di apprendimento  di  bambini  e  adolescenti.
Tanto piu'  oggi,  nel  tempo  in  cui  la  formazione  non  e'  piu'
circoscritta alla sola scuola e nuovi  luoghi  e  stimoli  culturali,
ampliati dalla realta' digitale,  concorrono  alla  formazione  e  al
benessere della persona. 
    L'educazione si realizza in una rete dinamica  di  relazioni  che
coinvolgono innanzitutto la scuola e la famiglia,  senza  dimenticare
il ruolo della comunita', intesa come ambiente esteso in cui cresce e
si  completa  la  formazione  della  persona.  La  comunita',   nella
pluralita' dei suoi molteplici attori (docenti,  genitori,  ma  anche
realta' del cosiddetto terzo settore), vive il  costante  impegno  di
integrare i suoi interventi, nel rispetto della diversita' dei ruoli,
per promuovere la crescita culturale  e  sociale  dei  bambini.  Tale
collaborazione vede la scuola  come  istituzione  insostituibile  nel
promuovere  nello  spazio  pubblico   la   costruzione   di   legami,
l'esercizio  della  partecipazione  e  l'apprendimento  di  saperi  e
valori. 
 
Scuole e famiglie in un nuovo patto di alleanza 
    La scuola e' la sede principale per la trasmissione di conoscenze
legittimate dalla critica e dalla scienza e luogo di  crescita  della
persona. Tuttavia, per raggiungere obiettivi educativi  efficaci,  e'
necessaria un'alleanza tra  scuola  e  famiglia,  una  collaborazione
autentica e rispettosa dei ruoli, fatta di incontro sostanziale oltre
che di accordo documentale. Grazie a un  dispositivo  normativo  gia'
esistente - il patto educativo di corresponsabilita' -  e'  possibile
progettare occasioni di conoscenza reciproca, di incontro  e  dialogo
fra  studenti,  insegnanti,  genitori:  ad  intra,  nella   comunita'
scolastica, e ad extra, nella comunita' territoriale. Questo  dialogo
favorisce la  comprensione  dei  cambiamenti  sociali  in  corso  nei
rispettivi ruoli e pone le basi per cooperare alla costruzione di una
visione educativa comune. Il  patto  di  corresponsabilita'  aiuta  a
riconoscere, infatti, da parte dei genitori, la funzione di  'alleati
primi'  della  scuola.  Va  spiegato  a  bambini  e   preadolescenti,
anzitutto da parte dei genitori, che la nostra Repubblica ha posto la
scuola al centro del suo progetto di Paese e che la scuola e' un bene
sociale comune di inestimabile rilevanza, da tutelare e  valorizzare,
a cominciare dalle parole usate per parlarne. Danneggiare una scuola,
sporcarne  le  pareti,  distruggerne   gli   arredi,   offendere   un
insegnante,  non  sono  solo  azioni   eticamente   riprovevoli,   da
condannare e stigmatizzare anche con la richiesta di  risponderne  da
parte delle famiglie, ma sono i segni preoccupanti  di  un  cedimento
valoriale  del  rispetto  e  della  fiducia  dovuti   all'istituzione
culturale piu' importante del nostro Paese e alle persone - dirigenti
e insegnanti - che hanno scelto di spendere la propria vita in queste
istituzioni al servizio delle nuove generazioni.  Cosi'  come  maxima
debetur  puero  reverentia  e'   anche:   maxima   debetur   magistro
reverentia. 
 
Insegnante professionista e Magister 
    Troppo spesso si dimentica che un insegnante  e'  magis  (da  cui
magister) 'di piu',  e  che  puo'  essere  volano  del  desiderio  di
apprendere di un allievo. Come tale, egli puo' diventare un punto  di
riferimento essenziale del percorso  di  formazione  dello  studente.
L'allievo, infatti, e' animato dal desiderio di  imparare  e  sceglie
una guida che sappia stimolarlo in tale direzione. E la  funzione  di
'guida' assunta dal "magister" e' fondamentale affinche' il desiderio
dell'allievo si  orienti  verso  le  esperienze  e  i  contenuti  del
curricolo. L'espressione Magister vuole sottolineare  l'autorevolezza
ritrovata  della  figura  del  docente.  E'  questo  il   presupposto
essenziale per poter svolgere quella funzione di  valorizzazione  dei
talenti di ogni giovane che  e'  propria  di  una  scuola  che  metta
realmente al centro la persona dello studente. 
    La dimensione educativa di una scuola e' peraltro  immediatamente
riconoscibile dall'impegno che insegnanti, dirigenti e personale  ATA
- con spirito di collegialita' - svolgono quotidianamente al servizio
degli  studenti  nel  capire  stili  e  orientamenti  delle  famiglie
valorizzando, attraverso il dialogo, esperienze di comprensione e  di
accoglienza. Cambiamenti fra generazioni hanno peraltro modificato la
stessa idea di genitorialita'. Restano pero' sempre uguali i  bisogni
che bambini e  ragazzi  rivolgono  ai  loro  adulti  di  riferimento,
genitori e insegnanti: bisogni di  sicurezza,  di  essere  amati,  di
formarsi un'immagine stabile e  positiva  di  se',  di  delineare  la
propria personalita', di vivere in un ambiente  sereno,  di  imparare
con gioia. Di qui  l'impegno,  per  insegnanti  e  genitori,  in  una
rinnovata alleanza educativa,  di  praticare  l'esercizio  quotidiano
della valorizzazione reciproca. 
 
SCUOLA E NUOVO UMANESIMO 
    Nella sua articolazione verticale  la  formazione  scolastica  si
attua a partire  dalla  scuola  dell'infanzia  per  proseguire  nella
scuola del primo ciclo  di  istruzione.  Finalita'  principale  della
scuola  e'  l'acquisizione  delle   conoscenze   e   delle   abilita'
fondamentali per sviluppare  le  competenze  culturali  di  base  (di
ambito umanistico, scientifico e tecnologico) nella prospettiva dello
sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti. Il  concetto  di
talento  va  inteso  come  l'espressione  attiva  e   situata   delle
potenzialita' del soggetto, non riducibile  a  una  dote  innata,  ma
strettamente connesso alla sua capacita' di mettere in gioco  risorse
cognitive, affettive e creative in risposta alle opportunita' offerte
dall'ambiente.  In  questa  prospettiva,  il  talento  emerge  quando
l'alunno e' inserito in un contesto capacitante, ossia in un ambiente
educativo che riconosce le sue possibilita', ne sostiene  l'autonomia
e ne stimola  lo  sviluppo.  Anche  in  situazioni  di  fragilita'  o
svantaggio,   un   tale   ambiente   puo'   attivare   dinamiche   di
autorealizzazione impreviste, facendo del talento non  un  privilegio
di pochi, ma una possibilita' trasformativa per ciascuno. Una  scuola
che stimola i  talenti  non  si  limita  a  rendere  performative  le
conoscenze, ma espande le  opportunita'  di  emancipazione  personale
affinche' gli studenti, grazie alla scuola, possano trovare  la  loro
realizzazione. 
    Tale finalita' rispecchia il dettato costituzionale che, all'art.
3,  impegna  la  Repubblica  a  «rimuovere  gli  ostacoli  di  ordine
economico  e  sociale  che,  limitando  di  fatto   la   liberta'   e
l'eguaglianza dei cittadini,  impediscono  il  pieno  sviluppo  della
persona umana». A tal fine  la  scuola  promuove  l'inclusione  e  la
pratica   consapevole   della   cittadinanza;   previene   l'evasione
dell'obbligo di istruzione e contrasta la dispersione;  valorizza  le
inclinazioni di ciascuno; persegue con ogni  mezzo  il  miglioramento
della qualita' del sistema di istruzione. 
 
Liberta', cura di se' ed etica del rispetto 
    Il  principio  educativo  che  sottende  la  scuola,  a   partire
dall'infanzia, e' la  centralita'  dello  studente  che  e'  soggetto
attivo del proprio apprendimento e che, grazie  alla  scuola,  impara
progressivamente a governare il bene della liberta'. La  liberta'  e'
il valore caratteristico piu' importante dell'Occidente e  della  sua
civilta'  sin  dalla  sua  nascita,  avvenuta  fra  Atene,   Roma   e
Gerusalemme. Ed e' il cuore pulsante della  nostra  democrazia,  come
ben rilevo' Luigi Sturzo evidenziando che la democrazia comincia  con
la liberta' e che laddove non  c'e'  liberta'  non  c'e'  democrazia.
Capire che cosa e' la liberta'  e  soprattutto  che  cosa  significhi
essere liberi (anche attraverso il confronto con  coloro  che  liberi
non sono, in moltissime parti del mondo), agevola la comprensione  di
cosa sia una democrazia occidentale e le  connessioni  esistenti  fra
quest'ultima e il sistema dei diritti e dei  doveri  di  cittadinanza
conquistati in Europa, anche al prezzo  di  guerre  terribili,  nella
prima meta' del Novecento. Il contenuto originario della liberta'  si
connota,  dal  punto  di  vista  della  formazione  scolastica,  come
possibilita' di autodeterminarsi nei diritti e nei doveri:  principio
universale che si collega col principio pedagogico  dell'autogoverno,
di matrice attivistica. Si va a scuola per conquistare l'autonomia di
essere  e  la  competenza  del  fare  e  dell'agire.  Cio'  significa
sviluppare la capacita' di pensare in modo  critico  e  autonomo,  di
riconoscere i diritti e i doveri propri e altrui. La liberta' non  e'
solo  autodeterminazione   individuale,   ma   e'   una   costruzione
collettiva,  che  si  sviluppa  nel  dialogo  e  nel  rispetto  delle
diversita' culturali, linguistiche,  cognitive  ed  emotive  presenti
nella comunita' scolastica. Le scuole del primo ciclo  di  istruzione
permettono inoltre, grazie all'educazione alla liberta', lo  sviluppo
del senso morale  e  la  comprensione  del  principio  di  autorita',
conquiste interiori dell'uomo  libero.  L'educazione  alla  liberta',
infatti, non  e'  sviluppo  dello  studente  nella  liberta',  ma  e'
sviluppo della liberta' nello studente. Grazie al  lungo  allenamento
all'autogoverno garantito negli anni di frequenza  scolastica,  e  in
virtu' delle 'regole'  (regole  di  comportamento,  ma  anche  regole
tratte dai contenuti e dai  metodi  delle  stesse  discipline,  come,
p.e., le regole di grammatica o le regole dei  giochi  in  palestra),
l'allievo interiorizza il senso del limite e  un'etica  del  rispetto
verso  il  prossimo,  gli  anziani,  i  piu'  deboli,  che  ha  nella
solidarieta' e nella fraternita' due luminosi fari  di  orientamento.
In special modo oggi, in un tempo nel quale gli allievi si trovano ad
interagire  con  coetanei  di  culture  diverse:  solo  un'etica  del
rispetto consente  di  costruire  le  condizioni  favorevoli  per  un
incontro che diventi, poi, autentico scambio di positive  esperienze.
In questo modo, la scuola diventa il luogo  in  cui  la  liberta'  si
trasforma in responsabilita', il pensiero in azione,  l'identita'  in
appartenenza a una comunita' piu' ampia  e  inclusiva  in  cui  tutti
riconoscano in se stessi il senso del limite  e  imparino  il  valore
delle norme che  regolano  la  convivenza  civile.  Il  rispetto  e',
dunque, un valore civile fondamentale che si apprende in  famiglia  e
si consolida a scuola, nell'esercizio  quotidiano  dell'incontro  con
l'universo degli adulti e dei  pari.  Ma  il  rispetto  e'  anche  il
traguardo  di  sviluppo  di  una  mente  flessibile,  generosa,   non
narcisistica, capace di filtrare e neutralizzare  le  tensioni  della
comunicazione perche' in  grado  di  pensare,  insieme,  identita'  e
alterita', io e tu, entro il perimetro del 'noi'. 
 
Scuola che educa alle relazioni,  all'empatia  e  al  rispetto  della
  persona 
    Rispetto e', oggi, l'obiettivo di  un'educazione  finalizzata  al
riconoscimento e alla valorizzazione delle  differenze  di  ciascuno,
secondo quanto suggerito dalle vigenti Linee guida per l'insegnamento
dell'educazione civica che  insistono  in  particolare  sul  rispetto
verso la donna e la costruzione di relazioni  corrette.  E'  altresi'
importante promuovere la prevenzione e il contrasto di ogni forma  di
violenza di genere. Questo tipo di educazione  e'  qualcosa  di  piu'
dell'alfabetizzazione  emozionale:  allena  bambine   e   bambini   a
'capirsi' nella complementarita' delle rispettive differenze. In tale
direzione e' necessario avviare a scuola un profondo lavoro educativo
e preventivo: un'educazione del cuore che crei  occasioni  didattiche
di esperienza di  sentimenti  basilari  come  la  fiducia,  l'empatia
relazionale ed affettiva, la  tenerezza,  l'incanto,  la  gentilezza.
Tutte  le  discipline  e   metodi,   dall'educazione   motoria   alla
letteratura e alle Stem, dalla  musica  alle  arti,  dalla  scrittura
autobiografica al cinema, al teatro e al gioco, sono grandi 'alleati'
degli insegnanti per questo lavoro didattico. E' inoltre fondamentale
che quest'azione preventiva  avviata  a  scuola  abbia  carattere  di
continuita' tra i diversi gradi di istruzione, sia  trasversale  alle
discipline scolastiche e  venga  progettata  dalla  scuola  anche  in
collaborazione con enti territoriali  e  associazioni.  In  un  mondo
gravato da insicurezze e  sospettosita'  che  lambiscono  i  rapporti
sociali e rendono complicata la  comunicazione,  oggi  piu'  che  mai
occorre promuovere fra gli studenti  il  senso  profondo  della  bona
fides, che  anticamente  costituiva  il  parametro  per  valutare  la
lealta' e l'onesta' delle relazioni. E questo e' anche  il  tempo  in
cui  il  diritto  ad  autodeterminarsi  come  donne,  conquista   del
Novecento, possa finalmente giovarsi di un nuovo patto fra i sessi da
far fiorire con matura consapevolezza  nelle  aule  delle  scuole  e,
possibilmente, entro gli anni  del  primo  ciclo  di  istruzione.  La
scuola e' il contesto piu'  adeguato  per  decostruire  stereotipi  e
affermare il rispetto per l'altro. 
 
Scuola che sa creare culture educative 
    In uno scenario mondiale in  profondo  mutamento,  la  scuola  si
trova a svolgere il ruolo di presidio dell'umanesimo e  di  luogo  di
elaborazione di culture educative attente a dimensioni quali la  cura
di se' e dell'ambiente, la  creativita',  l'immaginazione,  il  senso
critico necessari a fronteggiare e governare l'universo in espansione
delle tecnologie con istruzione qualitativamente elevata e  'sapienza
del cuore'. Le culture  educative  fioriscono  in  scuole  che  sanno
essere, nel contempo, comunita' educanti e professionali insieme.  La
scuola richiede una regia pedagogica stabile e condivisa,  capace  di
orientare  le  pratiche  verso  una  visione  formativa  unitaria   e
coerente, nonche' spazi autentici di  collegialita'  e  progettazione
comune, in cui i docenti possano  esercitare  pienamente  il  proprio
ruolo   professionale,   costruendo   insieme   percorsi    didattici
significativi  e  risposte  condivise  ai  bisogni  complessi   degli
studenti. Diventano cosi' fondamentali, per la scuola  secondaria  di
primo grado, sia il docente tutor sia il docente orientatore, nonche'
figure  cosiddette  di  gestione  intermedia,  che  sono  a  presidio
dell'attivita' didattica e organizzativa delle scuole. 
    Questo implica il superamento della frammentazione organizzativa,
spesso aggravata da iperburocratizzazione e adempimenti  formali  che
sottraggono tempo e risorse  all'essenza  del  lavoro  formativo.  La
scuola   sa   sperimentare   curricoli   flessibili,   aperti    alla
partecipazione  delle  famiglie,  degli  enti   territoriali,   delle
universita' e sa diversificare attivita', spazi e tempi  in  funzione
dell'inclusione  scolastica  e   dell'attiva   partecipazione   degli
studenti. Questi ultimi lavorano spesso in gruppo e gia'  all'interno
delle  classi  e'  facile  osservare  lo  svolgimento  di   attivita'
didattiche parallele o il movimento di allievi che escono dalla  loro
classe per raggiungere ambienti laboratoriali o atelier artistici. Le
aule sono spesso organizzate in aree di lavoro e  vengono  utilizzati
tutti gli spazi all'aperto che diventano aule esterne, orti,  piccoli
giardini curati dagli stessi studenti.  Operosita',  collegialita'  e
serenita'  sono  i  tratti  caratterizzanti  le   scuole   'comunita'
educanti':   esempi    contemporanei    della    grande    tradizione
dell'attivismo pedagogico. 
 
Cura del pianeta e governo della tecnica 
    La cura delle  relazioni  nei  microcosmi  delle  aule  non  puo'
dissociarsi dalla cura del pianeta Terra. E  ogni  persona,  nel  suo
piccolo, tiene nelle sue mani una  parte  della  responsabilita'  nei
confronti del futuro del nostro pianeta. L'esaurimento delle  risorse
naturali richiede di trovare  un  nuovo  equilibrio  tra  sviluppo  e
conservazione.  Come  gia'  sottolineato  dalle   Linee   guida   per
l'insegnamento  dell'educazione  civica,  e'  fondamentale   comunque
educare i giovani ai concetti di sviluppo e di  crescita.  Nel  campo
economico,    l'accelerazione    dell'innovazione    scientifica    e
tecnologica, soprattutto in riferimento all'intelligenza artificiale,
sta trasformando ogni settore, offrendo  nuove  opportunita'  per  la
ricerca, ma sollevando questioni etiche profonde sulla natura umana e
il suo futuro. In questo momento storico urge una scuola che aiuti  a
capire e ad abitare un pianeta complesso, promuovendo  l'integrazione
fra saperi e, nel contempo, competenze sociali per  instaurare  nuovi
patti di solidarieta' fra le generazioni. 
 
Scuola che integra  le  tecnologie  digitali  con  prudenza  e  senso
  critico 
    Il tema delle tecnologie digitali e' centrale. La scuola dovrebbe
formare un pensiero complesso, capace  di  valutare  attentamente  le
nuove tecnologie facendone cogliere presupposti ed orientandone l'uso
alla luce di chiari principi etici e pedagogici. Peraltro un uso  non
appropriato favorisce sovraccarico cognitivo e deconcentrazione.  Per
non  parlare  dei   rischi   connessi   alla   rete   (cyberbullismo,
adescamento, phishing, fake news) e dei possibili danni neurologici e
psichici che l'abuso degli  strumenti  digitali  potrebbe  comportare
(dipendenze, caduta  dell'attenzione,  nuove  forme  di  ansia  e  di
depressione). Per conseguire il loro  pieno  potenziale,  dunque,  le
tecnologie  digitali  vanno  integrate  in  un  contesto  in  cui  le
dimensioni umane e sociali dell'apprendimento siano rafforzate e  non
'sostituite' e in cui prevalga una mediazione chiaramente orchestrata
dalla persona dell'insegnante. La tecnologia e  l'IA  in  particolare
possono ampliare la portata educativa della scuola solo  se  inserite
in un contesto relazionale solido, che salvaguardi  la  liberta',  la
coscienza e  lo  sviluppo  integrale  della  persona.  E'  in  questa
prospettiva che le Indicazioni propongono  una  strategia  abilitante
sull'IA: non una  semplice  assistenza  tecnica  alla  didattica,  ma
un'integrazione critica, consapevole e orientata alla trasformazione,
guidata  dalla  competenza  esperta  degli  insegnanti.  Sara'  cosi'
possibile realizzare l'obiettivo, indicato anche a  livello  europeo,
di un ecosistema  altamente  efficiente  e  autenticamente  umano  di
istruzione digitale. 
    La scuola e', inoltre, il luogo ove e' possibile far maturare una
competenza chiave - quella digitale,  appunto  -  che  e'  parte  del
ventaglio di competenze compreso dalle Raccomandazioni europee per lo
sviluppo  della  cittadinanza  e  la  cui  maturazione  permette   di
orientarsi nell'universo  digitale  con  autonomia,  responsabilita',
consapevolezza. A  questo  proposito  e'  bene  chiarire  che  esiste
differenza tra "competenze digitali" (intese come padronanza  di  uso
efficace, sicuro e consapevole di dispositivi, strumenti e tecnologie
digitali) e "competenze informatiche", riferite, queste ultime,  alla
comprensione di come i dati  (rappresentati  digitalmente,  cioe'  in
forma  numerico/simbolica)  possano  essere  elaborati   in   maniera
automatica,  ad  opera  di  "agenti"  che   eseguono   meccanicamente
procedimenti ideati da umani. La scuola promuove le une e  le  altre,
anche  attraverso  l'apprendimento  dei  modi   in   cui   funzionano
dispositivi e piattaforme digitali,  incluse  eventualmente  le  piu'
recenti basate sull'intelligenza artificiale (IA). Infine, la  scuola
insegna che tecniche e  tecnologie  hanno  un  ruolo  primario  nella
storia dell'uomo ma che hanno anche costi rilevanti mano a  mano  che
si fanno piu' potenti. E che potrebbero arrivare a governare l'uomo e
la sua  coscienza.  La  scuola,  le  sue  relazioni,  i  suoi  saperi
costituiscono il miglior antidoto contro tale rischio, presidiando il
bene fondamentale della liberta'. 
 
Scrivere e'...vivere. E si apprende a scuola 
    Nelle  scuole  la  scrittura  ha  un  significato   profondamente
umanistico e di supporto alla promozione degli apprendimenti di tutte
le discipline.  Carta  e  penna,  lettura  ad  alta  voce  e  piccole
biblioteche d'aula devono  convivere  armoniosamente  con  assistenti
virtuali e augmented  learning.  Nelle  scuole  del  primo  ciclo  di
istruzione la scrittura e' fondamentale e va curata  con  particolare
attenzione, a partire dall'apprendimento della scrittura a  mano  con
riferimento al corsivo (2) e alla  calligrafia,  perche'  agevola  lo
sviluppo della coordinazione oculo-manuale, allontana i bambini dagli
schermi e permette  di  tutelare  gli  spazi  vitali  dell'esperienza
concreta,   ingrediente   necessario   per   affinare   pensiero    e
ragionamento. Inoltre, scrivere in  corsivo  permette  di  migliorare
l'attenzione al dettaglio e alla percezione della separazione fra  le
parole (rispetto all'uso dello stampato  maiuscolo)  ed  esercita  il
pensiero nel rispettare l'ordine di composizione delle  parole  nello
spazio della pagina. E' nota la correlazione  fra  saper  scrivere  e
saper concettualizzare, studiare, capire un discorso. La scrittura e'
molto piu' che una tecnologia della parola: e' saper  strutturare  il
pensiero in un orizzonte di senso che e' anche introspezione, cura di
se'.  Ed  e'  avviamento  al  pensiero  riflessivo.  Scrivere  mette,
inoltre, in discussione il mito della velocita':  richiede  silenzio,
concentrazione, lentezza. Non si scrive solo  per  essere  capiti;  a
scuola si scrive per capire e per capirsi. Per  questo  la  didattica
della scrittura assume un ruolo cruciale sin dalla scuola  del  primo
ciclo. Anzi, molto prima, quando ancora piccolissimi i  bambini  sono
stimolati dai messaggi intorno a loro,  sentono  gli  adulti  leggere
testi, ascoltano narrare storie, sfogliano colorati albi  illustrati.
E rimangono incantati.  Incanto  e  passione  per  la  lettura  e  la
scrittura nascono li': dai primi incontri con la parola, col libro  e
con  persone  che  sanno  narrare.  I  bambini  si  impegnano   molto
precocemente nel processo di letto-scrittura  e  indagano  da  tenera
eta' i principi e le regole che governano quei segni.  Da  una  prima
fase  presillabica  (detta  anche  'logografica')  passano,  con   la
scoperta della corrispondenza tra segno e aspetto sonoro del parlato,
a una  fase  sillabica  e  poi  a  quella  alfabetica  attraverso  la
progressiva padronanza della  corrispondenza  fonema-grafema  propria
dei sistemi di scrittura. Di particolare rilevanza, nell'apprendere a
scrivere, e' l'esercizio  del  riassunto.  E'  utile  proporre  tanti
'esempi di scrittura' sui  quali  far  intervenire  gli  allievi  con
consegne  specifiche,  alleggerendo  l'ansia  da  foglio   bianco   e
spostando il carico cognitivo sulla  riscrittura  di  un  testo  gia'
esistente: di qui l'invito a riscoprire  l'esercizio  del  riassunto,
che e' un esercizio  fondamentale  per  apprendere  a  scrivere  e  a
pensare. Scrivere e' un lavoro e costituisce il miglior  viatico  per
l'apprendimento a scuola e nella vita. 
 
Scuola che sa essere inclusiva 
    A quasi cinquant'anni dall'entrata in vigore  della  L.  517/1977
che sanci' l'accoglienza degli allievi con disabilita'  nelle  scuole
comuni del nostro Paese, la scuola e' entrata in una  nuova  stagione
che e' anche l'esito di un processo di evoluzione culturale sul  tema
dell'approccio educativo ai bisogni speciali che vede il nostro Paese
all'avanguardia nel mondo. Non e' un caso che proprio in Italia siano
state poste le premesse, grazie ad  indirizzi  normativi  illuminati,
per l'avvio di esperienze didattiche focalizzate non piu' solo  sulle
forme metodologiche di compensazione dei 'deficit', ma  sullo  studio
delle condizioni per rendere gli ambienti scolastici piu'  inclusivi:
ambienti da costruire secondo un disegno funzionale all'apprendimento
di tutti gli studenti.  L'idea  di  inclusione  scolastica  si  basa,
infatti,   sul   riconoscimento   della   rilevanza    della    piena
partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti, non
solo delle persone con disabilita'. Peraltro il campo di intervento e
di  responsabilita'  delle  comunita'  scolastiche  si  e'   spostato
sull'intera area dei bisogni educativi speciali (BES) -  comprendente
"svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di  apprendimento
e/o disturbi evolutivi specifici,  difficolta'  derivanti  dalla  non
conoscenza della cultura e della lingua italiana perche' appartenenti
a culture diverse" (3) - fino ad abbracciare il diritto  allo  studio
degli alunni adottati (4) . Tale estensione coincide con  la  visione
di una progettualita' che coinvolge la scuola a piu' livelli, secondo
direzioni di senso volte a  costruire  le  condizioni  didattiche  di
realizzazione   dell'inclusione   scolastica.   L'Italia   e'   stata
storicamente crocevia  di  culture  e  porta  avanti  un  modello  di
educazione rispettoso di tutte  (e  consapevole  della  propria).  La
scuola italiana adotta misure  sistemiche  e  prassi  specifiche  per
l'accoglienza e l'integrazione di studenti  provenienti  da  contesti
migratori,  come  specifici  patti  educativi  tra  scuole  ed   enti
competenti, la collaborazione con i mediatori  linguistico-culturali,
piani di insegnamento/apprendimento dell'italiano L2.  La  promozione
dell'educazione interculturale, volta a valorizzare e  potenziare  le
competenze linguistiche culturali  e  civiche  di  ogni  studente  e'
assicurata anche con l'assegnazione alle scuole del  primo  ciclo  di
docenti aggiuntivi della classe di concorso 23/A (insegnamento  della
lingua  italiana  per   i   discenti   di   lingua   straniera)   per
l'insegnamento dell'italiano nelle sezioni con un numero di  studenti
stranieri, che si iscrivono per la prima volta al  sistema  nazionale
di istruzione, superiore al 20 per cento degli  alunni  della  classe
(5) , in precedenza assegnati solo ai CPIA. 
    In Italia, accanto alla lingua nazionale convivono  lingue  delle
minoranze  "storiche",  la  lingua  Italiana  dei   Segni,   varieta'
dialettali regionali e territoriali. Per questo, la scuola e'  tenuta
a valorizzare ogni lingua e  diversità  linguistica  presente  nelle
comunita'. 
    Quali le traiettorie del lavoro teorico-pratico - cosi' variegato
e complesso - sull'inclusione? 
    La prima e' quella della  personalizzazione  come  strategia  che
governa le scelte educative  e  didattiche.  Postulato  squisitamente
pedagogico,  la  personalizzazione  presuppone  l'assunzione  di   un
paradigma antropologico che interpreta l'agire scolastico nei termini
di  un  accompagnamento  intenzionale  dell'allievo  a  riconoscer-si
capace, al di la' della difficolta', di sviluppare i suoi talenti. La
didattica scolastica attinge dalle neuroscienze  validi  apporti  per
comprendere le dinamiche degli apprendimenti e  progettare  strategie
efficaci sul  piano  dell'inclusione.  La  scuola  trova,  oltremodo,
nell'ICF (International  Classification  of  Functioning)  un  valido
strumento per descrivere tanto le capacita' della persona dell'alunno
quanto  gli  ostacoli   che   questi   incontra   nel   contesto   di
apprendimento. Le attivita' personalizzate possono essere  progettate
secondo  il  modello  dell'Universal  Design   for   Learning   (UDL)
all'interno di  ambienti  di  apprendimento  flessibili  in  modo  da
garantire le stesse opportunita' di  accesso  agli  studenti.  Questo
favorisce negli allievi, a prescindere dalla loro eta' e  dalle  loro
diversita', una compartecipazione attiva nei processi decisionali che
definiscono  il  loro  progetto  scolastico.  Anche   le   tecnologie
didattiche costituiscono un fronte avanzato  della  sperimentabilita'
di strategie utili per la scuola inclusiva. Tali strategie, in  linea
con il quadro di riferimento dell'UDL, favoriscono  un  apprendimento
piu' accessibile e diversificato offrendo esperienze di apprendimento
personalizzato, di adattamento dei materiali didattici alle  esigenze
degli studenti, di traduzioni automatiche. Strumenti come la  realta'
aumentata  e   la   realta'   virtuale   consentono   esperienze   di
apprendimento  immersive  e  interattive,   cosi'   come   tecnologie
assistive basate sull'IA permettono agli studenti con  disabilita'  o
con DSA di meglio partecipare alle attivita' educative e  didattiche,
garantendo pari opportunita' di apprendimento. Si tratta, insomma  di
realizzare, attraverso l'inclusione scolastica, i diritti e i  doveri
della   persona:   persona   che   diventa   artefice,   in   ragione
dell'esperienza scolastica e  al  di  la'  della  sua  condizione  di
partenza, dell'evoluzione della propria coscienza consapevole. 
 
L'internazionalizzazione come misura di se' e conoscenza del mondo 
    L'internazionalizzazione rappresenta una dimensione trasversale e
fondativa del curricolo, anche nel primo ciclo di istruzione. In  una
realta' segnata da connessioni  sempre  piu'  ampie  tra  contesti  e
culture, essa promuove  l'esperienza  incommensurabile  dell'incontro
con l'altro da se', inteso nei termini di saperi, relazioni,  luoghi,
identita'  diverse.  E  tale  incontro  e'  generativo  di   crescita
personale, consapevolezza e arricchimento formativo. 
    L'insegnamento delle lingue straniere - a  partire  dalla  scuola
primaria - si configura come strumento  pedagogico  privilegiato  per
favorire  il   confronto   con   l'alterita',   accedere   a   saperi
diversificati e sviluppare competenze multilinguistiche, in linea con
la Raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea  del  22  maggio
2018. Le scuole sono incoraggiate a proporre esperienze che  attivino
il  confronto  tra  realta'  scolastiche,  attraverso  programmi   di
gemellaggio e partenariato, nonche' metodologie  innovative  come  il
CLIL   e   l'uso   consapevole   delle   tecnologie   digitali    per
l'apprendimento collaborativo. Tali esperienze,  se  integrate  nella
pratica educativa ordinaria, contribuiscono ad arricchire il percorso
formativo  degli  alunni,  favorendo   lo   sviluppo   di   capacita'
relazionali, autonomia, curiosita' e consapevolezza del proprio ruolo
all'interno di comunita' sempre piu' interconnesse. In tal  modo,  il
sistema scolastico  italiano  rafforza  il  proprio  radicamento  nei
valori costituzionali e consolida il proprio  contributo  all'interno
dello Spazio Europeo dell'Istruzione. 
 
Scuola ed educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale 
    La crescente complessita' del sistema  finanziario,  l'affermarsi
degli strumenti della finanza digitale, la  maggiore  frammentarieta'
del mercato del lavoro richiedono conoscenze e competenze adeguate  a
compiere  scelte  ponderate  nella  sfera  economico  finanziaria  di
ciascuno. Nella scuola la cultura finanziaria contribuisce a  colmare
il divario conoscitivo ed esperienziale che spesso segna  la  realta'
socio-economica dei giovani, in un'ottica di formazione  integrata  e
inclusiva. L'educazione finanziaria nelle scuole e' parte  integrante
dell'insegnamento dell'educazione civica che ne valorizza gli  ambiti
di cittadinanza economica e  puo'  costituire  anche  un  veicolo  di
realta' per le  discipline  STEM  e  la  matematica  in  particolare,
arricchendo questa disciplina  di  collegamenti  con  l'attualita'  e
spunti pratici. 
 
Finalita' della scuola dell'infanzia e delle scuole del  primo  ciclo
  di istruzione 
    La scuola italiana, statale e paritaria, svolge  l'insostituibile
funzione pubblica assegnatale dalla Costituzione della Repubblica per
la formazione di ogni persona e la  crescita  civile  e  sociale  del
Paese. Assicura a tutti l'istruzione obbligatoria di almeno otto anni
(art. 34), elevati ora a dieci.  L'azione  della  scuola  si  esplica
attraverso la collaborazione con la famiglia (art. 30), nel reciproco
rispetto dei diversi ruoli e ambiti educativi, nonche' con  le  altre
agenzie educative, intese come formazioni sociali, che contribuiscono
alla formazione della persona (art. 2). La scuola  dell'infanzia,  la
scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado  contribuiscono
in modo determinante all'elevazione culturale, sociale  ed  economica
del Paese e ne rappresentano un fattore decisivo  di  sviluppo  e  di
innovazione.  L'ordinamento  scolastico   tutela   la   liberta'   di
insegnamento (art. 33) ed e' centrato sull'autonomia funzionale delle
scuole (art. 117). La liberta' d'insegnamento si realizza  pienamente
all'interno di una professionalita' docente responsabile, guidata  da
vincoli deontologici chiari, tra cui la  trasparenza  valutativa,  la
collegialita' e l'impegno per l'inclusione. 
    In questo quadro,  la  liberta'  d'insegnamento  si  coniuga  con
l'obbligo  professionale  di  personalizzare  e  individualizzare   i
percorsi formativi, affinche' ciascun  alunno,  nella  sua  unicita',
possa accedere effettivamente al sapere e allo sviluppo delle proprie
potenzialita'.  Tale  approccio  e'  condizione  imprescindibile  per
garantire  equita'  ed  effettiva  eguaglianza   delle   opportunita'
educative. Le scuole sono chiamate a elaborare il  proprio  curricolo
esercitando una  parte  decisiva  dell'autonomia  che  la  Repubblica
attribuisce loro. Per garantire a tutti pari  condizioni  di  accesso
all'istruzione ed un servizio di qualita',  lo  Stato  stabilisce  le
norme generali cui devono  attenersi  tutte  le  scuole,  siano  esse
statali o paritarie. Con  le  Indicazioni  Nazionali  si  fissano  il
Profilo  dello  studente,  gli  obiettivi   generali   del   processo
formativo, gli obiettivi specifici di  apprendimento  e  le  relative
competenze attese degli allievi per ciascun  campo  di  esperienza  e
disciplina unitamente a suggerimenti riferiti  alle  conoscenze.  Per
l'insegnamento della religione cattolica si rimanda  alla  disciplina
degli accordi concordatari. 
    Il  sistema  scolastico  italiano  assume   come   orizzonte   di
riferimento verso cui tendere il quadro delle  competenze-chiave  per
l'apprendimento permanente definite  dal  Parlamento  europeo  e  dal
Consiglio dell'Unione europea (Raccomandazione del Consiglio  del  22
maggio 2018)  che  sono:  1)  competenza  alfabetica  funzionale;  2)
competenza multilinguistica; 3) competenza matematica e competenza in
scienze,  tecnologie  e  ingegneria;  4)  competenza   digitale;   5)
competenza personale, sociale e capacita' di imparare a imparare;  6)
competenza in materia di cittadinanza; 7) competenza imprenditoriale;
8) competenza in materia di consapevolezza ed espressione  culturali.
A queste si aggiunge la  Raccomandazione  del  Consiglio  dell'Unione
europea  del  23  novembre   2023   che   raccomanda   l'introduzione
dell'insegnamento dell'informatica  fin  dall'inizio  dell'istruzione
obbligatoria. L'impegno a far conseguire tali competenze  a  tutti  i
cittadini  europei  di  qualsiasi   eta',   indipendentemente   dalle
caratteristiche proprie di ogni  sistema  scolastico  nazionale,  non
implica da parte degli Stati aderenti all'Unione  europea  l'adozione
di ordinamenti e curricoli scolastici conformi ad uno stesso modello.
Al contrario, la diversita' di obiettivi specifici, di contenuti e di
metodi di insegnamento, cosi' come le differenze storiche e culturali
di ogni Paese, pur orientati verso  le  stesse  competenze  generali,
favoriscono l'espressione di una pluralita' di modi di  sviluppare  e
realizzare tali competenze. Tale processo non si esaurisce al termine
del  primo  ciclo  di  istruzione,  ma  prosegue   con   l'estensione
dell'obbligo di  istruzione  nel  ciclo  secondario  e  oltre,  anche
attraverso il ruolo  strategico  dei  CPIA,  in  una  prospettiva  di
educazione permanente, per tutto l'arco della vita. 
 
PROFILO DELLO STUDENTE 
    Il profilo descrive, in forma essenziale, le competenze  riferite
alle  discipline  di  insegnamento  e  al   pieno   esercizio   della
cittadinanza che uno studente/una studentessa dovrebbe dimostrare  di
possedere al termine del primo ciclo di istruzione. 
 
COMPETENZE AL TERMINE DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE (6) . 
 
Competenza alfabetica funzionale 
    Creare, esprimere e interpretare concetti,  sentimenti,  fatti  e
opinioni  in  forma  sia  orale  che  scritta  (comprensione   orale,
espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta). 
    Comprendere i punti chiave di un discorso complesso, riguardo sia
temi concreti sia astratti, integrando con argomentazioni sulla  base
di quanto e' noto. 
    Interagire adeguatamente e in modo creativo utilizzando materiali
visivi, sonori e digitali e in  vari  contesti  culturali  e  sociali
quali istruzione e formazione, lavoro, vita domestica e tempo libero. 
 
Competenza multilinguistica 
    Utilizzare la lingua inglese a livello elementare in forma  orale
e  scritta  (comprensione  orale  e  scritta,  produzione  scritta  e
produzione/interazione  orale)  in  semplici   situazioni   di   vita
quotidiana relative ad ambiti di immediata rilevanza e  su  argomenti
familiari  e  abituali,  compresi  contenuti  di  studio   di   altre
discipline. 
    Riconoscere le piu' evidenti  somiglianze  e  differenze  tra  le
lingue e le culture oggetto di studio. 
    Utilizzare una seconda lingua comunitaria a livello elementare in
forma orale e  scritta  (comprensione  orale  e  scritta,  produzione
scritta e produzione/interazione orale)  in  semplici  situazioni  di
vita quotidiana in aree che riguardano bisogni immediati o  argomenti
molto familiari. 
 
Competenza  matematica  e  competenza  in   scienze,   tecnologie   e
  ingegneria (7) 
    Utilizzare le conoscenze matematiche  e  scientifico-tecnologiche
per  analizzare  dati  e  fatti  della  realta'  e   per   verificare
l'attendibilita' di analisi quantitative proposte da altri. 
    Utilizzare il pensiero logico-scientifico per affrontare problemi
e situazioni sulla base di elementi certi. 
    Avere consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano
situazioni complesse. 
 
Competenza digitale 
    Utilizzare con consapevolezza  e  responsabilita'  le  tecnologie
digitali per ricercare, produrre ed elaborare dati e informazioni. 
    Interagire  con  gli  altri  sapendo   scegliere   i   mezzi   di
comunicazione digitali adeguati a un determinato contesto. 
 
Competenza personale, sociale e capacita' di imparare a imparare 
    Avere cura e rispetto di se', degli altri, dei  beni  pubblici  e
privati, dell'ambiente come presupposto di uno stile di vita  sano  e
corretto. 
    Organizzare  nuove  conoscenze  pianificando  il  modo   in   cui
apprenderle con atteggiamento funzionale all'obiettivo di interesse. 
    Portare a compimento il lavoro iniziato, da  soli  o  insieme  ad
altri. 
 
Competenza in materia di cittadinanza 
    Comprendere la necessita' di una convivenza  civile,  pacifica  e
solidale per la costruzione del bene comune e agire in modo coerente. 
    Esprimere  le  proprie  personali  opinioni  e  sensibilita'  nel
rispetto degli altri. 
    Rispettare  le   autorita'   istituzionali   riconosciute   dalla
Costituzione. 
    Partecipare nelle forme possibili alla  vita  civica  e  sociale,
grazie alla comprensione delle  strutture  e  dei  concetti  sociali,
economici, giuridici e politici di base. 
    Riconoscere e rispettare  le  diverse  identita',  le  tradizioni
culturali e religiose in un'ottica di dialogo. 
    Assumere atteggiamenti rispettosi dell'ambiente e dei beni comuni
sulla base dei principi di sostenibilita' e salvaguardia. 
 
Competenza imprenditoriale 
    Dimostrare  spirito  di  iniziativa,  produrre  idee  e  progetti
creativi. 
    Assumersi  le  proprie  responsabilita',  dimostrare  impegno   e
laboriosita'. 
    Riflettere su  se  stessi  e  misurarsi  con  le  novita'  e  gli
imprevisti. 
    Orientare le proprie scelte in modo consapevole. 
 
Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali 
    Conoscere  le  espressioni   (lingua,   patrimonio,   tradizioni)
progressivamente piu' ampie - locali, regionali, nazionali, europee e
mondiali - della propria cultura. 
    Comprendere l'influenza reciproca tra culture. 
    Apprezzare la diversita' dei modi di comunicazione delle  idee  -
testi scritti (stampati e digitali), teatro, cinema,  danza,  giochi,
arte e design, musica, riti, architettura e loro forme ibride. 
    Maturare  la  consapevolezza  dell'identita'  personale   e   del
patrimonio storico, culturale e paesaggistico. 
 
OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO 
    Gli  obiettivi   del   processo   formativo   rappresentano   una
declinazione operativa delle competenze indicate  nel  Profilo  dello
studente  al  termine  del  primo  ciclo.  Organizzati  per  aree  di
competenza  e  articolati  per   ciascun   grado   scolastico,   essi
costituiscono  uno  strumento  fondamentale  per  guidare   l'annuale
progettazione educativo-didattica collegiale del consiglio di classe,
la formulazione del sintetico giudizio intermedio e finale sul  grado
di   sviluppo   della   maturazione   complessiva   dell'alunno,   la
certificazione delle competenze dell'alunno alla fine di  ognuno  dei
due  gradi  scolastici.  All'inizio  di  ogni  anno  scolastico,  per
ciascuna  delle  otto  competenze,  il  team  docente  scegliera'   e
adeguera'  alla  realta'  della  propria  classe   quegli   obiettivi
educativi generali che siano ritenuti piu' pertinenti ad essa. 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 
 
              L'ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO DI SCUOLA 
 
 
Un dispositivo per 'pensare' l'insegnamento 
    Nel  rispetto  e  nella   valorizzazione   dell'autonomia   delle
istituzioni scolastiche,  le  Indicazioni  Nazionali  per  la  scuola
dell'infanzia e per il primo ciclo propongono un cambio di  paradigma
rimettendo al centro la valorizzazione delle conoscenze che  sono  la
base fondamentale per lo sviluppo delle competenze  identificate  nel
Profilo  dello  studente.  Per  questo   le   Indicazioni   Nazionali
reintegrano pienamente la dimensione delle conoscenze offrendosi come
un chiaro quadro di riferimento per la  progettazione  del  curricolo
verticale delle scuole. 
    Le scuole e, al loro interno, il lavoro collegiale  dei  docenti,
sono  chiamate  a  progettare,  attuare,  monitorare  e  valutare  il
curricolo  come  dispositivo  per  promuovere  la  maturazione  delle
competenze  attese  attraverso  i  saperi  fondamentali  indicati  di
seguito. 
    La promozione degli apprendimenti richiede  una  professionalita'
insegnante solida e strutturata, fondata sulla collegialita',  intesa
come costruzione condivisa di senso  e  azione  pedagogica,  e  sulla
formazione continua, elemento  imprescindibile  per  rispondere  alla
complessita'  dei  contesti  scolastici  e  sostenere   l'innovazione
didattica. La formazione docente e' un processo continuo e integrato,
che va oltre il solo approfondimento disciplinare  per  includere  in
modo sostanziale le competenze relazionali, didattiche e  valutative,
indispensabili  per  affrontare  il  lavoro  di  organizzazione   del
curricolo in modi che alimentino autonomia, desiderio di apprendere e
creativita' degli studenti. 
    Ogni istituzione scolastica predispone il curricolo verticale  di
istituto  all'interno  del  Piano  Triennale  dell'Offerta  Formativa
(PTOF) con riferimento al profilo dello studente al termine del primo
ciclo di istruzione, agli obiettivi generali del processo  formativo,
agli obiettivi specifici di apprendimento e alle  competenze  attese,
specificati per ogni disciplina. La logica di progettazione suggerita
dalle Indicazioni e' rispettosa delle autonomie delle  scuole  e  dei
raccordi possibili con i rispettivi territori. 
 
Non multa, sed multum 
    Le Indicazioni Nazionali portano all'attenzione degli  insegnanti
il  tema  del  curricolo  verticale  costruito  anche   grazie   alla
individuazione delle cosiddette 'conoscenze essenziali'. Il principio
da seguire nella costruzione del curricolo e',  infatti,  quello  del
non multa, sed multum. Non occorre insegnare tante cose (di italiano,
di arte, di musica, di matematica, di  tecnologia  ecc.)  non  sempre
comprese  dagli  studenti,  ma  poche   ed   essenziali   conoscenze,
approfondite in aula con grande accuratezza e dovizia  di  esperienze
di apprendimento. Dilatare a dismisura la quantita' di conoscenze  da
insegnare diluisce, infatti, la sostanza di quanto i discenti possono
apprendere: occorre dunque scegliere conoscenze rilevanti (sul  piano
culturale), significative (sul piano  scientifico),  essenziali  (sul
piano formativo). Nelle Indicazioni le discipline - ad  eccezione  di
quelle scientifiche e tecnologiche, introdotte da una premessa che ne
mette in luce i punti di aggregazione, ferme restando  l'identita'  e
le specificita', anche dal punto di vista  didattico,  di  ognuna  di
esse - non sono aggregate in aree precostituite  ma  sono  presentate
singolarmente seguendo una struttura precisa,  ad  alta  leggibilita'
(cfr. schema n. 1) e rispecchiante  l'originalita'  delle  didattiche
delle diverse discipline: perche' si studia la disciplina;  obiettivi
specifici di apprendimento e competenze attese coerenti rispetto alle
competenze  chiave  -  D.M.  14/2024;  conoscenze.  Ogni   disciplina
presenta   nuclei   fondanti   (concetti    ritenuti    fondamentali)
verticalizzati nei gradi per agevolare  il  lavoro  di  progettazione
curricolare. 
 
Schema n. 1 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 
    Il dispositivo del curricolo risponde  a  quattro  domande-guida:
quali obiettivi conseguire? Quali esperienze allestire  per  far  si'
che gli obiettivi di apprendimento vengano conseguiti?  Come  possono
essere organizzate efficacemente quelle  esperienze?  Come  accertare
che gli obiettivi siano stati raggiunti? Secondo  questa  prospettiva
insegnanti  e  dirigenti  scolastici  sono  i   'costruttori'   e   i
'realizzatori'  di  un  'curricolo  reale,   vissuto',   frutto   del
necessario connubio - in virtu'  delle  proprie  conoscenze  pratiche
personali - fra  quanto  suggerito  nelle  Indicazioni  nazionali  in
termini di conoscenze e abilita' e quanto chiesto dalla  comunita'  e
dai contesti, e in vista del  curricolo  di  istituto  (frutto  delle
scelte della  scuola  che  calibra  la  sua  offerta  a  seconda  dei
contesti) allo scopo di soddisfare, in primis, i bisogni formativi  e
apprenditivi   dei   discenti.   Pur   nella   consapevolezza   della
prescrittivita' delle Indicazioni Nazionali quanto  alla  definizione
delle  competenze  attese,  degli  obiettivi  generali  del  processo
formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento - fondamentali
per la verifica periodica e finale e per lo svolgimento  degli  esami
di Stato (cfr. D.M. n. 741 del 3 ottobre 2017) - il  curricolo  delle
scuole, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, e'
un lavoro pratico, altamente decisionale, espressione del lavoro vivo
degli insegnanti e dell'impegno di scuole che sono comunita' educanti
e professionali insieme. 
    La scelta di suggerire  conoscenze  fondamentali  discende  dalla
logica  dell'European  Quality  Framework  (EQF),  secondo   cui   le
competenze non possono di fatto sussistere  senza  le  conoscenze  ed
inoltre risponde alle seguenti istanze: 
      - di tipo puramente teorico-semantico,  per  onorare  il  senso
dato  nelle  Raccomandazioni  europee  ai  termini   "conoscenze"   e
"competenze" e alla loro relazione; 
      - di tipo pratico-progettuale, con  l'intenzione  di  suggerire
agli insegnanti contenuti di prima mano, non desumibili dai libri  di
testo  e  dai  sussidi  didattici  ma  direttamente   accessibili   e
selezionabili all'interno di un documento ministeriale; 
      - di tipo internazionale, per un allineamento al modus operandi
della maggior parte dei Paesi europei (8) i cui documenti  scolastici
omologhi esplicitano senza difficolta' conoscenze spesso accanto alle
competenze. 
 
La valutazione. Un atto di valorizzazione 
    La valutazione nella scuola del primo ciclo si configura come  un
processo  educativo  di  grande   rilevanza:   complesso,   dinamico,
collegiale e multidimensionale,  che  accompagna  lo  studente  nella
costruzione  della  propria  identita'  e  nel  riconoscimento  delle
proprie potenzialita'. Come richiamato dall'art. 1 del D.Lgs.  n.  62
del  13  aprile  2017,   la   valutazione   documenta   lo   sviluppo
dell'identita' personale degli studenti e promuove  l'autovalutazione
in relazione alle acquisizioni di conoscenze e competenze. In  quanto
atto pedagogico,  culturale  e  regolativo  che  pone  al  centro  la
valorizzazione e il riconoscimento della unicita' degli allievi, essa
non si esaurisce nel rilevare e misurare cio' che essi sanno o  sanno
fare, ma  diviene  strumento  che  mira  a  far  emergere  progressi,
criticita'  e  potenzialita'  inespresse.  In  questo  contesto,   e'
fondamentale comprendere la funzione essenziale della valutazione per
l'apprendimento, superando la percezione che sia un'attivita' inutile
o fonte di ansia. Le evidenze  raccolte  dalla  ricerca  hanno  ormai
dimostrato come tra i fattori  piu'  importanti  per  migliorare  gli
apprendimenti vi  siano  il  feedback  e  la  valutazione  formativa:
quest'ultima   costituisce   un   processo   continuo   e   integrato
nell'insegnamento che monitora l'apprendimento in itinere per fornire
supporto  e  orientamento.  Essa  si  distingue   dalla   valutazione
sommativa,  che  interviene  al  termine  di  periodi  specifici  per
tracciare un bilancio  complessivo  delle  competenze  acquisite.  La
valutazione e', oltremodo, formativa anche per il docente  in  quanto
importante fonte di regolazione della propria didattica e di feedback
sul proprio operato. 
    La valutazione non  e',  dunque,  un  fine,  ma  rappresenta  uno
strumento di orientamento, capace di promuovere il successo formativo
di ciascuno studente e una relazione educativa  significativa  con  i
saperi. Nelle sue  diverse  articolazioni  -  diagnostica,  iniziale,
formativa in itinere,  autovalutativa,  metacognitiva,  finale  -  la
valutazione permette di cogliere il percorso di apprendimento nel suo
farsi,   valorizzando   la   dimensione   processuale   e    dinamica
dell'apprendimento, e di restituire agli alunni e alle  famiglie  una
visione chiara del cammino intrapreso: cammino che non si limita alla
padronanza di saperi disciplinari, ma che abbraccia anche  competenze
trasversali e la consapevolezza metacognitiva  dei  propri  punti  di
forza e delle proprie aree di miglioramento. 
    Il rischio da scongiurare, sempre presente, e' infatti quello  di
cadere  in  una  logica  sommativa  e  selettiva,  in  cui  i  saperi
disciplinari vengono valutati in modo frammentario, senza  integrarsi
in un percorso unitario  e  trasformativo.  Occorre  invece  adottare
modalita' valutative che  sappiano  cogliere  la  complessita'  e  la
profondita' del processo formativo di ogni studente. In questo senso,
e' importante soffermarsi  su  come  i  concetti  di  competenza,  di
obiettivi generali del processo formativo e di obiettivi specifici di
apprendimento  (OSA)  possano  concretamente  diventare  oggetto   di
valutazione. Il termine competenza viene impiegato,  in  un'accezione
ormai diffusa, per indicare capacita' di ordine generale del soggetto
nel  saper  impiegare   conoscenze,   abilita',   atteggiamenti   per
affrontare problemi significativi sia  nell'ambito  disciplinare  che
nella vita reale. Gli  obiettivi  specifici  di  apprendimento  (OSA)
indicano risultati auspicati piu'  circoscritti  che  debbono  essere
oggetto di una valutazione attuata dalle scuole,  sia  a  livello  di
valutazione formativa  che  sommativa.  Per  rendere  valutabili  gli
obiettivi, e' necessario che siano resi operativi, tradotti in  prove
concrete con criteri attesi chiari. E' cruciale considerare i diversi
tipi  di  conoscenza  coinvolti,  distinguendo  tra   conoscenze   di
superficie   (fattuali,   dichiarative)   e    conoscenze    profonde
(applicazioni,  integrazioni,  riflessioni   critiche).   In   questo
contesto, le tecnologie  possono  rappresentare  un  valido  supporto
nella creazione  e  gestione  di  prove  di  valutazione  affidabili,
offrendo  strumenti  per  la  progettazione  di  item  efficaci,   la
somministrazione e l'analisi dei risultati,  pur  richiedendo  sempre
una revisione da parte di docenti esperti. Il tutto senza appesantire
inutilmente il lavoro  degli  insegnanti  con  pratiche  burocratiche
eccessive, ma attraverso la semplificazione dei processi  (in  primis
nella comunicazione con le famiglie)  e  il  rispetto  dell'autonomia
progettuale e  creativa  delle  scuole,  ovvero  della  capacita'  di
adattarsi a contesti specifici e alle esigenze sempre piu' eterogenee
degli studenti. 
    La documentazione e l'osservazione costituiscono due prerequisiti
fondamentali per una valutazione efficace e per la comprensione e  il
monitoraggio dei processi di apprendimento, in quanto  consentono  di
raccogliere, organizzare e interpretare dati, sulla base di specifici
indicatori.  Gli   indicatori   della   valutazione,   opportunamente
selezionati, consentono di trasformare concetti teorici  in  elementi
operativi,  osservabili,  rendendo   'leggibile'   il   percorso   di
apprendimento. L'osservazione, accompagnata da strumenti adeguati (ad
es. rubriche, griglie di osservazione,  scale,  ecc.),  favorisce  la
costruzione di criteri intersoggettivi per la formulazione di giudizi
valutativi e puo' supportare un processo trasparente e condiviso  con
studenti e famiglie. In questa prospettiva, la valutazione  non  puo'
essere considerata  un  atto  individuale,  ma  il  risultato  di  un
processo collegiale, in cui il  confronto  tra  docenti  consente  di
definire criteri comuni e condivisi, assicurando equita'  e  coerenza
nel processo di presa di decisione. La  documentazione  e  il  lavoro
collegiale dei docenti  su  indicatori,  criteri  e  strumenti  della
valutazione diventano, quindi, un supporto essenziale per una cultura
valutativa basata sulla corresponsabilita' (9) . 
    In questa logica  la  certificazione  delle  competenze,  sia  al
termine della scuola primaria che della secondaria  di  primo  grado,
rappresenta il  momento  in  cui  il  profilo  dello  studente  trova
espressione e sintesi. 
    Il  processo  certificativo  non  si  esaurisce   in   una   mera
attestazione formale, ma  mira  a  rappresentare  il  percorso  dello
studente,  in  una  visione  piu'  ampia  e   unitaria,   capace   di
accompagnare lo studente orientandolo verso il suo futuro. In  questa
dinamica, gli insegnanti, veri curriculum  makers,  sono  chiamati  a
elaborare percorsi didattici e valutativi che non solo rispondano  al
curricolo di Istituto e alle Indicazioni Nazionali e concorrano  alla
definizione del profilo educativo in uscita, ma rispettino  anche  le
peculiarita' dei contesti locali e le peculiarita' delle  studentesse
e degli studenti. 
 
          INDICAZIONI NAZIONALI PER LA SCUOLA DELL'INFANZIA 
 
    La scuola dell'infanzia riveste un ruolo  strategico  nel  nostro
Paese (10) , poiche' fa parte del Sistema integrato "zerosei" (D.Lgs.
n. 65 del 13 aprile 2017) e rappresenta la  prima  articolazione  del
sistema educativo di istruzione e formazione (D.P.R.  n.  89  del  20
marzo 2009), in quanto grado di  scuola  con  una  propria  identita'
pedagogica ed organizzativa rivolta a bambini (11) in  eta'  compresa
fra 3 e 6 anni, al compimento dei quali  prende  avvio  l'obbligo  di
istruzione. 
    La scuola dell'infanzia, per la sua natura di luogo di  incontro,
partecipazione e cooperazione, e' la scuola di ogni bambino in quanto
persona umana. Nella promozione  della  liberta'  di  ciascuno  e  in
un'ottica di continuita' con i servizi educativi per l'infanzia e con
il primo ciclo di istruzione si pone  come  principali  finalita'  la
maturazione dell'identita' personale (nelle sue dimensioni affettive,
cognitive, psicomotorie, morali, religiose e sociali), la progressiva
conquista   dell'autonomia   (in   termini   di    autodirezione    e
autoregolazione, iniziativa personale, cura di se'), la promozione di
una crescita armonica ed equilibrata e del benessere psico-fisico, la
costruzione di relazioni sociali positive (secondo modalita' amicali,
partecipative e cooperative), la collaborazione con gli altri per  il
raggiungimento  di  un  obiettivo  comune  (anche  nella  prospettiva
dell'educazione civica),  lo  sviluppo  di  competenze  comunicative,
linguistiche ed espressive, l'avvio al pensiero riflessivo. 
    Ai sensi della  Raccomandazione  del  Consiglio  Europeo  del  22
maggio 2019, si sottolinea anche la funzione sociale rivestita  dalla
scuola dell'infanzia nel quadro del Sistema integrato "zerosei",  con
particolare  riferimento  agli   ambiti   della   coesione   sociale,
dell'inclusione, della convivenza in contesti  sociali  eterogenei  e
del  confronto  con  situazioni  di   fragilita'   e   vulnerabilita'
familiari, rispetto ai quali  essa  esercita  con  le  altre  agenzie
educative del territorio compiti  di  prevenzione  della  dispersione
scolastica e supporto al benessere individuale e comunitario. 
    L'attuale  configurazione  della  scuola  dell'infanzia   e'   il
prodotto di un  processo  di  sedimentazione,  lungo  i  decenni,  di
pratiche  educative  e   di   formule   organizzative   fondate   sul
riconoscimento della centralita' del  diritto  alla  cura  educativa,
all'educazione, alla formazione e all'istruzione di tutti i  bambini.
Il  rispetto  di  tale  diritto,  alla  luce  di   quanto   affermato
dall'articolo 3 co. 2 della Costituzione, rappresenta una  sfida  sul
piano  della  rimozione  degli  ostacoli  che  impediscono  il  pieno
sviluppo della persona umana e della  realizzazione  dell'uguaglianza
di riuscita per tutti e per ciascuno, a partire da una lotta  precoce
alle poverta' educative e alle diverse forme di svantaggio economico,
sociale, culturale, linguistico. Nel  quadro  del  Sistema  integrato
"zerosei", la generalizzazione del servizio  educativo  svolto  della
scuola dell'infanzia rappresenta un importante traguardo che  implica
l'esercizio dei principi di sussidiarieta' orizzontale e verticale  e
di corresponsabilita' educativa fra scuola e famiglia. 
 
La scuola dell'infanzia di fronte alle sfide del tempo 
    La scuola dell'infanzia offre un contesto educativo di esperienze
concrete e di modalita' di apprendimento rispettose  della  natura  e
dei ritmi di sviluppo di ciascun bambino, in continuita'  con  quanto
promosso nei servizi educativi per l'infanzia e nella  consapevolezza
che proprio l'esperienza mediata didatticamente  offre  occasioni  di
maturazione di un pensiero critico-riflessivo e di avvio del processo
di  germinazione  di  saperi  che  verranno  formalizzati  in  chiave
disciplinare a partire dalla scuola primaria. 
    I bambini nella scuola dell'infanzia sono guidati a conoscere e a
manifestare le loro potenzialita',  ad  esplorare  e  a  scoprire  in
maniera intenzionale ed organizzata le diverse dimensioni delle  loro
realta' di vita, a interagire in maniera  costruttiva  con  i  propri
pari e con gli adulti, ad apprendere e ad  elaborare  significati,  a
riflettere e ad interpretare  le  proprie  esperienze  personali.  La
scuola dell'infanzia  e'  una  scuola  del  fare,  del  sentire,  del
pensare, dell'agire relazionale, dell'esprimere, del comunicare,  del
gustare il bello e  dello  scoprire  un  senso  della  propria  vita,
secondo una progettualita' pedagogica condivisa con le famiglie,  con
la scuola primaria, con i servizi educativi per l'infanzia e  con  le
agenzie educative del territorio. 
    La scuola dell'infanzia si trova oggi ad operare in una  societa'
complessa e in forte cambiamento, e percio' e' chiamata  a  sostenere
le famiglie nel fronteggiare sfide come quella di essere genitori nel
nostro tempo. Per questo motivo, la  scuola  dell'infanzia  non  puo'
esimersi dal riconoscere la centralita'  di  ogni  bambino  nei  suoi
peculiari  bisogni   formativi,   cosi'   come   dei   valori   della
partecipazione, dell'accoglienza  e  del  rispetto  dell'unicita'  di
tutti e di ciascuno. 
    Molti documenti europei, quali,  ad  esempio  la  Raccomandazione
europea del 22 maggio 2019, sottolineano come  la  partecipazione  ad
una scuola dell'infanzia di qualita' sia un fattore importante per la
prevenzione dell'abbandono scolastico. 
 
Il gioco 
    A partire da una prospettiva attenta all'ecologia delle relazioni
al centro del Sistema  europeo  di  educazione  e  cura  della  prima
infanzia (ECEC,  Early  Childhood  Education  and  Care),  la  scuola
italiana  per  la  fascia  d'eta'  3-6  anni  promuove  la  crescita,
l'educazione e la formazione dei bambini assumendosi  un  compito  di
grande responsabilita' e rilievo per tutta la  societa',  in  stretta
alleanza con le famiglie e con i servizi  educativi  per  l'infanzia.
Per questo motivo, offre un ambiente pedagogicamente qualificato,  in
grado  di  garantire  esperienze  significative  di  cura  educativa,
socializzazione,  relazione  interpersonale,  sviluppo   dell'empatia
relazionale ed affettiva, a  prescindere  dalla  propria  provenienza
familiare,   culturale,   linguistica,   religiosa,    grazie    alla
progettazione pedagogica di spazi, tempi, attivita'  e  materiali  su
misura. Riconosce fondamentale importanza al gioco, nella sua valenza
euristica di strumento di apprendimento e di sviluppo personale,  con
l'adozione  di  metodologie  educative  e   didattiche   attente   ad
incrementare  le  sue  finalita'  educative,  emotive,   relazionali,
espressive, estetiche, ecc. 
    La promozione del gioco nelle sue diverse forme (gioco simbolico,
di   finzione,   di   immaginazione,    di    rappresentazione,    di
identificazione; gioco strutturato, non strutturato, di gruppo, ecc.)
attiva  nei  bambini   della   scuola   dell'infanzia   processi   di
manipolazione della realta' sul duplice piano materiale e  simbolico,
di autocomprensione emotiva, di elaborazione di  una  propria  teoria
della mente, di intuizione, di  introspezione,  di  concentrazione  e
riflessivita',   di   comprensione   di   se'   e   dell'altro,    di
pro-socialita',  di  ascolto,  di  comunicazione   intenzionale,   di
cooperazione, di creativita',  di  espressione  dei  propri  gusti  e
interessi, di immaginazione, di  narrazione  con  l'utilizzo  di  una
pluralita' di linguaggi, di drammatizzazione. 
    L'incontro  ludico  con  l'universo  digitale  avverra'  con   la
mediazione  didattica  dell'insegnante,  usufruendo  per  esempio  di
periferiche che portino le immagini artificiali nell'ambiente  fisico
della scuola, come nel caso  di  spazi  "aumentati"  che  offrono  ai
bambini esperienze per imparare ad ascoltare, a parlare,  a  scoprire
nuove possibilita' di immaginazione e pensiero, a proporre narrazioni
anche in chiave drammatizzata, allo  scopo  di  ampliare  il  proprio
vissuto e incrementare le competenze personali. 
 
I campi di esperienza 
    Il  mantenimento  del  costrutto  di   "campi   di   esperienza",
introdotto per  la  prima  volta  dagli  Orientamenti  dell'attivita'
educativa nelle scuole materne  statali  (D.M.  3  giugno  1991)  per
indicare gli "ambienti  del  fare  e  dell'agire  del  bambino"  e  i
"settori specifici ed individuabili di competenza", nasce da  ragioni
pedagogiche legate al riconoscimento  dell'esperienza  infantile  nei
diversi ambienti di vita come terreno di costruzione di saperi  e  di
maturazione     delle     competenze     personali     sul      piano
sensoriale-percettivo,         emotivo-affettivo,          cognitivo,
linguistico-espressivo, psico-motorio,  sociale,  morale,  religioso,
nel rispetto dell'unitarieta' dello sviluppo. 
    Le  Indicazioni  offrono,  per  ciascun  campo   di   esperienza,
tracciati aperti di finalita', competenze attese, obiettivi specifici
e suggerimenti metodologici, mettendo a disposizione degli insegnanti
"quadri culturali per interpretare e amplificare  le  esperienze  dei
bambini", secondo quanto definito  dalle  Linee  pedagogiche  per  il
sistema   integrato   "zerosei".    Si    tratta    di    riferimenti
simbolico-culturali, ritenuti fondamentali per  progettare  attivita'
didattiche  finalizzate  a  favorire  l'espressione   personale,   la
scoperta e l'acquisizione di conoscenze, il gioco, la  creativita'  e
la curiosita', gli scambi sociali, la riflessione su di se'  e  sulle
esperienze vissute, lo svolgimento  di  attivita'  manuali  anche  in
contatto diretto con la natura, in  linea  con  quanto  proposto  nei
servizi educativi per la prima infanzia e nei  piu'  ampi  ecosistemi
formativi dagli Orientamenti nazionali per i  servizi  educativi  per
l'infanzia (D.M. n. 43 del 24 febbraio 2022). 
    In  tale  direzione,  i  campi  di  esperienza  concorrono   alla
realizzazione  di  un   curricolo   del   quotidiano,   inteso   come
concretizzazione nella scuola dell'infanzia di un curricolo  unitario
in continuita' con quanto realizzato nei servizi per l'infanzia, e di
un curricolo verticale con la scuola del primo ciclo  di  istruzione,
con particolare riguardo all'organizzazione degli spazi, dei tempi  e
dei gruppi di apprendimento. Secondo, inoltre, quanto affermato dalla
L.  92/2019  e  ripreso  dalle   Linee   guida   per   l'insegnamento
dell'educazione civica (D.M. n. 183 del 7 settembre 2024), i campi di
esperienza   promuovono   "iniziative   di   sensibilizzazione   alla
cittadinanza",  relative  ai  temi  dell'identita'   personale,   del
rispetto di se' e  degli  altri  (anche  attraverso  l'esercizio  del
dialogo e del reciproco ascolto), del senso di  appartenenza  ad  una
comunita' piu' ampia, della salute, dell'alimentazione e dell'igiene,
del benessere, della sicurezza, della prima conoscenza  dei  fenomeni
culturali, dei diritti  e  dei  doveri,  della  cura  del  patrimonio
artistico e culturale, del decoro urbano. 
    Sulla scorta della cultura pedagogica e didattica sedimentata nel
corso del tempo nella scuola  dell'infanzia,  in  ragione  della  sua
storia  e  dei  rapporti  di  continuita'  reciproca  con  i  servizi
educativi per l'infanzia e con il primo ciclo di istruzione, i  campi
di esperienza risultano cosi' declinati: 
      • Il se'  e  l'altro:  per  imparare  a  costruire  la  propria
identita' personale nelle sue molteplici dimensioni e  a  riconoscere
l'altro nelle sue differenze, che lo rendono unico; 
      • Il corpo e il movimento: per apprendere a stare bene  con  il
proprio corpo, inteso come unita'  integrata  alle  altre  dimensioni
della persona  umana  e  canale  per  entrare  in  interazione  e  in
relazione con gli altri da se'; 
      • Immagini,  suoni,  colori:  per  imparare  a  riconoscere  le
qualita' tattili, sensoriali, formali di oggetti e  materiali,  anche
di uso comune,  apprezzandone  la  fruizione  artistica,  espressiva,
creativa e il valore estetico; 
      •  I  discorsi  e  le  parole:  per  apprendere  ad  ascoltare,
comunicare,  farsi  capire  e   saper   dialogare,   relazionarsi   e
confrontarsi con gli altri (bambini e adulti), negoziare, collaborare
nell'esecuzione di  un  compito,  riconoscere  e  ricomporre  piccoli
conflitti; 
      • La conoscenza del  mondo:  per  imparare  ad  esplorare  e  a
rappresentare il mondo, a riflettere  e  a  socializzare  le  proprie
esperienze  attraverso  la  narrazione  e  l'utilizzo  di  molteplici
linguaggi          (corporei,          espressivi,           verbali,
matematico-tecnologico-scientifici,    visuali,    grafico-pittorici,
plastici, musicali, coreutici, tecnologici),  a  osservare  il  mondo
naturale  e  sociale  ponendosi  interrogativi,  formulando  ipotesi,
suggerendo risposte e risolvendo problemi. 
 
La professionalita' dell'insegnante di scuola dell'infanzia 
    Il profilo professionale dell'insegnante di scuola  dell'infanzia
richiede il possesso  di  una  solida  conoscenza  psicopedagogica  e
metodologico-didattica,  senza  trascurare  una  solida  preparazione
disciplinare sia nel campo delle discipline umanistiche sia nel campo
delle discipline scientifiche e tecnologiche, insieme  ad  una  forte
motivazione nell'assumere un ruolo di guida educativa  nei  confronti
dei  bambini,  costruendo  relazioni  positive  con  loro  e  con  le
famiglie, nel rispetto della singolarita' di ciascuno  e  in  stretta
collaborazione con gli altri insegnanti  e,  ove  possibile,  con  il
personale dei servizi educativi per l'infanzia, grazie ad  una  forma
di  coordinamento  pedagogico  territoriale.   A   questo   risultato
concorrono  la  consapevolezza  del  continuo  perfezionamento  delle
proprie competenze professionali all'interno  di  contesti  educativi
reali in cui praticare una riflessivita'  ricorsiva  sulle  pratiche,
anche al fine di imparare a sostenere e a orientare meglio i  bambini
alla scoperta delle attitudini, delle  potenzialita'  e  dei  talenti
personali. 
    Come affermato dalle Linee pedagogiche per il  sistema  integrato
"zerosei", le dimensioni della  professionalita'  dell'insegnante  di
scuola dell'infanzia, al pari di quelle dell'educatore per i  servizi
educativi per l'infanzia,  sono  riconducibili  alle  posture  di  un
adulto  accogliente,   in   ascolto,   incoraggiante,   responsabile,
partecipe e "regista" di  una  didattica  finalizzata  all'educazione
indiretta. Tale profilo si caratterizza per il possesso di competenze
educative, disciplinari,  psicopedagogiche,  metodologico-didattiche,
organizzativo-relazionali, di osservazione, di valutazione  formativa
e di contesto, di  documentazione,  ma  anche  di  innovazione  e  di
ricerca di nuove strategie educative e didattiche, nel  rispetto  dei
ritmi di sviluppo di ciascun bambino. 
    Animati  da  una  visione   della   scuola   dell'infanzia   come
laboratorio in cui ogni bambino sperimenta, attraverso la  mente,  il
cuore e le mani, il proprio "darsi forma" e la genesi di un  pensiero
personale, gli  insegnanti  agiscono  sul  piano  educativo  e  della
mediazione  didattica  in  continuita'  con  quanto  delineato  dagli
Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia.  Sanno
gestire attivita' educative e didattiche a piccolo o a grande  gruppo
(in sezioni omogenee o eterogenee per eta', ma anche in attivita'  di
intersezione), predisponendo ambienti su misura dei bisogni formativi
dei piu' piccoli, in termini  di  spazi,  tempi,  strutture,  arredi,
materiali  e  tecnologie,  secondo  quanto  suggerito   dalle   Linee
pedagogiche per il sistema integrato "zerosei"  in  termini  di  cura
educativa,  accessibilita',  varieta'  di  esperienze   possibili   e
qualita' culturali delle stesse. 
    Nel perseguire tali obiettivi, gli  insegnanti  sono  consapevoli
dello stretto legame  esistente,  in  ogni  loro  azione,  fra  cura,
educazione, formazione e istruzione, con l'obiettivo di garantire  il
benessere dei  bambini  e  di  creare  un  legame  di  fiducia  e  di
partnership educativa con le  famiglie,  con  le  formazioni  sociali
presenti a livello locale, con i  servizi  educativi  per  l'infanzia
nell'ambito del Coordinamento  pedagogico  territoriale  e  il  primo
ciclo di istruzione. 
 
                         CAMPO DI ESPERIENZA 
 
                          Il se' e l'altro 
 
 
FINALITA' 
    I bambini iniziano a porsi, fin  dalla  prima  infanzia,  "grandi
domande" rispetto agli eventi della  vita,  a  problemi  concreti,  a
cambiamenti personali e sociali, al  territorio  locale,  a  fenomeni
fisici e culturali, al proprio tempo e al proprio spazio,  a  partire
dalla quotidianita' vissuta in famiglia, nei servizi per  l'infanzia,
a scuola e nelle altre agenzie educative  che  concorrono  alla  loro
formazione.  Altre  domande  sono  rivolte  al  senso  della  propria
esistenza e a quella del mondo, al valore morale (in termini di  bene
e di male, di giusto  e  di  ingiusto)  delle  proprie  azioni,  alla
ricerca di un significato piu' profondo e comprensivo. 
    La scuola dell'infanzia e' tenuta ad offrire  costanti  occasioni
educative per accompagnare i bambini a trovare le  prime  risposte  a
questi  interrogativi,  contribuendo  alla  formazione   della   loro
identita'  personale,  all'acquisizione  di   una   sempre   maggiore
autonomia, allo sviluppo della propria  liberta'  e  responsabilita',
nella consapevolezza che l'unicita'  di  ciascuno  e'  caratterizzata
dalla  presenza  di  tratti  fisici,  culturali,  sociali,  religiosi
differenti. 
    Imparare a conoscere il proprio ambiente di vita e a cogliere  la
rete di relazioni fra le persone, a partire dalla  propria  famiglia,
nella consapevolezza dell'esistenza  di  diritti  e  doveri  e  delle
regole di base del buon funzionamento sociale,  consente  ai  bambini
nella fascia d'eta' 3-6 anni di vivere esperienze di superamento  del
proprio  egocentrismo  infantile,  attraverso   la   costruzione   di
interazioni positive con i pari e con gli adulti. Risulta altrettanto
importante, anche in vista dello sviluppo di stili di vita rispettosi
del principio di sostenibilita', imparare ad osservare la natura e  i
viventi nel loro ciclo  di  vita  (nascita,  crescita,  riproduzione,
morte),  al  fine  di  acquisirne  una  prima  conoscenza  quantomeno
intuitiva. 
    L'isolamento e un uso dei dispositivi digitali  possono  impedire
ai bambini di vivere l'esperienza di una buona ed autentica relazione
con se' e con gli altri, fondata  sulla  capacita'  di  esprimere  in
maniera corretta e completa i propri stati d'animo e di percepire  la
diversita' come una ricchezza, e non come  un  ostacolo.  Per  questo
motivo, risultano particolarmente formative  tutte  quelle  occasioni
offerte dalla scuola dell'infanzia  per  apprendere  ad  ascoltare  i
discorsi degli adulti e iniziare a  comprendere  l'espressione  delle
loro opinioni in vari  ambiti,  a  partire  dall'osservazione  e  dal
riconoscimento di segni, simboli, prassi, consuetudini, rituali, ecc.
Nel far questo, risulta altrettanto fondamentale imparare  a  narrare
la propria  esperienza  diretta  di  eventi  di  rilievo  pubblico  e
confrontarla con la  rappresentazione  divulgata  attraverso  i  mass
media, ponendosi domande riguardo le cause e gli effetti. Inoltre, la
partecipazione  alle  tradizioni  della  propria  famiglia  e   della
comunita'  di  appartenenza  consente  di  aprirsi  ad  un  confronto
rispettoso e costruttivo con altre culture, usi e costumi, a  partire
da quelle delle persone (bambini  e  adulti)  con  cui  si  entra  in
relazione,  per  maturare  una  consapevolezza  autentica  circa   la
diversita' propria e altrui, cogliendo attraverso la  riflessione  su
esperienze concrete la differenza fra accoglienza ed esclusione. 
 
COMPETENZE ATTESE 
    • Sviluppare il processo di costruzione dell'identita' personale,
dell'autostima e del senso morale. 
    •  Riconoscere  e  valorizzare  la  propria  storia  personale  e
familiare, nel rispetto dei  propri  vissuti  personali  e  altrui  e
confrontandola con altre  esperienze  culturali  per  sviluppare  una
comprensione piu' ampia della societa' e delle sue tradizioni. 
    • Riflettere, confrontarsi e discutere di vari temi con i pari  e
con gli adulti, in reciprocita'. 
    • Avere cura e rispetto di  se',  degli  altri  e  dell'ambiente,
affrontando positivamente i conflitti e imparando a  collaborare  per
la riuscita di un compito comune. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI 
    • Imparare a dare un nome alle proprie emozioni e ai propri stati
d'animo e riconoscere quelli altrui. 
    • Ricercare le prime risposte, anche fantasiose e immaginarie, ai
grandi interrogativi sulla vita e la morte, la gioia e  il  dolore  a
partire  dalla  narrazione  e  dalla   condivisione   delle   proprie
esperienze personali. 
    • Giocare in modo costruttivo e creativo con gli altri. 
    • Gestire i piccoli conflitti fra pari e con gli adulti. 
    • Orientarsi nelle  prime  generalizzazioni  delle  categorie  di
passato, presente e futuro. 
    • Riconoscere i principali  segni  della  propria  cultura  e  di
quella espressa dalle varie  formazioni  sociali  nel  territorio  di
appartenenza. 
 
                         CAMPO DI ESPERIENZA 
 
                       Il corpo e il movimento 
 
 
FINALITA' 
    Il corpo rappresenta,  fin  dall'eta'  neonatale,  il  principale
canale di  comunicazione  con  il  mondo  e  di  conoscenza  di  se',
attraverso le percezioni ricavate dai cinque sensi, la propriocezione
chinestesica e l'equilibrio, e un uso  sempre  piu'  raffinato  della
mano in vista dello sviluppo della motricita' fine,  dell'equilibrio,
della motricita' grosso-motoria e  della  percezione  visuo-spaziale,
grazie alla  possibilita'  di  molteplici  forme  di  esplorazione  e
sperimentazione.  Il  movimento  rappresenta  il  primo  fattore   di
apprendimento e di costruzione del  proprio  benessere  psico-fisico,
attraverso il ricercare, lo scoprire, il giocare,  il  saltare  e  il
correre, in situazioni di vita quotidiana  e  in  attivita'  proposte
durante la giornata scolastica. 
    Il corpo costituisce anche il primo terreno di  educazione  e  di
formazione  ad  un  corretto  riconoscimento  ed   alla   conseguente
espressione  delle  proprie  emozioni   e   sensazioni,   sentimenti,
tensioni, ma anche all'esercizio della capacita'  di  autoregolazione
ed autodirezione attraverso  il  controllo  dei  propri  gesti  e  il
coordinamento  fra  i  propri   movimenti   e   quelli   altrui.   Si
sperimentano, in questo modo,  le  potenzialita'  e  i  limiti  della
propria corporeita', il senso di stima personale,  la  consapevolezza
dei rischi legati all'impiego di movimenti  incontrollati  e  dannosi
per la sicurezza propria e altrui (12) , 
    Con  il  proprio  corpo,  i  bambini  imparano   a   giocare,   a
sperimentare linguaggi  non  verbali  come  la  mimica,  e  linguaggi
artistici come la musica e  la  coreutica.  Si  mettono  alla  prova,
apprendono a imitare,  si  mascherano,  simulano  ruoli  familiari  o
lavorativi, imparando a percepire la completezza e l'unitarieta'  del
proprio  se',  allo  scopo  di  accrescere  la  propria  autonomia  e
sicurezza emotiva. 
    L'odierna  societa'  non  sempre  e'  in  grado  di   mettere   a
disposizione  dei  bambini  spazi  e  tempi  a   loro   misura,   per
sperimentare  l'uso  del  proprio  corpo  e  maturare   una   visione
equilibrata della propria corporeita',  nel  rispetto  dei  personali
ritmi di sviluppo e di apprendimento.  Per  queste  ragioni,  risulta
sempre piu' importante offrire nella scuola dell'infanzia un ambiente
di  apprendimento  in  grado  di  facilitare   forme   spontanee   di
esplorazione, ricerca,  scoperta  ed  esercizio,  per  promuovere  le
principali  potenzialita'  espressive  e   comunicative   del   corpo
infantile,  attraverso  un  linguaggio  caratterizzato   da   proprie
strutture e regole, da apprendere in contesti di esperienza concreta,
libera o guidata.  Si  tratta  di  impiegare,  nello  svolgimento  di
attivita'  educative  e  ricreative,  una  pluralita'  di   linguaggi
(corporeo, psico-motorio, coreutico,  sensoriale,  ecc.),  alternando
parole e gesti, producendo musica con  l'impiego  di  componenti  del
proprio corpo, accompagnando narrazioni e filastrocche con  movimenti
ritmici. 
    Una vita sempre piu' sedentaria e l'uso spesso incontrollato, fin
dalla tenera eta', di dispositivi digitali rappresentano un  ostacolo
a imparare a conoscere e ad esplorare il  proprio  ambiente  di  vita
attraverso una molteplicita' di esperienze, in grado  di  contribuire
allo sviluppo di una maggiore  consapevolezza  dei  fattori  volti  a
garantire il benessere psico-fisico e la  costruzione  di  una  reale
immagine di se' e del proprio corpo. 
    Apprendere l'utilizzo di strumenti e di  piccoli  attrezzi  nello
svolgimento di attivita' di vita pratica in forma  ludica,  anche  in
contesti educativi outdoor riconosciuti per la loro alta valenza  sul
piano dell'apprendimento esperienziale,  consente  l'acquisizione  di
una maggiore padronanza dei propri  movimenti  e  una  loro  adeguata
finalizzazione al compito affidato. Inoltre, favorisce l'adozione  di
corretti stili  di  vita  in  termini  di  sensibilizzazione  ad  una
corretta alimentazione, all'igiene personale e  all'esperienza  delle
pause attive per la necessaria distensione. 
 
COMPETENZE ATTESE 
    • Maturare una prima consapevolezza  della  propria  corporeita',
nelle sue potenzialita' espressive, comunicative ed artistiche. 
    • Produrre gesti, condotte,  sequenze  motorie,  psico-motorie  e
coreutiche, sotto forma di movimenti controllati e finalizzati svolti
individualmente o in  piccolo  gruppo,  in  grado  di  rafforzare  la
propria identita' personale e  la  propria  autonomia,  nel  rispetto
delle regole della buona convivenza civile. 
    •  Orientarsi  nello  spazio,   in   relazione   agli   altri   e
all'ambiente. 
    • Sviluppare un corretto e completo schema corporeo 
    • Assumere comportamenti e atteggiamenti rispettosi della propria
salute e di quella altrui, avendo cura di se' e degli altri. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI 
    •  Sapersi  esprimere  e  comunicare  attraverso  il  corpo,  per
migliorare le capacita' percettive, la  propriocezione  chinestesica,
l'equilibrio e la conoscenza di se', degli altri e dell'ambiente. 
    • Sapersi orientare, muovere e coordinare con gli altri, provando
gusto e piacere per il movimento fisico e coreutico. 
    • Saper  eseguire  gesti  e  movimenti  corporei  (fino-motori  e
grosso-motori),  attraverso  esperienze   ludiche,   psicomotorie   e
coreutiche, valutandone il  rischio  e  imparando  a  interagire  con
rispetto con gli altri. 
    • Conoscere il proprio  corpo  e  le  sue  diverse  componenti  e
attuare corrette pratiche quotidiane di cura di se',  di  igiene,  di
alimentazione in vista di uno stile di vita sano e attivo,  grazie  a
forme di apprendimento ludico e laboratoriale. 
    • Saper  riconoscere  le  principali  emozioni  e  sensazioni  di
benessere o malessere, per iniziare a gestirle in  modo  positivo  in
vista di una migliore crescita personale e delle  relazioni  con  gli
altri (famiglia, scuola, societa'). 
 
                         CAMPO DI ESPERIENZA 
 
                       Immagini, suoni, colori 
 
 
FINALITA' 
    L'espressione, tramite  l'immaginazione  e  la  creativita',  dei
propri  vissuti  in  termini  di   emozioni,   sentimenti,   pensieri
rappresenta un importante canale di comunicazione e di relazione  con
gli altri, oltre che di  apprendimento  esperienziale.  Educare  alla
discriminazione  sensoriale,  al  piacere  del  bello  e  al   gusto,
attraverso l'esplorazione di una pluralita' di materiali (strutturati
o destrutturati, naturali o artificiali, di sviluppo, di uso  comune,
di riciclo, ecc.), permette ai piu' piccoli di  realizzare  le  prime
esperienze artistiche, sperimentando molteplici linguaggi e tecniche,
in grado di mobilitare la voce, i gesti, i movimenti, all'interno  di
attivita' di produzione musicale,  grafico-pittorica,  audiovisiva  e
plastica. 
    L'incontro con l'arte nelle sue diverse espressioni,  in  termini
di  osservazione,  ascolto,  fruizione,  produzione   e   esecuzione,
costituisce  un'occasione  fondamentale  di  sviluppo  delle  proprie
capacita' cognitive, relazionali,  percettive,  di  astrazione  e  di
ricerca, al  fine  di  costruire  apprendimenti  significativi  e  di
migliorare la conoscenza di se'  stessi  e  degli  altri.  Promuovere
negli anni della scuola dell'infanzia lo svolgimento di attivita'  in
cui  poter  esplorare,  anche  in  forma  laboratoriale,  le  proprie
potenzialita'     sonoro-espressive,     corporeo-cinestetiche      e
simbolico-rappresentative consente di acquisire una maggiore  fiducia
in se' stessi e offre l'occasione per imparare ad esprimere i  propri
gusti estetici e a  compararli  con  quelli  altrui.  Inoltre,  avere
occasioni per osservare luoghi  (strade,  piazze,  parchi,  paesaggi,
ecc.) e opere d'arte (quadri, sculture, architetture, ecc.) favorisce
la graduale acquisizione di padronanza e dimestichezza con una  forma
di linguaggio universale e inclusivo. 
    Scarse esperienze di fruizione artistica, musicale  ed  estetica,
unitamente  all'iperstimolazione  provocata  da  un  uso  smodato  ed
eccessivo dei dispositivi digitali, possono  comportare  nei  bambini
serie difficolta' nello sviluppo di adeguate competenze di percezione
e di discriminazione sensoriale, di osservazione e di ascolto,  oltre
che indebolire la capacita' di concentrazione, di finalizzazione  dei
propri gesti e di riflessione sulle proprie  e  altrui  azioni  nella
realta' in cui ci si muove, si gioca, si apprende. Per questo motivo,
risulta  fondamentale  imparare  fin  dalla  scuola  dell'infanzia  a
confrontarsi con i nuovi linguaggi della comunicazione,  nel  duplice
ruolo  di  spettatore  e  di  attore,  per  familiarizzare   con   la
possibilita'  di  espressioni  multimediali  rese   possibili   dagli
strumenti informatici attraverso un contatto attivo e  didatticamente
mediato  dall'insegnante,  alla   ricerca   di   nuove   possibilita'
espressive e creative nel costante confronto con la realta' concreta. 
 
COMPETENZE ATTESE 
    • Sapersi avvalere dei principali linguaggi espressivi (musicale,
artistico,  grafico-pittorico,  plastico,  audiovisivo,   drammatico,
ecc.) in diversi ambiti e modalita', a seconda dei propri  talenti  e
potenzialita', anche attraverso l'utilizzo, mediato  dall'insegnante,
delle nuove tecnologie. 
    • Dimostrare originalita', curiosita'  e  spirito  di  iniziativa
nella produzione  artistica,  sperimentando  materiali,  strumenti  e
tecniche  creative,  anche   impiegando   ‒   con   la   supervisione
dell'insegnante ‒ quelli messi a disposizione dalla tecnologia. 
    • Sviluppare ed esprimere interesse nei confronti della fruizione
di opere artistiche di  vario  genere,  maturando  un  proprio  gusto
estetico  personale  e  un  primo  atteggiamento   critico-riflessivo
rispetto ai messaggi veicolati. 
    • Familiarizzare con i primi alfabeti musicali  e  i  simboli  di
notazione informale per codificare e  riprodurre  suoni,  sviluppando
sensibilita' e interesse per il paesaggio sonoro e le opere musicali,
a partire dalla scoperta che tutti i suoni originano dalla vibrazione
di oggetti. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI 
    • Imparare a discriminare  e  a  riconoscere  i  diversi  stimoli
sensoriali. 
    • Narrare le proprie esperienze o storie  inventate,  avvalendosi
di   diverse   modalita'   comunicative    non    verbali    (musica,
drammatizzazione, disegno, pittura, fotografia, manipolazione, ecc.). 
    • Realizzare piccole  produzioni  artistiche  (manufatti,  canti,
musiche, danze, scenette teatrali, filmati, ecc.),  sperimentando  le
varie possibilita' di apprendimento offerte dal proprio corpo,  dalla
propria voce e da materiali di varia natura. 
    • Partecipare ad esperienze di ascolto della musica, fruizione di
opere d'arte  e  pratica  coreutica,  al  fine  di  sviluppare  primi
interessi e gusti personali, anche sperimentando elementi musicali di
base. 
    •  Esplorare  i  primi  alfabeti  artistici,   grafico-pittorici,
plastici, musicali e audiovisivi. 
 
                         CAMPO DI ESPERIENZA 
 
                       I discorsi e le parole 
 
 
FINALITA' 
    La lingua rappresenta, nelle sue diverse  forme  e  funzioni,  un
canale   fondamentale   per   comunicare,   conoscere,   imparare   a
confrontarsi con gli altri, secondo modalita' via via piu' complesse,
in grado di condurre  ad  esprimere  in  maniera  chiara  il  proprio
pensiero e a condividerlo con gli  altri,  a  partire  dalle  proprie
esperienze, dall'osservazione e dall'esplorazione  dell'ambiente.  Se
la lingua materna e' parte  integrante  dell'identita'  personale  di
ogni bambino, imparare fin da piccoli altre  lingue  significa  poter
entrare in contatto  con  mondi  diversi  di  rappresentazione  e  di
significato. 
    La promozione di una buona padronanza della  lingua  italiana,  a
partire dai  meccanismi  linguistici  e  comunicativi  di  base  gia'
acquisiti nei primi  anni  di  vita  e  nel  rispetto  dell'eventuale
conoscenza di una diversa  lingua  di  origine  (comprese  le  lingue
minoritarie), passera' innanzitutto attraverso la sperimentazione  di
varie modalita' di utilizzo in  situazioni  comunicative  reali,  che
prevedono diverse  forme  di  interazione  verbale  (come  ascoltare,
chiedere la parola, dialogare,  spiegare,  ecc.)  durante  i  momenti
della  giornata  scolastica.  Narrare  episodi  personali  o   storie
immaginarie, descrivere fenomeni osservati, dialogare con  i  pari  e
con gli adulti sono tutte attivita' educative volte  all'acquisizione
di una maggiore fiducia di se'  e  al  consolidamento  delle  proprie
competenze   linguistiche,   cognitive,   di   regolazione   emotiva,
espressive e sociali. 
    I bambini nella fascia d'eta' 3-6 anni posseggono  un  patrimonio
linguistico  variegato,  frutto  degli  apprendimenti  spontanei   in
famiglia, nel proprio ambiente di vita e nei  servizi  educativi  per
l'infanzia grazie anche allo svolgimento di routine quotidiane  e  di
pratiche dialogiche, ma che necessita di un'adeguata osservazione  in
ragione della presenza di competenze differenziate,  dovute  anche  a
condizioni di disabilita' o  ad  altri  Bisogni  Educativi  Speciali.
Poter parlare con i propri  pari  e  con  gli  insegnanti  mentre  si
svolgono attivita' stimolanti, come la  manipolazione  di  materiali,
l'esplorazione dell'ambiente, il gioco simbolico, il  disegno,  ecc.,
rappresenta  un  terreno  fondamentale  di  sviluppo   del   pensiero
riflessivo, attraverso la formulazione di piani e previsioni, ipotesi
e congetture, soluzioni a problemi  concreti.  Inoltre,  consente  di
arricchire il patrimonio  lessicale  posseduto  e  di  migliorare  le
competenze personali di pronuncia di suoni, parole e frasi. 
    A queste attivita'  si  affianca  la  familiarizzazione  con  una
seconda lingua  rispetto  all'italiano,  il  cui  apprendimento  puo'
essere propiziato con approcci ludiformi, con particolare  attenzione
ai suoni, ai toni, ai diversi significati delle parole  impiegate  in
contesti comunicativi concreti. I bambini sono in grado  di  esperire
un universo sonoro  complesso  costituito  da  una  prima  e  seconda
lingua, dalle lingue  degli  insegnanti,  dei  genitori,  dei  media,
maturando una prima consapevolezza dell'esistenza di lingue e culture
diverse e incrementando la sensibilita' a suoni differenti rispetto a
quelli della propria lingua madre. 
    Altrettanto rilevante risulta l'incontro con la  lingua  italiana
scritta,  a  partire  dall'esplorazione  del   segno   grafico   come
significante, seguendo  l'interesse  spontaneo  dei  bambini  per  la
rappresentazione grafica delle parole  notate  nell'ambiente,  a  cui
affiancare la lettura animata di libri per l'infanzia da parte  degli
adulti. 
 
COMPETENZE ATTESE 
    • Avvalersi della lingua  italiana  per  produrre  e  comprendere
semplici enunciati a  partire  dalle  occasioni  offerte  dalla  vita
quotidiana. 
    • Ascoltare e narrare racconti, rielaborare contenuti e inventare
storie. 
    •  Giocare  con  la   lingua   attraverso   rime,   filastrocche,
drammatizzazioni e invenzione di parole,  riconoscendo  analogie  tra
suoni e significati. 
    • Avere una  prima  consapevolezza  dell'esistenza  di  lingue  e
culture  differenti,  a  partire  anche  da   prime   esperienze   di
apprendimento di una seconda lingua. 
    • Esplorare e sperimentare il linguaggio scritto anche  in  forma
creativa e fantasiosa. 
    • Sviluppare la coordinazione motoria e la manualita'  attraverso
il disegno, la riproduzione di segni e simboli, esplorando  forme  di
rappresentazione grafica. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI 
    • Saper utilizzare la lingua italiana in maniera appropriata, per
comprendere parole e discorsi. 
    • Acquisire un patrimonio lessicale progressivamente  piu'  ricco
ed esteso. 
    • Esprimere attraverso  il  linguaggio  verbale  i  propri  stati
d'animo ed emozioni. 
    • Elaborare ipotesi circa i significati di parole  sconosciute  o
inventate, cogliendo somiglianze e analogie tra suoni e significati. 
    •   Familiarizzare   con   elementi   di   una   lingua   diversa
dall'italiano. 
    • Incontrare e sperimentare prime forme di linguaggio scritto. 
 
                         CAMPO DI ESPERIENZA 
 
                       La conoscenza del mondo 
 
 
FINALITA' 
    Ogni bambino, fin dalla nascita, costruisce le proprie conoscenze
e  la   propria   identita'   personale   attraverso   l'esplorazione
dell'ambiente di vita e le prime interazioni con i  pari  e  con  gli
adulti (in famiglia, nella comunita' di appartenenza  e  nei  servizi
educativi per l'infanzia). Nell'eta' compresa fra 3 e 6 anni,  inizia
l'elaborazione di un pensiero riflessivo, a partire dalla  narrazione
delle proprie esperienze e dalla loro  rappresentazione,  avvalendosi
di diversi strumenti, categorie e  modalita'  espressive.  In  questo
modo,  vengono  poste  anche  le  basi  indispensabili   dei   saperi
(linguistici,      matematico-informatico-scientifici,       storici,
geografici,  artistici,  musicali,  motori,  coreutici,  tecnologici,
ecc.) successivamente ripresi e approfonditi nella  scuola  primaria,
attraverso l'incontro con le discipline. 
    Un uso smodato dei dispositivi digitali, unitamente  alle  scarse
occasioni di esplorazione dell'ambiente naturale  e  sociale  offerte
dalla vita quotidiana, possono privare i bambini dell'acquisizione di
una conoscenza unitaria, completa ed autentica del mondo  reale.  Per
questo motivo, la scuola dell'infanzia e' chiamata  a  promuovere  un
apprendimento per ricerca, attraverso la  scoperta  dell'ambiente  in
cui i bambini sono quotidianamente immersi, allo scopo di  soddisfare
la loro curiosita' innata e di guidarli a trovare le  prime  risposte
alle "grandi domande" attorno alla propria vita e a quella altrui, ai
fenomeni  naturali,  agli  esseri  animali  e  vegetali,  alle  cose,
ricorrendo alla narrazione, ad  esperienze  artistico-espressive,  al
gioco. 
    La scuola dell'infanzia  favorisce  una  prima  conoscenza  della
configurazione fisica del mondo reale, attraverso attivita'  concrete
in grado di condurre i bambini  a  percepire  le  caratteristiche  di
colore, calore, consistenza, luce e ombra,  durata  e  velocita'  dei
fenomeni, ecc. Imparare a identificare qualita'  e  proprieta'  degli
oggetti e dei materiali, attraverso esperienze manuali come  toccare,
soppesare, smontare, costruire e ricostruire, consente di comprendere
la loro struttura e le diverse componenti, oltre che  di  affinare  i
propri gesti e movimenti. 
    L'acquisizione della categoria di spazio concorrera', da un lato,
alla graduale  descrizione  delle  forme  geometriche  degli  oggetti
tridimensionali  presenti   e   all'individuazione   delle   relative
proprieta'  e,   dall'altro   lato,   all'esecuzione   di   movimenti
finalizzati  alla  realizzazione  di  percorsi  per  raggiungere  una
determinata    meta.    Tali    processualita'     favoriscono     la
familiarizzazione   con   alcuni   termini   (come    davanti/dietro,
dentro/fuori, destra/sinistra, sopra/sotto, ecc.), che consentono  di
descrivere la posizione  di  se'  stessi,  di  altri,  o  di  oggetti
presenti nello spazio in relazione a specifici riferimenti. 
    La  scuola  dell'infanzia  promuove,  altresi',   attivita'   per
elaborare ipotesi e congetture intorno  alle  strutture  "invisibili"
della  materia  e  alle  sue  principali  trasformazioni,  attraverso
semplici esperimenti  che  si  avvalgano  anche  di  oggetti  di  uso
quotidiano. Inoltre,  rendera'  possibile  osservare  e  conoscere  i
principali  organismi  animali  e  vegetali,   operando   ipotesi   e
congetture intorno ai loro processi di vita. 
    Altrettanto importanti risulteranno una  prima  familiarizzazione
con il concetto di quantita', di  numero,  di  classificazione  e  la
realizzazione  di  misure.  Lo  svolgimento  di  semplici  operazioni
matematiche in contesti reali di apprendimento e la  rappresentazione
dei loro risultati sotto forma di  simboli  favoriranno  l'avvio  dei
primi processi di generalizzazione e  di  astrazione,  a  cui  potra'
concorrere  anche  il  gioco  con   materiali   strutturati   e   non
strutturati, naturali e artificiali, ecc.,  particolarmente  efficace
nel  promuovere  la  creativita',   la   curiosita',   la   fantasia,
l'immaginazione, il piacere della scoperta. 
 
COMPETENZE ATTESE 
    • Saper osservare e scoprire le connessioni esistenti in fenomeni
come il ciclo di vita, le stagioni, i  principali  cambiamenti  negli
organismi  animali  e   vegetali,   le   modifiche   degli   ambienti
artificiali, a partire da quelli osservati e conosciuti nella propria
vita quotidiana. 
    • Saper collocare le proprie azioni  nel  tempo  della  giornata,
della settimana e dell'anno. 
    • Sapersi muovere e collocare nello spazio in autonomia. 
    •  Operare  semplici   attivita'   di   raggruppamento,   ordine,
misurazione, quantificazione, confronto. 
    •  Saper  riconoscere  semplici  forme  geometriche  in  base   a
caratteristiche e proprieta'. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI 
    • Osservare  con  attenzione  il  proprio  corpo,  gli  organismi
viventi, il loro ciclo di vita e il loro habitat, i fenomeni naturali
e artificiali, per riconoscere e descrivere i principali processi  di
cambiamento e le relative proprieta'. 
    • Riconoscere il susseguirsi dei giorni della settimana  e  delle
stagioni dell'anno. 
    • Individuare la posizione delle persone e  degli  oggetti  nello
spazio,  imparando  ad   utilizzare   categorie   come   sopra/sotto,
avanti/dietro, destra/sinistra, lontano/vicino, dentro/fuori, ecc. 
    • Osservare,  descrivere,  rappresentare  e  denominare  semplici
forme geometriche nello spazio e nel piano, facendo riferimento  alle
loro caratteristiche 
    • Raggruppare, contare, ordinare, misurare e quantificare oggetti
di vario genere, confrontandoli e classificandoli secondo  differenti
criteri condivisi. 
 
Dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria 
    A partire dalla constatazione che  ciascun  campo  di  esperienza
offre occasioni di apprendimento unitario,  in  grado  di  promuovere
finalita' come la maturazione dell'identita'  personale,  l'autonomia
di iniziativa, l'autoregolazione, una crescita sana ed equilibrata, e
tenuto conto della globalita' dei processi di sviluppo sottolineata a
livello europeo dal  Quality  Framework  for  ECEC,  al  termine  del
percorso  triennale  della  scuola   dell'infanzia   e'   ragionevole
attendersi  che  ciascun  bambino   abbia   sviluppato   un   profilo
caratterizzato dal possesso di alcune competenze personali, sociali e
di cittadinanza, in grado di  guidare  il  suo  futuro  percorso  nel
delicato e complesso passaggio alla scuola primaria. 
    Le  principali  competenze  attese  consistono  nelle   seguenti:
identificare e dare un nome alle emozioni e agli stati d'animo propri
e altrui; saper trovare una  prima  risposta  alle  "grandi  domande"
sulla vita e sul mondo; aver cura e rispetto di se',  degli  altri  e
dell'ambiente; mostrare autonomia nella gestione dei compiti affidati
e curiosita' nei  confronti  di  proposte  nuove  e  inaspettate  (da
realizzare individualmente o in  piccolo  gruppo);  partecipare  alle
diverse  forme  di  vita   comunitaria   per   maturare   una   prima
sensibilizzazione alla cittadinanza; giocare in  modo  costruttivo  e
creativo e sapersi relazionare in modo positivo con i pari e con  gli
adulti; sapersi orientare nel tempo e riconoscere  e  valorizzare  la
propria storia personale e familiare (nel  rispetto  dei  vissuti  di
ciascuno); sapersi orientare e coordinare  nello  spazio  e  produrre
condotte motorie e coreutiche  (individuali  o  in  piccolo  gruppo);
possedere  consapevolezza  della  propria  corporeita',   nelle   sue
molteplici potenzialita'; aver maturato un corretto schema  corporeo,
nel rispetto della  plasticita'  neuronale  infantile;  conoscere  il
corpo umano e le principali differenze fra i due sessi; riconoscere i
segnali  del  proprio  stato  di   salute;   mostrare   interesse   e
originalita'  nella  produzione   artistica,   avvalendosi   di   una
pluralita' di linguaggi (compresi quelli multimediali  attraverso  le
tecnologie  informatiche);  utilizzare  il   linguaggio   orale   per
esprimersi, interagire con gli altri, raccontare e inventare  storie,
anche in  modalita'  ludica  e  drammatizzata;  possedere  una  prima
consapevolezza dell'esistenza di lingue  e  culture  diverse  e  aver
familiarizzato con una seconda lingua; sperimentare il gesto  grafico
e il linguaggio scritto, anche in forma creativa e fantasiosa;  saper
operare semplici attivita' di  raggruppamento,  ordine,  misurazione,
quantificazione e confronto di oggetti; aver maturato  competenze  in
ambito logico e procedurale;  riconoscere  i  principali  cambiamenti
negli organismi animali e vegetali, del  ciclo  della  vita  e  delle
stagioni, a partire dall'osservazione e dall'esplorazione del proprio
ambiente. 
    Grande  rilievo  andra'  riconosciuto  anche  allo  sviluppo   di
competenze personali di attenzione,  autocontrollo  e  ritenzione  in
memoria, empatia  e  consapevolezza  fonologica  (e  metafonologica),
considerate fondamentali per i futuri apprendimenti scolastici. 
 
  INDICAZIONI NAZIONALI PER LE SCUOLE DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE 
 
                            Le discipline 
 
 
ITALIANO (lingua e letteratura) 
PERCHE' SI STUDIA L'ITALIANO 
 
Lingua 
    Il cambiamento di prospettiva delle Indicazioni per la disciplina
italiano   pone   al   centro   dell'apprendimento   la   ricerca   e
valorizzazione   dei   meccanismi   strutturali   che   regolano   il
funzionamento della lingua, spiegano l'esistenza  e  gerarchia  delle
'regole' e dimostrano  l'importanza  della  sintassi,  distinguendosi
cosi' da una didattica che predilige un'idea di lingua come  fenomeno
spontaneo e che e' troppo concentrata sulle varieta' d'uso. 
    Il linguaggio costituisce il primo strumento di  comunicazione  e
di  accesso  alla  conoscenza;  rappresenta  un  mezzo  decisivo  per
l'esplorazione del mondo, per l'organizzazione del pensiero e per  la
riflessione sull'esperienza e sul sapere tramandato di generazione in
generazione.  La  scuola  ha  il  compito   di   valorizzare   questo
patrimonio, con speciale attenzione alla  specificita'  della  lingua
scritta, trasmettendolo nelle forme riconosciute come legittime dalla
comunita'  colta,  comunicando  il  valore  e  il  significato  dello
strumento linguistico e la necessita'  dell'adeguatezza  qualitativa,
richiesta dalla sua stessa  funzione  sociale.  Nel  primo  ciclo  di
istruzione, fin dalla prima  classe  della  scuola  primaria,  devono
necessariamente  essere  acquisiti  gli  strumenti  di   quella   che
definiamo 'alfabetizzazione di base'. 
    Si  avvia  poi  il  percorso   che   porta   all'alfabetizzazione
funzionale,    con    particolare    attenzione    alla    competenza
metalinguistica e alla grammatica, intesa come un insieme  di  regole
strutturali di cui avvalersi, che permettono di  adattare  la  lingua
alle diverse situazioni comunicative scritte e orali.  E'  importante
che l'ortografia sia acquisita in modo sicuro e  naturale  nei  primi
anni di scuola,  senza  cedere  allo  spontaneismo  per  giustificare
errori e usi impropri, poi difficili da eliminare.  Molto  importante
e' l'apprendimento della scrittura in corsivo, come gia'  evidenziato
nel  paragrafo  dedicato  alla  scrittura  nella  Premessa  culturale
generale. La chiarezza, conquistata  anche  attraverso  la  presa  di
coscienza delle regole che governano  la  comunicazione  linguistica,
orale e scritta, deve essere presentata come una  forma  di  rispetto
per gli altri: dunque anche come un dovere sociale, oltre che come un
vantaggio per chi comunica in maniera  appropriata.  Fondamentale  e'
l'esercizio del riassumere che implica la capacita' di  riportare  in
modo chiaro e preciso i concetti  essenziali  di  un  testo  orale  o
scritto: il che risulta utile anche  a  far  organizzare  mentalmente
all'alunno le informazioni in modo logico e  sequenziale  e,  se  del
caso, ad esporle con concisione. Assai utile e', in  tale  direzione,
l'apprendimento delle poesie a memoria, come attestano numerosi studi
neuroscientifici per i quali tale esercizio  rafforza  la  memoria  a
breve e a lungo termine, l'attenzione e la concentrazione. Apprendere
poesie a memoria, inoltre, arricchisce il  linguaggio  e  stimola  la
sensibilita'. Si promuova nel discente, assieme e grazie alle regole,
la competenza e la  consapevolezza  dell'importanza  dell'adeguatezza
linguistica  e  formale  in  contesti  diversi  attraverso  attivita'
linguistico-comunicative  di  ricezione,  produzione,  interazione  e
mediazione (cosi' come indicato nei documenti del Consiglio d'Europa,
cfr. Volume Complementare al Quadro  comune  di  riferimento  per  le
lingue 2020). L'educazione linguistica  e'  compito  dei  docenti  di
tutte le discipline, che operano in modo organico e  trasversale  per
offrire a tutti gli allievi l'opportunita' di inserirsi adeguatamente
nell'ambiente scolastico e nei percorsi di apprendimento, avendo come
primo obiettivo  il  possesso  della  lingua  di  scolarizzazione.  I
sottocodici  specialistici  necessitano  di  adeguate  competenze  di
comprensione e produzione nella lingua di studio: ad  esempio,  anche
nella matematica e nelle scienze e' necessario comprendere  un  testo
in  italiano  per  elaborare  risposte.  Ne  derivera'  un  crescente
arricchimento. L'acquisizione della lingua italiana per gli alunni di
origine straniera e' di fondamentale importanza per il loro  successo
scolastico e per l'integrazione nella comunita' scolastica e sociale.
Dunque, essi devono poter far propria tale conoscenza,  ed  e'  molto
importante che raggiungano  l'obiettivo,  nonostante  le  difficolta'
inevitabili: e' assolutamente evidente che  l'integrazione  passa  in
primo luogo dal poter parlare italiano, e dal piacere di farlo. 
 
Letteratura 
    Lo scopo dell'insegnamento della  letteratura,  nel  primo  ciclo
scolastico, e' fare in modo che  gli  studenti  prendano  gusto  alla
lettura, e che da cio' che leggono ricavino gli strumenti per  capire
meglio se' stessi e il mondo. Cio' significa,  innanzitutto,  che  al
centro dell'apprendimento devono stare i testi,  e  sui  testi  vanno
saggiate e affinate le capacita' di comprensione e di interpretazione
degli studenti. Acquisire  familiarita'  con  la  letteratura  e'  un
aspetto cruciale  nella  formazione  di  ogni  individuo  perche'  la
letteratura e' sia un modo per  conoscersi,  trovando  nei  pensieri,
nelle emozioni e nei desideri che gli  scrittori  del  passato  hanno
saputo tradurre in parole la traccia di un'umanita' comune (e  quindi
anche per non sentirsi soli nel proprio percorso di crescita), sia un
modo per imparare a stare nel mondo  con  consapevolezza,  cioe'  per
stabilire relazioni significative. La lettura di testi del patrimonio
letterario italiano e straniero, selezionati alla luce del  grado  di
maturita'  degli  studenti,  e'  funzionale  alla  discussione,  alla
formulazione di ipotesi interpretative, al  confronto  tra  punti  di
vista. La letteratura non e' infatti un oggetto dato  una  volta  per
tutte, da contemplare con freddo rispetto, bensi' una realta' mobile,
che  vive  e  muta  a  seconda  di  chi  la  interroga:  e  a  scuola
l'interrogante e' la comunita' formata  dagli  studenti,  istruita  e
guidata dall'insegnante, che avra' appunto il compito, tra gli altri,
di coordinare una discussione informata sui testi via via  sottoposti
all'attenzione degli studenti. Non occorre dunque che  gli  studenti,
in ogni ordine di scuola, diventino piccoli  critici  letterari,  ne'
che siano informati su  tutti  gli  snodi  della  storia  letteraria;
occorre che leggano, scrivano, imparino ad apprezzare  testi  scritti
da altri, in epoche e luoghi anche remoti, e  ne  parlino  con  buona
competenza, e se possibile anche  con  piacere,  persino  con  amore.
Imparare a leggere e a interpretare  testi  letterari  e'  del  resto
anche un buon modo per affrontare in modo consapevole i  tanti  testi
non letterari - trasmessi attraverso la scrittura ma anche  oralmente
- con cui  gli  studenti  entreranno  in  contatto  durante  la  loro
esistenza: per capire per esempio che cosa dice davvero  un  articolo
di giornale o il discorso di un  esponente  politico.  La  conoscenza
della letteratura e' insomma,  tra  le  altre  cose,  anche  un  buon
viatico per una cittadinanza matura. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
 
Lingua e letteratura 
    • Acquisire  in  maniera  sicura  l'alfabetizzazione  di  base  e
arricchire il lessico. La capacita' di leggere e scrivere, cosi' come
di  comprendere  e  parlare,  e'  obiettivo  fondamentale  da   tutti
riconosciuto come prioritario, cosi' come  arricchire  il  repertorio
lessicale esplorando campi semantici, significati propri e  figurati;
illustrare  la  ricchezza  polisemica  delle  parole,  ricavare   dal
contesto  significati  meno  noti  o  ignoti,  esaminare  sinonimi  e
contrari in particolare mediante esempi concreti. 
    • Riflettere sulla lingua a partire dagli usi comuni. Iniziare la
riflessione sulla lingua partendo dagli  usi  comuni.  A  partire  da
questi promuovere  l'apprendimento  di  conoscenze  metalinguistiche,
lessicali e grammaticali, sociolinguistiche e pragmatiche. 
    • Comprendere, parlare, ascoltare. Comprendere testi ed enunciati
trasmessi in forma scritta e orale, essendo in grado di  identificare
il  senso  globale  e  le   informazioni   particolari,   gli   snodi
dell'argomentazione, le intenzioni dell'emittente. Essere in grado di
condividere le proprie impressioni e le proprie idee con  gli  altri;
maturare una buona capacita' di ascolto: ascolto dei testi  letti  ad
alta voce dall'insegnante e ascolto delle parole  dei  compagni,  nel
rispetto dei turni di parola e delle opinioni degli altri. 
    • Leggere, interpretare, esporre. Essere in grado di  comprendere
un testo letto da soli o dall'insegnante,  cogliendone  gli  elementi
principali e le finalita' (descrivere, narrare,  fornire  istruzioni,
ecc.); con l'aiuto dell'insegnante,  cominciare  a  capire  cio'  che
caratterizza come 'letterario' un determinato testo.  Saper  riferire
in merito a cio' che si e'  ascoltato,  letto,  studiato,  anche  con
l'aiuto di tabelle, mappe, immagini  e  supporti  informatici.  Saper
memorizzare testi poetici. 
    •  Scrivere.  Essere  in  grado  di   applicare   le   conoscenze
fondamentali  relative  all'organizzazione  logico-sintattica   della
frase semplice, alle parti del discorso e ai  principali  connettivi;
essere in grado di produrre testi di vario tipo,  che  illustrino  le
proprie esperienze di vita, gli oggetti, i luoghi e  le  persone  che
popolano  il  proprio  ambiente,  anche  prendendo  spunto  da  testi
elementari  (serie  di  immagini,  trafiletti,  aforismi,  brevissimi
racconti) che potranno essere sintetizzati e rielaborati;  essere  in
grado di riassumere testi semplici  in  maniera  chiara  e  ordinata;
abituarsi ad essere precisi nella  redazione  di  testi  scritti:  la
naturale creativita' e' un'attitudine da difendere e coltivare, ma e'
bene che, quando un testo  diventa  'pubblico',  cioe'  quando  viene
condiviso con l'insegnante e i compagni, aderisca a certe  elementari
norme formali (grafia comprensibile, chiara strutturazione del testo,
rispetto dei margini, ecc.), delle quali e'  necessario  appropriarsi
sin dai primi anni dell'istruzione. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Lingua e letteratura 
    •  Alfabeto.  Enunciare  nell'ordine  convenzionale  le   lettere
dell'alfabeto italiano integrate da quelle (J, K, W, X, Y) assunte da
altre lingue, per un totale di 26 lettere. 
    • Scrittura. Scrivere con grafia manuale sia in  stampatello  sia
in corsivo. Saper leggere i caratteri tipografici usati nei libri  di
testo e di lettura. 
    • Grafia dell'italiano. Scrivere e conoscere i fonemi  e  grafemi
difficili per  la  reciproca  mancata  corrispondenza  biunivoca:  ad
esempio conoscere l'uso dell'accento che distingue <e> verbo  da  <e>
congiunzione, l'uso di <h> che distingue graficamente il  verbo  <ho>
dalla congiunzione <o>; utilizzare la divisione in sillabe. 
    • Interpunzione, segni grafici e paragrafematici. Usare  i  segni
paragrafematici,  nella  loro  funzione  sintattica  e  testuale,  in
particolare i seguenti: punto, punto e virgola, virgola,  due  punti,
virgolette per introdurre il  discorso  diretto,  punto  esclamativo,
punto interrogativo e 'a capo'; conoscere la funzione  dell'apostrofo
come segno di elisione (spesso confuso con  l'accento)  e  le  regole
dell'accento grafico e dell'elisione. 
    • Tempi e modi verbali. Conoscere  e  adoperare  correttamente  i
tempi e i modi verbali, a cominciare dall'indicativo per indicare  il
presente, il futuro e le gradazioni del passato. 
    • Ascolto e dialogo.  Essere  in  grado  di  comprendere  e  dare
semplici istruzioni su un'attivita' che  lo  studente  conosce  bene;
saper interagire in una  conversazione  formulando  domande  e  dando
risposte  pertinenti  intorno  ad  argomenti  di  cui  abbia  diretta
esperienza; essere in grado  di  raccontare  oralmente  un'esperienza
personale o una storia  immaginaria  rispettando  l'ordine  logico  e
cronologico. 
    • Lettura e interpretazione. Leggere in silenzio e ad alta  voce;
comprendere il significato di brevi testi scritti  riconoscendone  la
funzione  (descrivere,  narrare,  fornire  istruzioni,  eccetera)   e
individuandone gli elementi essenziali (personaggi, luoghi, tempi); 
    • Produzione di testi. Saper  registrare  e  organizzare  dati  e
istruzioni;  saper  produrre  facili  testi  di  tipo  descrittivo  e
narrativo. 
    • Memorizzazione  di  testi.  Saper  memorizzare  testi  poetici;
apprendere semplici tecniche di memorizzazione di  testi  come  mappe
mentali. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
 
Lingua e letteratura 
    • Grammatica e ampliamento del lessico. Conoscere  la  grammatica
per le classi di parole; dunque identificare le parti  del  discorso,
attraverso esercizi pratici con equilibrato ricorso a  definizioni  e
classificazioni. In fase di avvio,  la  individuazione  delle  regole
grammaticali deve svilupparsi partendo dalla  osservazione  di  testi
orali  o  scritti;  riconoscere  la  funzione  di  connessione  delle
preposizioni e congiunzioni, la  funzione  di  modificazione  propria
dell'avverbio; riconoscere le categorie  di  numero,  spazio,  tempo,
persona nella variazione formale delle  parole  d'uso  comune;  saper
riconoscere le parole composte, derivate, alterate;  saper  impiegare
nell'uso orale e scritto i vocaboli fondamentali e quelli di alto uso
in modo adeguato ai contesti comunicativi;  saper  impiegare  i  piu'
frequenti termini specifici legati alle discipline di studio. 
    • Strategie di controllo della  propria  produzione  linguistica.
Saper  adoperare  i  registri  linguistici   in   maniera   adeguata,
distinguendo  fra  diversi  registri  (formale,  colloquiale,  ecc.);
conoscere  le  fondamentali  convenzioni  ortografiche;  servirsi  di
queste conoscenze  per  rivedere  la  propria  produzione  scritta  e
correggere eventuali errori. 
    • Oralita'. Saper comunicare in modo adeguato e differenziato  in
base  ai  diversi  contesti  di  interazione;  saper  organizzare  un
semplice discorso orale su un tema affrontato in classe con un  breve
intervento preparato in precedenza; saper  esporre  un  argomento  di
studio utilizzando una scaletta o appunti. 
    • Ascolto e dialogo. Saper partecipare  a  una  conversazione  in
maniera   educata,    ascoltando    rispettosamente    le    opinioni
dell'interlocutore e argomentando a propria volta in  modo  ordinato;
riferire su esperienze personali organizzando  il  racconto  in  modo
essenziale e chiaro, rispettando  l'ordine  logico  e  cronologico  e
inserendo elementi descrittivi funzionali al racconto; saper cogliere
in una discussione le posizioni espresse dai compagni ed esprimere la
propria opinione su un argomento con un breve intervento preparato in
precedenza. 
    • Lettura e interpretazione  dei  testi  letterari.  Leggere  sia
silenziosamente sia ad  alta  voce;  comprendere  il  significato  di
semplici  testi  scritti  riconoscendone  la  funzione   (descrivere,
narrare, fornire istruzioni, eccetera) e individuandone gli  elementi
essenziali (personaggi, luoghi, tempi); aver  acquisito  familiarita'
con semplici testi letterari, in prosa e in versi,  che  attivino  la
propria competenza  interpretativa;  comprendere  l'importanza  della
componente sonora del linguaggio (timbro, intonazione,  accentazione,
pause) e delle figure di suono nei testi poetici (rime,  assonanze  e
consonanze, ritmo), e sapersi servire dell'una e  delle  altre  nella
produzione di testi creativi (uno slogan, un breve testo  in  versi);
essere  in  grado  di  sfruttare  le  informazioni  contenute   nella
titolazione, nelle immagini e nelle didascalie per farsi un'idea  del
testo  che  si  intende  leggere;   saper   leggere   e   confrontare
informazioni provenienti da testi diversi per  farsi  un'idea  di  un
argomento e  per  trovare  spunti  a  partire  dai  quali  parlare  o
scrivere. 
    • Scrittura di testi argomentativi e creativi. Produrre  semplici
testi scritti coesi e coerenti che riferiscano esperienze  proprie  o
altrui  (autobiografia,  biografia,  racconto,  eccetera),  esprimano
opinioni o stati d'animo, espongano temi nella forma della  relazione
o del riassunto, diano informazioni, per esempio nella forma  di  una
lettera o di una e-mail; saper scrivere  una  lettera  indirizzata  a
destinatari noti, adeguando le forme  espressive  al  destinatario  e
alla  situazione   comunicativa;   saper   esprimere   per   iscritto
esperienze, emozioni, stati d'animo,  idee  sotto  forma  di  diario;
essere in grado di collaborare alla redazione di testi scritti a piu'
mani in cui si fanno resoconti di esperienze scolastiche, si illustra
un procedimento, si registrano opinioni su un argomento  trattato  in
classe. 
 
CONOSCENZE 
 
Lingua 
    Sara' conosciuta la grammatica per classi di  parole,  presentata
dall'insegnante soprattutto attraverso esercizi pratici, mediante  un
processo di osservazione induttiva di  dati  e  la  manipolazione  di
espressioni linguistiche con  equilibrato  ricorso  a  definizioni  e
tassonomie. La  riflessione  sui  fatti  linguistici  dovrebbe  tener
sempre conto  della  finalita'  comunicativa  della  lingua,  al  cui
funzionamento  cooperano  i  diversi  livelli,  fonetico,  lessicale,
morfologico, sintattico,  testuale.  L'insegnamento  della  scrittura
necessariamente richiede che si usino termini come  parola,  lettera,
frase. Per forza di cose l'insegnante si trovera' ad adoperare queste
parole, che hanno un complesso contenuto concettuale. In questa fase,
non  importa  cogliere   tutte   le   implicazioni   tecniche   della
terminologia, ma ci si puo'  e  deve  limitare  a  una  presentazione
'ostensiva'. Va da se' che parole come  nome,  verbo,  aggettivo  non
possono essere introdotte senza una descrizione  del  loro  uso,  del
loro significato e della loro funzione. La  terminologia  linguistica
verra' quindi  introdotta  in  modo  funzionale  a  identificare  gli
oggetti della riflessione sulla lingua che l'insegnante cerchera'  di
stimolare,  senza  eccessi  definitori,  partendo  da  usi  reali   e
proponendo esercizi pratici calati  in  situazioni  comunicative  non
artificiose. Ad esempio, si insegnera' a  cogliere  il  rapporto  tra
verbo e soggetto della frase mediante esercizi pratici, rendendo  gli
allievi attenti al fatto che il soggetto non ha sempre una  posizione
prevedibile, non e' necessariamente anteposto al verbo  (ad  esempio:
"a me piace lo sport"). E' importante insistere sul valore del  verbo
come chiave per cogliere la struttura della frase. 
 
Letteratura 
    Per fare in modo che gli studenti imparino a leggere e a scrivere
correttamente  non  occorre  affidarsi  soltanto  a  testi  meramente
strumentali. La letteratura per l'infanzia offre un ampio  repertorio
di possibilita': da questi testi semplici ma integralmente  letterari
gli studenti possono trarre ispirazione per scrivere a loro volta:  e
potranno essere testi creativi oppure testi nei quali  si  descrivono
le proprie idee, sentimenti, esperienze. Saranno  testi  in  prosa  e
testi in verso - forme elementari  di  poesia  come  gli  slogan,  le
filastrocche, gli scioglilingua, le canzoni. Fra questi,  particolare
rilevanza hanno gli haiku, componimenti poetici brevi  didatticamente
utili per stimolare  nei  discenti  sintesi,  creativita'  e  ricerca
dell'essenza della comunicazione. Ma potra' anche essere  'poesia  da
grandi', purche' comprensibile a studenti molto giovani: non  mancano
(a puro titolo d'esempio: il repertorio e' ben piu' ampio,  e  sempre
integrabile da parte  dell'insegnante)  testi  di  Saba  o  Valeri  o
Gozzano o Govoni o Pascoli o  Penna  o  Lamarque  che  possano  anche
essere letti  da  loro,  con  la  mediazione  dell'insegnante,  anche
imparati a memoria perche' se ne apprezzino il ritmo, la musicalita'.
Affinche' gli studenti si familiarizzino con la lettura, e' opportuno
che l'insegnante incoraggi alla lettura integrale di almeno due brevi
libri  l'anno,  eventualmente  in  parte  letti  in  classe  o  nella
biblioteca scolastica, organizzando a lettura finita una  discussione
collettiva,  anche  aiutandosi  con  immagini  e  brevi  filmati,  ed
evitando  invece  forme  coercitive  di  rielaborazione   scritta   o
'scheda'.  La  lettura  integrale  deve  sviluppare  negli   studenti
l'allenamento  alla  lettura  di  testi  lunghi  e,  soprattutto,  la
curiosita' di vedere come va a finire la storia (una  curiosita'  che
evapora nella lettura antologica). In  quest'ottica,  sono  strumenti
ideali la fiaba, il fumetto, il racconto lungo, il  romanzo  breve  o
lungo di avventura o di magia (da Zanna bianca a Harry Potter, in  un
repertorio che tocchera' all'insegnante individuare e  variare).  Per
far si' che vengano acquisiti i primi strumenti di analisi del testo,
l'insegnante proporra' la lettura di brevi testi a piccoli gruppi  di
studenti, avviando  poi  una  discussione  sugli  aspetti  del  testo
(inclusi  il  ritmo,  la  musicalita',  le  rime  nella  poesia)  che
stimolano la riflessione, che piacciono di piu',  che  evocano  altre
immagini o situazioni familiari agli studenti, o che viceversa creano
incertezza  o  difficolta',  aprendosi  a  diverse  possibilita'   di
interpretazione. 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Lingua e letteratura 
    • Comprendere. Possedere la lingua in maniera tale da comprendere
testi  anche  complessi;  essere  in  grado   di   gerarchizzare   le
informazioni  che  essi  trasmettono  e  di   cogliere   l'intenzione
dell'emittente. 
    • Ordinare le conoscenze. Confrontare informazioni ricavabili  da
piu'  fonti,  selezionando  quelle   ritenute   piu'   significative;
riformulare  in  modo  sintetico  le   informazioni   selezionate   e
riorganizzarle in modo  personale  (liste  di  argomenti,  riassunti,
schemi, mappe, tabelle). 
    •  Riconoscere  i  tipi  testuali.  Imparare  a  riconoscere   le
caratteristiche dei principali  tipi  testuali  (narrativi,  poetici,
drammatici, descrittivi, regolativi, espositivi, argomentativi). 
    • Leggere e interpretare. Leggere autonomamente testi  complessi,
anche  in  forma  integrale,  comprendendo  cio'  che  essi  vogliono
comunicare: raccontare una  storia;  descrivere  una  situazione,  un
carattere,   un   oggetto;    comunicare    un    sentimento;    dare
un'informazione; articolare un'argomentazione. 
    • Scrivere, rielaborare, riassumere. Scrivere in maniera corretta
testi 'liberi' oppure testi che prendano spunto da fonti saggistiche,
letterarie,  figurative,  musicali,   audiovisive;   descrivere   una
situazione,  un  carattere,  un  oggetto,   un   luogo   in   maniera
appropriata;  saper  riassumere  un  testo  producendo  un  elaborato
adeguato alla situazione, all'argomento, allo scopo, al destinatario,
e curato nella veste grafica. Saper parlare con gli altri di un testo
dopo averlo letto, non solo mettendolo in relazione  con  la  propria
esperienza di vita ma anche apprezzandone  l'apertura  nei  confronti
del mondo, delle  esperienze  altrui,  delle  culture  diverse  dalla
propria. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Lingua e letteratura 
    • Lessico. Riconoscere le principali relazioni fra i  significati
delle parole (sinonimi e contrari; iponimi e iperonimi);  organizzare
il lessico in famiglie lessicali; consultare in modo  consapevole  il
vocabolario della lingua italiana. 
    • L'analisi logica. Esaminare e conoscere  struttura  e  funzioni
delle varie parti  di  una  frase  complessa.  Riconoscere  errori  e
fallacie logiche. Saper analizzare  la  struttura  semantica  di  una
frase, identificando il soggetto, il predicato, gli oggetti  (diretti
e indiretti), gli aggettivi attributivi e tutti  gli  altri  elementi
che la compongono. 
    • La frase  e  la  sua  struttura.  Riconoscere  l'organizzazione
logico-sintattica della frase, inclusa la gerarchia dei  costituenti;
saper trasformare le frasi in interrogative, dirette e  indirette,  e
il discorso diretto in indiretto (e viceversa); riconoscere le  parti
del discorso, i connettivi  sintattici  e  testuali,  tutti  i  segni
interpuntivi e la loro funzione per l'articolazione  informativa  del
testo (oltre a quelli gia' indicati per la scuola primaria, anche,  i
puntini di sospensione, le parentesi tonde e quadre, i  trattini,  la
varieta' delle virgolette, virgolette singole, inglesi,  angolari  "a
caporale", da utilizzare per le citazioni, per il discorso riportato,
o anche in funzione metalinguistica);  saper  riflettere  sui  propri
errori tipici e sugli errori comuni, segnalati dall'insegnante,  allo
scopo di imparare  ad  autocorreggerli  nella  produzione  scritta  e
orale. 
    •  Esaminare  le  funzioni  degli  atti   linguistici:   funzioni
illocutorie  (descrittiva,  direttiva,   interrogativa,   espressiva,
performativa); funzioni perlocutorie. 
    • Ascoltare, rielaborare, parlare. Riconoscere, all'ascolto,  gli
elementi sonori caratteristici dei testi poetici; essere in grado  di
prendere  appunti  durante  una  lezione  o  una  relazione,   e   di
rielaborare poi questi appunti  in  una  forma  discorsiva  adeguata;
saper  raccontare  oralmente  esperienze  personali  o  fatti   noti,
selezionando  informazioni  significative   in   base   allo   scopo,
ordinandole in base a un criterio logico-cronologico,  esplicitandole
in modo chiaro adoperando un registro adeguato all'argomento  e  alla
situazione; saper intervenire in una discussione rispettando tempi  e
turni di parola, tenendo  conto  del  destinatario  ed  eventualmente
riformulando il proprio punto di vista alla luce delle reazioni degli
interlocutori. 
    • Leggere, interpretare. Leggere ad alta voce in modo  espressivo
testi noti, adoperando l'intonazione e le pause in  maniera  tale  da
permettere a chi ascolta di capire; leggere silenziosamente testi  di
varia natura e provenienza adottando semplici tecniche di aiuto  alla
comprensione (sottolineature,  note  a  margine,  appunti);  ricavare
informazioni da un testo per documentarsi su uno specifico argomento;
confrontare, su un medesimo  argomento,  informazioni  ricavabili  da
piu'  fonti,  selezionando  quelle   ritenute   piu'   significative;
comprendere testi letterari di vario tipo e forma (racconti, novelle,
romanzi,  poesie,  testi  teatrali),  letti  per   brani   ma   anche
integralmente,  e   riflettere   sulle   caratteristiche   dei   vari
personaggi, sull'ambientazione spaziale e temporale, sul  genere  cui
appartiene il testo e sulle  tecniche  impiegate  dall'autore,  senza
pero' eccessi analitici e nomenclatori. 
    • Scrivere. Organizzare le informazioni su un dato  argomento  in
liste, mappe, scalette; rispettare le convenzioni  grafiche  correnti
nella   redazione   di   testi   scritti   (rispetto   dei   margini,
dell'impaginazione,  dei  titoli);  scrivere  testi  argomentativi  e
creativi  in  maniera  corretta   sotto   il   profilo   ortografico,
morfosintattico e lessicale, adoperando  sia  carta  e  penna  sia  i
programmi di videoscrittura; riassumere per iscritto  un  testo,  per
esempio  un  articolo  di  giornale  o  un  paragrafo  di  un  libro;
adoperare, nei propri testi, parti di testi prodotti da  altri  sotto
forma di citazione esplicita o di parafrasi. 
 
CONOSCENZE 
 
Lingua 
    Non andra'  trascurata  l'oralita'.  L'allievo  sapra'  ascoltare
testi prodotti da altri, anche trasmessi  dai  media,  riconoscendone
scopo,  argomento,  informazioni  principali   e   punto   di   vista
dell'emittente;  dovra'  essere  in  grado  di  intervenire  in   una
conversazione o in una  discussione  rispettando  tempi  e  turni  di
parola  e  fornendo  un  contributo,  applicando  anche  tecniche  di
supporto alla comprensione (prendere appunti, costruire  brevi  frasi
riassuntive, adoperare segni convenzionali). La lettura, con pause  e
intonazioni adatte a evidenziare lo sviluppo del testo, dovra' essere
ormai un'abilita' acquisita. Nella scuola, la lettura ad alta voce e'
pratica prevalente, ma non  si  deve  trascurare  l'importanza  della
lettura mentale o silenziosa finalizzata alla  comprensione  profonda
del testo proposto. Sempre piu' importanza acquisisce la capacita' di
leggere grafici o pagine web con dati e  statistiche,  rispondendo  a
test e a batterie di domande utilizzando un tempo prestabilito. Nella
scrittura,  l'allievo  imparera':  ad  applicare  le   procedure   di
ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo; a  servirsi
di strumenti per l'organizzazione delle  idee  (mappe,  scalette);  a
utilizzare  strumenti  per  la  revisione  in  vista  della   stesura
definitiva;  a  rispettare  le  convenzioni  grafiche.  La  scrittura
manuale dovra' essere favorita e utilizzata, senza imporre un modello
grafico troppo vincolante, ma richiamando alle esigenze di necessaria
chiarezza,  anche  nell'uso  del  corsivo.  Potra'  essere  usata  la
scrittura  da  tastiera,  illustrando  anzi   le   sue   varieta'   e
possibilita', la ricchezza dei caratteri  offerti,  la  comodita'  di
certi automatismi, ma non dovra' mai essere abbandonata la  scrittura
manuale corsiva,  come  gia'  richiamato  in  premessa  generale.  La
funzione delle sillabe nell'uso metrico-poetico; l'accento  tonico  e
le parole piane, tronche o sdrucciole; le parole atone; l'elisione  e
il troncamento; i segni di punteggiatura o paragrafematici e il  loro
funzionamento come indicatori sintattici e logici, e come  aiuto  per
la lettura. 
 
Letteratura 
    Nella scuola  secondaria  di  primo  grado  l'impegno  principale
seguita ad essere quello che era nella scuola primaria:  affinare  le
capacita' di lettura e di scrittura; in piu', imparare a valutare  la
qualita' di un testo, e a  distinguere  tra  testi  letterari  e  non
letterari. Sara' opportuno leggere insieme agli studenti, in  classe,
ad alta voce, e far leggere loro a casa testi di buona qualita',  sia
che si tratti di testi argomentativi  sia  che  si  tratti  di  testi
creativi. La lettura di brani di opere quali l'epica classica  (Omero
piu' di Virgilio), la mitologia greca, le saghe nordiche; ma anche  i
romanzi cavallereschi medievali e rinascimentali,  dal  ciclo  di  re
Artu' all'  Orlando  Furioso  di  Ariosto,  incoraggiando  sempre  il
confronto con la loro  resa  teatrale,  cinematografica,  televisiva,
fumettistica.  Il  confronto  con  le  loro  trasposizioni  teatrali,
cinematografiche  e  fumettistiche  aiuta  inoltre  a  sviluppare  un
approccio comparativo e critico ai diversi linguaggi espressivi. 
    Oltre che nelle antologie scolastiche, non e'  difficile  trovare
in biblioteca o in rete testi adatti al pubblico  degli  adolescenti,
anche  prelevandoli  dal  repertorio  del  graphic  novel   e   della
letteratura giovanile. Ma i classici moderni, letti integralmente  in
classe o a casa, sono  sempre  una  buona  opzione:  per  esempio  il
Pinocchio di Collodi, i romanzi  di  Verne,  Stevenson,  H.G.  Wells,
Agatha Christie, Calvino,  Buzzati,  Saint-Exupery,  Orwell,  Asimov,
Stephen King, Benni, Neil Gaiman, J.K. Rowling;  senza  sottovalutare
le potenzialita' del racconto breve di autori italiani come Sciascia,
Bilenchi, Ortese, Fenoglio, Primo Levi. Si  tratta  solo  di  esempi:
l'insegnante  potra'  assecondare  le   inclinazioni   della   classe
selezionando  classici  e  nuovi  classici  nei   generi   preferiti,
includendo il poliziesco,  la  fantascienza,  il  fantasy  e  l'urban
fantasy, la narrativa di avventura.  Non  e'  necessario  fissare  un
'canone italiano', bensi'  scegliere  buoni  libri  che  da  un  lato
possano suscitare discussioni e approfondimenti su temi interessanti,
e dall'altro avviare all'analisi del testo  narrativo  (per  esempio,
leggere con attenzione un racconto poliziesco significa  capire  come
si costruisce una trama, quali funzioni hanno i personaggi,  come  si
genera la suspense; il racconto di fantascienza stimola ad immaginare
mondi possibili,  e  cosi'  via).  In  un  periodo  della  formazione
delicato com'e' quello della preadolescenza, queste indicazioni -  si
ribadisce, meramente esemplificative - mirano sia alla formazione  di
un immaginario (e dunque alla lettura come piacere,  il  piacere  che
puo' dare la scoperta di mondi d'invenzione) sia a  trasmettere  agli
studenti una prima consapevolezza di cio' che e' e di  come  funziona
la buona letteratura. Ne' ovviamente i testi narrativi esauriscono il
repertorio  delle   letture   raccomandabili:   l'insegnante   potra'
ricorrere utilmente a brevi saggi, articoli  di  giornale,  brani  di
biografie o autobiografie, o di testi teatrali (che  potranno  essere
letti  o  messi  in  scena  dagli  studenti),   o   testi   destinati
all'intonazione musicale (inni, melodramma, canzoni pop). Per far si'
che gli studenti capiscano che la letteratura (e in generale la buona
scrittura) non e' solo una disciplina scolastica ma una pratica  viva
e vitale, puo' essere utile organizzare incontri con autori e autrici
di libri adatti alla  loro  eta',  incontri  gestiti  dagli  studenti
stessi secondo la modalita' della  presentazione  e  dell'intervista.
Naturalmente,  a  fronte  di  una  materia  virtualmente  sconfinata,
occorre che l'insegnante selezioni  di  anno  in  anno  percorsi  che
contemplino un numero limitato di testi e autori  scelti  tra  quelli
che si suppone possano interessare gli studenti: soprattutto a questo
stadio   dell'istruzione   bisogna   evitare   il   feticcio    della
'infarinatura'. L'allenamento alla lettura gia' avviato  alla  scuola
primaria proseguira' dunque con la lettura integrale  di  almeno  tre
libri  all'anno,  restando  fermo  il  proposito  di  migliorare   la
padronanza della lingua scritta e parlata e di abituare  lo  studente
alla lettura di testi di buona qualita'. Di questi libri sara'  utile
parlare in classe, insieme, per esempio chiedendo  agli  studenti  di
consigliare o  sconsigliare  il  tale  o  talaltro  libro  ai  propri
compagni,  argomentando  il  proprio  parere  in  maniera  chiara  ed
efficace; oppure incoraggiando racconti alternativi,  rielaborazioni,
scambi di personaggi e manipolazioni delle  trame,  o  rielaborazioni
figurative o in forma di fumetto, anche  con  strumenti  multimediali
(ma senza eccessi: la parola, scritta e letta,  resta  la  cosa  piu'
importante). 
    Studiare, esporre. Nella secondaria di primo grado  e'  opportuno
che gli studenti imparino a studiare, e che  quindi  qualche  ora  di
lezione venga spesa in vista di questo obiettivo:  come  si  prendono
appunti?  Come  si  legge  con  la  dovuta   attenzione   un   testo?
Soprattutto:  come  si  organizza  un'esposizione  orale  in  classe?
Parlare in pubblico di un argomento che si e' studiato e  che  quindi
si suppone noto, mentre  i  compagni  e  l'insegnante  ascoltano,  e'
un'abilita' che manca non solo agli studenti ma anche a molti adulti,
e che invece  e'  bene  cominciare  ad  acquisire  negli  anni  della
formazione. Si puo' percio' affidare a  uno  o  a  piu'  studenti  il
compito di presentare ai compagni un  determinato  argomento,  o  una
scheda  di  approfondimento,  anche  in  forma  multimediale,  e  poi
discutere insieme di  come  l'esposizione  possa  essere  migliorata,
arricchita, resa piu' chiara. 
    Discernere. Altrettanto  importante  e'  cominciare  a  ragionare
sull'attendibilita'  delle  fonti,  cioe',   distinguere   le   fonti
attendibili da quelle che non lo sono. Sara'  percio'  opportuno  che
gli studenti imparino a distinguere tra siti piu' o meno attendibili,
tra voci piu' o meno informate, e che imparino a valutare la qualita'
delle risposte date dall'IA ai loro  quesiti.  A  questo  scopo,  una
lezione utile e' una visita alla biblioteca scolastica,  o  a  quella
del quartiere: si gira tra gli scaffali, si prendono in mano i libri,
si acquisisce familiarita'  con  i  dizionari,  le  enciclopedie,  si
prende confidenza con il metodo di  catalogazione  dei  libri.  Molti
studenti non sono mai entrati  in  una  biblioteca,  hanno  paura  di
entrarci, non hanno una tessera, non sanno che in biblioteca  possono
trovare non solo libri ma anche periodici, giornali, fumetti: e' bene
che  l'insegnante  li  aiuti  a  prendere   confidenza   con   questo
fondamentale ambiente di apprendimento. 
    Usare bene la rete. Ancora piu' importante e'  imparare  a  usare
bene  la  rete.  Bene,  vale  a  dire  in  modo  da  sfruttarla   con
intelligenza  per  ricavarne  informazioni  attendibili  e  contenuti
interessanti. E'  un  compito  difficile,  perche'  naturalmente  gli
studenti usano la rete a tutt'altro scopo, ma e' un tentativo che  va
fatto, e che puo' avere successo. Dal momento che gli alunni  per  lo
piu' ignorano i giornali di carta,  vanno  indirizzati  ai  siti  dei
giornali  piu'  autorevoli  (dato  che  imparano  almeno  una  lingua
straniera, anche a quelli scritti in quella lingua),  e  poi  guidati
nell'uso di applicazioni come RaiPlay o RaiPlayRadio, che  contengono
moltissimo  materiale  relativo  alla  letteratura  (interviste  agli
scrittori, programmi culturali eccetera), o ai data-base piu'  ricchi
e  interessanti,  nonche'  ai  siti  che  permettono   di   scaricare
audiolibri. 
 
              LATINO PER L'EDUCAZIONE LINGUISTICA (LEL) 
 
 
PERCHE' SI STUDIA IL LATINO 
    Ripensare il ruolo del latino nella  scuola  del  XXI  secolo  e'
compito necessario e quanto mai attuale, perche'  incrocia  questioni
basilari come la conoscenza e la valorizzazione della lingua e  della
cultura italiana, anche in prospettiva storica, e il rapporto tra  la
cultura italiana e quelle europee. Il latino mostra la  sua  utilita'
contribuendo  alla  qualita'   linguistica   dell'espressione   degli
studenti, ma anche alla migliore comprensione di concetti e idee  che
fanno  ormai  parte  dell'immaginario  europeo  e,  piu'   latamente,
globale. La conoscenza della lingua latina abitua alla  logica  e  al
ragionamento e insegna a meglio conoscere le fondamenta  grammaticali
della lingua italiana, cosi' come il significato  delle  sue  parole.
Inoltre, avvicina  alla  comprensione  dei  valori  di  una  civilta'
universale. Anche per questo tale insegnamento e' avviato  nel  corso
degli ultimi due anni  della  secondaria  di  primo  grado,  in  modo
opzionale e curricolare, allo scopo di collegare il mondo che  si  e'
espresso in latino con l'esperienza degli studenti e con  la  realta'
contemporanea, instaurando una virtuosa dinamica di acquisizione  del
passato, comprensione del presente e confronto con  le  sue  istanze,
preparazione per il futuro. Il latino va scoperto come opportunita' e
risorsa per la formazione di base: ne va riconosciuto il ruolo svolto
nello sviluppo della tradizione  europea,  distinguendo  criticamente
elementi di continuita' e di discontinuita'  tra  il  discorso  degli
antichi e le forme della sua ricezione e va individuato nella cultura
antica un possibile e vantaggioso punto di partenza per il  confronto
con altre tradizioni, lingue e culture. Per comprendere la  vitalita'
del latino nell'italiano e  nelle  lingue  straniere  soccorre  molto
utilmente un esame  comparativo  del  lessico,  non  solo  di  quello
intellettuale ma anche di  quello  della  vita  quotidiana,  con  una
grande attenzione alla dimensione storica  e  diacronica;  in  questa
prospettiva  e'  necessario  anche   accogliere   le   sollecitazioni
tecnologiche, attuare un dialogo costante con le  discipline  STEM  e
porre al centro l'attenzione ai  valori  della  Costituzione  appresi
tramite l'educazione civica. Il «latino per l'educazione linguistica»
- LEL mira a favorire l'accesso a un vasto e stimolante patrimonio di
civilta' e tradizioni, rendendo possibile la percezione del  rapporto
di continuita'  e  alterita'  che  lega  il  presente  al  passato  e
promuovendo una sintesi tra visione critica del  presente  e  memoria
storica. All'interno di questa prospettiva il LEL aspira a comunicare
e rafforzare la consapevolezza della relazione storica  che  lega  la
lingua italiana a quella latina e a rendere evidente come  il  latino
costituisca un'eredita' condivisa e un elemento di continuita' tra le
diverse culture europee, cosi' da far  maturare  la  coscienza  della
sostanziale unita' della civilta' europea plasmata da una  pluralita'
di esperienze culturali che hanno mantenuto sempre uno stretto legame
con  il  mondo  antico,  ora  in  termini  di  continuita',  ora   di
reinterpretazione, ora anche di opposizione. Tramite il LEL si  punta
a rafforzare la conoscenza del lessico delle lingue oggetto di studio
e  in  particolare  della  lingua  italiana,  ad  acquisire  maggiore
consapevolezza  del  significato  delle  parole,  approfondendone  la
semantica, e a preparare gli studenti a una migliore conoscenza della
grammatica e della sintassi della lingua  italiana,  valorizzando  il
confronto con la sua origine latina. 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Educazione linguistica diacronica 
    Comprendere l'importanza del latino  per  raggiungere  una  piena
consapevolezza nella lettura e nella scrittura dell'italiano. 
    Riconoscere l'origine latina di parole  italiane  appartenenti  a
registri linguistici differenti, dall'italiano parlato fino a  quello
letterario studiato. 
    Comprendere i primi elementi della lingua e della cultura  latina
e gli elementi di persistenza e variazione  del  lessico  latino  nei
temi collegabili con l'ambito di cittadinanza. 
 
Consapevolezza  della  centralita'  del   latino   nella   tradizione
  culturale italiana 
    Comprendere la funzione del latino nella produzione  di  testi  e
documenti con valenza storico-letterario-giuridica e  nel  patrimonio
culturale nazionale (artistico,  archeologico,  epigrafico,  museale)
riflettendo consapevolmente sul presente alla luce del passato. 
 
Confronto interlinguistico e interdisciplinare 
    Partire dal latino  per  stabilire  confronti  con  le  strutture
basilari di altre lingue flessive note. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Educazione linguistica diacronica 
    •  Comprendere  l'utilizzazione  dell'alfabeto  latino   per   la
scrittura di lingue diverse. 
    • Riconoscere  e  riprodurre  con  la  guida  dell'insegnante  la
pronuncia corretta delle parole oggetto di studio. 
    • Riconoscere i principali elementi morfosintattici, lessicali  e
semantici di frasi semplici, valorizzando sempre, per analogia o  per
contrasto, la relazione con l'italiano. 
    • Cogliere la dimensione sincronica e diacronica dell'italiano  e
accostarsi a quella del latino. 
 
Consapevolezza  della  centralita'  del   latino   nella   tradizione
  culturale italiana 
    • Riconoscere l'origine latina di alcune parole italiane ad  alta
frequenza, comprendere le parole latine di uso comune e i  principali
latinismi; individuare inoltre l'origine  latina  di  alcuni  termini
presenti in documenti fondamentali (es. la Costituzione). 
    • Riconoscere la  struttura  morfologica  di  base  delle  parole
latine (parti variabili/invariabili). 
    • Riconoscere il sistema e l'articolazione dei casi e dei  generi
nella flessione nominale. 
    •  Riconoscere  le  forme  verbali  piu'   semplici   (es.   modo
indicativo, infinito, imperativo). 
    • Orientarsi nella sintassi della frase semplice,  giovandosi  di
esempi  basati  sulle  prime  due  declinazioni  latine  e  rilevando
analogie e differenze con la lingua italiana e  le  altre  lingue  di
studio. 
    • Usare in modo consapevole gli strumenti di  consultazione  come
il vocabolario della lingua italiana. 
 
Confronto interlinguistico e interdisciplinare 
    • Istituire semplici confronti, specialmente di natura lessicale,
tra l'italiano, il  latino  e  le  altre  lingue  straniere  studiate
privilegiando l'aspetto  semantico  rispetto  a  quello  morfologico,
mirando, per quanto possibile, a un  insegnamento  integrato  con  le
altre lingue studiate. 
    • Acquisire una  terminologia  progressivamente  piu'  precisa  e
consapevole in lingua italiana. 
    •  Utilizzare  alcuni  applicativi  informatici  (es.  vocabolari
digitali) per approfondire lo studio  dei  rapporti  etimologici  tra
lessico latino e italiano. 
    • Con la  guida  dell'insegnante  e  in  contesto  laboratoriale,
comprendere il senso globale  di  frasi  elementari  e  testi  latini
semplici  (es.  aforismi  e  proverbi,  formule  epigrafiche,   brevi
narrazioni ...). 
    • Riconoscere la funzione del latino nella redazione di documenti
storici, letterari e giuridici e come lingua franca utilizzata per lo
scambio intellettuale in Europa almeno fino al XIX secolo. 
 
CONOSCENZE 
    L'alfabeto latino, l'origine latina di parole  italiane  ad  alta
frequenza, i principali  latinismi  in  italiano  e  la  presenza  di
semplici  termini  latini  in  altre  lingue  straniere  moderne,  la
corretta pronuncia delle parole latine studiate; l'introduzione  alla
morfologia delle parole latine e al sistema delle parti invariabili e
variabili con esplorazione delle articolazioni fondamentali  riferite
ai casi e ai generi; introduzione alla I e  alla  II  declinazione  e
alle forme semplici della coniugazione; elementi della sintassi della
frase latina, in analogia e/o in contrasto con l'italiano  e  con  le
lingue straniere studiate; aforismi, proverbi, formule epigrafiche di
uso  comune;  origine  latina  dei  termini  presenti  nei  documenti
studiati in italiano o in storia o nelle lingue  straniere;  elementi
di uso del latino nelle epoche storiche;  funzione  del  latino  come
strumento  linguistico  per  la  redazione  di  documenti  di  natura
storica, letteraria e giuridica e come lingua franca  utilizzata  per
lo scambio intellettuale in Europa. 
 
                           LINGUA INGLESE 
 
 
PERCHE' SI STUDIA LA LINGUA INGLESE 
    Studiare  l'inglese  oggi  significa  comunicare  con  il  mondo.
Significa possedere uno strumento di scambio linguistico e  culturale
che  offre  possibilita'  uniche  di  comprensione  reciproca  e   di
potenziale cooperazione internazionale. Come e' stato  dimostrato  da
studi  specifici  e  come  mostra  anche   l'esperienza   quotidiana,
l'apprendimento di una nuova lingua aiuta a sviluppare capacita' come
la memoria, la  concentrazione,  la  risoluzione  di  problemi  e  il
pensiero critico, fornendo una migliore flessibilita',  le  capacita'
di resilienza e  di  adattamento  al  nuovo,  di  relazionalita',  di
empatia e di  autoriflessione  metacognitiva.  Apprendere  una  nuova
lingua favorisce inoltre una maggiore apertura e  comprensione  delle
diverse   culture.   Una   finalita'   essenziale   dell'insegnamento
dell'inglese, che nella propria dimensione internazionale si articola
in una pluralita' di varieta'  linguistiche,  e'  infatti  quella  di
sensibilizzare gli studenti all'importanza  dell'interculturalita'  e
della comprensione reciproca tra i popoli, contribuendo a  sviluppare
empatia, rispetto e  capacita'  di  interazione  e  mediazione  verso
individui e contesti  di  cultura  altra.  Superando  un  modello  di
apprendimento   di   tipo   trasmissivo-ripetitivo,   basato    sulla
memorizzazione e ripetizione di costrutti linguistici in modo isolato
e irrelato, una didattica che tenga conto degli apporti piu'  recenti
delle teorie dell'apprendimento e degli studi sulle forme di pensiero
sviluppera' i cardini di un pensiero complesso: la considerazione del
contesto (relazionalita'), del globale (relazionalita' tra il tutto e
le parti) e del multidimensionale (unita' complesse  fatte  di  parti
diverse che coesistono) acquista, con  e  attraverso  l'apprendimento
della seconda lingua, una forma educativa e di  tipo  pedagogico  che
risponde alle emergenze e alle necessita' del mondo contemporaneo. La
competenza  nell'uso  dell'inglese   nello   svolgere   le   funzioni
comunicative indicate dal QCER  e  dal  Companion  Volume  facilitano
anche l'inclusivita': l'enorme quantita' di film e  serie  televisive
in lingua inglese, fruibili oggi  in  varie  modalita',  compreso  lo
streaming,   facilitano   fin   dalla   piu'    giovane    eta'    la
familiarizzazione con strumenti accessibili quali sottotitoli  (anche
quelli SDH, sottotitoli  per  non  udenti)  e  audiodescrizioni  (per
ciechi e ipovedenti), i cui benefici  come  ausili  nell'insegnamento
delle lingue, suffragati da molti studi,  si  accompagnano  a  quelli
direttamente legati all'inclusivita' e alla solidarieta' sociale  nei
confronti  delle  persone   con   disabilita',   rendendo   possibile
indirizzare gli sforzi didattici  verso  tutti  gli  alunni,  nessuno
escluso, perche' la comunicazione e la condivisione  sono  rivolte  a
tutte e tutti, nessuno escluso. Apprendere questa lingua  risponde  a
esigenze  comunicative  di  natura  pratica,  ma  permette  anche  di
conoscere le letterature e le altre espressioni culturali  in  lingua
inglese, dal cinema, al teatro, alla musica.  Essendo  poi  strumento
privilegiato nella diffusione accademica, l'inglese e' la  principale
chiave  di  accesso  all'informazione  scientifica.  Approfondire  la
conoscenza di questa lingua e' inoltre fondamentale  per  raggiungere
un livello adeguato di alfabetizzazione  tecnologico-digitale  e  per
comprendere criticamente le informazioni  acquisite  quotidianamente,
soprattutto attraverso i social network, sviluppando consapevolezza e
un uso responsabile e sicuro di questi mezzi di comunicazione e degli
strumenti offerti dall'intelligenza artificiale. L'insegnamento della
lingua inglese nella scuola del primo ciclo ha  l'obiettivo  generale
di promuovere l'alfabetizzazione  linguistica  e  lo  sviluppo  delle
competenze comunicative orali e scritte. Questo percorso mira  a  far
raggiungere agli studenti un livello  di  competenza  linguistica  A1
(nella scuola primaria)  e  A2  (nella  scuola  secondaria  di  primo
grado), secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue
(QCER, 2001) e il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue.
Volume Complementare (QCERVC, 2020).  Nel  caso  la  classe  effettui
l'insegnamento potenziato per 5 ore  settimanali  di  inglese,  senza
seconda lingua straniera, come previsto dal D.P.R. n. 89 del 20 marzo
2009, il livello atteso nella scuola secondaria di primo grado potra'
essere  superiore  ad  A2.  Attraverso  un   approccio   graduale   e
comunicativo gli alunni della scuola primaria  sono  introdotti  alla
lingua straniera in  modo  naturale,  sfruttando  le  loro  capacita'
mnemoniche e  imitative.  Nei  primi  anni,  l'acquisizione  si  basa
principalmente su attivita'  ludiche,  canzoni,  immagini  e  routine
quotidiane che favoriscono un apprendimento spontaneo e motivato. Con
il progredire della scolarizzazione, a  partire  dalla  terza  classe
della primaria, si  introducono  progressivamente  la  lettura  e  la
scrittura, permettendo agli studenti  di  stabilire  connessioni  tra
suoni e  simboli  e  sviluppare  capacita'  metacognitive  utili  per
l'autoregolazione del proprio apprendimento. Nella scuola  secondaria
di primo grado, l'insegnamento della lingua inglese si consolida e si
amplia, con l'obiettivo di sviluppare competenze linguistiche  sempre
piu' articolate. L'inglese non viene solo considerato come  strumento
di comunicazione pratica, ma anche come mezzo di accesso a  contenuti
culturali e letterari. In questa  fase,  gli  studenti  sono  guidati
nella riflessione comparativa tra la loro lingua madre  e  la  lingua
seconda, grazie a un approfondimento delle strutture  grammaticali  e
lessicali e a un progressivo  avvicinamento  a  testi  autentici.  Si
sviluppano  gradualmente  la  capacita'  di  riflettere  sul  proprio
processo  di  apprendimento  dell'inglese,   favorendo   i   processi
cognitivi legati al linguaggio e stimolando  l'intelligenza  emotiva.
Lo sviluppo della capacita' di comprendere e produrre testi  orali  e
scritti su argomenti familiari, scolastici e culturali facilita anche
la comprensione di testi relativi alla civilta' dei Paesi anglofoni e
dei Paesi in cui sono in uso varieta' dell'inglese globale, accedendo
a informazioni di carattere internazionale, sia in  ambito  culturale
che tecnologico e digitale. A questo scopo, l'utilizzo  di  materiali
audiovisivi con sottotitoli  e  audiodescrizioni  in  lingua  inglese
aiuta gli studenti a sviluppare competenze di ascolto e comprensione,
favorendo l'inclusivita' sociale e garantendo che l'apprendimento sia
accessibile a tutti. Infine, lo studio della lingua inglese  promuove
l'acquisizione di competenze trasversali fondamentali per  il  futuro
degli studenti, come la capacita' di collaborare, risolvere  problemi
e  interagire   in   contesti   multiculturali,   favorendo   inoltre
l'integrazione con altri ambiti  disciplinari,  inclusi  temi  legati
alla  sostenibilita'  (GreenComp,  Agenda  2030)  e   all'uso   degli
strumenti digitali per favorire l'acquisizione linguistica, in  linea
con il Quadro  Digcomp  2.2.  L'approccio  comunicativo  e  immersivo
prevede  che  l'insegnante  entri  in  aula  parlando  in  inglese  e
stimolando negli studenti l'espressione in inglese.  Tale  approccio,
incoraggiato  nelle  scuole,  permette  agli  studenti  di  acquisire
sicurezza nell'uso della lingua e di apprezzarne  l'importanza  nella
vita  quotidiana  e  nel  loro  percorso  di  crescita  personale   e
formativa. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    • Comprendere e rispondere a stimoli orali e scritti.  Utilizzare
strategie di  ascolto  e  lettura  per  comprendere  e  rispondere  a
messaggi relativi a contesti quotidiani, personali e familiari. 
    • Utilizzare il lessico e le strutture linguistiche di  base  per
la comunicazione quotidiana.  Impiegare  un  repertorio  lessicale  e
strutture linguistiche di base  per  esprimere  bisogni,  desideri  e
informazioni in situazioni comuni. 
    •Interagire in contesti sociali. Partecipare attivamente a giochi
e attivita' di  gruppo  utilizzando  espressioni  in  lingua  inglese
appropriate al contesto. 
    • Riconoscere e comprendere elementi  culturali.  Identificare  e
confrontare aspetti culturali dei paesi anglofoni,  ivi  compresa  la
loro  natura  multietnica,  comprendendone   le   differenze   e   le
similitudini con la propria cultura. 
    • Utilizzare una corretta pronuncia e intonazione. Sviluppare  un
adeguato  sistema  fonologico   e   l'uso   di   elementi   prosodici
dell'inglese, tali da consentire  di  esprimersi  in  modo  chiaro  e
comprensibile. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Ascolto (comprensione orale) 
    • Individuare e produrre suoni. 
    • Abbinare suoni e parole (fonemi-grafemi). 
    • Conoscere e comprendere  vocaboli,  istruzioni,  espressioni  e
frasi di uso quotidiano, relativi a se'  stessi,  ai  compagni,  alla
famiglia. 
    • Individuare, numerare e classificare gli oggetti. 
 
Parlato (produzione e interazione orale) 
    • Produrre frasi riferite ad oggetti, luoghi, persone, situazioni
note. 
    •  Interagire  con  un  compagno  per  presentarsi  e/o  giocare,
utilizzando espressioni e frasi memorizzate adatte alla situazione 
 
Lettura (comprensione scritta) 
    • Comprendere testi di cartoline,  biglietti  e  brevi  messaggi,
accompagnati preferibilmente da supporti visivi o  sonori,  cogliendo
parole e frasi gia' acquisite a livello orale. 
    • Individuare, numerare e classificare gli oggetti. 
 
Scrittura (produzione scritta) 
    • Scrivere parole e semplici frasi di  uso  quotidiano  attinenti
alle attivita' svolte in classe e a interessi personali e del gruppo. 
    • Individuare, numerare e classificare gli oggetti. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
 
Ascolto (comprensione orale) 
    • Comprendere brevi dialoghi, istruzioni, espressioni e frasi  di
uso quotidiano, se pronunciate chiaramente, e  identificare  il  tema
generale di un discorso in cui si parla di argomenti conosciuti. 
    • Comprendere brevi  testi  multimediali  identificandone  parole
chiave e il senso generale. 
 
Parlato (produzione e interazione orale) 
    • Descrivere persone,  luoghi  e  oggetti  familiari  utilizzando
parole e frasi gia' incontrate ascoltando e/o leggendo. 
    •  Comunicare  semplici   informazioni   afferenti   alla   sfera
personale, integrando il significato di cio' che si dice con mimica e
gesti. 
    • Interagire con un compagno o un adulto, utilizzando espressioni
e frasi adatte alla situazione. 
 
Lettura (comprensione scritta) 
    • Leggere e comprendere  brevi  e  semplici  testi,  accompagnati
preferibilmente da supporti visivi,  cogliendo  il  loro  significato
globale e identificando parole e frasi familiari. 
 
Scrittura (produzione scritta) 
    • Scrivere messaggi semplici e brevi per  presentarsi,  per  fare
gli auguri, per ringraziare o invitare qualcuno, per chiedere o  dare
notizie,  per  fornire  brevi  descrizioni  di  persone,   luoghi   e
avvenimenti, ecc. 
 
Riflessione-metacognizione sulla lingua e sull'apprendimento 
    • Osservare coppie di parole simili come suono, distinguendone il
significato. 
    • Osservare parole ed espressioni nei contesti d'uso, cogliendone
i rapporti di significato. 
    • Osservare la  struttura  delle  frasi,  mettendo  in  relazione
costrutti e intenzioni comunicative. 
    • Riconoscere che cosa si e' appreso e cosa si dovra' apprendere. 
    • Acquisire consapevolezza che esistono lingue e culture diverse. 
 
CONOSCENZE 
    La  conoscenza  della  fonologia  e   della   scrittura   prevede
l'apprendimento dell'alfabeto, dei  principali  fonemi  della  lingua
inglese e  dell'associazione  tra  fonemi  e  grafemi.  Gli  studenti
imparano  a  riconoscere  e  riprodurre  suoni,  parole  e   semplici
strutture linguistiche,  sviluppando  gradualmente  la  capacita'  di
leggere e scrivere testi brevi e  di  uso  quotidiano.  L'area  delle
funzioni comunicative e interazioni di base comprende  espressioni  e
formule di saluto, presentazione e scambio di informazioni personali,
richieste  e  risposte   in   contesti   quotidiani.   Gli   studenti
acquisiscono  la  capacita'  di  comprendere  e  seguire   istruzioni
semplici, partecipare  a  conversazioni  di  base,  chiedere  e  dare
permessi, esprimere gusti e preferenze, e descrivere persone,  luoghi
e oggetti. 
    Il lessico  si  sviluppa  gradualmente,  includendo  inizialmente
parole legate ai colori, ai numeri, agli oggetti di uso comune e agli
ambienti familiari  e  scolastici.  Successivamente,  si  amplia  per
comprendere termini relativi al tempo  atmosferico,  agli  orari,  ai
giorni, ai mesi, alle stagioni, alla descrizione di persone e luoghi,
fino ad arrivare a concetti piu' articolati come il sistema monetario
inglese e americano e il vocabolario legato all'alimentazione e  alla
vita quotidiana.  L'apprendimento  delle  strutture  grammaticali  si
concentra sulle basi  della  lingua,  includendo  l'uso  del  Present
Simple dei verbi principali (to be, to have, can),  i  verbi  di  uso
comune al Present Simple e Present Continuous,  i  pronomi  personali
soggetto e gli aggettivi  possessivi,  dimostrativi  e  interrogativi
(per la selezione completa delle  strutture  lessico-grammaticali  si
rimanda a QCER e al QCERVC). Questi elementi permettono agli studenti
di formulare frasi semplici e comunicare  in  modo  efficace.  L'area
della cultura, civilta'  e  lifestyle  introduce  gli  studenti  alle
principali festivita', tradizioni  e  caratteristiche  culturali  dei
Paesi anglofoni, tenendo anche conto della loro realta' multietnica e
multiculturale. Attraverso l'uso di  materiali  autentici,  racconti,
giochi  ed  esercizi  interattivi,  gli  studenti  acquisiscono   una
maggiore consapevolezza delle diversita'  linguistiche  e  culturali,
sviluppando un atteggiamento di apertura e curiosita' verso il  mondo
anglofono. 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    • Comunicazione  scritta  e  orale.  Acquisire  la  capacita'  di
comprendere e produrre testi orali e scritti su argomenti familiari e
di studio, descrivere esperienze e situazioni personali, e presentare
argomenti in modo chiaro e coerente. 
    • Interazione sociale  e  consapevolezza  culturale.  Partecipare
attivamente a conversazioni su argomenti  familiari,  utilizzando  un
linguaggio appropriato per esprimere idee e  opinioni  e  necessita'.
Sviluppare  strategie  comunicative   efficaci   sulla   base   della
comprensione delle norme sociali e linguistiche associate all'inglese
anche e soprattutto in ottica di multiculturalita'. 
    •  Applicazione  interdisciplinare.   Utilizzare   l'inglese   in
contesti  interdisciplinari,  partecipare   a   progetti   scolastici
collaborativi,  accedere  a  informazioni  e  approfondire  questioni
legate alla cittadinanza globale e alla sostenibilita'. 
    •    Autonomia    nell'apprendimento.    Sviluppare     autonomia
nell'apprendimento linguistico attraverso l'uso di strumenti digitali
e risorse interattive, in conformita' con il quadro europeo  Digicomp
2.2. 
    • Comprensione e analisi critica. Leggere e  ascoltare  testi  di
vario tipo, comprendendo le idee principali e affinando la  capacita'
di analizzare criticamente contenuti informativi e narrativi. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Ascolto (Comprensione Orale) 
    • Comprendere discorsi  su  argomenti  familiari;  riconoscere  i
punti essenziali di un discorso relativo a  scuola,  tempo  libero  e
vita quotidiana, purche' sia espresso in modo chiaro e diretto. 
    •  Individuare  informazioni   chiave   da   mezzi   audiovisivi;
comprendere contenuti trasmessi attraverso film, serie TV, podcast  e
video online su argomenti di interesse personale. 
    • Riconoscere terminologia specifica; comprendere informazioni  e
concetti chiave relativi agli argomenti di studio interdisciplinari. 
 
Parlato (Produzione e Interazione Orale) 
    • Descrivere persone, situazioni  ed  esperienze;  esprimersi  in
modo chiaro riguardo alle condizioni  di  vita  e  studio,  attivita'
quotidiane e preferenze personali. 
    • Interagire in conversazioni quotidiane; scambiare  informazioni
in modo efficace utilizzando un vocabolario adeguato. 
    • Esprimere opinioni e preferenze; comunicare idee  e  preferenze
personali fornendo semplici motivazioni. 
    • Partecipare attivamente a dialoghi; comprendere e rispondere ai
punti chiave della conversazione, esprimendo idee con chiarezza. 
 
Lettura (Comprensione Scritta) 
    •  Comprendere  annunci  e  testi  informativi;  individuare   il
messaggio  principale   in   comunicazioni   scritte   di   interesse
quotidiano. 
    •  Leggere  e  comprendere  testi  di  uso  comune;  interpretare
informazioni esplicite in testi come email,  istruzioni  e  documenti
personali. 
    • Ricercare informazioni in testi di media lunghezza; estrapolare
dettagli rilevanti su argomenti di studio o interesse personale. 
    •  Comprendere  testi   narrativi   e   biografici;   leggere   e
interpretare storie, fumetti e biografie semplici. 
 
Scrittura (Produzione Scritta) 
    •  Scrivere  testi  su  argomenti  familiari;  redigere  messaggi
semplici e racconti brevi su esperienze personali. 
    • Produrre testi strutturati; scrivere email personali, resoconti
e brevi riassunti di testi informativi e narrativi. 
    •   Elaborare   contenuti   multimediali;   sviluppare   semplici
presentazioni e materiali scritti con supporto digitale. 
 
Riflessione sulla lingua e sull'apprendimento 
    • Osservare regolarita' linguistiche;  riconoscere  differenze  e
somiglianze tra strutture linguistiche dell'inglese e  della  propria
lingua madre. 
    •  Analizzare  differenze  culturali;  riflettere  sugli  aspetti
culturali legati all'uso della lingua inglese. 
    • Sviluppare strategie di  apprendimento;  riconoscere  i  propri
metodi di studio e  individuare  strategie  efficaci  per  migliorare
l'apprendimento della lingua. 
 
 CONOSCENZE 
    Le conoscenze relative alla  struttura  e  alla  fonologia  della
lingua inglese prevedono l'apprendimento del sistema fonologico della
lingua  inglese  e  l'acquisizione  dei  tratti  fonologici  e  degli
elementi prosodici fondamentali dell'inglese,  per  il  miglioramento
della pronuncia e della comprensione orale. Speciale attenzione sara'
inoltre prestata all'intonazione, al ritmo e all'accento per  rendere
la comunicazione piu'  fluida  ed  efficace.  L'area  delle  funzioni
comunicative  e  dell'interazione  linguistica  prevede  l'uso  della
lingua  inglese  per  scambiare  informazioni  personali  e  pratiche
(orari, indicazioni, richieste di aiuto,  comunicazioni  quotidiane);
per  esprimere  bisogni,  capacita',  obblighi  e   intenzioni;   per
descrivere  eventi,   formulare   ipotesi,   esprimere   opinioni   e
sentimenti;  interagire  in  situazioni  sociali  come  accettare   o
rifiutare inviti,  concordare  o  dissentire,  riferire  informazioni
attraverso il discorso diretto e indiretto. L'ambito  del  lessico  e
della comprensione testuale prevede un  ampliamento  del  vocabolario
per comprendere e utilizzare termini legati alla vita quotidiana,  al
mondo della scuola, alla tecnologia e alla  societa';  l'acquisizione
di  espressioni  idiomatiche  e  frasi  utili   alla   comunicazione;
l'analisi  di  testi   autentici   (giornali,   narrativa,   articoli
informativi) provenienti dalle diverse  aree  culturali  dell'inglese
globale,  per  l'arricchimento  lessico-grammaticale   e   culturale.
L'apprendimento delle strutture grammaticali  e  morfosintattiche  si
concentra: sull'uso dei principali tempi verbali (presente,  passato,
futuro, condizionale, forma passiva); sull'impiego corretto di  verbi
modali  (can,  may,  must,  shall,  might,  could,   should);   sulla
costruzione di frasi complesse con subordinate e  connettori  logici;
sull'utilizzo di pronomi personali, relativi e indefiniti, avverbi di
quantita' e  modo,  preposizioni  di  tempo  e  luogo;  su  strutture
sintattiche avanzate per  l'organizzazione  del  discorso  scritto  e
orale. In relazione alla cultura e civilta' dei Paesi anglofoni e dei
Paesi  in  cui  sono  in  uso  varieta'  dell'inglese   globale,   si
approfondisce la conoscenza delle tradizioni,  festivita'  e  aspetti
della vita quotidiana nei tanti Paesi in cui si  usa  l'inglese  come
lingua di comunicazione; si opera un confronto tra elementi culturali
italiani e quelli propri dei diversi Paesi stranieri, per  sviluppare
consapevolezza  interculturale;  si  fa  esplicito  riferimento  alla
multiculturalita' e multietnicita' dei Paesi anglofoni; si  esplorano
testi autentici (documenti storici, articoli di attualita',  estratti
letterari, audiovisivi) per comprendere le differenze  culturali;  si
analizzano  fenomeni  sociali  contemporanei,  compresi  i  temi   di
cittadinanza globale, della sostenibilita' e comunicazione  digitale.
E' previsto un avvicinamento alle  letterature  anglofone  attraverso
letture graduate  di  testi  classici  e  contemporanei,  adattamenti
cinematografici di opere letterarie e  l'analisi  di  brani  musicali
significativi  delle  culture  anglofone;  si  introducono  testi  di
rilevanza linguistico-culturale per sviluppare competenze di  analisi
e comprensione; si  incoraggiano  connessioni  interdisciplinari  tra
lingua inglese e altri  ambiti  di  studio,  con  approfondimenti  su
argomenti scientifici, storici, artistici e sociali. 
 
                     SECONDA LINGUA COMUNITARIA 
 
 
PERCHE' SI STUDIA LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA 
    Nel  contesto  formativo  e  lavorativo  odierno  le   competenze
linguistiche sono sempre piu'  richieste  e  la  conoscenza  di  piu'
lingue e dei relativi orizzonti culturali aumenta le opportunita'  di
inserimento in istituzioni di alta formazione e nel mondo del lavoro,
in particolare in Italia, da sempre  crocevia  di  scambi  culturali,
commerci  e  relazioni   internazionali,   movimenti   emigratori   e
immigratori, ormai espansi su scala globale. 
    Una formazione plurilingue aiuta anche  a  sviluppare  competenze
trasversali, come la capacita' di adattarsi a  contesti  diversi,  la
gestione  della  comunicazione  interpersonale,   la   mediazione   e
risoluzione dei conflitti, competenze essenziali  per  affrontare  le
sfide sociali, politiche ed economiche del mondo contemporaneo. 
    Per quanto concerne il francese, l'apprendimento della lingua, la
possibilita' di accesso alle sue diverse realta' storico-culturali  e
artistico-culturali, nonche' a quelle  del  mondo  socio-economico  e
istituzionali dei paesi e delle regioni di lingua francese o  in  cui
il francese e' la principale lingua veicolare, costituisce una grande
opportunita'  sia  a  livello  di  formazione  personale,  educativa,
culturale e civica  nonche'  alle  prospettive  di  alta  istruzione,
occupazione lavorativa, consapevolezza europea ed  extra-europea.  La
lingua francese e' parlata come lingua ufficiale, co-ufficiale  o  di
comunicazione, su tutti i continenti e, in particolare, in paesi  che
costituiscono realta' europee nazionali importanti come  la  Francia,
il Belgio, la Svizzera e realta' regionali  come  la  Valle  d'Aosta,
dove il francese e' lingua co-ufficiale  insieme  con  l'italiano.  A
questi, si aggiungono spazi americani, africani e  dell'Oceania.  Gli
scambi e i contatti fra mondo italofono e mondo francofono e, piu' in
generale, fra cultura  italiana  e  culture  veicolate  dalla  lingua
francese esistono da secoli. Particolarmente intensi  sia  nel  tempo
che  nell'entita'  all'interno  della  dimensione  europea,  si  sono
intensificati  in  tempi  piu'  recenti  con  la   realta'   canadese
francofona. Il contatto con le realta' africane favorisce soprattutto
la dimensione culturale ed artistica, particolarmente importante  per
creare le basi indispensabili a favore di un interscambio adeguato  e
di reciproco rispetto anche nel quadro delle realta' immigratorie che
conosce il nostro paese. La lingua ha inoltre specificita'  lessicali
e morfosintattiche che la rendono relativamente vicina  all'italiano;
diversi ambiti disciplinari si offrono come adatti  a  progettualita'
trasversali con il francese  (letteratura,  cinema,  fumetto,  musica
contemporanea, arti figurative, discipline riconducibili alle scienze
naturali, all'ecologia, alla cittadinanza e all'uguaglianza sociale). 
    Nel  caso  dello  spagnolo,  l'apprendimento  di  questa   lingua
consente agli studenti di entrare in contatto con  una  comunita'  di
parlanti nativi in paesi che hanno inoltre anche solidi legami con la
cultura italiana. Lo studio della lingua spagnola consente infatti di
comprendere meglio le profonde relazioni storiche e culturali con  la
Spagna, che hanno lasciato tracce profonde  in  tutto  il  territorio
italiano,  generando  una  quantita'   di   interazioni   che   hanno
contribuito a costruire una cultura mediterranea nella quale Italia e
Spagna hanno giocato una funzione fondamentale, e che ancora oggi  si
pone  come  uno  scenario   possibile   e   fecondo.   Sul   versante
ispanoamericano la conoscenza della lingua  permette  di  entrare  in
contatto con una cultura ricchissima, ma anche di conoscere i  legami
del continente americano con l'Italia, a partire dal  primo  contatto
fino  a  giungere  alle  ondate  migratorie   della   seconda   meta'
dell'Ottocento, che hanno  creato  solide  e  numerose  comunita'  di
migranti e  contribuito  alla  crescita  e  allo  sviluppo  di  paesi
importanti paesi. In  tal  senso  lo  studio  della  lingua  spagnola
permette anche l'integrazione di giovani di  origine  latinoamericana
che  sono  ormai  presenti  nelle  scuole  italiane,  favorendone  la
partecipazione e l'inclusione nei percorsi formativi. 
    Con  riferimento  al  tedesco,  l'apprendimento   della   lingua,
l'orientamento nei suoi universi storico-culturali e la  possibilita'
di    accedere    a    contemporanee    realta'     socio-economiche,
artistico-culturali e istituzionali dei  paesi  e  delle  regioni  di
lingua tedesca costituisce una grande  opportunita'  con  particolare
riguardo alla formazione personale, educativa e civica  nonche'  alle
prospettive di alta istruzione, occupazione lavorativa,  cittadinanza
europea. I parlanti di lingua tedesca sono  presenti  al  centro  del
nostro Continente, ma comprendono anche importanti comunita' italiane
(Alto Adige, ulteriori localita' in area alpina); nel nostro paese il
tedesco e' lingua co-ufficiale nella Provincia autonoma  di  Bolzano.
Per evidenti ragioni geo-storiche, gli scambi fra mondi  italofoni  e
mondi germanofoni e, piu' in generale, i contatti fra culture romanze
e germaniche caratterizzano in profondita' l'intero arco  diacronico,
con anche affinita' e incroci di sviluppo e un ricchissimo novero  di
reciproci  influssi  nei  piu'  vari  ambiti,   artistico-letterario,
filosofico e dei vari ambiti del sapere e della  scienza,  economico,
politico, turistico e sociale. La  formazione  scolastica  in  lingua
tedesca  e  nei  relativi  aspetti  culturali,  oltre  a   consentire
l'accesso a quanto descritto, ha  inoltre  specificita'  lessicali  e
morfosintattiche    che    la    rendono    particolarmente    adatta
all'apprendimento  dopo  l'inglese;  interi  ambiti  disciplinari  si
offrono come particolarmente adatti a progettualita' trasversali  col
tedesco; nelle regioni settentrionali la  vicinanza  e  permeabilita'
socio-culturale con realta' tedescofone e'  elemento  particolarmente
favorevole; nell'intero territorio l'ambito turistico-culturale e  il
tessuto economico-produttivo  richiedono  competenze  nel  tedesco  e
nelle sue culture. 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    Al termine della scuola secondaria di primo  grado  gli  studenti
dovranno dimostrare di aver raggiunto un livello di padronanza  della
seconda lingua comunitaria corrispondente al livello A1,  secondo  il
Quadro Comune Europeo di Riferimento per  le  lingue  (QCER).  Questa
competenza include: 
    • Comprensione e produzione  orale:  acquisire  la  capacita'  di
comprendere e produrre frasi  ed  espressioni  di  uso  frequente  su
argomenti  quotidiani,  come  presentazioni,  istruzioni  semplici  e
descrizioni di  se'  e  del  proprio  ambiente.  Comunicare  in  modo
elementare, utilizzando parole e strutture essenziali  per  esprimere
bisogni immediati. 
    • Comprensione e produzione scritta: leggere e comprendere  testi
brevi e semplici, come messaggi, descrizioni di luoghi  e  persone  o
microracconti. Scrivere testi brevi e  semplici  su  argomenti  noti,
utilizzando un lessico e una sintassi di base. 
    •  Interazione  e  scambio  comunicativo:  partecipare  a  scambi
comunicativi elementari in situazioni quotidiane,  come  presentarsi,
fare domande e rispondere  su  dati  personali,  interagire  in  modo
essenziale con interlocutori disposti a collaborare. 
    •  Riflessione  sulla  lingua  e  strategie   di   apprendimento:
sviluppare consapevolezza delle  strutture  e  delle  funzioni  della
lingua  studiata,  confrontandole  con  le  altre  lingue  note   per
migliorarne la  comprensione  e  l'uso.  Sperimentare  strategie  per
l'apprendimento  autonomo  e  il  consolidamento   delle   competenze
linguistiche. 
    • Cultura e interculturalita':  conoscere  alcuni  aspetti  della
cultura, delle tradizioni e degli  stili  di  vita  dei  Paesi  delle
lingue di studio.  Riflettere  sulla  diversita'  culturale  e  sulla
pluralita' linguistica, sviluppando curiosita' e apertura verso altre
realta'. Avvicinarsi  alle  culture  legate  alla  lingua  di  studio
attraverso  testi,  materiali  audiovisivi  e   strumenti   digitali.
Comprendere il valore  del  plurilinguismo  e  dell'interculturalita'
come opportunita' di comunicazione e scambio  con  altre  civilta'  e
societa'. 
    • Plurilinguismo: comprendere il valore  della  comunicazione  in
piu' lingue come strumento per  interagire  con  persone  di  diverse
culture e tradizioni, riconoscendo l'importanza del plurilinguismo in
un mondo globalizzato, anche al di la' dei confini europei. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO 
 
Ascolto (comprensione orale) 
    • Conoscere istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano, se
pronunciate chiaramente, e identificare il  tema  generale  di  brevi
messaggi orali in cui si parla di argomenti conosciuti. 
    • Conoscere brevi documenti multimediali  identificandone  parole
chiave e senso generale. 
 
Parlato (produzione e interazione orale) 
    • Descrivere persone,  luoghi  e  oggetti  familiari  utilizzando
parole e frasi apprese ascoltando o leggendo. 
    • Riferire semplici informazioni ed  esprimere  stati  d'animo  e
semplici opinioni  afferenti  alla  sfera  personale,  integrando  il
significato di cio' che si dice con mimica e gesti. 
    • Interagire in modo semplice con  un  interlocutore  disposto  a
collaborare, manifestando bisogni concreti; formulare domande su dati
personali e/o argomenti familiari e rispondere alle stesse. 
 
Lettura (comprensione scritta) 
    • Leggere  ad  alta  voce  parole,  frasi  e  gradualmente  testi
semplici, con lessico e contenuti  noti  e  argomento  concreto,  con
crescente consapevolezza delle specificita'  fonetiche  delle  lingue
comunitarie di insegnamento. 
    • Leggere e comprendere testi semplici di contenuto  familiare  e
di tipo concreto e trovare informazioni esplicite in materiali di uso
corrente. 
 
Scrittura (produzione e interazione scritta) 
    • Scrivere testi brevi e semplici per  presentare  se'  stesso/a,
per descrivere persone, luoghi e oggetti familiari, per raccontare le
proprie esperienze abituali,  per  fare  gli  auguri,  ringraziare  o
invitare qualcuno, anche con errori formali che non compromettano  la
comprensibilita' del messaggio. 
    • Interagire in modo semplice, tramite brevi  frasi,  espressioni
fisse e combinazioni di parole e segni, anche in scambi  comunicativi
online,  nell'ambito  delle   attivita'   didattiche   e   sotto   la
supervisione del docente. 
 
Riflessione sulla lingua e sull'apprendimento 
    • Conoscere le parole nei contesti d'uso e rilevare le  eventuali
variazioni di significato. 
    • Conoscere la struttura  delle  frasi  e  mettere  in  relazione
costrutti e intenzioni comunicative. 
    • Confrontare parole e strutture relative  a  codici  linguistici
diversi. 
    • Riconoscere i propri errori e i propri modi  di  apprendere  le
lingue. 
 
CONOSCENZE 
    Funzioni comunicative e interazione linguistica: uso della lingua
per scambiare informazioni personali e  pratiche,  come  presentarsi,
chiedere  e  dare  informazioni  su  identita',  eta',  nazionalita',
provenienza  e  residenza.  Formulazione   di   richieste   semplici,
espressione di bisogni e preferenze, descrizione di persone, luoghi e
oggetti.  Interazione  in  situazioni   quotidiane,   come   chiedere
indicazioni, fare acquisti, ordinare al  ristorante.  Espressione  di
emozioni e opinioni di base, gestione di  semplici  conversazioni  su
esperienze personali e contesti familiari. 
    Lessico:  Repertorio  lessicale  ad   alta   frequenza   relativo
all'ambito  personale  e  familiare  e  utilizzabile  in   situazioni
specifiche   e   prevedibili   che   puo'   comprendere,   a   titolo
esemplificativo, espressioni di saluto  e  di  commiato  di  base,  i
giorni della settimana, i mesi e le stagioni, i colori, la  famiglia,
le caratteristiche fisiche e del carattere, la casa, l'abbigliamento,
gli stati d'animo. 
    Pronuncia e fonologia: avvio del processo di  acquisizione  della
competenza fonologica a partire da un repertorio limitato  di  parole
ed  espressioni  memorizzate,  anche   con   imprecisioni   che   non
impediscano   la   comprensione    da    parte    dell'interlocutore.
Sensibilizzazione alla variabilita' della pronuncia in  funzione  dei
contesti e delle regioni geografiche 
    Grammatica e riflessioni sulla lingua: strutture morfosintattiche
di base e regole d'uso finalizzate al raggiungimento della competenza
attesa, come  articoli,  genere  e  numero  dei  sostantivi  e  degli
aggettivi, pronomi personali, verbi regolari e irregolari  almeno  al
presente  indicativo  (con  possibili  ampliamenti  su  altri   tempi
verbali), aggettivi  possessivi,  avverbi  di  tempo,  di  luogo,  di
quantita', locuzioni  interrogative.  Conoscenza  e  applicazione  di
strutture  di  base  per  costruire  frasi  affermative,  negative  e
interrogative. Costruzione  di  frasi  con  connettivi  basilari  per
esprimere congiunzione, causa, conseguenza, opposizione. 
    Aspetti socio-culturali: Aspetti relativi alla cultura dei  paesi
delle  lingue  di  studio,  con  particolare  riferimento  all'ambito
sociale e a tematiche trasversali di particolare interesse. Contenuti
relativi a tradizioni, festivita', gastronomia, luoghi  di  interesse
artistico, paesaggistico e storico-culturale dei paesi  delle  lingue
di studio, attraverso testi orali,  scritti,  iconico-grafici,  quali
documenti di attualita',  testi  letterari  di  facile  comprensione,
film, video, ecc. Introduzione a testi che presentano  similarita'  e
diversita' tra fenomeni di paesi in cui  si  parlano  lingue  diverse
(es. cultura della lingua straniera vs cultura lingua italiana). 
 
Approfondimenti socio-culturali per specifiche lingue di studio 
    Lingua francese: 
      • sensibilizzazione a diversi usi del francese,  tenendo  conto
anche della variazione linguistica del francese parlato  negli  spazi
francofoni,  da  sviluppare  attraverso  le  abilita'  di  ricezione,
esponendo gli apprendenti a diversi  accenti  e  introducendo  alcuni
elementi  lessicali  ove  possibile  (ad  esempio  in  relazione   al
vocabolario dell'alimentazione, dei sistemi scolastici, degli  usi  e
costumi locali, delle  particolarita'  della  flora  e  della  fauna,
ecc.); 
      • introduzione, sul piano socioculturale,  di  informazioni  di
base relative alla Francia e ai paesi francofoni, valorizzando  anche
le  comunita',  istituzioni,  organizzazioni  francesi  e  francofone
presenti nel proprio territorio, la comunita' francofona presente  in
ambito nazionale (Valle d'Aosta) e la diffusione del francese  al  di
fuori della Francia (in Europa e in altri continenti). 
    Lingua spagnola: 
      • conoscenza della diffusione della lingua spagnola  a  livello
mondiale e del fatto che, per tale motivo, esistono diverse  varieta'
della lingua. A tal fine, si potranno  fornire  brevi  esempi,  anche
ricorrendo all'uso di strumenti multimediali, che  dimostrino  queste
differenze, anche in considerazione del fatto che eventuali  studenti
madrelingua provengano principalmente dal continente americano. 
      • introduzione graduale di aspetti culturali legati alla lingua
spagnola (personaggi storici e letterari, musica,  gastronomia  ecc.)
nella sua dimensione  mondiale,  senza  limitarsi  al  solo  contesto
iberico. 
    Lingua tedesca: 
      • consapevolezza della diffusione principalmente europea  della
lingua tedesca nelle sue varianti (cosiddetto DACH) e della  presenza
di comunita' tedescofone e di cultura germanica anche in Italia (Alto
Adige, altre comunita' in area alpina e prealpina). 
      •  competenze  iniziali  sugli  aspetti  linguistici   (singole
riconoscibilita'  lessicali  attraverso   l'inglese:   Deutsch   nach
Englisch) e socioculturali (elementi di civilta', cultura materiale e
popolare, personalita'  note  del  mondo  contemporaneo  e,  se  gia'
trattate  in  altre  materie,  del  passato,   scambi   italotedeschi
artistico-culturali e socio-economici nel tempo)  che  permettano  di
incrementare la familiarita' e la accessibilita' della lingua  e  dei
suoi universi culturali di riferimento. 
 
                               STORIA 
 
 
PERCHE' SI STUDIA LA STORIA 
    Solo l'Occidente conosce la storia. Ha  scritto  Marc  Bloch:  «I
greci e i latini, nostri primi maestri,  erano  popoli  scrittori  di
storia. Il cristianesimo e' una religione di storici. [...] e'  nella
durata, dunque nella storia, che si svolge il gran dramma del Peccato
e della Redenzione [...]». Cio' non vuol dire assolutamente che altre
societa' e culture  non  abbiano  avuto  una  storia  e  i  modi  per
raccontarla. Vuol dire, come ci ricorda Claude Levi-Strauss, che «Non
soltanto noi riconosciamo l'esistenza della storia, ma le  dedichiamo
un culto, perche' [...] la conoscenza  che  vogliamo  o  crediamo  di
avere del nostro passato collettivo, o, piu' precisamente, il modo in
cui  lo  interpretiamo,  ci  serve  a  legittimare  o   a   criticare
l'evoluzione della societa' in cui viviamo e a dare una direzione  al
suo futuro. Noi interiorizziamo la  nostra  storia,  ne  facciamo  un
elemento della nostra coscienza morale». La storia, come da oltre due
millenni l'Occidente l'intende, non consiste nella raccolta dei fatti
e nel metterli in ordine cronologico. Non dovrebbe essere  necessario
ricordarlo: la storia consiste nel  pensare  i  fatti.  Nel  pensarli
nella loro origine, nei loro nessi, nelle loro conseguenze. E d'altro
canto pensare la loro origine non vuol dire certo solamente  indagare
chi ne e' stato materialmente il  protagonista  e  le  sue  personali
motivazioni. Vuol  dire  anche  questo:  ma  vuol  dire  specialmente
indagare le cause piu' o meno remote che  e'  ragionevole  immaginare
siano state indirettamente la causa di quanto e' accaduto. Vuol  dire
studiare l'ambiente sociale o di qualsiasi altro tipo -  per  esempio
culturale,  religioso,  economico,  geografico  -  che  puo'   averne
favorito il prodursi o influenzato i tratti, e da ultimo in qual modo
e misura tutto cio' sia avvenuto. Vuol  dire,  altresi',  cercare  di
capire quale influsso ogni singolo evento ha avuto a  sua  volta  nel
mutare molto o poco gli ambiti ora detti, e quindi in che misura esso
puo' aver contribuito a quanto e' accaduto in seguito. E'  attraverso
questa disposizione  d'animo  e  gli  strumenti  d'indagine  da  essa
prodotti che la cultura  occidentale  e'  stata  in  grado  di  farsi
innanzi tutto intellettualmente padrona del mondo, di conoscerlo,  di
conquistarlo per secoli e di modellarlo. 
    Lo specifico modo  di  osservare  e  raccontare  la  realta'  che
chiamiamo storia risale perlomeno al V secolo  a.C.,  in  particolare
all'opera fondamentale di due autori greci, Erodoto  e  Tucidide,  ed
immensa e' stata la sua importanza. Quel tipo di  osservazione  e  di
racconto, arricchito dall'esperienza della  storiografia  romana  (si
pensi esemplarmente a Tito Livio o  a  Tacito),  ha  definito  alcune
caratteristiche basilari con cui la cultura occidentale da allora  in
avanti si e' abituata a giudicare e narrare i  fatti  riguardanti  le
collettivita' umane, in genere la sfera  sociale.  Da  li'  ha  preso
avvio  l'attenzione   alla   struttura   del   potere,   a   valutare
realisticamente i rapporti di forza tra gli attori in campo, ai nessi
intercorrenti tra i diversi ambiti  dell'agire  sociale.  Cosi'  come
gia' in quelle lontane pagine c'imbattiamo  nella  partecipazione  da
parte dello storico narratore  alle  vicende  narrate,  nella  franca
manifestazione del proprio giudizio su di esse, che cosi' diviene uno
dei centri animatori del racconto. Ed e' per l'appunto questo modello
narrativo che implica quel carattere di implicito ammaestramento  per
l'azione che fin dall'inizio la  storia  ha  posseduto  nella  nostra
cultura: determinando per cio' stesso il  suo  strettissimo  rapporto
con la politica. 
    Tali  caratteristiche  erano   destinate   ad   essere   vieppiu'
rafforzate e precisate in conseguenza dell'avvento del Cristianesimo.
Che procuro' di aggiungerne altre di pari importanza. 
    Dopo la venuta di Cristo, infatti, la storia umana acquistava  il
carattere di una sorta  di  percorso  di  prova  che  l'umanita'  era
chiamata a intraprendere sulla via di  quella  salvezza  che  il  suo
redentore le aveva promesso. In tal modo essa non solo  si  apriva  a
una speranza, ma al tempo stesso  acquisiva  cio'  che  fino  a  quel
momento non  aveva  mai  avuto:  un  senso.  Grazie  al  processo  di
laicizzazione che la cultura occidentale  comincia  a  conoscere  dal
Seicento, il fine  della  storia  muta  progressivamente  la  propria
natura, cessando di essere quello  della  salvezza  ultraterrena  per
divenire il fine  del  progresso.  Nella  cultura  dell'Occidente  la
storia diviene lo specchio dei progressi  dello  spirito  umano.  Per
divenire infine nel XIX secolo l'ambito elettivo  di  affermazione  e
diffusione dei diritti dell'uomo e dei principi costituzionali, della
straordinaria crescita  economica  e  del  benessere.  E'  stata  per
l'appunto una tale  crescente  centralita'  culturale  che  -  in  un
reciproco scambio di causa ed effetto - ha reso inevitabile l'analoga
centralita' che dapprima in Occidente e poi dappertutto nel mondo, ha
acquistato  la  dimensione  della  politica.  La  storia,  cioe'   la
conoscenza e il giudizio sul passato, sono divenuti  per  questa  via
fonte decisiva per il pensiero e l'educazione politica dei popoli del
mondo occidentale e in seguito di  tutti  i  Paesi  della  terra.  In
particolare, anche grazie alla storia e alla  politica,  i  popoli  -
dapprima quelli dell'Occidente poi quelli del mondo  intero  -  hanno
potuto prendere coscienza di se', abituarsi a considerare la  propria
esistenza collegata a  quella  di  milioni  di  propri  simili,  sono
divenuti consapevoli di cio' che li univa - ad esempio una  lingua  o
un passato comuni, una condizione sociale comune - e  maturare  cosi'
la volonta' di acquisire un piu' ampio e organico protagonismo. 
    Nella cultura dell'Occidente cristiano e laico la storia  diviene
lo  specchio  dei  progressi  dello  spirito  umano,   come   appunto
s'intitolera' il celebre saggio  di  Condorcet,  vero  manifesto  dei
tempi nuovi inaugurati dall'Illuminismo. Un progresso, almeno secondo
l'autore, destinato ad essere materiale ma insieme e forse ancor piu'
morale, essendo alla fine null'altro che  il  frutto  della  sete  di
conoscenza, di  liberta',  di  emancipazione,  a  cui  la  natura  ha
destinato gli esseri umani. La storia  come  specchio  dei  progressi
dello spirito umano ma al tempo stesso, necessariamente, anche  degli
ostacoli che ad esso si frappongono. Dunque strumento principe per la
conoscenza dei meccanismi che governano le societa', per  comprendere
come si dispongono gli interessi dei diversi gruppi sociali, che cosa
li muove, come essi si  muovono  entro  le  reti  istituzionali.  Per
capire altresi' come agendo  sugli  animi  le  idee  suscitatrici  di
grandi emozioni, di grandi speranze,  possono  determinare  il  corso
degli eventi. 
    Sono queste le ragioni che - in un reciproco scambio di causa  ed
effetto - hanno reso inevitabile l'analoga centralita'  che  dapprima
in Occidente e poi dappertutto nel mondo, ha acquistato la dimensione
della politica. La politica intesa in due accezioni: da un lato  come
insieme dei modi dell'agire personale e sociale  degli  individui  in
vista di questo o quel fine, e quindi come passione  per  il  «tenere
per  una  parte»,  dall'altro  lato  come  riflessione  teorica   sui
caratteri, i contenuti e le conseguenze  di  tale  agire  e  di  tale
parteggiare, come riflessione sugli istituti  che  ne  nascono  e  ne
accompagnano le vicende. Insomma, la politica degli uomini  comuni  e
dei politici da un lato, la politica di Machiavelli dall'altro. 
    La storia, cioe' la conoscenza e il giudizio  sul  passato,  sono
divenuti per questa via fonte decisiva per il pensiero e l'educazione
politica dei popoli del mondo occidentale e in  seguito  di  tutti  i
Paesi della terra. In particolare, anche grazie alla  storia  e  alla
politica, i popoli - dapprima quelli dell'Occidente  poi  quelli  del
mondo intero - hanno potuto prendere coscienza di  se',  abituarsi  a
considerare la propria esistenza collegata a  quella  di  milioni  di
propri simili, sono divenuti consapevoli di cio' che li  univa  -  ad
esempio una lingua o un passato comuni, una condizione sociale comune
- e maturare cosi' la volonta' di acquisire un piu' ampio e  organico
protagonismo. L'esistenza e  la  vita  delle  nazioni,  delle  grandi
ideologie moderne e dei loro partiti, e' dalla  storia  e  dalla  sua
conoscenza che hanno tratto ispirazione e alimento decisivi. 
    Tanto piu' cio' sembra valere per un Paese come il nostro in  cui
si puo' dire che in generale la storia abbia rappresentato l'alimento
decisivo che nel corso della modernita' ha dato al pensiero  italiano
quella caratteristica assolutamente sua e peculiare che  il  filosofo
Roberto Esposito ha chiamato «pensiero vivente». Per un Paese come il
nostro dove lo «storicismo» - vale a  dire  l'affermazione  circa  il
carattere storico di ogni conoscenza  umana  e  l'assorbimento  nella
dimensione  della  prassi  di  ogni  significato  o  prodotto   della
conoscenza stessa, vuoi nella sua versione idealistica  crociana  che
in quella dell'attualismo di Giovanni Gentile,  vuoi  nella  versione
marxista di Antonio Gramsci - , ha  influenzato  in  misura  decisiva
l'intero corso del Novecento. 
    Da tutto quanto si e' appena detto e' facile intendere le ragioni
dell'insegnamento della storia, le ragioni  del  ruolo  cruciale  che
questo  ha  nei  curricula  scolastici.  La  storia  costituisce   il
principale strumento tanto per conoscere come si e' formata la nostra
civilta', per comprenderne le caratteristiche di fondo  e  i  valori,
che per inquadrare al tempo stesso le vicende della scena mondiale  e
i rapporti di questa con  l'Occidente.  Ma  non  si  tratta  solo  di
questo. La storia, come  si  mostra  nei  grandi  testi  che  l'hanno
raccontata, intesa cioe' come indagine e  ragionamento  intorno  agli
avvenimenti, al loro svolgimento, alle forze che li hanno prodotti  e
alle qualita' dei loro protagonisti, si e' sempre accompagnata  anche
a un giudizio morale su quanto  era  oggetto  del  suo  racconto.  In
questo modo essa ha rappresentato una pagina decisiva del  modo  come
si e' costruita non solo la  nostra  comprensione  del  mondo  ma  la
stessa  nostra  consapevolezza  del  bene  e  del   male.   Obiettivo
dell'insegnamento  della  storia,  in  ogni  ordine  di   studi,   e'
principalmente quello di dare ai discenti la  consapevolezza  che  la
dimensione esistenziale del «qui» e «ora» a cui essi appartengono non
si esaurisce nella  contemporaneita'.  All'opposto,  tale  dimensione
costituisce, da un lato, l'esito delle vicende vissute  dagli  uomini
che ci hanno preceduto nel corso dei secoli; dall'altro,  costituisce
una tappa del percorso che intraprenderanno  le  generazioni  attuali
diventando cosi' storia a loro volta. Nella  scuola  primaria  sembra
poi necessario che l'insegnamento abbia al centro  le  origini  della
civilta'  occidentale,  su  cui  si  fonda  anche  la  nostra  storia
nazionale e  la  nostra  identita',  sia  al  fine  di  far  maturare
nell'alunno la consapevolezza della propria identita' di persona e di
cittadino, sia  -  vista  la  sempre  maggiore  presenza  di  giovani
provenienti da altre culture - al fine di favorire l'integrazione  di
questi ultimi, integrazione che dipende anche, in modo  determinante,
dalla conoscenza dell'identita' storico-culturale del paese in cui ci
si  trova  a  vivere.  Anziche'  mirare  all'obiettivo,   del   tutto
irrealistico, di formare  ragazzi  (o  perfino  bambini!)  capaci  di
leggere e interpretare  le  fonti,  per  poi  valutarle  criticamente
magari alla luce delle  diverse  interpretazioni  storiografiche,  e'
consigliabile   percorrere   una   via   diversa.    E    cioe'    un
insegnamento/apprendimento della storia che metta al  centro  la  sua
dimensione narrativa in  quanto  racconto  delle  vicende  umane  nel
tempo.  La  dimensione  narrativa  della  storia  e'   di   per   se'
affascinante e tale deve  restare  nell'insegnamento,  svincolato  da
qualsiasi  nozionismo.  E'  necessario  pertanto   che   i   discenti
apprendano solo quanto e' stato davvero  determinante,  che  sappiano
elaborare e connettere logicamente le loro conoscenze, esprimerle con
appropriata capacita' di verbalizzazione. Queste indicazioni  per  la
scuola primaria prevedono che  l'insegnamento  della  storia  vera  e
propria inizi il III anno. Nei primi  due  anni  invece  l'insegnante
cerchera' di familiarizzare il giovanissimo allievo con la dimensione
per lui nuova del passato nella sua profondita' temporale nonche' con
i luoghi, piu' o meno vicini alla sua esperienza di  vita,  che  sono
stati teatro delle successive vicende propriamente storiche a cui  si
accostera' nell'ultimo triennio. Per questo gli alunni  svilupperanno
nei primi due anni della scuola primaria la familiarita'  con  alcuni
strumenti, funzionali all'acquisizione delle conoscenze, in grado  di
favorire  la  comprensione  e  l'apprendimento  della  storia  e  far
maturare i concetti di ciclicita', periodizzazione, linea  del  tempo
ecc.  E'  opportuno  segnalare  che  lo  studio  del  mondo   antico,
tradizionalmente diviso in storia greca  e  storia  romana  come  due
capitoli distinti e successivi nell'apprendimento dello studente,  ha
per oggetto dimensioni storiche  che  sono  in  realta',  per  alcuni
versi, strettamente intrecciate. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    • Conoscenza storica. Acquisire  una  conoscenza  dei  principali
fatti,  processi  e  personaggi   storici,   comprendendo   il   loro
significato nel contesto storico. 
    • Collocazione temporale e spaziale.  Collocare  correttamente  i
fatti, i processi e i personaggi  storici  nella  giusta  successione
cronologica  e  nel  relativo  contesto  spaziale;  riconoscere   nel
presente aspetti riconducibili al passato. 
    •Capacita'  di  sintesi.  Riassumere  appropriatamente  testi   e
narrazioni individuandone i  tratti  essenziali  e  delineando  mappe
concettuali. 
    •  Comunicazione  delle  conoscenze.  Esporre  oralmente  o   per
iscritto le conoscenze storiche acquisite, raccontando in modo logico
e coerente eventi  e  processi  storici,  utilizzando  un  linguaggio
appropriato. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    •  Descrivere   il   proprio   contesto   ambientale.   Acquisire
familiarita' con la realta' del proprio paese, della propria  citta',
del proprio quartiere; comprendere il  significato  della  linea  del
tempo. 
    •  Acquisire  familiarita'  con  le  caratteristiche  della  vita
pubblica italiana.  Enunciare  alcuni  principi  della  Costituzione;
essere informati circa alcune regole base  del  governo  nazionale  e
locale. 
    •  Acquisire  la  consapevolezza  della  profondita'  del   tempo
storico. Conoscere l'inizio della vita dell'uomo  sulla  terra  e  le
prime forme della  cultura  umana;  conoscere  per  grandi  linee  lo
sviluppo delle civilta' mediterranee e del vicino Oriente. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    • Comprendere e analizzare i principali eventi storici. Conoscere
i principali fatti storici, le loro specificita' e le loro differenze
in relazione alla realta' italiana ed europea. 
    •Esporre  i  fatti  storici.  Collocare  sulle   relative   carte
geostoriche gli avvenimenti salienti dei vari periodi,  con  le  loro
date. 
    • Analizzare  i  documenti  storici.  Illustrare  il  valore  dei
documenti storici proposti dall'insegnante. 
    • Riconoscere le tracce del  passato.  Riconoscere  i  segni  del
passato nel proprio contesto urbano e paesistico. 
 
CONOSCENZE 
    Gli alunni svilupperanno nei primi due anni della scuola primaria
la familiarita' con  alcuni  strumenti,  funzionali  all'acquisizione
delle  conoscenze,  in  grado   di   favorire   la   comprensione   e
l'apprendimento della storia. Tali strumenti riguardano:  i  concetti
di successione e contemporaneita' delle azioni, la comprensione della
durata delle azioni, la rappresentazione del tempo  ciclico  (giorno,
settimana, mese, stagione, anno...), la periodizzazione  e  la  linea
del tempo, la comprensione della relazione  di  causa-effetto,  l'uso
delle  sequenze  temporali  (prima,  dopo,  infine,  adesso...);   la
biografia personale e familiare. 
    L'elenco di argomenti che  segue  intende  semplicemente  aiutare
l'insegnante  fornendogli  la  traccia  di  un   possibile   percorso
didattico. Restando  egli  libero,  naturalmente,  di  apportarvi  le
integrazioni e  le  modifiche  che  riterra'  opportune,  avvalendosi
eventualmente di tutte le fonti documentarie, scritte e non, utili  a
illuminare aspetti e vicende del passato. 
 
I e II anno 
    • La mia famiglia. 
    • La mia citta',  paese,  quartiere:  i  luoghi  piu'  importanti
(uffici  pubblici,  luoghi   d'arte,   monumenti,   piazze   e   loro
significato). 
    • Personaggi e  vicende  ricavati  da  Bibbia,  Iliade,  Odissea,
Eneide (in forma molto semplificata) per conoscere  le  radici  della
cultura occidentale. 
    • L'Italia: sua raffigurazione  geografica  per  ricercare  sulla
carta geografica luoghi conosciuti o sentiti nominare dagli alunni. 
    • L'Italia: il mare, la montagna,  la  campagna,  nell'esperienza
degli alunni. 
    • Chi governa il tuo comune e che cosa decide. 
    • Il racconto in breve della nascita dell'Italia: da molti  Stati
regionali ad una nazione libera e indipendente. 
    • Mameli e l'inno nazionale (spiegazione del contenuto), poesie e
canti del Risorgimento. 
    • Racconti  ricavati  dalle  vicende  del  Risorgimento  e  della
Resistenza a  scelta  degli  insegnanti  e  collegati  a  riferimenti
territoriali e all'esperienza dei bambini (es. di contenuti:  Piccola
vedetta lombarda, i martiri del Belfiore, le 5  Giornate  di  Milano,
Anita Garibaldi, Salvo d'Acquisto, altri protagonisti di eroismo e di
virtu' civili nella Resistenza). 
    •  Essere  cittadini:  nozioni  basilari   sul   significato   di
Costituzione, diritti, elezioni e tasse. 
 
III anno 
    • La comparsa dell'uomo sulla terra. 
    • Le fasi iniziali della civilizzazione: dall'eta'  della  pietra
alla rivoluzione neolitica. 
    • La nascita e l'importanza della scrittura. 
    • Vari tipi di scrittura 
    • Le civilta'  dell'antichita'  nel  Mediterraneo  e  nel  Vicino
Oriente. 
 
IV anno 
    • La polis: Atene e Sparta (democrazia e oligarchia; cittadini ed
esclusi). 
    • Lo scontro con l'impero persiano (un confronto  tra  Oriente  e
Occidente, p. es. attraverso la lettura, semplificata,  di  brani  di
Erodoto e dei Persiani di Eschilo). 
    • I Greci in Italia. 
    • I popoli italici; le origini di Roma. 
    • Roma in Italia. 
    • L'unificazione del mondo mediterraneo sotto Alessandro Magno. 
    • I sistemi di governo a Roma (monarchia, repubblica);  le  lotte
sociali. 
    • La romanizzazione della Penisola:  la  "guerra  sociale"  e  la
concessione della cittadinanza. 
    • La religione del mondo greco e romano. 
    • La famiglia romana: il padre, i figli, le donne. 
    • Economia e societa': liberi e schiavi, cittadini e provinciali. 
 
V anno 
    • La crisi della Repubblica (Mario e Silla). 
    •  L'eredita'  di  Roma:  lingua  e  diritto;  urbanizzazione   e
strutture territoriali. 
    • L'impero da Ottaviano a Costantino. 
    • La rivoluzione del cristianesimo: una religione universalista. 
    • La crisi dell'impero e le migrazioni dei popoli germanici. 
    •    Crollo    dell'impero    romano    d'Occidente    e    regni
"romano-barbarici". 
    • Il monachesimo e le biblioteche. 
    • Costantinopoli e l'impero romano d'Oriente. 
    • La codificazione di Giustiniano  e  le  radici  della  civilta'
giuridica moderna. 
    • L'espansione islamica. 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    • Conoscenza storica. Conoscere i principali  fatti,  processi  e
personaggi storici, comprendendo il  loro  ruolo  e  significato  nel
contesto storico. 
    •Comunicazione  delle  conoscenze  storiche.  Essere  capaci   di
esporre in forma orale e di organizzare in forma scritta  il  proprio
pensiero, componendo le  informazioni  acquisite  in  una  narrazione
coerente. 
    • Orientamento nel presente e cittadinanza attiva. Utilizzare  le
proprie conoscenze del passato per avvicinare i  problemi  del  mondo
contemporaneo;  avere  una  prima  consapevolezza  delle   diversita'
culturali attuali. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    • Comprendere e analizzare i principali fatti ed eventi  storici.
Evidenziare i nessi interni tra i principali fatti storici;  indicare
le specificita' e le differenze dei principali fatti storici rispetto
all'attualita' europea e mondiale. 
    •  Esporre  i  fatti  storici.  Collocare  sulle  relative  carte
geostoriche gli avvenimenti salienti dei vari periodi,  con  le  loro
date. 
    • Riconoscere le tracce del passato. Riconoscere e distinguere  i
segni del passato nel proprio contesto urbano e paesistico, in Italia
e non solo. 
    •  Utilizzare  le  conoscenze   storiche   come   strumento   per
comprendere il presente. Evidenziare i  tempi,  i  modi  e  le  forme
attraverso i quali il presente si lega al passato. 
    • Padroneggiare  un'adeguata  capacita'  di  esposizione.  Sapere
esporre  oralmente  le  proprie   conoscenze   storiche   utilizzando
linguaggio e terminologia appropriati. 
 
CONOSCENZE 
    Si assegna uno spazio largamente prevalente alla storia europea e
a quella americana per una precisa ragione. Pur essendo  sempre  piu'
venute alla nostra attenzione le vicende dell'intero  pianeta,  resta
il fatto che le finalita' indicate  sopra  possono  essere  raggiunte
solo  rinunciando  preliminarmente  all'ambizione  enciclopedica   di
parlare della storia universale, che  vorrebbe  dire  necessariamente
occuparsi un poco, o  pochissimo,  di  ogni  cosa.  Per  contro  tali
finalita' implicano  la  centralita'  della  storia  occidentale,  ed
europea  in  particolare,  storia  che  ha  rappresentato  in  misura
decisiva il contesto in cui affonda le sue radici la secolare vicenda
italiana. Contesto  solo  intendendo  il  quale  si  puo'  capire  il
processo  di  formazione  della  nostra  cultura   e   delle   nostre
istituzioni democratiche. 
 
I anno 
    • La nuova situazione geopolitica dell'Europa e del Mediterraneo. 
    • I Longobardi. 
    • Carlo Magno. 
    • Le campagne nel medioevo 
    • Il feudalesimo: signori e vassalli. 
    • L'Italia motore del cambiamento: le citta' e i mercanti. 
    •  Le  Repubbliche   marinare,   le   crociate   e   i   commerci
internazionali (il viaggio di Marco Polo in Oriente). 
    • Tre Italie:  Comuni,  Stato  della  Chiesa,  la  monarchia  nel
Mezzogiorno. 
    • Le grandi monarchie europee. 
    • Umanesimo e Rinascimento. 
    • L'inizio della dominazione straniera in Italia. 
    • Tre rivoluzioni: la scoperta dell'America e le  altre  scoperte
geografiche, la Riforma protestante, la nuova scienza. 
    • Le civilta' extraeuropee. 
    • La guerra dei trent'anni e la nascita del sistema europeo degli
Stati 
 
II anno 
    • L'assolutismo. 
    • L'Illuminismo. 
    • La rivoluzione industriale. 
    • Rivoluzione americana e Rivoluzione  francese:  due  concezioni
diverse della liberta'. 
    • L'idea di nazione e le rivoluzioni nazionali in Europa. 
    • Liberalismo, democrazia, socialismo. 
    • Il Risorgimento italiano: cospirazioni mazziniane e  diplomazia
cavouriana. 
    • Il Regno d'Italia: come costruire uno Stato nazionale. 
    •  Il   colonialismo   e   l'imperialismo   europei;   l'incontro
dell'Occidente con altre civilta'. 
    •  La  seconda  rivoluzione  industriale  e  le  nuove   scoperte
scientifiche. 
 
III anno 
    • La Prima guerra mondiale. 
    • L'Italia in guerra. 
    •  La  pace  di  Versailles  e  la  disintegrazione   dell'Europa
liberale: comunismo, fascismo, nazismo. 
    • L'Italia fascista: la conquista del potere, la costruzione  del
regime, gli oppositori. 
    • La societa' di massa e il secolo americano. 
    • La Seconda guerra mondiale. Lo sterminio degli ebrei. 
    • L'Italia dall'entrata in guerra alla  Resistenza.  La  tragedia
delle Foibe e l'Esodo giuliano-dalmata. 
    • Il mondo della guerra fredda. 
    • La decolonizzazione. La Cina comunista e l'India. 
    •  Lo  sviluppo  economico  dell'Occidente  e  la  societa'   del
benessere. 
    • Verso l'unita' europea e la fine dei regimi comunisti. 
    • Lo spostamento degli equilibri mondiali verso l'Asia. 
    •   L'esperienza   politica   dell'Italia   repubblicana    dalla
Costituzione del '48 alle inchieste di Mani pulite  e  alle  elezioni
del '94 con la nascita di un nuovo sistema politico-partitico. 
    • La globalizzazione e la sua crisi. 
 
                              GEOGRAFIA 
 
 
PERCHE' SI STUDIA LA GEOGRAFIA 
    La geografia intende contribuire alla costruzione della identita'
del cittadino formando persone autonome  e  capaci  di  vivere  nella
realta', sviluppando conoscenze di geografia fisica, politica, umana,
ed economica nelle diverse scale geografiche: spazi vissuti,  comuni,
regioni, Italia,  Europa  e  mondo.  Non  si  puo'  essere,  infatti,
cittadini consapevoli se non si sanno  collocare  appropriatamente  i
luoghi della propria identita',  a  scala  locale  e  globale,  nello
spazio fisico e sociale, a cominciare dal proprio comune,  regione  e
dai principali riferimenti geografici dell'Italia e dell'Europa. 
    Tramite il codice  della  geo-graficita'  la  geografia  produce,
approfondisce e sistematizza conoscenze relative al  complesso  delle
relazioni  (materiali  e  immateriali)  tra  gli  esseri  umani   sul
territorio e tra esseri umani e ambienti naturali, alle diverse scale
geografiche e nel tempo. 
    La geografia  sviluppa  la  capacità  di  pensare  spazialmente:
tramite lo studio dei processi di denominazione e  la  localizzazione
di luoghi e fenomeni,  essa  consente  l'acquisizione  di  conoscenze
relative allo spazio geografico e ai modi attraverso cui le comunita'
umane si rapportano  all'ambiente,  in  tal  modo  legando  questioni
locali e globali. 
    La matrice teorica di riferimento ha  i  suoi  assi  cardine  nei
concetti di paesaggio, transcalarità e territorializzazione. 
    Occorre focalizzarsi pertanto su forme  di  apprendimento  attivo
che consentano di perseguire gli Obiettivi Specifici di Apprendimento
in relazione ai seguenti ambiti generali: 
      • Orientamento e spazio. 
      • Linguaggio. 
      • Paesaggio e territorio. 
      • Relazioni e dinamiche. 
      • Organizzazione regionale. 
    In tutti i gradi di scuola l'insegnamento  della  geografia  deve
quindi contribuire in maniera  sostanziale  alla  formazione  di  una
piena cittadinanza che,  come  tale,  non  puo'  prescindere  da  una
conoscenza dei principali dati geografici del proprio  comune,  della
propria  regione  e  dell'intero  paese  (citta',   regioni,   fiumi,
montagne,  mari,  laghi,...).  Tale  conoscenza   piu'   approfondita
dell'Italia dovra' essere in relazione con i diversi contesti fisici,
culturali, economici, sociali e geopolitici del pianeta: innanzitutto
la scala europea e quella mediterranea, quindi i rapporti con l'Asia,
l'Africa e l'America. Per questo e' necessario gia' negli ultimi  due
anni della scuola primaria sviluppare  l'orientamento  spaziale  alla
scala europea e mondiale. 
    Dallo spazio vissuto del proprio quartiere o comune,  cosi'  come
dal punto di vista di chi vive in Italia, attraverso la geografia  si
arriva a collocare la propria vita a scale  diverse,  come  parte  di
relazioni e di flussi a scala europea e mondiale.  L'acquisizione  di
competenze e conoscenze legate allo spazio geografico  e  a  come  le
comunita' umane si rapportano all'ambiente fisico del  pianeta  porta
ad affrontare le questioni che legano  la  vita  umana  alla  natura,
collegando le dinamiche dell'ambiente naturale alle attivita' umane e
alle loro conseguenze. La geografia struttura le basi per comprendere
l'impatto dell'umanita' sulla biodiversita' e i  beni  naturali  alle
diverse scale geografiche, da quella locale  a  quella  globale.  Fin
dalla scuola primaria, attraverso l'insegnamento della geografia,  e'
essenziale incoraggiare gli  alunni  a  osservare  e  rispettare  gli
ambienti  naturali,  anche  incentivando  attivita'   di   educazione
all'aperto (outdoor education), per promuovere una  conoscenza  degli
ambienti naturali non svincolata dalla loro osservazione e  dal  loro
rispetto. 
    Ogni   alunno    potra'    cosi'    sviluppare    un'intelligenza
naturalistica, mettendo il proprio punto  di  vista  in  relazione  a
quello di altri soggetti e alla condizione degli altri esseri viventi
del  pianeta,  piante   e   animali.   Gli   apprendimenti   promossi
dall'insegnamento della geografia stimolano nei bambini le dimensioni
percettive ed emozionali del rapporto coi luoghi  e  i  paesaggi.  Il
paesaggio puo' essere presentato come un'esperienza, dove  cultura  e
natura  si  fondono,  contribuendo  a   sviluppare   il   legame   di
appartenenza e l'integrazione sociale. 
    L'apprendimento di conoscenze relative al complesso di  linguaggi
e  strumenti  attraverso  i  quali  il  mondo   viene   descritto   e
rappresentato, come la cartografia e altri tipi  di  rappresentazione
anche digitale - le fonti scritte,  il  testo  letterario,  le  opere
d'arte, le fotografie, gli audiovisivi e i prodotti  multimediali,  i
dati statistici - consente il confronto della propria realtà (spazio
vissuto) con quelle lontane, e viceversa; e cio' e'  agevolato  dalla
continua visione e comparazione di  rappresentazioni  spaziali,  come
carte  geografiche  anche  digitali,  globi,   fotografie,   immagini
satellitari,  immagini  dei  Sistemi  Informativi  Geografici  (GIS),
prodotti multimediali, letti e interpretati a scale diverse. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    1. Esplorare l'ambiente con curiosita': collocarsi  nell'ambiente
circostante, individuandone gli elementi significativi. 
    2. Sapersi orientare nel proprio spazio di vita e  cultura  quale
componente di una reale cittadinanza, utilizzando con  consapevolezza
i principali  dati  ed  elementi  della  geografia  fisica  ed  umana
dell'Italia (regioni, citta', mari, monti, fiumi,...), in un contesto
europeo e mondiale. Identificare monti,  fiumi,  laghi,  mari  di  un
determinato territorio. 
    3.  Sapersi  orientare   nello   spazio   geografico   attestando
conoscenza  degli  elementi  fondamentali  della  geografia   fisica:
comprendere il ruolo della posizione geografica, utilizzare punti  di
riferimento  occasionali  e  fissi,  indicatori   topologici,   punti
cardinali,  bussola  e  carte  anche  digitali   per   denominare   e
comprendere funzioni e regole  degli  spazi  vissuti  e  degli  spazi
geografici, riconoscere e apprezzare la  diversita'  territoriale  di
paesaggi  e  culture.  Localizzare  e  descrivere  regioni   fisiche,
storiche  e  politiche  a  scala  locale,   nazionale   e   mondiale,
individuando relazioni e collegamenti tra territori a scale diverse. 
    4. Rappresentare e comunicare gli spazi  quotidiani:  riconoscere
funzioni, valori e criticita'  degli  spazi  dei  luoghi  vissuti  ed
esplorati da rappresentare e comunicare, utilizzando disegni, testi e
rappresentazioni cartografiche semplificate. 
    5. Leggere e interpretare il paesaggio: partendo dalla lettura  e
interpretazione di carte geografiche (fisiche, politiche, storiche  e
tematiche, alle diverse scale)  e  altre  forme  di  rappresentazione
anche digitale, analizzare aspetti fisici (es. monti,  laghi,  fiumi,
mari ecc.) e antropici (es. case, strade, dighe, impianti industriali
ecc.) del territorio italiano,  individuare  elementi  chiave  di  un
territorio ed evidenziare le relazioni tra societa' e ambiente. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Orientamento 
    • Conoscere le funzioni e le regole d'uso degli spazi  scolastici
al fine di orientarsi con sicurezza e autonomia al proprio interno. 
    • Descrivere percorsi e posizioni,  riconoscere  punti  cardinali
tramite l'osservazione (sole e ombre) e l'uso della bussola. 
    • Orientarsi nello spazio noto utilizzando punti  di  riferimento
personali e  comunicando  i  percorsi  verbalmente  o  attraverso  il
disegno di semplici carte soggettive. 
 
Linguaggio 
    • Conoscere e utilizzare i concetti per descrivere  i  principali
caratteri fisici e antropici del proprio territorio  e  dei  paesaggi
italiani 
    • Descrivere e rappresentare luoghi noti (gli spazi della scuola,
del  quartiere)  attraverso  disegni,  descrizioni   e   cartografie,
utilizzando operatori topologici. 
    • Iniziare la lettura di carte geografiche con legenda alla scala
locale e italiana. 
 
Paesaggio e territorio 
    • Conoscere i principali elementi della geografia fisica italiana
(fiumi, mari, monti, laghi,...) e saperli opportunamente collocare su
una carta geografica. 
    • Conoscere  e  comprendere  in  modo  intuitivo  i  concetti  di
paesaggio e territorio. 
    •  Identificare  elementi  fisici  e  antropici  di  paesaggi   e
territori, - es. i 60 siti Unesco presenti  su  tutto  il  territorio
italiano - individuando le trasformazioni dell'ambiente  dovute  alle
attivita' umane. 
 
Relazioni e dinamiche 
    • Sviluppare il senso del luogo: fare esperienza della dimensione
sociale e culturale dei luoghi e dei paesaggi, riconoscendo il legame
emozionale e il proprio vissuto personale. 
    • Osservare in un territorio le relazioni tra comunita'  umane  e
ambiente  (es.   rapporto   con   animali,   boschi,   fiumi,   mari,
vulcani,...),  anche  distinguendo  situazioni  positive,  rischi   e
criticita'. 
    •  Riconoscere  il  ruolo  degli  spazi   nella   vita   sociale:
comprendere come gli  spazi  influiscano  sulla  convivenza  e  sulla
realizzazione di progetti individuali e collettivi. 
    • Conoscere, comprendere e rispettare  le  funzioni  e  le  norme
d'uso di luoghi pubblici e scolastici  per  una  corretta  convivenza
sociale. 
 
Organizzazione territoriale 
    • Sapere opportunamente localizzare su una  carta  geografica  le
Regioni italiane e le principali citta' italiane. 
    • Riconoscere e descrivere ambienti e paesaggi caratteristici del
proprio territorio e dell'Italia. 
    • Conoscere gli elementi peculiari della penisola italiana e  dei
territori  insulari:  articolazione  costiera,  arco   alpino,   aree
interne, isole e arcipelaghi. 
    • Conoscere la posizione del proprio territorio e dell'Italia  in
relazione all'Europa e al Mediterraneo. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
 
Orientamento 
    • Identificare i punti di riferimento  per  l'orientamento  negli
spazi esterni alla scuola. 
    • Conoscere  la  cartografia:  saper  leggere  simboli,  legende,
riduzioni in scala per localizzare elementi  fisici  e  antropici  su
planisferi e carte regionali. 
    • Possedere una mappa mentale del pianeta, localizzando  le  piu'
rilevanti forme fisiche e umane e anche alcuni  aspetti  legati  alle
diversita' culturali e sociali. 
 
Linguaggio 
    • Conoscere, designare e descrivere attraverso immagini le  forme
dello spazio geografico (es. montagna, pianura, isola,  mare,  catena
montuosa, citta', campagna). 
    • Conoscere e utilizzare in  modo  appropriato  i  concetti  piu'
generali  che  consentono  di  ragionare  e  interpretare  lo  spazio
geografico  come  regione,  territorio,  paesaggio,   scala,   luogo,
confine, distanza. 
 
Paesaggio e territorio 
    • Conoscere i principali elementi della geografia fisica  europea
e mondiale (fiumi, mari, monti, laghi,...) e  saperli  opportunamente
collocare su una carta geografica. 
    • Conoscere e distinguere tra punti di forza (sviluppo  economico
e  sociale)  e  punti  di  debolezza  (criticita',  rischio)  di   un
territorio, considerandolo anche come spazio di  opportunita'  per  i
progetti di vita personali e sociali. 
    • Sviluppare ragionamenti sul cambiamento e la trasformazione del
paesaggio nel tempo, anche come progettualita' per  il  futuro  delle
comunita' che vi abitano. 
 
Relazioni e dinamiche 
    • Riflettere sui legami tra ambiente e  affetti:  riflettere  sui
legami  affettivi  che  collegano  le  persone  agli  spazi  vissuti,
esprimendo le emozioni attraverso disegni  che  rappresentano  quanto
rilevato. 
    •  Conoscere  gli  effetti   del   cambiamento   climatico,   con
particolare attenzione all'ambiente e al territorio italiano, per poi
considerarli su scala globale. 
    • Conoscere i  principali  aspetti  della  popolazione  italiana,
compreso  il  fenomeno  migratorio,  con  particolare  attenzione  al
contesto locale e italiano. 
 
Organizzazione territoriale 
    • Sapere opportunamente localizzare su una carta  geografica  gli
Stati europei e del mondo e le principali citta'. 
    • Conoscere e  inferire  informazioni  geografiche:  gli  aspetti
principali di un continente, uno  stato  o  una  regione  utilizzando
fonti diverse. 
    • Localizzare e descrivere aspetti fisici, antropici e  culturali
del  proprio  territorio,  dell'Italia  e,  in  modo  semplificato  e
generale, dell'Europa e del mondo. 
 
CONOSCENZE 
    Lo spazio personale, la funzione e l'uso degli  spazi  a  partire
dallo spazio vissuto: lo spazio scolastico, il quartiere, la  citta',
il  territorio  vicino  (anche  inteso  come  subregione   fisica   o
culturale). 
    Orientamento spaziale attraverso punti di  riferimento,  percorsi
disegnati e verbalizzati, concetti topologici (indicatori  spaziali);
punti cardinali in base al sole e  alla  bussola,  carte  geografiche
anche digitali. 
    Sistemi naturali (es. morfologia, idrografia, clima, suolo, flora
e fauna) e  antropici  (es.  spazi  abitati,  vie  di  comunicazione,
attivita'  economiche,  organizzazione  politico-amministrativa   dal
comune, alla regione, allo stato, alle organizzazioni sovranazionali)
e loro interazioni.  Esempi  di  paesaggi  e  territori  italiani  ed
europei. Caratteristiche fisico-politiche e socio-culturali  generali
a scala europea e planetaria. 
    Linguaggio cartografico (visione zenitale, simbologia, riduzione,
scala); cartografia (anche  digitale)  e  cartografia  storica;  dati
statistici,  immagini,  fonti  per  descrivere   un   paesaggio,   un
continente, uno stato o una regione. 
    Approfondimento dell'Italia e del suo territorio: conoscenza  dei
piu' significativi elementi di geografia umana (regioni e  principali
citta') e dei piu' significativi elementi fisici (mari, fiumi, laghi,
ghiacciai,  montagne,  ...)  localizzati  sulla   carta   geografica;
morfologia      e       idrografia,       confini,       suddivisione
politico-amministrativa, popolazione, aree urbane e rurali, attivita'
economiche, diversita'  sociale  e  culturale,  divari  territoriali;
aspetti  qualitativi  (es.  valori  paesaggistici   e   degrado   del
paesaggio);  problemi  ambientali  (sismicita',  vulcanismo,  rischio
idrogeologico, erosione  costiera,  desertificazione,  subsidenza)  e
antropici (diversita' economiche e sociali,  elementi  demografici  e
invecchiamento della popolazione). 
    Aspetti del territorio: relazioni tra comunita' umane ed elementi
fisici (es. montagne,  fiumi,  mari),  denominazione,  trasformazione
dell'ambiente naturale e sfruttamento delle  risorse,  strutturazione
degli spazi (es. funzioni,  regole,  organizzazione,  accessibilita',
spazi pubblici e privati); ruolo degli spazi nella vita  personale  e
associata;  spazi  come  risorse  per  realizzare  progetti  di  vita
individuali e sociali e di convivenza civile. 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    1. Sapersi collocare spazialmente  quale  cittadino  consapevole,
nel  proprio  contesto  locale,  nazionale,   europeo   e   mondiale,
attraverso il dominio dei principali dati della  geografia  fisica  e
umana (citta', regioni, stati,  capitali,  continenti,  mari,  monti,
fiumi, laghi etc.). 
    2. Leggere e interpretare il paesaggio: analizzare aspetti fisici
e antropici del territorio mediterraneo ed europeo, individuarne  gli
elementi chiave ed evidenziarne le relazioni tra societa' e ambiente. 
    3. Paesaggio e territorio: individuare e interpretare  gli  esiti
delle  interazioni  tra  le  attivita'  umane  e  il   sistema-Terra,
indagando  differenti  paesaggi  e  territori,  alle  diverse   scale
geografiche, anche arrivando a immaginare soluzioni e progetti per il
miglioramento dei luoghi e delle  relazioni  tra  comunita'  umane  e
ambiente. 
    4.   Organizzazione   territoriale,   relazioni   e    dinamiche:
comprendere   il   ruolo   delle   strutture   e   delle   diversita'
politico-amministrative, economiche, sociali, culturali e  ambientali
nelle condizioni dei territori e nelle loro relazioni a scala locale,
nazionale e mondiale. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Orientamento 
    •  Conoscere  e  utilizzare  carte  geografiche  anche  digitali,
bussole, coordinate e punti cardinali, per  orientarsi  nello  spazio
geografico riconoscendo le diversita' culturali dei luoghi. 
    •  Localizzare  luoghi  e  riconoscere  forme  della   superficie
terrestre su una carta geografica. 
    • Conoscere e  utilizzare  la  cartografia  storica  e  le  carte
tematiche per interpretare fenomeni e leggere paesaggi. 
    • Analizzare rappresentazioni  spaziali  alle  diverse  scale  ed
epoche, comprendendo le relazioni  tra  locale  e  globale  nel  loro
divenire. 
    •   Conoscere,   comprendere   e   applicare   il   concetto   di
transcalarita' nella lettura dello spazio geografico. 
 
Linguaggio 
    • Conoscere e utilizzare il lessico geografico di  base  relativo
ai sistemi naturali e all'interazione umana con l'ambiente. 
    • Interpretare simboli e legende delle carte geografiche. 
    • Impiegare immagini, carte geografiche, dati statistici, testi e
audiovisivi per analizzare fenomeni geografici. 
 
Paesaggio e territorio 
    • Conoscere piu' approfonditamente i  principali  elementi  della
geografia fisica italiana, europea e mondiale  (fiumi,  mari,  monti,
laghi,...)  e  saperli  opportunamente  localizzare  su   una   carta
geografica. 
    • Distinguere  e  descrivere  la  varieta'  del  paesaggio  nella
relazione tra ambiente e attivita' umane, con riferimento all'art.  9
della Costituzione italiana e all'art. 1  della  Convenzione  Europea
del Paesaggio. 
    •  Riconoscere  il  valore  del   paesaggio   come   fattore   di
valorizzazione del territorio. 
    • Conoscere  la  differenza  tra  spazio  naturale  e  territorio
modificato dalle comunita' umane. 
    •  Riconoscere  e  analizzare  l'impatto  delle  attivita'  umane
sull'ambiente, in particolare sulla biosfera e sui beni naturali. 
    • Riconoscere le relazioni  tra  economia,  societa',  cultura  e
ambiente. 
 
Relazioni e dinamiche 
    • Riflettere sulla conservazione dei beni ambientali e culturali. 
    • Conoscere i processi di trasformazione del territorio. 
    • Sviluppare consapevolezza della relazione  tra  cittadinanza  e
territorio, tra spazio vissuto e sua cura. 
    • Conoscere e comprendere l'impatto a scala italiana  e  mondiale
di processi e fenomeni attuali  come  il  cambiamento  climatico,  le
migrazioni, l'urbanizzazione, la crescita della popolazione mondiale,
le diversita' economiche e sociali. 
    • Riconoscere il contributo dell'economia  allo  sviluppo  di  un
territorio. 
    • Riconoscere il ruolo della  cultura,  della  societa'  e  delle
istituzioni nella caratterizzazione di un territorio a diverse  scale
geografiche. 
 
Organizzazione territoriale 
    • Sapere opportunamente  collocare  su  una  carta  geografica  i
principali Stati e citta' mondiali. 
    •   Conoscere   l'organizzazione   politico-amministrativa    del
territorio italiano e le diversita' locali e regionali. 
    • Conoscere il territorio europeo e  dell'area  del  Mediterraneo
(tra Europa, Asia e Africa) nelle sue dimensioni e relazioni fisiche,
politiche, economiche, sociali e culturali. 
    • Conoscere la composizione e gli scopi dell'Unione europea e  il
suo ruolo rispetto ai paesi membri come l'Italia e ai  nuovi  scenari
globali. 
    • Identificare le caratteristiche fisiche e culturali dei diversi
continenti e approfondire alcuni stati particolarmente rilevanti  per
il loro ruolo a scala mondiale e per specifici  aspetti  culturali  o
relazioni con l'Italia. 
 
CONOSCENZE 
    I principali dati  della  geografia  fisica  e  umana  europea  e
mondiale (citta', regioni, stati, capitali, continenti, mari,  monti,
fiumi, laghi etc....). 
    Sistemi naturali (morfologia, idrografia, clima, suolo,  flora  e
fauna) e antropici (spazi abitati, vie  di  comunicazione,  attivita'
economiche, organizzazione politico-amministrativa dal  comune,  alla
regione, allo  stato,  alle  organizzazioni  sovranazionali)  e  loro
interazioni. Esempi di paesaggi e territori europei e mediterranei. I
caratteri dei paesaggi italiani, europei e mondiali. I  continenti  e
loro caratteristiche  fisiche  e  politiche  (Europa,  Asia,  Africa,
America, Oceania). 
    Le carte  geografiche  e  i  punti  cardinali;  carte  tematiche;
diverse  scale  di  rappresentazione;  interviste,  dati  statistici,
immagini e altre  fonti  (es.  letterarie)  su  luoghi  e  territori.
Concetti   di   paesaggio,   territorio,   luogo,   regione,   scala,
transcalarita'; distanza,  interazione  umanità-ambiente,  movimento.
Sistemi naturali (biosfera, idrosfera, litosfera, atmosfera, clima) e
antropici (economia, societa', cultura,  governo  del  territorio)  e
loro interazioni; impatti delle  attivita'  umane  sugli  ambienti  e
sulle risorse naturali. 
    Trasformazione  dell'ambiente  ad  opera  delle  attivita'  umane
(agricoltura, urbanizzazione, deforestazione, risorse  naturali).  Le
grandi sfide  contemporanee:  questioni  climatiche,  sostenibilita',
crescita  della  popolazione,  migrazioni,  urbanizzazione,  rapporti
geopolitici, globalizzazione, diversita' economiche e sociali. 
    Evoluzione fisica e storica  del  paesaggio,  interpretazione  di
paesaggi  osservati  direttamente  e   di   paesaggi   rappresentati.
Componenti naturali  e  umane  del  paesaggio  e  loro  coevoluzione;
caratteristiche  ambientali  e  umane  dei  territori  di   montagna,
collina, pianura, delle coste e delle isole, di particolari  ambienti
come le zone aride, i deserti, le aree polari, mari e  oceani,  anche
rispetto allo sfruttamento delle risorse e alla  conservazione  della
biodiversita'; tutela e valorizzazione del paesaggio. 
    Ambiente  naturale  e   territorio;   sfruttamento   e   gestione
sostenibile  del  territorio;  distribuzione  della   popolazione   e
dinamiche  demografiche;  relazioni   tra   territorio   e   sviluppo
economico, sociale e culturale. 
    Principali elementi fisici (morfologia, idrografia,  ambienti)  e
organizzazione territoriale dell'Italia, dell'Europa  e  degli  altri
continenti. 
    Organizzazione dei territori, a  scale  diverse,  dall'Italia  al
Mondo: esempi di  analisi  di  stati,  regioni  fisiche,  storiche  e
culturali (es. l'area  mediterranea),  organizzazioni  sovranazionali
come l'Unione europea. 
 
    Istruzione integrata matematico-scientifico-tecnologica (STEM) 
 
    L'istruzione ed educazione matematica, scientifica e tecnologica,
arricchite   da   un   approccio   integrato   e   interdisciplinare,
rappresentano una risorsa strategica per  perseguire  l'obiettivo  di
formare cittadini in grado di leggere e orientarsi nella complessita'
e di progettare il futuro.  L'approccio  laboratoriale,  inteso  come
trasformazione dell'aula in un vero e proprio "laboratorio di  idee",
dove l'azione, la collaborazione e la  riflessione  sono  intrecciate
per generare un apprendimento profondo e  significativo,  costituisce
la chiave per raggiungere questo obiettivo ed e' il punto di forza di
queste Indicazioni. L'alunno non e' fruitore passivo di informazioni,
ma soggetto attivo, che formula le  proprie  congetture,  progetta  e
sperimenta, discute e argomenta le proprie  scelte,  raccoglie  dati,
costruisce    significati,    trae    conclusioni,    in    un'ottica
interdisciplinare e  collaborativa.  Educare  alla  matematica,  alla
scienza e alla  tecnologia  e'  di  fondamentale  importanza  per  la
formazione dei cittadini; cittadini  che  siano  anche  in  grado  di
anticipare   e   affrontare   le   sfide   culturali,   scientifiche,
tecnologiche, sociali ed  economiche  di  una  societa'  in  continua
evoluzione. Per garantire cio', è necessario adottare  un  approccio
che metta  in  relazione  matematica,  scienze,  tecnologia,  arte  e
discipline  umanistiche.  Tale  approccio  consente  di  superare  la
frammentazione dei saperi e supporta  un'unità  organica  capace  di
favorire lo sviluppo di creativita' e innovazione. Per favorire  tale
innovazione, e' importante affiancare  alle  abilita'  strumentali  -
come il saper contare, eseguire operazioni aritmetiche, raccogliere e
rappresentare  dati  (es.  tramite  tabelle,   grafici,   diagrammi),
misurare grandezze,  calcolare  probabilita',  riconoscere  simmetrie
geometriche, scrivere semplici programmi informatici - la  dimensione
culturale. Quest'ultima consente  di  collegare  tali  abilita'  alla
storia  del  pensiero  matematico,  scientifico   e   tecnico,   alle
trasformazioni della nostra civilta' e alla realita' in cui  viviamo.
In  questo  modo,  lo  studente  puo'  sviluppare  ed  esercitare  le
capacita' di prendere decisioni  e  motivarle,  formulare  ipotesi  e
verificarle  mediante  strategie  diverse,   anche   procedendo   per
tentativi ed errori, e attivare forme  di  pensiero  che  valorizzano
l'immaginazione,   l'intuizione   e   l'espressione   estetica   come
dimensioni essenziali  della  creativita'  e  del  pensiero  critico.
L'insegnamento   delle   discipline   matematiche,   scientifiche   e
tecnologiche concorre a potenziare il  pensiero  critico  e  creativo
degli  alunni,  sostenendo  lo  sviluppo  delle  loro  capacita'   di
intuizione, analitiche e di modellizzazione, offrendo  strumenti  per
porre e risolvere problemi e per  affrontare  situazioni  di  diversi
livelli di complessita'. 
    Un   importante   contributo   allo   sviluppo   della    cultura
matematico-scientifico-tecnologica       è,       inoltre,        la
contestualizzazione storica dei contenuti disciplinari. 
    Mettere in evidenza che tali discipline sono parte integrante del
patrimonio   culturale    dell'umanita'    e    che    contribuiscono
all'evoluzione  del  pensiero  umano,  consente  di   acquisire   una
prospettiva storico-culturale su di esse e  permette  di  comprendere
come  la  matematica,  le  scienze  e  la  tecnologia   siano   state
influenzate e abbiano influenzato la societa'  e  i  suoi  mutamenti.
Comprendere inoltre che una scoperta richiede studio e confronto  con
gli altri e che essa  è  il  risultato  di  un  percorso  complesso,
caratterizzato da ostacoli, dubbi ed  errori,  aiuta  gli  alunni  ad
affrontare le difficoltà con  maggiore  serenita'  e  a  vedere  gli
ostacoli e gli errori come opportunita' di crescita e  miglioramento.
In questo modo, la  prospettiva  storica  sulle  scoperte  in  ambito
matematico, scientifico e tecnologico consente  di  mettere  in  luce
come  il  sapere  si  sia  evoluto  attraverso   corsi   e   ricorsi,
sottolineando cosi' il ruolo del pensiero critico e dell'errore  come
elementi centrali del progresso. 
    Le  competenze  sopra  descritte   costituiscono   risultati   di
apprendimento a lungo  termine,  alcuni  dei  quali  potranno  essere
pienamente raggiunti solo nella scuola secondaria di  secondo  grado.
Tuttavia, e' essenziale che la  loro  costruzione  inizi  gia'  nella
scuola dell'infanzia e il  loro  sviluppo  prosegua  con  continuita'
nella scuola primaria e  nella  scuola  secondaria  di  primo  grado,
attraverso un approccio didattico  elicoidale  e  laboratoriale,  che
consenta  agli  studenti  di  consolidare,  ampliare   e   rafforzare
progressivamente le loro competenze. 
    Le Nuove Indicazioni nazionali,  in  coerenza  con  la  normativa
vigente, tengono a riferimento le Linee guida per le discipline STEM.
Il potenziamento delle attivita' sperimentali e laboratoriali,  delle
attivita'  sinergiche  fra  la  matematica  e  le  altre   discipline
scientifiche   e   tecnologiche   e    umanistiche,    l'introduzione
dell'Informatica  e  l'armonizzazione  con   le   Linee   guida   per
l'insegnamento dell'educazione civica (D.M. n. 183  del  7  settembre
2024) richiedevano una rimodulazione delle precedenti Indicazioni, al
fine di evitare un sovraccarico di  nozioni  e  di  attivita'  per  i
discenti. 
    Presentando agli alunni una  visione  culturale  integrata  degli
ambiti umanistico, matematico-scientifico e tecnologico, si  consente
loro, da un lato, di proiettarsi con sicurezza e  consapevolezza  nel
mondo e, dall'altro,  di  orientarsi  e  osservare  sé  stessi  come
soggetti immersi nella cultura  di  riferimento.  Gli  alunni  devono
essere accompagnati nello sviluppo di una solida base culturale,  che
consenta loro di comprendere la societa' e i suoi fenomeni, nonche' i
fondamenti  del   pensiero   matematico-scientifico-tecnologico.   La
conoscenza dei principi e dei fondamenti  culturali  dell'informatica
fornisce gli strumenti per leggere da una prospettiva diversa i  vari
contesti in cui l'elaborazione automatica delle informazioni  riveste
un ruolo chiave. In un contesto nel quale gli alunni devono essere il
soggetto  centrale  di  ogni  azione  culturale,  una  didattica  che
supporti con azioni organiche e sistematiche lo sviluppo di stili  di
apprendimento  diversi  assume  un'importanza  strategica.  L'uso  di
ambienti   informatici,    quali    ad    esempio    quelli    basati
sull'intelligenza artificiale o la realta' aumentata, puo' facilitare
e     personalizzare     la      didattica      delle      discipline
matematico-scientifiche,  anche  in   un'ottica   di   inclusione   e
potenziamento. Puo'  consentire  al  docente  di  prendere  decisioni
mirate per  migliorare  il  processo  di  insegnamento/apprendimento.
Questa apertura allo  sviluppo  delle  conoscenze  scientifiche  deve
tenere conto anche dei possibili sviluppi futuri, come quelli  legati
alle neuroscienze per comprendere al meglio come il cervello apprende
e come possiamo ottimizzare i percorsi educativi. 
    Scuola primaria - La scuola primaria si pone in  continuita'  con
la scuola dell'infanzia. Durante la scuola  primaria  si  pongono  le
basi per lo sviluppo progressivo delle capacita'  di  astrazione  nei
bambini. In questa fase,  il  cervello  e'  estremamente  plastico  e
permette  di  costruire  significati   profondi   nell'ambito   delle
discipline matematiche, scientifiche e tecnologiche.  L'obiettivo  e'
stimolare l'interesse degli alunni attraverso esperienze  concrete  e
significative  seguendo  un  percorso  che  vada  dal   concreto   al
pittorico, fino all'astratto. L'uso di strumenti come il  righello  e
il compasso non e' solo un  esercizio,  ma  un  modo  per  aiutare  i
bambini a costruire modelli tangibili per descrivere e analizzare gli
oggetti. Allo stesso modo,  l'utilizzo  di  strumenti  di  misura  in
semplici  esperimenti  scientifici   permette   di   interpretare   e
generalizzare i fenomeni osservati. Osservare il mondo reale, sia che
si  tratti  di  una  pianta,  del  movimento  di  un  oggetto  o  del
cambiamento climatico, rappresentarlo in molteplici modi  e  tradurre
le  qualita'  osservabili  in  quantita'   misurabili   ancorano   la
conoscenza a una realta' tangibile. Non  si  tratta  di  rendere  gli
alunni  "esperti"  in  astrazioni  complesse  ma  coltivare  le  basi
cognitive e la  fiducia  necessarie  per  affrontare  tale  sfida  in
futuro. L'acquisizione dei primi  elementi  di  informatica  consente
agli allievi di iniziare a sviluppare, attraverso l'esplorazione e la
sperimentazione,  la  prospettiva  culturale  che  questa  disciplina
offre, complementare rispetto alle altre. In aggiunta,  favorisce  un
utilizzo sicuro e responsabile delle tecnologie informatiche.  Questo
ordine di scuola è determinante perche' pone le basi per lo sviluppo
delle competenze matematico-scientifico-tecnologiche e  favorisce  un
ambiente culturale in cui l'approccio a tali  discipline  avviene  in
modo sereno e inclusivo, anche evitando  stereotipi  di  genere.  E',
inoltre, nella  scuola  primaria  che  si  gettano  le  basi  per  un
orientamento inteso come processo dinamico e continuo. 
    Scuola secondaria di primo grado - La scuola secondaria di  primo
grado si pone in continuita' con la  scuola  primaria,  favorendo  un
consolidamento delle competenze acquisite e permettendo  agli  alunni
di sviluppare ulteriormente  il  pensiero  matematico-scientifico  in
contesti di apprendimento sempre piu' complessi. Tale  consolidamento
riguarda, in particolare, le competenze relative alla risoluzione  di
situazioni problematiche  e  all'argomentazione,  in  modo  da  porre
enfasi sull'analisi critica e sulla capacità di formulare ipotesi  e
verificarle  attraverso  metodi  matematico-scientifici   anche   con
l'ausilio della tecnologia.  L'apprendimento  matematico-scientifico,
realizzato in un contesto laboratoriale,  attiva  processi  cognitivi
quali la riflessione,  la  generalizzazione,  l'argomentazione  e  la
giustificazione, stimolando una comprensione profonda dei concetti  e
una ridefinizione dell'idea di errore; lungi dall'essere un  semplice
segnale di insuccesso o di lacuna, l'errore emerge come un componente
intrinseco e ineludibile del processo scientifico stesso.  In  questo
ordine di scuola, gli alunni acquisiscono una maggiore consapevolezza
del mondo che li circonda, comprendendo i fenomeni con cui vengono in
contatto,  accrescendo  la  loro  sensibilita'  verso   problematiche
attuali, come ad esempio quelle sociali o ambientali.  La  conoscenza
matematico-scientifica diventa, infatti, un elemento fondamentale per
una  cittadinanza  attiva   e   consapevole   dell'importanza   della
sostenibilita' e dell'uso di fonti di energia rinnovabili. Dal  punto
di vista tecnologico, gli alunni  passano  da  un'abilita'  meramente
operativa a una visione piu' critica  e  riflessiva  in  merito  alle
implicazioni delle scelte tecnologiche.  La  cultura  informatica  si
approfondisce, allo scopo di far acquisire agli alunni  una  maggiore
autonomia,  anche  in   ottica   interdisciplinare,   raffinando   la
concettualizzazione, approfondendo i temi relativi all'organizzazione
dei dati, al concetto di algoritmo e alla strutturazione di programmi
informatici. Al tempo stesso,  vengono  sviluppate  le  capacita'  di
riflessione sull'impatto sociale delle tecnologie informatiche. 
    Gli aspetti innovativi degli obiettivi di apprendimento sono: 
      Introduzione dell'informatica fin dalla scuola primaria: questo
mira a fornire agli alunni le competenze necessarie per operare in un
mondo sempre  piu'  digitale,  fornendo  le  basi  concettuali  della
disciplina scientifica che ne e' alla base e comprendendo  le  regole
fondamentali per un utilizzo sicuro  e  responsabile  della  relativa
tecnologia, come consigliato dalla  Raccomandazione  C/2024/1030  del
Consiglio dell'Unione Europea del novembre 2023. 
      Visione integrata delle discipline scientifiche: questo aspetto
mira a fornire agli alunni  l'opportunita'  di  percepire  il  sapere
matematico-scientifico come una rete integrata di  competenze,  utile
per affrontare situazioni  problematiche,  in  cui  varie  discipline
forniscono  un  apporto  culturale,   scientifico   e   metodologico,
integrandosi  tra  loro.  L'apporto  della  matematica  consiste  nel
fornire sia gli strumenti per modellizzare, sia gli strumenti teorici
trasversali per comprendere, argomentare, giustificare e fare scelte.
L'informatica  fornisce  un'ulteriore  modalita'  per  arricchire  la
descrizione di  fenomeni  naturali  e  artificiali  con  una  diversa
prospettiva. 
      Potenziamento  di  una  didattica  basata  su   esperimenti   e
attivita'  laboratoriali:  questo  aspetto  riguarda  il  fatto   che
l'approccio laboratoriale, in  tutte  le  sue  forme,  incoraggia  lo
sviluppo  di  un   atteggiamento   positivo   verso   le   discipline
matematico-scientifiche, ma soprattutto rappresenta il fondamento per
un apprendimento significativo, basato sull'attivazione  di  processi
d'indagine che preparino gli alunni ad agire nel  mondo  con  spirito
critico di ricerca. 
      Maggiore  attenzione  verso  tematiche  di  educazione  civica:
grazie al contributo  della  matematica  e  di  tutte  le  discipline
scientifiche e tecnologiche,  gli  alunni  sviluppano  competenze  di
cittadinanza attiva e in particolare  acquisiscono  la  capacita'  di
vagliare criticamente, seppure  a  livello  elementare,  gli  aspetti
connessi con le problematiche ambientali,  comprendendo  l'importanza
di  preservare  le  risorse  naturali  e   di   ricercare   soluzioni
sostenibili.  La   matematica   fornisce   gli   strumenti   per   la
modellizzazione e favorisce, attraverso  lo  sviluppo  di  competenze
comunicative e argomentative, la partecipazione alla vita pubblica. 
      Maggiore  attenzione  alla   prospettiva   storica:   essa   e'
riconosciuta  come   parte   integrante,   costituendo   uno   sfondo
ineludibile per la considerazione di ogni forma  di  espressione  del
pensiero umano (scientifico e non). L'approccio storico  consente  di
ottenere  informazioni  sullo  sviluppo  della  scienza  nelle  varie
tradizioni e societa', e sulle fasi di transizione che hanno  portato
alla costruzione di nuove idee. La conoscenza delle circostanze e dei
modi con i quali  un  concetto  si  e'  affacciato  nella  storia  si
riflette inoltre in un arricchimento di significati. In un'ottica  di
superamento del ben noto pregiudizio di genere, sara' sottolineata la
presenza di figure  femminili  che  hanno  dato  un  contributo  allo
sviluppo della scienza, cosi' da avvicinare le alunne alle discipline
scientifiche e tecnologiche, in cui il divario di genere e' purtroppo
ancora  significativo.   Anche   il   riconoscimento   dei   fenomeni
discriminatori  che  in  passato  hanno  ostacolato  il  percorso  di
brillanti  scienziate,  si  rivela   fondamentale   per   decostruire
preconcetti e promuovere una  visione  piu'  equa  e  completa  della
scienza. 
 
                             MATEMATICA 
 
 
PERCHE' SI STUDIA LA MATEMATICA 
    La   matematica    contribuisce,    insieme    alle    discipline
scientifiche-tecnologiche, alla crescita  intellettuale  e  culturale
del cittadino, in modo  da  consentirgli  di  partecipare  alla  vita
pubblica con consapevolezza e capacita' critica.  Nonostante  ne  sia
riconosciuta unanimemente l'importanza, anche in  ambito  lavorativo,
le ricerche internazionali e nazionali degli ultimi anni rilevano che
molti alunni e, soprattutto, molte alunne trovano poco  interessante,
se non ostico, lo studio di questa disciplina.  Inoltre,  evidenziano
differenze significative nelle performance matematiche tra  maschi  e
femmine. Le motivazioni di quello che sembra un rifiuto  aprioristico
della disciplina  sono  molteplici.  Oltre  allo  stereotipo,  ancora
diffuso, secondo cui la matematica  sia  piu'  congeniale  al  genere
maschile, spicca l'errata convinzione che sia una disciplina vecchia,
arida,  utile  solo  a  chi   lavora   in   ambito   tecnologico   e,
sostanzialmente, staccata dalla realta' quotidiana, dalla  dimensione
personale e dal nostro modo di affrontare il mondo. L'insegnamento  e
l'apprendimento della matematica nelle scuole devono contrastare tali
pregiudizi. 
    La matematica ha  ricoperto  e  continua  a  ricoprire  un  ruolo
fondamentale nell'evoluzione della scienza ma la sua influenza non si
limita a questo ambito. La sua storia si intreccia  indissolubilmente
con la storia del pensiero umano. Con il suo rigore logico e  il  suo
elevato  livello  di  astrazione,  la  matematica  non  e'  solo  uno
strumento per risolvere problemi, ma anche una  disciplina  culturale
che aiuta a leggere, interpretare e modellizzare la realta' e il  noi
andando oltre stereotipi e pregiudizi. Da quando sono nate le scienze
sperimentali, la matematica, per usare una frase di  Galileo,  e'  il
linguaggio in cui e' scritto il libro della  natura;  e  cio'  rimane
vero ancora oggi, anche alla luce delle  ultime  scoperte  di  fisica
quantistica. Eugene Wigner, proprio riflettendo su questo, ha scritto
dell'irragionevole efficacia della matematica nelle scienze  naturali
parlando   dell'apparente   "miracolo"   che   equazioni    puramente
matematiche, create  indipendentemente  dall'osservazione  del  mondo
fisico, trovino applicazioni profonde e precise nella  fisica,  nella
chimica e nelle scienze naturali ed Ennio De  Giorgi  ha  parlato  di
mistero legato al modo in  cui  la  matematica  emerge  dal  pensiero
umano. 
    La matematica non e' una disciplina vecchia  e,  sebbene  le  sue
radici affondino nell'antichita', e' ponte tra  passato,  presente  e
futuro. Il fatto che il Teorema di Pitagora, nel sistema  assiomatico
della geometria euclidea piana, fosse vero 2500  anni  fa,  sia  vero
oggi  e  continuera'  ad  esserlo  per  l'eternita'  rappresenta   la
peculiarita' e uno degli aspetti affascinanti di  questa  disciplina.
La matematica e' estremamente dinamica, in continua evoluzione  e  si
rinnova costantemente trovando anche nuovi campi di applicazione.  Lo
sviluppo del ragionamento logico da parte dell'alunno, e  quindi  del
cittadino, e' senza dubbio una  delle  competenze  piu'  rilevanti  e
attuali che questa disciplina permette di sviluppare, in una societa'
come quella di oggi in  cui  le  notizie  circolano  senza  filtri  o
risultano talvolta manipolate. 
    La matematica non e' solo una disciplina  a  se'  stante,  ma  un
metodo universale e la sua influenza si estende ben oltre  i  confini
delle discipline scientifiche, permeando anche il mondo  dell'arte  e
delle discipline umanistiche. Questa natura trasversale rivela la sua
capacita' unica di connettere saperi  apparentemente  distanti  e  ci
invita a guardare il mondo con  occhi  nuovi  arricchendo  la  nostra
comprensione della realta'. 
    La  matematica  non  e'  solo  utilita'  e'  anche   creativita',
immaginazione, un modo per dare forma ai pensieri e  per  trasformare
le idee in  realta',  ha  la  capacita'  di  svelare  la  bellezza  e
l'armonia nascoste nel mondo che ci circonda, stimolare  speculazioni
e pensare fuori dagli schemi. La ricerca matematica e' guidata  dalla
creativita' e dall'immaginazione, proprio come la ricerca  artistica.
Attraverso la matematica si impara il valore della bellezza  e  della
precisione. L'eleganza dei teoremi e il  rigore  delle  dimostrazioni
educano al valore  della  struttura  e  della  coerenza  influenzando
positivamente la percezione della realta' e di noi stessi  in  chiave
orientativa. 
    La matematica rappresenta non solo  un  insieme  di  contenuti  e
procedure, ma anche una forma di pensiero che  abitua  gli  alunni  a
osservare, descrivere e interpretare la realta'  in  modo  razionale,
critico e consapevole. In  questo  contesto,  essa  svolge  un  ruolo
fondamentale nella costruzione delle prime competenze  di  educazione
finanziaria, intesa come sviluppo della capacita' di compiere  scelte
economiche informate e responsabili. Le linee guida per  l'educazione
civica promosse a  livello  nazionale  sottolineano  l'importanza  di
iniziare precocemente a formare cittadini consapevoli del valore  del
denaro, della gestione delle risorse, della  pianificazione  e  della
responsabilita' economica. 
    La matematica, con il suo linguaggio simbolico e il suo approccio
logico, offre strumenti essenziali per  comprendere  concetti  chiave
come il risparmio, il consumo consapevole,  la  proporzionalita',  il
valore delle  scelte  nel  tempo.  Attraverso  situazioni  didattiche
significative e contestualizzate,  gli  alunni  imparano  a  stimare,
confrontare,  ragionare  su  quantita'  e   variazioni,   sviluppando
progressivamente una cittadinanza economica  attiva  e  responsabile.
L'educazione finanziaria, intesa come campo di esperienza concreto  e
motivante, si configura come un  contesto  autentico  attraverso  cui
promuovere e potenziare le competenze matematiche, in particolare  il
problem solving, il ragionare in modo proporzionale, l'interpretare i
dati, il leggere grafici e tabelle, il prendere decisioni  fondate  e
consapevoli in coerenza con la finalita' di formare cittadini attivi,
responsabili e capaci di affrontare  con  autonomia  le  sfide  della
realta'. 
    Riassumendo,      una      delle       finalita'       principali
dell'apprendimento-insegnamento  della  matematica   e'   quella   di
esercitare una cittadinanza attiva sviluppando  strategie,  metodi  e
linguaggi per orientarsi  in  un  mondo  in  cui  la  conoscenza  dei
linguaggi scientifici e matematici si rivela sempre  piu'  essenziale
per poter compiere scelte consapevoli e prendere decisioni ponderate.
Lungi dal fornire meramente nozioni  astratte,  l'insegnamento  della
matematica deve consentire lo  sviluppo  di  un  solido  bagaglio  di
conoscenze  fondamentale  per  lo  sviluppo   anche   di   competenze
trasversali quali la capacita' di  comunicare  informazioni  in  modo
appropriato,  intuire  e  immaginare,  porre  e  risolvere  problemi,
concepire e costruire modelli  di  situazioni  reali,  generalizzare,
argomentare, e ricercare regolarita'. L'obiettivo primario e'  quello
di favorire la costruzione di un patrimonio strutturato di conoscenze
e lo sviluppo di un pensiero matematico critico e creativo, utile per
interpretare, studiare e  analizzare  fenomeni.  Se  da  un  lato  la
matematica ha infatti una funzione  strumentale  essenziale  per  una
comprensione quantitativa della realta', dall'altro essa possiede  un
forte  valore  culturale  caratterizzato  da  un  sapere  logicamente
coerente e sistematico. Essa coinvolge pertanto  intrinsecamente  due
aspetti connessi tra loro: uno rivolto alla  modellizzazione  e  alle
applicazioni per leggere, interpretare ed intervenire nella  realtà;
l'altro rivolto allo sviluppo del pensiero, alla riflessione  e  alla
speculazione. Come metodo di approccio alla realta'  e  ai  problemi,
essa  fornisce  gli  strumenti  culturali   e   critici   anche   per
intraprendere un percorso strutturato alla ricerca di  noi  stessi  e
rappresenta il collante tra l'area STEM e quella umanistico/artistica
per quanto riguarda l'immaginare e il creare.  Coltivare  un  vero  e
proprio  "pensiero  matematico",  valorizzando  anche  la  conoscenza
dell'evoluzione delle idee matematiche nel tempo,  il  contributo  di
civilta' diverse e i legami con le  altre  discipline  umanistiche  e
scientifiche, ci  fa  sentire  parte  di  una  grande  avventura  del
pensiero umano, rafforzando il nostro senso  di  appartenenza  a  una
comunita' di conoscenza senza tempo. In questi anni si devono gettare
fondamenta solide per un  modo  di  pensare  strutturato,  critico  e
creativo.  In  particolare,  l'insegnamento  della  matematica   deve
sviluppare, gradualmente, a partire da esperienze  significative  per
l'allievo  la  capacita'   di   comunicare   informazioni   in   modo
appropriato, risolvere problemi, concepire  e  costruire  modelli  di
situazioni reali, porsi domande, esplorare idee, formulare congetture
e giustificare le proprie conclusioni affrontando  la  disciplina  in
due modi interconnessi:  da  un  lato,  come  strumento  pratico  per
modellizzare la realta', risolvere problemi concreti  e  interpretare
il mondo che ci circonda; dall'altro, come stimolo  alla  riflessione
anche  sul  se',  alla  speculazione,  all'esplorazione  di  concetti
astratti. 
    L'Informatica  e'  la  disciplina   scientifico-tecnologica   che
fornisce i concetti,  i  metodi  e  i  linguaggi  indispensabili  per
comprendere appieno e partecipare attivamente a una societa'  in  cui
gli aspetti digitali sono sempre piu' rilevanti.  E'  essenziale  che
l'alunno non solo sappia cogliere le opportunita' offerte  dal  mondo
digitale, ma anche che sia consapevole dei rischi inevitabili che  la
tecnologia   digitale   comporta.   Gli   sforzi    di    astrazione,
organizzazione e precisione, cruciali nell'approccio informatico alla
descrizione di situazioni e  fenomeni,  contribuiscono  inoltre  allo
sviluppo del pensiero critico. Si ricorda che "digitale" si riferisce
alla  rappresentazione  di   dati   mediante   simboli   scelti   per
rappresentare  valori,  mentre  "informatico"   si   riferisce   alla
capacita'  di  elaborazione   automatica   dei   dati.   La   novita'
dell'Informatica rispetto alla rappresentazione digitale dei dati  e'
che essa consente di  elaborarli  in  modo  completamente  automatico
mediante l'utilizzo di un dispositivo  (informatico),  che  funge  da
mero esecutore meccanico di  un  procedimento  di  calcolo  ideato  e
progettato dall'uomo.  L'obiettivo  nel  primo  ciclo  e'  quello  di
consentire agli allievi di acquisire la prospettiva culturale fornita
da questa disciplina, esplorando e sperimentando come  essa  consenta
di aggiungere un ulteriore punto di  vista,  complementare  a  quello
delle altre discipline,  per  descrivere  attivita'  e  automatizzare
compiti.  Cio'  avviene  modellando  tramite  dati  -  opportunamente
organizzati e rappresentati  -  le  informazioni  rilevanti  per  gli
obiettivi che devono essere raggiunti; progettando algoritmi,  ovvero
descrizioni precise e non ambigue (in  riferimento  a  uno  specifico
esecutore) di procedure  (per  raggiungere  tali  obiettivi)  che  si
prestano ad essere automatizzate; utilizzando linguaggi  artificiali,
direttamente eseguibili, per esprimere gli algoritmi  come  programmi
informatici,   in   modo   che   questi   possano   essere   eseguiti
automaticamente da "agenti  meccanici".  Nella  scuola  primaria  gli
allievi  vengono  sensibilizzati  alle  "domande"  affinche'  possano
scoprire nel vissuto concreto ed "esplorare" le idee  che  sono  alla
base  della   disciplina,   anche   attraverso   una   programmazione
informatica adatta alla loro eta' e  ispirandosi  eventualmente  allo
sviluppo storico delle idee stesse. Nella scuola secondaria di  primo
grado, in  un'ottica  interdisciplinare,  il  docente  di  matematica
collabora con il docente di tecnologia - a cui viene  prevalentemente
affidato l'insegnamento dell'informatica - per supportare gli  alunni
nell'acquisizione  di  una  crescente   autonomia,   contribuendo   a
raffinare la concettualizzazione e ad  approfondire  il  concetto  di
algoritmo. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    Al termine della classe quinta gli alunni sapranno: 
      • Individuare e formulare problemi  di  adeguata  complessita',
partendo da situazioni concrete o domande  significative,  e  cercare
strategie per risolverli. 
      • Affrontare e risolvere problemi matematici,  anche  legati  a
contesti  reali  di  adeguata  complessita',  utilizzando   strategie
personali, confrontandole e discutendole con i compagni. 
      •  Formulare  giudizi  e  prendere  decisioni  raccogliendo   e
selezionando   dati    per    ottenere    informazioni,    costruendo
rappresentazioni di dati attraverso tabelle  e  grafici  e  ricavando
informazioni  dalla  lettura  dei  dati  rappresentati.   Stimare   e
quantificare, in casi semplici, situazioni di incertezza 
      • Leggere, comprendere e produrre testi che coinvolgono aspetti
logici e matematici dimostrando di saper identificare e padroneggiare
rappresentazioni diverse dello  stesso  oggetto  matematico  e  saper
passare da una rappresentazione all'altra. 
      • Padroneggiare con sicurezza calcoli scritti e mentali e stime
con  i  numeri  naturali  con  e  senza  uso  di  strumenti  come  le
calcolatrici valutando l'opportunita' di quando  ricorrere  ad  essi.
Operare  in  casi  semplici  con   le   frazioni.   Rappresentare   e
classificare forme e figure nel piano e nello spazio,  in  base  alle
loro   proprieta'    geometriche;    utilizzare    correttamente    e
consapevolmente la carta, strumenti per il  disegno  (riga,  squadra,
compasso) per  costruire  figure  geometriche  e  realizzare  modelli
concreti. 
      •  Assumere  una   consapevolezza   storica   ossia   collocare
l'evoluzione dei concetti matematici nel  tempo  anche  in  relazione
alle diverse culture e civilta'. 
 
Per Informatica: 
    •  Esprimere  informazioni  mediante  dati  di  varia  natura   e
codificare tali dati anche digitalmente. Descrivere procedure per  lo
svolgimento di compiti pratici mediante algoritmi. 
    •  Scrivere  e  comprendere  semplici  programmi,   espressi   in
elementari linguaggi di programmazione a scopo didattico, e valutarne
l'adeguatezza rispetto al compito che si vuole automatizzare. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Numeri 
    • Contare oggetti o eventi a voce e  mentalmente,  per  mezzo  di
segni e mentalmente, in modo  progressivo  e  regressivo;  leggere  e
scrivere i numeri naturali, riconoscendo i due  aspetti  cardinale  e
ordinale. Leggere e scrivere numeri razionali in notazione  decimale,
avendo consapevolezza della notazione posizionale. 
    • Confrontare, ordinare e rappresentare i numeri  naturali  sulla
retta. 
    • Eseguire semplici addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni  con
i numeri naturali, verbalizzare le procedure di calcolo e argomentare
per giustificarle. 
    • Eseguire semplici addizioni e sottrazioni con i numeri decimali
in contesti reali (ad esempio monete, misure). Conoscere le tabelline
della moltiplicazione dei numeri fino a dieci. 
 
Spazio e figure 
    • Eseguire e  descrivere  un  semplice  percorso  partendo  dalla
descrizione verbale o  dal  disegno  e  fornire  istruzioni  per  far
compiere un percorso desiderato. 
    • Riconoscere,  denominare  e  descrivere  le  principali  figure
geometriche secondo determinate caratteristiche (ad esempio numero di
lati, ampiezza degli angoli, simmetrie...). 
    • Disegnare figure geometriche e costruire modelli materiali  che
rappresentano oggetti matematici sia  del  piano  sia  dello  spazio.
Misurare lunghezze, superfici con opportuni  strumenti  di  misura  e
usando unita' di misura standardizzate e non. 
 
Relazioni, dati e previsioni 
    • Classificare numeri, figure e oggetti in base alle proprieta' e
ricorrendo a rappresentazioni opportune a seconda del contesto. 
    • Misurare grandezze (lunghezze, tempo, ecc.) utilizzando diversi
strumenti e unita' di misura. 
 
Per Informatica: 
    • Scegliere ed utilizzare oggetti  o  simboli  per  rappresentare
informazioni. Descrivere a parole  attivita'  della  vita  quotidiana
tramite sequenze di passi precisi e non ambigui e saperle eseguire. 
    • Scrivere semplici programmi  e  verificare,  mediante  la  loro
esecuzione,  se  svolgono  il  compito  previsto   ed   eventualmente
correggerli. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    Nella classe  quinta  lo  sviluppo  del  pensiero  logico  e  dei
processi  di  astrazione  si   rafforza   grazie   alla   particolare
plasticita' mentale  tipica  di  questa  fascia  d'eta'.  Gli  alunni
consolidano i concetti appresi nei primi anni della scuola primaria e
sono  pronti  ad  affrontare  contenuti  piu'  complessi,  usando  un
linguaggio matematico, scientifico e  tecnico  sempre  piu'  preciso.
Durante  gli  ultimi  due  anni  della  scuola  primaria,  i  bambini
approfondiscono e rielaborano le  conoscenze  matematiche  acquisite,
integrandole con nuove idee  e  strumenti,  sviluppano  strategie  di
problem  solving,  imparando  a  leggere,  comprendere  e   risolvere
problemi anche in contesti non noti; argomentano il proprio  pensiero
spiegando il perche' delle  proprie  scelte,  confrontando  soluzioni
diverse e collaborando con i compagni. Hanno  sempre  piu'  occasioni
per  porre  domande,  formulare  ipotesi  e  costruire  problemi   in
autonomia,   diventando   soggetti   attivi   nell'apprendimento   ed
esercitano il ragionamento logico. 
 
Numeri 
    • Leggere, scrivere e confrontare numeri decimali, dimostrando di
conoscere il  ruolo  della  posizione  delle  cifre  nella  notazione
posizionale. Eseguire le quattro operazioni con  sicurezza  valutando
l'opportunita' di ricorrere al calcolo  mentale,  scritto  o  con  la
calcolatrice. 
    •  Utilizzare  il   concetto   di   ordine   di   grandezza   per
caratterizzare i numeri in notazione  decimale  in  diversi  contesti
(es. lunghezze, pesi, temperature). 
    •  Eseguire  la  divisione  con  resto  fra  numeri  naturali   e
individuare multipli e divisori di un numero. Stimare il risultato di
un'operazione  e  riconoscere  i  contesti  in  cui  e'   appropriato
effettuare una stima. 
    • Operare con le frazioni  e  riconoscere  frazioni  equivalenti.
Utilizzare numeri decimali, frazioni  e  percentuali  per  descrivere
situazioni quotidiane. Impiegare i numeri interi negativi in contesti
concreti. 
    • Rappresentare i numeri sulla retta e utilizzare scale  graduate
in  contesti  significativi  per  le  scienze  e  per   la   tecnica.
Riconoscere sistemi di notazione dei numeri  (non  solo  posizionali)
che sono o sono stati in uso in differenti luoghi, tempi e culture. 
 
Spazio e figure 
    •  Descrivere  e  classificare  figure  geometriche  individuando
elementi significativi e simmetrie, anche al fine di farle riprodurre
ad  altri.  Riprodurre  una  figura  in  base  ad   una   descrizione
utilizzando strumenti opportuni (carta  a  quadretti,  spago,  corde,
riga, squadra, compasso, goniometro, software, ...). 
    •  Utilizzare  il  piano  cartesiano  per  localizzare  punti   e
rappresentare segmenti e figure geometriche. 
    • Riconoscere figure ruotate, traslate e riflesse,  identificando
varianti e invarianti.  Confrontare  e  misurare  angoli  utilizzando
proprieta' e strumenti opportuni. Utilizzare e distinguere i concetti
di parallelismo, perpendicolarita',  orizzontalita'  e  verticalita'.
Riprodurre in scala una figura  assegnata  con  strumenti  opportuni.
Calcolare il perimetro di  una  figura  usando  le  formule  o  altri
procedimenti. 
    • Calcolare l'area di rettangoli, triangoli e di altre figure per
scomposizione o  utilizzando  le  piu'  comuni  formule.  Riconoscere
rappresentazioni  piane  di  oggetti   tridimensionali   individuando
differenti punti di vista del medesimo oggetto (dall'alto, di fronte,
...). 
    • Relazioni, dati e previsioni. 
    • Rappresentare  relazioni  e  dati  utilizzando,  in  situazioni
significative, diverse rappresentazioni (tabelle, grafici, ecc.)  per
ricavare informazioni e dati, formulare giudizi e prendere decisioni.
Usare le nozioni di frequenza, moda, mediana e media aritmetica. 
    • Utilizzare  le  principali  unita'  di  misura  per  lunghezze,
angoli, aree, volumi/capacita', intervalli temporali, masse, pesi per
effettuare misure e stime. Passare da un'unita' di misura a un'altra,
limitatamente alle unita' di uso piu' comune, anche nel contesto  del
sistema monetario. 
    • In situazioni concrete, riconoscere se un evento e'  possibile,
impossibile o certo. Data una coppia di eventi, ipotizzare quale  sia
il piu' probabile, dando una  prima  quantificazione  nei  casi  piu'
semplici, e oppure riconoscere se  si  tratta  di  eventi  ugualmente
probabili. Riconoscere e descrivere regolarita' in  una  sequenza  di
numeri o di figure. 
 
Per Informatica: 
    • Scrivere  brevi  programmi  con  un  elementare  linguaggio  di
programmazione didattica con istruzioni  di  reazione  ad  eventi,  e
selezione (con condizione elementare) e ripetizione. 
    •  Scegliere  combinazioni  di  simboli  per  rappresentare  dati
strutturati. Tradurre un algoritmo in un programma ed  esaminarne  il
comportamento anche al fine di correggerlo. 
 
CONOSCENZE 
    • Numeri. Il numero naturale nei tre aspetti cardinale,  ordinale
e ricorsivo e la sua scrittura  in  notazione  posizionale  decimale;
numeri naturali e  decimali  e  loro  rappresentazione  sulla  retta;
frazioni; sistemi di notazione dei numeri che sono o  sono  stati  in
uso in  luoghi,  tempi  e  culture  diverse  da  quella  occidentale;
tabelline  della  moltiplicazione  fino  al  numero  10;   operazioni
aritmetiche (addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione)  con
numeri naturali, interi e frazioni e loro proprieta'; divisibilita' e
criteri  di  divisibilita':  multipli  e  divisori;  massimo   comune
divisore e minimo comune multiplo; numeri primi. 
    • Spazio e figure. Posizione di oggetti nello spazio; distanze  e
volumi a partire dal proprio corpo; binomi  topologici  (sopra/sotto,
davanti/dietro, destra/sinistra, dentro/fuori); punti di  riferimento
e descrizione di un percorso; prima classificazione e misurazione  di
figure geometriche; principali grandezze (lunghezze, tempo,  ecc.)  e
loro  unita'  di  misura;  proprieta'   delle   figure   geometriche:
simmetrie, angoli,  perimetri  e  aree;  trasformazioni  geometriche:
isometrie e similitudini. 
    • Relazioni, dati e previsioni. e funzioni. Il piano  cartesiano;
la retta nel  piano  cartesiano;  diagrammi,  schemi  e  tabelle  per
rappresentare e leggere dati e relazioni;  evento;  frequenza  di  un
dato, moda, mediana e media aritmetica di insiemi di dati. 
    • Informatica. Rappresentazione di dati  e  informazioni  e  loro
differenza;  concetto  di  algoritmo  e  sua   esecuzione   rigorosa;
strutture   di   controllo   fondamentali   di   un   linguaggio   di
programmazione e reazione agli eventi; controllo di  correttezza  dei
programmi. 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    Al termine della classe terza gli alunni sapranno: 
      • Applicare il ragionamento logico in ambiti diversi e porre  e
risolvere problemi di diversa complessita' in contesti  matematici  e
interdisciplinari, utilizzando le conoscenze acquisite e le strategie
appropriate,  valutando  la  coerenza   delle   informazioni   e   la
correttezza del procedimento seguito; spiegare  con  chiarezza  anche
agli altri il procedimento seguito discutendo le soluzioni trovate. 
      • Utilizzare gli strumenti matematici appresi per affrontare  e
risolvere situazioni reali, sviluppando  un  atteggiamento  positivo,
consapevole e proattivo nei confronti della matematica. 
      •  Operare  concretamente  applicando  le  conoscenze  di  base
relative ai vari nuclei ossia: padroneggiare i calcoli con  sicurezza
anche con i numeri razionali  nelle  loro  diverse  rappresentazioni;
stimare misure di grandezze e risultati di operazioni; comprendere il
senso dei diversi sistemi di numerazione; rappresentare le forme  del
piano e dello spazio, e cogliere le relazioni tra  i  loro  elementi;
analizzare e  interpretare  rappresentazioni  di  dati  per  ricavare
misure di variabilita' e prendere decisioni; valutare la probabilita'
di eventi nelle situazioni di incertezza (scelte da fare  nella  vita
quotidiana, giochi, ...). 
      • Sostenere le proprie idee,  portando  esempi  e  controesempi
adeguati e utilizzando concatenazioni di affermazioni e accettare  di
cambiare  opinione  riconoscendo  le  conseguenze  logiche   di   una
argomentazione corretta. Applicare ragionamenti induttivi e deduttivi
via via  piu'  complessi,  producendo  argomentazioni  in  base  alle
conoscenze teoriche acquisite (ad esempio, utilizzare i  concetti  di
proprieta'  caratteristiche  e   di   definizione).   Comprendere   e
comunicare  con  il  linguaggio  matematico  in  modo  appropriato  e
coglierne il rapporto con il linguaggio naturale. 
      • Comprendere come lo sviluppo delle  idee  matematiche,  nelle
diverse culture e tradizioni - dalle grandi  civilta'  antiche,  come
Mesopotamia ed Egitto, fino all'epoca moderna e contemporanea - abbia
permesso all'uomo di ampliare la propria conoscenza del  mondo  e  di
affrontare problemi sia pratici che teorici. 
      • Riconoscere il ruolo centrale della matematica nella societa'
contemporanea,  nelle  scienze,  nella  tecnologia   e   nella   vita
quotidiana. 
      •  Utilizzare  il  linguaggio  matematico  per   rappresentare,
descrivere  e  risolvere  situazioni  problematiche;  riconoscere  le
connessioni con altri linguaggi formali  in  particolare  con  quello
informatico. 
 
Per Informatica: 
    • Rappresentare informazioni in relazione al compito da svolgere.
Comprendere il concetto di variabile e  scrivere,  con  linguaggi  di
programmazione a  scopi  didattici,  programmi  che  le  usano  anche
strutturati in componenti modulari, valutandone la correttezza. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Numeri 
    • Eseguire addizioni,  sottrazioni,  moltiplicazioni,  divisioni,
ordinamenti e confronti tra  i  numeri  naturali,  interi,  razionali
sotto forma di frazioni e numeri decimali, quando possibile  a  mente
oppure utilizzando gli usuali algoritmi scritti,  le  calcolatrici  e
software specifici,  valutando  quale  strumento  possa  essere  piu'
opportuno. 
    • Operare con diversi sistemi di numerazione. 
    • Fornire  stime  di  misure  di  grandezze  e  di  risultati  di
operazioni, giustificando le stime effettuate. Rappresentare i numeri
naturali, interi e  razionali  (sotto  forma  di  frazioni  e  numeri
decimali) sulla retta. Utilizzare scale graduate  anche  in  contesti
significativi per le scienze e per la tecnica per  effettuare  misure
di grandezze, stimare misure. 
    • Utilizzare il concetto di  rapporto  fra  numeri  o  misure  ed
esprimere sia nella forma decimale, sia mediante  frazione.  Cogliere
l'invarianza di rapporti fra numeri  o  misure.  Utilizzare  frazioni
equivalenti  e  numeri  decimali  per  denotare  uno  stesso   numero
razionale in diversi modi, spiegando vantaggi e svantaggi dell'uso di
rappresentazioni diverse. 
    •  Calcolare  percentuali   utilizzando   strategie   diverse   e
interpretare una variazione percentuale di una  quantita'  data  come
una moltiplicazione per un numero razionale. Individuare  multipli  e
divisori di un numero naturale e multipli e divisori  comuni  a  piu'
numeri, in particolare calcolare il multiplo comune piu' piccolo e il
divisore comune piu' grande. 
    •  Utilizzare  frazioni,  percentuali,  rapporti  per  descrivere
situazioni quotidiane. 
    • In casi semplici scomporre numeri naturali in fattori  primi  e
conoscere  l'utilita'  di  tale  scomposizione  per   diversi   fini.
Utilizzare la notazione usuale per le potenze  con  esponente  intero
positivo e le proprieta' delle potenze  per  semplificare  calcoli  e
notazioni. 
    • Riconoscere e  utilizzare  la  radice  come  operatore  inverso
dell'elevamento a potenza. Fornire stime di radici  utilizzando  solo
la moltiplicazione. 
    • Comprendere che non esiste alcuna frazione  o  numero  decimale
finito o periodico il cui quadrato sia uguale a 2 (o ad altri  numeri
interi non quadrati), riconoscendo cosi' l'esistenza e la natura  dei
numeri irrazionali. 
    •  Applicare  la  proprieta'  associativa  e   distributiva   per
raggruppare  e  semplificare,  sia  per  iscritto  che   mentalmente,
operazioni ed espressioni numeriche. Rappresentare con un'espressione
numerica la sequenza di operazioni che fornisce la  soluzione  di  un
problema. 
    • Eseguire semplici espressioni di calcolo con i numeri naturali,
interi e razionali (sotto  forma  di  frazioni  e  numeri  decimali),
tenendo conto della convenzionalita' dell'uso delle parentesi e della
precedenza delle operazioni. Esprimere misure  utilizzando  anche  le
potenze del 10 e le cifre significative. 
 
Spazio e figure 
    • Costruire figure del piano e dello spazio e disegni geometrici,
utilizzando in modo appropriato e con accuratezza opportuni strumenti
(carta, spago, corde, riga, squadra, compasso, goniometro,  software,
...). 
    • Riprodurre oggetti, figure del piano e dello spazio  e  disegni
geometrici in base a  una  descrizione  fatta  da  altri,  anche  con
software, e comunicare la costruzione ad altri, in modo  che  possano
riprodurle. 
    • Rappresentare punti, segmenti e figure  nel  piano  cartesiano.
Visualizzare oggetti tridimensionali a  partire  da  rappresentazioni
bidimensionali e viceversa. Identificare figure piane simili in  vari
contesti e riprodurre in scala una figura assegnata. 
    •  Descrivere  e  classificare   le   principali   figure   piane
(triangoli, quadrilateri, poligoni regolari,  cerchio),  figure  piu'
semplici  o  complesse.  Riconoscere,  descrivere  e  utilizzare   le
principali trasformazioni geometriche (isometrie, similitudini)  e  i
loro invarianti. 
    • Riconoscere e costruire figure piane  isometriche  e  simili  e
utilizzare  isometrie  e  similitudini   per   risolvere   situazioni
problematiche  in  contesti  interni  ed  esterni  alla   matematica.
Determinare l'area di  figure  piane  (es.  triangoli,  quadrilateri,
cerchio, ecc., ma  anche  figure  irregolari)  con  metodi  esatti  e
approssimati (stima per difetto e per eccesso). 
    • Applicare il teorema  di  Pitagora  in  contesti  geometrici  e
reali. 
    • Utilizzare il numero π  per  risolvere  problemi  geometrici  e
reali e riconoscere l'importanza storica di tale costante. 
    • Determinare il volume di figure solide (es.  prismi,  piramidi,
sfera,  ecc.,  ma  anche  solidi  irregolari)  con  metodi  esatti  e
approssimati (stima per difetto e per  eccesso).  Risolvere  problemi
utilizzando le  proprieta'  geometriche  delle  figure  o  applicando
teoremi (ad esempio il teorema di Pitagora o quelli di Euclide). 
 
Relazioni e funzioni 
    • Estendere e generalizzare  sequenze  numeriche  e  geometriche,
costruendo rappresentazioni in linguaggio simbolico per esprimere  la
generalizzazione individuata. Rappresentare relazioni e  funzioni  in
diversi linguaggi (numerico, simbolico, grafico, verbale)  e  passare
da uno all'altro. 
    • Rappresentare relazioni e funzioni attraverso tabelle e grafici
nel piano cartesiano a partire  dalle  loro  equazioni  (ad  esempio,
y=ax, y=a/x, y=ax², y=2n ) anche con  dati  provenienti  da  contesti
esterni alla matematica come  quello  delle  scienze,  con  strumenti
materiali o digitali. 
    • Conoscere il collegamento tra y=ax,  y=a/x  e  il  concetto  di
proporzionalita'. Risolvere problemi utilizzando equazioni  di  primo
grado. 
    •  Comprendere  e  utilizzare  il  concetto  di  algoritmo   come
strumento per la risoluzione di problemi. 
 
Dati e previsioni 
    • Rappresentare insiemi di dati, anche facendo uso  di  software.
In situazioni significative, confrontare dati  al  fine  di  prendere
decisioni, utilizzando  le  distribuzioni  delle  frequenze  e  delle
frequenze relative. 
    • Conoscere, saper scegliere  e  utilizzare  valori  medi  (moda,
mediana,  media  aritmetica)  adeguati   alla   tipologia   ed   alle
caratteristiche dei dati a disposizione. Valutare la variabilita'  di
un  insieme  di  dati  determinandone,  ad  esempio,  il   campo   di
variazione. 
    • All'interno di contesti di incertezza, individuare  gli  eventi
elementari,  assegnare  a  essi  una  probabilita';  determinare   la
probabilita' di eventi composti, scomponibili  in  eventi  elementari
disgiunti. Riconoscere coppie di eventi complementari, incompatibili,
indipendenti. 
 
Informatica 
    •  Esaminare  un  algoritmo  o  un  programma  per   capirne   il
comportamento, identificarne eventuali difetti e correggerli (debug). 
    • Scrivere  semplici  programmi  con  strutture  di  controllo  e
condizioni, anche  utilizzando  variabili.  Valutare  l'esito  di  un
algoritmo o di un programma seguendone i passi e tenendo traccia  del
valore delle variabili. 
 
CONOSCENZE 
    • Numeri. Numeri  naturali,  interi,  razionali  sotto  forma  di
frazioni e decimali e loro rappresentazione sulla  retta.  Operazioni
con i numeri naturali, interi, razionali sotto forma  di  frazioni  e
decimali:   addizioni,   sottrazioni,   moltiplicazioni,   divisioni,
ordinamenti e confronti tra i numeri, e loro proprieta'; rapporto fra
numeri o misure e loro rappresentazione in forma decimale e  mediante
frazione; frazioni equivalenti; percentuale e variazione percentuale;
numeri primi e scomposizione di numeri  naturali  in  fattori  primi;
divisibilita': multipli e divisori di un numero naturale, multipli  e
divisori comuni a piu'  numeri,  minimo  comune  multiplo  e  massimo
comune divisore; potenze, proprieta' e  operazioni  con  le  potenze;
radice quadrata come operatore inverso dell'elevamento al quadrato  e
problema  dell'incommensurabilita';  stime  della  radice  quadrata;.
impossibilita' di trovare una  frazione  o  un  numero  decimale  che
elevato al quadrato dia 2, o altri numeri primi;  scale  graduate  in
contesti significativi per le scienze e per la  tecnica.  Sistemi  di
numerazione. 
    • Spazio e figure. Figure geometriche nel piano e  nello  spazio;
definizioni e proprieta' (angoli, assi di simmetria, diagonali,  ...)
delle principali  figure  piane  (triangoli,  quadrilateri,  poligoni
regolari, cerchio); punti, segmenti e figure  nel  piano  cartesiano;
teorema di Pitagora e sue applicazioni; area e perimetro di  semplici
figure regolari e di figure  delimitate  anche  da  linee  curve;  il
numero π  e  alcuni  modi  per  approssimarlo;  area  del  cerchio  e
lunghezza della circonferenza; volume di figure solide  (es.  prismi,
piramidi, sfera, ecc., ma anche  solidi  irregolari);  trasformazioni
geometriche (traslazioni, rotazioni e simmetrie) e i loro  invarianti
(distanza, area, misura degli angoli): isometrie e similitudini. 
    •  Relazioni  e  funzioni.  Proporzionalita'.   Introduzione   al
linguaggio algebrico ed equazioni  di  primo  grado;  funzioni  y=ax,
y=a/x, y=ax², y=2n e loro grafici. 
    • Dati e previsioni. Rappresentazione di insiemi di dati;  valori
medi (moda, mediana, media aritmetica)  adeguati  alla  tipologia  ed
alle caratteristiche dei dati  a  disposizione;  variabilita'  di  un
insieme di dati;  probabilita'  di  eventi  elementari  e  di  eventi
complementari, incompatibili, indipendenti. 
    • Informatica. Concetto di algoritmo e sua  esecuzione  rigorosa;
sistema binario; variabili; strutture di controllo; operatori  logici
elementari; moduli di un programma: funzioni e procedure; analisi del
comportamento di un algoritmo o di un programma per  correggerne  gli
eventuali difetti (debug). 
 
                               SCIENZE 
 
 
PERCHE' SI STUDIA SCIENZE 
    Lo studio delle discipline che nel loro  complesso  costituiscono
l'ambito delle "scienze" e' un pilastro essenziale per  il  progresso
della societa'. La  scienza  si  basa  sull'osservazione  sistematica
della realta', sulla capacita' di astrazione, sulla  formulazione  di
ipotesi  e  modelli  da  mettere  a   confronto   con   i   risultati
sperimentali,  fornendo  un  metodo  rigoroso   per   comprendere   e
interpretare i fenomeni che ci  circondano.  In  una  prospettiva  di
crescita  culturale,  fin  dalla  scuola  primaria  lo  studio  delle
scienze,  insieme  e  in   integrazione   con   la   matematica,   e'
indispensabile  per  favorire  lo   sviluppo   delle   capacita'   di
ragionamento logico e di argomentazione, del pensiero critico,  della
proprieta' di linguaggio e della padronanza  della  lingua  italiana;
per trasmettere fiducia in se' stessi e nel futuro, anche  attraverso
i collegamenti con la storia; per formare cittadini  consapevoli,  in
grado di prendere decisioni informate su temi di  rilevanza  globale;
per gettare le basi su cui potra' svilupparsi la scelta del  percorso
di  studi  piu'  adatto  alle  proprie  aspirazioni,  inclinazioni  e
attitudini, tenendo presente il ruolo cruciale che l'insegnamento e i
metodi di insegnamento di queste materie rivestono proprio a  partire
dai primi livelli scolastici, anche con riferimento alla  parita'  di
genere. Le attivita' laboratoriali, fondamentali per le scienze,  non
solo sostengono e promuovono lo sviluppo costante  dell'apprendimento
e dell'insegnamento,  ma  creano  anche  un  ambiente  progettuale  e
applicativo ideale per far emergere e valorizzare i talenti. 
    Attraverso  la   comprensione   e   l'applicazione   del   metodo
scientifico,  gli  studenti  imparano   a   riconoscere   il   valore
dell'errore e del  suo  superamento  nel  processo  di  apprendimento
nonche' nell'evoluzione stessa della scienza, come dimostra anche  la
storia delle scoperte scientifiche. Studiare queste discipline  aiuta
quindi  a  sviluppare  una  mentalita'  aperta,  che  incoraggia   la
curiosita', l'esplorazione e la ricerca continua. Il far  proprio  il
metodo  scientifico  offre  inoltre,  in  chiave   orientativa,   gli
strumenti per orientarsi con  piu'  sicurezza.  L'insegnamento  delle
scienze nel  primo  ciclo  di  istruzione  e'  caratterizzato  da  un
approccio intrinsecamente interdisciplinare, attento al  ruolo  della
creativita' e dell'immaginazione, e aperto  ai  collegamenti  con  le
arti e con la musica, ed  e'  volto  a  stimolare  l'interesse  e  la
curiosita' verso l'esplorazione, lo studio,  e  la  comprensione  dei
fenomeni fisici e naturali, delle  modalita'  di  vita  sulla  Terra,
delle  caratteristiche  del  mondo  minerale,  e  dell'organizzazione
generale del corpo umano. In particolare, lo studio delle scienze nel
primo ciclo di istruzione, attraverso la comprensione di  concetti  e
procedure della fisica,  della  chimica  e  delle  scienze  naturali,
insegna ad elaborare relazioni e concetti a partire  da  osservazioni
ed esplorazioni, e consente di sviluppare le capacita' di astrazione,
di analisi e di sintesi, e di  argomentazione.  L'insegnamento  delle
scienze favorisce l'integrazione dei saperi e sviluppa  la  capacita'
di leggere e comprendere criticamente testi scientifici. Inoltre,  le
attivita' fondamentali delle scienze  -  come  la  progettazione,  la
verifica e la convalida - insegnano a considerare l'errore  non  come
un fallimento, ma come una parte integrante del processo che porta  a
crescita e nuove scoperte. Non da ultimo, lo studio delle scienze  ha
la finalita'  di  sensibilizzare  le  giovani  generazioni  circa  la
necessita' di diversificare  le  fonti  energetiche,  comprendere  la
relazione tra forme e fonti di energia,  e  ottimizzare  l'uso  delle
risorse  disponibili.  Esso  contribuisce  a   delineare   il   ruolo
strategico delle scienze nei processi di sviluppo sociale,  economico
e culturale, e a far acquisire una visione positiva della  scienza  e
della tecnologia unitamente alla fiducia  nelle  capacita'  umane  di
affrontare le sfide poste  da  una  societa'  in  costante  e  rapida
evoluzione. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    • Osservare e interpretare i  fenomeni  naturali  con  curiosita'
scientifica, formulando domande, individuando relazioni tra grandezze
misurabili e utilizzando un linguaggio appropriato. 
    • Comprendere la struttura e il funzionamento  degli  ecosistemi,
riconoscendo le interazioni  tra  elementi  naturali  e  tra  uomo  e
ambiente, e sviluppando un atteggiamento di cura verso l'ambiente. 
    • Adottare comportamenti responsabili per la  salute,  attraverso
lo sviluppo di abitudini alimentari corrette e stili di vita  sani  e
rispettosi della propria salute. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Esplorazione e osservazione della natura 
      • Osservare  direttamente  minerali,  fossili,  rocce,  piante,
funghi,  animali   e   microorganismi,   raccogliendo   campioni,   e
utilizzando, ove disponibili, adeguati  strumenti  di  indagine,  per
descriverne le caratteristiche e classificarli in base a criteri come
forma, colore, struttura e habitat. 
    •   Osservare   il   susseguirsi   delle   stagioni   realizzando
registrazioni  periodiche  dei  cambiamenti   nelle   piante,   nelle
temperature, nella posizione del sole rispetto  all'orizzonte  locale
in vari momenti della giornata. 
    • Osservare il movimento apparente del sole  lungo  l'arco  della
giornata attraverso l'ombra prodotta da un albero  o  da  un  bastone
piantato nel terreno e  utilizzare  il  cambiamento  dell'ombra  come
strumento per misurare lo scorrere del tempo. 
 
Materia e trasformazioni 
    • Identificare e classificare oggetti e materiali  in  base  alle
loro  proprieta'  percepite  (colore,  forma,  durezza,  trasparenza,
ecc.). 
    • Sperimentare la conservazione della quantita'  di  materia  per
deformazione e per cambiamenti di stato (es. fusione del ghiaccio)  e
registrare le osservazioni attraverso disegni o tabelle. 
 
Esperimenti sui fenomeni fisici 
    • Sperimentare diversi tipi di moto e  situazioni  di  equilibrio
degli oggetti su piani orizzontali e inclinati e confrontare mediante
un dinamometro la forza necessaria  per  sollevare  verticalmente  un
oggetto o per spostarlo lungo un piano orizzontale. 
    • Effettuare  misure  dirette  di  volume  di  liquidi  e  misure
indirette del volume di oggetti solidi immersi in liquidi. 
    • Osservare e  descrivere  il  comportamento  delle  calamite  su
diversi  materiali,  riconoscendo  le  proprieta'  di  attrazione   e
repulsione e di orientamento nello spazio. 
    • Comprendere che il suono non e' materia ma e' il  risultato  di
una vibrazione che si trasmette attraverso la materia,  sperimentando
la vibrazione delle corde di uno strumento musicale, parlando  vicino
a un palloncino gonfio o utilizzando diapason e bicchieri d'acqua per
osservare come le vibrazioni producono suoni diversi. 
    •  Riconoscere  la  propagazione  rettilinea  della  luce   anche
attraverso l'osservazione delle proprieta' delle ombre. 
 
Esseri viventi e corpo umano 
    • Riconoscere le principali caratteristiche dei viventi e le loro
diverse modalita' di vita. 
    • Descrivere le sensazioni  corporee  fondamentali  (fame,  sete,
dolore, movimento, caldo, freddo) per riconoscere la complessita' del
proprio organismo e comprenderne il funzionamento. 
    • Riconoscere le parti  principali  del  corpo  umano,  nei  suoi
diversi organi e apparati, con particolare attenzione agli organi  di
senso e alla loro funzione nella percezione dell'ambiente. 
    •  Sviluppare  abitudini  alimentari  e  stili  di  vita  sani  e
rispettosi della propria salute. 
 
Scienza e ambiente 
    • Riflettere su come le proprie  azioni  influenzano  l'ambiente,
riconoscendo l'importanza di comportamenti responsabili  a  scuola  e
nella natura per la tutela degli ecosistemi. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
 
Esplorazione e osservazione della natura 
    • Saper osservare con attenzione cio' che ci circonda,  ponendosi
domande su cio' che accade  in  natura  e  nei  fenomeni  della  vita
quotidiana (in casa e a scuola). 
    •  Formulare  ipotesi  e   cercare   spiegazioni   alle   proprie
osservazioni  attraverso  esperimenti,  confronti   e   raccolta   di
informazioni. 
    • Utilizzare strumenti per effettuare esperimenti  e  raccogliere
dati, come cronometri, termometri, bilance, e microscopi. 
    • Riconoscere le interazioni tra gli esseri viventi e l'ambiente,
ad esempio osservando come le piante  crescono  in  diversi  tipi  di
suolo o come gli animali modificano il  loro  comportamento  in  base
alle stagioni. 
    • Imparare a osservare e descrivere le caratteristiche di piante,
funghi, animali e fossili, ad esempio studiando foglie, semi e  fiori
con una lente d'ingrandimento o confrontando scheletri e dentature di
animali per dedurre la loro dieta. 
    • Saper dare  semplici  spiegazioni  legate  all'osservazione  di
piante, funghi,  animali,  minerali,  fossili  e  rocce,  registrando
cambiamenti nel tempo attraverso schede di osservazione o grafici. 
    • Imparare ad esplorare la struttura del suolo sperimentando  con
minerali, rocce, e viventi; osservare le caratteristiche dell'acqua e
il suo ruolo nell'ambiente attraverso il ciclo dell'acqua. 
    • Rilevare le variazioni del tempo  meteorologico  attraverso  la
misurazione  della  temperatura,  dell'umidita'  e  della   pressione
atmosferica con strumenti come  termometri,  barometri  e  igrometri.
Creare un diario meteorologico  per  documentare  i  cambiamenti  nel
tempo. 
    • Osservare e comprendere i movimenti del Sole e della  Luna  nel
cielo, lungo l'arco della giornata e dell'anno, e la  loro  relazione
con fenomeni come l'alternanza del di' e della notte e il ciclo delle
fasi lunari, anche attraverso semplici modelli e strumenti didattici. 
 
Materia e trasformazioni 
    • Attraverso semplici esperienze, imparare ad elaborare una prima
distinzione  macroscopica  fra   sostanze,   soluzioni   e   miscugli
eterogenei. 
    • Classificare oggetti e materiali in base alla loro  provenienza
(naturale o artificiale), mettendo in rilievo  le  proprieta'  e  gli
aspetti che li accomunano. 
    •  Riconoscere  e  classificare  materiali  in  base  alle   loro
proprieta'  funzionali,  come  la  durezza  (graffiandoli  con  altri
materiali), o la conducibilita' termica (verificando come si scaldano
a contatto con  una  fonte  di  calore),  mettendo  in  relazione  le
proprieta' del materiale con il suo utilizzo. 
    • Osservare e descrivere il fenomeno della combustione attraverso
esperimenti sicuri e simulazioni, iniziando a  comprendere  il  ruolo
dell'aria e il consumo del materiale combustibile. 
    •  Riconoscere,  descrivere  ed  elaborare   i   primi   concetti
relativamente agli stati di aggregazione della materia e ai  passaggi
di  stato,  osservandone  i  cambiamenti  in  situazioni  concrete  e
sviluppando una prima comprensione a livello macroscopico. 
    •  Riconoscere,  descrivere  ed  elaborare   i   primi   concetti
relativamente  ad   alcuni   esempi   di   trasformazioni   chimiche,
osservandole  in  situazioni  concrete  e   sviluppando   una   prima
comprensione a livello macroscopico. 
    •  Differenziare  il  concetto  di  peso  e  quello  di  densita'
attraverso esperienze sul  galleggiamento  (immersione  in  acqua  di
oggetti leggeri e quindi poco pesanti, che affondano, e viceversa, di
oggetti pesanti che galleggiano), avviare la costruzione del concetto
di pressione attraverso esperimenti con i fluidi (es. barattoli pieni
d'aria affondati in acqua e siringhe senza ago tappate). 
    • Sperimentare  alcune  proprieta'  dell'aria,  quali  l'occupare
spazio, l'avere un peso, la capacita' di trasmettere  forze  e  cosi'
via. 
    •  Acquisire  il  concetto  di  equilibrio  termico  (ad  esempio
attraverso attivita'  dove  si  raggiunga  l'equilibrio  termico  nel
contatto tra sostanze solide o fluide). 
 
Esplorazione sensoriale dei fenomeni fisici 
    • Esplorare e  osservare  il  movimento  di  persone  e  oggetti,
ragionando sui cambiamenti della posizione nel tempo e  sui  concetti
di velocita' e accelerazione, e sperimentando le  oscillazioni  e  il
moto armonico. 
    • Effettuare misure di massa, nel senso di quantita' di  materia,
attraverso bilance a due bracci costruite con materiali poveri, e  di
peso, nel senso di forza  peso,  attraverso  semplici  dinamometri  a
molla. 
    • Osservare  e  comprendere  i  fenomeni  legati  alla  gravita',
all'elettricita'  e  al  magnetismo,   riconoscendo   le   principali
caratteristiche di ciascuna forza e  le  differenze  tra  interazione
elettrica e magnetica. 
    • Riconoscere e comprendere le relazioni tra temperatura, suoni e
luce, collegandole alle percezioni sensoriali e  ai  fenomeni  fisici
come la riflessione, la rifrazione e la scomposizione della luce. 
    •  Iniziare  a  comprendere  i  concetti  di  forza  ed  energia,
riconoscendoli  e  applicandoli  in  diverse  situazioni  e  fenomeni
osservati. 
 
L'uomo, i viventi e l'ambiente 
    • Descrivere e interpretare il funzionamento del corpo umano, per
esempio, misurando il  battito  cardiaco  prima  e  dopo  l'esercizio
fisico per comprendere il funzionamento del  sistema  circolatorio  o
studiando la digestione con esperimenti sulla dissoluzione di cibi in
liquidi diversi. 
    • Riconoscere l'organizzazione cellulare di organi e apparati. 
    • Acquisire le prime informazioni sulle funzioni riproduttive. 
    • Conoscere gli elementi fondamentali e gli  apparati  del  corpo
umano, compresi gli apparati sessuali. 
    • Osservare e descrivere le caratteristiche principali di piante,
funghi  e  animali,  come  forma,  colore,  struttura  e  adattamenti
all'ambiente.  Confrontare  i  loro   modi   di   vivere,   studiando
alimentazione, crescita, riproduzione e habitat. 
    • Riconoscere l'esistenza  di  forme  di  vita  microscopica,  ad
esempio a partire dall'osservazione  di  campioni  di  suolo  sia  ad
occhio  nudo  che  con  strumenti  di  ingrandimento  come  lenti   e
stereomicroscopi. 
    •  Elaborare  i  primi  elementi  di  classificazione  animale  e
vegetale sulla base di osservazioni personali. 
    • Avere cura della propria  salute,  anche  dal  punto  di  vista
alimentare e motorio. 
 
Interconnessioni tra scienza, arte e societa' 
    • Riconoscere i collegamenti  tra  scienza,  matematica,  arte  e
musica, ad esempio analizzando le simmetrie nei  cristalli  di  neve,
identificando le proprieta' delle vibrazioni che  corrispondono  alle
caratteristiche dei suoni, o sperimentando la  pittura  con  pigmenti
naturali. 
    •  Riconoscere   il   ruolo   della   scienza   nella   societa',
approfondendo le invenzioni scientifiche che hanno cambiato la storia
(come la scoperta dell'elettricita' o la  teoria  dell'evoluzione)  e
discutendo come  la  scienza  influisce  su  tecnologia,  medicina  e
ambiente. 
 
CONOSCENZE 
    • Ambiente e scienze della Terra. Paesaggi naturali e  antropici;
elementi dell'ambiente: suolo, acqua, e il suo ciclo,  aria,  piante,
funghi, animali, microrganismi; minerali, rocce e fossili. 
    • Ambiente e biologia. Viventi  e  non  viventi,  caratteristiche
peculiari dell'organizzazione di un vivente.  Componenti  biotiche  e
abiotiche degli ecosistemi ed equilibrio naturale; cicli di materia e
flussi di energia negli ecosistemi; reti trofiche.  Piante,  animali,
funghi, microrganismi:  caratteristiche  anatomiche  e  fisiologiche.
Principi basilari delle classificazioni.  Struttura  e  funzioni  del
corpo umano, funzioni riproduttive. 
    • Astronomia e fenomeni naturali. Movimento apparente del Sole  e
della Luna, fasi lunari, ciclo delle maree, ciclo  delle  stagioni  e
alternanza del di' e della notte. 
    • Fisica e fenomeni naturali. Moti e oscillazioni; gravita': peso
e massa; densita': galleggiamento; pressione:  proprieta'  dell'aria;
calore e temperatura: equilibrio termico; forza  ed  energia;  suoni:
vibrazioni, propagazione delle vibrazioni,  e  loro  percezione  come
suoni;  luce:  propagazione  rettilinea,   riflessione,   diffusione,
rifrazione, meccanismo della visione, colori;  fenomeni  elettrici  e
magnetici. 
    • Chimica e proprieta' dei materiali: Sostanze e miscugli e  loro
proprieta';   stati   della   materia   e   cambiamenti   di   stato;
trasformazioni chimiche (a livello fenomenologico e macroscopico). 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    • Analizzare e  interpretare  i  fenomeni  naturali  e  antropici
utilizzando concetti, linguaggi e metodi  delle  scienze  naturali  e
della  fisica,  anche  in  relazione  alle   sfide   scientifiche   e
tecnologiche della societa' contemporanea. 
    • Leggere, comprendere e comunicare argomenti scientifici,  saper
argomentare e  motivare  con  proprieta'  di  linguaggio  le  proprie
affermazioni. 
    • Sviluppare consapevolezza e  responsabilita'  verso  la  tutela
della  biodiversita'  e  verso  la  cura  dell'ambiente   promuovendo
comportamenti attivi e pratiche di monitoraggio ecologico. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Fenomeni naturali e di origine antropica 
    • Osservare fenomeni naturali e antropici e individuare relazioni
tra grandezze, ad esempio misurando la velocita' di caduta di oggetti
di  peso  diverso  per  comprendere   l'azione   della   gravita'   o
confrontando il consumo d'acqua in diverse attivita'  quotidiane  per
comprenderne l'impatto ambientale. 
    •  Costruire  e  interpretare  grafici  e  relazioni  matematiche
tracciando l'andamento della temperatura giornaliera e la  variazione
nel tempo. 
    • Osservare e  descrivere  gli  ecosistemi  naturali  e  le  loro
componenti. 
    •  Esplorare  il  ciclo  biogeochimico  del  carbonio  attraverso
esperimenti e osservazioni. 
    • Analizzare la geosfera e la  biosfera,  riconoscendo  l'origine
delle rocce, i processi  geologici  e  i  rischi  naturali  anche  in
funzione della prevenzione ambientale. 
    • Osservare  ed  esaminare  fossili  per  comprendere  la  storia
geologica e l'evoluzione degli organismi viventi. 
    • Analizzare attraverso  mappe  tematiche  la  distribuzione  dei
terremoti e dei vulcani e i loro effetti, studiando il meccanismo e i
materiali emessi dalle eruzioni. 
 
Fenomeni fisici e astronomici 
    • Esplorare e osservare vari tipi di moto, anche  avvalendosi  di
software  di  video-analisi  e   simulazioni,   e   comprenderne   la
descrizione  in  termini  di  posizione,  spostamento,  velocita'   e
accelerazione. 
    • Sperimentare con esperienze pratiche il funzionamento del piano
inclinato,   il   moto   armonico   del   sistema   massa-molla,   il
galleggiamento e i circuiti elettrici semplici. 
    •  Osservare  fenomeni  astronomici  anche  tramite   modelli   e
simulazioni, planetari o tridimensionali, mettendoli in relazione con
i moti osservati del Sole, della Luna e delle Stelle, con le  eclissi
e con le stagioni. 
    • Comprendere il concetto di pressione  attraverso  attivita'  su
fluidi, quali acqua e aria. 
    • Comprendere il concetto di equilibrio termico e la  distinzione
tra i concetti di calore e  temperatura  attraverso  misurazioni  con
termometri tradizionali o sensori di temperatura. 
    • Saper  distinguere  a  livello  fenomenologico  elettricita'  e
magnetismo  attraverso  l'osservazione  di  analogie   e   differenze
nell'interazione fra oggetti strofinati e fra calamite. 
    • Comprendere il concetto di circuito elettrico chiuso a corrente
elettrica costante esplorando semplici circuiti realizzati con pile e
lampadine. 
    • Applicare  i  concetti  fisici  fondamentali  per  interpretare
fenomeni naturali e artificiali. 
    • Studiare la propagazione della luce attraverso diversi mezzi  e
materiali. 
    •   Osservare   fenomeni   di   diffrazione,    interferenza    e
polarizzazione della luce attraverso esperimenti pratici. 
 
Chimica e trasformazioni della materia 
    • Osservare e descrivere solubilizzazioni di  sostanze  in  acqua
per costruire il concetto operativo di solubilita' e  la  distinzione
tra soluzioni e miscugli eterogenei. 
    •   Osservare,   descrivere   e   comprendere    le    molteplici
caratteristiche  fenomenologiche  che  si  manifestano   durante   il
riscaldamento e l'ebollizione dell'acqua. 
    • Osservare e descrivere gli stati di aggregazione della  materia
e i vari passaggi di stato. 
    • Interpretare alcuni fenomeni osservati alla  luce  dei  modelli
microscopici della materia. 
    • Sperimentare  reazioni  chimiche  di  base  quali  le  reazioni
acido-base attraverso l'utilizzo di sostanze comuni  per  comprendere
le trasformazioni della materia. 
 
Sperimentazione e analisi dell'energia nei fenomeni fisici 
    • Comprendere la distinzione tra i concetti di forza e di energia
e la distinzione tra forme e fonti di energia. 
    • Comprendere la conservazione dell'energia e la dissipazione  in
calore, approfondendo il tema con esperimenti  su  mulini  ad  acqua,
dinamo e riscaldamento con frullatore. 
    •  Comprendere  il  concetto  di  efficienza  energetica,   saper
riflettere sulle fonti di energia rinnovabili, non rinnovabili e  sui
rispettivi vantaggi e svantaggi. 
 
Fonti energetiche e trasformazioni 
    •  Riconoscere  le  diverse  fonti  energetiche   e   individuare
strategie per un uso ottimale delle risorse, per esempio  analizzando
l'efficienza di pannelli solari attraverso la misurazione della  loro
produzione energetica in condizioni di luce diverse o confrontando il
consumo energetico di lampadine a incandescenza e LED. 
    • Analizzare  le  modalita'  di  trasformazione  e  trasferimento
dell'energia nei sistemi fisici, studiando fenomeni come  il  lavoro,
la potenza e il rendimento energetico.  Confrontare  l'efficienza  di
diversi  dispositivi  (es.  motori  elettrici  vs   motori   termici)
considerandone anche l'impatto ambientale. 
    • Sperimentare strumenti di  misura  e  dispositivi  tecnologici,
utilizzando sensori digitali per raccogliere dati  di  temperatura  o
inquinamento atmosferico e analizzarli con software di elaborazione. 
 
Esseri viventi e corpo umano 
    • Osservare e descrivere gli ecosistemi naturali,  esaminando  il
ruolo di produttori, consumatori  e  decompositori  nei  cicli  della
materia e nei flussi di energia (fotosintesi e respirazione). 
    • Studiare la diversita' e l'evoluzione dei viventi, introducendo
le grandi classificazioni. 
    • Comprendere  la  diversita'  biologica  mettendo  in  relazione
elementi di base di genetica e di evoluzione. 
    • Riconoscere la cellula come unita' fondamentale degli organismi
viventi, osservandone la struttura e il funzionamento e  distinguendo
tra cellule animali e vegetali. 
    • Mettere in relazione struttura e funzioni  degli  apparati  del
corpo umano. 
    • Conoscere le funzioni riproduttive e i relativi apparati. 
    • Conoscere gli effetti e le trasformazioni legati allo  sviluppo
puberale e la loro incidenza sulla sessualita'. 
    • Conoscere i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili. 
    • Approfondire il  rapporto  tra  scienza  e  salute,  esaminando
fattori come alimentazione e prevenzione delle dipendenze. 
 
Ambiente e scienze della Terra 
    •  Esaminare  i  fattori  che  influenzano  il  clima  attraverso
esperimenti come la simulazione dell'effetto serra in una campana  di
vetro o  la  raccolta  di  dati  meteorologici  locali  (temperatura,
umidita', pressione atmosferica) per osservare variazioni  climatiche
nel tempo. 
    • Comprendere e utilizzare  l'analisi  dimensionale  per  stimare
ordini di grandezza e confrontare dimensioni e quantita'. 
    • Esaminare la struttura interna  della  Terra  e  individuare  i
collegamenti con i principali processi geologici. 
 
Interconnessioni tra scienza, tecnologia, arte e societa' 
    •  Individuare  i  collegamenti   tra   scienza,   matematica   e
tecnologia, ad esempio progettando e  realizzando  semplici  circuiti
elettrici o analizzando la geometria delle strutture cristalline  con
modelli tridimensionali. 
    • Riconoscere le  connessioni  tra  scienza,  arte  e  discipline
umanistiche, osservando le proporzioni auree nelle strutture naturali
(conchiglie, fiori), esplorando  la  relazione  tra  il  suono  e  la
matematica   (frequenze   musicali,   armoniche)   o   studiando   la
rappresentazione astronomica nelle opere d'arte rinascimentali. 
    • Comprendere l'evoluzione storica delle scienze, confrontando il
modello  geocentrico  e   il   modello   eliocentrico,   riproducendo
esperimenti storici (come la misura della lunghezza dell'ombra di uno
gnomone per calcolare l'altezza del Sole, sulla scia di Eratostene). 
    •  Riconoscere  il  ruolo  della   scienza   nella   societa'   e
nell'economia, approfondendo il funzionamento di  tecnologie  di  uso
comune    come    lo    smartphone    (batterie,    sensori,     onde
elettromagnetiche). 
    • Discutere come alcune scoperte scientifiche hanno migliorato la
vita    quotidiana    (es.    l'importanza     dell'igiene,     l'uso
dell'elettricita'  come   prodromico   allo   studio   dei   fenomeni
elettrici). 
    • Riconoscere la dimensione estetica della scienza, studiando  la
simmetria nei fiori e nei cristalli di neve, osservando la  struttura
dei frattali in natura o riproducendo le curve di Lissajous. 
 
CONOSCENZE 
    • Chimica. Sostanze pure e miscugli e loro proprieta';  stati  di
aggregazione, passaggi di stato; trasformazioni chimiche. 
    • Biologia. Livelli di organizzazione dei viventi (procarioti  ed
eucarioti; unicellulari e pluricellulari). Struttura  e  riproduzione
delle cellule. Riproduzione degli organismi  viventi  e  principi  di
genetica. Biodiversita' come risultato dell'evoluzione. Testimonianze
fossili  dell'evoluzione.  Introduzione  alla  teoria  evolutiva   di
Darwin. Differenze morfologiche e funzionali tra  piante,  animali  e
funghi; adattamenti all'ambiente. Fotosintesi e  respirazione;  ciclo
del carbonio; ecologia ed ecosistemi. Salute, alimentazione, stili di
vita, prevenzione delle  dipendenze  e  delle  malattie  sessualmente
trasmissibili. 
    •  Geologia.  Minerali,  rocce  e  fossili;  ciclo  litogenetico;
struttura della Terra; processi geologici; georisorse. 
    •  Fisica  e  astronomia.  Misure,  moti,  oscillazioni  e  onde;
termodinamica,   temperatura,   equilibrio   termico,    energia    e
interazioni; gravita',  elettricita',  magnetismo,  proprieta'  della
luce,  ottica  geometrica;  sistema  solare,  fenomeni   astronomici,
evoluzione dell'Universo. 
    • Fonti di energia e applicazioni tecnologiche. Forme e fonti  di
energia. Energie fossili, energie rinnovabili,  energia  nucleare  da
fissione e da fusione; efficienza energetica  e  impatto  ambientale;
diversificazione delle fonti energetiche. 
 
                             TECNOLOGIA 
 
 
PERCHE' SI STUDIA TECNOLOGIA 
    La tecnologia e' l'applicazione tecnica organizzata dei risultati
delle discipline scientifiche finalizzata alla realizzazione di scopi
utili. Questa disciplina e' basata  sulla  cultura  tecnica,  che  si
occupa in maniera sistematica dello studio  delle  tecnologie,  delle
loro applicazioni, degli strumenti e dei processi  relativi,  nonche'
degli ambiti tecnici principali. Le tecnologie e la  cultura  tecnica
sono alla base delle professioni tecniche  e  delle  altre  attivita'
legate al mondo produttivo e dello sviluppo sociale ed economico.  Lo
studio della tecnologia ha lo scopo di promuovere negli  studenti  il
gusto per l'esplorazione di tecnologie e  strumenti,  sviluppando  un
atteggiamento critico e consapevole,  a  partire  dall'assunzione  di
consapevolezza    delle    tecnologie     che,     scientemente     o
inconsapevolmente, essi usano o vedono usare tutti i giorni,  nonche'
dei contesti in cui vengono a contatto con le stesse. Lo studio della
disciplina, comprensiva di  una  pluralita'  di  ambiti  e  problemi,
richiede la  formazione  di  una  visione  sistemica  che  integra  e
completa lo studio delle discipline scientifiche in un'ottica che  va
dall'osservazione dei fenomeni (per ricondurli ai principi astratti),
allo  studio  dei  modelli  teorici  e  quantitativi   basati   sulla
matematica, sino alla comprensione  di  come  quei  fenomeni  possano
essere applicati in  contesti  specifici  per  risolvere  problemi  e
raggiungere scopi utili su piccola e grande scala. 
    Fin dalla scuola  primaria,  è  essenziale  avvicinare  l'alunno
all'uso  consapevole  delle  tecnologie  integrando  le  lezioni  con
attivita' di tipo sperimentale, limitate ovviamente alle possibilita'
di realizzazione  in  sicurezza  e  in  autonomia  delle  stesse.  Si
avvicinera' progressivamente  l'alunno  alla  complessita'  e  a  una
concezione sistemica degli ambiti tecnologici,  chiarendo  la  natura
degli strumenti come mezzi finalizzati e non a se' stanti.  Si  avra'
cura di promuovere tutte le opportunita' di esercizio  di  padronanze
di applicazione di quanto imparato. 
    Nella scuola secondaria di primo grado,  in  continuità  con  la
scuola primaria, l'insegnamento della disciplina, assume un approccio
piu' maturo e sistematico, con maggiore attenzione per  l'analisi,  a
un livello di approfondimento compatibile col ciclo delle tecnologie,
dei sistemi tecnologici e dei contesti  tecnologici,  inclusi  quelli
produttivi,   e   dell'impatto   sulla    societa',    focalizzandosi
maggiormente sulla  cultura  tecnica,  sulle  sue  prospettive  e  su
opportunita' e limiti delle tecnologie. L'obiettivo e' di  promuovere
la comprensione del ruolo delle tecnologie, della cultura  tecnica  e
delle professioni tecniche, facendo superare  l'idea  della  semplice
applicazione e del singolo strumento a favore di  una  visione  della
tecnologia in rapporto con le scienze e con le  altre  discipline.  I
nuclei  fondanti  'vedere,  osservare  e  sperimentare',  'prevedere,
immaginare e progettare', 'intervenire, trasformare e produrre'  sono
ancora attuali ma vanno integrati con  l'informatica,  per  l'apporto
che le tecnologie informatiche possono dare all'istruzione del  primo
ciclo, nella quale assume grande rilevanza  una  didattica  orientata
alla sperimentazione. Esse vanno presentate agli studenti nella  loro
natura di strumenti che funzionano sulla base dei risultati teorici e
metodologici dell'informatica, ossia come mezzo  e  non  come  scopo,
avendo cura di evitare di incorrere in errori metodologici basati  su
competenze digitali declinate come mero utilizzo  di  strumenti,  che
portano alla deriva verso le semplici applicazioni  o,  peggio,  alla
riduzione a esercizio  sterile  di  quello  che  deve  essere  invece
consapevole  applicazione.  E'  necessario  che  alunni  e   studenti
acquisiscano la comprensione del  funzionamento  dei  sistemi  basati
sulle tecnologie informatiche contestualmente  a  quella  delle  loro
possibilita'  e  dei  loro  limiti,  cosi'  da  cogliere  le   enormi
possibilita'  di  miglioramento  e  sviluppo  offerte  alla  societa'
evitando che diventino strumento  di  esclusione  o  di  oppressione.
Nell'insegnamento  dell'informatica  si  terra'  quindi  conto  delle
interazioni con gli obiettivi  dell'educazione  civica  sottolineando
l'importanza  di  interagire  con  gli  altri  in  modo   rispettoso,
soprattutto  quando  si  utilizzano  le  piattaforme   digitali.   E'
necessario  sapere  come  identificare  e  segnalare  problemi  nelle
interazioni sociali che avvengono sulle  piattaforme,  sviluppare  la
comprensione del valore dei dati, sia dal punto  di  vista  personale
che generale, e di  come  la  raccolta  e  l'elaborazione  di  grandi
quantita' di dati influisca sulla societa'. E resta dirimente,  nella
formazione del primo ciclo, il principio fondamentale che  siano  gli
esseri umani a mantenere  il  controllo  sulle  decisioni  basate  su
sistemi informatici che possono avere un impatto significativo  sulle
persone. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    •  Comprendere  e  spiegare  il  funzionamento   di   dispositivi
tecnologici semplici e alcuni processi di trasformazione di risorse e
di consumo di energia e il relativo impatto ambientale e  iniziare  a
riconoscere in modo critico  le  caratteristiche,  le  funzioni  e  i
limiti della tecnologia attuale. 
    • Essere in grado di utilizzare, concepire e realizzare  semplici
modelli e oggetti funzionali, anche tenendo  conto  dei  principi  di
sostenibilita'   e   funzionalita',   e    di    produrre    semplici
rappresentazioni grafiche del proprio  operato  utilizzando  elementi
del disegno tecnico o strumenti multimediali. 
    • Comprendere e  saper  risolvere  problemi  tecnici  elementari,
anche contribuendo attivamente a progetti di gruppo. 
    •   Saper   ricavare   informazioni   utili   su   proprieta'   e
caratteristiche di beni o servizi  leggendo  etichette,  volantini  o
altra documentazione tecnica e commerciale. 
    • Orientarsi tra i diversi mezzi di comunicazione  ed  essere  in
grado di farne un uso adeguato a seconda delle diverse situazioni. 
 
Per Informatica: 
    • Riconoscere la presenza dei computer nella  vita  quotidiana  e
distinguere  Internet  come  rete  di  comunicazione  dai  servizi  e
contenuti forniti. 
    • Comprendere le regole fondamentali per  un  utilizzo  sicuro  e
socialmente responsabile della tecnologia informatica  e  usarla  per
scegliere ed usare contenuti digitali. 
    •  Sviluppare  un  atteggiamento  positivo  nei  confronti  delle
applicazioni  informatiche  riconoscendone  le   potenzialita'   come
strumenti di espressione personale nella vita quotidiana. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Vedere e osservare 
    •  Osservare  e  classificare   elementi   artificiali   presenti
nell'ambiente scolastico e urbano. 
    •  Descrivere  e  rappresentare  (attraverso  disegni,  schemi  o
modellini) semplici processi di  trasformazione  dell'energia  e  dei
materiali,   riflettendo   sugli   effetti   ambientali    di    tali
trasformazioni. 
 
Prevedere e immaginare 
    • Ideare e costruire semplici modelli,  descrivendo  le  fasi  di
realizzazione. 
    • Misurare grandezze ambientali  (lunghezze,  temperatura,  luce)
con strumenti semplici e registrare i dati. 
 
Intervenire e trasformare 
    • Effettuare prove e esperienze sulle  proprieta'  dei  materiali
piu' comuni. 
    • Eseguire interventi di decorazione, riparazione e  manutenzione
del proprio corredo scolastico. 
Per Informatica: 
    • Riconoscere la presenza  delle  tecnologie  informatiche  nella
vita comune, comprendendo  l'importanza  di  usarle  rispettando  gli
altri e proteggendo i dati  personali,  sapendo  identificare  figure
adulte  di  riferimento  a  cui  rivolgersi  in  caso  di  situazioni
problematiche. 
    • Creare, selezionare e usare semplici testi  o  disegni,  usando
strumenti informatici. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
 
Vedere e osservare 
    • Conoscere e spiegare il funzionamento di  semplici  dispositivi
tecnologici. 
    • Leggere e interpretare le informazioni essenziali contenute  su
etichette, schede tecniche o materiali promozionali relativi a beni e
dispositivi tecnologici di uso comune. 
    • Riconoscere e identificare nell'ambiente elementi e fenomeni di
tipo artificiale. 
 
Prevedere e immaginare 
    • Pianificare la fabbricazione di un semplice  oggetto  elencando
gli strumenti e i materiali necessari. 
    • Effettuare stime approssimative su pesi  o  misure  di  oggetti
dell'ambiente scolastico. 
    • Collaborare efficacemente in gruppo, contribuendo attivamente a
progetti comuni. 
 
Intervenire e trasformare 
    • Produrre  semplici  modelli  o  rappresentazioni  grafiche  del
proprio operato utilizzando elementi del disegno tecnico o  strumenti
multimediali. 
    • Rappresentare  i  dati  dell'osservazione  attraverso  tabelle,
mappe, diagrammi, disegni, testi. 
    •  Smontare  semplici  oggetti  e   meccanismi,   apparecchiature
obsolete o altri dispositivi comuni. 
Informatica: 
    • Conoscere le principali  componenti  hardware  e  software  dei
dispositivi usati, distinguendo tra rete di comunicazione  e  servizi
forniti. 
    • Comprendere l'importanza della protezione dei  dati  personali,
saper usare correttamente le  tecnologie  informatiche  in  relazione
agli  altri  e  sapere  a  chi  rivolgersi  in  caso  di   situazioni
problematiche online. 
    • Creare semplici contenuti e applicazioni  informatiche  a  fini
espressivi usando ambienti adatti e modificando o  combinando  quanto
gia' disponibile. 
 
CONOSCENZE 
    •  Tecnologia  e  oggetti  di  uso  comune.  I  bisogni   primari
dell'uomo,  gli  oggetti,  gli  strumenti  e  le  macchine   che   li
soddisfano; oggetti  e  utensili  di  uso  comune  e  loro  funzioni;
caratteristiche e potenzialita' tecnologiche  degli  strumenti  d'uso
piu' comuni;  modalita'  d'uso  in  sicurezza  degli  strumenti  piu'
comuni. 
    • Produzione e sviluppo tecnologico. Produzione e trasformazione;
utilizzo e sviluppo di semplici modelli della tecnologia. 
    •  Informatica.  Principali  componenti  hardware  e  software  e
principali funzioni di un dispositivo  digitale;  notazione  binaria;
Internet e i suoi servizi; autenticazione e  protezione  dell'accesso
ai dispositivi; valore dei dati e importanza  di  proteggere  i  dati
personali;  "codici  segreti"  per  tutelare  la  riservatezza;   uso
responsabile e rispettoso di tecnologie informatiche, dati digitali e
servizi su rete, sapendo come riportare agli  adulti  di  riferimento
eventuali problematiche; creazione e modifica di  semplici  contenuti
digitali e multimediali usando  semplici  applicazioni  informatiche,
per raccontare storie o esperienze personali. 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    •   Riconoscere   e   descrivere   i   principali   processi   di
trasformazione di risorse o di produzione  di  beni,  individuando  e
riconoscendo le diverse forme di energia coinvolte e le relazioni dei
sistemi tecnologici con gli esseri viventi e gli elementi naturali. 
    • Essere in grado di prevedere le possibili  conseguenze  di  una
decisione o di una scelta di tipo tecnologico, riconoscendo  in  ogni
innovazione opportunita' e rischi, e saper riconoscere situazioni  di
rischio nelle attivita' pratiche  e  tecnologiche,  adottando  misure
adeguate per operare in modo sicuro. 
    • Conoscere e utilizzare oggetti, strumenti  e  macchine  di  uso
comune ed essere in  grado  di  classificarli  e  di  descriverne  la
funzione in relazione alla forma, alla struttura  e  ai  materiali  e
saper utilizzare semplici strumenti seguendo procedure  e  istruzioni
tecniche per eseguire,  in  maniera  metodica  e  razionale,  compiti
operativi complessi, anche in collaborazione. 
    •  Utilizzare   adeguate   risorse   materiali,   informative   e
organizzative per la concezione e realizzazione di semplici prodotti,
interpretando  testi  informativi,  tabelle  e  schede  tecniche  per
raccogliere dati utili alla valutazione di beni o servizi in  base  a
criteri diversi (funzionali, economici, ambientali, etici). 
    • Conoscere le proprieta' e le caratteristiche dei diversi  mezzi
di comunicazione ed essere in  grado  di  farne  un  uso  efficace  e
responsabile  rispetto  alle   proprie   necessita'   di   studio   e
socializzazione. 
    • Concepire e realizzare rappresentazioni grafiche o infografiche
relative alla struttura e al funzionamento  di  sistemi  materiali  o
immateriali, utilizzando elementi del disegno tecnico. 
Informatica 
    • Comprendere a  livello  generale  l'architettura  di  principio
(fisica e funzionale) di un sistema informatico,  le  sue  principali
componenti  hardware  e  software  e  i  meccanismi  fondamentali  di
Internet. 
    •  Agire  in  modo  consapevole  e  responsabile  nell'uso  delle
tecnologie  informatiche  anche  online.  Selezionare  ed  utilizzare
programmi e servizi  software  per  uno  specifico  obiettivo  e  per
espressione personale. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Vedere, osservare e sperimentare 
    • Effettuare prove e semplici indagini sulle proprieta'  fisiche,
chimiche, meccaniche e tecnologiche di vari materiali. 
    • Leggere e interpretare  semplici  disegni  tecnici  ricavandone
informazioni qualitative e quantitative. 
    •  Eseguire  misurazioni  e   rilievi   grafici   o   fotografici
sull'ambiente scolastico o sulla propria abitazione. 
    • Impiegare gli strumenti e le regole del disegno  tecnico  nella
rappresentazione di oggetti o processi. 
 
Prevedere, immaginare e progettare 
    • Pianificare le diverse fasi per la realizzazione di un  oggetto
impiegando materiali di uso quotidiano. 
    • Valutare le conseguenze di scelte progettuali o tecnologiche in
relazione a criteri di sostenibilita', sicurezza o funzionalita'. 
    • Effettuare stime di grandezze fisiche riferite  a  materiali  e
oggetti dell'ambiente scolastico. 
    • Immaginare modifiche di oggetti e prodotti di uso quotidiano in
relazione a nuovi bisogni o necessita'. 
 
Intervenire, trasformare e produrre 
    • Costruire oggetti con materiali facilmente reperibili a partire
da esigenze e bisogni concreti. 
    • Rilevare e disegnare la  propria  abitazione  o  altri  luoghi,
anche avvalendosi di software specifici. 
    •  Smontare  e  rimontare   semplici   oggetti,   apparecchiature
elettroniche o altri dispositivi comuni. 
    • Utilizzare semplici procedure per eseguire  prove  sperimentali
nei vari settori della tecnologia. 
    • Eseguire interventi di riparazione e manutenzione sugli oggetti
dell'arredo scolastico o casalingo. 
Informatica 
    • Comprendere i principi  fondamentali  dell'architettura  e  del
funzionamento  di  sistemi  e  dispositivi  informatici,  nonche'  di
Internet e del Web. 
    •  Utilizzare  i  piu'   comuni   dispositivi   informatici   per
organizzare e gestire le informazioni di proprio interesse. 
    •  Connettere  dispositivi  informatici  tra  di   loro   e   con
periferiche, anche per realizzare semplici esperienze di raccolta  ed
analisi dati e di controllo di dispositivi esterni. 
    • Comprendere il valore dei dati personali e sensibili,  valutare
con spirito critico le informazioni reperite in rete e comprendere  i
rischi sociali connessi alla raccolta sistematica dei dati. 
    • Selezionare e usare i contenuti e gli strumenti  digitali  piu'
appropriati  per  i  propri  obiettivi  espressivi,  usando  ambienti
adatti. 
 
CONOSCENZE 
    • Disegno tecnico e rappresentazione grafica.  Elementi  di  base
per la comprensione del disegno tecnico; costruzioni grafiche di base
con riga e squadra; riduzione e ingrandimento dei disegni  in  scala;
proiezioni  ortogonali  di  segmenti,  superfici;  assonometria;   la
sezione dei principali solidi geometrici. 
    •  Materiali  e  loro  proprieta'.  Conoscenze  di   base   sulle
proprieta' fisiche,  chimiche,  meccaniche  e  tecnologiche  di  vari
materiali;  la  risorsa  rifiuti,  utilizzo  dei  rifiuti;   sostanze
organiche;  natura  e  caratteristiche   dei   materiali   metallici;
produzione e lavorazioni  dei  metalli;  il  ferro  e  le  sue  leghe
(altoforno); il rame, l'alluminio e le loro leghe; le fibre tessili e
i  materiali  compositi  e  la  produzione  dei   tessuti;   concetti
fondamentali sugli  oggetti  tecnologici  come  oggetti  compositi  e
risultanti da  un  processo  organizzato  di  progetto  e  produzione
inserito in una catena del valore. 
    • Cicli tecnologici.  L'applicazione  sistematica  e  organizzata
delle tecnologie per le attivita' produttive per beni e  servizi;  le
risorse materiali e immateriali  come  materie  prime  e  fattori  di
trasformazione  e  produzione;  il  concetto  di  ciclo  tecnologico;
logistica e attivita' di supporto alla produzione di beni e  servizi;
impatto sociale e  ambientale  delle  attivita'  produttive  e  delle
attivita' di supporto; il concetto di  ciclo  di  vita  di  un  bene;
esempi. 
    • Informatica. Sistema operativo: principali funzioni  e  servizi
di base, concetto di processo in esecuzione, gestione dei processi  e
della memoria, file system; meccanismi  fondamentali  di  interazione
tra sistemi su Internet (protocolli); cifrari per tenere riservati  i
dati;  attacchi  informatici  e   comportamenti   sicuri;   identita'
personale in rete; valutazione critica dei dati reperiti  su  rete  e
delle informazioni fornite da  sistemi  di  intelligenza  artificiale
generativa; impatto sociale dei dati digitali, necessita' di usare un
pensiero critico nella valutazione di  iniziative  di  trasformazione
digitale; raccolta dati da sensori; creazione e modifica di contenuti
digitali  multimediali  usando   ambienti   informatici;   importanza
dell'usabilita' e dell'accessibilita' di applicazioni informatiche ai
fini dell'inclusione e della piu' ampia partecipazione. 
 
                               MUSICA 
 
 
PERCHE' SI STUDIA LA MUSICA 
    L'Italia vanta un patrimonio musicale di inestimabile valore, con
compositori e interpreti che hanno segnato la storia della musica. Lo
studio della musica  e'  fondamentale  per  conoscere  una  parte  di
inestimabile valore del nostro patrimonio identitario grazie al quale
l'Italia e' nota nel mondo. La musica e' una disciplina, com'e' noto,
capace  di  promuovere   funzioni   formative   plurime,   fra   loro
interdipendenti: cognitivo-culturale  (processo  di  rappresentazione
simbolica della realta', capacita'  di  pensiero,  partecipazione  ai
patrimoni  culturali  musicali),  critico-estetica  (affinamento  del
gusto  estetico,  autonomia  di  giudizio,  sensibilita'   artistica,
interpretazione,  valutazione   e   scelta   musicale   consapevole),
linguistico-comunicativa  (comunicare  ed  esprimersi   mediante   il
linguaggio musicale, tanto nella produzione quanto  nella  ricezione,
comprendere  la  sintassi  linguistica  e  la  pratica   dei   codici
espressivi     dei     linguaggi     musicali),     emotivo-affettiva
(formalizzazione simbolica delle emozioni e decentramento, gestione -
in termini di appropriazione e distanziamento  -  del  proprio  mondo
emotivo), relazionale-sociale (gestione del rapporto tra  se'  e  gli
altri),  identitaria  e  interculturale  (maturazione  della  propria
identita' culturale e del rispetto delle altre culture e tradizioni),
cinestetico-corporea (interiorizzazione  della  musica,  sensibilita'
cinestetica, coordinamento senso-motorio  e  pensiero  astratto).  Le
piu'  recenti  ricerche  neuroscientifiche  confermano  ulteriormente
questa complessita', evidenziando come l'ascolto, la  comprensione  e
la pratica musicali attivino simultaneamente diverse  aree  cerebrali
coinvolte nella cognizione, nelle emozioni,  nel  movimento  e  nelle
interazioni sociali, sottolineando  il  suo  profondo  impatto  sullo
sviluppo  neurologico  e  sul  benessere.  Investire  nell'educazione
musicale di base - non specialistica - fin dalla scuola dell'infanzia
e'  essenziale  per  formare   generazioni   capaci   di   ascoltare,
comprendere, esprimere e apprezzare il proprio patrimonio  culturale,
per fornire gli strumenti culturali atti ad  indagare  e  mettere  in
relazione tradizioni di molteplici culture, epoche, generi  e  stili.
Nei  primi  anni  di  vita,  la  musica  e'  strumento   metodologico
preferenziale  nell'apprendimento  linguistico   e   nell'espressione
emotiva di se'; la comunicazione si basa sulla capacita' di ascolto e
sulla primordiale interpretazione emotiva dei suoni. La  fruizione  e
la pratica della musica veicolano valori  ed  emozioni,  contribuendo
allo sviluppo cognitivo ed emotivo, al benessere  psico-fisico,  alla
coordinazione  percettivo-motoria,   alla   consapevolezza   critica,
espressiva ed estetica. 
    L'educazione  musicale  aiuta  a  prevenire  il  disagio   e   la
dispersione scolastica, favorisce il rispetto delle regole e  stimola
la cooperazione, soprattutto in contesti corali  e  di  ensemble.  La
pratica corale dovrebbe entrare nell'habitus  esperienziale  di  ogni
alunno, come  strumento  di  comunicazione,  confronto,  comprensione
dell'altro,  accettazione  della  diversita':  ogni  scuola  dovrebbe
favorire le attivita' corali e la comprensione della pratica musicale
anche attraverso incontri con autori e interpreti, lezioni  concerto,
visite ai luoghi della musica (teatri, sale  da  concerto,  etc).  La
scuola  italiana,  con  le  Nuove  Indicazioni  nazionali  ambisce  a
promuovere  un'educazione  musicale   per   tutti,   introducendo   e
rafforzando la conoscenza, l'ascolto e la comprensione della  musica,
la pratica del canto e degli strumenti musicali in modo  inclusivo  e
secondo  una   articolazione   curricolare   verticale.   In   chiave
transdisciplinare, la musica  interagisce  con  le  altre  discipline
sviluppando il pensiero  critico,  la  creativita'  e  le  competenze
sensoriali,  cognitive,  espressive  e  relazionali  degli  studenti.
Un'attenzione particolare va data all'esperienza con e attraverso  la
musica, ovvero a  tutte  le  declinazioni  culturali  finalizzate  ad
affinare la consapevolezza del patrimonio musicale  (con  particolare
approfondimento di quello della tradizione del  canone  della  musica
scritta, allargando pero' la prospettiva anche a musiche  di  epoche,
culture e tradizioni diverse) e le competenze estetiche in  un'ottica
di dialogo interculturale: introduzione alla pratica vocale, corale e
strumentale,  comprensione  dell'ecosistema  sonoro  (passeggiate   e
paesaggi sonori), ascolto attivo  e  guidato,  processi  di  esegesi,
ermeneutica  e  interpretazione  delle   musiche,   interazione   con
musicisti, partecipazione a concerti, attivita' laboratoriali. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    • Ascolto critico e  interpretazione  del  suono:  comprendere  e
interpretare messaggi sonori e musicali. 
    • Ritmo, movimento ed espressione corporea: coordinare  movimento
e ritmo in risposta alla musica. 
    •    Alfabetizzazione,    creativita',    produzione    musicale:
classificare,  conoscere,  esplorare  strumenti  musicali  diversi  e
partecipare attivamente a pratiche corali e di musica d'insieme. 
    • Sensibilita' estetica, analisi critica  e  contesto  culturale:
sviluppare la capacita' di apprezzare la bellezza  e  l'espressivita'
della  musica,  riconoscere  le  emozioni  e  i  sentimenti  espressi
attraverso la musica anche  in  riferimento  al  contesto  storico  e
culturale in cui sono inscritte  e  analizzare  la  struttura  e  gli
elementi musicali. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Percezione, ascolto e analisi 
    • Ascoltare e riconoscere suoni diversi. 
    • Riconoscere e descrivere le caratteristiche dei suoni (altezza,
intensita', durata, timbro). 
    •  Ascoltare  attivamente  brani  musicali  e   riconoscerne   le
principali proprieta' e strutture. 
 
Alfabetizzazione e grammatica musicale 
    • Introdurre prime forme di rappresentazione grafica della musica
(partiture grafiche, notazioni analogiche e spontanee). 
 
Creativita', esecuzione e interpretazione 
    • Creare semplici ritmi con voce, corpo e strumenti. 
    • Partecipare al canto corale e a semplici  attivita'  di  musica
d'insieme. 
 
Ritmo, movimento ed espressione corporea 
    • Seguire il ritmo con il movimento del corpo. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
 
Percezione, ascolto e analisi 
    • Individuare le proprieta' dei paesaggi sonori. 
    • Ascoltare e classificare i parametri musicali. 
    • Analizzare semplici strutture musicali. 
 
Alfabetizzazione e grammatica musicale 
    • Riconoscere, comprendere e applicare i principali simboli della
notazione musicale. 
    •  Utilizzare  un  linguaggio  appropriato  per   descrivere   le
caratteristiche della musica. 
 
Creativita', esecuzione e interpretazione 
    • Creare improvvisazioni e inventare semplici melodie e ritmi. 
 
Conoscenza storico-culturale della musica 
    • Conoscere e classificare i principali strumenti musicali  delle
diverse epoche. 
    • Conoscere  i  principali  musicisti  e  compositori  attraverso
l'ascolto guidato delle opere. 
 
CONOSCENZE 
    Repertorio musicale: ascolto e conoscenza di brani  significativi
di diverse epoche e stili. Notazione musicale: simboli  per  ritmi  e
melodie. Strumenti musicali: classificazione e caratteristiche. Canto
corale:   brani   semplici   con   accompagnamento   ritmico-motorio.
Proprieta' e qualita' principali degli  ambienti  sonori.  Conoscenza
dei principali lineamenti della  storia  della  musica.  Conoscere  e
riconoscere i principali assetti formali (AB, ABA, strofa/ritornello,
ecc.)  e  principi  costitutivi  (monodia,   polifonia,   imitazione,
ostinato, ecc.) della forma musicale. 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    • Creativita' ed  espressione  musicale:  ideare  e  improvvisare
sequenze musicali semplici, individualmente e in  gruppo.  Dimostrare
l'acquisizione di competenze esecutive e interpretative attraverso la
voce, il corpo e gli strumenti. 
    • Collaborazione in ensemble musicali: partecipare attivamente  a
performance   musicali   di   gruppo,   dimostrando   capacita'    di
collaborazione e rispetto dei ruoli. 
    • Comprensione della grammatica musicale: leggere e  interpretare
brani musicali, riconoscendo i principali simboli della  notazione  e
gli elementi ritmici, melodici e formali di base. 
    • Sviluppo del pensiero critico  e  conoscenza  storico-culturale
della  musica:  attribuire  significato   alle   musiche   ascoltate,
comprenderne  i  significati  espressivi  e  descrivere  l'evoluzione
storica della musica e la sua  relazione  con  il  contesto  sociale,
culturale e artistico. 
    •  Sviluppo  delle  competenze  digitali:  utilizzare   i   mezzi
informatici in modo creativo, interagendo in modo trasversale con  le
altre discipline. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Percezione, ascolto e analisi 
    •  Analizzare  le  caratteristiche   principali   delle   musiche
ascoltate. 
    • Ascoltare musiche provenienti da  diversi  contesti  storici  e
geografici e comprenderne la relazione con la storia e la cultura. 
    • Riconoscere gli strumenti impiegati nelle musiche ascoltate. 
    • Percepire e comunicare la  dimensione  espressiva  e  affettiva
delle musiche ascoltate. 
 
Alfabetizzazione e grammatica musicale 
    • Leggere semplici frasi musicali con la voce o lo strumento. 
    • Identificare i principali simboli del  codice  della  scrittura
musicale. 
 
Creativita', esecuzione e interpretazione 
    • Eseguire brani musicali semplici con voce, corpo  e  strumenti,
rispettando ritmo e dinamiche. 
    • Partecipare  attivamente  a  performance  musicali  collettive,
mostrando autonomia e capacita' di collaborare. 
 
Ritmo, movimento ed espressione corporea 
    •  Creare  brevi  sequenze  ritmiche   e   melodiche   attraverso
l'improvvisazione, sia individualmente che in gruppo. 
 
Conoscenza storico-culturale della musica 
    • Descrivere le caratteristiche salienti dell'evoluzione  storica
della musica, mettendo in relazione autori, opere e interpreti con il
contesto storico e socio-culturale di riferimento. 
 
Competenze digitali 
    • Saper utilizzare strumenti  tecnologici  per  la  creazione  di
progetti multimediali. 
 
CONOSCENZE 
    Apparato fonatorio e voce:  anatomia  e  fisiologia  della  voce.
Strumenti musicali: tecniche, storia,  classificazione.  Elementi  di
grammatica musicale: durata, altezza,  ritmi  semplici  e  notazione.
Forme musicali: struttura e analisi delle forme musicali.  Evoluzione
storica della musica: principali compositori e opere,  relazione  fra
storia della musica  e  cultura.  Fondamenti  di  antropologia  della
musica: musica e cultura. Conoscenza dei software per  la  produzione
musicale digitale, strumenti per la creazione e l'editing di  podcast
e piattaforme di video editing. 
 
                         STRUMENTO MUSICALE 
(percorsi ad indirizzo musicale  delle  scuole  secondarie  di  primo
                               grado) 
 
    I percorsi a indirizzo musicale nella scuola secondaria di  primo
grado sono normati dal Decreto Interministeriale n. 176 del 01 luglio
2022, di cui le nuove  indicazioni  nazionali  recepiscono  la  parte
ordinamentale (13) , che resta  immutata,  e  prevedono  la  modifica
dell'ALLEGATO A (14) . 
 
PERCHE' SI STUDIA LO STRUMENTO MUSICALE 
    Lo  studio  dello  strumento  musicale  favorisce   lo   sviluppo
congiunto di  competenze  tecniche  e  capacita'  espressive,  in  un
dialogo costante tra analisi e interpretazione, in cui la tecnica  e'
strumento al servizio dell'espressivita' e dell'interpretazione.  Gli
studenti sono guidati verso la scoperta  e  la  valorizzazione  delle
proprie potenzialita', consolidando la fiducia nelle proprie abilita'
e alimentando una personale ricerca estetica. La teoria e la  lettura
della musica, insieme alla pratica strumentale, affinano la capacita'
di un ascolto attento e l'abilita' di riconoscere  e  analizzare  gli
elementi costitutivi del linguaggio musicale in contesti culturali  e
stilistici   diversificati.   La   pratica    d'insieme,    occasione
privilegiata  per  il  lavoro  cooperativo,  rappresenta  un   valore
imprescindibile  per  la  costruzione  di  relazioni   interpersonali
positive e per il raggiungimento di  obiettivi  comuni,  il  rispetto
reciproco e la condivisione.  L'improvvisazione  e  l'interpretazione
creativa stimolano il pensiero divergente e la capacita'  di  problem
solving, contribuendo cosi'  a  sviluppare  una  mente  flessibile  e
aperta all'innovazione. L'utilizzo delle tecnologie finalizzate  alla
produzione musicale rappresenta un ulteriore strumento per  integrare
tradizione e  modernita',  ampliando  le  possibilita'  espressive  e
favorendo una maggiore consapevolezza, nella metodologia  di  studio,
delle  potenzialita'  offerte  dall'era  digitale.  Lo  studio  dello
strumento musicale si pone, inoltre, come veicolo per valorizzare  il
patrimonio culturale nazionale e internazionale, incoraggiando  negli
studenti una  visione  ampia  e  articolata  dell'arte  musicale.  La
pratica musicale contribuisce a creare un ponte tra emozioni, idee  e
culture diverse, favorendo non solo il dialogo  interculturale  e  il
superamento delle barriere  sociali,  linguistiche  e  culturali,  ma
anche  stimolando  una  riflessione  critica  sulla  continuita'  tra
tradizione e innovazione. La musica - non solo forma  d'arte  viva  e
dinamica,  ma  anche  insieme  organico  di  condotte  e   mezzo   di
comunicazione - non si limita a  essere  un  veicolo  di  espressione
personale, ma si configura come un potente  strumento  di  conoscenza
del mondo e  di  se'  stessi.  L'esperienza  musicale  permette  agli
studenti di stabilire  un  legame  diretto  tra  pensiero  critico  e
azione, tra emozione e razionalita', incentivando una  partecipazione
attiva e riflessiva alla propria formazione. Il percorso ad indirizzo
musicale ha, infine, carattere orientativo: lo studente costruisce la
propria  identita'  artistica  e  sociale,  e'  condotto   verso   il
perfezionamento delle abilita' musicali intese come  espressione  del
se',  affina  le  abilita'  estetiche,   analitiche,   esecutive   ed
interpretative, oltre che organizzative e progettuali,  imparando  ad
adattare il repertorio posseduto al contesto. La pratica musicale  si
riconnette    all'esperienza    ordinaria     e     alle     pratiche
formative/performative realizzate in ambienti  di  apprendimento  non
formali (in ambito sociale, da enti e associazioni  musicali:  radio,
teatri,  cinema,  societa'  di  produzione  musicale).   La   pratica
individuale,  in  combinazione  con  quella  corale   e   strumentale
d'insieme, consente di interiorizzare i valori alla base dei principi
transdisciplinari che investono la scuola italiana, quali le pratiche
inclusive, il contrasto alla dispersione scolastica,  la  prevenzione
alle azioni di bullismo, il recupero dell'individualita' del soggetto
che pensa e che comunica. Al fine di migliorare lo  sviluppo  globale
dei bambini e dei ragazzi,  la  musica  promuove  una  piu'  accurata
educazione all'ascolto e alla sensibilita' espressiva,  favorisce  la
socializzazione, incoraggia l'autonomia, migliora  l'orientamento  in
campo artistico. 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    Al termine della classe terza, l'allievo sara' in grado di: 
      • Percezione e analisi: Comprendere  gli  elementi  costitutivi
del linguaggio musicale e le loro relazioni  strutturali  all'ascolto
(andamento metrico, cellule ritmiche, profili  melodici  e  strutture
intervallari,  identificando  inoltre   le   fondamentali   relazioni
armoniche e la loro funzione strutturale). 
      • Decodifica e applicazione: Decodificare la notazione musicale
convenzionale e applicarla nella pratica esecutiva in modo espressivo
e coerente con il contesto musicale del brano. 
      • Esecuzione e interpretazione: Eseguire e  interpretare  brani
musicali con consapevolezza tecnica ed espressiva, comprendendone  la
struttura e il contesto. 
      •   Collaborazione,   esplorazione,   interazione:   Interagire
musicalmente in contesti collettivi, contribuendo alla  realizzazione
di  performance  efficaci,  anche  attraverso  l'esplorazione   delle
possibilita'  espressive  dello  strumento  e  lo  sviluppo  di  idee
musicali  creative  basato  su  semplici  principi  improvvisativi  e
compositivi. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Percezione e analisi 
    • Discriminare attraverso l'ascolto le caratteristiche del suono:
altezza, intensita', timbro, durata. 
    •  Riconoscere  e  discriminare  all'ascolto  cellule   ritmiche,
profili melodici e frasi musicali,  identificando  andamenti  metrici
semplici. 
    • Individuare all'ascolto basilari strutture armoniche e semplici
progressioni. 
    • Descrivere all'ascolto  brani  musicali  individuando  elementi
formali di base, strumenti musicali, andamento ritmico e melodico,  e
riconoscendo idee tematiche. 
 
Decodifica della notazione 
    • Leggere la musica interpretando la notazione convenzionale e  i
basilari   segni   di   intonazione,   ritmo,    durata,    dinamica,
articolazione, espressione. 
    • Utilizzare la notazione convenzionale per trascrivere  semplici
elementi musicali ascoltati (cellule ritmiche e brevi melodie). 
 
Esecuzione e interpretazione 
    • Esplorare le possibilita' espressive dello strumento attraverso
la sperimentazione di diverse sonorita' e tecniche di produzione  del
suono. 
    • Eseguire  correttamente  i  simboli  del  codice  di  scrittura
musicale   relativi   a   intonazione,   ritmo,   durata,   dinamica,
articolazione ed espressione. 
    • Eseguire studi e brani di epoche, generi  e  stili  differenti,
dimostrando   controllo   tecnico   di    base    e    consapevolezza
interpretativa. 
    • Partecipare  attivamente  all'esecuzione  collettiva  di  brani
vocali  e  strumentali  di  epoche,  generi   e   stili   differenti,
dimostrando  coordinazione  ritmica  e  intonazione,  e  contribuendo
all'equilibrio sonoro dell'ensemble. 
 
Collaborazione, esplorazione, interazione 
    • Ascoltare attivamente gli altri esecutori in contesti di musica
d'insieme. 
    • Coordinare  la  propria  esecuzione  con  quella  degli  altri,
rispettando ruoli e dinamiche di gruppo. 
    •  Contribuire  alla  realizzazione   di   performance   musicali
efficaci,   comunicando   musicalmente   con   gli    altri    membri
dell'ensemble. 
    • Creare semplici variazioni ritmico-melodiche su materiali dati. 
    • Realizzare semplici improvvisazioni su strutture  armoniche  di
base, esprimendo idee musicali personali. 
    • Comporre brevi brani musicali utilizzando elementi di base  del
linguaggio musicale. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO  (modifica  D.I.  01/07/2022  n.
  176, allegato A) 
 
Strumenti ad arco 
    • Descrivere  le  caratteristiche  organologiche  basilari  dello
strumento. 
    • Dimostrare l'acquisizione di una naturale postura del  corpo  e
delle mani, volta alla  gestione  consapevole  della  produzione  del
suono e ad una corretta gestione oculo-manuale. 
    • Controllare in modo basilare le articolazioni dell'arto destro:
spalla, gomito, polso, dita con movimenti orizzontali e verticali. 
    • Controllare la condotta dell'arco in funzione dell'intensita' e
della durata dei suoni. 
    •  Conoscere  e  saper  riprodurre  i  principali  colpi  d'arco:
detache' alla metà, punta e tallone; staccato, portato,  martellato;
legato con passaggi di corda. 
    •   Controllare   l'intonazione   nell'utilizzo   di   tutte   le
disposizioni delle dita della mano sinistra e  delle  posizioni  piu'
semplici. 
    • Eseguire un repertorio di studi e brani  di  epoche,  generi  e
stili differenti, interpretando segni dinamici, timbrici, di durata e
di tempo e dimostrando corretto assetto psico-fisico. 
    • Dimostrare di possedere un basilare  metodo  di  studio  basato
sull'utilizzo della voce  per  il  miglioramento  dell'intonazione  e
dell'interpretazione, sull'uso attivo del metronomo, sull'ascolto. 
 
Strumenti a fiato 
    • Descrivere  le  caratteristiche  organologiche  basilari  dello
strumento. 
    • Dimostrare l'acquisizione di una naturale postura del  corpo  e
delle mani, volta alla  gestione  consapevole  della  produzione  del
suono e ad una corretta gestione oculo-manuale. 
    • Controllare l'emissione attraverso una posizione naturale delle
labbra. 
    • Riprodurre le principali tecniche di  articolazione  e  attacco
del suono: legato, staccato, tenuto, tratteggiato. 
    •   Controllare   l'intonazione   nell'utilizzo   di   tutte   le
articolazioni, sviluppando un'ampia gamma dinamica e di registro. 
    • Eseguire un repertorio di studi e brani  di  epoche,  generi  e
stili differenti, interpretando segni dinamici, timbrici, di durata e
di tempo e dimostrando corretto assetto psico-fisico. 
    • Dimostrare di possedere un basilare  metodo  di  studio  basato
sull'utilizzo della voce  per  il  miglioramento  dell'intonazione  e
dell'interpretazione, sull'uso attivo del metronomo, sull'ascolto. 
 
Strumenti a tastiera e percussioni 
    • Descrivere  le  caratteristiche  organologiche  basilari  dello
strumento. 
    • Dimostrare l'acquisizione di una naturale postura del  corpo  e
delle mani, volta alla  gestione  consapevole  della  produzione  del
suono e ad una corretta gestione oculo-manuale. 
    • Utilizzare le principali tecniche di produzione del suono: 
      per il pianoforte - tecnica delle 5 dita,  scale  diatoniche  e
cromatiche, arpeggi, ottave, coordinazione e indipendenza delle mani,
controllo dinamico e timbrico. 
      per la fisarmonica - tecnica dei fondamentali  delle  tastiere,
tra cui scale e arpeggi, coordinazione  e  indipendenza  delle  mani,
controllo  dinamico,  uso  corretto   dei   registri   in   relazione
all'altezza del suono, uso del mantice e di entrambe le tastiere,  in
particolare per la tastiera sinistra sia note  singole  che  bassi  e
accordi precomposti. 
      per le percussioni -  principali  tecniche  di  produzione  del
suono per tamburo, drumset, timpani, strumenti a tastiera (vibrafono,
xilofono, marimba e glockenspiel),  strumenti  accessori  (grancassa,
piatti a due, triangolo, tamburo basco), principali rudiments,  scale
diatoniche, cromatiche e arpeggi, coordinazione e indipendenza  delle
mani, controllo dinamico e timbrico. 
    • Dimostrare l'acquisizione di una naturale posizione  del  corpo
durante la produzione del suono. 
    •  Eseguire  le  principali  articolazioni   (legato,   staccato,
accentato, marcato), dimostrando  l'acquisizione  di  un'ampia  gamma
dinamica. 
    • Eseguire un repertorio di studi e brani  di  epoche,  generi  e
stili differenti, interpretando segni dinamici, timbrici, di durata e
di tempo e dimostrando corretto assetto psico-fisico. 
    • Dimostrare di possedere un basilare  metodo  di  studio  basato
sull'utilizzo della voce  per  il  miglioramento  dell'intonazione  e
dell'interpretazione, sull'uso attivo del metronomo, sull'ascolto. 
 
Strumenti a corde pizzicate 
    • Descrivere  le  caratteristiche  organologiche  basilari  dello
strumento. 
    • Dimostrare l'acquisizione di una naturale postura del  corpo  e
delle mani, volta alla  gestione  consapevole  della  produzione  del
suono e ad una corretta gestione oculo-manuale. 
    • Utilizzare le principali tecniche di produzione del suono: 
      arpa - impostazione delle mani;  orientamento  sulla  cordiera;
controllo e  sviluppo  tecnico;  sviluppo  dell'articolazione;  gesto
esecutivo; arpeggi e  scale  con  applicazione  della  tecnica  della
voltata; suoni armonici, strisciati, smorzati. 
      chitarra - postura e tecniche di impugnatura e movimento  delle
mani; scale e arpeggi; accordi  tipici  dello  strumento  e  cadenze;
suoni armonici, glissato, pizzicato ed effetti percussivi; 
    •  Dimostrare  l'acquisizione  del  controllo  delle   principali
articolazioni,  sviluppando  cosi'  un'ampia  gamma  dinamica  e   di
registro. 
    • Eseguire un repertorio di studi e brani  di  epoche,  generi  e
stili differenti, interpretando segni dinamici, timbrici, di durata e
di tempo e dimostrando corretto assetto psico-fisico. 
    • Dimostrare di possedere un basilare  metodo  di  studio  basato
sull'utilizzo della voce  per  il  miglioramento  dell'intonazione  e
dell'interpretazione, sull'uso attivo del metronomo, sull'ascolto. 
 
CONOSCENZE 
    Gli elementi fondamentali del suono: altezza, intensita', timbro,
durata. Gli  elementi  costitutivi  del  linguaggio  musicale:  ritmo
(cellule ritmiche, andamento metrico, indicazioni di tempo, figure  e
valori  musicali,  pause,  accenti),   melodia   (profili   melodici,
intervalli di base, frasi musicali), armonia (fondamentali  relazioni
armoniche), dinamica ed  espressione  (segni  dinamici,  agogici,  di
espressione e di articolazione), forma (semplici strutture formali  e
segni di ripetizione). Principi  di  base  della  notazione  musicale
convenzionale: il pentagramma, le chiavi, le note e  le  alterazioni;
le figure e le pause; le indicazioni di tempo e la  misura;  i  segni
dinamici,  di  articolazione  e   di   espressione.   Caratteristiche
organologiche basilari dello strumento e principi di  produzione  del
suono.  Principi  fondamentali  dell'esecuzione   e   interpretazione
musicale:  postura,  impostazione,  controllo  del   gesto,   tecnica
strumentale, importanza dell'ascolto e dell'interazione nella  musica
d'insieme, sviluppo del ritmo collettivo e  della  comunicazione  non
verbale. 
 
                           ARTE E IMMAGINE 
 
 
PERCHE' SI STUDIA ARTE E IMMAGINE 
    La disciplina di arte e  immagine,  che  accompagna  il  percorso
scolastico dei bambini e dei ragazzi lungo tutto il  primo  ciclo  in
sintonia con il loro naturale sviluppo, e' una componente  essenziale
del curricolo scolastico. Insieme  a  musica,  appartiene  all'ambito
formativo  dedicato  ai  saperi  estetici,  distinguendosi  per   una
caratteristica preziosa: offre un linguaggio universale per esplorare
emozioni, idee e culture attraverso  lo  sviluppo  della  creativita'
basato sull'apprendimento della tecnica. 
    I saperi estetici, che nelle culture si intrecciano con i  saperi
piu' scientifici e che ne  definiscono  il  profilo  piu'  narrativo,
piuttosto che esprimersi attraverso linguaggi essenzialmente logici e
razionali, vivono di simboli, metafore, allusioni, valorizzando anche
gli aspetti piu' irrazionali, indefiniti, emozionali e poetici  delle
facolta' umane, aspetti intimi spesso inesprimibili a  parole  e  che
trovano espressione nelle immagini e nell'immaginazione creativa. 
    Intersecandosi in modo complesso e diversificato con le attivita'
logiche e razionali, questi saperi, nelle culture e  nelle  civilta',
danno  vita  all'ambito  dell'Arte,  di  cui  l'Italia  possiede   un
patrimonio unico e ricchissimo, da imparare a conoscere e preservare.
Questo patrimonio e' il cuore disciplinare  della  storia  dell'arte,
che la scuola valorizza  attraverso  l'insegnamento  per  educare  al
gusto estetico e al suo significato culturale. 
    Conoscere la storia dell'arte significa  esplorare  come  l'uomo,
attraverso l'immaginazione creativa, abbia dato senso e identita'  al
proprio mondo, costruendo una memoria condivisa che e'  testimonianza
di pensieri, sentimenti e ideali collettivi, come nei miti, antichi o
moderni, che sono come sogni lucidi  dell'umanita'.  Non  a  caso  le
religioni, come sistemi tradizionali di  rappresentazione  del  mondo
interiore, si sono  per  lo  piu'  espresse  e  condivise  attraverso
l'arte; in Occidente soprattutto figurativa, mentre in altre culture,
ad esempio orientali, prevalgono  a  questo  fine  forme  poetiche  e
musicali, come nel caso esemplare delle recitazioni rituali. 
    Un'opera d'arte, cosi' come un  manufatto  artigianale,  un'opera
architettonica, un oggetto di design o un film, presenta  sempre  due
aspetti, che la scuola deve coltivare con cura. Il primo e' legato al
tempo e al luogo in cui e'  stata  creata:  forme,  stili,  colori  e
messaggi raccontano la storia e i valori di una comunita' e, come  un
affresco medievale, un calligramma arabo o  un  video  contemporaneo,
esprimono la loro epoca. Questo  aspetto  si  esplora  attraverso  lo
studio dei contesti storici  all'interno  dei  quali  le  opere  sono
realizzate,  passo  importante  verso  la   tutela   del   patrimonio
artistico, come sancito dall'art. 9 della Costituzione.  Il  secondo,
piu' poetico, nasce dalla specificita' propria del  linguaggio  delle
immagini, spesso ambiguo  e  simbolico,  dove  vive  la  creativita',
audace e imprevedibile, che va indagato nei suoi percorsi di sviluppo
e nelle sue regole, ma soprattutto praticato nella  sua  espressione.
Nella scuola, lo studio della storia dell'arte ripercorre il passato,
mentre la  pratica  creativa,  svolta  attraverso  l'acquisizione  di
tecniche artistiche in laboratori inclusivi che  sappiano  accogliere
diversi stili di apprendimento,  approfondisce  la  conoscenza  delle
stesse opere storiche, e  prefigura,  grazie  all'apertura  dei  suoi
metodi, il futuro  degli  alunni.  L'insegnamento  si  avvale  di  un
approccio laboratoriale che privilegia metodologie attive,  favorendo
l'osservazione diretta del  patrimonio  artistico  (es.  architetture
locali, fregi decorativi) e l'analisi critica delle opere  attraverso
riflessioni su significati, contesti storici e simboli  iconografici.
Visite guidate a musei, botteghe artigianali o  centri  storici,  ove
possibili, collegano il patrimonio locale a quello  globale,  facendo
attenzione  a  confrontare  le  produzioni  locali  (es.  fregi)  con
espressioni  analoghe  di  altre  culture  (es.  mandala  orientali),
promuovendo una  cittadinanza  attiva.  La  valutazione  formativa  e
l'autovalutazione personalizzano il  percorso,  valorizzando  diversi
stili  di  apprendimento  con  materiali  adattabili  (es.  strumenti
digitali, fogli di grande formato) per alunni con  bisogni  educativi
speciali. 
    L'insegnamento intreccia dunque  questi  aspetti  per  sviluppare
espressivita' e competenze  tecniche,  alfabetizzando  al  linguaggio
visivo tradizionale, come il disegno o la pittura,  e  contemporaneo,
come la fotografia o il  video.  L'uso  consapevole  degli  strumenti
digitali, come app di disegno gratuite, programmi di editing  grafico
o  realta'  estesa  (es.  app  di  realta'  aumentata  per   l'arte),
arricchisce il percorso creativo, mentre  la  materialita'  del  fare
artistico bilancia la smaterializzazione del digitale. Attivita' come
la creazione di fumetti digitali stampati, animazioni in  stop-motion
o modellazioni  3D  di  architetture  favoriscono  l'alfabetizzazione
tecnologica, mantenendo l'equilibrio con la  pratica  manuale,  anche
attraverso strumenti inclusivi  (es.  app  con  comandi  vocali)  per
bisogni educativi speciali. Promuove in questo modo una  cittadinanza
attiva, insegnando a tutelare i beni  artistici  e  a  dialogare  con
culture diverse attraverso l'arte, in un approccio  interdisciplinare
con discipline come storia, italiano ed educazione civica. 
    La calligrafia, come pratica artistica che unisce mente  e  mano,
riveste un ruolo cruciale nello sviluppo della motricita' fine, della
concentrazione e dell'espressivita' personale. Attraverso il  corsivo
italiano,  gli  alunni  esplorano  un  linguaggio   visivo   pratico,
simbolico e culturale, radicandosi  nella  tradizione  rinascimentale
italiana e dialogando con altre tradizioni calligrafiche (es.  araba,
cinese)  per  promuovere  il  rispetto  della  diversita'  culturale.
Coltivare la  calligrafia  in  laboratori  inclusivi,  con  materiali
accessibili  (es.  pennarelli   a   punta   calligrafica,   tavolette
digitali), permette  di  sviluppare  un  segno  fluido  e  personale,
integrando  narrazione,  emozione  e  identita',  in   raccordo   con
discipline come italiano, storia ed educazione civica. 
    L'arte visiva, grazie alle  caratteristiche  dei  suoi  linguaggi
estetici, parla alla parte piu' profonda dell'essere umano, e  prende
nella storia  diverse  forme,  talvolta  impreviste.  Nelle  societa'
moderne,  narrazioni  visive  come  il   cinema   o   la   fotografia
arricchiscono  il  patrimonio  culturale,  mentre  altre,   come   la
pubblicita' o in generale la  cultura  visiva  di  massa,  richiedono
un'analisi critica, per  distinguerne  il  valore  artistico,  quando
presente. L'universo multimediale attuale, che,  come  nel  caso  dei
videogiochi, aggiunge l'interattivita' alle  rappresentazioni,  e'  a
sua volta  portatore  di  nuove  forme,  inedite  anche  se  talvolta
problematiche, di creazione estetica, che non e' possibile  ignorare.
Imparare il codice comunicativo delle immagini, come colori  e  forme
(o inquadrature e sceneggiature), aiuta gli alunni a  comprenderne  i
messaggi e ad usarli consapevolmente. Tuttavia, l'indeterminatezza di
fondo dei linguaggi visivi, che  l'estetica  contemporanea  valorizza
nel concetto di interpretazione, li rende  particolarmente  delicati:
gli stereotipi visivi, che l'odierna cultura di massa  diffonde  piu'
per condizionare che per stimolare  il  senso  critico,  possono  per
esempio limitare la capacita' di guardare al mondo in modo  autonomo.
La disciplina  possiede  quindi  un  valore  cruciale  nella  scuola,
proprio perche' insegna a leggere le immagini come  testi  storici  e
contestuali, da  decodificare  con  rigore,  ma  le  considera  anche
pretesti educativi per  stimolare  la  creativita'  e  contribuire  a
formare l'identita' degli allievi, collegandovi il vissuto  personale
e  rendendo  cosi'  ogni  analisi   un'esperienza   formativa.   Essa
alfabetizza gli allievi a  una  liberta',  guidata  ma  autonoma,  di
comprensione ed espressione, di se' e delle cose, che supera l'ambito
specifico delle arti e si riverbera in questo modo su ogni sapere. 
    La stessa storia dell'arte non va proposta come semplice sequenza
di nozioni ma  come  un  racconto  vivo  di  temi  anche  universali,
radicato in un percorso storico e da collegare  al  proprio  vissuto,
attraverso processi che  sappiano  intrecciare  emozione,  tecnica  e
contesto culturale. Questo e'  facilitato  soprattutto  dallo  studio
dell'arte moderna e contemporanea, che offre molteplici  possibilita'
di gioco e di racconto,  ma  anche  dell'arte  antica,  che  conserva
comunque - e forse a maggior ragione - il suo potenziale inespresso e
profondo. 
    Ma la dimensione storica e  poetica  non  e'  tutto.  Nell'antica
Grecia, l'arte era chiamata technē, un termine che univa sia cio' che
oggi chiamiamo  «arte»  in  senso  stretto  sia  cio'  che  chiamiamo
tecnica. Questo ci suggerisce quanto l'aspetto operativo e  materiale
sia essenziale  per  dare  forma  compiuta  alla  creativita',  anche
rispettando   canoni   consolidati,   pur   reinventabili   nell'arte
contemporanea. Coltivare il  fare  artistico  tradizionale,  come  il
disegno o la modellazione, sviluppa la manualita' fine e la  passione
per le arti, permettendo agli alunni di esprimere emozioni e pensieri
in modo efficace e personale. Il  disegno  spontaneo,  coltivato  sin
dalla prima infanzia attraverso esercizi  guidati,  e'  la  base  per
sviluppare  creativita'  e  capacita'  espressive.  Dal  XIX  secolo,
inoltre, fotografia, cinema e  videoarte  hanno  arricchito  l'ambito
culturale ed artistico, consentendo lo sviluppo di competenze  visive
ed espressive anche attraverso lo studio  di  immagini  tecnologiche,
come inquadrature o montaggi. Tutte le tecniche artistiche, nel  loro
insieme, costituiscono la base ineludibile  (sintattico-grammaticale)
dei grandi testi visivi dell'umanita'. 
    Il bambino spontaneamente disegna (e plasma, modella, costruisce,
aggrega) perche'  questi  linguaggi  riescono  ad  unire  visibile  e
invisibile, realta' esterna e realta'  interna.  Sviluppare  abilita'
manuali specifiche, a partire dall'impugnatura  della  matita  o  dal
ritaglio, e' in questo senso fondamentale, specie  in  primaria,  per
sostenere l'espressivita'. Crescendo, pero', queste pratiche  vengono
spesso  abbandonate,  non  solo  per  la  prevalenza  dei   linguaggi
razionali, ma anche perche' la scuola tende a trascurare la didattica
tecnica  ed   operativa   dei   linguaggi   visivi,   limitandola   a
un'espressione generica. Invece, coltivare queste pratiche  con  cura
all'interno di laboratori che sappiano essere inclusivi,  rispettando
le inclinazioni personali e soprattutto cercando  di  valorizzare  il
processo creativo piu' del risultato, favorisce una crescita armonica
e completa della personalita' dello studente. 
    Il disegno (o la modellazione),  sistema  di  rappresentazione  e
configurazione del pensiero, risponde al desiderio  espressivo  degli
allievi di «imparare a», disegnare  o  modellare,  specie  nel  primo
livello della secondaria. Proponendo  queste  tecniche  in  modo  non
direttivo, attraverso esercizi graduali e modelli semplificati, aiuta
a razionalizzare le emozioni e ad  interpretare  i  messaggi  visivi,
favorendo  inoltre  il  manifestarsi   precoce   di   predisposizioni
personali. Architettura e artigianato locale, confrontati  con  opere
di culture diverse, come  possono  essere  un'icona  bizantina  o  un
dipinto giapponese, oppure - nel disegno realistico  -  un  approccio
graduale all'anatomia artistica umana o animale, diventano  occasioni
preziose per imparare a leggere e «scrivere» il  mondo  delle  forme,
con l'obiettivo anche di collegare  il  patrimonio  locale  a  quello
globale, al fine di promuovere,  in  questo  modo,  una  cittadinanza
autenticamente attiva. 
    In sintesi, l'insegnamento di arte e immagine persegue  finalita'
essenziali:  stimolare  le  potenzialita'   espressive   e   creative
attraverso il  gioco  simbolico  e  il  racconto  visivo;  sviluppare
competenze tecniche per educare il gesto artistico; alfabetizzare  ai
saperi  estetici  tramite  opere  che  arricchiscono   l'immaginario;
promuovere  la  crescita  cognitiva  ed  emozionale  con  simboli   e
metafore; illustrare la storia dell'arte per sensibilizzare al valore
del patrimonio culturale, con focus su  quello  locale;  formare  una
cittadinanza attiva, consapevole del ruolo delle arti nella tutela  e
nel dialogo culturale. 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    Espressivita'/Produzione. Esprimere emozioni,  idee  personali  e
creativita'  attraverso  la  creazione  di  elaborati  (es.  disegni,
collage ispirati a un dipinto o a un fregio locale) e  l'applicazione
di  tecniche  semplici  (es.  chiaroscuro,  prospettiva   intuitiva),
offrendo  risposte  personali  ai  compiti  proposti  in   laboratori
inclusivi che accolgano diversi stili di  apprendimento,  valutandone
poi l'efficacia comunicativa. 
    Comunicazione. Esprimere il proprio mondo e la propria  identita'
attraverso un linguaggio visivo che sappia integrare forme simboliche
e metaforiche, arricchito dalla conoscenza dell'arte  tradizionale  e
contemporanea, per promuovere la  consapevolezza  di  se'  attraverso
l'espressione personale. 
    Osservazione/Lettura. Osservare e commentare  testi  visivi,  sia
propriamente  artistici  sia   appartenenti   alla   cultura   visiva
quotidiana (es. dipinti, video), individuandone significati  di  base
(es. emozioni) e aspetti formali (es. equilibrio, ritmo),  usando  il
codice comunicativo (es. colori caldi per emozioni, inquadrature  per
narrazione); esplorare semplici contesti delle opere (es. chi  le  ha
create, in che periodo), collegandole al proprio  vissuto  attraverso
riflessioni personali. 
    Analisi/Interpretazione/Comprensione.  Riconoscere  il   contesto
storico-culturale, collegandolo al proprio vissuto, osservando opere,
in particolare locali (es. un monumento o una scultura);  confrontare
opere artistiche di culture diverse (es. un  dipinto  italiano  e  un
mandala orientale) per sviluppare il  rispetto  e  la  valorizzazione
della diversita' culturale, applicando semplici  criteri  di  analisi
critica; riconoscere il valore dei beni artistici e  l'importanza  di
rispettarli, sviluppando un approccio consapevole alla loro tutela. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Espressivita'/Produzione 
    • Sperimentare la calligrafia  di  base  (es.  corsivo  italiano)
attraverso esercizi di motricita' fine (es. tracciamento  di  lettere
singole con pennarelli a punta calligrafica), per sviluppare un segno
fluido e leggibile, integrando semplici motivi decorativi ispirati al
patrimonio locale o a tradizioni diverse. 
    • Sperimentare tecniche di base (es. pastelli, tempera,  collage)
e materiali plastici (es.  pasta  di  sale,  plastiline)  per  creare
piccoli elaborati. 
    •  Disegnare  forme  semplici   umane,   animali,   vegetali   ed
architettoniche  (es.  archi,  colonne),   anche   fantastiche,   per
rappresentare oggetti o storie, con tratti definiti. 
    • Esercitare abilita' manuali di base, come  l'impugnatura  della
matita,  per  tracciare  segni  chiari  e  leggibili,   in   contesti
inclusivi. 
    • Creare elaborati ispirandosi a  opere  artistiche  locali,  per
coltivare  la  propria  originalita'  attraverso  tecniche   semplici
promuovendo consapevolezza storica ed identitaria. 
    • Assemblare o integrare negli elaborati piccoli  oggetti,  anche
personali,  per  realizzare  composizioni  estetiche   o   narrative,
descrittive o fantastiche. 
    • Utilizzare app di disegno accessibili o  fotocamere  di  tablet
per creare immagini  statiche,  animazioni  in  stop-motion  o  brevi
video, integrando materiali analogici (es. disegni, modellazioni) per
progetti  narrativi  che  reinterpretano  opere  d'arte  o  patrimoni
locali. 
    • Comunicazione 
    • Usare colori, linee, forme e materiali per esprimere  emozioni,
idee personali e racconti, anche ispirandosi a  immagini  e  registri
espressivi  desunti  dall'arte,  promuovendo   cosi'   l'originalita'
dell'espressione personale. 
 
Osservazione/Lettura 
    • Riconoscere semplici testi visivi e audiovisivi  (es.  dipinti,
illustrazioni,   cartoni   animati),   descrivendone   gli   elementi
compositivi e formali principali (es. colori, forme, effetti di  luce
e ombra) e il contesto di base (es. cosa  rappresentano,  chi  li  ha
creati), individuandone il codice comunicativo essenziale (es. colori
per emozioni, forme per azioni). 
    • Osservare un semplice oggetto illuminato da una  singola  fonte
di luce (es. lampadina,  sole)  individuandone  le  principali  ombre
proprie e portate  (riferendosi  ad  esempio  al  sole  presente  nel
disegno  spontaneo  per  introdurre  alla   percezione   visiva   del
chiaroscuro). 
    • Analizzare un dipinto, un'illustrazione o  un  cartone  animato
per descriverne elementi, colori e forme, individuandone il  contesto
espressivo e narrativo. 
 
Analisi/Interpretazione/Comprensione 
    • Identificare  opere  o  oggetti  artistici  e  artigianali  del
proprio ambiente o di altre culture, nominandone  le  caratteristiche
principali. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
 
Espressivita'/Produzione 
    • Creare brevi testi in corsivo italiano (es.  poesie,  proverbi)
con accenti estetici, utilizzando  tecniche  miste  (es.  acquerello,
collage) e strumenti digitali (es. app  di  disegno),  per  esprimere
narrazioni ed emozioni, valorizzando il confronto con calligrafie  di
altre culture. 
    • Usare il disegno (es. schizzi a  matita  per  rappresentare  un
oggetto reale), la modellazione (es. creare una  forma  con  argilla,
seguendo un modello semplice) e la fotografia (es. scattare una  foto
con tablet e modificarla con un'app gratuita)  per  rappresentare  il
reale o il fantastico in modo  personale  (realistico  o  simbolico);
utilizzare strumenti digitali accessibili (es. app per foto e  video)
per creare immagini statiche o in movimento,  anche  riutilizzando  o
assemblando materiali figurativi esistenti. 
    • Applicare tecniche grafiche, pittoriche, plastiche e  l'uso  di
strumenti digitali  accessibili  per  elaborati  creativi  usando  il
chiaroscuro per rappresentare ombre proprie e portate,  definendo  la
linea del contorno nel disegno  e  applicando  il  colore  degradante
nella pittura, dimostrando consapevolezza formale. 
    • Introdurre prospettiva  semplice  (es.  piani  di  profondita',
sovrapposizioni) e chiaroscuro di base per volumi. 
    • Sperimentare  motivi  decorativi  (es.  ispirati  a  Kandinsky,
Depero) per  dettagli  strutturati  negli  elaborati,  in  laboratori
inclusivi. 
    • Creare elaborati (es. un disegno, un collage o una composizione
plastica o oggettuale) ispirato a opere locali (es. un dipinto  o  un
fregio decorativo locale) per esprimere emozioni,  idee  o  racconti,
anche attraverso tecniche miste. 
 
Comunicazione 
    • Integrare simboli e metafore  nel  proprio  linguaggio  visivo,
anche ispirandosi all'arte vista (es. arte surrealista o fantastica),
rafforzando narrativamente l'identita' personale. 
 
Osservazione/Lettura 
    • Osservare e saper commentare testi visivi (es. dipinti, video),
individuandone significati di base (es. emozioni) e  aspetti  formali
(es. equilibrio, ritmo),  individuando  e  sapendo  usare  il  codice
comunicativo (es.  linee  morbide  per  fluidita',  inquadrature  per
narrazione). 
    • Esplorare e comprendere semplici contesti delle opere (es.  chi
le ha create, in che periodo), collegandone gli elementi  al  proprio
vissuto. 
    • Riconoscere  luci  e  ombre  base,  nelle  immagini  osservate;
comprendere  le  regole  grammaticali  e  sintattiche  di  base   del
linguaggio audiovisivo (es. inquadrature, montaggio, elementi  sonori
e musicali). 
    • Commentare  un'opera  (es.  un  dipinto  rinascimentale  o  una
sequenza filmica) per individuarne il contesto storico-culturale. 
 
Analisi/Interpretazione/Comprensione 
    • Collegare opere del proprio territorio a temi di altre culture,
con   semplici   confronti,    dimostrando    elementari    capacita'
interpretative. 
 
CONOSCENZE 
    Elementi formali base (es.  colori,  forme,  soggetti)  di  opere
artistiche e altri testi figurativi, costruttivi e  audiovisivi  (es.
disegno, pittura, scultura, architettura, fotografia, cinema, video). 
    Basi  del  disegno  (linee,   proporzioni,   spazi,   equilibrio,
prospettiva semplice; linee di contorno, campiture di colore, luci  e
ombre; motivi decorativi e calligrafici). 
    Elementi  di  calligrafia  di   base   (es.   corsivo   italiano,
proporzioni  delle  lettere,  fluidita'  del  segno),  con  cenni   a
tradizioni calligrafiche storiche e interculturali  (es.  manoscritti
medievali, calligrafia araba). 
    Tecniche artistiche semplici: pittura (es. acquerello  o  tempera
su carta),  pastelli  (es.  matite  colorate,  pastelli  a  cera  per
campiture), collage (es. con carta colorata  o  ritagli  di  immagini
esistenti e colla vinilica). 
    Fotografia base (es. scatti con tablet). 
    Assemblaggi (es. con materiali di  recupero  o  piccoli  oggetti,
anche personali). 
    Modellazione   (es.    argilla    o    plastilina    per    forme
tridimensionali). 
    Ruolo  delle  immagini   nella   cultura   popolare,   antica   e
contemporanea. 
    Principali opere e tradizioni artistiche del  proprio  territorio
(es. opere pittoriche, scultoree o artigianali locali), italiane e di
altre  culture,  antiche  e  contemporanee  (es.  mandala  orientali,
illustrazioni contemporanee). 
    Cenni su movimenti artistici locali, nazionali ed  internazionali
e stili  storici  antichi  (es.  gotico,  rosoni  delle  cattedrali),
barocchi (es. luce e ombra nei dipinti di Caravaggio) e moderni  (es.
cubismo, forme geometriche di Severini). 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    Espressivita'/Produzione.   Applicare   conoscenze   e   tecniche
artistiche di base (es. prospettiva centrale, chiaroscuro, teoria dei
colori) in modo consapevole, creando progetti  visivi  e  audiovisivi
(digitali  o  tradizionali)   ben   strutturati,   integrando   altre
discipline in laboratori inclusivi con tecniche specifiche,  miste  o
digitali scelte consapevolmente. 
    Comunicazione.  Usare  l'arte  per  descrivere   la   realta'   e
raccontare  esperienze  e  impressioni,  esprimere   idee   personali
complesse con un pensiero creativo autonomo, valorizzando l'autonomia
espressiva. 
    Osservazione/Lettura.  Leggere   testi   visivi   e   audiovisivi
complessi   (es.   dipinto   rinascimentale,    sequenza    filmica),
riconoscendone significati  espliciti  e  impliciti,  collegandoli  a
contesti  storici  e  culturali  attraverso  un'analisi  guidata  che
intreccia   osservazione,   dimensione    tecnica    e    narrazione,
analizzandone   il   codice   comunicativo   (es.   prospettiva   per
profondita', montaggio per narrazione).  Analizzare  opere  d'arte  e
testi visivi (es. dipinti  rinascimentali,  sequenze  filmiche)  come
testi storici, utilizzando cenni di iconografia per  decodificarne  i
simboli,  registrando  riflessioni  in  diari  visivi  che  integrano
tecnica, emozione e contesto culturale. 
    Analisi/Interpretazione/Comprensione. Riconoscere  e  confrontare
linguaggi artistici differenti (es. un'icona bizantina con un dipinto
contemporaneo) come strumento di dialogo  interculturale,  collegando
opere artistiche a contesti  storici  e  culturali,  anche  di  altre
tradizioni, valorizzandone il ruolo come fonti storiche. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
 
Espressivita'/Produzione 
    • Disegnare dal vero soggetti realistici (es.  elementi  vegetali
come  una  foglia,  oggetti  semplici  come  un  vaso)  con  tecniche
tradizionali  (es.  matite   o   carboncino),   attraverso   esercizi
propedeutici graduali; modellare  a  tuttotondo  con  materiali  come
argilla; realizzare elaborati complessi  con  tecniche  diverse  (es.
acrilici e carta ritagliata in un  collage  narrativo),  fotografiche
(es. scattare e modificare immagini con app gratuite) o digitali (es.
creare un breve video ispirato a un dipinto  moderno),  anche  usando
materiali  di  recupero  (es.  cartone,  tessuti,   piccoli   oggetti
personali). 
    •  Creare  composizioni  e  assemblaggi   personali   bilanciando
elementi decorativi,  figurativi  e  iconici;  sperimentare  tecniche
tradizionali e digitali  (es.  studiare  proporzioni  architettoniche
tramite schizzi o modelli digitali) per progetti anche narrativi. 
    • Creare un  progetto  audiovisivo  ispirato  a  un  monumento  o
un'architettura    locali,    per    sviluppare    contemporaneamente
consapevolezza storica, espressivita' e tecnica. 
 
Comunicazione 
    •   Esprimere   idee   personali   attraverso   progetti   visivi
strutturati; usare  il  linguaggio  visivo  per  comunicare  emozioni
complesse. 
    • Descrivere la realta' e  raccontare  esperienze  attraverso  un
codice visivo consapevole; integrare testi e  immagini  per  messaggi
chiari e creativi, valorizzandone l'autonomia espressiva. 
 
Osservazione/Lettura 
    • Leggere un'opera d'arte come un testo storico (es.  un  dipinto
rinascimentale, un film), descrivendone stile, significato e  aspetti
formali (es. equilibrio, composizione, sceneggiatura), cogliendone il
contesto culturale e il  codice  comunicativo  (es.  prospettiva  per
profondita', montaggio per narrazione). 
    • Riconoscere tecniche e materiali  usati  in  opere  storiche  e
contemporanee;   leggere   testi   visivi,    inclusi    audiovisivi,
identificandone il contesto d'uso (es. narrazione, comunicazione). 
 
Analisi/Interpretazione/Comprensione 
    • Analizzare un testo visivo (es. dipinto  rinascimentale,  video
contemporaneo) per  il  suo  contesto  storico,  per  rafforzarne  la
comprensione e arricchire i propri linguaggi espressivi. 
    • Confrontare opere di culture diverse, individuando temi  comuni
o ricorrenti. 
    • Interpretare il significato  simbolico  di  opere  in  base  al
contesto storico e ad elementi iconici ed iconografici. 
 
CONOSCENZE 
    Stili e periodi della storia dell'arte (es. Medioevo, con i  suoi
simboli religiosi; Rinascimento, con la scoperta  della  prospettiva;
Novecento,  con  le  avanguardie  storiche   e   l'esplosione   della
sperimentazione), esplorati attraverso opere  chiave  che  raccontano
emozioni, tensioni ed idee del loro  tempo.  Contesti  interculturali
delle  creazioni  studiate  (es.  funzioni  sociali  e   comunicative
dell'arte).  Cenni   di   iconologia,   per   l'interpretazione   dei
significati storici e culturali delle opere (es. simboli religiosi in
un dipinto medioevale). Tratti distintivi  delle  piu'  significative
correnti estetiche  occidentali  (es.  Rinascimento,  dadaismo,  arte
concettuale; dalle proporzioni di Leonardo al ready-made di Duchamp).
Caratteristiche  dell'astrattismo  e  sue  influenze  culturali  (es.
Kandinskij,  scuola  del  Bauhaus,  motivi  geometrici  e   aniconici
dell'arte non  occidentale,  come  i  pattern  decorativi  islamici).
Tecniche artistiche avanzate: prospettiva centrale (es.  disegno  con
squadra e righello su carta da disegno), chiaroscuro (es.  matite  di
differente durezza per sfumature, principi di teoria delle ombre  nel
disegno  dal  vero),  modellazione  a  tuttotondo  (es.  argilla  per
sculture), tecniche miste (es.  acrilici  e  collage),  fotografia  e
video  (es.  montaggio  con  app  gratuite).  Principi   di   disegno
realistico dal  vero  (es.  luci,  ombre,  proporzioni)  con  modelli
semplificati. Nozioni di proporzioni corporee e  di  rappresentazione
del movimento attraverso esercizi  semplificati;  anatomia  umana  ed
animale di base per la creazione artistica. Strumenti per il disegno,
la grafica  e  la  composizione  plastica  (es.  matite,  pennarelli,
pennelli per pittura o grafica, stecche e spatole  per  modellazione,
scalpelli  per  scultura  di  base).  Teoria  dei  colori   (primari,
secondari, complementari). Elementi  di  composizione  avanzata  (es.
ritmo, equilibrio, armonia, codice comunicativo dei  colori  o  delle
inquadrature).  Materiali  artistici  e  loro  evoluzione  (es.   dal
carboncino al digitale). Architettura (es. conoscenza  dei  monumenti
cittadini o di esemplari costruzioni nazionali ed internazionali). 
 
                     EDUCAZIONE MOTORIA E FISICA 
 
 
PERCHE' SI STUDIA EDUCAZIONE MOTORIA E FISICA 
    L'educazione motoria nella scuola primaria e l'educazione  fisica
nella scuola secondaria di primo grado rappresentano la  declinazione
educativa delle scienze motorie e sportive che descrivono  un  ambito
scientifico di per se' interdisciplinare che riguarda lo  studio  del
corpo  e  del  movimento   umano   nel   contesto   delle   complesse
interazioni - fisiche, cognitive, emotive e sociali -  del  corpo  in
azione in relazione con diversi ambienti. 
    Nelle scienze motorie e sportive, i saperi chinesiologici, ovvero
legati allo studio del movimento umano, in se'  teorici  e  applicati
alla pratica motoria, si coniugano con quelli delle scienze  umane  e
sociali, delle scienze biomediche e,  al  contempo,  trovano  agevoli
legami con altri saperi. 
    Le  Indicazioni  abbracciano   chiaramente   questa   prospettiva
interdisciplinare, accogliendo  gli  approfondimenti  provenienti  da
diverse discipline scientifiche e dagli studi  sulla  corporeita'  in
ambito motorio e sportivo, come quelli relativi all'embodiment,  alle
funzioni esecutive, alla motivazione,  autoefficacia  e  piacere  del
movimento. Propongono un percorso di apprendimento continuo declinato
in cinque dimensioni interconnesse che accompagnano longitudinalmente
il curriculo: la dimensione degli stili di vita  attivi  e  sani,  la
dimensione  motoria,  quella  cognitiva,  quella  sociale  e   quella
emotivo-relazionale. 
    L'educazione motoria e  fisica,  ragionata  sul  paradigma  della
complessita' nell'era della didattica per  competenze,  valorizza  la
sua natura  non  lineare  e  sistemica  superando  cosi'  le  letture
analitiche  e  riduzionistiche.  In  questa  prospettiva,  la  natura
interdisciplinare delle scienze motorie e sportive si rende  concreto
agire nella traslazione didattica. Questo percorso,  progressivamente
consapevole  e  autonomo  di  alfabetizzazione  fisico-motoria  della
persona, si sviluppa lungo tutto l'arco della vita  a  partire  dalla
scuola.  In  questo  contesto,  l'educazione  motoria  e  fisica   si
configura anche come il veicolo naturale per  promuovere  inclusione,
cittadinanza attiva, sostenibilita' e  salute.  Per  questa  ragione,
essa offre a ciascuno -indipendentemente dalle  proprie  capacita'  o
dalla partecipazione ad attivita' extrascolastiche  -  l'opportunita'
di  acquisire  abilita',  conoscenze  e  competenze   motorie   anche
nell'ottica dello  sviluppo  di  stili  di  vita  attivi  e  salutari
orientati al benessere e alla sostenibilita'. Inoltre, la disciplina,
con riguardo alle diverse abilita' e al  funzionamento  di  ciascuno,
consente a bambini e ragazzi di acquisire buone  competenze  motorie,
di apprendere muovendosi, di praticare attivita' in  interazione  con
altri, di  gestire  le  proprie  emozioni  nella  prospettiva  di  un
equilibrato  rapporto  con   il   proprio   corpo.   Le   Indicazioni
suggeriscono una valorizzazione della corporeita' anche al  di  fuori
delle ore disciplinari mediante l'inserimento di pause attive durante
le lezioni in aula, di intervalli attivi  da  svolgere  all'aperto  e
ricchi di opportunita' di gioco, la progettazione  di  esperienze  di
mobilita' attiva da e verso scuola,  la  valorizzazione  dell'outdoor
education in ambiente urbano e naturale. 
    Nelle scuole del primo ciclo, la disciplina assume una dimensione
prevalentemente esperienziale, da cui dedurre e proporre  riflessioni
teoriche. La disciplina favorisce la conoscenza del proprio corpo, si
occupa dello sviluppo e della maturazione di competenze motorie  come
consapevolezza del proprio rapporto con l'ambiente di apprendimento e
con  gli  altri,  concorre  all'educazione  integrale  della  persona
attraverso  il  movimento  e  contribuisce  alla   formazione   della
personalita' dell'alunno attraverso la strutturazione  della  propria
identita' corporea. 
    Le  direzioni  intenzionali  delle  Indicazioni   si   incentrano
sull'obiettivo di costruire le basi dell'alfabetizzazione  motoria  e
di evolverla come processo flessibile che accompagnera'  lo  studente
in tutto il percorso scolastico favorendo la strutturazione di  stili
di vita attivi. 
    Il  piacere  del  movimento,  la  percezione  di  efficacia,   la
motivazione, la ricchezza e variabilita' delle esperienze  motorie  e
sportive sono la premessa  imprescindibile  di  un  agire  didattico,
pienamente inclusivo, in cui ciascun allievo, indipendentemente dalle
proprie abilita', partecipa in modo attivo alla pratica. 
    Il benessere e la cura  della  persona  attraverso  il  movimento
divengono cosi'  parte  di  una  cultura  personale  che  tendera'  a
prevenire  la  sedentarieta',  l'abbandono  precoce  delle   pratiche
motorie e sportive e l'errata alimentazione contribuendo da  un  lato
ad arricchire  le  possibilita'  di  esperienza  e  apprendimento  e,
dall'altro, a limitare il fenomeno del sovrappeso o dell'obesita'. 
    Nel corso del primo ciclo, nella classe  quarta  e  quinta  della
scuola primaria,  e'  stata  recentemente  istituita  la  figura  del
docente specialista di educazione motoria la cui presenza comportera'
un  allargamento  e  approfondimento  dell'esperienza   motoria   dei
bambini. I docenti, in collaborazione con i colleghi, potranno  cosi'
farsi promotori delle azioni descritte in precedenza tese  a  rendere
la scuola piu' attiva. 
    La  disciplina,  in  questa  fase  scolastica,  e'  in  grado  di
sollecitare in modo coinvolgente e specifico le varie dimensioni e lo
stile di vita personale degli studenti accompagnando  la  costruzione
di competenze piu' ampie. 
     In particolare, presenta tre ambiti di sviluppo: 
      • le abilita' motorie e l'acquisizione di tattiche e  strategie
nel gioco, nelle attivita' strutturate e  nella  molteplicita'  delle
attivita' sportive; 
      • le varie componenti della fitness, intesa come  capacita'  di
svolgere le  attivita'  quotidiane  con  vigore,  prontezza  e  senza
affaticarsi, di trarre piacere durante lo svolgimento delle attivita'
del tempo libero e di affrontare emergenze impreviste; 
      • la promozione di uno stile di vita attivo sul piano motorio e
di  una  progressiva  autonomia  anche  al   di   fuori   dell'ambito
scolastico. 
    Al tempo stesso, la disciplina contribuisce, insieme  con  altre,
allo sviluppo di competenze personali e interpersonali: 
      • connesse con la modulazione di risposte comportamentali e con
l'adattamento  del  sistema  percezione-azione  nella   flessibilita'
cognitiva, nella capacita' di passare rapidamente da un compito a  un
altro e nella memoria di lavoro (funzioni esecutive); 
      • metacognitive, favorendo la crescita personale attraverso  il
movimento; 
      • relative  alla  gestione  delle  emozioni  nella  regolazione
emotiva, resilienza e autoefficacia; 
      • connesse alla relazione con  gli  altri  nella  gestione  dei
conflitti e nella competizione; 
      • relative allo sviluppo delle soft skills. 
    Le attivita' saranno sempre proposte con specifica attenzione  ai
bisogni educativi speciali presenti nel gruppo  classe.  Le  abilita'
motorie fondamentali, intese nei termini di movimenti che  forniscono
le basi per l'apprendimento di azioni complesse nei diversi  contesti
dell'attivita' motoria, richieste per la pratica dei  contenuti  sono
quelle locomotorie, posturali, espressive, relative al  rapporto  con
gli altri  e  con  gli  oggetti  (con  particolare  riferimento  alla
coordinazione spaziale e temporale). 
 
                           SCUOLA PRIMARIA 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    Al  termine  della  classe  quinta  lo  studente   consegue   una
sufficiente consapevolezza della  propria  corporeita'  in  relazione
allo spazio e al tempo e utilizza  semplici  linguaggi  non  verbali.
Partecipa  al  gioco  utilizzando  le  abilita'  motorie   richieste,
rispetta semplici regole e alcuni principi del fair  play.  Mette  in
pratica alcuni criteri di base di sicurezza per se', per gli altri  e
per la tutela dell'ambiente; conosce semplici principi  di  igiene  e
alimentari ed e' consapevole che il  movimento  e  il  gioco  possono
migliorare il suo benessere psico-fisico. 
    In particolare, e' in grado di: 
      • Avere cura e rispetto di se',  degli  altri  e  dell'ambiente
come presupposto di uno stile di vita sano. 
      • Essere  consapevole  di  se'  attraverso  la  padronanza  dei
movimenti e la  percezione  del  proprio  corpo,  delle  possibilita'
motorie e dei suoi linguaggi. 
      •  Adeguare  le  modalita'  esecutive  a  differenti   proposte
motorie. 
      • Agire rispettando i criteri di base di sicurezza  per  se'  e
per gli altri, sia nel movimento che nell'uso degli attrezzi. 
      •  Esprimersi  nell'ambito  motorio  valorizzando  le   proprie
potenzialita'. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    Dimensione degli stili di vita attivi e sani: 
      • Partecipare alle differenti tipologie  di  attivita'  motoria
proposte. 
      • Utilizzare in modo attivo i tempi  scolastici  dedicati  alla
ricreazione, alle  pause  e  alle  situazioni  in  cui  e'  possibile
muoversi. 
    Dimensione motoria: 
      • Acquisire le abilita' motorie fondamentali. 
      • Esercitare abilita' ed elementari tattiche praticabili  nelle
attivita' di gioco. 
      •   Assumere   progressiva   consapevolezza   delle   modalita'
espressive e comunicative del corpo. 
    Dimensione cognitiva: 
      • Comprendere, ricordare e rispettare le regole delle attivita'
proposte. 
      •  Strutturare  una  relazione  positiva  con   l'ambiente   di
apprendimento. 
      • Mettere in pratica i principi di una sana alimentazione. 
    Dimensione sociale: 
      • Interagire in maniera collaborativa e rispettosa con tutti  i
compagni. 
    Dimensione emotivo-relazionale: 
      • Manifestare e modulare le proprie emozioni. 
      • Mostrare empatia per compagne e compagni. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE QUINTA 
    Dimensione degli stili di vita attivi e sani: 
      •  Partecipare  attivamente  alle   differenti   tipologie   di
attivita' motorie e sportive proposte. 
      • Utilizzare in modo  attivo  e  costante  i  tempi  scolastici
dedicati alla ricreazione, alle pause e alle  situazioni  in  cui  e'
possibile muoversi anche nel percorso casa-scuola-casa. 
    Dimensione motoria: 
      • Organizzare movimenti finalizzati e precisi. 
      • Esercitare specifiche abilita' e tattiche motorie praticabili
nelle attivita' di gioco e sportive. 
      • Affinare le modalita' espressive e comunicative del corpo. 
    Dimensione cognitiva: 
      • Comprendere e applicare le regole e le tattiche di base delle
attivita' proposte. 
      • Riconoscere ed essere in grado di affrontare  problemi  nelle
situazioni di gioco. 
      • Strutturare  una  relazione  costruttiva  con  l'ambiente  di
apprendimento. 
      • Conoscere gli elementi base della sicurezza e dell'assistenza
nel corso delle attivita'. 
      • Conoscere i principi dell'igiene, di una sana alimentazione e
la relazione con l'attivita' motoria. 
    Dimensione sociale: 
      • Interagire in maniera collaborativa e rispettosa con tutti  i
compagni valorizzando le diversita'. 
    Dimensione emotivo-relazionale: 
      • Gestire le proprie emozioni nelle situazioni di gioco. 
      • Affrontare le eventuali difficolta' negli apprendimenti. 
    Gli strumenti piu' adeguati alla  valutazione  e  autovalutazione
del    conseguimento    delle    competenze    sono     rappresentati
dall'osservazione finalizzata  anche  attraverso  l'uso  di  griglie,
rubriche valutative, integrate  da  test,  questionari,  check  list,
diari prestando particolare attenzione al processo  di  apprendimento
del singolo. 
 
CONOSCENZE 
    •  Giochi  di  esplorazione,  coordinazione,  collaborazione,  di
complessita' crescente, con e senza attrezzi. 
    • Giochi di regole. 
    • Esercizi e percorsi  a  corpo  libero,  con  piccoli  e  grandi
attrezzi. 
    • Esperienze di comunicazione non verbale. 
    • Attivita' legate alla motricita' fine. 
    •  Esercizi  che  stimolino  la  lateralita',  la  coordinazione,
l'equilibrio e la destrezza. 
    •  Attivita'  di  percezione  corporea,  movimenti  coreografici,
drammatizzazioni con il corpo e  parti  di  esso,  posture  e  azioni
mediate dalla musica; 
    •  Attivita'  in  ambiente  naturale  e  urbano  finalizzate   ad
apprendimenti motori. 
    Le attivita' saranno sempre proposte con specifica attenzione  ai
bisogni educativi speciali presenti nel gruppo  classe.  Le  abilita'
motorie fondamentali, intese nei termini di movimenti che  forniscono
le basi per l'apprendimento di azioni complesse nei diversi  contesti
dell'attivita' motoria, richieste per la pratica dei  contenuti  sono
quelle locomotorie, posturali, espressive, relative al  rapporto  con
gli  altri,  con  l'ambiente  e  con  gli  oggetti  (con  particolare
riferimento alla coordinazione spaziale e temporale). 
 
                  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 
 
 
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    Al termine della classe terza lo studente  e'  consapevole  della
propria corporeita'  in  relazione  allo  spazio  e  al  tempo  e  sa
utilizzare alcuni linguaggi non verbali. Partecipa al gioco adeguando
le abilita' motorie, utilizza alcune tattiche, rispetta le  regole  e
il fair play. Agisce in sicurezza  per  se',  per  gli  altri  e  per
l'ambiente; conosce i principi di igiene,  quelli  alimentari  e  gli
stili  di  vita  attivi  che  possono  migliorare  il  suo  benessere
psico-fisico. 
    In particolare, e' in grado di: 
      •  riconoscere  i  principi  relativi  al   proprio   benessere
psico-fisico; 
      • agire rispettando i criteri di base di sicurezza  per  se'  e
per gli altri, sia  nel  movimento  sia  nell'uso  degli  attrezzi  e
trasferire tali competenze anche nell'ambiente extrascolastico; 
      •  assumersi  responsabilita',   collaborare   e   partecipare,
interagendo in gruppo, valorizzando le proprie e le altrui risorse; 
      • orientarsi nello spazio e nel tempo in modo autonomo; 
      •  impegnarsi  nell'ambito  motorio  valorizzando  le   proprie
potenzialita'. 
 
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA 
    Dimensione dei comportamenti e stili di vita attivi e sani: 
      • Partecipare attivamente e  con  continuita'  alle  differenti
tipologie di attivita' proposte. 
      • Utilizzare in modo  attivo  e  costante  i  tempi  scolastici
dedicati alla ricreazione, alle pause e alle  situazioni  in  cui  e'
possibile muoversi anche nel percorso autonomo casa-scuola-casa. 
      • Partecipare ad iniziative sportive, escursioni, uscite attive
organizzate dalla scuola. 
      • Conoscere e praticare con continuita' significative attivita'
motorie, anche non strutturate, nel tempo libero. 
    Dimensione motoria: 
      • Migliorare la padronanza del proprio corpo, in relazione alle
personali caratteristiche, consolidando i movimenti fondamentali. 
      •  Acquisire  varie  abilita',  tattiche  e  tecniche   motorie
praticabili nel gioco, nell'esercizio e nello sport. 
      • Ampliare la gamma delle modalita' espressive  e  comunicative
del corpo. 
    Dimensione cognitiva: 
      • Comprendere e saper applicare le regole e le  tattiche  delle
attivita' e degli sport individuali e di squadra proposti. 
      • Riconoscere e risolvere problemi relativi alle situazioni  di
gioco e sportive. 
      • Strutturare  una  relazione  costruttiva  con  l'ambiente  di
apprendimento. 
      • Conoscere i principi di una sana alimentazione  in  relazione
con l'attivita' motoria e gli stili di vita. 
      • Conoscere le basi dell'anatomia e della fisiologia del  corpo
in movimento. 
    Dimensione sociale: 
      • Interagire attivamente e in maniera  rispettosa  e  inclusiva
con i compagni, valorizzando le diversita'. 
      • Comprendere e applicare le regole base del fair play. 
    Dimensione emotivo-relazionale: 
      • Gestire le proprie  emozioni  nelle  situazioni  di  gioco  e
sportive. 
      • Saper reagire attivamente alle  eventuali  difficolta'  negli
apprendimenti e aiutare gli altri. 
 
CONOSCENZE 
    Giochi  ed  attivita'  sportive  incentrate  sull'attivazione  di
competenze cognitive, relazionali e socio-emotive. 
      • Esercizi a corpo libero e con attrezzi. 
      • Movimenti complessi per ritmo e segmenti coinvolti 
      • Percorsi e circuiti. 
      •  Giochi  di  ruolo,  attivita'  cooperative  e  collaborative
inclusive. 
      • Attivita'  in  ambiente  naturale  e  urbano  finalizzate  ad
apprendimenti motori e alla scoperta del territorio. 
      •  Comunicazione  non  verbale:  attivita'  espressivo-motorie,
drammatizzazioni, gesti arbitrali. 

(1) Nel testo si troveranno vari termini: bambini, allievi, studenti,
    adolescenti. Si invita il lettore a considerare tale scelta  come
    una semplificazione di scrittura, mentre nell'azione educativa la
    persona  viene  assunta  in   tutta   la   sua   complessita'   e
    specificazione. 

(2) Per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento, l'uso del
    corsivo tiene conto di quanto riportato dalle Linee guida per  il
    diritto allo studio degli alunni e degli  studenti  con  disturbi
    specifici dell'apprendimento, MIUR, 2011. 

(3) Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012  "Strumenti  d'intervento
    per  alunni  con  bisogni  educativi  speciali  e  organizzazione
    territoriale per l'inclusione scolastica". 

(4) Cfr. "Linee di indirizzo per  favorire  il  diritto  allo  studio
    delle alunne e degli alunni che sono stati adottati", 2023. 

(5) Cfr. articolo 11 del D.L. n. 71 del 31 maggio  2024,  convertito,
    con modificazioni, dalla L. n. 106 del 29 luglio 2024. 

(6) L'elenco delle competenze e' frutto del D.M. n. 14 del 30 gennaio
    2024  con  integrazioni  tratte  dalla  Raccomandazione   Europea
    4.6.2018 C 189/11, dal Quadro comune europeo di  riferimento  per
    le lingue (QCER) e dal DigComp 2.2 

(7) Nel primo ciclo la competenza  di  'ingegneria'  va  intesa  come
    competenza tecnologico-informatica. 

(8) Non va dimenticato che la Commissione, prima della redazione  del
    documento  delle  Indicazioni  ha  proceduto  all'analisi   degli
    omologhi  documenti  dei  Paesi  europei  attraverso   l'European
    synoptic curriculum framework reperibile come Appendice n. 1 alla
    prima bozza del documento delle Indicazioni Nazionali 2025. 

(9) La corresponsabilita' nella cultura valutativa  -  supportata  da
    buone pratiche di documentazione - non  coinvolge  esclusivamente
    gli insegnanti e  le  famiglie  ma,  anche,  gli  studenti  e  la
    governance  nei  suoi  diversi  livelli  di   leadership   e   di
    middle-management. In ottica formativa, la documentazione diventa
    anche un mezzo importantissimo per sviluppare  la  consapevolezza
    metacognitiva  e  capacita'  autovalutative  negli  studenti,  in
    quanto favorisce l'autoregolazione dell'apprendimento. 

(10) Fra i cambiamenti avvenuti negli ultimi  decenni,  si  segnalano
     l'istituzione della scuola materna statale ai sensi della L.  n.
     444 del 18 marzo 1968 e la delineazione  delle  finalita'  della
     scuola dell'infanzia nella legge-delega 53/2003. Il D.Lgs. n. 65
     del 13  aprile  2017  ha  introdotto  il  Sistema  integrato  di
     educazione e di istruzione dalla  nascita  ai  6  anni  (Sistema
     integrato "zerosei"), che comprende i servizi educativi  per  la
     prima infanzia e le scuole dell'infanzia statali e paritarie,  a
     cui si rivolgono le Linee pedagogiche per il  Sistema  integrato
     "zerosei", approvate con D.M. n. 334 del 22 novembre 2021. 

(11) Per non appesantire la  lettura  del  testo,  si  e'  deciso  di
     utilizzare il termine  "bambino/bambini"  per  indicare  sia  le
     bambine  sia  i  bambini  e  "insegnante/insegnanti"   per   far
     riferimento ai docenti di entrambi i sessi. 

(12) Si  veda  la  Carta   internazionale   dell'educazione   fisica,
     l'attivita' fisica e lo sport (UNESCO 2015). 

(13) Si rinvia in particolare all'art. 4 (Attivita' di insegnamento e
     orari);  all'art.  5  (Iscrizione  ai   percorsi   a   indirizzo
     musicale);  all'art.  6  (Criteri   per   l'organizzazione   dei
     percorsi). 

(14) Art. 9 Decreto Interminiteriale n. 176 del 01 luglio 2022.